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20 aprile 2012

San Luca, il ministero della salute chiede informazioni alla regione


Il ministero si fa carico dell'ospedale di Trecenta e chiede chiarimenti alla regione.

Nel post “Il Comitato per il 'SanLuca' scrive a Monti e al ministro della salute” ho dato notizia della mail che il comitato ha inviato lo scorso 5 marzo.
Il ministero della salute ha preso in carico il problema e ha chiesto “elementi informativi” alla regione in considerazione del fatto che “è compito di questo Ministero tutelare la garanzia dell'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza soprattutto alla popolazione fragile”.
Su questo il Comitato ha tenuto una conferenza stampa lo scorso 18 aprile.
Di seguito riporto il testo della lettera inviata dal ministero alla regione Veneto e, per conoscenza, alla portavoce del comitato Jenny Azzolini e alla segreteria del ministro.

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13/04/2012

Dipartimento Sanità
REGIONE VENETO
Palazzo Balbi - Dorsoduro, 3901
30123 VENEZIA

e p.c.

Sig. ra Jenny Azzolini
Via Matteotti, 82
45027 Trecenta (Ro)

Segreteria Ministro
Sede

OGGETTO: Ospedale San Luca Trecenta – Rovigo

Con la nota in oggetto, che si allega, la Sig. ra Jenny Azzolini, in qualità di portavoce del “comitato dei cittadini per il San Luca”, riferisce il “grave disagio” riscontrato dai cittadini dell'Altopolesine in ambito sanitario per la ritenuta progressiva riduzione dei servizi essenziali derivata dal processo di riorganizzazione dell'Ospedale in oggetto. In particolare fa riferimento alle difficoltà che incontrano, soprattutto le fasce più deboli della popolazione nel dover rivolgere i propri bisogni di cura verso ospedali più lontani.
Poiché è compito di questo Ministero tutelare la garanzia dell'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza soprattutto alla popolazione fragile, lo scrivente ufficio ritiene opportuno fare richiesta, a codesto Dipartimento Sanità, di elementi informativi relativi alle circostanze oggetto dell'esposto.

Il Coordinatore dell'ufficio V
Dott.ssa Panuccio Angela
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18 aprile 2012

Evitare l'unificazione proposta dal Carroccio

Fonte: http://rovigooggi.it/

SANITA' ROVIGO Ulss polesane, Ivano Gibin del gruppo Indipendenti di Porto Tolle chiede che la Conferenza dei sindaci Ulss 19 si riunisca in una seduta pubblica per dire no alla fusione delle due aziende provinciali

08 aprile 2012

La Regione Veneto “costringe” l'Ulss 18 a sprecare 14 milioni di euro l'anno


Si potrebbero risparmiare 14 milioni di euro ma, contro ogni logica, la Regione impone di garantire prestazioni ai privati per 40,5 milioni.

Ammontano a 40milioni e 500mila euro le somme erogate a strutture private convenzionate per degenze e prestazioni specialistiche ambulatoriali. Dal 2008 l'Ulss 18 dichiara che potrebbe far fronte con risorse proprie a tali prestazioni risparmiando 14milioni di euro l'anno. Ma non lo può fare perché deve “garantire i budget stabiliti dalla Regione”.
Proprio così, l'ho letta e riletta la relazione del direttore generale dell'Ulss ma, contro ogni logica di contenimento della spesa, l'amministrazione Zaia è più concentrata ad assicurare il finanziamento delle strutture private convenzionate che una sana gestione dell'Ulss. Se pensiamo al fatto che il medesimo criterio si applica a ogni Ulss del Veneto c'è da rimanere di sale.
Che fine fanno i proclami di buona gestione, di contenimento della spesa pubblica, di razionalizzazione con cui si sono riempiti la bocca il presidente della giunta regionale e il suo assessore alla sanità Luca Coletto?
Ormai lo abbiamo capito: è teatro,solo teatro, sempre e comunque. Le dichiarazioni di questi amministratori sono completamente inaffidabili. Vanno bene per noi tontoloni che pensiamo sia inammissibile che un amministratore pubblico, in questi anni difficili in particolare, possa mentire, travisare, stravolgere ogni cosa anche davanti a una assemblea di altri amministratori e alla presenza del prefetto, come è accaduto nella riunione del 27 gennaio.
Ormai dobbiamo metterlo nel conto, è così. Non ci si può fidare neanche se dicono che è una bella giornata e fuori splende il sole.

La relazione del direttore generale dell'Ulss e il decreto n. 192 del 13/03/2012 sono elencati nel sito dell'ente alla voce Albo online ma non è più possibile farne il download. Fortunatamente li ho scaricati nel periodo di pubblicazione.

02 aprile 2012

Teatro, è stato solo teatro

Lo si era capito dalla lettura del verbale della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 dello scorso 24 febbraio: per le assunzioni al San Luca non c'è un euro in più rispetto ai limiti di spesa già stabiliti dalla giunta regionale del Veneto. In quella occasione il presidente della conferenza Antonio Bombonato aveva affermato che la regione "non assegna nuovi fondi se non per uno sforamento temporale che entro il 31 dicembre comunque deve ritornare all’interno dei parametri fissati" (si veda il verbale della riunione a pagina 3).
Ora sono in grado di pubblicare il testo della lettera del 14 febbraio 2012 con cui il dirigente regionale alla sanità Domenico Mantoan ha risposto alla richiesta di chiarimenti che la stessa conferenza dei sindaci aveva inviato in regione.
Ne riporto il testo con alcuni link ai documenti richiamati, almeno per quelli che è stato possibile rintracciare nel sito della regione. Alla fine qualche considerazione.
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REGIONE DEL VENETO
giunta regionale
14 FEB 2012 71088 /64.00.04      E.900.12.2


Richiesta chiarimenti su limite di costo dei personale anno 2012 - Rif. Vs. nota prot. n. 6468
del 6/2/2012.


Al Signor Direttore Generale
dell'Azienda ULSS n. 18 di
ROVIGO
e, p.c. all'Assessore alla Sanità
Luca Coletto


Con riferimento alla nota citata si ritiene che Codesta Azienda, visti gli impegni assunti nelle diverse sedi istituzionali, debba procedere in via prioritaria alle assunzioni del personale previste per l'ospedale di Trecenta e autorizzate con nota dello scrivente del 2 febbraio scorso.
L'Azienda potrà procedere in tal senso anche nell'ipotesi di un eventuale temporaneo superamento che dovesse essere evidenziato da un'analisi prospettica rispetto al tetto di spesa relativo al personale indicato nella circolare prot. n. 51384 del 2/2/2012 o al corrispondente limite che venisse eventualmente fissato dalla Giunta Regionale. Resta quindi inteso che tale limite dovrà comunque essere assicurato.
Si coglie altresì l'occasione per sottolineare che il limite della spesa per il personale disposto dall'art. 37 della LR. 19/02/2007, n. 2 - disciplinato nel dettaglio da ultimo con la DGR n. 2358 del 29/12/2012 - e i tetti di spesa fissati nel 2011 con DGR n.1l06 del 26/7/2011 e per il 2012, con la circolare citata, in attesa di eventuale DGR, costituiscono vincoli che devono essere autonomamente rispettati.
Distinti saluti.


Il Segretario regionale
per la Sanità
Dr. Domenico Mantoan
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Link:

LR. 19/02/2007, n. 2 http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioLegge.aspx?id=195472



circolare prot. n. 51384 del 2/2/2012 (non trovata).
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E ora qualche considerazione.
Domenico Mantoan, firmatario della lettera, è la stessa persona che nella riunione in prefettura dello scorso 27 gennaio ha apertamente accusato il direttore generale dell'Ulss di non aver dato corso a decisioni già prese affermando che può assumere medici e infermieri anche da domani, senza la necessità di alcuna autorizzazione regionale, perchè i servizi di base vanno garantiti e l'ospedale da peso deve diventare opportunità. Come è possibile che la stessa persona, a distanza di pochi giorni, smentisca se stesso?
Da notare che il direttore generale dell'Ulss non si è minimamente difeso. Da notare anche che il dirigente regionale, rassicurando i sindaci riuniti in prefettura, e il direttore generale dell'Ulss, facendo scena muta, hanno tolto l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto da un grosso imbarazzo. Così facendo hanno però preso in giro prefetto, sindaci e utenti dell'ospedale.
Teatro, è stato solo teatro. Una bella messa in scena, non c'è altra spiegazione a quanto è successo.
Che cosa rimane in piedi delle rassicurazioni e delle promesse di quella riunione? E che cosa potrà fare il gruppo di lavoro per il rilancio del San Luca se la regione non è disponibile a corrispondere all'Ulss la spesa per il personale da assumere?

31 marzo 2012

Nuovo piano socio-sanitario del Veneto: le Ulss avranno un bacino d'utenza di 200-300mila abitanti

La V commissione del consiglio regionale del Veneto ha espresso un primo voto sul PSSR. Il numero delle Ulss scenderà a 15 o 16 per comprendere un bacino di abitanti compreso fra 200mila e 300mila abitanti.
Ho trovato la notizia sul blog di un componente della commissione, Stefano Fracasso, del gruppo Pd.
Vai al post di Stefano Fracasso per leggere il testo approvato.
La prossima riunione della commissione è prevista per il 5 aprile che dovrebbe votare il piano per consegnarlo alla valutazione del consiglio.

28 marzo 2012

Rivoluzione per gli ospedali, verso il taglio di 7 strutture: Dolo, Piove di Sacco, Adria o Porto Viro, Noventa Vicentina, Valdagno, Bussolengo e persino il "Borgo Roma" di Verona

Incredibile, mentre in questi giorni abbiamo sentito a più riprese il presidente-brillantina annunciare il via al nuovo ospedale di Padova - e ieri sera al Tg3 Veneto ne ha definito la collocazione a ovest della città - ora arriva la notizia che sette ospedali saranno chiusi. Lo prevederebbero le annunciate "schede tecniche" al piano socio-sanitario regionale in discussione nella prima commissione del consiglio regionale. Insomma, da una parte si decide di spendere 650 milioni di euro (ma brillantina parla di una "partita da un miliardo") e dall'altra si chiudono sette ospedali.
Tra gli ospedali da chiudere, in provincia di Rovigo, sono in discussione Adria, struttura pubblica, e Porto Viro, struttura privata convenzionata.
Tra le altre proposte di chiusura spicca il "Borgo Roma" di Verona, un ospedale molto consistente per specialità e posti letto, relativamente recente e con buona reputazione. Singolare la motivazione: "la presenza nel capoluogo di un centro d'eccellenza quale il policlinico «Borgo Trento» induce a ritenere superflua la permanenza di Borgo Roma". Come a dire che, fino a oggi, è stato inutile.
Leggi tutto sul sito web del Mattino di Padova.

21 marzo 2012

Il gruppo di lavoro sul San Luca ha fatto il pieno


Il gruppo di lavoro si gonfia come una zampogna. Adriano Marcolongo si accredita come promotore.
Risultati? Forse alla prossima riunione, dopo pasqua!

Il gruppo di lavoro per l'ospedale di Trecenta si è riunito lo scorso 19 marzo.
Sorpresa: si è gonfiato come una zampogna! Proposto piuttosto snello dal presidente della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 (3 componenti), già nella riunione del 24 febbraio diventa di sei componenti (sindaci di Castelmassa, Trecenta, Rovigo, Fiesso, Canda e un rappresentante dell'amministrazione provinciale). Esclusa, con cura, la presenza di un rappresentante del Comitato dei Cittadini per il San Luca (particolarmente impegnato sul punto il sindaco di Lendinara). E pensare che, se erano lì a discutere dell'ospedale era proprio per le iniziative del comitato!
Quando è il momento della riunione, almeno per questa prima riunione, i componenti diventano moltissimi. Il Gazzettino del 20 marzo elenca: il direttore generale Adriano Marcolongo, Mario Saia, indicato dalla segreteria regionale sanità, Tiziana Virgili, presidente di Palazzo Celio, Gianni Saccardin, vicesindaco di Rovigo, Alessandro Berta sindaco di Canda, Eugenio Boschini sindaco di Castelmassa, Luigia Modonesi sindaco di Fiesso Umbertiano, Antonio Laruccia sindaco di Trecenta, Giovanni Pilati direttore sanitario, Silvia Pierotti direttore degli ospedali di Rovigo e Trecenta, Enzo Facci primario di chirurgia di Trecenta, Loris Roncon, direttore di cardiologia di Rovigo, e Paolo Friemel direttore della divisione di ortopedia aziendale. In tutto 13, speriamo non porti sfiga!
Sui risultati della riunione non si sa molto, ho trovato solo una paginetta autocelebrativa del direttore generale sul sito dell'Ulss. Il gruppo di lavoro "è uno strumento di cui ho chiesto l’insediamento con la massima urgenza", dice Adriano Marcolongo. Quando lo avrebbe chiesto non si sa, non certo nella riunione avvenuta in prefettura lo scorso 27 gennaio, durante la quale si è preso un bel po' di randellate dal dirigente regionale alla sanità senza spiccicare una sola parola.
Per la prossima riunione non c'è fretta, ci si vede dopo pasqua: tanti auguri a tutti.

18 marzo 2012

Lunedì prima riunione del gruppo di lavoro per il San Luca

Lunedì 19 marzo alle 15.30, in Cittadella sanitaria a Rovigo, cominciano i lavori del tavolo tecnico per l'ospedale di Trecenta, costituito nell'ultima riunione della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18.
Un'occhiata ai tempi: riunione in prefettura il 27 gennaio; costituzione del gruppo di lavoro il 24 febbraio; prima riunione il 19 marzo. Confermo le mie perplessità.
Il Comitato dei Cittadini per il San Luca, non ammesso a far parte del gruppo di lavoro, si farà vedere presso la sede della riunione per mantenere vivo il pensiero alle persone che dell'ospedale possono avere bisogno.

Passato lo giorno, gabbato lo santo

Dal verbale dell'ultima riunione della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 si apprende che la spesa per il personale è stata tagliata, per il 2012, di 1 milione e 100mila euro, l'equivalente di circa 35 persone.
Quella che è stata definita come 'autorizzazione regionale all'assunzione di 17 persone' non consente, come in un primo momento è stato spacciato, di andare oltre i limiti imposti. Sarà possibile solo uno sforamento temporale, uno o due trimestri, ma poi, a fine anno, la spesa complessiva non potrà essere di un solo euro superiore.
E allora, che fine fanno le assunzioni promesse anzi, date per scontate, nella riunione in prefettura dello scorso 27 gennaio? In quella occasione il direttore regionale alla sanità Domenico Mantoan ha addirittura rimproverato il direttore dell'Ulss 18 di non aver ancora provveduto!
Che cosa si prospetta? Ci saranno alcune assunzioni a tempo determinato, un trimestre o due, tanto per far passare le elezioni amministrative del 6 e 7 maggio e poi tutto come prima? Tanto, passato lo giorno, gabbato lo santo.

Al direttore generale dell'Ulss 18 non funziona Exel


Non tornano i conti sulle assunzioni al San Luca.

Per il direttore generale dell'Ulss 9 + 3 fa 13, e 13 è uguale 17!
All'onnipotente megadirettore generale, abituato a governare i tagli alla sanità col foglio di calcolo, si deve essere inceppato Exel.
Il verbale della riunione del 24 febbraio della conferenza dei sindaci dell'Ulss riporta le sue dichiarazioni a proposito delle assunzioni al San Luca: "I l Direttore Marcolongo ... Sottolinea che gli impegni assunti in sede prefettizia sono stati assolti: delle 13 persone da assumere, 9 erano già state assunte e per le altre 3 si sta provvedendo attingendo a graduatorie in essere o avviando le procedure concorsuali".
Ma le assunzioni sulle quali si era impegnata la regione non erano 13 ma 17! Si vedano in proposito il precedente post Miracolo a Trecenta e le informazioni diffuse a mezzo stampa e sul quotidiano online RovigoOggi.
E allora, cosa sta facendo il direttore generale dell'Ulss 18? Errore di calcolo e di memoria oppure, ancora una volta, cerca di cambiare le carte in tavola?

Il Comitato dei cittadini per il San Luca invita i consiglieri regionali eletti in polesine a un confronto pubblico sull'ospedale


DOCUMENTO

L'incontro dovrebbe tenersi in tempi brevi, entro la prima metà di aprile.

Riporto il testo della lettera inviata dal comitato ai consiglieri regionali eletti in polesine.

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Ai consiglieri regionali rappresentanti del polesine

Ho assistito ieri sera (14 marzo ) al Consiglio comunale di Trecenta che aveva al punto 6 dell’ordine del giorno il problema dell’ospedale San Luca.
I consiglieri di minoranza Paola Panziera e Gilberto Bianchini hanno contestato duramente il sindaco Antonio Laruccia, attribuendogli precise responsabilità ed omissioni nella gestione del problema dell’ospedale locale; il sindaco è stato anche molto criticato dal leghista Giuliano Avanzi.
La risposta, ripetuta, del sindaco è stata “Non ho parole”.
I numerosi cittadini presenti sono rimasti attoniti dinanzi a un dibattito consiliare quasi surreale e ha fatto arrabbiare molti l’atteggiamento del sindaco.
Ora, nella crescente tensione di una campagna elettorale che a Trecenta si profila piuttosto aspra, noi, Comitato dei cittadini per il San Luca, riteniamo che sarebbe utile per la democrazia e per la serenità dei cittadini altopolesani, affidare le riflessioni sul tema San Luca ad un confronto pubblico tra i rappresentanti polesani in Consiglio Regionale.
L’incontro dovrebbe realizzarsi entro la prima quindicina di aprile.
Attendiamo risposta con l’indicazione di una data gradita a tutti.
Vi preghiamo cortesemente di non addurre giustificazioni fasulle, perché non ci crede  più nessuno.
La cosiddetta “antipolitica” non è nata per colpa dei cittadini.
15 marzo 2012
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16 marzo 2012

La conferenza dei sindaci del 24 febbraio


Costituito un gruppo di lavoro sul San Luca, con qualche 'se' e qualche 'ma'.
I chiarimenti della regione Veneto destano più di una preoccupazione.

La conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 si è nuovamente riunita lo scorso 24 febbraio. Vari i punti all'ordine del giorno ma l'argomento principale è stato il 'San Luca'.
Presenti 26 comuni su 41, 6 arrivano in ritardo e 2 se ne vanno prima della fine dei lavori. Mi aspettavo di più.
Alla fine, come annunciato, si è deciso di costituire un gruppo di lavoro per il rilancio dell'ospedale di Trecenta. Su questo, in un precedente post, ho già manifestato le mie perplessità sulla scorta delle esperienze passate. Ma sarò lieto di essere smentito in questa occasione.
Per il momento noto solo che a una tale decisione si arriva comunque in ritardo e cioè a quasi un mese dalla riunione in prefettura del 27 gennaio. Una decisione che poteva benissimo essere presa già nella precedente riunione della conferenza, lo scorso 9 febbraio.
Altri commenti a una prossima occasione. Intanto, invito tutti gli interessati a scaricare il verbale e a leggerlo con attenzione.

15 marzo 2012

L'ultima versione del Piano Socio Sanitario del Veneto

DOCUMENTI


Lo scorso 24 febbraio il presidente della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 ha ricevuto l'ultima versione emendata del PSSR del Veneto e l'ha girata ai comuni. Le modifiche apportate per effetto degli emendamenti approvati sono evidenziate con un colore diverso.
Scarica la nuova versione del piano. (circa 700 KB)

06 marzo 2012

Il Comitato per il "San Luca" scrive a Monti e al ministro della salute


DOCUMENTO

Il Comitato dei cittadini per il "San Luca" ha scritto, in questi giorni, al presidente del consiglio Mario Monti e al ministro della salute Renato Balduzzi per informarli della mancanza di concretezza dopo gli impegni assunti in prefettura lo scorso 27 gennaio. Dopo un mese da quella riunione si sarebbe dovuto tirare le somme e verificare quanto realizzato. La nuova riunione non c'è stata perché non si è concretizzto nulla. Un gran tira e molla sulle somme a disposizione per le diciassette assunzioni promesse dalla regione e richieste dall'Ulss 18 ma, fino a questo momento, il nuovo personale non è entrato in ospedale.
Riporto il testo della lettera inviata.

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In Altopolesine c’è un ospedale che dovrebbe servire una popolazione di 85000 persone. Negli ultimi 10 anni il Governo Veneto lo sta impoverendo progressivamente di molti servizi essenziali con grave disagio dei cittadini, soprattutto i più poveri e i più anziani che per cercare di curarsi devono recarsi presso ospedali lontani.
Queste “scelte strategiche sanitarie” della regione dovrebbero produrre un calo del deficit (enorme) e nel contempo realizzare una “razionalizzazione” capace di offrire servizi migliori.
Però secondo dati precisi forniti dal vicepresidente della provincia di Rovigo ( e pubblicamente denunciati in molti modi) negli ultimi anni sarebbero stati sprecati milioni di euro a vantaggio della sanità privata.
I cittadini dell’Altopolesine, che già si erano mossi nel 2005/6 con raccolta di 6000 firme depositate in regione ed ignorate, hanno ripreso la mobilitazione in difesa del San Luca ed io ne sono la portavoce.
Risultati: siamo sostenuti dai sindaci- dalla conferenza dei sindaci- dalla presidente della Provincia- dal Vescovo di Adria e Rovigo; siamo stati ricevuti dal Prefetto dott. Tafuri, presenti anche l’assessore regionale alla sanità Coletto, il segretario Mantoan, il direttore generale dell’uls 18 Marcolongo. In questa sede la regione si è assunta impegni che dovevano essere verificati dopo un mese, ma per ora non si vede niente di concretamente positivo.
Abbiamo chiesto risposte alla regione, ci siamo rivolti alla Corte dei Conti, adesso presentiamo anche a Voi la nostra situazione.
Per il Comitato dei Cittadini per il San Luca, la portavoce Jenny Azzolini.
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Alla lettera il comitato ha allegato la nota "Domande senza risposta" e la richiesta di chiarimenti inviata alla Corte dei Conti.
Per ottenere tutti i post pubblicati in proposito clicca sull'etichetta "prefetto".

01 marzo 2012

Sprechi all'Ulss 18? Una richiesta di chiarimenti alla Corte dei Conti


DOCUMENTO

Il Comitato dei cittadini per la difesa del San Luca ha inviato, nei giorni scorsi, una richiesta di chiarimenti alla procura della Corte dei conti di Venezia affinché sia valutata la legalità ed economicità delle spese dell'Ulss 18.
Ne riporto integralmente il testo.

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Spett. Procura della Corte dei Conti
Palazzo Mandelli San Marcuola
Cannaregio 1756   -   30121Venezia
Oggetto: Ospedale San Luca di Trecenta e buon uso del denaro pubblico.

Egregio Procuratore, il nostro Comitato  per la difesa dell'ospedale degli Altopolesani, ha più volte trovato lungo la sua strada frasi del tipo “mancano le risorse” o “bisogna risparmiare” come giustificazione
per l’impoverimento progressivo di servizi sanitari essenziali erogati dal San Luca, che non può certo essere considerato ancora ospedale per acuti con pronto soccorso.
Contemporaneamente un altro tipo di informazione diceva: “non è che manchino le risorse, è che sono male utilizzate” e “alcune operazioni molto molto discutibili hanno favorito e favoriscono anche oggi gli ospedali privati”. Ci riferiamo a quanto detto più volte pubblicamente dal Vice Presidente della Provincia di Rovigo, Guglielmo Brusco.
Affermazioni mai smentite.
Brusco dice che circa 200 milioni di euro, in 4 anni, sarebbero stati dati, oltre alle già altissime quote per ricoveri ospedalieri, a cliniche private, addirittura come incentivo per fare meno ricoveri.
Già questo ci sembra spreco di denaro pubblico, non operazione di risparmio.
Se poi aggiungiamo un altro dato (pure quello dichiarato ripetutamente da Brusco) e cioè che i cosiddetti risparmi per minori ricoveri sono stati pagati ai privati per fare più visite mediche, la cosa ci sembra molto difficile da accettare, ci sembra un modo perverso di usare denaro pubblico.
Così, mentre ai privati vengono dati soldi in questo modo, nel nostro ospedale vengono ridotti servizi, create situazioni di difficoltà soprattutto per una popolazione anziana residente in un’area distribuita in maniera particolare com’è l’Altopolesine.
Perciò Le chiediamo di chiarirci se questo modo di utilizzare i soldi pubblici è legale ed economico.
Noi vorremmo che una risposta ci arrivasse prima che il nostro ospedale perda ancora qualche servizio, magari con la solita motivazione della mancanza di risorse.
Sicuri di una sua risposta La ringraziamo per l’attenzione.
Per il Comitato dei Cittadini per il San Luca, la portavoce Jenny Azzolini.

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29 febbraio 2012

Il verbale della conferenza dei sindaci del 09-02-2012

Rendo disponibile il verbale della conferenza dei sindaci del 9 febbraio 2012.
I documenti preparatori sono accessibili dal precedente post Tutti i documenti presentati in Conferenza dei sindaci lo scorso 9 febbraio.
Circa la riunione del 24 febbraio, invece, il relativo verbale non è ancora disponibile. Dalla prime notizie raccolte sembra fondata la preoccupazione che avevo manifestato nel post Il San Luca sarà al centro dei lavori della prossima conferenza dei sindaci. Ma su questo tornerò in una prossima occasione.

27 febbraio 2012

Ulss 18, la risposta di Davide Benazzo


A seguito del precedente post "Ulss 18, un po' di confusione nel sindacato?" ho ricevuto da Davide Benazzo la mail che riproduco di seguito.

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Carissimo Piero, ho letto come sempre il tuo blog, ma stavolta sono rimasto veramente dispiaciuto e costernato per quanto hai scritto. Accusi la CGIL di lentezza (riluttanza?) a partecipare alle iniziative per Trecenta. Parli come se la CGIL fosse connivente con le scelte che hanno impoverito il San Luca. Non riesco proprio a capire... di cosa parli? a cosa ti riferisci? Sono anni che io e tutti i compagni della CGIL siamo impegnati nella tutela dell'Ospedale di Trecenta. Io personalmente insieme ai delegati CGIL e ai lavoratori ho organizzato, anche solo come CGIL, decine di presidi davanti al San Luca. Eravamo la a volantinare anche ad aprile dell'anno scorso quando si paventavano gli accorpamenti e le chiusure a Trecenta e c'era solo il Nostro di Sindacato (avevo disegnato io il lenzuolo davanti l'entrata che poi è apparso sui giornali). Ricordo la Coppola con i Rappresentanti della Regione ad assicurare che non sarebbe avvenuto nessun taglio. Nella stessa giornata ho rilasciato anche un intervista su Rai Tre in merito. Ho fatto decine di denunce pubbliche sui tagli a Trecenta. Abbiamo, sempre come CGIL, fatto un iniziativa nell'estate/autunno del 2009 a difesa della sanità in Polesine (e perciò anche Trecenta) dove abbiamo organizzato molti incontri anche nelle leghe pensionati dell'Alto Polesine, raccolto oltre 1000 firme tra i lavoratori dell'ULSS 18, Trecenta compresa, per denunciare la situazione del personale direttamente in Regione dove le abbiamo consegnate all'Assessore Sandri, concludendo il tutto con una bella manifestazione provinciale con l'intento di unire lavoratori e cittadini in un'unica lotta. Abbiamo organizzato poche settimane fa tre incontri (uno anche a Trecenta in Villa Pepoli) sul piano socio sanitario dove nel documento che ho esposto è chiara la posizione della CGIL in merito alla difesa e rilancio del San Luca. Ero presente insieme ad altri della CGIL anche al presidio davanti alla Prefettura. Perciò veramente non capisco come, da una frase presa in un articolo costruito sui tagli effettuati dal giornalista di quanto avevo mandato come comunicato (se vuoi te lo invio), tu possa fare certe conclusione che non rappresentano minimamente la realtà. Ho già parlato anche con Guglielmo chiedendogli quale articolo avesse letto, visto che nel mio comunicato stampa non avevo assolutamente affermato che qualcuno aveva vinto e soprattutto non ho mai ritenuto o detto che Trecenta fosse soltanto un problema mediatico. Spero poi di parlare anche con la rappresentante del comitato per capire in che modo io li avrei attaccati vista la sua reazione di difesa e giustificazione delle loro posizioni. Venendo poi alla frase "Forse è il caso di chiedersi se sia effettivamente una vittoria aver ottenuto a Trecenta il cardiologo, per poi inviare il paziente a Padova o Verona perché intanto abbiamo smantellato il servizio che dava risposta a Rovigo", è stata purtroppo interpretata nel senso negativo e staccata da quanti sino al quel momento avevo detto. Rovigo e Trecenta non sono due realtà separate e la maggior parte dei servizi sono composti da una unica equipe che, molte volte soprattutto i medici, si trova a ruotare su entrambe le strutture. Conseguentemente l'esempio si lega alla circolare Regionale dove si scrive assumi il personale per Trecenta ma però devi risparmiare sul costo totale del personale. Questo significa che ci stanno prendendo per il culo. Con quanto chiede la Regione la cardiologia, a prescindere da dove va il cardiologo, subisce dei tagli ed essendo i servizi di urgenza a Rovigo, conseguentemente i danni sono per tutti i cittadini dell'ULSS 18, e perciò ne subisce una danno anche l'infartuato di Trecenta. Ti faccio un altro esempio per meglio comprendere il riferimento della mia affermazione: per il polesine a Rovigo esiste, come servizio della Cardiologia, l'Interventistica Vascolare dove cioè se uno fa un infarto acuto viene portato d'urgenza per tentare di riaprirgli la coronaria e salvarlo; è una eccellenza. Purtroppo, se continua così, è a rischio. Ecco perché dico quanto sopra. Nella lettera dove la regione parla di assunzioni per Trecenta (se vuoi te la faccio vedere), citata anche da Guglielmo nel suo articolo, alla fine si dice chiaramente che è confermato il taglio di oltre 1 milione di euro sul costo del personale e perciò ribadisco, come ho fatto nel mio articolo, che ci stanno prendendo per il culo, cardiologo o non cardiologo. Penso purtroppo che l'errore che ho commesso sia stato proprio il tipo di esempio visto che il giorno prima si parlava di mettere il Cardiologo a Trecenta e qualcuno ha forse pensato che stessi giudicando negativamente la richiesta. No io attaccavo la Regione e i loro rappresentanti di maggioranza del nostro territorio che purtroppo stanno tagliando le risorse per tutta la sanità del Polesine. La questione non è semplice e spiegarla per e-mail risulta riduttivo. Se vuoi ci possiamo anche incontrare con Te o con chiunque voglia confronto e chiarimenti, con i documenti ufficiali per meglio capire. Ciao e continua con l'ottimo lavoro che stai facendo con il tuo blog.
Davide Benazzo
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25 febbraio 2012

Ulss 18, un po' di confusione nel sindacato?


Sulle dichiarazioni di Davide Benazzo, responsabile provinciale della Cgil Funzione Pubblica, al Gazzettino e, presumo, agli altri quotidiani locali, si può essere d'accordo su tutto, tranne che per una frase.
Dopo aver ricordato le ultime vicende del San Luca e le contraddizioni presenti negli atti regionali, afferma: "Forse è il caso di chiedersi se sia effettivamente una vittoria aver ottenuto a Trecenta il cardiologo, per poi inviare il paziente a Padova o Verona perché intanto abbiamo smantellato il servizio che dava risposta a Rovigo". Si veda Il Gazzettino di mercoledì 22 febbraio 2012 «Ulss 18, caos sul personale».

Una frase infelice che tuttavia forse spiega la lentezza (riluttanza?) con cui il sindacato, non solo la Cgil, ha partecipato alle mobilitazioni sull'ospedale di Trecenta. Ne è un esempio la chiusura del reparto di pneumologia, avvenuta nell'ottobre del 2006. La mobilitazione dei cittadini era iniziata da un paio di mesi ma Cgil, Cisl e Uil si sono mobilitati il 31 ottobre ... di un anno dopo (si veda il relativo post).
Insomma, fa capolino la sgradevole sensazione che nel sindacato si privilegi l'ospedale di Rovigo, abbandonando anche le tardive rivendicazioni avanzate nel 2007 per il San Luca e l'adeguamento degli organici in particolare.

Le reazioni alle dichiarazioni di Davide Benazzo non si sono fatte attendere. Il giorno dopo l'assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco ha commentato: "i problemi del San Luca non sono propriamente una priorità mediatica" ma "sono un’emergenza sanitaria".

Il Comitato dei cittadini per il San Luca ha emesso in proposito il comunicato che riporto di seguito.

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Non ce l’aspettavamo
Noi abbiamo mandato alla CGIL una condivisione di impegno nell’occasione del convegno di Adria del 4 febbraio.
Eravamo convinti che parlare di rispetto dei diritti non dovesse comportare dare spazio a campanilismi, perché pensiamo che politica seria sia evitare privilegi che limitano la dignità e la libertà delle persone.
Quando parliamo di difesa della salute che si muove parallelamente alla difesa del lavoro noi parliamo di difesa per tutti. 
Invece in questi tempi si sente il sindaco di Rovigo che sbotta contro l’ospedale di Trecenta perché toglie spazio a quello di Rovigo, si sente Benazzo della CGIL lasciar intendere che la nomina di un cardiologo a Trecenta diventa un problema per gli infartuati perché impoverisce Rovigo, si sente dire che nasce tensione tra il personale di Rovigo e quello di Trecenta.
Vogliamo ripeterci e pretendiamo di non essere volutamente fraintesi: il Comitato dei Cittadini dell’altopolesine si batte per chiedere il ripristino dei servizi al San Luca perché vogliamo che siano garantiti diritti uguali per tutti.
I cittadini dell’altopolesine devono veder riconosciuto il diritto alla salute come i cittadini del medio e del basso polesine. Lo stesso vale per il diritto al lavoro.
Per il Comitato dei ciittadini la portavoce Jenny Azzolini
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23 febbraio 2012

La Regione Veneto conferma le assunzioni al San Luca


Dopo molte notizie contrastanti (si vedano i precedenti post) sembra proprio che le regione veneto abbia confermato la possibilità di assumere le 17 persone, richieste per il San Luca, in seguito alla riunione in prefettura del 27 gennaio scorso.
Da quanto apprendiamo dal quotidiano online RovigoOggi.it, esisterebbe una lettera del dirigente regionale alla sanità Domenico Mantoan che confermerebbe al direttore generale dell'Ulss di poter assumere in deroga ai limiti di spesa stabiliti dalla regione stessa per il 2011.
Leggi la notizia completa su RovigoOggi.
Leggi l'articolo del Gazzettino sulla rassegna stampa Cisl.

A Ficarolo un comitato di cittadini per il San Luca


A Ficarolo si è formato un comitato di cittadini a difesa del San Luca. Lo compongono Iris Manzalini, Mario Gallani, Dino Chieregatti, Elisabetta Bosi, Giuseppina Labocetta, Stefano Cirella e Ugo Salani.
Recapito telefonico 333 9154869 (Iris Manzalini).
Sulla costituzione del comitato leggi un ampio articolo su La Voce di Rovigo: San Luca, il comitato di Ficarolo a fianco dei cittadini di Trecenta.

21 febbraio 2012

Il San Luca sarà al centro dei lavori della prossima conferenza dei sindaci

Verso la costituzione di un gruppo tecnico per il rilancio dell'ospedale
Attenzione ai tempi e alle "sabbie mobili"
 
La Conferenza dei Sindaci dei Comuni dell’Azienda Ulss 18 è convocata per VENERDI’ 24 FEBBRAIO 2012, ALLE ORE 15.30, presso la Cittadella Socio Sanitaria di Rovigo, per la trattazione dei seguenti argomenti:

1) Comunicazione del Direttore Generale dott. A. Marcolongo e del Presidente sulla situazione dell’Ospedale “San Luca” di Trecenta
2) Nomina n. 3 rappresentanti della Conferenza Sindaci nel Gruppo Tecnico per il rilancio dell’Ospedale di Trecenta
3) Bilancio di Previsione 2012 e fissazione quota capitaria del 2012
4) Varie ed eventuali

A quanto pare si va verso la costituzione di una commissione (gruppo tecnico).
L'idea non mi entusiasma. Chi segue questo blog sa che una sorta di commissione (si usi il motore di ricerca interno digitando la parola delegazione) era stata costituita in occasione della chiusura del reparto di riabilitazione pneumologica nel 2006. Manovrata dal direttore generale dell'Ulss, adeguatamente supportato nello sforzo dal presidente della conferenza dei sindaci, cambiò in corso d'opera lo scopo stesso per cui era nata. Qualche buono spunto ma poi tutto affogò nel limbo.

Ora le cose sono cambiate: Adriano Marcolongo lo conoscono ormai tutti e il presidente della conferenza dei sindaci è fortunatamente cambiato. Ma il pericolo delle sabbie mobili è sempre in agguato.

Intanto si può osservare che la proposta verrà discussa a distanza di quasi un mese dalla riunione in prefettura, quando cioè sarebbe tempo di verifiche e non di commissioni. Inoltre, la richiesta del personale da assumere (17 unità) è già stata avanzata alla regione Veneto. E se il costituendo gruppo di lavoro individua altre necessità, che si fa, si blocca tutto?

La regione deve ancora chiarire il limite di spesa al quale l'Ulss 18 dovrà sottostare, perché da questo dipende l'effettiva possibilità di assumere il personale. Su questo, infatti, si concentrava la relazione del presidente della conferenza dei sindaci nella riunione dello scorso 9 febbraio.

Insomma, si studi tutto ciò che si vuole ma non si perda di vista il risultato immediato che deve ancora essere concretizzato: l'assunzione di 17 unità fra medici, infermieri e tecnici, perché i servizi si reggono sulle gambe delle persone che lavorano!

A Bagnolo di Po si parla del San Luca

ASSEMBLEA PUBBLICA
Giovedì 23 febbraio 2012, ore 21.00
presso la Sala Consiliare Comunale




OSPEDALE SAN LUCA di TRECENTA
TRA
PROMESSE -DELUSIONI
IMPEGNO -SPERANZE


ne parlano:
Il sindaco Pietro Caberletti
L’assessore provinciale Guglielmo Brusco
La portavoce del Comitato Altopolesano Jenny Azzolini

19 febbraio 2012

A Fiesso Umbertiano si parla del San Luca


OSPEDALE SAN LUCA: QUALE FUTURO?

FIESSO UMBERTIANO
SALA POLIVALENTE EX DISPENSARIO
VIA DANTE ALIGHIERI 66
MARTEDÌ 28 FEBBRAIO 2012  
ORE 21:00

INTERVENTI:
Luigia Modonesi Sindaco del Comune di Fiesso Umbertiano
Antonio Bombonato Sindaco del Comune di Costa e Presidente Conferenza dei Sindaci
Antonio Laruccia Sindaco del Comune di Trecenta e Vicepresidente Conferenza dei Sindaci
Guglielmo Brusco Vicepresidente Provincia di Rovigo

17 febbraio 2012

Domande ancora senza risposta

DOCUMENTO


Un momento del presidio davanti alla prefettura lo scorso 27 gennaio
Riporto integralmente la lettera del Comitato dei Cittadini per il San Luca inviata, lo scorso 14 febbraio, alle autorità regionali e provinciali e agli organi di stampa.

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All’attenzione dell’Assessore alla Sanità Regionale Luca Coletto
               del Segretario Generale dott.Mantoan
               del Direttore Generale Ulss 18 dott.Marcolongo

               e per conoscenza a: Prefetto di Rovigo dott. Tafuri
                                   Presidente della Provincia dott. Virgili
                                   Sua Eccellenza Monsignor Soravito Vescovo

                                   Organi di stampa:
                                   Gazzettino-La Voce-Il Resto del Carlino

DOMANDE ANCORA SENZA RISPOSTA

Evidentemente il Governo Regionale non crede che i cittadini dell'Altopolesine siano veramente stanchi di essere presi in giro da finti interessamenti, risibili analisi sociologiche, promesse  sfrontate  e false; evidentemente il Governo Regionale pensa che non capiamo il gioco delle responsabilità, delle competenze, della non volontà.
Proponiamo quindi a Lei una serie di domande su alcune fra le diverse situazioni problematiche esistenti al San Luca, così, almeno per sapere cosa ne pensa.
Vorremmo delle risposte che ci facessero capire il perché di certe scelte che a volte troviamo, ci scusi, illogiche:

  • perché a Trecenta, per fare prelievi di sangue ed analisi si deve prenotare, visto che la motivazione addotta (scorrevolezza, riduzione dei tempi di attesa ) ne ha dimostrato l’inutilità?
  • perché il CUP deve dare appuntamenti spesso annuali per prestazioni in sede, mentre si propongono tempi di gran lunga inferiori in altri ospedali, spesso privati? 
  • perché si dice che non c’è domanda per i servizi, visto che si dà mandato per ridurre le prestazioni?
  • dai computer non si evincono richieste e prestazioni, tempi di utilizzo delle attrezzature o ci sono giochi anche con l’utilizzo dei dati ?
  • perché è ridotto il servizio di Terapia antalgica (eccellente)?
  • perché è chiuso 2 volte la settimana (più spesso 3) il servizio di Endoscopia (eccellente)?
  • perché si sente dire che l’attività del personale del reparto di Ginecologia è in affanno in quanto sono poche le forze per un settore (eccellente) che non opera solo su prenotazione?

Ci fermiamo qui, ma la domanda vera è sempre la stessa : l’ospedale San Luca che funzione deve avere ?
Qualcuno forse vuole tirare la corda, vuole far credere che il nostro impegno e la nostra protesta, mai presi in considerazione in passato (incontri a Venezia con l’assessore Tosi e consegna di migliaia di firme) abbiano una finalità politica, visto che in Polesine si vota per più di un comune, ma noi non finiremo di ripetere alla Regione ed a Lei che l’attenzione ai più deboli, la sensibilità ai problemi che accentuano le difficoltà e le fragilità di ogni individuo sono valori su cui non si può giocare e soprattutto non si può giocare con cinismo.
Per noi non ha ragione chi ha più potere, ma chi rispetta diritti e doveri che devono valere per tutti.
14 febbraio 2012
Comitato dei Cittadini per il San Luca
Portavoce Jenny Azzolini
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15 febbraio 2012

Tutti i documenti presentati in Conferenza dei sindaci lo scorso 9 febbraio


DOCUMENTI

La situazione di incertezza sulle assunzioni al San Luca ha portato alla riunione della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 dello scorso 9 febbraio.

Se si esclude una piccola area sul sito dell'Ulss che però non viene aggiornata per nulla, la conferenza dei sindaci non ha un sito internet sul quale pubblicare i propri atti e i documenti di interesse. L'unica attività di comunicazione svolta è attraverso mail inviate agli stessi comuni che fanno parte della conferenza. Troppo poco perché le informazioni raggiungano il pubblico.

Nella riunione del 9 febbraio sono stati presentati vari documenti. In particolare, la relazione del presidente che cita vari altri documenti di fonte regionale e a firma del direttore generale dell'Ulss.
Per consentire un'agevole consultazione della documentazione ho convertito il testo della relazione in un file pdf con i collegamenti attivi agli altri documenti richiamati.

SCARICA LA RELAZIONE e utilizza i link per consultare tutti i documenti.

11 febbraio 2012

Ospedale San Luca, incertezze senza fine


SANITA' ROVIGO ULSS 18 Ospedale San Luca di Trecenta, la conferenza dei sindaci chiede chiarimenti alla Regione Veneto sulle assunzioni promesse. Nuovo vertice in Prefettura a fine febbraio

La conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 di Rovigo, nella riunione di giovedì 9 febbraio, ha chiesto chiarimenti alla Regione in merito alle assunzioni promesse. L'assunzione di 17 persone tra medici ed operatori sarà extra budget?

Leggi tutto su rovigooggi.it

04 febbraio 2012

Miracolo a Trecenta


Un momento del presidio davanti alla prefettura
"San Luca fa il miracolo", titola Il Gazzettino di sabato 4 febbraio 2012.

In seguito alla riunione avvenuta in prefettura a Rovigo lo scorso 27 gennaio, dal resoconto del quotidiano apprendiamo che uno scettico Adriano Marcolongo, direttore generale dell'Ulss 18, ha inviato alla regione, in data 31 gennaio, la richiesta per l'assunzione del personale ritenuto necessario all'ospedale di Trecenta. E l'autorizzazione è arrivata due giorni dopo a firma di Domenico Mantoan, segretario regionale alla sanità, che in questo senso si era impegnato davanti al prefetto e ai sindaci dell'altopolesine.

Il provvedimento dovrebbe riguardare l'assunzione di due medici per la chirurgia generale, cinque infermieri, tre tecnici di radiologia, tre ostetriche. Al fine di assicurare il turnover è stata autorizzata anche l'assunzione di altri quattro medici da assegnare a cardiologia, radiodiagnostica, ortopedia-traumatologia e anestesia-rianimazione.

Insomma, alle parole sembra che stiano seguendo i fatti. L'impegno di spesa c'è, 720 mila euro l'anno, ora è possibile assumere. Quando medici, infermieri, ostetriche e tecnici saranno al lavoro al San Luca potremo dire che la grande mobilitazione popolare organizzata dal Comitato dei Cittadini per il San Luca avrà avuto un primo risultato.

01 febbraio 2012

E se fosse una sfacciata messa in scena?


Dopo la riunione dello scorso 27 gennaio in prefettura a Rovigo, il Comitato dei Cittadini per il San Luca si è riunito per fare il punto della situazione. Quello che segue è il comunicato diffuso agli organi di informazione da parte della portavoce Jenny Azzolini.
Da parte mia ho inserito solo i link agli argomenti trattati in precedenza nel blog.

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A pensar male si fa peccato, disse un noto politico, ma spesso ci si indovina.
29 gen. 2012: il direttore generale dell’ULS 18 dice “io opero con risorse certe, il resto sono chiacchere” sconfessando quello che era stato detto nell’incontro col Prefetto.
Facciamo un passo indietro.
Nell’incontro col Prefetto del 27 gennaio si è deciso di arrivare entro un mese alla stesura di un progetto sanitario per il San Luca.
Ora, dopo l’affermazione del dottor Marcolongo, prende corpo il sospetto di quanti ritengono che nella riunione del 27 gennaio si sia organizzata da parte dei rappresentanti politici del governo Regionale una commedia con ruoli prestabiliti: il cattivo, il colpevole, il buono, il provocatore e gli ingenui di turno che abboccano ad ogni esca che venga loro offerta.
Noi ascoltiamo tutti, riflettiamo, discutiamo, scegliamo una linea di comportamento.
Certo che le difficoltà aumentano, perché se dobbiamo dubitare (fortemente ) anche dei politici che avrebbero l’obbligo morale di rappresentarci, allora siamo in grossa difficoltà noi, ma soprattutto l’ospedale che è diventato l’oggetto intorno al quale si intrecciano l’interesse dei partiti di governo regionale, interessi vari in un gioco di ruolo spudorato a danno dei cittadini ignari sulla cui testa volteggiano non politici seri, ma avvoltoi della politica.
Che fare?
Sicuramente non dobbiamo rinunciare a batterci, anche se c’è la consapevolezza che sarà una lotta dura, difficile, tutta giocata sull’attesa dell’esito delle prossime elezioni e sul nostro cedimento.
Aspettando la verifica già stabilita noi rilanciamo e riproponiamo a tutti i cittadini altopolesani il nostro impegno e la nostra costante attenzione non solo verso l’ospedale San Luca, ma anche e soprattutto nei confronti della programmazione sanitaria regionale per evitare che si verifichi quello che molti temono: pioveranno promesse abbondanti e qualche fatto concreto provvisorio fino al momento delle elezioni in tutto il Veneto, poi gli attori si toglieranno la maschera e torneranno i problemi di prima.
Torneranno anche i vecchi pretesti e le vecchie giustificazioni.
In ogni caso noi ci saremo: potranno toglierci dei servizi, ma non la volontà, non la giustezza della nostra fatica, non la responsabilità che abbiamo nei confronti dei nostri concittadini e soprattutto nessuno ci toglierà la forza della speranza.

Comitato dei Cittadini per il San Luca

Ps: stiano attenti però i nostri governanti: non devono sottovalutare la rabbia dei buoni, potrebbe esplodere al momento del voto.

Comitato dei Cittadini per il San Luca
La portavoce Jenny Azzolini
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30 gennaio 2012

Il direttore dell’Ulss 18: "Io opero con risorse certe. Il resto sono chiacchiere". Intervista al Resto del Carlino

Sul Resto del Carlino di ieri è apparsa un'intervista al direttore generale dell'Ulss 18 nella quale Adriano Marcolongo risponde alle accuse che gli sono state addossate nella riunione di venerdì 27 gennaio.
L'intervista è molto importante perché, dopo aver fatto scena muta davanti al prefetto e ai sindaci, ora il direttore generale dell'Ulss dice il suo punto di vista ed è un'opinione in aperto contrasto con quanto dichiarato dai rappresentanti della regione Veneto.
Poiché ho constatato che il link all'intervista spesso non funziona, ne riporto di seguito il testo.
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Il direttore dell’Ulss 18: "Io opero con risorse certe. Il resto sono chiacchiere"

Nel mirino Adriano Marcolongo e la sua gestione della sanità polesana


Rovigo 29 gennaio 2012 - Un intero pomeriggio di passione, stretto nella morsa delle critiche dei cittadini imbufaliti da una parte, e della Regione con in primis il segretario alla Sanità Domenico Mantoan dall’altra. Nel mirino, venerdì prima, dopo e durante l’incontro in prefettura sul futuro dell’ospedale San Luca di Trecenta, è finito Adriano Marcolongo, direttore generale dell’Ulss 18, e la sua gestione della sanità polesana.

Dottor Marcolongo, partiamo dalla fine. Si aspettava le contestazioni della gente, di fronte alla prefettura?
«Sapevo che ci sarebbe stata una protesta. La gente giustamente difende un presidio ospedaliero. Io penso però una cosa: bisogna spiegare alle persone, anche le cose antipatiche. Non bisogna illudere o fare false promesse. Succede come nel rapporto genitori e figli: io di figli ne ho quattro bambini, mi hanno fatto diverse richieste ma io gli ho detto anche qualche no. Certo, è più difficile dire qualche no piuttosto che dire sì».
Si riferisce a quello che hanno detto il dirigente Mantoan e l’assessore Coletto a proposito del San Luca che deve restare un ospedale per acuti?
«Coletto ha confermato che il San Luca è e deve restare un ospedale per acuti. Ha ragione, neppure io ho mai detto che non lo fosse. Non c’è nessun documento che smentisce questo».
Esiste però il documento da lei presentato a Mantoan il 17 gennaio scorso con la riorganizzazione degli ospedali di Trecenta e Rovigo da cui emergono una serie di tagli al San Luca.
«Si tratta di un documento di rivisione dell’offerta chirurgica sulla base delle risorse».
E quindi?
«Quindi io opero con atti e risorse certe, non con le fantasie. Tutto il resto sono chiacchiere».
Quello che le ha imposto Mantoan di dotare il San Luca dei medici e di ciò che serve per far funzionare a regime la chirurgia, che «a pagare ci pensa la Regione» secondo lei, dunque, non è realistico?
«Se il segretario dice che ci sono più risorse, che tutto è possibile...».
Lei cosa dice?
«Io avevo fatto un piano con le risorse a disposizione, circa 417 milioni di euro. Se ci sono più risorse siamo tutti più felici. Mi pare ci sia una visione piuttosto distorta dei comuni mortali: sembra che con le risorse a disposizione non assuma».
Ora cosa intende fare?
«Chiederò le risorse necessarie per assumere i chirurghi e poi vedremo».
E fino ad oggi non ha chiesto?
«Certo che ho chiesto. Avevo già chiesto risorse lo scorso anno ma non me le hanno date. E io che dovrei fare? Me lo dica lei».
Lei ha presentato nel 2008, e riproposto anche poi, un altro documento sulla ridefinizione dei tetti e del budget economico delle strutture private preaccreditate grazie alla quale si riusciva a ottenere un risparmio annuo di 14 milioni di euro. Che ne è stato?
«Quel documento viene ripresentato ogni anno. Noi non è che cambiamo idea perché i problemi sono rimasti quelli di quattro anni fa. Ognuno però deve assumere la propria parte, io penso di avere fatto la mia».


29 gennaio 2012

Graziano Azzalin, “Sul futuro del San Luca, risposte superficiali e con troppe contraddizioni per essere rassicuranti”

Il consigliere regionale del Pd Graziano Azzalin mostra tutto il proprio scetticismo all’indomani del vertice in Prefettura a Rovigo per cercare di fare il punto sulla situazione della sanità polesana. “Purtroppo – sottolinea Azzalin – quello che è emerso con chiarezza è che il rimpallo di responsabilità non offre una soluzione a problemi che esistono e sono reali. Come reale è il Piano socio sanitario elaborato dalla Giunta, che fissa criteri e paletti precisi, ma che ieri il segretario regionale alla Sanità Mantoan e l’assessore Coletto hanno fatto finta che non esistesse. Il problema è che la maggioranza che dovrebbe guidare il Veneto annaspa fra l’incapacità nel compiere scelte non più rinviabili e fra divisioni sempre più gravi non solo fra i partiti, ma anche nei partiti”.

Leggi tutta la dichiarazione sul sito di Graziano Azzalin.

“L’ospedale San Luca sarà rilanciato”


ROVIGO
PREFETTURA AL PALAZZO DEL GOVERNO IL VERTICE SUL DESTINO DELL’OSPEDALE DI TRECENTA. C’ERA L’ASSESSORE REGIONALE COLETTO
Marco Randolo ROVIGO - Il San Luca non chiude. Anzi: si potenzia. Parola dell’assessore regionale alla sanità Luca Coletto, mattatore nell’incontro di ieri, nella prefettura di via Celio. “L’ospedale di Trecenta sarà rilanciato”, annuncia in serata Coletto prima di scappare via. Confermando, poi, quanto aveva detto anche appena arrivato a Rovigo, più di due ore prima: “Non abbiamo mai messo in discussione il San Luca”. E’ il sindaco di Trecenta Antonio Laruccia a spiegare meglio i contenuti del vertice. “Sono soddisfattissimo - dice il primo cittadino uscendo dal palazzo del governo - perché la Regione si è chiaramente espressa per un rilancio dell’ospedale”. Il dirigente regionale Domenico Mantoan, nel corso dell’incontro, avrebbe addirittura spronato il direttore generale dell’Ulss 18 Adriano Marcolongo a prevedere a breve nuove assunzioni “per stabilizzare i servizi al momento in carenza, come cardiologia, anestesia e chirurgia”.


Leggi tutto l'articolo su La Voce di Rovigo.

Fischi e proteste contro Marcolongo, il direttore commissariato


Stesso trattamento anche per l’assessore regionale Coletto

Rovigo, 28 gennaio 2012 - TUTTI contro Marcolongo, dalla Regione ai manifestanti. Appena arrivato di fronte alla prefettura, ieri pomeriggio, il direttore generale dell’Ulss 18 è stato accolto con una bordata di fischi dai circa 150 manifestanti, cittadini dell’Alto Polesine, attrezzati di striscioni, fischietti e cartelli coi nomi dei comuni, contro la chiusura o il ridimensionamento dell’ospedale San Luca di Trecenta.
Era atteso anche l’assessore regionale Luca Coletto, arrivato assieme al dirigente della sanità regionale Domenico Mantoan. Anche per l’assessore pioggia di fischi e imprecazioni. Contestato pesantemente dai manifestanti che si sono addirittura avvicinati minacciosi. Tre signore di una certa età, accaldatissime, lo hanno accerchiato con in mano un lenzuolo con su scritto: «Roma ladrona? E la Regione Veneto?».

Leggi tutto l'articolo di Tommaso Moretto su Il Resto del Carlino.

28 gennaio 2012

San Luca, riunione in prefettura. E' andata bene ma non si può abbassare la guardia


Gli striscioni del Comitato per il San Luca

Eravamo tanti ieri davanti alla prefettura di Rovigo per difendere il "San Luca" e il nostro diritto alla salute.
Tanti e motivati, decisi ad avere delle risposte precise senza farci prendere il naso. L'esperienza è quella: impegni e promesse si sono sprecati tante volte in passato per constatare poi nuovi tagli e riduzioni di reparti e di servizi. E così quando sono arrivati i rappresentanti del governo regionale e il direttore generale dell'Ulss 18, i fischietti hanno funzionato a pieno regime, un rumore assordante perché questa volevamo farci vedere e sentire.
Non so se questa calorosa accoglienza abbia contribuito all'esito della riunione, sta di fatto che alla fine abbiamo raccolto con una certa incredulità il resoconto che ce ne hanno fatto sindaci e assessori che uscivano dalla prefettura.
Sorpresi nell'apprendere che il dirigente regionale alla sanità Domenico Mantoan ha apertamente accusato il direttore generale dell'Ulss di non aver dato corso a decisioni già prese: può assumere medici e infermieri anche da domani, senza la necessità di alcuna autorizzazione regionale, perchè i servizi di base vanno garantiti e l'ospedale da peso deve diventare opportunità.
E Marcolongo non ha detto una parola! Ha incassato la critica senza replicare nulla. Sorprendente anche questo.
Jenny Azzolini, portavoce del Comitato dei Cittadini per il San Luca, conferma l'andamento della riunione ma ha dovuto chiedere esplicitamente una data precisa entro cui verificare l'attuazione degli impegni presi dalla regione e, infatti, fra un mese ci sarà una nuova riunione in prefettura, più ristretta, per fare il punto della situazione.
Qualche amministratore comunale mi ha detto: "l'ospedale non verrà chiuso ma rafforzato, è andata bene, forse troppo". Lasciando intendere: speriamo che, questa volta, gli impegni vengano mantenuti.
Il prefetto Romilda Tafuri, che molto si è spesa per organizzare la riunione, si è impegnata a fare da garante della difesa del diritto dei cittadini e ha ringraziato il Comitato per il San Luca con cui si terrà in contatto per il controllo dei tempi.
E' andata bene ma non è finita. Fino a quando i risultati non si saranno concretizzati non potremo abbassare la guardia. Sono tempi duri e dobbiamo essere perseveranti e tenaci.

24 gennaio 2012

Chiusura ospedali. Leonardo Padrin: "Siamo sempre di fronte agli stessi allarmi infondati"

Leonardo Padrin, presidente della V commissione regionale sanità, smentisce le voci circolate a più riprese nei giorni scorsi sulla chiusura di 24 o 26 ospedali nel Veneto. "Siamo sempre di fronte agli stessi allarmi infondati" afferma a Rovigooggi.it il 22 gennaio scorso.
Chi segue questo blog ha imparato che, purtroppo, gli allarmi sul San Luca non sono mai stati infondati. Questo blog è nato perché c'erano voci di chiusura del reparto di riabilitazione pneumologica. E il reparto, dopo un'infinità di smentite, rassicurazioni, e accuse di allarmismo, è stato effettivamente chiuso. Le voci di chiusura del reparto di chirurgia non erano infondate: c'è voluta la mobilitazione di società e amministratori locali per fermarla lo scorso anno. Ed è di pochi giorni fa la testimonianza di un paziente che dovrebbe sostenere un intervento in aprile al quale dicono che, forse, dovrà farlo a Rovigo perché a Trecenta il reparto sarà chiuso nel prossimo mese di febbraio.
Leonardo Padrin è un'eccezione? Le sue non sono accuse di allarmismo che mirano a nascondere le reali intenzioni della giunta regionale? Lo spero, per la sua reputazione e, soprattutto, per l'ospedale di Trecenta.
Ma non ci vorrà molto tempo per appurare la consistenza della dichiarazione del presidente della commissione regionale per la sanità. Lo sapremo venerdì prossimo, quando l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto, in prefettura a Rovigo, davanti a tutti i sindaci dell'altopolesine e all'amministrazione provinciale dovrà parlare chiaro. Saremo lì e sapremo subito che cosa intende fare la regione dell'ospedale di Trecenta.
Scarica il volantino del Comitato dei Cittadini per il San Luca.

22 gennaio 2012

Ficarolo, l'intervento di Jenny Azzolini, portavoce del comitato dei cittadini per il San Luca


Pubblico un ampio stralcio dell'intervento di Jenny Azzolini, portavoce del comitato dei cittadini per il San Luca, in occasione della serata "A difesa del San Luca" che ha avuto luogo a Ficarolo venerdì scorso.

Buona sera a tutti, grazie per avermi invitata, grazie della vostra presenza.
Io leggo il mio intervento per evitare qualsiasi strumentalizzazione e non voglio dimenticare di dire qualcosa che per il comitato è importante.


Mi fa piacere si allarghino le occasioni di incontro, sono prova di volontà di collaborazione, voglia di conoscere con precisione e direttamente i problemi senza limitarsi ad un, a volte superficiale, sentito dire,
questo incontro dimostra la voglia di esserci come cittadini, perché impegno civile non è solo andare a votare,  ma è anche controllare i comportamenti, le scelte e le prese di posizione di chi ci guida.
Spesso chi ci governa ha anche bisogno dei nostri stimoli.
Innanzitutto vorrei precisare che io non sono il presidente del Comitato, ma soltanto il portavoce a disposizione di un gruppo spontaneo nato per difendere la salute dei cittadini dell’Altopolesine, aperto a persone di tutti i paesi, di tutti i partiti, di ogni posizione ideologica (infatti per il problema di cui stiamo parlando sono in contatto con Bellotti – Coppola – Azzalin, quindi…).


L’esperienza del Comitato Intercomunale è nata nel 2004, ha avuto intenso impegno per qualche anno.
Abbiamo lavorato con qualche sindaco, abbiamo fatto gruppi di studio, qualche assemblea con il sostegno anche allora del Vescovo che ha fatto sentire la sua vicinanza con Don  Fantinati.
Ma abbiamo fatto un errore, non ci siamo esposti sui giornali, non abbiamo fatto un lavoro capillare con la gente, se non con la raccolta di 6000 firme , depositate in Regione ed ignorate.


Ora lasciamo stare difficoltà, errori, mancanze del passato e vogliamo a tutti i costi andare avanti fino a che il discorso salute, che prevede chiarezza sul San Luca e sulla sanità nel territorio, non è definito.
Perché si gioca al massacro sul San Luca dicendo che la sanità moderna è una sanità territoriale che cura e accompagna l’ammalato a casa (e su questo possiamo essere d’accordo ), ma nella realtà viene smantellato il San Luca ed è contemporaneamente ridotta l’attività di assistenza sul territorio (Adi – ambulatori – punti sanità).


Ed il gioco è facilitato dal fatto che non c’è un progetto chiaro, scritto, motivato dalle esigenze reali dei cittadini.
L’unico progetto puntuale di ciò che si intende per servizio ospedaliero è la pubblicazione del 1997 fatta ai tempi del dott. Tessari.
Da qualche tempo a questa parte c’è un’alternanza di riduzioni, spostamenti, riorganizzazioni, sospensioni momentanee (che magari  diventano  permanenti) senza che ci sia o che si conosca una seria valutazione della domanda della popolazione altopolesana, che è prevalentemente anziana.
Così come pare manchi un’idea  chiara della realtà geografica in rapporto alla distribuzione dei centri ospedalieri.


Senz’altro va tenuta presente l’offerta dell’ospedale di Santa Maria, ma la Regione non può privilegiare finanziamenti al privato a danno del pubblico: Noi cittadini dobbiamo aver ben presente che se la spesa personale sanitaria nel privato convenzionato è la stessa del pubblico, lo stato spende molto di più per i servizi del privato e questi sono sempre soldi nostri che sborsiamo anche se non direttamente.


Un elemento che amareggia, per non dire offende, è l’affermazione più volte riproposta sia da Marcolongo, sia dallo staff dirigenziale dell’ULS 18 e ripresa nella sostanza se non nella forma dai politici Coppola, Corazzari e Mainardi “il San Luca muore perché non c’è domanda”.


Ora è facile ribattere ed abbiamo scritto qualcosa pubblicato ieri (19 gennaio) sulla Voce, ma non troviamo sia segno di rispetto raggirare i cittadini, che in questo caso sono  provati da problemi di salute e spesso sono i  più poveri che non hanno possibilità economiche per difendersi e trovare alternative.


(.....) Noi siamo fermamente decisi a continuare ad oltranza: la nostra disponibilità e la nostra pazienza sono solide. Sollecitiamo in continuazione giornali, Tv (Striscia la Notizia – Tele estense), politici di tutte le correnti, con telefonate e messaggi, i sindaci dell’altopolesine.


Non dobbiamo dimenticare che più siamo numerosi più forza abbiamo e non ci lasceremo impressionare dal qualunquistico “ormai  è tutto deciso, ogni sforzo è inutile, noi non contiamo niente”.


Anche le scelte apparentemente immutabili possono cambiare. Il San Luca ne è un esempio.


Ficarolo 20 gennaio 2012

Ficarolo "A difesa del San Luca"


Venerdì scorso, a Ficarolo, la sala Auser era gremita, molte le persone in piedi, diversi giovani con macchina fotografica e blocco da appunti e nessuno si è perso una parola. Il titolo della serata "A difesa del San Luca" spiega tanta partecipazione. Tutti hanno avuto la sensazione che il momento sia decisivo per il futuro dell'ospedale di Trecenta.

   Erano presenti i sindaci di Trecenta e di Ficarolo, il parroco di Ficarolo, l'assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco, il consigliere regionale Corazzari, e Jenny Azzolini del comitato dei cittadini per il San Luca. In sala anche Gianni Tessari, già direttore generale dell'Ulss, che però non ha preso la parola.

   E’ stata ribadita la necessità di riportare il San Luca allo stato di ospedale per acuti. L’alto Polesine ha già dato tanto, con la chiusura di 4 ospedali, e non può permettersi di perdere anche il San Luca, attorno al quale ruota un bacino d’utenza che conta circa 84.000 persone.
   Si è parlato dei costi della sanità privata convenzionata e si è accennato a quelli per mantenere la nuova struttura d’ingresso dell’ospedale di Rovigo. Quella del capoluogo resta una struttura vecchia che non può compensare, per quanto rimaneggiato, il ruolo del San Luca.
   E’ stata posta attenzione alla struttura del territorio e alla popolazione che lo abita, formata in prevalenza da persone anziane, e ai costi che la nostra unità sanitaria affronta per spostare queste persone in altre realtà sanitarie.
  L'attuale direttore generale dell'Ulss 18, Adriano Marcolongo, è stato chiamato in causa per il suo impegno nel 'distruggere' la sanità altopolesana.

In vista della riunione di venerdì prossimo, i due sindaci presenti hanno ribadito l’opportunità di depositare la fascia nel caso non si ottengano soluzioni positive. I presenti sono stati sollecitati a partecipare numerosi al presidio davanti alla prefettura in concomitanza con la riunione.

(ringrazio Paola per la collaborazione)

18 gennaio 2012

Ospedale di Trecenta, adesso ci facciamo vedere


Cittadini, sindaci, provincia, sacerdoti e vescovo hanno provato a farsi sentire, sono stati ignorati. Ora il Comitato dei Cittadini per il San Luca ritiene sia il momento di farsi vedere.
Venerdì 27 gennaio, alle 15.30, in prefettura, si riuniranno i sindaci del distretto socio- sanitario n.2, rappresentanti istituzionali, regionali e nazionali, il presidente della conferenza dei sindaci dell'Ulss, la rappresentanza del comitato dei cittadini, presidente e vice-presidente della provincia, l'assessore alla sanità al Comune di Trecenta, l'assessore regionale alla anità Luca Coletto, il segretario generale e il direttore generale dell'ULSS 18.
Il comitato invita tutti i cittadini dell'altopolesine a dar vita a un presidio davanti alla prefettura in concomitanza con la riunione. L'appuntamento è per le ore 15.00.
Se saremo numerosi la nostra presenza - e il suo significato - non potranno essere ignorati.
Scarica il volantino del comitato.

17 gennaio 2012

Chirurgia al San Luca, le intenzioni della regione Veneto


Leonardo Padrin, presidente
della commissione sanità del
consiglio regionale del Veneto

Ora non ci sono dubbi sulle intenzioni della regione Veneto sull'ospedale di Trecenta. Infatti, Leonardo Padrin, presidente della quinta commissione consiliare (sanità) ha dichiarato testualmente: “Non credo che i cittadini altopolesani abbiano bisogno del reparto di chirurgia”.
“Non credo che i cittadini altopolesani abbiano bisogno del reparto di chirurgia”?. Ma sulla  base di quali elementi Leonardo Padrin lo afferma? Non si sa (si veda l'articolo di Rovigooggi.it). Non porta alcun criterio di valutazione, nessun ragionamento. Insomma, gli girava di dire così!
Qualcuno dovrebbe chiedere al consigliere Padrin: le giunte e i consigli regionali precedenti, i precedenti presidenti di commissione, i direttori generali che si sono succeduti nel tempo, che credevano, invece, che un reparto di chirurgia fosse necessario in ognuno dei tre ospedali pubblici della provincia di Rovigo, erano degli incompetenti spreconi che hanno dilapidato ingenti risorse pubbliche?

15 gennaio 2012

Venerdì 27 gennaio 2012, una riunione decisiva per l'ospedale di Trecenta



Ormai è sicuro, la riunione chiesta dai sindaci dell'altopolesine per mettere alle strette la regione veneto sul destino del San Luca si terrà venerdì 27 gennaio 2012, alle 15.30, in prefettura a Rovigo.
Il prefetto di Rovigo, Dr.ssa Romilda Tafuri, che si è prestata a rappresentare le esigenze dei sindaci, è finalmente riuscita ad avere la disponibilità di tutte le figure istituzionali necessarie e, in particolare, quella dell'assessore regionale alla sanità Luca Coletto.
Coletto, questa volta, dovrà dire chiaro le intenzioni vere della giunta regionale. Basta genericità, mistificazioni e ipocrisie. L'ospedale per sopravvivere ha bisogno di rimanere un ospedale per acuti e questo significa che si dovrà ripristinare quanto è stato tagliato, che si dovrà smettere di dirottare gli utenti verso altre strutture pubbliche o private per creare le condizioni o, meglio, i pretesti, per chiudere l'ospedale.
Non si potrà più giocare con le parole. Non si parli di razionalizzazione perché questo, per l'ospedale di Trecenta, ha sempre significato una sola cosa: tagli di reparti e servizi!
Al San Luca non rimane più niente da tagliare. Ciò che va eliminato, espulso, è la politichetta delle convenienze elettorali. L'assessore Coletto non si illuda: non ci faremo più prendere per i fondelli! Se ci vorrà infinocchiare ce ne accorgeremo e ne tireremo tutti le conseguenze.

14 gennaio 2012

Nuovi motivi di allarme per il 'San Luca': preoccupazioni anche per la terapia intensiva


Secondo l'assessore provinciale Guglielmo Brusco entro febbraio potrebbero chiudere la chirurgia protesica, la chirurgia generale, la chirurgia toracica e  una parte degli infermieri della terapia intensiva potrebbe essere trasferita all'ospedale di Rovigo. A tal proposito, Brusco punta il dito contro Adriano Marcolongo, il direttore generale Ulss 18.
In un'intervista a RovigoOggi.it dichiara:
"Marcolongo prende al San Luca perché è la struttura meno difesa dalla Regione. Sapeva che un grande spreco c’era nelle convenzioni con i privati, l’ha anche scritto alla Regione. Ma l’Ulss 18 ha sottoscritto lo stesso queste convenzioni incredibilmente pesanti per le casse pubbliche".
(leggi tutto l'articolo).

In pericolo il reparto di chirurgia


Il direttore generale dell'Ulss sta preparando il terreno?
Sembrerebbe di si: "la Regione ha stabilito nuovi obiettivi e io, come dirigente, devo metterli in pratica".
A proposito: quando potremo sapere anche noi - non-direttori-generali - i "nuovi obiettivi" della Regione Veneto?

Dal sito del Resto del Carlino:

Rovigo, 11 gennaio 2012 - La chirurgia sparità dal San Luca. E’ questa la voce che serpeggia tra i corridoi dell’ospedale di Trecenta: le specialità di chirurgia protesica e toracica saranno concentrate a Rovigo da febbraio mentre da marzo partirà il servizio di ‘week surgery’, ovvero la possibilità di effettuare piccoli interventi dal lunedì al venerdì. «E’ una possibilità — conferma il direttore generale dell’Ulss 18 Adriano Marcolongo, relativamente alla chirurgia toracica, il cui spostamento da Trecenta al capoluogo polesano era già stato ventilato prima di Natale — comunque nessuno ha mai parlato di chiudere Trecenta, basta che la gente ci vada: la Regione ha stabilito nuovi obiettivi e io, come dirigente, devo metterli in pratica, certo, se un servizio viene utilizzato resta, ma se lo usano in pochi, lei capisce... ».
(leggi tutto l'articolo)

13 gennaio 2012

Vescovo e parroci in difesa dell'ospedale


Il vescovo e i sacerdoti dell'alto e medio polesine hanno scritto al direttore generale dell'Ulss 18, al presidente della Regione, al prefetto, a sindaci e assessori per difendere l'ospedale di Trecenta.
Riporto il resoconto che ne ha fatto il Gazzettino lo scorso 10 gennaio.
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Si muove in difesa dell'ospedale altopolesano anche la diocesi: lo fa con una lettera-comunicato del vescovo di Adria-Rovigo, Lucio Soravito, sottoscritto dai sacerdoti del medio-alto Polesine, inviato al direttore generale dell'Ulss 18, Adriano Marcolongo, al presidente della Regione, Luca Zaia, a prefetto, presidenza della Provincia, sindaci, funzionari e assessori regionali.
«I sacerdoti del medio-alto Polesine - si legge nella missiva - ritengono doveroso far conoscere il loro pensiero come manifestazione di un impegno che vogliono esprimere, in tempi e modi dovuti, nel prossimo futuro». Ricordando che la Costituzione «tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività», il clero polesano «riconosce quanto di buono è stato fatto per garantire a tutti» tale diritto, e «prende atto che la spesa sanitaria attuale non è più sopportabile dal sistema italiano e che, di conseguenza s'impongono giusti risparmi». Tuttavia il documento precisa che «i risparmi non possono mai andare a detrimento dei diritti inalienabili del malato-persona umana, specie se anziano e/o indigente», ed «è inconcepibile ed incomprensibile che sia permesso ai furbi di ottenere guadagni prestando servizi sanitari, non sempre eccellenti, in ogni caso pagati dai contribuenti. Non è più tollerabile che, soltanto a pagamento, si possano ottenere, in tempi ragionevoli», cure urgenti.
Prendendo atto dell'«implacabile depotenziamento» subito dal S. Luca negli ultimi anni, «si constata che si procede in un'apparente confusione di idee e prospettive, forse per poter agire più liberamente nel buio che si va creando». I sacerdoti chiedono che «si salvaguardi la presenza e l'adeguata azione dell'ospedale S. Luca, e si assicurino i servizi sanitari più richiesti; in particolare, accanto al pronto soccorso, alla medicina e alla lungo-degenza, alla riabilitazione e alla radiologia, si conservino anche la chirurgia, l'oncologia, la cardiologia e la terapia intensiva».
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Il sito della diocesi di Adria-Rovigo è il seguente: http://www.diocesi.rovigo.it/