01 marzo 2012
Sprechi all'Ulss 18? Una richiesta di chiarimenti alla Corte dei Conti
DOCUMENTO
Il Comitato dei cittadini per la difesa del San Luca ha inviato, nei giorni scorsi, una richiesta di chiarimenti alla procura della Corte dei conti di Venezia affinché sia valutata la legalità ed economicità delle spese dell'Ulss 18.
Ne riporto integralmente il testo.
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Spett. Procura della Corte dei Conti
Palazzo Mandelli San Marcuola
Cannaregio 1756 - 30121Venezia
Oggetto: Ospedale San Luca di Trecenta e buon uso del denaro pubblico.
Egregio Procuratore, il nostro Comitato per la difesa dell'ospedale degli Altopolesani, ha più volte trovato lungo la sua strada frasi del tipo “mancano le risorse” o “bisogna risparmiare” come giustificazione
per l’impoverimento progressivo di servizi sanitari essenziali erogati dal San Luca, che non può certo essere considerato ancora ospedale per acuti con pronto soccorso.
Contemporaneamente un altro tipo di informazione diceva: “non è che manchino le risorse, è che sono male utilizzate” e “alcune operazioni molto molto discutibili hanno favorito e favoriscono anche oggi gli ospedali privati”. Ci riferiamo a quanto detto più volte pubblicamente dal Vice Presidente della Provincia di Rovigo, Guglielmo Brusco.
Affermazioni mai smentite.
Brusco dice che circa 200 milioni di euro, in 4 anni, sarebbero stati dati, oltre alle già altissime quote per ricoveri ospedalieri, a cliniche private, addirittura come incentivo per fare meno ricoveri.
Già questo ci sembra spreco di denaro pubblico, non operazione di risparmio.
Se poi aggiungiamo un altro dato (pure quello dichiarato ripetutamente da Brusco) e cioè che i cosiddetti risparmi per minori ricoveri sono stati pagati ai privati per fare più visite mediche, la cosa ci sembra molto difficile da accettare, ci sembra un modo perverso di usare denaro pubblico.
Così, mentre ai privati vengono dati soldi in questo modo, nel nostro ospedale vengono ridotti servizi, create situazioni di difficoltà soprattutto per una popolazione anziana residente in un’area distribuita in maniera particolare com’è l’Altopolesine.
Perciò Le chiediamo di chiarirci se questo modo di utilizzare i soldi pubblici è legale ed economico.
Noi vorremmo che una risposta ci arrivasse prima che il nostro ospedale perda ancora qualche servizio, magari con la solita motivazione della mancanza di risorse.
Sicuri di una sua risposta La ringraziamo per l’attenzione.
Per il Comitato dei Cittadini per il San Luca, la portavoce Jenny Azzolini.
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29 febbraio 2012
Il verbale della conferenza dei sindaci del 09-02-2012
Rendo disponibile il verbale della conferenza dei sindaci del 9 febbraio 2012.
I documenti preparatori sono accessibili dal precedente post Tutti i documenti presentati in Conferenza dei sindaci lo scorso 9 febbraio.
Circa la riunione del 24 febbraio, invece, il relativo verbale non è ancora disponibile. Dalla prime notizie raccolte sembra fondata la preoccupazione che avevo manifestato nel post Il San Luca sarà al centro dei lavori della prossima conferenza dei sindaci. Ma su questo tornerò in una prossima occasione.
I documenti preparatori sono accessibili dal precedente post Tutti i documenti presentati in Conferenza dei sindaci lo scorso 9 febbraio.
Circa la riunione del 24 febbraio, invece, il relativo verbale non è ancora disponibile. Dalla prime notizie raccolte sembra fondata la preoccupazione che avevo manifestato nel post Il San Luca sarà al centro dei lavori della prossima conferenza dei sindaci. Ma su questo tornerò in una prossima occasione.
27 febbraio 2012
Ulss 18, la risposta di Davide Benazzo
A seguito del precedente post "Ulss 18, un po' di confusione nel sindacato?" ho ricevuto da Davide Benazzo la mail che riproduco di seguito.
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Carissimo Piero, ho letto come sempre il tuo blog, ma stavolta sono rimasto veramente dispiaciuto e costernato per quanto hai scritto. Accusi la CGIL di lentezza (riluttanza?) a partecipare alle iniziative per Trecenta. Parli come se la CGIL fosse connivente con le scelte che hanno impoverito il San Luca. Non riesco proprio a capire... di cosa parli? a cosa ti riferisci? Sono anni che io e tutti i compagni della CGIL siamo impegnati nella tutela dell'Ospedale di Trecenta. Io personalmente insieme ai delegati CGIL e ai lavoratori ho organizzato, anche solo come CGIL, decine di presidi davanti al San Luca. Eravamo la a volantinare anche ad aprile dell'anno scorso quando si paventavano gli accorpamenti e le chiusure a Trecenta e c'era solo il Nostro di Sindacato (avevo disegnato io il lenzuolo davanti l'entrata che poi è apparso sui giornali). Ricordo la Coppola con i Rappresentanti della Regione ad assicurare che non sarebbe avvenuto nessun taglio. Nella stessa giornata ho rilasciato anche un intervista su Rai Tre in merito. Ho fatto decine di denunce pubbliche sui tagli a Trecenta. Abbiamo, sempre come CGIL, fatto un iniziativa nell'estate/autunno del 2009 a difesa della sanità in Polesine (e perciò anche Trecenta) dove abbiamo organizzato molti incontri anche nelle leghe pensionati dell'Alto Polesine, raccolto oltre 1000 firme tra i lavoratori dell'ULSS 18, Trecenta compresa, per denunciare la situazione del personale direttamente in Regione dove le abbiamo consegnate all'Assessore Sandri, concludendo il tutto con una bella manifestazione provinciale con l'intento di unire lavoratori e cittadini in un'unica lotta. Abbiamo organizzato poche settimane fa tre incontri (uno anche a Trecenta in Villa Pepoli) sul piano socio sanitario dove nel documento che ho esposto è chiara la posizione della CGIL in merito alla difesa e rilancio del San Luca. Ero presente insieme ad altri della CGIL anche al presidio davanti alla Prefettura. Perciò veramente non capisco come, da una frase presa in un articolo costruito sui tagli effettuati dal giornalista di quanto avevo mandato come comunicato (se vuoi te lo invio), tu possa fare certe conclusione che non rappresentano minimamente la realtà. Ho già parlato anche con Guglielmo chiedendogli quale articolo avesse letto, visto che nel mio comunicato stampa non avevo assolutamente affermato che qualcuno aveva vinto e soprattutto non ho mai ritenuto o detto che Trecenta fosse soltanto un problema mediatico. Spero poi di parlare anche con la rappresentante del comitato per capire in che modo io li avrei attaccati vista la sua reazione di difesa e giustificazione delle loro posizioni. Venendo poi alla frase "Forse è il caso di chiedersi se sia effettivamente una vittoria aver ottenuto a Trecenta il cardiologo, per poi inviare il paziente a Padova o Verona perché intanto abbiamo smantellato il servizio che dava risposta a Rovigo", è stata purtroppo interpretata nel senso negativo e staccata da quanti sino al quel momento avevo detto. Rovigo e Trecenta non sono due realtà separate e la maggior parte dei servizi sono composti da una unica equipe che, molte volte soprattutto i medici, si trova a ruotare su entrambe le strutture. Conseguentemente l'esempio si lega alla circolare Regionale dove si scrive assumi il personale per Trecenta ma però devi risparmiare sul costo totale del personale. Questo significa che ci stanno prendendo per il culo. Con quanto chiede la Regione la cardiologia, a prescindere da dove va il cardiologo, subisce dei tagli ed essendo i servizi di urgenza a Rovigo, conseguentemente i danni sono per tutti i cittadini dell'ULSS 18, e perciò ne subisce una danno anche l'infartuato di Trecenta. Ti faccio un altro esempio per meglio comprendere il riferimento della mia affermazione: per il polesine a Rovigo esiste, come servizio della Cardiologia, l'Interventistica Vascolare dove cioè se uno fa un infarto acuto viene portato d'urgenza per tentare di riaprirgli la coronaria e salvarlo; è una eccellenza. Purtroppo, se continua così, è a rischio. Ecco perché dico quanto sopra. Nella lettera dove la regione parla di assunzioni per Trecenta (se vuoi te la faccio vedere), citata anche da Guglielmo nel suo articolo, alla fine si dice chiaramente che è confermato il taglio di oltre 1 milione di euro sul costo del personale e perciò ribadisco, come ho fatto nel mio articolo, che ci stanno prendendo per il culo, cardiologo o non cardiologo. Penso purtroppo che l'errore che ho commesso sia stato proprio il tipo di esempio visto che il giorno prima si parlava di mettere il Cardiologo a Trecenta e qualcuno ha forse pensato che stessi giudicando negativamente la richiesta. No io attaccavo la Regione e i loro rappresentanti di maggioranza del nostro territorio che purtroppo stanno tagliando le risorse per tutta la sanità del Polesine. La questione non è semplice e spiegarla per e-mail risulta riduttivo. Se vuoi ci possiamo anche incontrare con Te o con chiunque voglia confronto e chiarimenti, con i documenti ufficiali per meglio capire. Ciao e continua con l'ottimo lavoro che stai facendo con il tuo blog.
Davide Benazzo
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25 febbraio 2012
Ulss 18, un po' di confusione nel sindacato?
Sulle dichiarazioni di Davide Benazzo, responsabile provinciale della Cgil Funzione Pubblica, al Gazzettino e, presumo, agli altri quotidiani locali, si può essere d'accordo su tutto, tranne che per una frase.
Dopo aver ricordato le ultime vicende del San Luca e le contraddizioni presenti negli atti regionali, afferma: "Forse è il caso di chiedersi se sia effettivamente una vittoria aver ottenuto a Trecenta il cardiologo, per poi inviare il paziente a Padova o Verona perché intanto abbiamo smantellato il servizio che dava risposta a Rovigo". Si veda Il Gazzettino di mercoledì 22 febbraio 2012 «Ulss 18, caos sul personale».
Una frase infelice che tuttavia forse spiega la lentezza (riluttanza?) con cui il sindacato, non solo la Cgil, ha partecipato alle mobilitazioni sull'ospedale di Trecenta. Ne è un esempio la chiusura del reparto di pneumologia, avvenuta nell'ottobre del 2006. La mobilitazione dei cittadini era iniziata da un paio di mesi ma Cgil, Cisl e Uil si sono mobilitati il 31 ottobre ... di un anno dopo (si veda il relativo post).
Insomma, fa capolino la sgradevole sensazione che nel sindacato si privilegi l'ospedale di Rovigo, abbandonando anche le tardive rivendicazioni avanzate nel 2007 per il San Luca e l'adeguamento degli organici in particolare.
Le reazioni alle dichiarazioni di Davide Benazzo non si sono fatte attendere. Il giorno dopo l'assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco ha commentato: "i problemi del San Luca non sono propriamente una priorità mediatica" ma "sono un’emergenza sanitaria".
Il Comitato dei cittadini per il San Luca ha emesso in proposito il comunicato che riporto di seguito.
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Non ce l’aspettavamo
Noi abbiamo mandato alla CGIL una condivisione di impegno nell’occasione del convegno di Adria del 4 febbraio.
Eravamo convinti che parlare di rispetto dei diritti non dovesse comportare dare spazio a campanilismi, perché pensiamo che politica seria sia evitare privilegi che limitano la dignità e la libertà delle persone.
Quando parliamo di difesa della salute che si muove parallelamente alla difesa del lavoro noi parliamo di difesa per tutti.
Invece in questi tempi si sente il sindaco di Rovigo che sbotta contro l’ospedale di Trecenta perché toglie spazio a quello di Rovigo, si sente Benazzo della CGIL lasciar intendere che la nomina di un cardiologo a Trecenta diventa un problema per gli infartuati perché impoverisce Rovigo, si sente dire che nasce tensione tra il personale di Rovigo e quello di Trecenta.
Vogliamo ripeterci e pretendiamo di non essere volutamente fraintesi: il Comitato dei Cittadini dell’altopolesine si batte per chiedere il ripristino dei servizi al San Luca perché vogliamo che siano garantiti diritti uguali per tutti.
I cittadini dell’altopolesine devono veder riconosciuto il diritto alla salute come i cittadini del medio e del basso polesine. Lo stesso vale per il diritto al lavoro.
Per il Comitato dei ciittadini la portavoce Jenny Azzolini
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23 febbraio 2012
La Regione Veneto conferma le assunzioni al San Luca
Dopo molte notizie contrastanti (si vedano i precedenti post) sembra proprio che le regione veneto abbia confermato la possibilità di assumere le 17 persone, richieste per il San Luca, in seguito alla riunione in prefettura del 27 gennaio scorso.
Da quanto apprendiamo dal quotidiano online RovigoOggi.it, esisterebbe una lettera del dirigente regionale alla sanità Domenico Mantoan che confermerebbe al direttore generale dell'Ulss di poter assumere in deroga ai limiti di spesa stabiliti dalla regione stessa per il 2011.
Leggi la notizia completa su RovigoOggi.
Leggi l'articolo del Gazzettino sulla rassegna stampa Cisl.
A Ficarolo un comitato di cittadini per il San Luca
A Ficarolo si è formato un comitato di cittadini a difesa del San Luca. Lo compongono Iris Manzalini, Mario Gallani, Dino Chieregatti, Elisabetta Bosi, Giuseppina Labocetta, Stefano Cirella e Ugo Salani.
Recapito telefonico 333 9154869 (Iris Manzalini).
Sulla costituzione del comitato leggi un ampio articolo su La Voce di Rovigo: San Luca, il comitato di Ficarolo a fianco dei cittadini di Trecenta.
21 febbraio 2012
Il San Luca sarà al centro dei lavori della prossima conferenza dei sindaci
Verso la costituzione di un gruppo tecnico per il rilancio dell'ospedale
Attenzione ai tempi e alle "sabbie mobili"
La Conferenza dei Sindaci dei Comuni dell’Azienda Ulss 18 è convocata per VENERDI’ 24 FEBBRAIO 2012, ALLE ORE 15.30, presso la Cittadella Socio Sanitaria di Rovigo, per la trattazione dei seguenti argomenti:
1) Comunicazione del Direttore Generale dott. A. Marcolongo e del Presidente sulla situazione dell’Ospedale “San Luca” di Trecenta
2) Nomina n. 3 rappresentanti della Conferenza Sindaci nel Gruppo Tecnico per il rilancio dell’Ospedale di Trecenta
3) Bilancio di Previsione 2012 e fissazione quota capitaria del 2012
4) Varie ed eventuali
A quanto pare si va verso la costituzione di una commissione (gruppo tecnico).
L'idea non mi entusiasma. Chi segue questo blog sa che una sorta di commissione (si usi il motore di ricerca interno digitando la parola delegazione) era stata costituita in occasione della chiusura del reparto di riabilitazione pneumologica nel 2006. Manovrata dal direttore generale dell'Ulss, adeguatamente supportato nello sforzo dal presidente della conferenza dei sindaci, cambiò in corso d'opera lo scopo stesso per cui era nata. Qualche buono spunto ma poi tutto affogò nel limbo.
Ora le cose sono cambiate: Adriano Marcolongo lo conoscono ormai tutti e il presidente della conferenza dei sindaci è fortunatamente cambiato. Ma il pericolo delle sabbie mobili è sempre in agguato.
Intanto si può osservare che la proposta verrà discussa a distanza di quasi un mese dalla riunione in prefettura, quando cioè sarebbe tempo di verifiche e non di commissioni. Inoltre, la richiesta del personale da assumere (17 unità) è già stata avanzata alla regione Veneto. E se il costituendo gruppo di lavoro individua altre necessità, che si fa, si blocca tutto?
La regione deve ancora chiarire il limite di spesa al quale l'Ulss 18 dovrà sottostare, perché da questo dipende l'effettiva possibilità di assumere il personale. Su questo, infatti, si concentrava la relazione del presidente della conferenza dei sindaci nella riunione dello scorso 9 febbraio.
Insomma, si studi tutto ciò che si vuole ma non si perda di vista il risultato immediato che deve ancora essere concretizzato: l'assunzione di 17 unità fra medici, infermieri e tecnici, perché i servizi si reggono sulle gambe delle persone che lavorano!
Attenzione ai tempi e alle "sabbie mobili"
La Conferenza dei Sindaci dei Comuni dell’Azienda Ulss 18 è convocata per VENERDI’ 24 FEBBRAIO 2012, ALLE ORE 15.30, presso la Cittadella Socio Sanitaria di Rovigo, per la trattazione dei seguenti argomenti:
1) Comunicazione del Direttore Generale dott. A. Marcolongo e del Presidente sulla situazione dell’Ospedale “San Luca” di Trecenta
2) Nomina n. 3 rappresentanti della Conferenza Sindaci nel Gruppo Tecnico per il rilancio dell’Ospedale di Trecenta
3) Bilancio di Previsione 2012 e fissazione quota capitaria del 2012
4) Varie ed eventuali
A quanto pare si va verso la costituzione di una commissione (gruppo tecnico).
L'idea non mi entusiasma. Chi segue questo blog sa che una sorta di commissione (si usi il motore di ricerca interno digitando la parola delegazione) era stata costituita in occasione della chiusura del reparto di riabilitazione pneumologica nel 2006. Manovrata dal direttore generale dell'Ulss, adeguatamente supportato nello sforzo dal presidente della conferenza dei sindaci, cambiò in corso d'opera lo scopo stesso per cui era nata. Qualche buono spunto ma poi tutto affogò nel limbo.
Ora le cose sono cambiate: Adriano Marcolongo lo conoscono ormai tutti e il presidente della conferenza dei sindaci è fortunatamente cambiato. Ma il pericolo delle sabbie mobili è sempre in agguato.
Intanto si può osservare che la proposta verrà discussa a distanza di quasi un mese dalla riunione in prefettura, quando cioè sarebbe tempo di verifiche e non di commissioni. Inoltre, la richiesta del personale da assumere (17 unità) è già stata avanzata alla regione Veneto. E se il costituendo gruppo di lavoro individua altre necessità, che si fa, si blocca tutto?
La regione deve ancora chiarire il limite di spesa al quale l'Ulss 18 dovrà sottostare, perché da questo dipende l'effettiva possibilità di assumere il personale. Su questo, infatti, si concentrava la relazione del presidente della conferenza dei sindaci nella riunione dello scorso 9 febbraio.
Insomma, si studi tutto ciò che si vuole ma non si perda di vista il risultato immediato che deve ancora essere concretizzato: l'assunzione di 17 unità fra medici, infermieri e tecnici, perché i servizi si reggono sulle gambe delle persone che lavorano!
A Bagnolo di Po si parla del San Luca
ASSEMBLEA PUBBLICA
Giovedì 23 febbraio 2012, ore 21.00
presso la Sala Consiliare Comunale
OSPEDALE SAN LUCA di TRECENTA
TRA
PROMESSE -DELUSIONI
IMPEGNO -SPERANZE
ne parlano:
Il sindaco Pietro Caberletti
L’assessore provinciale Guglielmo Brusco
La portavoce del Comitato Altopolesano Jenny Azzolini
Giovedì 23 febbraio 2012, ore 21.00
presso la Sala Consiliare Comunale
OSPEDALE SAN LUCA di TRECENTA
TRA
PROMESSE -DELUSIONI
IMPEGNO -SPERANZE
ne parlano:
Il sindaco Pietro Caberletti
L’assessore provinciale Guglielmo Brusco
La portavoce del Comitato Altopolesano Jenny Azzolini
19 febbraio 2012
A Fiesso Umbertiano si parla del San Luca
OSPEDALE SAN LUCA: QUALE FUTURO?
FIESSO UMBERTIANO
SALA POLIVALENTE EX DISPENSARIO
VIA DANTE ALIGHIERI 66
MARTEDÌ 28 FEBBRAIO 2012
ORE 21:00
INTERVENTI:
Luigia Modonesi Sindaco del Comune di Fiesso Umbertiano
Antonio Bombonato Sindaco del Comune di Costa e Presidente Conferenza dei Sindaci
Antonio Laruccia Sindaco del Comune di Trecenta e Vicepresidente Conferenza dei Sindaci
Guglielmo Brusco Vicepresidente Provincia di Rovigo
17 febbraio 2012
Domande ancora senza risposta
DOCUMENTO
Riporto integralmente la lettera del Comitato dei Cittadini per il San Luca inviata, lo scorso 14 febbraio, alle autorità regionali e provinciali e agli organi di stampa.
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All’attenzione dell’Assessore alla Sanità Regionale Luca Coletto
del Segretario Generale dott.Mantoan
del Direttore Generale Ulss 18 dott.Marcolongo
e per conoscenza a: Prefetto di Rovigo dott. Tafuri
Presidente della Provincia dott. Virgili
Sua Eccellenza Monsignor Soravito Vescovo
Organi di stampa:
Gazzettino-La Voce-Il Resto del Carlino
DOMANDE ANCORA SENZA RISPOSTA
Evidentemente il Governo Regionale non crede che i cittadini dell'Altopolesine siano veramente stanchi di essere presi in giro da finti interessamenti, risibili analisi sociologiche, promesse sfrontate e false; evidentemente il Governo Regionale pensa che non capiamo il gioco delle responsabilità, delle competenze, della non volontà.
Proponiamo quindi a Lei una serie di domande su alcune fra le diverse situazioni problematiche esistenti al San Luca, così, almeno per sapere cosa ne pensa.
Vorremmo delle risposte che ci facessero capire il perché di certe scelte che a volte troviamo, ci scusi, illogiche:
Ci fermiamo qui, ma la domanda vera è sempre la stessa : l’ospedale San Luca che funzione deve avere ?
Qualcuno forse vuole tirare la corda, vuole far credere che il nostro impegno e la nostra protesta, mai presi in considerazione in passato (incontri a Venezia con l’assessore Tosi e consegna di migliaia di firme) abbiano una finalità politica, visto che in Polesine si vota per più di un comune, ma noi non finiremo di ripetere alla Regione ed a Lei che l’attenzione ai più deboli, la sensibilità ai problemi che accentuano le difficoltà e le fragilità di ogni individuo sono valori su cui non si può giocare e soprattutto non si può giocare con cinismo.
Per noi non ha ragione chi ha più potere, ma chi rispetta diritti e doveri che devono valere per tutti.
14 febbraio 2012
Comitato dei Cittadini per il San Luca
Portavoce Jenny Azzolini
![]() |
| Un momento del presidio davanti alla prefettura lo scorso 27 gennaio |
-----inizio documento
All’attenzione dell’Assessore alla Sanità Regionale Luca Coletto
del Segretario Generale dott.Mantoan
del Direttore Generale Ulss 18 dott.Marcolongo
e per conoscenza a: Prefetto di Rovigo dott. Tafuri
Presidente della Provincia dott. Virgili
Sua Eccellenza Monsignor Soravito Vescovo
Organi di stampa:
Gazzettino-La Voce-Il Resto del Carlino
DOMANDE ANCORA SENZA RISPOSTA
Evidentemente il Governo Regionale non crede che i cittadini dell'Altopolesine siano veramente stanchi di essere presi in giro da finti interessamenti, risibili analisi sociologiche, promesse sfrontate e false; evidentemente il Governo Regionale pensa che non capiamo il gioco delle responsabilità, delle competenze, della non volontà.
Proponiamo quindi a Lei una serie di domande su alcune fra le diverse situazioni problematiche esistenti al San Luca, così, almeno per sapere cosa ne pensa.
Vorremmo delle risposte che ci facessero capire il perché di certe scelte che a volte troviamo, ci scusi, illogiche:
- perché a Trecenta, per fare prelievi di sangue ed analisi si deve prenotare, visto che la motivazione addotta (scorrevolezza, riduzione dei tempi di attesa ) ne ha dimostrato l’inutilità?
- perché il CUP deve dare appuntamenti spesso annuali per prestazioni in sede, mentre si propongono tempi di gran lunga inferiori in altri ospedali, spesso privati?
- perché si dice che non c’è domanda per i servizi, visto che si dà mandato per ridurre le prestazioni?
- dai computer non si evincono richieste e prestazioni, tempi di utilizzo delle attrezzature o ci sono giochi anche con l’utilizzo dei dati ?
- perché è ridotto il servizio di Terapia antalgica (eccellente)?
- perché è chiuso 2 volte la settimana (più spesso 3) il servizio di Endoscopia (eccellente)?
- perché si sente dire che l’attività del personale del reparto di Ginecologia è in affanno in quanto sono poche le forze per un settore (eccellente) che non opera solo su prenotazione?
Ci fermiamo qui, ma la domanda vera è sempre la stessa : l’ospedale San Luca che funzione deve avere ?
Qualcuno forse vuole tirare la corda, vuole far credere che il nostro impegno e la nostra protesta, mai presi in considerazione in passato (incontri a Venezia con l’assessore Tosi e consegna di migliaia di firme) abbiano una finalità politica, visto che in Polesine si vota per più di un comune, ma noi non finiremo di ripetere alla Regione ed a Lei che l’attenzione ai più deboli, la sensibilità ai problemi che accentuano le difficoltà e le fragilità di ogni individuo sono valori su cui non si può giocare e soprattutto non si può giocare con cinismo.
Per noi non ha ragione chi ha più potere, ma chi rispetta diritti e doveri che devono valere per tutti.
14 febbraio 2012
Comitato dei Cittadini per il San Luca
Portavoce Jenny Azzolini
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15 febbraio 2012
Tutti i documenti presentati in Conferenza dei sindaci lo scorso 9 febbraio
DOCUMENTI
La situazione di incertezza sulle assunzioni al San Luca ha portato alla riunione della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 dello scorso 9 febbraio.
Se si esclude una piccola area sul sito dell'Ulss che però non viene aggiornata per nulla, la conferenza dei sindaci non ha un sito internet sul quale pubblicare i propri atti e i documenti di interesse. L'unica attività di comunicazione svolta è attraverso mail inviate agli stessi comuni che fanno parte della conferenza. Troppo poco perché le informazioni raggiungano il pubblico.
Nella riunione del 9 febbraio sono stati presentati vari documenti. In particolare, la relazione del presidente che cita vari altri documenti di fonte regionale e a firma del direttore generale dell'Ulss.
Per consentire un'agevole consultazione della documentazione ho convertito il testo della relazione in un file pdf con i collegamenti attivi agli altri documenti richiamati.
SCARICA LA RELAZIONE e utilizza i link per consultare tutti i documenti.
11 febbraio 2012
Ospedale San Luca, incertezze senza fine
SANITA' ROVIGO ULSS 18 Ospedale San Luca di Trecenta, la conferenza dei sindaci chiede chiarimenti alla Regione Veneto sulle assunzioni promesse. Nuovo vertice in Prefettura a fine febbraio
La conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 di Rovigo, nella riunione di giovedì 9 febbraio, ha chiesto chiarimenti alla Regione in merito alle assunzioni promesse. L'assunzione di 17 persone tra medici ed operatori sarà extra budget?
Leggi tutto su rovigooggi.it
04 febbraio 2012
Miracolo a Trecenta
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| Un momento del presidio davanti alla prefettura |
In seguito alla riunione avvenuta in prefettura a Rovigo lo scorso 27 gennaio, dal resoconto del quotidiano apprendiamo che uno scettico Adriano Marcolongo, direttore generale dell'Ulss 18, ha inviato alla regione, in data 31 gennaio, la richiesta per l'assunzione del personale ritenuto necessario all'ospedale di Trecenta. E l'autorizzazione è arrivata due giorni dopo a firma di Domenico Mantoan, segretario regionale alla sanità, che in questo senso si era impegnato davanti al prefetto e ai sindaci dell'altopolesine.
Il provvedimento dovrebbe riguardare l'assunzione di due medici per la chirurgia generale, cinque infermieri, tre tecnici di radiologia, tre ostetriche. Al fine di assicurare il turnover è stata autorizzata anche l'assunzione di altri quattro medici da assegnare a cardiologia, radiodiagnostica, ortopedia-traumatologia e anestesia-rianimazione.
Insomma, alle parole sembra che stiano seguendo i fatti. L'impegno di spesa c'è, 720 mila euro l'anno, ora è possibile assumere. Quando medici, infermieri, ostetriche e tecnici saranno al lavoro al San Luca potremo dire che la grande mobilitazione popolare organizzata dal Comitato dei Cittadini per il San Luca avrà avuto un primo risultato.
01 febbraio 2012
E se fosse una sfacciata messa in scena?
Dopo la riunione dello scorso 27 gennaio in prefettura a Rovigo, il Comitato dei Cittadini per il San Luca si è riunito per fare il punto della situazione. Quello che segue è il comunicato diffuso agli organi di informazione da parte della portavoce Jenny Azzolini.
Da parte mia ho inserito solo i link agli argomenti trattati in precedenza nel blog.
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A pensar male si fa peccato, disse un noto politico, ma spesso ci si indovina.
29 gen. 2012: il direttore generale dell’ULS 18 dice “io opero con risorse certe, il resto sono chiacchere” sconfessando quello che era stato detto nell’incontro col Prefetto.
Facciamo un passo indietro.
Nell’incontro col Prefetto del 27 gennaio si è deciso di arrivare entro un mese alla stesura di un progetto sanitario per il San Luca.
Ora, dopo l’affermazione del dottor Marcolongo, prende corpo il sospetto di quanti ritengono che nella riunione del 27 gennaio si sia organizzata da parte dei rappresentanti politici del governo Regionale una commedia con ruoli prestabiliti: il cattivo, il colpevole, il buono, il provocatore e gli ingenui di turno che abboccano ad ogni esca che venga loro offerta.
Noi ascoltiamo tutti, riflettiamo, discutiamo, scegliamo una linea di comportamento.
Certo che le difficoltà aumentano, perché se dobbiamo dubitare (fortemente ) anche dei politici che avrebbero l’obbligo morale di rappresentarci, allora siamo in grossa difficoltà noi, ma soprattutto l’ospedale che è diventato l’oggetto intorno al quale si intrecciano l’interesse dei partiti di governo regionale, interessi vari in un gioco di ruolo spudorato a danno dei cittadini ignari sulla cui testa volteggiano non politici seri, ma avvoltoi della politica.
Che fare?
Sicuramente non dobbiamo rinunciare a batterci, anche se c’è la consapevolezza che sarà una lotta dura, difficile, tutta giocata sull’attesa dell’esito delle prossime elezioni e sul nostro cedimento.
Aspettando la verifica già stabilita noi rilanciamo e riproponiamo a tutti i cittadini altopolesani il nostro impegno e la nostra costante attenzione non solo verso l’ospedale San Luca, ma anche e soprattutto nei confronti della programmazione sanitaria regionale per evitare che si verifichi quello che molti temono: pioveranno promesse abbondanti e qualche fatto concreto provvisorio fino al momento delle elezioni in tutto il Veneto, poi gli attori si toglieranno la maschera e torneranno i problemi di prima.
Torneranno anche i vecchi pretesti e le vecchie giustificazioni.
In ogni caso noi ci saremo: potranno toglierci dei servizi, ma non la volontà, non la giustezza della nostra fatica, non la responsabilità che abbiamo nei confronti dei nostri concittadini e soprattutto nessuno ci toglierà la forza della speranza.
Comitato dei Cittadini per il San Luca
Ps: stiano attenti però i nostri governanti: non devono sottovalutare la rabbia dei buoni, potrebbe esplodere al momento del voto.
Comitato dei Cittadini per il San Luca
La portavoce Jenny Azzolini
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31 gennaio 2012
Sanità, pronto il piano per riorganizzare gli ospedali
da http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto
Accorpamenti, tagli ma anche ristrutturazioni: cosa cambia nelle singole province
vai all'articolo: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2012/31-gennaio-2012/sanita-pronto-piano-riorganizzare-ospedali-1903077664232.shtml
Accorpamenti, tagli ma anche ristrutturazioni: cosa cambia nelle singole province
vai all'articolo: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2012/31-gennaio-2012/sanita-pronto-piano-riorganizzare-ospedali-1903077664232.shtml
30 gennaio 2012
Il direttore dell’Ulss 18: "Io opero con risorse certe. Il resto sono chiacchiere". Intervista al Resto del Carlino
Sul Resto del Carlino di ieri è apparsa un'intervista al direttore generale dell'Ulss 18 nella quale Adriano Marcolongo risponde alle accuse che gli sono state addossate nella riunione di venerdì 27 gennaio.
L'intervista è molto importante perché, dopo aver fatto scena muta davanti al prefetto e ai sindaci, ora il direttore generale dell'Ulss dice il suo punto di vista ed è un'opinione in aperto contrasto con quanto dichiarato dai rappresentanti della regione Veneto.
Poiché ho constatato che il link all'intervista spesso non funziona, ne riporto di seguito il testo.
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Il direttore dell’Ulss 18: "Io opero con risorse certe. Il resto sono chiacchiere"
Nel mirino Adriano Marcolongo e la sua gestione della sanità polesana
Rovigo 29 gennaio 2012 - Un intero pomeriggio di passione, stretto nella morsa delle critiche dei cittadini imbufaliti da una parte, e della Regione con in primis il segretario alla Sanità Domenico Mantoan dall’altra. Nel mirino, venerdì prima, dopo e durante l’incontro in prefettura sul futuro dell’ospedale San Luca di Trecenta, è finito Adriano Marcolongo, direttore generale dell’Ulss 18, e la sua gestione della sanità polesana.
Dottor Marcolongo, partiamo dalla fine. Si aspettava le contestazioni della gente, di fronte alla prefettura?
«Sapevo che ci sarebbe stata una protesta. La gente giustamente difende un presidio ospedaliero. Io penso però una cosa: bisogna spiegare alle persone, anche le cose antipatiche. Non bisogna illudere o fare false promesse. Succede come nel rapporto genitori e figli: io di figli ne ho quattro bambini, mi hanno fatto diverse richieste ma io gli ho detto anche qualche no. Certo, è più difficile dire qualche no piuttosto che dire sì».
Si riferisce a quello che hanno detto il dirigente Mantoan e l’assessore Coletto a proposito del San Luca che deve restare un ospedale per acuti?
«Coletto ha confermato che il San Luca è e deve restare un ospedale per acuti. Ha ragione, neppure io ho mai detto che non lo fosse. Non c’è nessun documento che smentisce questo».
Esiste però il documento da lei presentato a Mantoan il 17 gennaio scorso con la riorganizzazione degli ospedali di Trecenta e Rovigo da cui emergono una serie di tagli al San Luca.
«Si tratta di un documento di rivisione dell’offerta chirurgica sulla base delle risorse».
E quindi?
«Quindi io opero con atti e risorse certe, non con le fantasie. Tutto il resto sono chiacchiere».
Quello che le ha imposto Mantoan di dotare il San Luca dei medici e di ciò che serve per far funzionare a regime la chirurgia, che «a pagare ci pensa la Regione» secondo lei, dunque, non è realistico?
«Se il segretario dice che ci sono più risorse, che tutto è possibile...».
Lei cosa dice?
«Io avevo fatto un piano con le risorse a disposizione, circa 417 milioni di euro. Se ci sono più risorse siamo tutti più felici. Mi pare ci sia una visione piuttosto distorta dei comuni mortali: sembra che con le risorse a disposizione non assuma».
Ora cosa intende fare?
«Chiederò le risorse necessarie per assumere i chirurghi e poi vedremo».
E fino ad oggi non ha chiesto?
«Certo che ho chiesto. Avevo già chiesto risorse lo scorso anno ma non me le hanno date. E io che dovrei fare? Me lo dica lei».
Lei ha presentato nel 2008, e riproposto anche poi, un altro documento sulla ridefinizione dei tetti e del budget economico delle strutture private preaccreditate grazie alla quale si riusciva a ottenere un risparmio annuo di 14 milioni di euro. Che ne è stato?
«Quel documento viene ripresentato ogni anno. Noi non è che cambiamo idea perché i problemi sono rimasti quelli di quattro anni fa. Ognuno però deve assumere la propria parte, io penso di avere fatto la mia».
L'intervista è molto importante perché, dopo aver fatto scena muta davanti al prefetto e ai sindaci, ora il direttore generale dell'Ulss dice il suo punto di vista ed è un'opinione in aperto contrasto con quanto dichiarato dai rappresentanti della regione Veneto.
Poiché ho constatato che il link all'intervista spesso non funziona, ne riporto di seguito il testo.
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Il direttore dell’Ulss 18: "Io opero con risorse certe. Il resto sono chiacchiere"
Nel mirino Adriano Marcolongo e la sua gestione della sanità polesana
Rovigo 29 gennaio 2012 - Un intero pomeriggio di passione, stretto nella morsa delle critiche dei cittadini imbufaliti da una parte, e della Regione con in primis il segretario alla Sanità Domenico Mantoan dall’altra. Nel mirino, venerdì prima, dopo e durante l’incontro in prefettura sul futuro dell’ospedale San Luca di Trecenta, è finito Adriano Marcolongo, direttore generale dell’Ulss 18, e la sua gestione della sanità polesana.
Dottor Marcolongo, partiamo dalla fine. Si aspettava le contestazioni della gente, di fronte alla prefettura?
«Sapevo che ci sarebbe stata una protesta. La gente giustamente difende un presidio ospedaliero. Io penso però una cosa: bisogna spiegare alle persone, anche le cose antipatiche. Non bisogna illudere o fare false promesse. Succede come nel rapporto genitori e figli: io di figli ne ho quattro bambini, mi hanno fatto diverse richieste ma io gli ho detto anche qualche no. Certo, è più difficile dire qualche no piuttosto che dire sì».
Si riferisce a quello che hanno detto il dirigente Mantoan e l’assessore Coletto a proposito del San Luca che deve restare un ospedale per acuti?
«Coletto ha confermato che il San Luca è e deve restare un ospedale per acuti. Ha ragione, neppure io ho mai detto che non lo fosse. Non c’è nessun documento che smentisce questo».
Esiste però il documento da lei presentato a Mantoan il 17 gennaio scorso con la riorganizzazione degli ospedali di Trecenta e Rovigo da cui emergono una serie di tagli al San Luca.
«Si tratta di un documento di rivisione dell’offerta chirurgica sulla base delle risorse».
E quindi?
«Quindi io opero con atti e risorse certe, non con le fantasie. Tutto il resto sono chiacchiere».
Quello che le ha imposto Mantoan di dotare il San Luca dei medici e di ciò che serve per far funzionare a regime la chirurgia, che «a pagare ci pensa la Regione» secondo lei, dunque, non è realistico?
«Se il segretario dice che ci sono più risorse, che tutto è possibile...».
Lei cosa dice?
«Io avevo fatto un piano con le risorse a disposizione, circa 417 milioni di euro. Se ci sono più risorse siamo tutti più felici. Mi pare ci sia una visione piuttosto distorta dei comuni mortali: sembra che con le risorse a disposizione non assuma».
Ora cosa intende fare?
«Chiederò le risorse necessarie per assumere i chirurghi e poi vedremo».
E fino ad oggi non ha chiesto?
«Certo che ho chiesto. Avevo già chiesto risorse lo scorso anno ma non me le hanno date. E io che dovrei fare? Me lo dica lei».
Lei ha presentato nel 2008, e riproposto anche poi, un altro documento sulla ridefinizione dei tetti e del budget economico delle strutture private preaccreditate grazie alla quale si riusciva a ottenere un risparmio annuo di 14 milioni di euro. Che ne è stato?
«Quel documento viene ripresentato ogni anno. Noi non è che cambiamo idea perché i problemi sono rimasti quelli di quattro anni fa. Ognuno però deve assumere la propria parte, io penso di avere fatto la mia».
29 gennaio 2012
Graziano Azzalin, “Sul futuro del San Luca, risposte superficiali e con troppe contraddizioni per essere rassicuranti”
Il consigliere regionale del Pd Graziano Azzalin mostra tutto il proprio scetticismo all’indomani del vertice in Prefettura a Rovigo per cercare di fare il punto sulla situazione della sanità polesana. “Purtroppo – sottolinea Azzalin – quello che è emerso con chiarezza è che il rimpallo di responsabilità non offre una soluzione a problemi che esistono e sono reali. Come reale è il Piano socio sanitario elaborato dalla Giunta, che fissa criteri e paletti precisi, ma che ieri il segretario regionale alla Sanità Mantoan e l’assessore Coletto hanno fatto finta che non esistesse. Il problema è che la maggioranza che dovrebbe guidare il Veneto annaspa fra l’incapacità nel compiere scelte non più rinviabili e fra divisioni sempre più gravi non solo fra i partiti, ma anche nei partiti”.
Leggi tutta la dichiarazione sul sito di Graziano Azzalin.
Leggi tutta la dichiarazione sul sito di Graziano Azzalin.
“L’ospedale San Luca sarà rilanciato”
ROVIGO
PREFETTURA AL PALAZZO DEL GOVERNO IL VERTICE SUL DESTINO DELL’OSPEDALE DI TRECENTA. C’ERA L’ASSESSORE REGIONALE COLETTO
Marco Randolo ROVIGO - Il San Luca non chiude. Anzi: si potenzia. Parola dell’assessore regionale alla sanità Luca Coletto, mattatore nell’incontro di ieri, nella prefettura di via Celio. “L’ospedale di Trecenta sarà rilanciato”, annuncia in serata Coletto prima di scappare via. Confermando, poi, quanto aveva detto anche appena arrivato a Rovigo, più di due ore prima: “Non abbiamo mai messo in discussione il San Luca”. E’ il sindaco di Trecenta Antonio Laruccia a spiegare meglio i contenuti del vertice. “Sono soddisfattissimo - dice il primo cittadino uscendo dal palazzo del governo - perché la Regione si è chiaramente espressa per un rilancio dell’ospedale”. Il dirigente regionale Domenico Mantoan, nel corso dell’incontro, avrebbe addirittura spronato il direttore generale dell’Ulss 18 Adriano Marcolongo a prevedere a breve nuove assunzioni “per stabilizzare i servizi al momento in carenza, come cardiologia, anestesia e chirurgia”.
Leggi tutto l'articolo su La Voce di Rovigo.
Fischi e proteste contro Marcolongo, il direttore commissariato
Stesso trattamento anche per l’assessore regionale Coletto
Rovigo, 28 gennaio 2012 - TUTTI contro Marcolongo, dalla Regione ai manifestanti. Appena arrivato di fronte alla prefettura, ieri pomeriggio, il direttore generale dell’Ulss 18 è stato accolto con una bordata di fischi dai circa 150 manifestanti, cittadini dell’Alto Polesine, attrezzati di striscioni, fischietti e cartelli coi nomi dei comuni, contro la chiusura o il ridimensionamento dell’ospedale San Luca di Trecenta.
Era atteso anche l’assessore regionale Luca Coletto, arrivato assieme al dirigente della sanità regionale Domenico Mantoan. Anche per l’assessore pioggia di fischi e imprecazioni. Contestato pesantemente dai manifestanti che si sono addirittura avvicinati minacciosi. Tre signore di una certa età, accaldatissime, lo hanno accerchiato con in mano un lenzuolo con su scritto: «Roma ladrona? E la Regione Veneto?».
Leggi tutto l'articolo di Tommaso Moretto su Il Resto del Carlino.
28 gennaio 2012
San Luca, riunione in prefettura. E' andata bene ma non si può abbassare la guardia
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| Gli striscioni del Comitato per il San Luca |
Eravamo tanti ieri davanti alla prefettura di Rovigo per difendere il "San Luca" e il nostro diritto alla salute.
Tanti e motivati, decisi ad avere delle risposte precise senza farci prendere il naso. L'esperienza è quella: impegni e promesse si sono sprecati tante volte in passato per constatare poi nuovi tagli e riduzioni di reparti e di servizi. E così quando sono arrivati i rappresentanti del governo regionale e il direttore generale dell'Ulss 18, i fischietti hanno funzionato a pieno regime, un rumore assordante perché questa volevamo farci vedere e sentire.
Non so se questa calorosa accoglienza abbia contribuito all'esito della riunione, sta di fatto che alla fine abbiamo raccolto con una certa incredulità il resoconto che ce ne hanno fatto sindaci e assessori che uscivano dalla prefettura.
Sorpresi nell'apprendere che il dirigente regionale alla sanità Domenico Mantoan ha apertamente accusato il direttore generale dell'Ulss di non aver dato corso a decisioni già prese: può assumere medici e infermieri anche da domani, senza la necessità di alcuna autorizzazione regionale, perchè i servizi di base vanno garantiti e l'ospedale da peso deve diventare opportunità.
E Marcolongo non ha detto una parola! Ha incassato la critica senza replicare nulla. Sorprendente anche questo.
Jenny Azzolini, portavoce del Comitato dei Cittadini per il San Luca, conferma l'andamento della riunione ma ha dovuto chiedere esplicitamente una data precisa entro cui verificare l'attuazione degli impegni presi dalla regione e, infatti, fra un mese ci sarà una nuova riunione in prefettura, più ristretta, per fare il punto della situazione.
Qualche amministratore comunale mi ha detto: "l'ospedale non verrà chiuso ma rafforzato, è andata bene, forse troppo". Lasciando intendere: speriamo che, questa volta, gli impegni vengano mantenuti.
Il prefetto Romilda Tafuri, che molto si è spesa per organizzare la riunione, si è impegnata a fare da garante della difesa del diritto dei cittadini e ha ringraziato il Comitato per il San Luca con cui si terrà in contatto per il controllo dei tempi.
E' andata bene ma non è finita. Fino a quando i risultati non si saranno concretizzati non potremo abbassare la guardia. Sono tempi duri e dobbiamo essere perseveranti e tenaci.
24 gennaio 2012
Chiusura ospedali. Leonardo Padrin: "Siamo sempre di fronte agli stessi allarmi infondati"
Leonardo Padrin, presidente della V commissione regionale sanità, smentisce le voci circolate a più riprese nei giorni scorsi sulla chiusura di 24 o 26 ospedali nel Veneto. "Siamo sempre di fronte agli stessi allarmi infondati" afferma a Rovigooggi.it il 22 gennaio scorso.
Chi segue questo blog ha imparato che, purtroppo, gli allarmi sul San Luca non sono mai stati infondati. Questo blog è nato perché c'erano voci di chiusura del reparto di riabilitazione pneumologica. E il reparto, dopo un'infinità di smentite, rassicurazioni, e accuse di allarmismo, è stato effettivamente chiuso. Le voci di chiusura del reparto di chirurgia non erano infondate: c'è voluta la mobilitazione di società e amministratori locali per fermarla lo scorso anno. Ed è di pochi giorni fa la testimonianza di un paziente che dovrebbe sostenere un intervento in aprile al quale dicono che, forse, dovrà farlo a Rovigo perché a Trecenta il reparto sarà chiuso nel prossimo mese di febbraio.
Leonardo Padrin è un'eccezione? Le sue non sono accuse di allarmismo che mirano a nascondere le reali intenzioni della giunta regionale? Lo spero, per la sua reputazione e, soprattutto, per l'ospedale di Trecenta.
Ma non ci vorrà molto tempo per appurare la consistenza della dichiarazione del presidente della commissione regionale per la sanità. Lo sapremo venerdì prossimo, quando l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto, in prefettura a Rovigo, davanti a tutti i sindaci dell'altopolesine e all'amministrazione provinciale dovrà parlare chiaro. Saremo lì e sapremo subito che cosa intende fare la regione dell'ospedale di Trecenta.
Scarica il volantino del Comitato dei Cittadini per il San Luca.
Chi segue questo blog ha imparato che, purtroppo, gli allarmi sul San Luca non sono mai stati infondati. Questo blog è nato perché c'erano voci di chiusura del reparto di riabilitazione pneumologica. E il reparto, dopo un'infinità di smentite, rassicurazioni, e accuse di allarmismo, è stato effettivamente chiuso. Le voci di chiusura del reparto di chirurgia non erano infondate: c'è voluta la mobilitazione di società e amministratori locali per fermarla lo scorso anno. Ed è di pochi giorni fa la testimonianza di un paziente che dovrebbe sostenere un intervento in aprile al quale dicono che, forse, dovrà farlo a Rovigo perché a Trecenta il reparto sarà chiuso nel prossimo mese di febbraio.
Leonardo Padrin è un'eccezione? Le sue non sono accuse di allarmismo che mirano a nascondere le reali intenzioni della giunta regionale? Lo spero, per la sua reputazione e, soprattutto, per l'ospedale di Trecenta.
Ma non ci vorrà molto tempo per appurare la consistenza della dichiarazione del presidente della commissione regionale per la sanità. Lo sapremo venerdì prossimo, quando l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto, in prefettura a Rovigo, davanti a tutti i sindaci dell'altopolesine e all'amministrazione provinciale dovrà parlare chiaro. Saremo lì e sapremo subito che cosa intende fare la regione dell'ospedale di Trecenta.
Scarica il volantino del Comitato dei Cittadini per il San Luca.
22 gennaio 2012
Ficarolo, l'intervento di Jenny Azzolini, portavoce del comitato dei cittadini per il San Luca
Pubblico un ampio stralcio dell'intervento di Jenny Azzolini, portavoce del comitato dei cittadini per il San Luca, in occasione della serata "A difesa del San Luca" che ha avuto luogo a Ficarolo venerdì scorso.
Buona sera a tutti, grazie per avermi invitata, grazie della vostra presenza.
Io leggo il mio intervento per evitare qualsiasi strumentalizzazione e non voglio dimenticare di dire qualcosa che per il comitato è importante.
Mi fa piacere si allarghino le occasioni di incontro, sono prova di volontà di collaborazione, voglia di conoscere con precisione e direttamente i problemi senza limitarsi ad un, a volte superficiale, sentito dire,
questo incontro dimostra la voglia di esserci come cittadini, perché impegno civile non è solo andare a votare, ma è anche controllare i comportamenti, le scelte e le prese di posizione di chi ci guida.
Spesso chi ci governa ha anche bisogno dei nostri stimoli.
Innanzitutto vorrei precisare che io non sono il presidente del Comitato, ma soltanto il portavoce a disposizione di un gruppo spontaneo nato per difendere la salute dei cittadini dell’Altopolesine, aperto a persone di tutti i paesi, di tutti i partiti, di ogni posizione ideologica (infatti per il problema di cui stiamo parlando sono in contatto con Bellotti – Coppola – Azzalin, quindi…).
L’esperienza del Comitato Intercomunale è nata nel 2004, ha avuto intenso impegno per qualche anno.
Abbiamo lavorato con qualche sindaco, abbiamo fatto gruppi di studio, qualche assemblea con il sostegno anche allora del Vescovo che ha fatto sentire la sua vicinanza con Don Fantinati.
Ma abbiamo fatto un errore, non ci siamo esposti sui giornali, non abbiamo fatto un lavoro capillare con la gente, se non con la raccolta di 6000 firme , depositate in Regione ed ignorate.
Ora lasciamo stare difficoltà, errori, mancanze del passato e vogliamo a tutti i costi andare avanti fino a che il discorso salute, che prevede chiarezza sul San Luca e sulla sanità nel territorio, non è definito.
Perché si gioca al massacro sul San Luca dicendo che la sanità moderna è una sanità territoriale che cura e accompagna l’ammalato a casa (e su questo possiamo essere d’accordo ), ma nella realtà viene smantellato il San Luca ed è contemporaneamente ridotta l’attività di assistenza sul territorio (Adi – ambulatori – punti sanità).
Ed il gioco è facilitato dal fatto che non c’è un progetto chiaro, scritto, motivato dalle esigenze reali dei cittadini.
L’unico progetto puntuale di ciò che si intende per servizio ospedaliero è la pubblicazione del 1997 fatta ai tempi del dott. Tessari.
Da qualche tempo a questa parte c’è un’alternanza di riduzioni, spostamenti, riorganizzazioni, sospensioni momentanee (che magari diventano permanenti) senza che ci sia o che si conosca una seria valutazione della domanda della popolazione altopolesana, che è prevalentemente anziana.
Così come pare manchi un’idea chiara della realtà geografica in rapporto alla distribuzione dei centri ospedalieri.
Senz’altro va tenuta presente l’offerta dell’ospedale di Santa Maria, ma la Regione non può privilegiare finanziamenti al privato a danno del pubblico: Noi cittadini dobbiamo aver ben presente che se la spesa personale sanitaria nel privato convenzionato è la stessa del pubblico, lo stato spende molto di più per i servizi del privato e questi sono sempre soldi nostri che sborsiamo anche se non direttamente.
Un elemento che amareggia, per non dire offende, è l’affermazione più volte riproposta sia da Marcolongo, sia dallo staff dirigenziale dell’ULS 18 e ripresa nella sostanza se non nella forma dai politici Coppola, Corazzari e Mainardi “il San Luca muore perché non c’è domanda”.
Ora è facile ribattere ed abbiamo scritto qualcosa pubblicato ieri (19 gennaio) sulla Voce, ma non troviamo sia segno di rispetto raggirare i cittadini, che in questo caso sono provati da problemi di salute e spesso sono i più poveri che non hanno possibilità economiche per difendersi e trovare alternative.
(.....) Noi siamo fermamente decisi a continuare ad oltranza: la nostra disponibilità e la nostra pazienza sono solide. Sollecitiamo in continuazione giornali, Tv (Striscia la Notizia – Tele estense), politici di tutte le correnti, con telefonate e messaggi, i sindaci dell’altopolesine.
Non dobbiamo dimenticare che più siamo numerosi più forza abbiamo e non ci lasceremo impressionare dal qualunquistico “ormai è tutto deciso, ogni sforzo è inutile, noi non contiamo niente”.
Anche le scelte apparentemente immutabili possono cambiare. Il San Luca ne è un esempio.
Ficarolo 20 gennaio 2012
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Ficarolo "A difesa del San Luca"
Venerdì scorso, a Ficarolo, la sala Auser era gremita, molte le persone in piedi, diversi giovani con macchina fotografica e blocco da appunti e nessuno si è perso una parola. Il titolo della serata "A difesa del San Luca" spiega tanta partecipazione. Tutti hanno avuto la sensazione che il momento sia decisivo per il futuro dell'ospedale di Trecenta.
Erano presenti i sindaci di Trecenta e di Ficarolo, il parroco di Ficarolo, l'assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco, il consigliere regionale Corazzari, e Jenny Azzolini del comitato dei cittadini per il San Luca. In sala anche Gianni Tessari, già direttore generale dell'Ulss, che però non ha preso la parola.
E’ stata ribadita la necessità di riportare il San Luca allo stato di ospedale per acuti. L’alto Polesine ha già dato tanto, con la chiusura di 4 ospedali, e non può permettersi di perdere anche il San Luca, attorno al quale ruota un bacino d’utenza che conta circa 84.000 persone.
Si è parlato dei costi della sanità privata convenzionata e si è accennato a quelli per mantenere la nuova struttura d’ingresso dell’ospedale di Rovigo. Quella del capoluogo resta una struttura vecchia che non può compensare, per quanto rimaneggiato, il ruolo del San Luca.
E’ stata posta attenzione alla struttura del territorio e alla popolazione che lo abita, formata in prevalenza da persone anziane, e ai costi che la nostra unità sanitaria affronta per spostare queste persone in altre realtà sanitarie.
L'attuale direttore generale dell'Ulss 18, Adriano Marcolongo, è stato chiamato in causa per il suo impegno nel 'distruggere' la sanità altopolesana.
In vista della riunione di venerdì prossimo, i due sindaci presenti hanno ribadito l’opportunità di depositare la fascia nel caso non si ottengano soluzioni positive. I presenti sono stati sollecitati a partecipare numerosi al presidio davanti alla prefettura in concomitanza con la riunione.
(ringrazio Paola per la collaborazione)
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19 gennaio 2012
18 gennaio 2012
Ospedale di Trecenta, adesso ci facciamo vedere
Cittadini, sindaci, provincia, sacerdoti e vescovo hanno provato a farsi sentire, sono stati ignorati. Ora il Comitato dei Cittadini per il San Luca ritiene sia il momento di farsi vedere.
Venerdì 27 gennaio, alle 15.30, in prefettura, si riuniranno i sindaci del distretto socio- sanitario n.2, rappresentanti istituzionali, regionali e nazionali, il presidente della conferenza dei sindaci dell'Ulss, la rappresentanza del comitato dei cittadini, presidente e vice-presidente della provincia, l'assessore alla sanità al Comune di Trecenta, l'assessore regionale alla anità Luca Coletto, il segretario generale e il direttore generale dell'ULSS 18.
Il comitato invita tutti i cittadini dell'altopolesine a dar vita a un presidio davanti alla prefettura in concomitanza con la riunione. L'appuntamento è per le ore 15.00.
Se saremo numerosi la nostra presenza - e il suo significato - non potranno essere ignorati.
Scarica il volantino del comitato.
17 gennaio 2012
Chirurgia al San Luca, le intenzioni della regione Veneto
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| Leonardo Padrin, presidente della commissione sanità del consiglio regionale del Veneto |
Ora non ci sono dubbi sulle intenzioni della regione Veneto sull'ospedale di Trecenta. Infatti, Leonardo Padrin, presidente della quinta commissione consiliare (sanità) ha dichiarato testualmente: “Non credo che i cittadini altopolesani abbiano bisogno del reparto di chirurgia”.
“Non credo che i cittadini altopolesani abbiano bisogno del reparto di chirurgia”?. Ma sulla base di quali elementi Leonardo Padrin lo afferma? Non si sa (si veda l'articolo di Rovigooggi.it). Non porta alcun criterio di valutazione, nessun ragionamento. Insomma, gli girava di dire così!
Qualcuno dovrebbe chiedere al consigliere Padrin: le giunte e i consigli regionali precedenti, i precedenti presidenti di commissione, i direttori generali che si sono succeduti nel tempo, che credevano, invece, che un reparto di chirurgia fosse necessario in ognuno dei tre ospedali pubblici della provincia di Rovigo, erano degli incompetenti spreconi che hanno dilapidato ingenti risorse pubbliche?
15 gennaio 2012
Venerdì 27 gennaio 2012, una riunione decisiva per l'ospedale di Trecenta
Ormai è sicuro, la riunione chiesta dai sindaci dell'altopolesine per mettere alle strette la regione veneto sul destino del San Luca si terrà venerdì 27 gennaio 2012, alle 15.30, in prefettura a Rovigo.
Il prefetto di Rovigo, Dr.ssa Romilda Tafuri, che si è prestata a rappresentare le esigenze dei sindaci, è finalmente riuscita ad avere la disponibilità di tutte le figure istituzionali necessarie e, in particolare, quella dell'assessore regionale alla sanità Luca Coletto.
Coletto, questa volta, dovrà dire chiaro le intenzioni vere della giunta regionale. Basta genericità, mistificazioni e ipocrisie. L'ospedale per sopravvivere ha bisogno di rimanere un ospedale per acuti e questo significa che si dovrà ripristinare quanto è stato tagliato, che si dovrà smettere di dirottare gli utenti verso altre strutture pubbliche o private per creare le condizioni o, meglio, i pretesti, per chiudere l'ospedale.
Non si potrà più giocare con le parole. Non si parli di razionalizzazione perché questo, per l'ospedale di Trecenta, ha sempre significato una sola cosa: tagli di reparti e servizi!
Al San Luca non rimane più niente da tagliare. Ciò che va eliminato, espulso, è la politichetta delle convenienze elettorali. L'assessore Coletto non si illuda: non ci faremo più prendere per i fondelli! Se ci vorrà infinocchiare ce ne accorgeremo e ne tireremo tutti le conseguenze.
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45100 Rovigo RO, Italia
14 gennaio 2012
Nuovi motivi di allarme per il 'San Luca': preoccupazioni anche per la terapia intensiva
Secondo l'assessore provinciale Guglielmo Brusco entro febbraio potrebbero chiudere la chirurgia protesica, la chirurgia generale, la chirurgia toracica e una parte degli infermieri della terapia intensiva potrebbe essere trasferita all'ospedale di Rovigo. A tal proposito, Brusco punta il dito contro Adriano Marcolongo, il direttore generale Ulss 18.
In un'intervista a RovigoOggi.it dichiara:
"Marcolongo prende al San Luca perché è la struttura meno difesa dalla Regione. Sapeva che un grande spreco c’era nelle convenzioni con i privati, l’ha anche scritto alla Regione. Ma l’Ulss 18 ha sottoscritto lo stesso queste convenzioni incredibilmente pesanti per le casse pubbliche".
(leggi tutto l'articolo).
In pericolo il reparto di chirurgia
Il direttore generale dell'Ulss sta preparando il terreno?
Sembrerebbe di si: "la Regione ha stabilito nuovi obiettivi e io, come dirigente, devo metterli in pratica".
A proposito: quando potremo sapere anche noi - non-direttori-generali - i "nuovi obiettivi" della Regione Veneto?
Dal sito del Resto del Carlino:
Rovigo, 11 gennaio 2012 - La chirurgia sparità dal San Luca. E’ questa la voce che serpeggia tra i corridoi dell’ospedale di Trecenta: le specialità di chirurgia protesica e toracica saranno concentrate a Rovigo da febbraio mentre da marzo partirà il servizio di ‘week surgery’, ovvero la possibilità di effettuare piccoli interventi dal lunedì al venerdì. «E’ una possibilità — conferma il direttore generale dell’Ulss 18 Adriano Marcolongo, relativamente alla chirurgia toracica, il cui spostamento da Trecenta al capoluogo polesano era già stato ventilato prima di Natale — comunque nessuno ha mai parlato di chiudere Trecenta, basta che la gente ci vada: la Regione ha stabilito nuovi obiettivi e io, come dirigente, devo metterli in pratica, certo, se un servizio viene utilizzato resta, ma se lo usano in pochi, lei capisce... ».
(leggi tutto l'articolo)
13 gennaio 2012
Vescovo e parroci in difesa dell'ospedale
Il vescovo e i sacerdoti dell'alto e medio polesine hanno scritto al direttore generale dell'Ulss 18, al presidente della Regione, al prefetto, a sindaci e assessori per difendere l'ospedale di Trecenta.
Riporto il resoconto che ne ha fatto il Gazzettino lo scorso 10 gennaio.
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Si muove in difesa dell'ospedale altopolesano anche la diocesi: lo fa con una lettera-comunicato del vescovo di Adria-Rovigo, Lucio Soravito, sottoscritto dai sacerdoti del medio-alto Polesine, inviato al direttore generale dell'Ulss 18, Adriano Marcolongo, al presidente della Regione, Luca Zaia, a prefetto, presidenza della Provincia, sindaci, funzionari e assessori regionali.
«I sacerdoti del medio-alto Polesine - si legge nella missiva - ritengono doveroso far conoscere il loro pensiero come manifestazione di un impegno che vogliono esprimere, in tempi e modi dovuti, nel prossimo futuro». Ricordando che la Costituzione «tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività», il clero polesano «riconosce quanto di buono è stato fatto per garantire a tutti» tale diritto, e «prende atto che la spesa sanitaria attuale non è più sopportabile dal sistema italiano e che, di conseguenza s'impongono giusti risparmi». Tuttavia il documento precisa che «i risparmi non possono mai andare a detrimento dei diritti inalienabili del malato-persona umana, specie se anziano e/o indigente», ed «è inconcepibile ed incomprensibile che sia permesso ai furbi di ottenere guadagni prestando servizi sanitari, non sempre eccellenti, in ogni caso pagati dai contribuenti. Non è più tollerabile che, soltanto a pagamento, si possano ottenere, in tempi ragionevoli», cure urgenti.
Prendendo atto dell'«implacabile depotenziamento» subito dal S. Luca negli ultimi anni, «si constata che si procede in un'apparente confusione di idee e prospettive, forse per poter agire più liberamente nel buio che si va creando». I sacerdoti chiedono che «si salvaguardi la presenza e l'adeguata azione dell'ospedale S. Luca, e si assicurino i servizi sanitari più richiesti; in particolare, accanto al pronto soccorso, alla medicina e alla lungo-degenza, alla riabilitazione e alla radiologia, si conservino anche la chirurgia, l'oncologia, la cardiologia e la terapia intensiva».
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Il sito della diocesi di Adria-Rovigo è il seguente: http://www.diocesi.rovigo.it/
28 dicembre 2011
Dal piano sanitario regionale il pericolo di un accorpamento dell'Ulss di Adria con quella di Chioggia
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| http://it.wikipedia.org/wiki/Veneto |
In questo blog ci occupiamo principalmente dell'ospedale di Trecenta, anzi il suo scopo è proprio quello di contribuire a salvare il "San Luca". Tuttavia ciò che succede intorno non è privo di riflessi sul nostro ospedale. La regione Veneto sta approvando il piano sanitario regionale e questo avrà pesanti ripercussioni su tutta sanità regionale.
Dei taglieggiamenti operati a danno dell'ospedale di Trecenta è stato detto molto, sugli organi di stampa e su questo blog, ma anche l'ospedale di Rovigo corre grossi rischi (vedi il relativo post). Chi ha fatto troppo poco per l'ospedale di Trecenta si trova ora ad affrontare analoghi problemi per quello di Rovigo.
A proposito del piano sanitario regionale si è parlato anche del possibile accorpamento delle due Ulss del polesine, la 18 e la 19. Ciò che non si sapeva è che le alte sfere in regione stanno pensando anche alla possibilità di accorpare l'Ulss 19 di Adria con quella di Chioggia, in provincia di Venezia.
Lo affermano, preoccupati, il sindaco di Rovigo Bruno Piva, il presidente dell’ordine dei medici Francesco Noce e il primario di Medicina di Trecenta Emilio Ramazzina. Si veda l'articolo di rovigooggi.it.
“Prima che le decisioni a livello regionale si prendano noi mettiamo le mani avanti e diciamo la nostra - esordisce il presidente dell’ordine dei medici di Rovigo, Francesco Noce, coadiuvato dal dottore e sindaco di Rovigo Bruno Piva e dal primario di Medicina Soc di Trecenta Emilio Ramazzina - siamo favorevoli solamente all'unione tra Rovigo ed Adria per creare una forte azienda sanitaria che possa servire 300mila persone con le numerose prestazioni d'eccellenza che dispone”.
27 dicembre 2011
Ospedale San Luca: le proposte del comitato dei cittadini ai sindaci dell'altopolesine
II Comitato dei Cittadini per la difesa del San Luca sollecita i sindaci dei comuni altopolesani a intervenire in difesa dell'ospedale di Trecenta e si dichiara disponibile a collaborare nella definizione delle iniziative da prendere.
Intanto il comitato propone l'esposizione di lenzuola in tutti nelle zone più visibili, così come è stato fatto a Trecenta nel viale che porta all'ospedale e in vari luoghi del centro cittadino; la convocazione dei consigli comunali con ampia diffusione dell'evento sui giornali, alla tv e attraverso manifesti; il presidio dell'ospedale con delegazioni da tutti i comuni dell'altoplesine. Suggerisce la sottoscrizione congiunta di una diffida contro qualsiasi impoverimento dell'ospedale e di consegnare al prefetto, in segno di protesta, la fascia dei sindaci. Infine, propone una manifestazione a Venezia con delegazioni, possibilmente, da ogni paese.
Si attendono adesioni.
20 dicembre 2011
Ospedale di Trecenta, "Il personale del Suem dovrà lavorare doppio".
fonte: Il Resto del Carlino, Rovigo, 19 dicembre 2011 http://www.ilrestodelcarlino.it/rovigo/cronaca/2011/12/19/640070-ospedale_trecenta.shtml
fonte: Il Gazzettino, Martedì 20 Dicembre 2011
Il problema del trasferimento al piano rialzato
Il sindaco Antonio Laruccia: «Sono rimasto sbalordito»
Incontro con i sindacati al San Luca: "Queste persone ora dovranno anche rispondere al telefono e accudire i pazienti del pronto soccorso"
Il problema in questi giorni all'ospedale San Luca di Trecenta è quello del trasferimento del personale di emergenza del Suem dal piano terra al piano rialzato, in un pronto soccorso che non ha lo spazio per ospitarli.
Per questo si sono dati appuntamento, nel giorno di sciopero, i rappresentanti sindacali Davide Benazzo (Cgil), Antonio Barbiani (Cisl), Romano Aio e D’Emanuele Scarparo (Uil), insieme al sindaco di Trecenta Antonio Laruccia, l’assessore provinciale alla Salute Guglielmo Brusco e alcuni dipendenti, tra i quali Paola Panziera, (consigliere comunale) in sciopero. "Vogliamo dimostrarvi il disagio di queste persone che, invece di stare ad aspettare le chiamate d’emergenza vicino ai loro mezzi, ora devono anche rispondere al telefono e accudire i pazienti del pronto soccorso", spiegano i sindacati.
Il sindaco ha dichiarato «Solitamente non entro nel merito di questioni organizzative perché penso che ci siano persone preparate, ma questa volta sono davvero rimasto sbalordito. Non capisco il senso di questa riorganizzazione interna che oltre tutto allunga i tempi per gli autisti del Suem e mette il personale in spazi angusti».
Secondo il vicepresidente della Provincia Guglielmo Brusco le cose dovrebbero essere concordare con i lavoratori: «Girano voci che la presenza dei medici al pronto soccorso del San Luca verrà ridotta a 12 ore. Oltre a questo provvedimento organizzativo che non è certamente utile come invece vogliono farci credere, proseguono i tagli a questo ospedale».
E a far valere i diritti dei cittadini c'è anche il Comitato per la difesa del San Luca che chiede sia avviata realmente un'azione di sinergia, come promesso nell'incontro tenuto al Comunale di Trecenta nel marzo scorso. «Chiediamo siano messe in atto operazioni "visibili" di difesa, denuncia, protesta, per il mantenimento del San Luca, delle caratteristiche di ospedale per acuti con pronto soccorso e definizione, da parte della Regione, di un progetto chiaro in materia di sanità per il territorio altopolesano».
fonte: Il Gazzettino, Martedì 20 Dicembre 2011
Il problema del trasferimento al piano rialzato
Il sindaco Antonio Laruccia: «Sono rimasto sbalordito»
Incontro con i sindacati al San Luca: "Queste persone ora dovranno anche rispondere al telefono e accudire i pazienti del pronto soccorso"
Il problema in questi giorni all'ospedale San Luca di Trecenta è quello del trasferimento del personale di emergenza del Suem dal piano terra al piano rialzato, in un pronto soccorso che non ha lo spazio per ospitarli.
Per questo si sono dati appuntamento, nel giorno di sciopero, i rappresentanti sindacali Davide Benazzo (Cgil), Antonio Barbiani (Cisl), Romano Aio e D’Emanuele Scarparo (Uil), insieme al sindaco di Trecenta Antonio Laruccia, l’assessore provinciale alla Salute Guglielmo Brusco e alcuni dipendenti, tra i quali Paola Panziera, (consigliere comunale) in sciopero. "Vogliamo dimostrarvi il disagio di queste persone che, invece di stare ad aspettare le chiamate d’emergenza vicino ai loro mezzi, ora devono anche rispondere al telefono e accudire i pazienti del pronto soccorso", spiegano i sindacati.
Il sindaco ha dichiarato «Solitamente non entro nel merito di questioni organizzative perché penso che ci siano persone preparate, ma questa volta sono davvero rimasto sbalordito. Non capisco il senso di questa riorganizzazione interna che oltre tutto allunga i tempi per gli autisti del Suem e mette il personale in spazi angusti».
Secondo il vicepresidente della Provincia Guglielmo Brusco le cose dovrebbero essere concordare con i lavoratori: «Girano voci che la presenza dei medici al pronto soccorso del San Luca verrà ridotta a 12 ore. Oltre a questo provvedimento organizzativo che non è certamente utile come invece vogliono farci credere, proseguono i tagli a questo ospedale».
E a far valere i diritti dei cittadini c'è anche il Comitato per la difesa del San Luca che chiede sia avviata realmente un'azione di sinergia, come promesso nell'incontro tenuto al Comunale di Trecenta nel marzo scorso. «Chiediamo siano messe in atto operazioni "visibili" di difesa, denuncia, protesta, per il mantenimento del San Luca, delle caratteristiche di ospedale per acuti con pronto soccorso e definizione, da parte della Regione, di un progetto chiaro in materia di sanità per il territorio altopolesano».
08 dicembre 2011
Riesplode la protesta a Trecenta per salvare l’ospedale
Dal Gazzettino di sabato 3 dicembre 2011
Striscioni del comitato dei residenti esposti ieri verso sera lungo la strada del nosocomio. Il sindaco: «Venezia non ci risponde»
Striscioni del comitato dei residenti esposti ieri verso sera lungo la strada del nosocomio. Il sindaco: «Venezia non ci risponde»
“Ricordati Regione - il San Luca - la nostra salute”, “Per il San Luca solo promesse”, “Ci ricorderemo di te con il voto”. Questi sono alcuni degli slogan che appaiono sugli striscioni disposti ieri verso sera lungo il viale di accesso all'ospedale altopolesano. È una nuova iniziativa del comitato civico spontaneo che difende l'ospedale di Trecenta, chiedendo pari dignità per i cittadini dell'Alto Polesine, rispetto ai residenti nel Medio e Basso Polesine.
Riprende con vigore, dunque, la civile protesta dei cittadini che vogliono mettere la situazione del San Luca sotto i riflettori, dopo le ulteriori recenti contrazioni dei servizi forniti.
Come ha spiegato il sindaco di Trecenta, Antonio Laruccia, la protesta intende sensibilizzare la Regione del Veneto per una decisione definitiva che consenta al San Luca di essere un ospedale per acuti, non un cronicario per anziani.
«Non ci risulta che sia ancora stata presa in esame la richiesta avanzata di non tener conto degli standard previsti per gli ospedali, in quanto ci troviamo con un elevato tasso di anziani e in presenza di una situazione viaria disagiata».
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Oggi ho fatto un giro a Trecenta e ho visto gli striscioni di cui parla l'articolo ma anche quelli sulla rotatoria di accesso all'ospedale e in piazza, sul teatro comunale e in altri luoghi. Veramente una mobilitazione straordinaria.
Rappresentanti del comitato civico stanno girando per i comuni dell'alto polesine per consegnare ai sindaci striscioni analoghi da appendere alle facciate dei municipi. Una bella idea che speriamo trovi accoglienza in tutte le amministrazioni comunali.
02 dicembre 2011
Consiglio provinciale di Rovigo, unanimità sulle modifiche al piano socio-sanitario regionale per il mantenimento dei servizi ospedalieri
fonte: http://rovigooggi.it/articolo/2011-11-29/venezia-razionalizzi-ma-non-a-danno-delle-eccellenze/
Integrare i servizi pubblici e quelli privati
No al depotenziamento delle strutture ospedaliere polesane
Rovigo - Barricata contro i tagli alle strutture ospedaliere polesane. Il consiglio provinciale di lunedì 28 novembre, durato poco più di quattro ore, ha approvato all'unanimità una serie di richieste alla Regione Veneto per impedire che il piano sociosanitario regionale indebolisca il servizio sanitario provinciale.
A rischio i reparti dell'ospedale San Luca di Trecenta, il nosocomio rodigino e l'ospedale di Adria che per Angelo Sivier (foto a lato), consigliere provinciale Pd, sono delle eccellenze, come l'oncoematologia o la neurochirurgia per citarne un paio. "Abbiamo chiesto alla Regione - spiega Sivier - di attuare sì un adeguato lavoro di razionalizzazione dei servizi, evitando però quei tagli che potrebbero mettere a rischio quanto la strutturazione complessiva della sanità, sia pubblica che privata, in Polesine è riuscita in questi anni ad assicurare ai cittadini. A tal proposito abbiamo già avuto qualche segnale positivo che le nostre specialità saranno garantite".
Integrare i servizi pubblici e quelli privati
No al depotenziamento delle strutture ospedaliere polesane
Rovigo - Barricata contro i tagli alle strutture ospedaliere polesane. Il consiglio provinciale di lunedì 28 novembre, durato poco più di quattro ore, ha approvato all'unanimità una serie di richieste alla Regione Veneto per impedire che il piano sociosanitario regionale indebolisca il servizio sanitario provinciale.
A rischio i reparti dell'ospedale San Luca di Trecenta, il nosocomio rodigino e l'ospedale di Adria che per Angelo Sivier (foto a lato), consigliere provinciale Pd, sono delle eccellenze, come l'oncoematologia o la neurochirurgia per citarne un paio. "Abbiamo chiesto alla Regione - spiega Sivier - di attuare sì un adeguato lavoro di razionalizzazione dei servizi, evitando però quei tagli che potrebbero mettere a rischio quanto la strutturazione complessiva della sanità, sia pubblica che privata, in Polesine è riuscita in questi anni ad assicurare ai cittadini. A tal proposito abbiamo già avuto qualche segnale positivo che le nostre specialità saranno garantite".
30 novembre 2011
Che fine hanno fatto i 100 milioni per la lotta alla Sla?
Nel precedente post "100 milioni per la lotta alla Sla. 7,8 al Veneto" ho dato notizia dell'accordo in Conferenza Stato Regioni sul riparto regionale del fondo per la non autosuffcienza che assegna 100 milioni di euro alle regioni per la lotta alla Sla.
Che fine ha fatto?
Ho cercato sul web per vedere se la regione Veneto ha adottato qualche provvedimento e ho trovato un comunicato stampa del 22/11/2011. Vi si legge: La Giunta veneta, su proposta dell’Assessore regionale ai servizi sociali Remo Sernagiotto, ha deliberato il riparto per il 2011 del fondo regionale per la non autosufficienza pari a 27 milioni 240 mila euro. Ne dà notizia lo stesso Assessore il quale aggiunge che ora la proposta di ripartizione sarà inviata alla competente commissione del consiglio regionale per riceverne il parere di legge “per la conferma dell’atto o con le eventuali modifiche – precisa Sernagiotto – di cui terremo debito conto”.
Il comunicato non fa riferimento ai 7,8 milioni per la lotta alla Sla.
L'accordo in Conferenza Stato Regioni è stato raggiunto nella seduta del 27 ottobre scorso e consiste in un parere favorevole ad uno schema di decreto del Ministero del lavoro di concerto con altri. Ho fatto allora una ricerca sulla Gazzetta Ufficiale per verificare se è stato pubblicato ma fino ad oggi non ho trovato nulla. Nel frattempo il governo è cambiato ... speriamo che si siano passati le consegne.
03 novembre 2011
100 milioni per la lotta alla Sla. 7,8 al Veneto
fonti:
http://www.confinionline.it/ShowEvNews.aspx?Prog=25601
http://www.aisla.it/
Nella riunione della Conferenza Stato Regioni del 27 ottobre 2011 è stato raggiunto l'accordo sul riparto regionale del Fondo per la non autosufficienza previsto dal Governo a sostegno dell’assistenza domiciliare, degli assistenti familiari e delle attività svolte dai congiunti che prestano assistenza ai malati di Sla; 100 milioni di euro destinati interamente alla realizzazione di prestazioni, interventi e servizi socio-sanitari in favore delle persone affette da Sla, aggiuntivi e non sostitutivi a quelli già previsti.
Di questi 100 milioni 7,8 sono stati assegnati al Veneto. La regione dovrà, a sua volta, ripartirli tra le Ulss.
http://www.confinionline.it/ShowEvNews.aspx?Prog=25601
http://www.aisla.it/
Nella riunione della Conferenza Stato Regioni del 27 ottobre 2011 è stato raggiunto l'accordo sul riparto regionale del Fondo per la non autosufficienza previsto dal Governo a sostegno dell’assistenza domiciliare, degli assistenti familiari e delle attività svolte dai congiunti che prestano assistenza ai malati di Sla; 100 milioni di euro destinati interamente alla realizzazione di prestazioni, interventi e servizi socio-sanitari in favore delle persone affette da Sla, aggiuntivi e non sostitutivi a quelli già previsti.
Di questi 100 milioni 7,8 sono stati assegnati al Veneto. La regione dovrà, a sua volta, ripartirli tra le Ulss.
16 ottobre 2011
Ancora finanziamenti alla sanità privata. E ancora segnalazioni preoccupanti sul San Luca
fonte: http://www.rovigooggi.it/articolo/2011-10-14/inflazione-e-ottimizzazione-aziendale-due-parole-che-raggelano/
SANITA' ROVIGO Guglielmo Brusco chiama in causa la Corte dei conti per altri finanziamenti alla sanità privata deliberati dalla Regione Veneto.
L'allarme San Luca di Trecenta non è per niente finito.
Guglielmo Brusco chiede alla Conte dei conti di Venezia di far chiarezza sulle delibere regionali in merito alla sanità privata. Al centro dell’indagine dell’assessore della Provincia di Rovigo ci sono gli 8 milioni di euro versati come indennità alle strutture private.
E sull'ospedale di Trecenta afferma: “Speravo di potermi tranquillizzare dopo l’incontro avuto con la quinta commissione regione e con Leonardo Padrin - afferma Brusco - purtroppo l’effetto è stato contrario. Mi arrivano sempre più insistentemente segnalazioni preoccupanti dai reparti di Radiologia, Endoscopia, Ostetricia ginecologia, cardiologia e chirurgia del nosocomio di Trecenta”.
Leggi tutto l'articolo.
SANITA' ROVIGO Guglielmo Brusco chiama in causa la Corte dei conti per altri finanziamenti alla sanità privata deliberati dalla Regione Veneto.
L'allarme San Luca di Trecenta non è per niente finito.
Guglielmo Brusco chiede alla Conte dei conti di Venezia di far chiarezza sulle delibere regionali in merito alla sanità privata. Al centro dell’indagine dell’assessore della Provincia di Rovigo ci sono gli 8 milioni di euro versati come indennità alle strutture private.
E sull'ospedale di Trecenta afferma: “Speravo di potermi tranquillizzare dopo l’incontro avuto con la quinta commissione regione e con Leonardo Padrin - afferma Brusco - purtroppo l’effetto è stato contrario. Mi arrivano sempre più insistentemente segnalazioni preoccupanti dai reparti di Radiologia, Endoscopia, Ostetricia ginecologia, cardiologia e chirurgia del nosocomio di Trecenta”.
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Il San Luca resti così com'è
fonte: http://www.rovigooggi.it/articolo/2011-10-07/tagli-questo-ospedale-ha-gia-dato/
SANITA' ROVIGO Piano socio-sanitario regionale 2012-2014. Gli amministratori polesani firmano un documento a difesa del San Luca di Trecenta
Il "San Luca resti così com'è" chiede il documento che il Polesine, con la firma trasversale della politica locale, ha consegnato nella mani di Leonardo Padrin, presidente della commissione sanità del Veneto. L'ospedale di Trecenta è già stato vittima negli anni di ridimensionamenti e tagli importanti. "Che rimanga un ospedale per acuti" sottolinea il sindaco Antonio Laruccia.
... Che il Polesine abbia "già dato" in termini di riorganizzazione lo conferma Guglielmo Brusco che, rivolgendosi a Padrin, gli chiede di non eliminare i posti letto degli ospedali pubblici ma di andare a ridurli nelle strutture private, visto l'uso sanitario pubblico che si fa di tali strutture. "Negli ultimi anni abbiamo perso circa 480 posti letto pubblici - conclude - non è il caso di fare ulterori tagli".
Leggi tutto l'articolo.
Vedi post precedente.
SANITA' ROVIGO Piano socio-sanitario regionale 2012-2014. Gli amministratori polesani firmano un documento a difesa del San Luca di Trecenta
Il "San Luca resti così com'è" chiede il documento che il Polesine, con la firma trasversale della politica locale, ha consegnato nella mani di Leonardo Padrin, presidente della commissione sanità del Veneto. L'ospedale di Trecenta è già stato vittima negli anni di ridimensionamenti e tagli importanti. "Che rimanga un ospedale per acuti" sottolinea il sindaco Antonio Laruccia.
... Che il Polesine abbia "già dato" in termini di riorganizzazione lo conferma Guglielmo Brusco che, rivolgendosi a Padrin, gli chiede di non eliminare i posti letto degli ospedali pubblici ma di andare a ridurli nelle strutture private, visto l'uso sanitario pubblico che si fa di tali strutture. "Negli ultimi anni abbiamo perso circa 480 posti letto pubblici - conclude - non è il caso di fare ulterori tagli".
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Vedi post precedente.
05 ottobre 2011
Ospedale "San Luca". Nessuna rassicurazione da parte della quinta commissione regionale
fonte: http://www.rovigooggi.it/articolo/2011-10-03/san-luca-sull-orlo-del-baratro/
Sconfortante il resoconto di rovigooggi.it sulla riunione di molti amministratori della provincia di Rovigo con Leonardo Padrin, presidente della quinta commissione regionale, lo scorso 3 ottobre.
Padrin che ha dichiarato: "Gli emendamenti che mi sono stati presentati dalla conferenza dei sindaci sono tutti condivisibili. Di sicuro durante i prossimi incontri della commissione terremo conto sia della conformazione del Polesine e dei suggerimenti proposti dai sindaci. Però le linee giuda del nuovo piano socio sanitario sono indirizzate verso l’accentramento dei servizi”.
Le conclusioni che ne trae rovigooggi.it sono drammatiche. Si legge: "Sicuramente i 10 milioni di euro che l’Ulss 18 non riceverà dalla Regione saranno decurtati dai servizi del San Luca e non da quelli del Santa Maria Misericordia di Rovigo. Ciò significa che molto probabilmente il nosocomio di Trecenta potrebbe rimanere un centro per urgenze ed di servizi ambulatoriali, mentre i ricoveri, i pochi che rimarrebbero, dovrebbero essere indirizzati a Rovigo".
Leggi l'articolo.
Sconfortante il resoconto di rovigooggi.it sulla riunione di molti amministratori della provincia di Rovigo con Leonardo Padrin, presidente della quinta commissione regionale, lo scorso 3 ottobre.
Padrin che ha dichiarato: "Gli emendamenti che mi sono stati presentati dalla conferenza dei sindaci sono tutti condivisibili. Di sicuro durante i prossimi incontri della commissione terremo conto sia della conformazione del Polesine e dei suggerimenti proposti dai sindaci. Però le linee giuda del nuovo piano socio sanitario sono indirizzate verso l’accentramento dei servizi”.
Le conclusioni che ne trae rovigooggi.it sono drammatiche. Si legge: "Sicuramente i 10 milioni di euro che l’Ulss 18 non riceverà dalla Regione saranno decurtati dai servizi del San Luca e non da quelli del Santa Maria Misericordia di Rovigo. Ciò significa che molto probabilmente il nosocomio di Trecenta potrebbe rimanere un centro per urgenze ed di servizi ambulatoriali, mentre i ricoveri, i pochi che rimarrebbero, dovrebbero essere indirizzati a Rovigo".
Leggi l'articolo.
23 settembre 2011
L'ospedale di Trecenta in gabbia
fonte: http://rovigooggi.it/articolo/2011-09-21/l-ospedale-di-trecenta-in-gabbia/
SANITA' ROVIGO La Regione Venete prevede 10 milioni di euro in meno per l'Ulss 18. I sindaci dell'altopolesine gridano allo scandalo e pretendono tutela da Luca Coletto assessore regionale
La Regione Veneto prepara un piano di rientro per 10 milioni di euro all’ulss18 di Rovigo (leggi articolo ). I sindaci dell’altopolesine fanno quadrato e pretendono delle garanzia di servizio dall’assessore regionale Luca Coletto. Per Antonio Laruccia, sindaco di Trecenta, il San Luca è passato da ospedale di rete ad ospedale in gabbia. Il leghista Cristiano Corazzari si fa garante delle promesse della Regione. Muaro Mainardi: "Le peculiarità del territorio andranno rimarcate".
Leggi tutto l'articolo su rovigooggi.it
SANITA' ROVIGO La Regione Venete prevede 10 milioni di euro in meno per l'Ulss 18. I sindaci dell'altopolesine gridano allo scandalo e pretendono tutela da Luca Coletto assessore regionale
La Regione Veneto prepara un piano di rientro per 10 milioni di euro all’ulss18 di Rovigo (leggi articolo ). I sindaci dell’altopolesine fanno quadrato e pretendono delle garanzia di servizio dall’assessore regionale Luca Coletto. Per Antonio Laruccia, sindaco di Trecenta, il San Luca è passato da ospedale di rete ad ospedale in gabbia. Il leghista Cristiano Corazzari si fa garante delle promesse della Regione. Muaro Mainardi: "Le peculiarità del territorio andranno rimarcate".
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11 settembre 2011
Sanità, un taglio da 850mila euro per l'Ulss n. 18
fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/rovigo/cronaca/2011/09/08/576903-sanita_taglio.shtml
L’allarme parte dalla Cgil, Benazzo: "Solo la politica può salvare il nostro ospedale Ma deve parlare chiaro, ecco come"
Rovigo, 7 settembre 2011 - L’UNICO MODO per salvare l’Ulss 18 è riconoscere le peculiarità del nostro territorio nero su bianco e l’unica che lo può fare è la politica. Torna sulla questione sanitaria Davide Benazzo, segretario della Cgil funzione pubblica, dopo la drastica riduzione del costo per il personale previsto dalla Regione Veneto per l’ospedale di Rovigo. «Partendo dal presupposto che l’Ulss 18 è costantemente sottofinanziato per 45 milioni di euro l’anno e nel 2010 il bilancio è stato chiuso a meno 35 milioni, dopo aver risparmiato 8 milioni di euro come richiesto dalla Regione stessa — premette in sindacalista — la delibera regionale di riparto 2011 che ad agosto ha assegnato i finanziamenti alle aziende sanitarie, prevede un taglio del costo per il personale di 850mila euro, poco meno del turn over di un anno per noi. In altre parole — precisa Benazzo — significa blocco delle assunzioni e, tanto per fare un esempio, non arriveranno i due tecnici di radiologia che mancano a Trecenta, il cui vuoto ora è riempito da personale di Rovigo». Senza contare che, a fronte di un finanziamento di circa 406 milioni di euro, pare sia già stato informalmente chiesto al direttore generale, Adriano Marcolongo, un risparmio di altri 10milioni di euro. «Impossibile da ottenere senza un taglio dei servizi — spiega Benazzo — allora, serve un atto politico: a che serve sbandierare 13 assunzioni se dopo tre mesi i fondi per il personale vengono tagliati? Per garantire i servizi serve personale, le due cose vanno di pari passo e, al di là delle butade, la politica deve chiarire che strada intende percorrere».
STESSO DISCORSO, secondo Benazzo, vale per le previsioni del nuovo piano sociosanitario regionale. «Il futuro ridimensionamento dell’ospedale di Rovigo è già scritto — precisa — e avrà ricadute sulle specialità, gli specialisti e il San Luca di Trecenta». In pratica, la razionalizzazione ospedaliera prevede solo cinque ospedali principali (hub), il cui bacino d’utenza arriva al milione di persone - in pratica, Padova, Verona, Venezia, Treviso e Vicenza - e una rete di aziende sanitarie di secondo livello (spoke) collegate ai primi e con molte meno specializzazioni. Il rischio di perdere specialità nelle quali sono state investite risorse consistenti negli ultimi anni, come neurochirurgia, otorinolaringoiatria, medicina nucleare, malattie infettive e nefrologia, sarebbe quindi più di una possibilità per il polesine. «Se la politica non riesce più a finanziare la sanità polesana, lo deve dire e noi saremo pronti a partecipare a qualsiasi tavolo per la riorganizzazione sanitaria — conclude Benazzo — ma per mantenere i servizi e le specialità che abbiamo sul territorio, c’è bisogno di un atto politico forte, deve essere messo nero su bianco che l’ospedale di Rovigo ha bisogno di garantire alcune specialità perchè copre un certo tipo di territorio. L’eventuale accorpamento con l’Ulss 19 di Adria — sottolinea il sindacalista, d’accordo con Marcolongo — non è la panacea, anzi, mantenendo Adria, se non altro, si garantisce la sopravvivenza all’ospedale che, altrimenti, potrebbe fare la fine di Trecenta».
L’allarme parte dalla Cgil, Benazzo: "Solo la politica può salvare il nostro ospedale Ma deve parlare chiaro, ecco come"
Rovigo, 7 settembre 2011 - L’UNICO MODO per salvare l’Ulss 18 è riconoscere le peculiarità del nostro territorio nero su bianco e l’unica che lo può fare è la politica. Torna sulla questione sanitaria Davide Benazzo, segretario della Cgil funzione pubblica, dopo la drastica riduzione del costo per il personale previsto dalla Regione Veneto per l’ospedale di Rovigo. «Partendo dal presupposto che l’Ulss 18 è costantemente sottofinanziato per 45 milioni di euro l’anno e nel 2010 il bilancio è stato chiuso a meno 35 milioni, dopo aver risparmiato 8 milioni di euro come richiesto dalla Regione stessa — premette in sindacalista — la delibera regionale di riparto 2011 che ad agosto ha assegnato i finanziamenti alle aziende sanitarie, prevede un taglio del costo per il personale di 850mila euro, poco meno del turn over di un anno per noi. In altre parole — precisa Benazzo — significa blocco delle assunzioni e, tanto per fare un esempio, non arriveranno i due tecnici di radiologia che mancano a Trecenta, il cui vuoto ora è riempito da personale di Rovigo». Senza contare che, a fronte di un finanziamento di circa 406 milioni di euro, pare sia già stato informalmente chiesto al direttore generale, Adriano Marcolongo, un risparmio di altri 10milioni di euro. «Impossibile da ottenere senza un taglio dei servizi — spiega Benazzo — allora, serve un atto politico: a che serve sbandierare 13 assunzioni se dopo tre mesi i fondi per il personale vengono tagliati? Per garantire i servizi serve personale, le due cose vanno di pari passo e, al di là delle butade, la politica deve chiarire che strada intende percorrere».
STESSO DISCORSO, secondo Benazzo, vale per le previsioni del nuovo piano sociosanitario regionale. «Il futuro ridimensionamento dell’ospedale di Rovigo è già scritto — precisa — e avrà ricadute sulle specialità, gli specialisti e il San Luca di Trecenta». In pratica, la razionalizzazione ospedaliera prevede solo cinque ospedali principali (hub), il cui bacino d’utenza arriva al milione di persone - in pratica, Padova, Verona, Venezia, Treviso e Vicenza - e una rete di aziende sanitarie di secondo livello (spoke) collegate ai primi e con molte meno specializzazioni. Il rischio di perdere specialità nelle quali sono state investite risorse consistenti negli ultimi anni, come neurochirurgia, otorinolaringoiatria, medicina nucleare, malattie infettive e nefrologia, sarebbe quindi più di una possibilità per il polesine. «Se la politica non riesce più a finanziare la sanità polesana, lo deve dire e noi saremo pronti a partecipare a qualsiasi tavolo per la riorganizzazione sanitaria — conclude Benazzo — ma per mantenere i servizi e le specialità che abbiamo sul territorio, c’è bisogno di un atto politico forte, deve essere messo nero su bianco che l’ospedale di Rovigo ha bisogno di garantire alcune specialità perchè copre un certo tipo di territorio. L’eventuale accorpamento con l’Ulss 19 di Adria — sottolinea il sindacalista, d’accordo con Marcolongo — non è la panacea, anzi, mantenendo Adria, se non altro, si garantisce la sopravvivenza all’ospedale che, altrimenti, potrebbe fare la fine di Trecenta».
05 settembre 2011
Castelmassa, all’ospedale fuori provincia? Sempre più difficile
La piccola odissea di Tullio Boschini, 64 anni, per un'ecografia addominale
Rovigo, 31 agosto 2011 - Andare all’ospedale può diventare un’impresa ardua, soprattutto se, per evitare lunghe liste d’attesa, si cerca di andare fuori provincia. Ne sa qualcosa Tullio Boschini, 64 anni, la cui piccola odissea per un’ecografia addominale, per fortuna, ha un lieto fine ma fa capire quanto anche gli ospedali pubblici, in tempi di tagli, cerchino di razionalizzare il più possibile le poche risorse rimaste a favore dei ‘propri’ pazienti. Dunque, all’inizio di agosto, Boschini aveva bisogno di prenotare un’ecografia entro novembre, per andare ad una visita specialistica.
«Ho chiamato il punto sanità di Castelmassa per un appuntamento a Trecenta e c’era posto il 22 febbraio 2012», racconta il paziente. La soluzione più facile sarebbe stata rivolgersi ad una struttura privata convenzionata con l’Ulss. «L’ho fatto in passato — precisa Boschini — ma hanno sbagliato la diagnosi e da allora ho deciso di rivolgermi sempre al pubblico». Così, ha chiamato il cup dell’ospedale di Legnago a cui spesso si rivolgono molti altopolesani. «L’operatore mi ha dato un appuntamento per ottobre, quando ha capito che non ero della provincia di Verona, voleva togliermelo — confida Boschini, sbigottito — a quel punto mi sono arrabbiato e gli ho detto che avrei reclamato e sarei andato fino in fondo, così ha cambiato idea e mi ha fissato l’appuntamento per quella visita».
Un chiaro esempio di una prassi non scritta secondo la quale l’ospedale pubblico cerca di dare la precedenza ai residenti del suo territorio per rispettare le tempistiche. «E più si allunga la fila, più le persone sono costrette a rivolgersi ai privati — afferma il vicepresidente della Provincia, Guglielmo Brusco, interpellato da Boschini sulla situazione — questo è il motivo per cui dobbiamo difendere l’ospedale di Trecenta: non è così scontato che al bisogno i cittadini altopolesani siano accolti in ospedali fuori provincia». D’altra parte, l’indebolimento del San Luca, in alcuni casi, costringe le persone a rivolgersi altrove. E’ il caso di un’anziana signora di Bergantino che, qualche settimana fa, per una visita oculistica urgente ha dovuto farsi accompagnare il tre ospedali: Trecenta, Pieve di Coriano e Legnago, l’unico, alla fine, attrezzato per il pronto soccorso oculistico.
fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/rovigo/cronaca/2011/08/31/572493-castelmassa_ospedale_fuori_provincia_sempre_difficile.shtml
Rovigo, 31 agosto 2011 - Andare all’ospedale può diventare un’impresa ardua, soprattutto se, per evitare lunghe liste d’attesa, si cerca di andare fuori provincia. Ne sa qualcosa Tullio Boschini, 64 anni, la cui piccola odissea per un’ecografia addominale, per fortuna, ha un lieto fine ma fa capire quanto anche gli ospedali pubblici, in tempi di tagli, cerchino di razionalizzare il più possibile le poche risorse rimaste a favore dei ‘propri’ pazienti. Dunque, all’inizio di agosto, Boschini aveva bisogno di prenotare un’ecografia entro novembre, per andare ad una visita specialistica.
«Ho chiamato il punto sanità di Castelmassa per un appuntamento a Trecenta e c’era posto il 22 febbraio 2012», racconta il paziente. La soluzione più facile sarebbe stata rivolgersi ad una struttura privata convenzionata con l’Ulss. «L’ho fatto in passato — precisa Boschini — ma hanno sbagliato la diagnosi e da allora ho deciso di rivolgermi sempre al pubblico». Così, ha chiamato il cup dell’ospedale di Legnago a cui spesso si rivolgono molti altopolesani. «L’operatore mi ha dato un appuntamento per ottobre, quando ha capito che non ero della provincia di Verona, voleva togliermelo — confida Boschini, sbigottito — a quel punto mi sono arrabbiato e gli ho detto che avrei reclamato e sarei andato fino in fondo, così ha cambiato idea e mi ha fissato l’appuntamento per quella visita».
Un chiaro esempio di una prassi non scritta secondo la quale l’ospedale pubblico cerca di dare la precedenza ai residenti del suo territorio per rispettare le tempistiche. «E più si allunga la fila, più le persone sono costrette a rivolgersi ai privati — afferma il vicepresidente della Provincia, Guglielmo Brusco, interpellato da Boschini sulla situazione — questo è il motivo per cui dobbiamo difendere l’ospedale di Trecenta: non è così scontato che al bisogno i cittadini altopolesani siano accolti in ospedali fuori provincia». D’altra parte, l’indebolimento del San Luca, in alcuni casi, costringe le persone a rivolgersi altrove. E’ il caso di un’anziana signora di Bergantino che, qualche settimana fa, per una visita oculistica urgente ha dovuto farsi accompagnare il tre ospedali: Trecenta, Pieve di Coriano e Legnago, l’unico, alla fine, attrezzato per il pronto soccorso oculistico.
fonte: http://www.ilrestodelcarlino.it/rovigo/cronaca/2011/08/31/572493-castelmassa_ospedale_fuori_provincia_sempre_difficile.shtml
13 agosto 2011
Politica unita a difesa dell’ospedale
fonte: la Voce di Rovigo
link: http://www.lavoce-nuova.it/medio-alto-polesine/2011-08-05/politica-unita-difesa-dell%E2%80%99ospedale
data: 05-08-2011
TRECENTA San Luca: affollata riunione tra sindaci altopolesani e rappresentanti regionali
Politica unita a difesa dell’ospedale. Isi Coppola ottimista: “A Venezia con le idee chiare”. Visentini invoca un documento comune.
Leggi l'articolo
link: http://www.lavoce-nuova.it/medio-alto-polesine/2011-08-05/politica-unita-difesa-dell%E2%80%99ospedale
data: 05-08-2011
TRECENTA San Luca: affollata riunione tra sindaci altopolesani e rappresentanti regionali
Politica unita a difesa dell’ospedale. Isi Coppola ottimista: “A Venezia con le idee chiare”. Visentini invoca un documento comune.
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30 luglio 2011
L'ospedale non verrà declassato, fusione con Adria all'orizzonte
SANITA' REGIONE VENETO Il direttore generale dell'Ulss 18 di Rovigo Adriano Marcolongo commenta il Piano socio sanitario 2012-14 che deve passare in Consiglio regionale
Per Adriano Marcolongo, dg dell'Ulss 18, l'ospedale di Rovigo non subirà nessun declassamento con l'applicazione del Piano socio sanitario veneto, anzi sarà il punto di riferimento per Adria e Trecenta. Quasi sicuramente in futuro ci sarà l'accorpamento tra l'ulss 18 e l'ulss 19
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Leggi l'articolo su: http://www.rovigooggi.it/articolo/2011-07-30/l-ospedale-non-verra-declassato-ma-la-fusione-e-all-orizzonte/
Per Adriano Marcolongo, dg dell'Ulss 18, l'ospedale di Rovigo non subirà nessun declassamento con l'applicazione del Piano socio sanitario veneto, anzi sarà il punto di riferimento per Adria e Trecenta. Quasi sicuramente in futuro ci sarà l'accorpamento tra l'ulss 18 e l'ulss 19
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Leggi l'articolo su: http://www.rovigooggi.it/articolo/2011-07-30/l-ospedale-non-verra-declassato-ma-la-fusione-e-all-orizzonte/
25 luglio 2011
Sanità privata convenzionata: incentivi più consistenti dei risparmi
Circa 200 milioni erogati in questo modo.
Per ogni ricovero le cliniche private convenzionate ricevono dalla regione il pagamento della prestazione. Nell'intento di diminuire questo tipo di spesa la regione Veneto ha stabilito, con una delibera del 2007, una sorta di premio per quelle che avessero contenuto i ricoveri al di sotto di quelli effettuati nel 2005.
Bene! Verrebbe da dire. Ma a conti fatti non è così. Dai calcoli dell'assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco, vice presidente dell'amministrazione provinciale di Rovigo, gli 'incentivi' alla riduzione dei ricoveri sono stati superiori a quanto le Ulss avrebbero dovuto sborsare a fronte di ricoveri realmente avvenuti. Una 'genialata' davvero incomprensibile.
Invito a guardare il video del servizio che ne ha fatto il TG Regionale del 17/07/2011.
Buona visione.
08 luglio 2011
Agcom: non censurare internet!
fonte: http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?copy
Il governo ha lanciato un nuovo attacco alla libertà di accesso all'informazione, e oggi un organo amministrativo sconosciuto ai più potrebbe ricevere poteri enormi per censurare internet.
L’Autorità per le comunicazioni, un organo di nomina politica, sta per votare un meccanismo che potrebbe perfino portare alla chiusura di qualunque sito internet straniero - da Wikileaks a Youtube ad Avaaz! - in modo arbitrario e senza alcun controllo giudiziario. Gli esperti hanno già denunciato l’incostituzionalità della regolamentazione, ma soltanto una valanga di proteste dell’opinione pubblica può fermare questo nuovo assalto alle nostre libertà democratiche.
Non c'è tempo da perdere. Oggi l'Autorità voterà la delibera, e se insieme costruiremo un appello pubblico enorme contro la censura su internet potremo fare la differenza. Inondiamo i membri dell'Autorità di messaggi per chiedere di respingere la regolamentazione e preservare così il nostro diritto ad accedere all’informazione su internet. Agisci ora e inoltra l'appello a tutti!
Aggiornamento: 8 Luglio 2011
L'Agcom ha appena pubblicato la bozza di delibera: nonostante alcuni cambiamenti apportati grazie alla nostra mobilitazione incredibile, persistono gravissimi limiti alla libertà di informazione su internet. Ci rimangono 60 giorni a partire da oggi prima che la delibera diventi esecutiva: inondiamo l'Autorità di messaggi per fermare il bavaglio a internet!
Per firmare l'appello clicca il seguente link: http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?copy
Il governo ha lanciato un nuovo attacco alla libertà di accesso all'informazione, e oggi un organo amministrativo sconosciuto ai più potrebbe ricevere poteri enormi per censurare internet.
L’Autorità per le comunicazioni, un organo di nomina politica, sta per votare un meccanismo che potrebbe perfino portare alla chiusura di qualunque sito internet straniero - da Wikileaks a Youtube ad Avaaz! - in modo arbitrario e senza alcun controllo giudiziario. Gli esperti hanno già denunciato l’incostituzionalità della regolamentazione, ma soltanto una valanga di proteste dell’opinione pubblica può fermare questo nuovo assalto alle nostre libertà democratiche.
Non c'è tempo da perdere. Oggi l'Autorità voterà la delibera, e se insieme costruiremo un appello pubblico enorme contro la censura su internet potremo fare la differenza. Inondiamo i membri dell'Autorità di messaggi per chiedere di respingere la regolamentazione e preservare così il nostro diritto ad accedere all’informazione su internet. Agisci ora e inoltra l'appello a tutti!
Aggiornamento: 8 Luglio 2011
L'Agcom ha appena pubblicato la bozza di delibera: nonostante alcuni cambiamenti apportati grazie alla nostra mobilitazione incredibile, persistono gravissimi limiti alla libertà di informazione su internet. Ci rimangono 60 giorni a partire da oggi prima che la delibera diventi esecutiva: inondiamo l'Autorità di messaggi per fermare il bavaglio a internet!
Per firmare l'appello clicca il seguente link: http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?copy
06 giugno 2011
Sul San Luca bisogna fare catenaccio
A Castelguglielmo, mercoledì sera, si è parlato del "San Luca".
Le diapositive scorrono sullo schermo e mostrano la decimazione di reparti, servizi e personale che è stata attuata sull'ospedale di Trecenta dal 2002 a marzo del 2011.
E' notizia di questi giorni la "chiusura per ferie" dell'ambulatorio oncologico. I pazienti dovranno rivolgersi all'ospedale di Rovigo. Nessun problema per il direttore generale dell'Ulss 18!
E' ora di dire basta! Basta ai taglieggiamenti alle funzionalità dell'ospedale, basta nascondere i problemi, basta con la riduzione di posti letto.
Dopo il consiglio comunale aperto di Trecenta, nello scorso mese di marzo, tutti i responsabili regionali si sono sbracciati a rassicurare che "l'ospedale non chiude". Ma questo non è sufficiente! Non ci devono dire SOLO che non chiude ma si devono IMPEGNARE affinché non perda altri pezzi.
La storia del San Luca è zeppa di rassicurazioni, politiche e manageriali, eppure siamo a questo punto.
Per salvare l'ospedale di Trecenta bisogna fare "catenaccio". Prendo in prestito questa espressione calcistica, che indica una squadra che si chiude in difesa, che blocca ogni iniziativa degli avversari, perché rende bene l'atteggiamento da prendere. Dal San Luca non si porta più via niente, non si sospende più nulla. Si fa catenaccio.
La squadra la immagino formata da sindaci, associazioni, sindacati, pazienti, da tutti i cittadini dell'altopolesine.
A Trecenta, a quel consiglio comunale aperto sul San Luca, cinquecento persone hanno riempito il teatro sede della manifestazione. E allora che i sindaci ci chiamino ancora e ancora, per fare squadra e per meglio difendere l'ospedale.
Le diapositive scorrono sullo schermo e mostrano la decimazione di reparti, servizi e personale che è stata attuata sull'ospedale di Trecenta dal 2002 a marzo del 2011.
E' notizia di questi giorni la "chiusura per ferie" dell'ambulatorio oncologico. I pazienti dovranno rivolgersi all'ospedale di Rovigo. Nessun problema per il direttore generale dell'Ulss 18!
E' ora di dire basta! Basta ai taglieggiamenti alle funzionalità dell'ospedale, basta nascondere i problemi, basta con la riduzione di posti letto.
Dopo il consiglio comunale aperto di Trecenta, nello scorso mese di marzo, tutti i responsabili regionali si sono sbracciati a rassicurare che "l'ospedale non chiude". Ma questo non è sufficiente! Non ci devono dire SOLO che non chiude ma si devono IMPEGNARE affinché non perda altri pezzi.
La storia del San Luca è zeppa di rassicurazioni, politiche e manageriali, eppure siamo a questo punto.
Per salvare l'ospedale di Trecenta bisogna fare "catenaccio". Prendo in prestito questa espressione calcistica, che indica una squadra che si chiude in difesa, che blocca ogni iniziativa degli avversari, perché rende bene l'atteggiamento da prendere. Dal San Luca non si porta più via niente, non si sospende più nulla. Si fa catenaccio.
La squadra la immagino formata da sindaci, associazioni, sindacati, pazienti, da tutti i cittadini dell'altopolesine.
A Trecenta, a quel consiglio comunale aperto sul San Luca, cinquecento persone hanno riempito il teatro sede della manifestazione. E allora che i sindaci ci chiamino ancora e ancora, per fare squadra e per meglio difendere l'ospedale.
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