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29 gennaio 2013

Jenny Azzolini, portavoce del Comitato per il San Luca, scrive al sindaco di Trecenta


Jenny Azzolini, portavoce del Comitato altopolesano per la difesa del "San Luca", consigliere comunale a Trecenta, scrive al sindaco Antonio Laruccia per chiedere un maggiore impegno a salvaguardia dell'ospedale.

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Al Sig. Sindaco del Comune di Trecenta
Oggetto: Richiesta di difesa del San Luca. Ricorso al TAR.

Vista la situazione estremamente poco chiara che circonda il futuro dell’Ospedale San Luca di Trecenta, i consiglieri di minoranza Azzolini Jenny e Brusco Guglielmo, chiedono che il Comune di Trecenta:
- Chieda al Presidente della Regione Veneto, all’Assessore Regionale alla Sanità, al Presidente della Quinta Commissione Consigliare Regionale e ai Consiglieri Regionali Polesani, che le prossime schede ospedaliere siano approvate, come più volte assicurato da gran parte dei soggetti sopra elencati, in accordo e condivisione con le rispettive istituzioni provinciali, comunali e le popolazioni dei territori interessati dai diversi servizi sanitari ospedalieri e territoriali.
- Faccia ben presente in Regione, che l’Alto Polesine ha già dato molto, troppo, alla ristrutturazione della rete ospedaliera veneta.
- Evidenzi bene a chi dovrà decidere del futuro del nostro ospedale, che nel Distretto 2 dell’ULSS 18 i parametri regionali relativi al numero dei posti letto per mille abitanti, sono già addirittura, abbondantemente sotto i limiti pesantissimi previsti, in previsione 2016, dal PRSS. In particolare al San Luca ci sono 2,44 posti letto per mille abitanti (208) e al privato di S. Maria Maddalena lo 0,66% (55, per gran parte ripetitivi di quelli presenti al San Luca), per un totale di 3,10 posti letto per mille abitanti (263), contro il 3,5 per mille previsti dal succitato PRSS 2012-2016. Particolarmente pesante è la differenza negativa nei posti letto per acuti.
- Diffidi la Regione Veneto dall’indebolire ulteriormente gli attuali servizi, rischiando di mettere con ciò in pericolo la salute dei cittadini trecentani e altopolesani.
- Pretenda che sia rispettato il Piano del Tavolo Provinciale per il Rilancio del San Luca, che prevede l’ipotesi di trasferimento dell’attuale Chirurgia Oncologica (sarebbe importante attivare una chirurgia per traumi a bassa intensità). Nessun altro taglio a Chirurgia, nessuna cancellazione del Punto Nascite e, ad utilizzo più economico e completo del San Luca onde evitare l’emigrazione di pazienti verso altre strutture, anche private ed anche extraregionali, la istituzione di una Riabilitazione ad alto livello.
- Si impegni solennemente, nel caso di ulteriori tagli e riorganizzazioni regionali dei posti letto del San Luca, non concordati e non condivisi, a fare subito denuncia alla Magistratura dei responsabili per interruzione di pubblico servizio e ricorso al TAR per chiedere l’immediata sospensiva di provvedimenti non in linea ai limiti previsti dalla normativa nazionale e regionale. Questo perché scendere oltre certi limiti colpirebbe in modo pesantissimo la zona del Veneto, oltretutto con la più alta percentuale di over 75 (il 12,6%). Da notare inoltre che proprio Trecenta ha la percentuale più alta (17,8%) di over 75 , rispetto a tutti gli altri comuni polesani.
- Nel caso ci fossero problemi di bilancio (peraltro non usati come scusa per altri ricorsi) e per sostenere le forti iniziative di protesta da organizzare qualora fosse necessaria la mobilitazione dei trecentani e degli altopolesani, chieda il contributo degli altri comuni del Distretto 2, faccia se necessario ricorso ad una sottoscrizione popolare e all’aiuto delle aziende presenti sul territorio comunale e del Distretto 2 dell’ULSS 18. Per quanto ci riguarda, noi mettiamo già a disposizione i gettoni di presenza maturati fino ad oggi e anche quelli futuri.
- Il Comune di Trecenta chieda alla Regione chiarezza, per evitare il rincorrersi di voci che magari non corrispondono al vero. Se questa necessaria informazione non arrivasse, si prepari per organizzare rapidamente una manifestazione davanti al Palazzo della Giunta Regionale a Venezia.
In attesa di risposta porgiamo i nostri saluti.
I consiglieri Azzolini Giannj e Brusco Guglielmo
Trecenta, 28.01.2013
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26 gennaio 2013

Il fallimento del federalismo. Il 53% degli italiani vuole che la sanità torni allo Stato


E al Sud è il 73% a chiederlo. La qualità delle cure è giudicata "pessima" dal 42% degli italiani. Lo rileva una ricerca Doxa presentata oggi a Roma e messa a confronto con un'altra ricerca della Fimmg sui medici di famiglia che, per il 65%, condividono il rischio di sostenibilità finanziaria per il Ssn. 

L'allarme sostenibilità del Ssn è un rischio concreto per il 65,1% dei medici di medicina generale. Anche se, di contro, c'è un 26,3% che non la pensa così.  È quanto emerge d un sondaggio condotto dal Centro Studi Fimmg su un campione di oltre 2.000 medici di medicina generale e presentato oggi alla Camera dei Deputati in occasione di un incontro promosso dalla Fimmg per presentare le proprie proposte alle forze politiche che si candidano a governare il Paese.
 
L’incontro è stata l’occasione per presentare non solo il punto di vista e i timori dei medici riguardo la sanità, ma anche quelli dei cittadini. La Fimmg, infatti, ha commissionato al centro Doxa un’indagine che rileva la forte insoddisfazione degli italiani nei confronti del Ssn. E da cui emerge, tra le altre cose, il fallimento dell’amministrazione regionale della sanità, tanto che il 53% dei nostri connazionali vorrebbe che le competenze in materia sanitaria tornassero diretta responsabilità dello Stato e la percentuale sale al 73% nel Sud e nelle Isole. Anche per il 43% l’affidamento alle Regioni delle funzioni in materia sanitaria e dei relativi fondi andrebbe fortemente rimodulato (lievemente per un altro 39% degli intervistati), ma solo 11,9% ritiene che andrebbe del tutto abolito.

La sanità secondo i medici di medicina generale
La sanità secondo i cittadini

24 gennaio 2013

23 gennaio 2013

Guglielmo Brusco: “Difendiamo i punti nascita polesani”


I tagli alla sanità e il silenzio sulle schede ospedaliere.
L'organico del punto nascita di Trecenta va completato.

Guglielmo Brusco, assessore provinciale alla salute, interviene sul pericolo di chiusura dei punti nascita polesani.
Eppure le nascite ci sono. Il centro per la procreazione medicalmenteassistita è molto apprezzato, così come la casa del parto. E' la carenza di personale e la forzata riduzione dell'operatività del reparto a provocare lo spostamento degli utenti verso altre strutture.
Le bozze delle schede ospedaliere circolano in modo clandestino, in pochi le hanno viste, alla faccia degli impegni alla condivisione con i comuni.

Riporto integralmente il testo del comunicato del vice presidente della provincia.

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Ho letto con grande attenzione della protesta di Ginecologi e Ostetriche contro il Ministro Balduzzi. Un ministro che sarà ricordato soprattutto per i tagli portati al sistema sanitario pubblico. Condivido le richieste di questi operatori sanitari e condivido anche le preoccupazioni del Dr. Giancarlo Stellin, circa il futuro dei Punti Nascite di Adria e Trecenta.
Questa preoccupazione deriva anche dal silenzio che circonda le schede ospedaliere.
I più alti rappresentanti regionali, anche polesani, ci avevano detto che le schede sarebbero state condivise con le istituzioni e le popolazioni territoriali. Invece dopo molti mesi le ipotesi sono a conoscenza di pochi addetti ai lavori, che rischiano di partorire soluzioni funzionali più a certi equilibri politici che alla popolazione. Il caso dei Punti Nascite è uno dei più evidenti.

Vediamo alcuni dati del nostro territorio polesano. I nati iscritti all’anagrafe dei comuni della provincia di Rovigo, sono per il 2011 (dati ancora provvisori) 674 nel Distretto 1 dell'Ulss 18 (Medio Polesine), 692 nel Distretto 2 (Alto Polesine) e 492 nell'Ulss 19 (Basso Polesine).
Premesso che Adria, proprio per essere sede ospedaliera principale dell'Ulss 19, pare essere più sicura, penso che ancora una volta l’assalto potrebbe arrivare, se non vengono mantenute tutte le promesse fatte di fronte al Prefetto e in tantissime riunioni pubbliche da esponenti politici regionali come l’Assessore Coppola, il Consigliere Corazzari, l’Assessore Coletto, il Presidente della Quinta Commissione Regionale Padrin e il Direttore Generale della Sanità Veneta Dr. Mantoan, nei confronti del San Luca di Trecenta.
Sarebbe l’ennesima ingiustizia nei confronti di una popolazione già molto penalizzata rispetto a tante altre genti del Veneto.
Bisognerebbe invece, partendo dai contenuti del Piano Regionale Socio-Sanitario che il concetto di ospedale su due sedi previsto in tale programma, fosse effettivamente praticato non solo quando serve per tagliare al San Luca (come successo quando il Dr. Marcolongo ha tagliato la Riabilitazione Pneumologica a Trecenta per trasferirla a Rovigo), ma anche quando ciò è utile per salvare ottime strutture come il Punto Nascite di Trecenta. Valutato ospedale unico su due sedi, questo avrebbe avuto in totale ben 1.228 nati (dato 2012), molto di più dei mille previsti in modo schematico da qualche politico poco attento.
Vogliamo aiutare o no le famiglie? Vogliamo che questa frase non sia soltanto uno slogan elettorale, ma trovi una sua reale applicazione? Per l’Alto Polesine questo vuol dire mantenere il Punto Nascite al San Luca, anzi svilupparne le potenzialità che sono molte.
Le nascite al San Luca nel 2012, sono state 393 (in leggero aumento rispetto al 2011), ma come abbiamo visto i nati dei comuni del Distretto 2, sono stati invece 692 (299 in più dei nati al San Luca). Esisteva perciò un buon 43% di bambini altopolesani in più che potevano nascere al San Luca. Non facciamo emigrare mamme e bambini. Rafforziamo e completiamo l’organico del Punto Nascite dell’Ospedale di Trecenta, più volte premiato per il settore donna, che ha già al suo interno una moderna Casa Parto, un’esperienza consolidata del parto indolore, la presenza 24 ore di Ginecologo e Anestesista e, a quanto mi è stato riferito un indice di problematiche tra i più bassi d’Italia. Possiamo anche vantare un Centro di Fecondazione Assistita molto apprezzato.
Di tutto ciò ringrazio a partire dal Dr. Stellin, tutto il personale che ha contribuito a questo centro di qualità, con l’auspicio che i rappresentanti politici polesani, riescano in Regione a difendere questo presidio utile alle famiglie altopolesane e non solo.
Rovigo, 21.01.2013
Brusco Guglielmo – Assessore provinciale alla Salute
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21 gennaio 2013

"Punti nascita a rischio a Trecenta e Adria"

Dal Resto del Carlino di lunedì 21 gennaio 2013

GINECOLOGI E OSTETRICHE SUL PIEDE DI GUERRA
E anche medici polesani aderiscono allo sciopero nazionale del 12 febbraio
«LA REGIONE VENETO NON HA ANCORA RESO NOTE LE SCHEDE OSPEDALIERE E DA ANNI SI LAVORA CON POCO PERSONALE»
«Prima potevamo operare cinque giorni a settimana - continua Stellin - ora siamo stati costretti a ridurli a quattro»

GINECOLOGI e ostetriche fanno sciopero anche in Polesine. La prima giornata di protesta il prossimo 12 febbraio.
Oltre al taglio dei fondi alla sanità previsti dal decreto Balduzzi, in Polesine ci sono altri motivi motivi per incrociare le braccia.
Il dottor Giancarlo Stellin, primario del reparto di ginecologia dell'ospedale di Rovigo e responsabile del centro per la fecondazione assistita di Trecenta spiega: «Innanzitutto la Regione Veneto non ha ancora reso note le schede ospedaliere (necessarie alla programmazione dei servizi ospedalieri, per capire dove e come saranno investiti i soldi, ndr) - inoltre da due anni si parla della chiusura dei punti nascite che non raggiungono i 500 parti l'anno e sembra sempre che quelli di Adria e Trecenta siano sul punto di sparire, senza contare che anni di continui tagli alla spesa sanitaria non permettono di migliorare né la sicurezza degli operatori né quella dei pazienti».
In rapporto alla pianta organica dell'Ulss 18, ad esempio, il reparto di ginecologia attualmente sta lavorando con due medici in meno e mancano anche alcune ostetriche. «Prima potevamo operare cinque giorni a settimana - continua Stellin - ora siamo stati costretti a ridurli a quattro».
Inutile chiedere al dottor Stellin se aderirà allo sciopero: «In quel periodo sarei in ferie, ma rientrerò per partecipare e spero si vada avanti a oltranza, come in Francia".

Leggi l'articolo completo.

20 gennaio 2013

Retromarcia sulle prestazioni extra Lea. Almeno fino a marzo...

Ma è una soluzione temporanea, vale fino a marzo. E poi?

Ne avevo parlato in coda a un precedente post. Le proteste delle associazioni hanno portato la V commissione (sanità) del consiglio regionale a chiedere all'unanimità di non dar corso alla deliberazione della giunta dello scorso 24 dicembre con cui era stato deciso di congelare l'erogazione delle prestazioni extra Lea (Livelli Essenziali di Assistenza). Tra questi gli assegni di cura ad anziani e non autosufficienti, i contributi di domiciliarietà, i finanziamenti per progetti di autonomia delle persone disabili, le prestazioni diagnostiche e specialistiche per affetti da malattie rare e celiachia, il telesoccorso e la teleassistenza, la gratuità del parto indolore. Oltre centomila le persone coinvolte, 120 milioni di budget.
La commissione ha chiesto di invertire il percorso disegnato dalla delibera del 24 dicembre: prima la commissione tecnica coordinata dal segretario Domenico Mantoan valuterà criteri, priorità e ricadute delle prestazioni extra Lea formulando (entro il 28 febbraio) una proposta di rivisitazione; poi lo stesso organismo si pronuncerà sul provvedimento, entro il 31 marzo.
Nel frattempo, per tutto il primo trimestre in corso, le prestazioni accessorie continueranno ad essere gratuite. E poi?
Leggi l'articolo completo del Mattino di Padova di venerdì 18/01/2013.

19 gennaio 2013

Emoderivati. In Gu l'ordinanza di Balduzzi contro importazioni facili


Il provvedimento ristabilisce l’obbligo di autorizzazione dell’Aifa che la Legge di Stabilità aveva sostituito con una notifica del produttore. L’ordinanza sarà valida non oltre il 30 giugno. Nel frattempo un decreto ministeriale dovrà dare attuazione alla norma della Legge di Stabilità. Ecco il testo pubblicato in Gazzetta.


16 gennaio 2013

La proposta di bilancio 2013 della giunta regionale massacra la politica sociale del Veneto


Esiste ancora una politica sociale in Veneto? Se lo chiede il consigliere regionale Claudio Sinigaglia dalle pagine del suo sito e in un comunicato del 10 gennaio scorso.
Impressionanti i dati del taglio alla spesa sociale:

  • in soli due anni i finanziamenti di fonte regionale a favore del sociale hanno subito un crollo pari a 46 milioni di euro (- 40% circa);
  • sul sociale la parte che non dipende dal fondo sanitario regionale è di circa 70 milioni;
  • di queste risorse, la metà, ovvero 35 milioni, sono destinati alle scuole di infanzia e asili nido; voci di pertinenza più dell’ambito scolastico-educativo che di quello legato al sociale.


Una denuncia quella di Claudio Sinigaglia che segue l'allarme sui tagli e i congelamenti dell'assistenza sociale. Di seguito una breve rassegna stampa:
Gaz2013-01-08Sinigaglia.pdf
Mattino2013-01-08Sociale.pdf
Mattino2013-01-08Sociale2.pdf
Mattino2013-01-08Sociale3.pdf

15 gennaio 2013

A Salara si parla del San Luca


Il Comitato per la tutela della salute e del "San Luca", costituitosi a Ficarolo, in collaborazione con l'amministrazione comunale di Salara, ha organizzato per venerdì prossimo, 18 gennaio, alle ore 21.00, presso la sala polivante di Salara, un incontro sul tema:
Ospedale San Luca
a un anno dalle promesse quale riscontro?
Moderatore: Dino Chieregati
Relatore: Mario Gallani
Intervento del sindaco di Salara Andrea Prandini
Dibattito
I cittadini sono invitati a partecipare

Scarica la locandina

Le promesse richiamate nel titolo sono, immagino, quelle che il 27 gennaio dello scorso anno, in prefettura, l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto ha propinato ai sindaci dell'Ulss 18 sulla possibilità di reintegrare il personale mancante al San Luca di Trecenta. Impegni e promesse che sono stati smentiti già dopo pochi giorni. Teatro, è stato solo teatro ho titolato quando è stata evidente, documentata, la finzione dei responsabili della sanità regionale. E' stato proprio teatro!
Per ottenere dal blog tutti i post in relazione con quella riunione è sufficiente cliccare sull'etichetta 'prefetto' qui a lato.

13 gennaio 2013

Dall'amministrazione provinciale un'ipotesi di lavoro sulle schede ospedaliere

E' possibile un'applicazione meno traumatica delle schede ospedaliere regionali.

Il vice presidente dell'amministrazione provinciale Guglielmo Brusco ha inviato a tutte le istituzioni regionali che si occupano di sanità in Veneto un'ipotesi di lavoro sulle nuove schede ospedaliere. Un vero appello alla moderazione e alla ragionevolezza. Una proposta che, pur compatibile con la legge e la pianificazione regionale, consentirebbe di poter gestire in modo meno drammatico il taglio dei posti letto.
Il documento, che può essere scaricato integralmente, riporta chiaramente molti dati a supporto dell'ipotesi di lavoro sostenuta dall'amministrazione provinciale.
Due le considerazioni fondamentali: 1) La programmazione regionale prevista dal piano socio sanitario regionale (Pssr) parla di un “Adeguamento tendenziale del numero dei posti letto ospedalieri” da qui al 2016; 2) Il decreto Balduzzi sul taglio dei posti letto nelle strutture ospedaliere pubbliche e private convenzionate, è meno penalizzante del Pssr.
Inoltre, va considerato che non è stata ancora realizzata quella "sanità territoriale", prevista dal Pssr, che dovrebbe bilanciare in termini di assistenza la perdita di posti letto ospedalieri.
Insomma, nel dibattito sulla sanità veneta non ci sono solo le anticipazioni, disastrose per il polesine, pubblicate dal Gazzettino lo scorso 25 novembre. Ora c'è anche un'altra ipotesi, molto meno traumatica e pur sempre compatibile col quadro legislativo e la programmazione regionale che devono essere rispettate. Ci sono nuovi dati e argomenti per sostenere la proposta di Davide Benazzo (Cgil-Fp) di coagulare istituzioni, forze politiche e sociali, per definire i paletti oltre i quali la giunta regionale non possa andare.

Per una rassegna di tutti post sulla spesa sanitaria clicca qui a lato l'etichetta 'spending review'.
Tra gli altri segnalo i post:
Nuovi standard ospedalieri. La mappa dei tagli ai posti letto

11 gennaio 2013

Le preoccupazioni di Antonio Bombonato al nuovo direttore generale dell'Ulss 18

Antonio Bombonato, presidente dell conferenza dei sindaci, ha incontrato il nuovo direttore generale dell'Ulss 18 Arturo Orsini.
Nel lungo resoconto pubblicato da La Voce di lunedì 7 gennaio 2013 Bombonato parte dall'annunciato taglio di quasi 10 milioni di euro ai trasferimenti regionali alla nostra Ulss e ne sottolinea l'incongruenza con le continue rassicurazioni verbali della giunta Zaia sul mantenimento della qualità dei servizi sanitari e sociali in polesine.
La contrazione dei finanziamenti e il taglio dei posti letto per effetto del nuovo Pssr, "non consentono l'erogazione di servizi rispettosi della declamata eccellenza sanitaria Veneta". Ricorda poi che "Da un anno giace la promessa dell'assessore regionale Colletto e del segretario regionale Mantoan su una condivisione delle schede stesse con la nostra Conferenza. Promessa che è rimasta solo tale", mentre "i tagli prospettati non potranno che indebolire i nostri livelli di assistenza. E questo perché? Perché siamo pochi? perché siamo polesani?".
E infine conclude "La riduzione degli extra Lea vuol dire colpire anziani e disabili, il taglio dei posti letto può voler dire impoverire reparti di eccellenza per i quali sono stati investiti, autorizzati dalla Regione, milioni di euro. Qualcosa non mi torna e non ci convince. Restiamo però in attesa di autorevoli rassicurazioni e non di promesse da convegno".
Leggi l'articolo completo.

05 gennaio 2013

Nuovo direttore generale dell'Ulss 18. Primi pronunciamenti

Dal primo di gennaio 2013 Arturo Orsini è il nuovo direttore generale dell'Ulss 18.
Di seguito riporto una breve rassegna degli articoli che i quotidiani locali hanno dedicato alle prime uscite pubbliche del funzionario regionale che avrà, per i prossimi tre anni, la responsabilità della sanità nel medio e alto polesine.
I titoli scelti dai quotidiani sono improntati all'ottimismo. Speriamo sia ben riposto. Non mi pronuncio: troppe volte in passato ci si è sbilanciati con giudizi positivi o molto positivi per poi dover cambiare radicalmente giudizio.
Credo che il compito di un qualsiasi mezzo d'informazione, e questo nel suo piccolo lo è, sia quello di raccontare i fatti ed esprimere opinioni sulla base degli stessi. Cercherò di mantenere questa linea di condotta anche per ciò che riguarda il nuovo direttore generale dell'Ulss. Del resto non mi faccio particolari illusioni: i direttori generali sono nominati dal presidente della giunta regionale, hanno obiettivi ben precisi da raggiungere per mantenere il loro incarico e il nuovo piano sanitario regionale (Pssr) ha conferito al presidente Zaia il potere di revocarli qualora non diano attuazione al mandato ricevuto. Insomma, il direttore generale può essere il parafulmine che concentra su di sé i malumori per decisioni prese da altri, dalla giunta regionale nel nostro caso.

La rassegna stampa

Arturo Orsini, neodirettore della Ulss 18 ha preso servizio ed ha incontrato il sindaco di Rovigo Orsini: "Snelliremo le liste d'attesa"
"Occorre contenere i costi evitando ricadute sugli utenti. A Rovigo la dotazione tecnologica e eccellente"
(La Voce, giovedì 3 gennaio 2013)

«No ai doppioni, dîfendîamo le eccellenze»
Arturo Orsini, nuovo direttore dell' Ulss 18 traccia il futuro della sanità polesana
(Il Resto del Carlino, venerdì 4 gennaio 2013)

Rivoluzione nella sanità
Il nuovo manager dell'Ulss dà la linea: «Accorpare i servizi tra Adria Rovigo»
(Corriere del Veneto, Padova e Rovigo, venerdì 4 gennaio 2013)

L'incontro in provincia. "L'hospice di Lendinara necessita di risorse"
La presidente Virgili al nuovo direttore generale dell'Ulss 18 Orsini:
"All'ospedale di Trecenta un centro di riabilitazione all'avanguardia"
(La Voce, sabato 5 gennaio 2013)


04 gennaio 2013

Istat. Inflazione annua al 3%. Ma la sanità non aumenta i prezzi e registra crescita a tasso "0"


Pubblicato il Rapporto 2012 sui prezzi al consumo. L’inflazione cresce del 3% su base annua ma i prezzi dei servizi sanitari e le spese per la salute segnano un tasso “0” di crescita. Al top le spese per la casa e le utenze (+7,1), trasporti (+6,5), alcol e tabacchi (+5,9).

L’Istat ha pubblicato il rapporto 2012 sui prezzi al consumo. Nella media del 2012, gli incrementi più elevati rispetto al 2011 riguardano i prezzi dell’Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,1%, dal +5,1% del 2011), dei Trasporti (+6,5%; era +6,2% il precedente anno) e delle Bevande alcoliche e tabacchi (+5,9%, dal +3,5% del 2011).
I prezzi dei Servizi sanitari e spese per la salute non variano in media d’anno (erano aumentati dello 0,5% nel 2011).
04 gennaio 2013

Scarica il Rapporto dal sito Istat
Vai alla pagina dedicata sul sito Istat

30 dicembre 2012

Balduzzi vara i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)

http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=12736

Stop agli esami "inutili" (ma esistono ancora?).
Entrano 110 malattie rare e 5 croniche

Il ministro della Salute ha mantenuto l'impegno. Ora il testo è all'esame dell'Economia.

Per essere attuato serve il parere delle Commissioni parlamentari sulla sanità di Camera e Senato e l'intesa in conferenza Stato-Regioni.

Le Regioni dovranno monitorare almeno il 5% delle prescrizioni diagnostiche per verificarne l'appropriatezza.

I Livelli essenziali di assistenza sono organizzati in tre grandi Aree:
- l’assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro, che comprende tutte le attività di prevenzione rivolte alle collettività ed ai singoli (tutela dagli effetti dell’inquinamento, dai rischi infortunistici negli ambienti di lavoro, sanità veterinaria, tutela degli alimenti, profilassi delle malattie infettive, vaccinazioni e programmi di diagnosi precoce, medicina legale)
l’assistenza distrettuale, vale a dire le attività e i servizi sanitari e sociosanitari diffusi capillarmente sul territorio, dalla medicina di base all’assistenza farmaceutica, dalla specialistica e diagnostica ambulatoriale alla fornitura di protesi ai disabili, dai servizi domiciliari agli anziani e ai malati gravi ai servizi territoriali consultoriali (consultori familiari, SERT, servizi per la salute mentale, servizi di riabilitazione per i disabili, ecc.), alle strutture semiresidenziali e residenziali (residenze per gli anziani e i disabili, centri diurni, case famiglia e comunità terapeutiche)
l’assistenza ospedaliera, in pronto soccorso, in ricovero ordinario, in day hospital e day surgery, in strutture per la lungodegenza e la riabilitazione, e così via.
Lea rappresentano il livello “essenziale” garantito a tutti i cittadini ma le Regioni, come hanno fatto fino ad oggi, potranno utilizzare risorse proprie per garantire servizi e prestazioni ulteriori rispetto a quelle incluse nei Lea.
30 dicembre 2012

Leggi l'articolo completo per vedere le novità, le esenzioni sui ticket, e le misure sull’appropriatezza della assistenza specialistica ambulatoriale. Consulta anche lo speciale "Legge di stabilità 2013, tutte le norme sanitarie".

29 dicembre 2012

Sedute di endoscopia digestiva ridotte al lumicino. Riduzione anche in cardiologia



Al San Luca le sedute settimanali di endoscopia digestiva si sono ridotte al lumicino, passando dalle 5 dell'inizio alle attuali 2 di cui 1 sola gestita dai gastroenterologi e 1 da un chirurgo .
Nelle 2 settimane delle festività nessun cardiologo in servizio era in grado di fare ecocardio.

27 dicembre 2012

Bonus energia, dal 1° gennaio 2013 cambiano le regole per le persone in gravi condizioni di salute


Le nuove norme verranno applicate automaticamente a livello minimo.
Necessaria una certificazione dell'Ulss entro il 30 aprile 2013.
Efficacia retroattiva. Il simulatore sul web.

Dal 01/01/2013 cambiano le modalità di accesso e riconoscimento del bonus a favore delle persone in gravi condizioni di salute (disagio fisico). Agli utenti che, avendone i requisiti, presenteranno domanda di riconoscimento del bonus a partire da tale data verranno applicate le nuove regole.
Chi già gode del bonus per disagio fisico, invece, ha ricevuto in questi giorni una comunicazione da SGAte (Sistema di Gestione delle Agevolazioni sulle tariffe Elettriche) che li informa delle nuove modalità di calcolo.
In particolare, in base alla delibera n. 350/2012/R/EEL dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, il bonus verrà graduato secondo tre livelli a seconda delle apparecchiature medicali utilizzate e, in alcuni casi, del tempo medio giornaliero di utilizzo (vedi comunicato stampa). Le apparecchiature considerate ai fini del bonus sono state individuate con decreto del Ministero della Salute del 13 gennaio 2011.
Attenzione! Il valore del bonus riconosciuto alla famiglia verrà automaticamente erogato al livello minimo.
Per ottenere il riconoscimento del bonus secondo un livello più elevato è assolutamente necessario chiedere all'Ulss una nuova certificazione sulle apparecchiature utilizzate e sul tempo di utilizzo delle stesse.
C'è tempo fino al 30/04/2013 per presentare la domanda di variazione. Di buono c'è che il riconoscimento del più elevato grado di utilizzo avrà efficacia retroattiva.
Ci si può fare un'idea di quale sia il proprio livello (minimo, medio e massimo) utilizzando un simulatore all'indirizzo web http://www.bonusenergia.anci.it/.
Dal sito www.bonusenergia.anci.it clicca sulla sezione del simulatore

È possibile avere informazioni al numero verde 800-166654.
Altre risorse in:
http://www.disabili.com/
http://www.handylex.org/

24 dicembre 2012

Standard ospedali. Ecco la nuova bozza di regolamento all'esame delle Regioni

fonte: http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=12704

Le misure in vigore dal 1° gennaio 2014 e non da subito
Un po’ più di margine discrezionale alle Regioni

Il ministero della Salute ha inviato alle Regioni una nuova versione del regolamento sugli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi degli ospedali pubblici e privati accreditati. Ridotto da 80 a 60 p.l per acuti il limite per l’accreditamento dei privati. Per il calcolo del fabbisogno di posti letto si dovrà tenere conto anche della mobilità sanitaria. Novità anche sull’elisoccorso. LA NUOVA BOZZA.

Il ministero della Salute ha messo a punto una nuova bozza del regolamento sugli standard ospedaleiri che scaturisce dalla riunione tecnica svolta il 4 dicembre scorso. La nuova bozza avrebbe dovuto, nelle intenzioni del ministero, essere esaminata in extremis dalla Conferenza Stato Regioni del 20 dicembre scorso. Ma così non è stato probabilmente a seguito della posizione espressa il 13 dicembre dalla Conferenza dei Presidenti che hanno detto a chiare lettere che finché non ci sarà chiarezza sulle disponibilità economiche non si firma nè Patto per la salute nè o intesa sugli standard ospedalieri.
24 dicembre 2012

Ecco l'Agenda Monti. Sanità al bivio: o tagli o innovazione. Ma il Ssn va difeso e rafforzato

Il sito quotidianosanità.it anticipa l'agenda Monti
Il testo integrale. Il welfare e la sanità

Quotidianosanità.it pubblica l'agenda Monti, il documento di cui si parla da ieri, quando il presidente del consiglio lo ha illustrato nella conferenza stampa di fine anno.
Su questo documento Monti cerca adesioni sulla base delle quali deciderà il suo impegno diretto in politica.


A pag. 17 il paragrafo dedicato al welfare e alla sanità.
Un po' generico, con affermazioni per forza di cose condivisibili. "No al finanziamento della spesa con una illimitata creazione di debito" ... "appropriatezza delle cure, costo/efficacia, riduzione al massimo degli sprechi, gestione manageriale basata su una valutazione trasparente dei risultati" ... "No alla contrapposizione fra sanità pubblica e sanità privata" ... "Il servizio sanitario nazionale resta una conquista da difendere e rafforzare attraverso innovazione, efficienza e professionalità." Tutto un po' ovvio, scontato.
Il documento parla poi della necessità di rafforzare l'assistenza domiciliare per i parzialmente sufficienti e per non autosufficienti. E si pone l'obbiettivo di "dare attuazione alla riforma dell'ISEE", uno strumento che riguarda 20 milioni di italiani. Non si precisa come riformarla e questo resta un grosso punto interrogativo.

Leggi la notizia completa.
Scarica l'agenda Monti.


23 dicembre 2012

Donne e salute. Una su quattro rinuncia a prevenzione e cure a causa della crisi

Per una donna italiana su quattro la prevenzione e le cure a causa della crisi passano in secondo piano. La fotografia l’ha scattata il libro 'La salute della donna. Analisi e strategie di intervento' curato dall'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) con la collaborazione di Farmindustria. In aumento l’incidenza delle patologie di genere.

A causa della crisi economica sempre più donne si trovano costrette a risparmiare sulle cure e la prevenzione in favore della famiglia e dei figli. Ma questa tendenza sta portando ad un aumento dell’incidenza di tutte le maggiori patologie di genere (dai tumori ai disturbi psichici, fino alle malattie cardiovascolari). E ciò è dovuto non solo all'innalzamento medio della vita, ma pure alla bassa adesione alle grandi campagne di sensibilizzazione. Ciò è quanto risulta dal libro 'La salute della donna. Analisi e strategie di intervento' curato dall'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) con la collaborazione di Farmindustria e dell’Osservatorio sulla Salute nelle Regioni Italiane dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, presentato oggi a Roma. La cultura della Medicina di Genere è essenziale per garantire alle donne la tutela della propria salute e proprio in quest’ottica O.N.Da il volume fa un’analisi sulle principali patologie in rosa, quali cardiovascolari, oncologiche, psichiatriche e relative alla salute materno-infantile.  L’obiettivo è fotografare la situazione clinica-epidemiologica attuale ed evidenziare le esigenze dell’universo femminile in ambito sanitario-assistenziale. Il testo, corredato da proposte operative, vuole sensibilizzare gli esperti in materia e rappresentare una premessa per il ripensamento del Servizio Sanitario Nazionale in un’ottica di genere, per migliorare l’equità, l’accessibilità e la fruizione dei servizi.​

19 dicembre 2012
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22 dicembre 2012

Ospedali. Tutti i tagli nel pubblico e nel privato

http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=12665

Emilia Romagna, Lazio e Lombardia le più colpite: assorbiranno il 38,2% dei tagli

Con i nuovi standard posto letto/abitante saranno cancellati 14.586 letti per acuti. Ma oltre 10 mila potrebbero essere di strutture private. Aumenteranno invece i posti di lunga degenza: 9.949 letti in più. I tagli maggiori nelle tre regioni con indici elevati sia negli acuti che nelle lungo degenze.

I conti sono pronti. I provvedimenti attuativi ancora no. Ma ormai la mappa dei posti letto italiani dopo spending review e nuovi standard ospedalieri è disegnata. A fornirla lo stesso ministero della Salute che ha reso noti i dati, Regione per Regione, dell’operazione di razionalizzazione della rete ospedaliera del Ssn tenendo conto del nuovo standard di 3,7 posti letto per mille (di cui 0,7 per le lungo degenze) e della soglia minima di 80 posti letto per acuti per le case di cura private accreditate.

L'operazione si attuerà con tagli da una parte e aggiunta di letti dall'altra a secondo delle dotazioni regionali che presentano indici abbastanza differenziati. La somma di questa "compensazione" tra tagli e aggiunte porterà a un taglio di 17.882 posti letto, di cui 14.586 per acuti e 3.296 per lungo degenze, cui farà riscontro un aumento di 10.492 posti letto, di cui solo 543 nei reparti per acuti nelle poche regioni che stanno sotto il 3 per mille e di ben 9.949 in quelli per lungo degenti. 
....
Ma la partita potrebbe giocarsi, almeno per gli acuti, quasi tutta sul privato. Secondo quanto previsto dalla bozza di regolamento sugli standard ospedalieri, attualmente all’esame delle Regioni, non potranno più essere accreditate le case di cura private che hanno meno di 80 posti letto per acuti. Vale a dire, secondo i dati forniti dal ministero e aggiornati al 16 novembre 2012, un totale di 10.412 letti per acuti attualmente accreditati con il Ssn presso cliniche private.

Quindi, se il regolamento dovesse passare, è chiaro che i due terzi abbondanti dei 14.586 letti per acuti da tagliare per rispettare lo standard del 3 per mille, potrebbero essere tagliati al privato, semplicemente non accreditandoli più.
I tagli maggiori nel privato riguarderebbero la Sicilia con 1.746 letti che potrebbero perdere l’accreditamento del Ssn e la Campania con 1.308 letti da non accreditare.

Da sottolineare, tuttavia, che tra le ipotesi di correzione al regolamento del ministero della Salute, in relazione alla soglia minima per l'accreditamento si sono ventilate due opzioni meno impattanti: una con soglia a 60 posti per acuti e una a 50. Se dovessero passare queste alternative è evidente che il numero di posti letto per acuti a rischio di non accreditamento sarebbe destinato a scendere.

Tabelle
20 dicembre 2012

16 dicembre 2012

Hanno comperato una spect ma mancano i pannoloni

«Hanno comperato una spect ma mancano presidi di base come pannoloni e farmaci ... certo che con la spect si finisce sui giornali e si fa notizia ... i pannoloni sono cose per vecchi inutili ... ecco come si fa la spending review all'Ulss 18».

Suonano amare le parole con cui mi segnalano una carenza assurda, quella dei pannoloni per i degenti anziani e incontinenti. Mancano anche alcuni farmaci che i pazienti devono portarsi da casa ma, attenzione, il medico di base non può prescrivere durante la degenza dell'assistito! E quando la scorta finisce?
Queste carenze nella nostra Ulss vengono da lontano. Nel 2008, infatti, sul blog ho parlato più volte dei tagli ai presidi sanitari per le persone in Adi e Adi/Med. Si veda ad esempio il post Assistenza domiciliare, tagliati i presidi sanitari a supporto dei pazienti o si clicchi qui a lato l'etichetta "adi".

Per l'acquisto della spect è stato pubblicato il bando di gara a fine febbraio, con ogni probabilità impegnando risorse sul bilancio 2011. La spending review è venuta dopo, non era prevedibile e non c'è una diretta relazione fra l'acquisto della spect e la mancanza di pannoloni e medicinali. Tuttavia le carenze segnalate sono inaccettabili.

Notizie e approfondimenti da quotidianosanità.it


Metto a disposizione una rassegna di notizie e approfondimenti tratte da quotidianosanità.it
Allarme medici di famiglia: “I pazienti non si curano a causa della crisi”

Per oltre la metà dei medici di medicina generale la salute dei propri assistiti è peggiorata con la crisi, anche perché i pazienti, a causa delle difficoltà economiche, trascurano la propria salute. Ma la crisi fa male anche ai medici: il 70,6% ha scarsa fiducia nel futuro. Lo rileva un’indagine Fimmg.

13 dicembre 2012 - La crisi fa male alla salute degli italiani, ma ha riflessi negativi anche sulla vita dei medici, professionale e privata. A rivelarlo è uno studio del Centro Studi della Fimmg, presentato nel pomeriggio di ieri a Roma e condotto nei primi mesi del 2012 attraverso un questionario su un campione rappresentativo di 1.050 medici di medicina generale.
Leggi l'articolo completo.

Diabete in 1 casa italiana su 8. Curarsi costa troppo per il 30% delle famiglie

Sono i primi risultati della ricerca DAWN2. Otto persone su 10 che hanno un familiare malato di diabete provano “ansia”. Una famiglia su 4 denuncia che il proprio familiare con diabete ha subìto discriminazioni a causa della malattia. Al via il progetto “Il diabete vede te, tu non vedi il diabete”.

13 dicembre 2012 - Sono circa 3 milioni in Italia le persone con diabete. Questo vuol dire che 1 famiglia su 8 ha almeno un congiunto con la malattia e deve affrontare il problema diabete: un vero e proprio fardello dal punto di vista psicologico, finanziario ed emotivo. Che il diabete stia diventando un serio problema sociale, in Italia come in tutto il mondo, lo confermano i dati dello studio internazionale DAWN2 (Diabetes Attitudes Wishes and Needs) realizzato con il contributo non condizionato di Novo Nordisk e i cui risultati sono stati presentati ieri a Roma presso la sede della Fondazione Censis.
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Fiaso. Flop sconti su acquisti  beni e servizi. Spending review fallita, servizi a rischio nel 95% Asl

Nel 2012 Asl e ospedali hanno ottenuto sconti solo del 2% contro il 5% previsto dalla spending review e del 2,6% nel 2013 a fronte del taglio del 10% imposto dalla legge di stabilità. Maggiori difficoltà per le Regioni virtuose. A fronte di minori finanziamenti, le aziende preannunciano tagli ai servizi per i cittadini. Il report completo.

13 dicembre 2012 - Nonostante l’impegno profuso dalle Aziende sanitarie e ospedaliere, nell’anno in corso i fornitori, in media, hanno concesso sconti solo del 2%, contro il 5% previsto dalla spending review, mentre la riduzione attesa per il 2013 cresce appena al 2,6% a fronte di un 10% programmato dalla legge di stabilità. A scattare la fotografia dei risultati ottenuti dalle Aziende nella ricontrattazione dei contratti di fornitura di beni e servizi è l’indagine condotta dalla Fiaso su un campione rappresentativo di 45 tra Asl e ospedali, pari al 20% del totale.

In particolare, sono le Regioni più virtuose e quelle che non sono in Piano di rientro dai deficit sanitari ad avere più difficoltà ad ottonere sconti, che toccano appena quota 1,8% nel 2012 e 1,9% nel 2013. Segno, secondo la Fiaso, che i tagli lineari finiscono per penalizzare chi è stato fino ad oggi più efficiente e non quindi nella condizione di ottenere altre riduzioni di prezzo da contratti già ridotti all’osso.
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15 dicembre 2012

Tanti auguri scomodi

Gli auguri scomodi di Jenny Azzolini, portavoce del Comitato altopolesano dei cittadini per il 'San Luca', ai responsabili della sanità.

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Circolano in questi giorni voci inquietanti sulle schede ospedaliere: pare siano gravemente penalizzanti per gli ospedali dell'Ulss18.
Faranno pagare a noi il prezzo più alto?
Ma il 16 novembre l'assessore Coppola ha affermato che si è già fatto per il Polesine quanto chiede la spending review.
Però, dicono, si profila all’orizzonte una cattiva sorte per malattie infettive, neurochirurgia, chirurgia vascolare e medicina nucleare di Rovigo.
Per Trecenta finirà il punto nascita, il servizio di chirurgia, avrà i giorni contati anche la terapia intensiva.
Visto che pare opinione diffusa che la nostra Terapia intensiva è inutile perché ricovera solo vecchi moribondi, rivolgiamo una domanda ai molti che si fingono difensori della sacralità della vita: togliere servizi che rispondono alle esigenze di un territorio è l'alternativa etica all'eutanasia?

Il 2013 sarà anno cruciale e non solo per la sanità, ma sembra che non importi: accendiamo lo spreco delle luminarie, cantiamo dolci canzoncine e diciamo ai bambini che si deve essere buoni perché continua a nascere Gesù.
E noi dell’Altopolesine ci permettiamo di “rendere grazie” a chi ci aveva promesso un servizio per la salute ed ora a poco a poco ce lo toglie.
Grazie con tutto il cuore perché a chi di noi sarà malato grave sarà accorciata l’agonia, visto che il primo posto vicino per la salute sarà troppo lontano.
E facciamo tanti auguri. Ma non auguri formali, retorici, imposti dal calendario, ma
tanti auguri scomodi.
Gesù, che nasce per amore, vi dia la nausea di un agire senza profonde motivazioni etiche e vi conceda la forza di inventarvi una politica carica di donazione e di coraggio.
Dio che diventa uomo vi faccia provare vergogna ogni volta che la carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso progetto dei vostri giorni, la vita del prossimo strumento delle vostre scalate.
Maria, con i suoi occhi feriti, vi faccia sentire lo struggimento di una vita sofferente.
Gli angeli, che annunciano la pace, portino guerra all’incapacità di vedere che vicino a voi un vecchio muore solo, perché molto lontano dai suoi familiari che non possono garantirgli assistenza.
Il Bambino che dorme sulla paglia tolga il sonno e faccia sentire il vostro letto duro come un macigno, perché, pur avendo il potere, non avete scelto di aiutare i più deboli, le persone che soffrono, tenendo conto della loro povertà e della loro solitudine. Vi siete preoccupati soprattutto dei vostri interessi, degli interessi della vostra parte politica, vi siete serviti soprattutto dei poveri per la vostra scalata al successo, alla ricchezza.
Però è pur sempre Natale e quindi ci sembra giusto chiudere con un augurio senza aggettivi: sul nostro ospedale, sulla nostra sanità, come sul nostro mondo soffocato da un vuoto che sta mangiando i nostri pensieri, scenda la speranza.
Jenny Azzolini, portavoce del Comitato altopolesano dei cittadini per il 'San Luca'
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14 dicembre 2012

Quanti sindaci saranno domani a Rovigo per difendere Medicina Nucleare?

Difendere i servizi sanitari in polesine
con le unghie e con i denti

In questi giorni l'Ulss 18 ha inviato a tutti i comuni la notizia dell'inaugurazione della nuova spect/CT. Un'iniziativa insolita che è frutto dell'allarme intorno alle previsioni del Pssr (piano socio sanitario regionale) sugli ospedali della provincia di Rovigo. L'Ulss in sostanza chiama i sindaci a raccolta perché ne va della sopravvivenza del reparto di Medicina Nucleare dell'ospedale di Rovigo.
I sindaci parteciperanno? Andranno domani a Rovigo?
Non si tratta del solito taglio del nastro in cui dirigenti politici e amministrativi si attribuiscono meriti a buon mercato. Questa volta è tutto diverso. Si inaugura un'attrezzatura d'avanguardia per la diagnosi precoce dei tumori, dopo un lungo e costoso iter amministrativo, alla vigilia di decisioni che potrebbero portare, a breve, alla soppressione del reparto in cui viene installata.
Un'assurdità!
Io mi auguro che diversi sindaci dell'Ulss 18 vadano all'inaugurazione per guardare in faccia gli amministratori regionali che verranno ad inaugurare la nuova attrezzatura del reparto. Per chiedere garanzie sulla possibilità di farla funzionare ora e nei prossimi anni. Per chiedere che la sanità polesana non paghi per tutti. Perché i servizi sanitari vanno difesi con le unghie e con i denti.

12 dicembre 2012

La sanità polesana vista dal Comitato per il San Luca

Jenny Azzolini, portavoce del Comitato altopolesano dei cittadini per il 'San Luca', tira le somme di quasi due anni di attività e mette a fuoco i problemi dell'ospedale di Trecenta e della sanità in polesine, gravemente minacciata dalle anticipazioni sulle schede ospedaliere pubblicate dal Gazzettino del 25 novembre scorso.

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Il Comitato Altopolesano, che vede al suo interno volontari di tutti i 25 paesi dell’Altopolesine, come presenza agli incontri o in contatto costante via telefono o grazie all’offerta informatica, vuole andare avanti nell’impegno fino a che il discorso salute, che prevede chiarezza sul San Luca e sulla sanità nel territorio, non è ben definito.
L’attività di coinvolgimento di Sindaci, Provincia, Vescovo e Parroci che il Comitato ha avviato nel 2011 ha portato all’incontro dal Prefetto del 27 gennaio 2012, da cui è partito un Tavolo Tecnico che ha prodotto formato proposte cui il Comitato ha affiancato riflessioni inviate in regione, in provincia, a tutti i sindaci.
Noi continuiamo a farci sentire perché vogliamo la stesura delle schede ospedaliere con la contemporanea istituzione delle AGGREGAZIONI FUNZIONALI TERRITORIALI ( aggregazioni dei medici di base, distretti efficienti e Amministrazioni Comunali con ruolo e possibilità di integrazione socio-sanitaria, gestione della persona a domicilio o in strutture ).
Se condividiamo che la sanità moderna è una sanità territoriale che cura e accompagna l’ammalato a casa, temiamo che in realtà si cerchi di smantellare il San Luca senza garanzie per l’attività di assistenza sul territorio.
Noi non siamo tranquilli.
Se da una parte ci confortano certe rassicurazioni (“non ci sarà nessun accorpamento”) ci creano però ansia altre esternazioni, come quelle del dottor Noce, presidente dell’ordine dei medici, che prevede una situazione critica per l’ospedale di Rovigo e una fine tragica per gli ospedali di Trecenta ed Adria.
Ed invita le amministrazioni a difendere i servizi.
In questi giorni continuano all’ospedale San Luca segnali di malessere, di incertezza, di “PROVVISORIETA’” (o improvvisazione).
Facciamo degli esempi: densitometria e visite per patologia osteoarticolare.
A Trecenta c’è la macchina per densitometria, ma poiché c’è anche problema di personale, è usata un solo giorno la settimana. Va aggiunta anche una simpatica curiosità: l’esame con ticket costa 69€; in libera professione, sempre al San Luca, costa meno di 40€.
E dopo l’esame densitometrico bisogna andare magari ad Adria per trovare posto per una visita: il dott. Nardi non è stato sostituito e quindi un problema tipico di persone anziane passa in secondo piano, anche se siamo un’area ad alta presenza di anziani.
A Trecenta c’è pure un apparecchio per la Tac, ma è utilizzato solo la mattina; ci sono altre apparecchiature che, forse, con un uso diverso potrebbero esaurire in tempi più brevi le liste d’attesa.
Ci sono problemi al Centro Trasfusionale, a Cardiologia, al Day Surgery, cui vanno aggiunti i disagi alla Cassa Ticket , spostamenti di personale al CUP e nel settore Radiologia .
L’assunzione a tempo indeterminato di 2 medici anestesisti-rianimatori ci dà speranza; ma ci preoccupano le segnalazioni di disagio che riguardano il servizio di Cardiologia, solo ambulatoriale e coperto da un solo cardiologo, non da due come era stato deciso in Prefettura. E si teme che l’orario 8-17 si riduca a 8-14 con il prossimo pensionamento di un infermiere.
Ci è stato riferito poi che il martedì ed il venerdì non è possibile sottoporre ad ecocardio i pazienti dei reparti o del Pronto Soccorso perché non è in servizio un cardiologo specialistico; che le rotture di apparecchiature (stampante, ecografo, holter ecc.) o malfunzionamento di altre non sono celermente risolte.
Ci preoccupano anche i problemi legati ai punti sanità.
Certo che si continua a parlare di tagli, ma si sorvola sugli sprechi.
Noi cittadini dobbiamo aver ben presente che se la spesa personale sanitaria nel privato convenzionato è la stessa del pubblico, lo stato spende molto di più per i servizi del privato e spende soldi nostri che sborsiamo noi, anche se non direttamente.
Un argomento questo preso pochissimo in considerazione.
Lo dice lo stesso direttore generale Marcolongo nella sua relazione annuale ed è proprio questo documento che ci ha dato la possibilità di continuare la denuncia di sprechi della Regione presso il Ministero e presso la Corte dei Conti.
Perciò abbiamo chiesto alla Corte dei Conti notizie circa un esposto dell'assessore provinciale Brusco, a proposito del denaro pubblico dato alle cliniche private del Veneto, allegando relazione del dottor Marcolongo che parla di un possibile risparmio di milioni di euro annui con prestazioni erogate dal servizio pubblico, anziché dalle cliniche private.
E’arrivata questa risposta.
E' una buona notizia.
Ci ha colpito recentemente anche un riferimento al problema affitto locali per il punto sanità di Santa Maria, che noi, sospettosi, abbiamo inteso come segno di preoccupazione per costi molto, forse troppo, importanti.
Ma qualcosa si sta muovendo. Speriamo ci siano spiegate le ragioni degli incrementi finanziari ai privati in una fase politica-economica di contenimento di costi.
Abbiamo notificato al Ministro Balduzzi il problema della riduzione di servizi e della creazione di situazioni di difficoltà per una popolazione di 85000 altopolesani.
Abbiamo segnalato al Presidente Monti gli sprechi già denunciati alla procura.
Abbiamo ricordato al Presidente Zaia la gravità del problema liste d’attesa (citando esempi concreti con nome e cognome).
Abbiamo incontrato rappresentanti sindacali.
Teniamo un blog aggiornato per essere in contatto con i cittadini di tutti i 25 paesi.
Al convegno della Cgil di venerdì 16 novembre sulla sanità, presenti Coletto, Coppola, Corazzari, Azzalin, abbiamo ascoltato con molta attenzione gli interventi.
Accettiamo volentieri l’invito dell’assessore Coppola a “fare squadra” e ci fa ben sperare l'affermazione “già si è fatto in Regione e per il Polesine quanto si chiede dalla spending review”.
Noi, cittadini del Comitato Altopolesano, continuiamo a seguire con attenzione il succedersi delle scelte di politica sanitaria e vorremmo che l’impegno fosse unitario, per non cadere nel gioco del divide et impera.
Su questo fronte o si vince insieme o perdiamo tutti, e sono in maggiore difficoltà soprattutto i più deboli.
Jenny Azzolini, portavoce del Comitato
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11 dicembre 2012

Medicina nucleare di Rovigo. Si inaugura la spect/CT. Partecipiamo!

Sabato 15 dicembre 2012 alle ore 12.00 si inaugura una costosa attrezzatura per la diagnosi precoce dei tumori.
Il reparto di medicina nucleare dell'ospedale di Rovigo è minacciato di chiusura.
Interveniamo all'inaugurazione. Difendiamo anche l'ospedale di Rovigo

Questo blog è nato per difendere l'ospedale di Trecenta. E allora perché dare spazio a questa notizia?

Il motivo, purtroppo, è molto semplice: a essere in pericolo non è più soltanto l'ospedale "San Luca" ma tutta la sanità polesana, e non solo quella pubblica ma anche la privata convenzionata. Non c'è più soltanto l'ospedale di Trecenta ma anche quello di Rovigo sul quale, stando alle anticipazioni pubblicate dal Gazzettino, potrebbero calare tagli pesantissimi e persino tali da distruggere ciò che è appena stato realizzato.
E' il caso della medicina nucleare, uno dei reparti minacciati di chiusura. In base agli investimenti già decisi e approvati dalla giunta regionale per migliorarne l'offerta sanitaria, sabato prossimo verrà inaugurata la nuova spect/Ct una evoluzione tecnologica della PET/CT preziosa per la diagnosi precoce dei tumori.
La combinazione di spending review e nuovo Piano socio sanitario regionale (Pssr), minaccia seriamente di far chiudere nei prossimi mesi un reparto di eccellenza. Quella stessa eccellenza di cui i vari Zaia, Coletto e Padrin si sono riempiti da sempre la bocca.
Tutto ciò è uno spreco inaccettabile. Quella macchina, invece, va utilizzata al massimo della sua capacità, per restituire ai cittadini i benefici di un investimento finanziato da risorse pubbliche, le tasse che paghiamo tutti.
E allora, sabato prossimo, partecipiamo all'inaugurazione, facciamoci vedere dai caporioni della sanità regionale che verranno a tagliare il loro bravo nastro e che, un attimo dopo, potrebbero dar corso a politiche che distruggerebbero la sanità polesana. Facciamoci vedere dal personale sanitario che col proprio lavoro si è meritato la stima degli utenti. Difendiamo anche l'ospedale di Rovigo e speriamo che anche a Rovigo, venga l'idea che occorre difendere l'ospedale di Trecenta!

08 dicembre 2012

MEDICINA NUCLEARE. DICO NO ALLA CHIUSURA

Dal Gazzettino di sabato 8 dicembre 2012
Lettera di una utente del reparto di medicina nucleare di Rovigo


Ho letto sul Gazzettino del primo dicembre che c'è la possibilità che l'unità operativa di "Medicina nucleare" di Rovigo, diretta dal dott. Domenico Rubello, venga chiuso.
Voglio portare la mia testimonianza, con la speranza che possa, anche se in minima parte, contribuire a far cambiare idea ai nostri Governanti.

Leggi tutta la lettera.
Vedi anche il precedente post La sanità che verrà. Previsioni drammatiche per la sanità polesana.

Finanza di progetto, la crisi della sanità veneta ha radici lontane

La finanza di progetto, uno dei frutti della finanza creativa di berlusconiana e tremontiana memoria, sta presentando il conto.

Nella puntata di Report del 02/12/2012, un'inchiesta di Antonino Monteleone, LA FINANZA E IL PROGETTO, ha parlato della sanità veneta e di come la regione si sia impegolata con impegni finanziari che ora si rivelano particolarmente pesanti.

Durante il regno di Giancarlo Galan alla presidenza della giunta regionale, diversi nuovi ospedali sono stati costruiti con lo strumento del project financing. Grazie alla finanza di progetto Galan ha messo in cantiere interventi che hanno coinvolto, si lamenta qualcuno, un po' sempre i medesimi imprenditori privati. Piccolo neo che non gli impedisce però di considerarsi "il più bravo in europa".
Antonino Monteleone lo incalza sul suo tenore di vita e, in particolare, sull'acquisto e la ristrutturazione di una villa quattrocentesca. Galan non dice quanto costa la sua villa perché sarebbe "un po' volgare"! Che persona fine! Poi se lo ricorda "circa un milione di euro ,,, un po' meno, novecento ... ma non lo ricordo con precisione". Bisogna capirlo, sono bazzecole, quisquilie, pinzillacchere, va a finire che uno se le dimentica...

Con questi precedenti, proviamo a immaginare quello che potrà succedere con la costruzione del nuovo ospedale di Padova! Vedi il post Un miliardo di euro per passare alla storia. Roba da bancarotta dell'amministrazione regionale, e questa volta Zaia non potrà addossare la colpa al suo predecessore.

Per vedere il servizio di Report clicca qui.
Oppure scarica il testo dell'inchiesta.

06 dicembre 2012

Stienta, dibattito sul futuro dell'ospedale di Trecenta

Il Gazzettino di oggi ha dedicato un articolo alla cronaca della serata di martedì 4 dicembre a Stienta. L'argomento della riunione, promosso dal Comune di Stienta e dal Gruppo di Ficarolo per il San Luca, "Ospedale San Luca, quali prospettive per l'alto polesine" ha assunto un particolare interesse dopo la pubblicazione, sul Gazzettino del 25 novembre, delle anticipazioni sui probabili contenuti delle schede ospedaliere da parte della giunta regionale.
Scarica la cronaca dell'incontro.
Scarica la relazione di Mario Gallani.
Si veda anche il precedente post "Il presidente della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 annuncia le proprie dimissioni" e la proposta della Cgil per il polesine, ribadita anche martedì sera da Davide Benazzo.

05 dicembre 2012

Il presidente della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 annuncia le proprie dimissioni


La dichiarazione a Stienta, al termine di una serata sui problemi della sanità polesana
L'unica proposta operativa viene da Davide Benazzo, Cgil funzione pubblica. Molte adesioni ma chi la manderà avanti?

Dopo due ore di riunione nella sala consigliare del comune di Stienta, arriva la dichiarazione di Antonio Bombonato "Sistemo un paio di cose e poi, entro l'anno, mi dimetto dall'incarico di presidente della conferenza dei sindaci". Bombonato ha parlato anche di "offese" al suo ruolo e a quello della conferenza ma nulla, ieri sera, martedì 4 dicembre 2012, ha assunto un tono anche solo vagamente offensivo. Ha ricordato poi che "i sindaci non hanno potere" in materia sanitaria, argomento vero ma trito e ritrito, che ormai è diventato una rinuncia a mobilitare la popolazione per difendere, con le unghie e con i denti, la sanità pubblica polesana. Ma questo non avviene e i problemi rimangono e si complicano.
Comprensibile il senso di frustrazione che ha portato Antonio Bombonato ad annunciare le proprie dimissioni.
Ma il momento non è tra i più adatti per tirare i remi in barca. Le notizie pubblicate dal Gazzettino domenica 25 novembre, infatti, stanno preoccupando seriamente i sindacati di categoria. Lo ha detto Davide Benazzo della Cgil funzione pubblica il quale ha saputo di una imminente presentazione, da parte della giunta regionale, delle schede ospedaliere. Documenti che definiranno il destino dei nostri ospedali, dal San Luca di Trecenta agli ospedali di Rovigo e Adria.
Davide Benazzo, come ha già fatto lo scorso 16 novembre, propone di coagulare istituzioni, forze politiche e sociali, per definire i paletti oltre i quali la giunta regionale non possa andare. E infine di "marciare su Venezia" numerosi e compatti per far valere il nostro diritto alla salute.
Consensi alla proposta di Benazzo sono arrivati dai sindaci di Trecenta, Stienta e Gaiba.
La domanda ora è: chi manderà avanti la proposta? Chi si farà carico di convocare le necessarie riunioni?

03 dicembre 2012

Monti e Hollande rilanciano la TAV

Ma per il 40% dovrebbe essere finanziata dall'Ue
... e il piatto piange
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/ea/High_Speed_Railroad_Map_Europe_2011.svg

Sottoscritti numerosi accordi fra Italia e Francia, anche sulla TAV.

In questo strano paese dove si tagliano risorse alla sanità, alla scuola e allo stato sociale, si trovano i soldi per i cacciabombardieri F-35 e per l'alta velocità ferroviaria (TAV).
La TAV sarà un pozzo di San Patrizio per la spesa pubblica ma per Mario Monti e Francois Hollande è di interesse strategico per i due paesi. Dovrebbe essere in servizio nel 2023 quando, finalmente, qualche centinaio di ricchi privilegiati potrà correre da Torino a Lione risparmiando un'ora e mezza.
Insomma, saremo più veloci e probabilmente ... più stronzi.

01 dicembre 2012

Pssr Veneto, la proposta della Cgil per il polesine


Al convegno del 16 novembre 2012 Davide Benazzo ha presentato le proposte della Cgil per la provincia di Rovigo. Davide ha accettato di pubblicarlo attraverso il blog.
E' un documento complesso di cui consiglio la lettura. Scaricalo ora.
Sui contenuti, il dibattito è aperto. Il blog è a disposizione di chiunque voglia contribuire costruttivamente a risolvere i problemi della sanità nella nostra provincia.