28.2.09
Assistenza domiciliare integrata: ripristinate le forniture ai pazienti
A quanto pare si è tratto quindi di una carenza di disponibilità economica di fine anno. Ma perché non dirlo? Per non fare brutta figura? Certo che anche così non mi pare che l'immagine dell'azienda Ulss 18 sia stata splendida. Meglio sarebbe stato ammettere le proprie difficoltà.
La vicenda si è dunque conclusa bene ma merita tuttavia qualche considerazione.
Sul problema, di stretta competenza della conferenza dei sindaci, il presidente della stessa non ha mosso un dito (non vedo, non sento, non parlo). Ma non si è saputo di nessun intervento da parte dei comuni dell'Ulss. Nessun sindaco e nessun assessore comunale hanno ritenuto di prendere in mano il problema. Le sole voci che abbiamo sentito sono state quelle dell'assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco, Rifondazione Comunista, e quelle di Giuliana Gulmanelli e di Diego Crivellari, del Partito Democratico.
Se in occasione della chiusura del reparto di riabilitazione pneumologica dell'ospedale San Luca di Trecenta 14 consigli comunali hanno approvato documenti contrari alla decisione dell'Ulss, questa volta nessuno è intervenuto. Allora numerosi amministratori comunali hanno fatto sentire la loro voce, ora nessuna dichiarazione. Eppure la riduzione delle forniture ai pazienti in Adi è stata attuata dall'Ulss in evidente contrasto col piano locale per la domiciliarità che tutti i Comuni hanno approvato, nei rispettivi consigli, all'inizio del 2007.
Insomma, la situazione si è risolta senza che gran parte della politica locale se ne sia occupata.
Per ottenere una selezione dei post che hanno trattato l'argomento, clicca sull'etichetta adi, qui a lato.
16.2.09
Bonus famiglie: prorogati i tempi per presentare la domanda
Maggiori informazioni sul sito del governo ( clicca qui ) dove potrai consultare un completo dossier informativo e la relativa modulistica.
8.2.09
Veneto: strani concorsi, dirigenti furbacchioni e sprechi sanitari
Leggi l'articolo Veneto: strani concorsi, dirigenti furbacchioni e sprechi sanitari...all'ombra di Tosi, Galan e della sorella Valentina
7.1.09
In un anno oltre due milioni spesi in consulenze esterne
Nel dossier Brunetta tutti i nomi e i compensi assegnati dall’azienda sanitaria Ulss 18. Finiti nelle tasche di un giornalista oltre 121mila euro in 11 mesi
Rovigo, 7 gennaio 2009
Due milioni e 200mila euro spesi, nel 2007, per incarichi affidati ai consulenti e collaboratori esterni. Più di quattro miliardi delle vecchie lire: è questa la cifra spesa dall’Ulss 18, secondo i dati del dossier Brunetta. Di queste consulenze esterne, alcune sono davvero costosissime: ad esempio il giornalista Enrico Bossan ha incassato oltre 121mila euro per attività di comunicazione e informazione nei mesi che vanno da febbraio a dicembre 2007.
Leggi l'articolo sul sito del Resto del Carlino
Leggi anche, sempre dallo stesso sito:
IL DOSSIER Ispezioni e conti al setaccio, l'azienda nel mirino
E poi tagliano il materiale sanitario ai pazienti in assistenza domiciliare integrata. Non dico altro.
4.1.09
Bonus straordinario per le famiglie
Per motivi economici può essere ottenuto solo da famiglie vicine alla soglia di povertà.
Le domande vanno presentate entro il 31 gennaio 2009.
Segnalo un utilissimo opuscolo, messo a punto dalla Cgil del Veneto, che illustra in maniera sintetica e pratica il D.L. 29.11.2008 n. 185 "Misure urgenti per il sostegno a famiglie...".
Particolare attenzione va dedicata alle istruzioni contenute alle pp. 8 e 9 alla voce "Bonus Straordinario per le famiglie" art. 1.
Il Governo dovrebbe emanare in questi giorni le istruzioni operative (modulistica, procedure, ecc.). per la richiesta del Bonus.
E' opportuno consultare subito il proprio Centro di assistenza fiscale perché le domande vanno presentate entro il 31 gennaio 2009.
Bonus per le forniture di energia
Può essere richiesto per disagio economico e/o per disagio fisico. Possono essere cumulabili.
Per ottenere il bonus relativo al 2008 occorre presentare la domanda entro il 31 marzo 2009. La trafila è un po' complessa: meglio mettersi in moto subito.
Il bonus per le forniture di energia elettrica e gas può essere richiesto anche per il solo disagio fisico (gravi problemi di salute che costringono un familiare all'uso di apparecchiature salvavita). Inoltre, i due bonus, quello per disagio economico e quello per disagio fisico, sono comulabili.
Tutte le informazioni e la modulistica necessaria è pubblicata sul sito dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas[Vai al contenuto]
Le domande si presentano presso i Comuni di residenza, dove sarà possibile ottenere tutte le delucidazioni del caso.
25.12.08
Da non perdere l'ultimo numero de l'Espresso
DA NON PERDERE.
24.12.08
Ignorato dall'Ulss il Piano locale per la domiciliarità
I compiti affidati all'Ulss dal Piano locale per la domiciliarità sono chiari. Invito tutti gli interessati a scaricare il documento direttamente dal sito dell'Ulss e a verificarne i contenuti.
Collegarsi alla home page a questo indirizzo (basta cliccarci sopra): http://www.azisanrovigo.it/
Cercare in basso a destra il link Conferenza dei Sindaci e cliccarci sopra. Scorrere fino in fondo la nuova pagina dove è prevista la sezione Documenti scaricabili: l'ultimo riguarda il Piano locale domiciliarità. A questo punto basta fare clic sul titolo e viene scaricato un file in pdf che si può salvare o leggere direttamente.
Sono 98 pagine. La parte che ci interessa è la 7.1 Interventi erogati a domicilio e di supporto alla famiglia dove si parla di:
7.1.2 ADI – Assistenza Domiciliare Integrata a pagina 50.
Il capitolo è tutto da leggere ma a pagina 54 c'è la dimostrazione che l'Ulss non può unilateralmente ridurre i propri impegni. Si veda appunto l'art. 9:
Art. 9 Interventi e prestazioni che rientrano nell’ADI e Ente cui competono
Tra le voci di competenza Ulss troviamo, ad esempio:
- Prelievi ematochimici (in persone non dembulanti)
- Medicazioni: - chirurgiche - decubiti - dermatologiche/oncologiche
- Terapia infusiva reidratante
- Gestione Peg
- Programmi educativi diretti alla prevenzione e alla gestione dei presidi
- Visite domiciliari infermieri ADI
- Partecipazione alle UVMD
- Assistenza non specialistica di supporto
varie altre cose, ma soprattutto:
Fornitura e consegna materiale sanitario, farmaci, presidi per la nutrizione ove previsto.
Quindi non solo presidi e farmaci ma anche materiale sanitario (che, tra l'altro, dovrebbe essere recapitato a casa mentre, invece, tutti o quasi se lo vanno a prendere al San Luca). Tra il materiale sanitario è da considerare tutto ciò che hanno tolto o ridotto ai pazienti in assistenza domiciliare, a partire dallo scorso mese di novembre.
Il piano è stato approvato dalla Conferenza dei Sindaci e ratificato dai consigli dei comuni dell'Ulss. Si rifletta perciò sul fatto che ora l'Ulss non può, unilateralmente, senza alcuna concertazione coi comuni, stabilire "linee guida" o "protocolli" che siano in aperto contrasto con lo strumento di pianificazione approvato.
23.12.08
Assistenza domiciliare, non facciamoci prendere per il naso
Una procedura illegittima anche dal punto di vista amministrativo: nessuno ha ricevuto una comunicazione di avvio del procedimento (legge 241/1990).
Resistere, resistere, resistere.
Gli schizzettoni (siringhe da 50 o 100 cc per l’alimentazione via Peg) scarseggiano, così come altro materiale per la cura di mia moglie, in regime di Adi-Med (assistenza domiciliare integrata medicalizzata). Queste siringhe, del costo di poche decine di centesimi, sono tra il materiale che scarseggia e che, da novembre 2008, viene erogata in misura insufficiente alle famiglie che assistono i propri congiunti a casa.
Telefono all’assistenza infermieristica per anticipare la mia richiesta. Subito mi viene opposto un fantomatico elenco approvato da un indefinito ‘medico responsabile’. E’ una favoletta che non sta in piedi, per un semplice motivo: il medico di famiglia, cioè colui che ha la responsabilità più diretta della gestione del paziente in Adi, non è stato assolutamente sentito. Men che meno è stata convocata l’unità di valutazione multidisciplinare che ha, tra i propri scopi, la definizione delle cure e delle necessità domiciliari.
Pertanto, non facciamoci impressionare: l’elenco di cui ci parlano per tentare di farci digerire questa vessazione, NON HA ALCUNA VALIDITA’.
Le procedure che l’Ulss sta attuando sono irregolari anche dal punto di vista amministrativo (legge n. 241/1990). Una pubblica amministrazione, quale è l’Ulss, deve informare per iscritto, mediante una comunicazione di avvio del procedimento, ogni provvedimento che intenda attuare a carico di una persona direttamente coinvolta. E questo non è avvenuto.
La situazione è difficile. Anziché aiutarci ad assistere i nostri familiari, da un po’ di tempo a questa parte, si cerca di ostacolare, coscientemente o meno, l’attività di assistenza a domicilio.
Dobbiamo resistere! Non dobbiamo accettare questo ultimi provvedimenti. Dobbiamo continuare a informare l’opinione pubblica delle ingiustizie che si stanno compiendo.
Resistere, resistere, resistere.
21.12.08
20.12.08
«Fatemi dare da mangiare a mia figlia»: si incatena
Impressiona la risposta che avrebbe ricevuto dal responsabile del servizio dell'Ulss 18: "date pure venti schizzettoni a questa poveretta". Mi chiedo se questa è la persona giusta al posto giusto.
----inizio documento
Il Gazzettino, sabato 20 dicembre 2008
Clamoroso gesto di una donna che ieri mattina si è legata all’interno dell’ospedale San Luca
Si è incatenata in ospedale a Trecenta, al maniglione antipanico della porta di fronte del servizio assistenza domiciliare, perchè non volevano fornirle gli strumenti con i quali dare da mangiare alla figlia cerebrolesa. Una protesta estrema. Di una madre coraggio, Alba Barca, 65 anni di Occhiobello, premiata proprio ieri sera come cittadina dell’anno del suo paese per l’impegno nel volontariato e nella dedizione a Greta, che assiste da quando è nata, 44 anni fa. Una protesta durata pochi minuti, ma efficace. Il tempo che alcuni medici la invitassero a sciogliere la catena e ad accomodarsi nell’ufficio di Stefano Romagnoli, il primario dell’Adi (assistenza domiciliare), dove affrontandolo a muso duro ha ottenuto l’obiettivo. Gli hanno dato gli "schizettoni". Le siringhe da 50 centilitri usate per inserire il cibo frullato nella "peg", un’apertura praticata sulla pancia attraverso la quale Greta si nutre.
«Ne serve una al giorno di siringhe - racconta la signora Barca - Me ne avevano date solo quindici e non arrivavo a fine mese. Dopo la protesta di oggi Romagnoli ha detto al suo assistente "dia pure venti schizzettoni a questa poveretta", in tono di compatimento nei miei confronti. So che ora me la farà pagare, come tutte le altre volte che io e altre famiglie siamo andate contro a quello che lui riteneva opportuno. Ma non m’importa. Io combatto per poter alimentare mia figlia come credo sia meglio per lei e sono disposta tutto. Come vede, anche a incatenarmi».
Secondo il racconto di Alba Barca, che anche ieri come sempre ha ricevuto il sostegno e la solidarietà dell’assessore provinciale Guglielmo Brusco, la questione degli "schizettoni" negati è legata a un nuovo metodo di alimentazione che i medici dell’assistenza domiciliare dell’Ulss 18 vogliono imporle sostituendo il suo, perchè ritenuto più efficace e all’avanguardia.
«Sarà anche così non discuto - continua Alba - Ma quando l’ho provato Greta ha sempre avuto forti attacchi di dissenteria. Con la verdura, la frutta, la carne frullata, il latte e biscotti che gli preparo io da nove anni, da quando cioè è costretta ad alimentarsi così, non ci sono mai stati problemi. Lei mangia tutto quello che mangiamo noi. Insieme a noi in cucina e non sbattuta in un angolo con un flebo addosso. Un aspetto importante anche questo. Ma l’Ulss non intende più passarci le sirighe, se continuo ad alimentarla come abbiamo sempre fatto». Salvo cedere, se una madre coraggio s’incatena dentro all’ospedale.
Ivan Malfatto
----fine documento
----inizio documento
Il Resto del Carlino, 20 dicembre 2008
LA PROTESTA A TRECENTA
Disperata, si incatena la madre di una disabile
Con i tagli alla sanità la ragazza dovrà essere alimentata diversamente rispetto a prima, con sacche di nutrimento chimico che - dice la mamma - non verranno sopportate dalla giovane
L’aveva promesso l’altro ieri davanti ai giornalisti e ha mantenuto la parola. Alba Barca, madre di una ragazza disabile, ieri si è incatenata al maniglione della porta antipanico, nell’atrio dell’ospedale di Trecenta, dove ha sede il servizio di assistenza domiciliare (Adi) dell’Asl, per protestare contro i tagli che recentemente hanno colpito il servizio.
Il tutto non è durato più di dieci minuti, perchè più che tempestivo è stato l’intervento del responsabile della Soc Assistenza primaria Stefano Romagnoli, che ha dato ordine agli operatori di ‘liberare’ la signora e si è appartato con lei nel primo ambulatorio libero, per risolvere la questione.
"Mia figlia si alimenta da nove anni tramite peg (una valvola collegata allo stomaco, attaraverso la quale passa il cibo, tramite l’uso di apposite siringhe, chiamate schizzettoni, ndr) — aveva spiegato Alba Barca l’altro ieri, nel corso di una conferenza stampa nel palazzo della Provincia di Rovigo, organizzata dall’assessore Brusco per dar voce alle rimostranze di alcuni genitori di ragazzi disabili — e in tutto questo tempo le ho preparato io i pasti, chiedendo all’Asl solo gli schizzettoni necessari per l’introduzione del cibo, al posto dei quali ora mi si vogliono propinare sacche di nutrimento chimico che oltre a costare di più al servizio pubblico, non sono tollerati dall’organismo di mia figlia. Domani (ieri per chi legge, ndr) farò la mia richiesta al S. Luca e se non mi ascolteranno mi incatenerò".
E così Alba ha fatto, con una catena di 4 metri, che le è costata i rimproveri del primario ma le è valsa la consegna di 20 schizzettoni per nutrire la figlia, con i quali potrà tirare avanti un mese. "Mi auguro che per gli altri familiari di disabili tutto ciò non sia necessario, per essere ascoltati — commenta l’assessore provinciale alla Sanità, Guglielmo Brusco — e vorrei esortare chi gestisce il denaro della sanità pubblica, anche a livello regionale, a prestare più attenzione alle sofferenze delle persone, per impedire che la disperazione le induca ad altri gesti estremi come questo".
di Milena Furini
----fine documento
18.12.08
Brusco: interrogativi sui tagli all'Ulss 18

Dal sito dell'Amministrazione provinciale
L’assessore provinciale alla Sanità Guglielmo Brusco ha reso noto, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Celio, che il 25 novembre il direttore dell’Asl 18 Marcolongo ha scritto ai primari, invitandoli a rinviare all’anno prossimo attività che possono generare nuovi costi e verificare fin d’ora la possibilità di economie.
Per l’assessore Brusco “fermo restando che almeno a parole si dice di non fermare costi legati ad eventi di urgenza o servizi sanitari essenziali, chiedo anche all’assessore regionale al Bilancio Coppola se sono credibili questi tagli dopo che a Marcolongo è stato consentito di accumulare in 5 anni deficit per 216 milioni di euro, ed è stato premiato, con questi risultati economici, con decine di migliaia di euro di incentivo”.
“Come mai - ha proseguito Brusco - non si avvia l’ambulatorio fisiatrico che all’Asl 19 è invece già partito? Cosa può dirci il direttore sociale Poiré? Perché arrivano voci sempre più preoccupanti da neuropsichiatria infantile? Dove sono finiti i fisioterapisti di questo servizio? E dove finiranno le logopediste? Perché l’orario sportello Adl Rovigo è 12,30 invece di 17,30? Perché non vengono forniti a sufficienza guanti, pomate ed ausilii vari”.
Poi quattro genitori di ragazzi disabili che hanno raccontato alcune traversie, dovute, a loro dire, a carenze nei servizi a domicilio.
6.12.08
Il taglio ai presidi Ulss costerà 200 euro al mese alle famiglie dei pazienti
I genitori di M. hanno chiesto alla propria farmacia un preventivo per la fornitura del materiale che non sarà più fornito, totalmente o parzialmente, dall’Adi.
Il conto fa impressione: € 199, 65 al mese.
Va notato che le famiglie dei pazienti in Adi già prima di questi tagli dovevano far ricorso alla farmacia per procurarsi tutta una serie di prodotti che l’Adi stessa non forniva. Questi 199,65 euro al mese sono quindi da considerare aggiuntivi, non certo la spesa complessiva.
I Comuni possono lasciare che questo accada?
Di seguito riporto le voci e i costi del preventivo.
----inizio documento
Materiale - costo unit. - q.tà - totale
- Siringoni da 100 ml (PEG) - € 4,00 - n. 10 - € 40,00
- Clisma da 120 ml - € 3,00 - n. 15 - € 45,00
- Sonde rettali - € 0,95 - n. 15 - € 14,25
- XPrep lassativo 75 ml - € 7,00 - n. 5 - € 35,00
- Guanti in polietilene (*) - € 2,00 - n. 3 - € 6,00
- Guanti in lattice (**) - € 10,00 - n. 1 - € 10,00
- Amuchina concentrata (***) - € 5,00 - n. 2 - € 10,00
- Pomata Luan - € 6,40 - n. 1 - € 6,40
- Garze cm 10 x 10, 8 strati - € 16,50 - n. 22 - € 33,00
TOTALE € 199,65
----fine documento
(*) sono guanti simili a quelli utilizzati nei supermercati per la frutta e verdura. (**) guanti ben aderenti, adatti alle medicazioni e alle operazioni di aspirazione. (***) da usare per la preparazione della soluzione al 5% in cui tenere immerso il sondino di aspirazione.
5.12.08
Sanità nell’Ulss 18, la risposta all’interpellanza del 21 novembre
Pertanto, l’amministrazione provinciale proporrà ai comuni di istituire e pubblicizzare a livello locale, in particolare nei comuni sede di Punti Sanità, appositi sportelli per la raccolta delle segnalazioni degli utenti dell’ASL 18. Inoltre, la provincia provvederà a ristrutturare la sezione sanità del proprio sito internet per metterlo a disposizione di cittadini e amministratori comunali.
Riporto di seguito, per esteso, la risposta dell’assessore.
----inizio documento
AL Capogruppo Consiliare Provinciale PD
Giuliana Gulmanelli
e p.c.
Al Presidente della Provincia
Al Presidente del Consiglio provinciale
Oggetto. Chiarimenti interpellanza sulla sanità nell’Ulss n° 18
Spett. Capogruppo,
ho letto con particolare interesse la Sua interpellanza che testimonia una particolare attenzione verso alcuni dei temi più scottanti della sanità polesana, in particolare per quella dell’ASL 18.
E’ infatti in questa Azienda Sanitaria che vengono segnalate le più grandi difficoltà da parte dell’utenza e degli operatori dipendenti.
E’ per questi motivi che l’Assessorato Provinciale alla Sanità segue molto da vicino l’evolversi della situazione che vede, numeri alla mano, diminuire per tanti servizi il ruolo del gestore pubblico, rispetto a quello dei gestori privati.
Perciò le posso assicurare che concordo perfettamente con la Sua analisi che vede con preoccupazione dispiegarsi una emorragia di professionisti che rischia di compromettere ancor più la quantità e la qualità dei servizi erogati dall’ASL 18.
Le partenze di professionisti come il Dr Navarro, il Dr. De Grandis, del Primario di Urologia, della D.ssa Palù preceduti ad esempio da quelli dei Dottori Raisi, Zonzin, Ronchin, Mari, Furlani, Fantinati, ecc. ecc. sono preoccupanti anche alla luce del fatto che oltre all’aspetto qualitativo, anche quello quantitativo desta molte preoccupazioni.
In questo senso infatti vanno presi con preoccupazione i dati che vedono il personale di alcuni settori essere in numero nettamente inferiore a quello previsto dalla stessa pianta organica al 31.12.2006, definita dallo stesso Dr. Marcolongo con riferimento al personale presente in data 1.5.2008.
A tale proposito fornisco solo alcuni dati dimostrativi di una situazione in grave sofferenza. Al 1° maggio 2008, rispetto ad una pianta organica prevista di 2.492 dipendenti, effettivamente in servizio ce n’erano 2.296 (- 196 – 7,8%). In particolare mancavano 57 medici, 5 veterinari, 46 operatori infermieristici, 14 tecnici sanitari e 9 della riabilitazione. Per questo motivo ho già chiesto nei mesi scorsi all’Assessore Regionale alla Sanità, un aumento di organico.
Finora comunque non ho ricevuto nessuna risposta.
Per il recupero dell’Ospedale San Luca, il punto certamente più debole della struttura ospedaliera dell’ASL 18 sono giusti i riferimenti da lei prodotti circa il tentativo di avanzare una proposta che rafforzasse l’area dei servizi ospedalieri in Alto Polesine. Addirittura le posso assicurare che prima della proposta di avere al San Luca almeno due dipartimenti (uno Medico e uno Chirurgico e dell’Urgenza) e il recupero di due primariati (Pronto Soccorso e Radiologia), grazie ad alcuni tecnici la prima proposta prevedeva almeno tre dipartimenti e nella forma più completa anche, analogamente a quanto previsto all’Ospedale di Adria, la richiesta di cinque dipartimenti. Tale proposta non fu accettata e si passò alla minimale concordata dai Sindaci dei Comuni dell’ASL 18, che però non ha prodotto granché di nuovo.
Continuano invece ad indebolirsi i servizi del San Luca che come Lei ha ben ricordato hanno perso oltre la vecchia Riabilitazione Pneumologica, visto indebolirsi il servizio di Oculistica oltre che una ulteriore contrazione delle sedute operatorie di Chirurgia Protesica, ecc…
Anche i servizi di Assistenza Domiciliare sono in difficoltà e le segnalazioni ricevute in questi ultimi tempi presentano una situazione che vede diminuire la consegna di materiali per l’assistenza dei pazienti e, in qualche caso anche le ore di presenza degli operatori mandati presso le famiglie dall’ASL 18.
Ha ragione poi nel lamentare un sistema di comunicazione verso l’esterno che, nonostante le ingenti spese sostenute dall’ASL 18 per campagne di informazione, non concede facile accesso a documenti come i decreti del Direttore Generale e i verbali delle riunioni della Conferenza dei Sindaci. Del resto se Lei pensa che, a me, in qualità di assessore provinciale, non vengono consegnati dati richiesti per proporre soluzioni a certi disagi per i cittadini (ad esempio quelli dei migranti per la riabilitazione cardiologica), rimandandomi beffardamente, per iscritto, alla lettura della prossima relazione Socio-Sanitaria dell’ASL 18, quale trasparenza pensa sia possibile avere con tale Dirigenza, supportata comunque sempre in modo molto deciso da autorevoli esponenti della Giunta Regionale del Veneto? Neanche i tempi d’attesa mi risulta siano pubblicati all’esterno dei centri di prenotazione!
Per questi ultimi motivi, come Lei ha così ben spiegato, concordo con le Sue proposte di chiedere ai comuni di istituire e pubblicizzare a livello locale, in particolare nei comuni sede di Punti Sanità, appositi sportelli per la raccolta delle segnalazioni degli utenti dell’ASL 18. Tali segnalazioni, come richiesto poi nel Suo secondo suggerimento, potrebbero essere trasmesse nello spazio Sanità già funzionante nel sito internet della Provincia di Rovigo, spazio che stiamo già pensando, proprio per un più diretto e ampio rapporto con la gente, di rafforzare.
Cordiali saluti e sempre disponibile per ulteriori chiarimenti e iniziative.
Brusco Guglielmo
----fine documento
4.12.08
«Ridate il lavoro alla Nike Kai Dike»
----inizio documento
Il Gazzettino, 4 dicembre 2008
BADIA - L’Ulss ha tagliato il contratto
Consiglio contro Marcolongo
L'intero consiglio comunale di Badia Polesine ha espresso solidarietà nei confronti della Coop Nike Kai Dike di Fiesso Umbertiano alla quale a fine anno l'Ulss 18 non rinnoverà più il contratto per il servizio di portantini (25 persone, 8 svantaggiate).
L'argomento è stato illustrato dall'assessore ai Servizi sociali Giulio Barbieri (An) che ha difeso le ragioni della Nike Kai Dike dicendosi amareggiato per la decisione dell'Ulss 18: «Ritengo che le istituzioni pubbliche debbano sforzarsi nell'incentivare le imprese cooperative ad aumentare i livelli occupazionali per favorire il circuito virtuoso al tempo stesso sociale e produttivo, perchè si fonda più sul lavoro che sull'assistenza pura e semplice. Chiedo a sindaco e consiglio comunale di farsi portavoce verso l'Ulss 18 e il suo direttore generale Adriano Marcolongo affinchè riveda le posizioni nei confronti della Nike Kai Dike».
Edo Boldrin (Pd) ha condiviso le valutazioni di Barbieri e si è associato alla richiesta; Giuseppe Romani (Udc) si è dichiarato disponibile a firmare un documento consiliare specifico sulla Nike Kai Dike; Giovanni Rossi (Fi della quota che sta all'opposizione) ha aggiunto: «Sono d'accordo con le valutazioni di Barbieri, ma non c'è da stupirsi per quello che sta succedendo visto che Marcolongo da cinque anni fa questo tipo di scelte: qualcuno si sta svegliando tardi!». Pierleopoldo Visentin (Fi di opposizione) ha chiuso: «Del problema Nike Kai Dike occorre investire l'assemblea dei sindaci».
Il sindaco ha ricevuto mandato dal Consiglio di agire per difendere la Nike Kai Dike, ma non si sa se qualcosa si muoverà. Un anno fa tutto il Consiglio aveva difeso il San Luca di Trecenta , ma la presa di posizione non ha avuto effetto. Se le premesse sono queste c'è da ritenere che tutto finirà in una bolla di sapone. E poi perchè Barbieri si è limitato a una comunicazione invece di predisporre un ordine del giorno che avrebbe avuto, dal punto di vista formale e istituzionale, più peso votato all'unanimità?
Paolo Aguzzoni
----fine documento
26.11.08
Consiglio provinciale, interpellanza sulla sanità nell’Ulss 18
Sul “San Luca” un anno di dibattito senza risultati. Le “false comunicazioni sociali” del direttore generale e le carenze della presidenza della conferenza dei sindaci. Informazione e trasparenza.
Il Pd propone l’istituzione di sportelli sulla sanità e la creazione di uno spazio web per sindaci e cittadini.
Importante iniziativa in consiglio provinciale. Giuliana Gulmanelli, capogruppo del Partito Democratico, ha presentato una interpellanza sulla sanità nell’Ulss 18.
Dal documento, che sarà discusso nella seduta di venerdì 28 novembre 2008, emergono motivi di preoccupazione per l’ospedale di Rovigo che ha perduto numerose professionalità. Sul “San Luca” di Trecenta, si evidenzia che, per un anno, si è discusso a vuoto in conferenza dei sindaci, non senza responsabilità della presidenza.
Centrale il problema dell’informazione e della trasparenza. Per questo l’interpellanza chiede che la giunta provinciale si faccia promotrice, presso i comuni sedi di punto sanità, dell’apertura di sportelli presso i quali raccogliere le segnalazioni degli utenti. Inoltre, chiede che l’amministrazione provinciale metta a disposizione di sindaci e cittadini uno spazio in internet dedicato alla discussione dei problemi della sanità.
Avvertenza. Riporto di seguito il testo dell’interpellanza. Quando possibile ho aggiunto gli opportuni link agli articoli pubblicati su questo blog.
Abbreviazioni. SOC, struttura operativa complessa; SOS Dpt, struttura operativa semplice dipartimentale.
----inizio documento
A: Presidente della Provincia di Rovigo
Presidente del Consiglio Provinciale
Assessore Provinciale alla Sanità
Oggetto: interpellanza sulla sanità nell'Ulss 18.
Parlare di sanità è sempre difficile ma sempre più necessario. La nostra provincia è strutturata in due Ulss e la n. 18 conta su due strutture ospedaliere. Prevalentemente, nell’Ulss 18, è stato l’ospedale “San Luca” di Trecenta a suscitare l’attenzione delle amministrazioni locali a causa dei profondi cambiamenti di cui è stato oggetto negli ultimi anni. Ma la struttura rodigina non è esente da problemi. Abbiamo appreso che recentemente l’assessore Guglielmo Brusco ha visitato il Day Hospital oncologico dell’Ospedale di Rovigo e l’accoglienza è risultata problematica per carenze strutturali, per l’alto numero di pazienti e per un livello non ottimale di privacy. Inoltre, in questi mesi, si sono registrate le dimissioni del primario di neurologia, dott Domenico De Grandis, e quella del responsabile del laboratorio analisi; entro dicembre si concretizzeranno, se già non è avvenuto, le dimissioni del primario di radiologia, dott. Navarro e di quello di urologia. Un’emorragia di professionalità che deve suscitare attenzione da parte delle amministrazioni locali.
Per quanto riguarda l’ospedale di Trecenta, oggetto di numerosissimi interventi pubblici da parte dell’assessore alla sanità Guglielmo Brusco, la situazione è ancor più problematica. Ricordo soltanto, a titolo esemplificativo, la riduzione della piena operatività del pronto soccorso, la riduzione delle prestazioni di oculistica e la perdita secca del reparto di riabilitazione pneumologica.
Dal agosto 2007, per iniziativa del sindaco di Trecenta, c’è stato un tentativo di fare sintesi e di predisporre una serie di obiettivi essenziali finalizzati al rilancio della struttura. Nata come iniziativa circoscritta ai comuni del distretto 2, si è allargata a tutti i comuni dell’Ulss 18 e alla Conferenza dei Sindaci. La Conferenza ha prodotto due documenti, il primo in data 22 ottobre 2007, particolarmente critico nei confronti della direzione dell’Ulss, e un secondo, in data 29 novembre 2007, che definiva tre richieste precise che ricordo di seguito:
istituire presso il Presidio Ospedaliero di Trecenta almeno due Dipartimenti strutturali autonomi di cui uno Medico Multidisciplinare (l’attuale Dipartimento di Continuità Assistenziale con le dovute integrazioni) e uno Chirurgico e dell’Urgenza;
prevedere nei Dipartimenti, oltre alle attuali SOC e SOS Dpt, un numero adeguato di SOS Dpt che garantisca una reale autonomia clinica e gestionale soprattutto nelle branche specialistiche mediche e chirurgiche;
riacquisire le SOC di Pronto Soccorso e di Radiologia con relative le apicalità.
I documenti vengono inviati ai comuni dell’Ulss 18 per essere approvati dai rispettivi consigli. Alcuni comuni lo fanno subito, altri se ne dimenticano, altri approvano ma non ne informano il presidente della conferenza. Passano così lunghi mesi e riscuote scarsa partecipazione la riunione della conferenza dei sindaci convocata a Badia Polesine il 13 marzo 2008. I pochi intervenuti concordano di chiedere l’intervento degli assessori regionali Renzo Marangon e Isi Coppola. Incontro che avviene il 9 giugno scorso e al quale partecipa anche il consigliere regionale Carlo Alberto Azzi. Infine, il 26 agosto scorso, un’ulteriore riunione della conferenza dei sindaci, dopo un anno, conclude questo dibattito. Alla riunione viene invitato anche il direttore generale dell’Ulss 18 il quale ha ricordato l’apertura della “casa del parto” e l’inaugurazione delle vasche per l'idrokinesi terapia, avvenuta lo scorso 21 luglio. La presidenza della conferenza dei sindaci non ha ritenuto invece di invitare l’amministrazione provinciale che pure, in tante occasioni, ha dimostrato il proprio interessamento per l’ospedale San Luca. Il direttore generale non ha fatto alcun cenno ai servizi che, durante la sua gestione, sono stati ridotti, circoscritti o del tutto cancellati.
Ma non si tratta solo di omissioni. Ad esempio, il 20 settembre 2006, ha dichiarato «smentisco tutte le voci che vedono il reparto di riabilitazione pneumologica di prossima chiusura» (Il Resto del Carlino), e «non capisco tutti gli allarmismi diffusi nei giorni scorsi» (Il Gazzettino). Ebbene, sei giorni dopo, il 26 settembre 2006, firmava il decreto n. 699 con cui il reparto è stato accorpato a medicina e ha cessato di esistere.
Queste non sono omissioni, sono false comunicazioni sociali. E questo apre il vero problema: avere informazioni certe.
In questo senso non siamo stati supportati dalla presidenza della conferenza dei sindaci che non è stata nemmeno in grado di dare notizia , e men che meno rilievo, alle iniziative che ha adottato. Il sito internet della conferenza, ospitato dall’azienda Ulss 18, è straordinariamente privo di informazioni; non risulta aggiornato nemmeno l’elenco delle riunioni della conferenza stessa e della rappresentanza. Inoltre c’è chi ha dovuto spendere cinque mesi in richieste reiterate per ottenere copia di due verbali della conferenza in cui si è discusso dell’ospedale di Trecenta.
Il problema della trasparenza si pone, in primo luogo, rispetto all’azienda stessa che ha profuso ogni sforzo per evitare il rilascio di copia del decreto 699/2006 per poi, finalmente, cedere dopo tre mesi di insistenze. Dal sito aziendale, dopo questo episodio, è stato deciso di eliminare anche la semplice pubblicazione dell’elenco dei decreti adottati dal direttore generale.
Quale fiducia possono avere i cittadini di fronte a questi esempi? E quale fiducia possiamo nutrire noi amministratori locali?
Occorre qualcosa di nuovo. Un sistema di comunicazione che raccolga le segnalazioni dei cittadini e le informazioni dell’Ulss e che verifichi le une e le altre. Uno spazio in cui gli amministratori locali parlino dei problemi della sanità con la necessaria continuità e concretezza, senza perdere il filo degli eventi. Un luogo in cui conservare documenti e testimonianze per averli, come amministratori locali, sempre accessibili, e per garantire al pubblico la stessa accessibilità.
Va poi considerato un altro ordine di problemi che va a rafforzare l’esigenza di iniziative urgenti. La legge affida tutto il potere gestionale al direttore generale dell’Ulss. Proprio per questo è ormai indispensabile contemperare questo fattore con un contatto diretto con la popolazione e con le associazioni che si occupano, in varie forme, di sanità.
Tutto ciò premesso,
si chiede alla Giunta
se intenda farsi promotrice presso i Comuni, in particolare quelli sedi di punto sanità, dell’istituzione di appositi sportelli per la raccolta delle segnalazioni degli utenti;
se intenda attivare opportuni strumenti informatici al fine di favorire la circolazione delle informazioni raccolte e di stimolare gli amministratori locali alla trattazione dei problemi riguardanti la sanità in Polesine.
Rovigo, 21/11/2008
Il Capogruppo
Giuliana Gulmanelli
----fine documento
25.11.08
Adi, confermati i tagli ai presidi

Confermati i tagli ai presidi sanitari destinati ai pazienti in assistenza domiciliare integrata (Adi).
Ho verificato questo pomeriggio l'impossibilità di ottenere: amuchina, perette, Luan (pomata), sonde rettali. Scarseggiano gli schizzettoni per la PEG.
L'infermiera che mi ha consegnato il resto del materiale non ha saputo dirmi se si tratta di una situazione temporanea o permanente.
Ripeto l'appello che ho fatto in occasione del post "Assistenza domiciliare, tagliati i presidi sanitari a supporto dei pazienti": è necessario che i sindaci intervengano presso l'Ulss per evitare che nuovi costi vadano a gravare sulle famiglie dei pazienti.
24.11.08
Il Difensore Civico della Regione Veneto
La Difesa Civica regionale del Veneto è stata istituita con la Legge Regionale n.28 del 6 giugno 1988, ed è divenuta operativa nell'anno 1994. A norma della presente legge, il difensore civico non è sottoposto ad alcuna forma di controllo gerarchico e funzionale.
Il difensore civico, una volta nominato, presta giuramento davanti al Consiglio Regionale giurando di svolgere l'incarico "nell'interesse della collettività e al servizio dei cittadini, in piena libertà e indipendenza".
Il difensore civico interviene, nei casi di disfunzioni o di abusi della Pubblica Amministrazione su istanza dei cittadini singoli o associati, o di formazioni sociali che abbiano una pratica in corso, nonché a tutela degli interessi diffusi. Può intervenire altresì d'ufficio qualora rilevi, presso qualsiasi Amministrazione pubblica, disfunzioni. Il difensore civico regionale è altresì competente, in attesa della nomina del difensore civico nazionale, per quanto riguarda le Amministrazioni centrali dello Stato.
Per l'adempimento dei suoi compiti può accedere, senza il limite del segreto di ufficio, a tutti gli atti e documenti relativi all'oggetto del proprio intervento. Al difensore civico regionale si può ricorrere anche quando siano già stati proposti ricorsi giurisdizionali o amministrativi.
Cosa può fare il Difensore Civivo per aiutarti?
Se pensi di aver subito un torto
o che sia stato violato un tuo diritto da parte della Pubblica Amministrazione, ti puoi rivolgere al difensore civico il quale, dopo averti ascoltato interverrà, se ne ravvisa la necessità, presso gli organi competenti per porre rimedio a tale situazione.
Se vuoi accedere a documenti
che ti riguardano, e questo ti viene negato, il ricorso al difensore civico sospende addirittura i termini per il ricorso alla giurisdizione ordinaria.
Se hai pratiche in corso
con la Pubblica Amministrazione e vuoi informazioni sullo svolgimento della procedura, rivolgiti al difensore civico che ti fornirà tutte le informazioni necessarie.
In ogni caso
il difensore civico e i suoi collaboratori sono a tua disposizione per offrirti consiglio e assistenza.
Chi può rivolgersi al Difensore Civico?
II singolo cittadino
Più' cittadini collettivamente
Imprese Enti Associazioni
Il Difensore Civico ti tutela perche il suo intervento:
è gratuito
Nulla è dovuto per il suo intervento, neppure a titolo di spese.
è immediato
Non è richiesta alcuna formalità per il suo intervento.
è amichevole
Risolve i problemi senza ricorrere ad una lite giudiziaria.
è tempestivo
Alcune istanze sono risolte addirittura in giornata.
ufficio del difensore civico regione Veneto
e-mail: difciv@consiglio.regione.veneto.it
Via Brenta Vecchia, 8 - 30172 Mestre-Venezia - tel. 041 2383411
Piazzale Cadorna, 2 - 37126 Verona - tel. 045 8676560
Numero verde: 800 294 000
(fonte: pieghevole informativo diffuso nell'estate del 2008 dalla Regione Veneto)
23.11.08
22.11.08
Assistenza domiciliare, il Pd da voce alle famiglie: "No ai tagli che compromettano il prezioso servizio"
----inizio documento
La Voce di Rovigo, 22 novembre 2008
L'APPELLO
Diego Crivellari e Giuliana Gulmanelli
ROVIGO - Diego Crivellari, vicesegretario provinciale del Pd e Giuliana Gulmanelli, capogruppo Pd a Palazzo Celio, esprimono la propria preoccupazione per i tagli che potrebbero compromettere l'assistenza domiciliare integrata, che "è un servizio pubblico che persegue lo scopo di mantenere a casa propria quei pazienti che risultano affetti da patologie anche gravi e spesso croniche"
Invece, sottolineano i due esponenti democratici, "c'è ora il rischio concreto, segnalato da alcune famiglie altopolesane che hanno quotidianamente a che fare con queste tipologie di pazienti, che questo servizio venga drasticamente tagliato, nonostante sia proprio grazie all'assistenza domiciliare integrata che molti malati hanno potuto conservare nel tempo abitudini e consuetudini di vita in famiglia e che la stessa Ulss 18 ha potuto in definitiva conseguire un notevole risparmio, evitando il più delle volte ricoveri presso le strutture sanitarie. Le famiglie di questi pazienti devono far fronte a un delicato e difficile lavoro di assistenza, ma lo sforzo compiuto risulta comunque compensato dalla consapevolezza di migliorare così, per quanto è possibile, la qualità della vita dei propri cari. Collaborano inoltre i medici di base che hanno in carico gli assistiti e interviene, quando necessario, il personale infermieristico dedicato al man-
tenimento di questo importante servizio".
"Ora - proseguono Crivellari e la Gulmanelli - queste stesse famiglie che ricevevano dall'Ulss 18 farmaci e presidi sanitari idonei alla cura dei pazienti e a supporto delle molte complicanze che persone non autosufficienti, in molti casi costrette a letto, sviluppano, si trovano a dover fronteggiare una emergenza in più e denunciano l'inizio di una serie di sostanziali riduzioni del
servizio fin qui effettuato. Tagli che significano concretamente: meno personale a disposizione, meno strumenti, meno farmaci, meno risorse per le famiglia. Se questa politica fosse confermata ci troveremmo di fronte a un fatto grave: riteniamo piuttosto che questo importante servizio vada tutelato e mantenuto nell'interesse della nostra collettività. Nessuna scelta di razionalizzazione, nessuna opzione efficientistica da parte di chi gestisce la politica sanitaria nei comuni della nostra provincia possono giustificare il taglio dell'assistenza a malati di questo tipo e alle rispettive famiglie, senza negare nel contempo i principi su cui si regge la sanità pubblica".
----fine documento


