Lo scorso 20 novembre si è tenuta una riunione della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 18 con al primo punto dell’ordine del giorno la “Relazione del Dir. Gen. Dr. A. Marcolongo circa l'organizzazione ospedaliera di cui al Dec. n. 699 del 26/09/06 (accorpamento della Struttura di Pneumologia nella SOC Medicina dell'Ospedale "S. Luca" di Trecenta)”.
Una riunione lungamente attesa dopo i numerosi articoli pubblicati sulla stampa locale che hanno dato voce alle preoccupazioni degli utenti da un lato e alle reiterate rassicurazioni della dirigenza dell’Ulss dall’altro.
Dalle informazioni raccolte tra alcuni dei partecipanti (dopo venti giorni dalla riunione non è ancora stato reso noto il verbale della riunione) la riunione non sembra aver definito la materia, tanto che è stata nominata una delegazione di amministratori comunali col compito di verificare la situazione esistente presso il nuovo reparto Area Medica Multifunzionale (medicina, geriatria e riabilitazione motoria) che, per effetto del decreto n. 699 del direttore generale dell’Ulss, ha assorbito al proprio interno le funzioni del reparto di riabilitazione pneumologica di Trecenta.
Non sappiamo se qualche sindaco ha accolto il nostro invito a dedicare un'ora del proprio tempo a visitare ciò che erano i locali del reparto di pneumologia, al terzo piano dell'ospedale, allo scopo di avere qualche informazione indipendente dalla dirigenza dell'Ulss. Si sa che la delegazione è stata ricevuta al “San Luca” lo scorso 30 novembre. Dalle informazioni raccolte, i componenti della delegazione, oltre a visitare il nuovo reparto, si sono intrattenuti a lungo col personale medico.
Alle rimostranze di alcuni amministratori comunali circa la mancanza di informazione preventiva, analogamente a quanto accaduto per altre decisioni della direzione dell’Ulss, i medici incaricati di rappresentare l’azienda sanitaria hanno assicurato che, per il futuro, saranno attuate forme di coinvolgimento adeguate nei confronti delle amministrazioni comunali. Inoltre, è stato comunicato il rientro in servizio del medico pneumologo dottor Bassal.
Molte altre assicurazioni sono state fornite dai medici ai rappresentanti della conferenza dei sindaci. Prima di darne conto su questo blog, è meglio attendere una comunicazione ufficiale da parte della delegazione incaricata, sperando che non si debba aspettare fino alla prossima riunione della conferenza dei sindaci.
Non si dimentichi che, dopo l’adozione del decreto del direttore generale e la ripresa dei servizi domiciliari, il problema da risolvere riguarda l’accoglienza dei pazienti più gravi. Posti letto e personale medico specialistico sono due tra gli indicatori essenziali per garantire il ripristino dell’attività precedentemente svolta dal reparto di riabilitazione pneumologica.
Il fatto che il dottor Bassal sia rientrato dall’aspettativa è una buona notizia. Tuttavia una domanda attende una risposta e sintetizza le preoccupazioni degli utenti e dei loro familiari:
I pazienti che prima del decreto 699 venivano accolti nell’ospedale di Trecenta, troveranno, tutti, ancora posto nelle corsie del San Luca? Oppure, i pazienti più gravi saranno destinati (confinati?) in terapia semintensiva?
14.12.06
Dichiarazione di voto della minoranza di Ceneselli
Il consiglio comunale di Ceneselli ha approvato all’unanimità la nostra proposta di ordine del giorno con deliberazione n. 34 del 6/11/2006, di cui abbiamo ricevuto copia.Riportiamo di seguito la dichiarazione di voto del gruppo consiliare di minoranza, allegata alla deliberazione predetta.
Come Gruppo Consiliare di Minoranza appoggiamo totalmente l’o.d.g. in cui si chiede di intervenire contro la chiusura del reparto di pneumologia dell’Ospedale San Luca di Trecenta, convinti che i cittadini e i malati non possano risentire anche di questo ennesimo scossone assestato al funzionamento del sistema sanitario dell’alto Polesine.
Le cronache di quest’ultimo periodo ci hanno raccontato di questo increscioso furto compiuto ai danni di noi tutti e a cui ora con fatica si tenta di trovare una soluzione, però vorremmo ricordare come questo sia solo un ennesimo tassello, un altro episodio di una politica ben precisa, tesa a depotenziare la struttura del San Luca dei suoi servizi primari e a privarla del suo bagaglio di competenze e di eccellenze. Lampanti sono gli esempi delle vicende legate al reparto di ginecologia, alla pediatria o, cosa ancora più scandalosa, all’efficienza del pronto soccorso. Tutti ben sappiamo, infatti, che una struttura come quella del San Luca, nuova, attrezzata di tutto punto non può più ormai garantire un servizio di emergenza 24 ore su 24, costringendo i cittadini a viaggi della fortuna dopo le 17 di sera. Assistiamo a una politica del carciofo, dove foglia dopo foglia, abbiamo assistito tutti alla deprivazione della struttura ospedaliera trecentana delle sue funzioni e abbiamo visto come alla vasta area dell’alto Polesine si sia tolto il proprio diritto ad una sanità efficiente. Una situazione a cui troppo spesso abbiamo assistito quasi impotenti e di cui tutti dobbiamo però chiamarci responsabili, perché certo poteva essere fatto di più, perché certo può ancora essere fatto di più nel prossimo futuro, contro le cifre e i dati degli amministratori, spudoratamente smentite dai fatti. Invitiamo pertanto questo Consiglio Comunale a farsi veramente parte attiva nel perseguire il nostro diritto alla salute, il nostro diritto ad un San Luca pienamente funzionante.
Per il Gruppo Consiliare di Minoranza
Il Capogruppo
Massimo Giri
4.12.06
La mia preoccupazione per la chiusura di pneumologia.
Lo scorso 19 ottobre ho ricevuto la mail che riproduco di seguito. E’ una testimonianza che mi è stata inviata per l’intervista che ho reso a Telestense il giorno seguente. La pubblico ora sul blog per due motivi. Perché, per motivi di spazio, non ha trovato posto nell’interessante servizio sull’insieme dei problemi del San Luca. E poi perché, in varie occasioni, da dirigenti dell’Ulss viene proposto, come soluzione per i pazienti più gravi (i tracheostomizzati e i ventilati) il ricovero in terapia semintensiva.La mail che riproduco di seguito, resa anonima per ovvi motivi di riservatezza, è illuminante circa le conseguenze che questo orientamento potrebbe avere sulla qualità della vita e sulla dignità delle persone coinvolte. E’ bene che gli amministratori comunali, che così assiduamente seguono in questi ultimi mesi le vicende dell’ospedale di Trecenta, ne siano a conoscenza.
Pietro Tosarello
Vorrei poter esprimere la mia preoccupazione relativa alla chiusura del reparto di pneumologia e riabilitazione respiratoria dell'Ospedale di Trecenta.
Sono una familiare di un paziente tracheostomizzato, alimentato con PEG e da due settimane in ventilazione notturna. Fino a poche settimane fa l'ansia che la patologia di mio padre comportava veniva in parte contenuta dal fatto che potevo contare su un servizio efficiente e ricco di esperienza professionale dato dal reparto Pneumo di Trecenta.
Ora, sapere che per i pazienti pneumologici sono stati riservati 5 posti letto presso il reparto di medicina non mi rasserena anche perchè è stato chiaramente ribadito che pazienti come mio padre non potranno contare su quei 5 posti: per loro è previsto un possibile ricovero presso la Semi Intensiva di Trecenta o presso il reparto di Pneumologia di Rovigo.
Da gennaio di quest'anno mio padre è stato ricoverato 4 volte presso la Pneumologia di Trecenta per broncopolmonite, insufficienza respiratoria cronica e l'emogasanalisi arteriosa rilevava un quadro di severa ipossiemia. L'essere tempestivamente sottoposto a ventilazione meccanica non invasiva per via trecheostomica con ventilatore volumetrico e supporto d'ossigeno ha sempre permesso un discreto recupero favorendo così il rientro di mio padre in famiglia.
La sola idea che un futuro, quanto probabile ricovero, possa portare mio padre in Semi intensiva mi fa rabbrividire per la situazione di isolamento in cui si troverebbe, in un contesto per necessità asettico, dove non esistono più i parametri temporali e dove il contatto affettivo per forza di cose viene limitato ad un ora al giorno. I malati come mio padre, così duramente provati sia fisicamente sia psicologicamente hanno bisogno di sentire i propri familiari vicino e questo era favorito dal personale del reparto di Pneumo che è stato chiuso. Tra familiari e personale del reparto si veniva a creare un clima di collaborazione ed un passaggio di esperienze che si rilevavano estremamente utili e rassicuranti al momento del rientro in famiglia del proprio congiunto. Era questa una ricchezza che non doveva assolutamente andare persa: ora ci si sente profondamente soli con il proprio dolore e con le proprie paure.
3.12.06
Ceneselli, Fratta Polesine, Melara, Stienta e Trecenta approvano o.d.g. sulla Pneumologia di Trecenta
A Melara il 28 novembre, a Fratta Polesine il 29, a Ceneselli, Stienta e Trecenta il 30 novembre i rispettivi consigli comunali hanno approvato all’unanimità un ordine del giorno che, sulla scorta della nostra proposta, chiede al direttore generale dell’Ulss:-il ripristino dei posti letto e dei livelli di assistenza sanitaria già erogati dal reparto di pneumologia di Trecenta, prima dell’adozione del decreto n. 699 del 26/09/2006;
-che venga assicurata la presenza del personale medico e infermieristico proprio del reparto di Pneumologia;
-che non venga, in alcun modo, disperso il bagaglio di competenze maturato a Trecenta in anni di esperienza ospedaliera e domiciliare.
Ringraziamo gli amministratori comunali che hanno deciso di sostenere le nostre proposte per il ripristino dei posti letto e dei servizi ospedalieri e per il pieno mantenimento dei servizi domiciliari.
Forti dubbi sulla legittimità della chiusura del reparto di Riabilitazione Pneumologica

Una nuova interrogazione del consigliere regionale Pietrangelo Pettenò solleva pesanti dubbi sulla legittimità del decreto n. 699 del 26 settembre scorso con cui il direttore generale dell’Ulss 18 ha accorpato i reparti di medicina, geriatria e riabilitazione pneumologica.
In sostanza sarebbero scomparsi 4 posti letto per il fatto di computare i posti di terapia subintensiva nella nuova area medica quando invece sono di pertinenza dell’area di terapie intensiva, riducendo così, senza la necessaria autorizzazione dell’amministrazione regionale, da 222 a 218 i posti letto dell’ospedale di Trecenta.
Riproduciamo di seguito il testo dell’interrogazione.
REGIONE DEL VENETO
OTTAVA LEGISLATURA - CONSIGLIO REGIONALE
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA
Presentata il 29 novembre 2006 dal consigliere Pietrangelo Pettenò
“ULSS 18: SONO LEGITTIMI GLI ATTI CHE HANNO PORTATO ALLA CHIUSURA DI RIABILITAZIONE PNEUMOLOGICA DEL SAN LUCA DI TRECENTA?”.
Premesso che:
- con proprio Decreto n. 699 del 26.9.2006, il Direttore Generale dell’ASL 18, tra le altre cose ha deliberato di far confluire “la struttura di Pneumologia di Trecenta nella SOC di Medicina di Trecenta, attivando così l’Area Medica Multidisciplinare di Trecenta, in cui confluiscono i posti letto e le risorse umane e strumentali… di Pneumologia”.
Per costruire questo decreto il Dr. Adriano Marcolongo ha citato alcune delibere della Giunta Regionale Veneta (la 751/2005, la 3457/2005) e alcuni suoi precedenti Decreti (il 480/2003, il 415/2005, il 733/2005, il 568/2006) che però non prevedono alcun riferimento utile, per poter prendere, tra le altre, le seguenti decisioni:
- articolazione dell’Area Medica con 57 posti letto, compresi 4 di Pneumologia Subintensiva che sono di competenza dell’Area Terapie Intensive e non di Area Medica. Facendo ciò ha cercato di dimostrare di non aver variato le dotazioni per Area, che invece naturalmente sono modificate;
- Chiusura pratica (non appare in nessun atto, neanche nel Decreto del Direttore Generale 699/2006) del Reparto di Riabilitazione Pneumologica, con tanto di trasferimento di macchinari, mobili, ecc.;
- Diminuzione del totale dei posti letto in dotazione al S. Luca di Trecenta che passano da 222 a 218, come da lettera sul tema “schede ospedaliere”, scritta dal Dr. Marcolongo all’Assessore Tosi in data 6.11.2006 e ricevuta dalla Segreteria dell’Assessorato alla Sanità il 13.11.2006.
Considerato che:
- in tutti tre i casi, variazioni dotazioni per area, chiusura di Riabilitazione Pneumologica e diminuzione della dotazione dei posti letto del S. Luca, non ci sono provvedimenti regionali da noi conosciuti che consentano quanto è stato fatto dal Dr. Marcolongo.
- la vicenda segnala un profondo distacco tra Direttore Generale e comuni dell’ASL 18 che in gran numero hanno chiesto il Ripristino di Riabilitazione Pneumologica e una sordità anche ai preoccupati richiami dei pazienti del reparto di Riabilitazione Pneumologica e dei loro familiari,
Il sottoscritto Consigliere chiede alla Giunta Regionale:
- di verificare la legittimità degli atti del Dr. Marcolongo che hanno portato alla chiusura di Riabilitazione Pneumologica del S. Luca di Trecenta;
- se non ritiene doveroso ripristinare un giusto rapporto gerarchico tra Organi Regionali e loro dipendenti come lo sono appunto i Direttori Generali delle ASL venete, che pertanto devono rispettare i contenuti delle norme emanate dalla Regione.
23.11.06
Il Comitato dei Cittadini e delle Associazioni per la difesa del "San Luca" informa la Regione
Pubblichiamo il comunicato stampa del Comitato dei Cittadini e delle Associazioni per la difesa dell’ospedale San Luca, emesso dopo l'audizione in V commissione regionale per la sanità dello scorso 13 novembre.Continua l’impegno del Comitato dei Cittadini e delle Associazioni insieme al Tavolo di lavoro per la difesa del San Luca.
Lunedì 13 novembre u.s. i Rappresentanti del Comitato Lincetto, Furini, Bianchini e Azzolini assieme ad alcuni componenti del Tavolo di Lavoro (Meneghin, Sindaco di Badia Pol., Savioli, Sindaco di Castelmassa e Tosini Presidente della Conferenza dei Sindaci) hanno portato all’attenzione della V Commissione regionale Sanità le note problematiche che affliggono, ormai da troppo tempo, l’ospedale di Trecenta.
Insoddisfatti dei precedenti incontri avuti con l’Assessore regionale Flavio Tosi, che purtroppo fino ad oggi ha avvallato l’operato del Direttore Generale dell’Azienda AULSS 18, e constatata l’inerzia di diverse forze politiche polesane, hanno ritenuto necessario ribadire nuovamente ai Componenti la V Commissione regionale sulla Sanità quanto già precedentemente da noi formalizzato e presentato alla Regione nel maggio 2005.
Tra gli argomenti affrontati si è sottolineata la necessità assoluta che l’ospedale San Luca torni ad essere, e rimanga, un ospedale per acuti e non solo una struttura per attività programmate e/o specialistiche.
Altresì hanno riconfermato la necessità che il San Luca riguadagni una propria autonomia e venga superato definitivamente il concetto deleterio di ”un unico ospedale su due sedi”.
I Componenti la V Commissione sulla Sanità hanno dimostrato interesse alle problematiche esposte compresa l’emergenza relativa al reparto di pneumologia (che va ad aggiungersi alle altre carenze purtroppo ben note a noi tutti cittadini polesani) e i difficoltosi rapporti esistenti fra la Dirigenza dell’AULSS 18 sia con il personale dipendente che con le amministrazioni locali.
Ora la Regione certamente non potrà più dire di non sapere!
Le nostre preoccupazioni sono state ancora una volta chiaramente esposte. Ora non ci rimane che sperare si riesca ad invertire la disastrosa politica amministrativa di questo Direttore Generale che ha portato il San Luca ai suoi minimi storici.
A questo punto dalla Regione Veneto ci aspettiamo una risposta seria e credibile alle problematiche esistenti. Riscontro lo si avrà già con la visione delle nuove schede sulla riorganizzazione sanitaria nel Veneto.
Trecenta 17/11/2006
Il Comitato dei Cittadini e
delle Associazioni per la
difesa dell’ospedale San Luca
20.11.06
Lendinara, il testo definitivo dell'o.d.g. sull'ospedale di Trecenta

Riceviamo, a cura del consigliere Carlo Alberto Merlo, che ringraziamo, il testo definitivo dell'ordine del giorno redatto dalla conferenza dei capigruppo su mandato del consiglio comunale, riunitosi lo scorso 3 novembre.
Il documento affronta, tra l'altro, il problema del reparto di riabilitazione pneumologica dell'ospedale di Trecenta.
O.d.G. DEL CONSIGLIO COMUNALE DELLA CITTA’ DI LENDINARA
SU CHIUSURA REPARTO DI RIABILITAZIONE RESPIRATORIA DELL’OSPEDALE DI TRECENTA E SITUAZIONE DEI SERVIZI SANITARI NEL MEDIO ALTO POLESINE
La conferenza dei Capigruppo Consiliari del Comune di Lendinara, su delega del Consiglio Comunale riunito nella seduta del 03 Novembre, approva il seguente ordine del giorno.
Considerati i gravi disagi segnalati dai pazienti pneumologici e loro familiari per la chiusura del Reparto di riabilitazione respiratoria nonché le preoccupazioni per il mantenimento del servizio territoriale;
Considerata, inoltre, la necessità di salvaguardare i servizi erogati dal Punto sanità, presso l’ex Ospedale civile di Lendinara;
Considerata, infine, la necessità di potenziare i servizi erogati dall’Ospedale di Trecenta, a favore dei cittadini del Medio Alto Polesine e delle Province vicine;
C H I E D O N O
- il ripristino dei posti letto per pazienti con ventilazione invasiva cioè dei livelli di assistenza sanitaria già erogati dal reparto di riabilitazione respiratoria di Trecenta, oltre quelli adottati nel Decreto n. 699 del 26/09/2006;
- che non venga in alcun modo disperso il bagaglio di competenze maturato a Trecenta in anni di esperienza ospedaliera e domiciliare;
R I B A D I S C O N O
che l’Ospedale di Trecenta deve continuare a rappresentare un punto di riferimento, in particolare per la popolazione del Medio e Alto Polesine, come previsto fin dal momento della chiusura dei quattro ospedali di Lendinara, Badia, Trecenta, Castelmassa.
Allo scopo ritengono che:
- Il Pronto soccorso deve diventare il vero cuore centrale di diagnosi e trattamento dell’urgenza. Il rafforzamento del Servizio si può ottenere con la nomina di un responsabile in loco, con l’aumento dei posti di astanteria e la realizzazione di sistemi telematici per il trasferimento di dati clinici da e per Rovigo. In questo modo sarà sempre possibile la valutazione delle urgenze da parte degli specialisti, evitando inutili attese, trasferimenti e congestioni delle strutture di emergenza;
- Devono essere mantenuti e potenziati i servizi di medicina, chirurgia, terapia intensiva e psichiatria, che in numerosi casi sono fonte di attrazione di pazienti esterni all’Ulss 18 e possono consentire di decongestionare l’attività dell’O.C. di Rovigo.
PRENDONO ATTO
Con soddisfazione della comunicazione del Sindaco che assicura la regolare prosecuzione dell’iter per la realizzazione del progetto di costruzione di 28 mini alloggi per anziani e per la realizzazione del nuovo Punto Sanità, presso l’ex Ospedale di Lendinara, in base all’accordo del 2003 tra Ulss 18, ATER e Comune di Lendinara.
SU CHIUSURA REPARTO DI RIABILITAZIONE RESPIRATORIA DELL’OSPEDALE DI TRECENTA E SITUAZIONE DEI SERVIZI SANITARI NEL MEDIO ALTO POLESINE
La conferenza dei Capigruppo Consiliari del Comune di Lendinara, su delega del Consiglio Comunale riunito nella seduta del 03 Novembre, approva il seguente ordine del giorno.
Considerati i gravi disagi segnalati dai pazienti pneumologici e loro familiari per la chiusura del Reparto di riabilitazione respiratoria nonché le preoccupazioni per il mantenimento del servizio territoriale;
Considerata, inoltre, la necessità di salvaguardare i servizi erogati dal Punto sanità, presso l’ex Ospedale civile di Lendinara;
Considerata, infine, la necessità di potenziare i servizi erogati dall’Ospedale di Trecenta, a favore dei cittadini del Medio Alto Polesine e delle Province vicine;
C H I E D O N O
- il ripristino dei posti letto per pazienti con ventilazione invasiva cioè dei livelli di assistenza sanitaria già erogati dal reparto di riabilitazione respiratoria di Trecenta, oltre quelli adottati nel Decreto n. 699 del 26/09/2006;
- che non venga in alcun modo disperso il bagaglio di competenze maturato a Trecenta in anni di esperienza ospedaliera e domiciliare;
R I B A D I S C O N O
che l’Ospedale di Trecenta deve continuare a rappresentare un punto di riferimento, in particolare per la popolazione del Medio e Alto Polesine, come previsto fin dal momento della chiusura dei quattro ospedali di Lendinara, Badia, Trecenta, Castelmassa.
Allo scopo ritengono che:
- Il Pronto soccorso deve diventare il vero cuore centrale di diagnosi e trattamento dell’urgenza. Il rafforzamento del Servizio si può ottenere con la nomina di un responsabile in loco, con l’aumento dei posti di astanteria e la realizzazione di sistemi telematici per il trasferimento di dati clinici da e per Rovigo. In questo modo sarà sempre possibile la valutazione delle urgenze da parte degli specialisti, evitando inutili attese, trasferimenti e congestioni delle strutture di emergenza;
- Devono essere mantenuti e potenziati i servizi di medicina, chirurgia, terapia intensiva e psichiatria, che in numerosi casi sono fonte di attrazione di pazienti esterni all’Ulss 18 e possono consentire di decongestionare l’attività dell’O.C. di Rovigo.
PRENDONO ATTO
Con soddisfazione della comunicazione del Sindaco che assicura la regolare prosecuzione dell’iter per la realizzazione del progetto di costruzione di 28 mini alloggi per anziani e per la realizzazione del nuovo Punto Sanità, presso l’ex Ospedale di Lendinara, in base all’accordo del 2003 tra Ulss 18, ATER e Comune di Lendinara.
18.11.06
Occhiobello, approvato odg per il ripristino dei posti letto e dei livelli di assistenza sanitaria già erogati dal reparto di pneumologia di Trecenta
Lo scorso 16 novembre il consiglio comunale di Occhiobello ha discusso e approvato la proposta di ordine del giorno che abbiamo inviato a tutti i comuni del distretto sanitario.Con questa deliberazione, il comune di Occhiobello chiede al direttore generale dell’Ulss:
-il ripristino dei posti letto e dei livelli di assistenza sanitaria già erogati dal reparto di pneumologia di Trecenta, prima dell’adozione del decreto n. 699 del 26/09/2006;
-che venga assicurata la presenza del personale medico e infermieristico proprio del reparto di Pneumologia;
-che non venga, in alcun modo, disperso il bagaglio di competenze maturato a Trecenta in anni di esperienza ospedaliera e domiciliare.
L’approvazione del documento, avvenuta a larghissima maggioranza, fa seguito alle deliberazioni già adottate in questo senso dai consigli comunali di Bagnolo di Po e Lendinara. Un risultato importante, anche in vista della conferenza dei sindaci dell’Ulss che si riunirà lunedì prossimo, 20 novembre, per discutere la relazione del direttore generale dell’Ulss dopo l’accorpamento del reparto di pneumologia con medicina e geriatria e dei disagi arrecati ai pazienti pneumologici e ai loro familiari.
Ringraziamo gli amministratori comunali di Occhiobello che hanno deciso di sostenere le nostre richieste di ripristino dei posti letto e dei servizi ospedalieri e domiciliari.
Pneumologia, 2.324 firme sono state consegnate all'amministrazione regionale
Si è svolta lunedì 13 novembre a Venezia, presso la V commissione regionale per la sanità, una audizione sui problemi dell'ospedale di Trecenta che ha coinvolto numerosi partecipanti: il presidente della conferenza dei sindaci Oscar Tosini, il sindaco di Badia Polesine Paolo Meneghin, il sindaco di Castelmassa Mara Savioli, l'assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco, i componenti del tavolo di lavoro sulla sanità Gilberto Bianchini, Genni Azzolini, Massimo Lincetto e Lorella Furini e, infine, il direttore generale dell'Ulss Adriano Marcolongo.
Tra i molti problemi che, purtroppo, affliggono l'organizzazione ospedaliera, sono stati evidenziati anche quelli dei pazienti pneumologici dopo l'accorpamento del reparto con medicina e geriatria. A sostegno delle nostre richieste di ripristino dei servizi sono state consegnate le 2.324 firme raccolte sotto l'appello rivolto agli amministratori comunali e ai parlamentari polesani. Un risultato che testimonia della grande sensibilità della popolazione per i problemi dell'ospedale e per i pazienti pneumologici in particolare.
Abbiamo raccolto una favorevole impressione da parte di alcuni partecipanti all'audizione. I commissari hanno dimostrato interesse per i problemi prospettati dagli amministratori locali e dai componenti del tavolo di lavoro sulla sanità. All'audizione, oltre ai consiglieri regionali che ne fanno parte, hanno voluto partecipare anche i consiglieri Carlo Alberto Azzi e Pietrangelo Pettenò, autori di due interrogazioni alla giunta regionale sui problemi del reparto di riabilitazione pneumologica.
L'assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco ha evidenziato numerose contraddizioni fra le decisioni del direttore generale dell'Ulss e le linee programmatiche dell'amministrazione regionale.
Infine, è stato sentito dalla commissione il direttore generale dell'Ulss. Sui contenuti delle dichiarazioni rese da quest'ultimo non è dato sapere.
Per il momento non sappiamo se e quali iniziative verranno adottate dalla V commissione del consiglio regionale ma, nell'eventualità, ne daremo immediatamente conto su queste pagine.
Ringraziamo tutti i cittadini e gli amministratori comunali che hanno sottoscritto l'appello e quanti se ne sono fatti interpreti presso l'amministrazione regionale.
Tra i molti problemi che, purtroppo, affliggono l'organizzazione ospedaliera, sono stati evidenziati anche quelli dei pazienti pneumologici dopo l'accorpamento del reparto con medicina e geriatria. A sostegno delle nostre richieste di ripristino dei servizi sono state consegnate le 2.324 firme raccolte sotto l'appello rivolto agli amministratori comunali e ai parlamentari polesani. Un risultato che testimonia della grande sensibilità della popolazione per i problemi dell'ospedale e per i pazienti pneumologici in particolare.
Abbiamo raccolto una favorevole impressione da parte di alcuni partecipanti all'audizione. I commissari hanno dimostrato interesse per i problemi prospettati dagli amministratori locali e dai componenti del tavolo di lavoro sulla sanità. All'audizione, oltre ai consiglieri regionali che ne fanno parte, hanno voluto partecipare anche i consiglieri Carlo Alberto Azzi e Pietrangelo Pettenò, autori di due interrogazioni alla giunta regionale sui problemi del reparto di riabilitazione pneumologica.
L'assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco ha evidenziato numerose contraddizioni fra le decisioni del direttore generale dell'Ulss e le linee programmatiche dell'amministrazione regionale.
Infine, è stato sentito dalla commissione il direttore generale dell'Ulss. Sui contenuti delle dichiarazioni rese da quest'ultimo non è dato sapere.
Per il momento non sappiamo se e quali iniziative verranno adottate dalla V commissione del consiglio regionale ma, nell'eventualità, ne daremo immediatamente conto su queste pagine.
Ringraziamo tutti i cittadini e gli amministratori comunali che hanno sottoscritto l'appello e quanti se ne sono fatti interpreti presso l'amministrazione regionale.
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16.11.06
Fratta Polesine, Melara, Stienta: consigli comunali per pneumologia
Altri comuni del distretto sanitario hanno deciso di discutere la nostra proposta di ordine del giorno per il ripristino dei servizi sanitari e domiciliari propri del reparto di riabilitazione pneumologica di Trecenta. Ricordiamo, in particolare, che dopo l'accorpamento del reparto con medicina e geriatria, sono spariti i posti letto per i pazienti pneumologici.
Il consiglio comunale di Fratta Polesine si riunirà il prossimo 29 novembre.
Melara, ordine del giorno all'attenzione del consiglio comunale il 28 novembre
L'argomento verrà inserito nella seduta consiliare di Stienta del 20 novembre o, al più tardi, in quello successivo, già calendarizzato per il 30 novembre.
Il consiglio comunale di Fratta Polesine si riunirà il prossimo 29 novembre.
Melara, ordine del giorno all'attenzione del consiglio comunale il 28 novembre
L'argomento verrà inserito nella seduta consiliare di Stienta del 20 novembre o, al più tardi, in quello successivo, già calendarizzato per il 30 novembre.
13.11.06
Occhiobello, pneumologia in consiglio comunale il 16 novembre

Il prossimo 16 novembre, alle 20.30, si riunirà il consiglio comunale di Occhiobello. All'ordine del giorno anche i problemi determinati dalla riorganizzazione dei reparti di medicina, geriatria e pneumologia dell'ospedale di Trecenta.
Al punto 4 della seduta è stato inserito, infatti, il seguente argomento: "Ripristino dei posti letto e dei livelli di assistenza sanitaria già erogati dal reparto di pneumologia di Trecenta, prima dell’adozione del decreto n. 699 del 26/09/2006 e in particolare, dell’applicazione che ne è stata materialmente data".
L'ordine del giorno completo della seduta è visualizzabile dalla home page del comune.
La ristrutturazione è stata 'decretata' dal direttore generale dell'Ulss 18. L'attuazione pratica dello stesso ha portato alla scomparsa del reparto di riabilitazione pneumologica.
Nei prossimi giorni, appena nota, daremo conto di quanto deliberato dal comune di Occhiobello. Sin d'ora ringraziamo gli amministratori comunali e l'assessore Paolo Magon in particolare, per aver deciso di discutere del problema e per la sensibilità dimostrata. Buon lavoro a tutti i consiglieri.
10.11.06
Pneumologia, convocata la Conferenza dei Sindaci. Relazione del direttore generale dell'Ulss. L'ora della verità?
I sindaci e il direttore generale dell'ulss hanno ricevuto l'invito alla riunione che si terrà lunedì 20 novembre alle 17.00 presso l'aula magna della cittadella sanitaria a Rovigo.
Il primo punto all'ordine del giorno sarà costituito da una relazione del direttore generale dell'Ulss A. Marcolongo circa l'organizzazione ospedaliera di cui al Decreto n. 699 del 26/09/06 (accorpamento della Struttura di Pneumologia nella SOC Medicina dell'Ospedale "S. Luca" di Trecenta).
Con tale decreto tutte le funzioni ospedaliere e domiciliari svolte dal reparto di riabilitazione pneumologica sono state trasferite alla nuova area medica multidisciplinare.
In pratica i posti letto di pneumologia sono letteralmente spariti e i pazienti indirizzati a Rovigo o alla terapia semintensiva (sempre che ci sia posto).
Durante le settimane precedenti l'adozione del suo stesso decreto (si vedano il Gazzettino e il Resto del Carlino del 10 settembre e successivi) il direttore generale dell'Ulss ha sempre negato ogni riduzione della qualità dei servizi. La realtà delle cose lo ha puntualemnte smentito ma a farne le spese, sino a questo momento, sono stati solo i pazienti del reparto.
Clamorosa l'esperienza in cui sono incappati, lo scorso 3 ottobre, i sindaci di Badia Polesine e Trecenta e il presidente della conferenza dei sindaci Oscar Tosini, quando hanno udito dalla bocca del direttore dell'Ulss che vi sono solo quattro pazienti tracheostomizzati nel territorio del distretto. La realtà, invece, è che sono quattro solo a Badia (li conosco personalmente) e 12 o 13 in totale.
Lunedì 20 novembre sarà l'ora della verità?
Invitiamo i sindaci, viste le precedenti esperienze, di dedicare un'ora del loro tempo a visitare ciò che erano i locali del reparto di pneumologia, al terzo piano dell'ospedale. Meglio avere qualche informazione 'indipendente' dalla dirigenza dell'Ulss.
Il primo punto all'ordine del giorno sarà costituito da una relazione del direttore generale dell'Ulss A. Marcolongo circa l'organizzazione ospedaliera di cui al Decreto n. 699 del 26/09/06 (accorpamento della Struttura di Pneumologia nella SOC Medicina dell'Ospedale "S. Luca" di Trecenta).
Con tale decreto tutte le funzioni ospedaliere e domiciliari svolte dal reparto di riabilitazione pneumologica sono state trasferite alla nuova area medica multidisciplinare.
In pratica i posti letto di pneumologia sono letteralmente spariti e i pazienti indirizzati a Rovigo o alla terapia semintensiva (sempre che ci sia posto).
Durante le settimane precedenti l'adozione del suo stesso decreto (si vedano il Gazzettino e il Resto del Carlino del 10 settembre e successivi) il direttore generale dell'Ulss ha sempre negato ogni riduzione della qualità dei servizi. La realtà delle cose lo ha puntualemnte smentito ma a farne le spese, sino a questo momento, sono stati solo i pazienti del reparto.
Clamorosa l'esperienza in cui sono incappati, lo scorso 3 ottobre, i sindaci di Badia Polesine e Trecenta e il presidente della conferenza dei sindaci Oscar Tosini, quando hanno udito dalla bocca del direttore dell'Ulss che vi sono solo quattro pazienti tracheostomizzati nel territorio del distretto. La realtà, invece, è che sono quattro solo a Badia (li conosco personalmente) e 12 o 13 in totale.
Lunedì 20 novembre sarà l'ora della verità?
Invitiamo i sindaci, viste le precedenti esperienze, di dedicare un'ora del loro tempo a visitare ciò che erano i locali del reparto di pneumologia, al terzo piano dell'ospedale. Meglio avere qualche informazione 'indipendente' dalla dirigenza dell'Ulss.
Audizione in V Commissione regionale, si parlerà di Pneumologia e dell'ospedale 'San Luca'

Lunedì 13 novembre a Venezia, la V commissione del consiglio regionale riceverà una delegazione di amministratori comunali che avranno modo di illustrare le problematiche dell'ospedale San Luca di Trecenta.
Confidiamo che le conseguenze negative prodotte dal decreto n. 699 in data 26/9/2006 del direttore generale dell'Ulss, vengano adeguatamente illustrate e valutate. In particolare vanno evidenziati la mancanza di posti letto, ridotti da 14 a 2, e l'orientamento adottato dopo l'accorpamento dei reparti nei confronti dei pazienti più gravi, i tracheostomizzati e i ventilati, indirizzati alla terapia semintensiva o all'ospedale di Rovigo. Si veda in proposito il nostro comunicato La realtà delle cose (in archivio, ottobre 2006).
A Lendinara, approvato un documento sui problemi della pneumologia al "San Luca". La cronaca della seduta.

Lo scorso 3 novembre il consiglio comunale di Lendinara è tornato a discutere dei gravi problemi causati ai pazienti pneumologici dalla recente riorganizzazione dei reparti dell’ospedale di Trecenta. Ecco la cronaca della seduta su questo argomento.
Il Presidente del C.C. ha aperto la discussione sul punto all’odg “Mozione presentata da alcuni consiglieri sulla chiusura del reparto pneumologia dell’O.C. di Trecenta e situazione dei servizi sanitari nel Medio – Alto Polesine” chiedendo al primo firmatario di illustrare l’argomento. Prendendo la parola Carlo Merlo ha sottolineato subito che la mozione era stata firmata praticamente da tutti i consiglieri comunali, a significare l’interesse e la disponibilità che su questi temi c’è e deve essere mantenuta da tutti. Il relatore ha ribadito che occorre in tutti i modi evitare strumentalizzazioni partitiche sulla sanità, che è un bene di tutti, e ha dato atto al Sindaco di aver firmato l’appello contro la chiusura del reparto.
Nell’intervento, Carlo Merlo ha ripercorso la storia del reparto di pneumologia, ricordando le frettolose e non complete comunicazioni dell’Ulss 18 verso i pazienti e i loro familiari nonchè verso gli enti locali e l’opinione pubblica. Un basso livello di comunicazione, contestato da più parti, e spesso causa di tensioni e malumori anche in altre situazioni. E’ stato sottolineato come la mobilitazione dei pazienti e familiari, dei sindaci e dei consiglieri comunali abbia “consigliato” al dott. Marcolongo, direttore generale dell’Ulss, un ripensamento che ha prodotto il risultato di ripristinare pienamente il servizio domiciliare. Merlo ha concluso evidenziando che la secca riduzione dei posti letto per pneumologia comporta comunque pesanti problemi e preoccupazioni per i pazienti più gravi, come i ventilati e i tracheostomizzati.
Di seguito è intervenuto il dott. Bassal, il quale dopo aver premesso di non amare i capi e di sentirsi molto libero nei giudizi, ha presentato tecnicamente la materia, sottolineando che il reparto è stato riorganizzato su basi moderne e che la mobilitazione ha avuto il merito di mantenere il servizio ai livelli precedenti, un sufficiente numero di posti in reparto per pazienti pneumologici e soprattutto medici disponibili e competenti. Resta il grave problema per i pazienti più gravi, come i ventilati e i tracheostomizzati.
Il Sindaco Ferlin ha ribadito il proprio impegno per la salvaguardia del livello dei servizi sanitari, ritenendo che è preferibile assegnare questo compito alla Conferenza dei Sindaci, evitando troppi volantini, assemblee e ordini del giorno.
Ha quindi preso la parola il consigliere Agnoletto per chiedere una sorta di stati generali sulla sanità allo scopo di fare il punto sulla situazione, mantenendo alto il livello di attenzione e costituendo punti di riferimento certi, liberi da polemiche, per i cittadini.
Al termine della discussione, è stato deciso all’unanimità di incaricare i capigruppo della stesura di un odg articolato, tenendo conto dell’evoluzione della situazione relativa a pneumologia; della salvaguardia e potenziamento dell’ospedale di Trecenta, che deve essere punto di riferimento per il medio – alto Polesine, evitando le fughe di pazienti verso Ulss confinanti; dell’iter per la costruzione dei mini alloggi nell’ex Ospedale di Lendinara e del potenziamento del punto di sanità, nel rispetto dell’accordo sottoscritto tra Comune, Ulss 18 e ATER e ormai in fase di progettazione definitiva.
Lunedì prossimo, 13 novembre, avrà luogo la riunione dei capigruppo consiliari incaricati di redigere l'ordine del giorno approvato nella seduta del 3 novembre.
Bagnolo di Po approva un ordine del giorno per Pneumologia

Lo scorso 30 ottobre il consiglio comunale di Bagnolo di Po ha approvato un documento che sostiene la nostra richiesta di mantenimento dei servizi ospedalieri (personale medico e posti letto) e domiciliari resi dal reparto di pneumologia dell'ospedale di Trecenta.
La situazione intanto si è ulteriormente complicata. Nell'ala del terzo piano che ospitava il reparto di riabilitazione pneumologica, i posti letto sono occupati da pazienti che necessitano di riabilitazione motoria e da persone trasferite dal secondo piano (ortopedia).
Il pronunciamento del Comune di Bagnolo di Po è quindi molto importante e promuove analoghe decisioni dagli altri comuni del distretto sanitario.
Ringraziamo il sindaco, gli assessori e i consiglieri comunali di Bagnolo per la sensibilità dimostrata nei confronti dei problemi dei pazienti pneumologici.
29.10.06
Pneumologia, proposto un ordine del giorno ai 22 comuni del distretto sanitario
Abbiamo proposto ai ventidue comuni del distretto sanitario, l'adozione di un ordine del giorno sul ripristino dei posti letto e dei livelli di assistenza sanitaria esistenti prima dell'accorpamento del reparto di riabilitazione pneumologica con quelli di medicina e geriatria.
Il testo che segue è stato, infatti, inviato alle caselle di posta elettronica di ciascun comune.
COMUNE DI …
Ordine del giorno "NEL REPARTO DI PNEUMOLOGIA DELL’OSPEDALE DI TRECENTA, DOPO L’ACCORPAMENTO, MANCANO I POSTI LETTO. URGENTE IL RIPRISTINO DEI LIVELLI DI ASSISTENZA."
Premesso
- che il reparto di Pneumologia dell’ospedale di Trecenta è stato oggetto di un recente decreto del direttore generale dell’Ulss col quale è stato accorpato a Medicina e Geriatria;
- che lo stesso decreto (n. 699 del 26/09/2006) assicurava il mantenimento dei servizi sanitari e domiciliari che il reparto di Pneumologia presentava al momento della decisione;
- che più volte il direttore generale dell’Ulss, anche supportato da vari alti dirigenti, ha affermato, a mezzo stampa, che nulla sarebbe cambiato e che, anzi, sarebbero migliorati i servizi resi all’utenza.
Considerato che
- i pazienti pneumologici ricoverati nel reparto, sono stati frettolosamente dimessi o trasferiti in altri reparti nei giorni immediatamente successivi all’adozione del decreto;
- per circa un mese le attività di assistenza domiciliare per i pazienti sono state ridotte.
Rilevato
che fortunatamente i pazienti e le loro famiglie hanno ricevuto sostegno dall’opinione pubblica (oltre mille firme sul loro appello alle istituzioni) e dalle amministrazioni comunali (se ne è già parlato nei consigli comunali di Badia, Lendinara, Castelguglielmo e Trecenta) e che ciò ha, probabilmente, convinto la dirigenza dell’Ulss a riprendere pienamente il servizio sul territorio.
Evidenziato
- che la mancanza di posti letto, ridotti, in pratica, da quattordici a due soltanto, rappresenta un gravissimo problema per i pazienti pneumologici più gravi, i tracheostomizzati e i ventilati.
- che, allo stato delle cose, un paziente di questo tipo, e sono decine e decine nel territorio del distretto sanitario, non può essere accolto nel reparto di Medicina. Che, per queste persone, l’alternativa è il ricovero in terapia semintensiva, che dispone soltanto di quattro posti, o il trasferimento in pneumologia a Rovigo, perdendo il bagaglio di competenze maturato a Trecenta in anni di esperienza ospedaliera - domiciliare sui pazienti tracheostomizzati e/o ventilati;
- che esiste la realtà di famiglie che assistono i propri cari a casa, inseriti nel proprio ambiente, per migliorare la loro qualità di vita, senza particolari supporti da parte delle strutture socio-sanitarie, contenendo i costi dei ricoveri ospedalieri e sul servizio sanitario nel suo complesso.
- che solo l’assistenza domiciliare specialistica e continuativa, coadiuvata dal supporto del pneumologo e del medico di base, può prevenire, con terapie adatte, molti ricoveri;
- che, chi può accudire un familiare, spera che non si presenti la necessità del ricovero ospedaliero e di poter continuare ad assisterlo a casa;
che tale situazione non può però durare per sempre; infatti, un paziente pneumologico può incorrere in riacutizzazioni e, necessariamente, accadrà di doverlo ricoverare. Possono essere necessarie rivalutazioni sanitarie della patologia, mediante accertamenti che possono essere condotti solo in ambito ospedaliero, mantenendo ai familiari la possibilità di assistere i parenti, anche solo con la loro presenza, evitando lo stress del ricovero in terapia intensiva, dove i congiunti non sono ammessi.
Il Consiglio comunale
Con voti …
Chiede, al Direttore Generale dell’Ulss n. 18,
- il ripristino dei posti letto e dei livelli di assistenza sanitaria già erogati dal reparto di pneumologia di Trecenta, prima dell’adozione del decreto n. 699 del 26/09/2006 e, in particolare, dell’applicazione che ne è stata materialmente data;
- che venga assicurata la presenza del personale medico e infermieristico proprio del reparto di Pneumologia;
- che non venga, in alcun modo, disperso il bagaglio di competenze maturato a Trecenta in anni di esperienza ospedaliera e domiciliare.
Il testo che segue è stato, infatti, inviato alle caselle di posta elettronica di ciascun comune.
COMUNE DI …
Ordine del giorno "NEL REPARTO DI PNEUMOLOGIA DELL’OSPEDALE DI TRECENTA, DOPO L’ACCORPAMENTO, MANCANO I POSTI LETTO. URGENTE IL RIPRISTINO DEI LIVELLI DI ASSISTENZA."
Premesso
- che il reparto di Pneumologia dell’ospedale di Trecenta è stato oggetto di un recente decreto del direttore generale dell’Ulss col quale è stato accorpato a Medicina e Geriatria;
- che lo stesso decreto (n. 699 del 26/09/2006) assicurava il mantenimento dei servizi sanitari e domiciliari che il reparto di Pneumologia presentava al momento della decisione;
- che più volte il direttore generale dell’Ulss, anche supportato da vari alti dirigenti, ha affermato, a mezzo stampa, che nulla sarebbe cambiato e che, anzi, sarebbero migliorati i servizi resi all’utenza.
Considerato che
- i pazienti pneumologici ricoverati nel reparto, sono stati frettolosamente dimessi o trasferiti in altri reparti nei giorni immediatamente successivi all’adozione del decreto;
- per circa un mese le attività di assistenza domiciliare per i pazienti sono state ridotte.
Rilevato
che fortunatamente i pazienti e le loro famiglie hanno ricevuto sostegno dall’opinione pubblica (oltre mille firme sul loro appello alle istituzioni) e dalle amministrazioni comunali (se ne è già parlato nei consigli comunali di Badia, Lendinara, Castelguglielmo e Trecenta) e che ciò ha, probabilmente, convinto la dirigenza dell’Ulss a riprendere pienamente il servizio sul territorio.
Evidenziato
- che la mancanza di posti letto, ridotti, in pratica, da quattordici a due soltanto, rappresenta un gravissimo problema per i pazienti pneumologici più gravi, i tracheostomizzati e i ventilati.
- che, allo stato delle cose, un paziente di questo tipo, e sono decine e decine nel territorio del distretto sanitario, non può essere accolto nel reparto di Medicina. Che, per queste persone, l’alternativa è il ricovero in terapia semintensiva, che dispone soltanto di quattro posti, o il trasferimento in pneumologia a Rovigo, perdendo il bagaglio di competenze maturato a Trecenta in anni di esperienza ospedaliera - domiciliare sui pazienti tracheostomizzati e/o ventilati;
- che esiste la realtà di famiglie che assistono i propri cari a casa, inseriti nel proprio ambiente, per migliorare la loro qualità di vita, senza particolari supporti da parte delle strutture socio-sanitarie, contenendo i costi dei ricoveri ospedalieri e sul servizio sanitario nel suo complesso.
- che solo l’assistenza domiciliare specialistica e continuativa, coadiuvata dal supporto del pneumologo e del medico di base, può prevenire, con terapie adatte, molti ricoveri;
- che, chi può accudire un familiare, spera che non si presenti la necessità del ricovero ospedaliero e di poter continuare ad assisterlo a casa;
che tale situazione non può però durare per sempre; infatti, un paziente pneumologico può incorrere in riacutizzazioni e, necessariamente, accadrà di doverlo ricoverare. Possono essere necessarie rivalutazioni sanitarie della patologia, mediante accertamenti che possono essere condotti solo in ambito ospedaliero, mantenendo ai familiari la possibilità di assistere i parenti, anche solo con la loro presenza, evitando lo stress del ricovero in terapia intensiva, dove i congiunti non sono ammessi.
Il Consiglio comunale
Con voti …
Chiede, al Direttore Generale dell’Ulss n. 18,
- il ripristino dei posti letto e dei livelli di assistenza sanitaria già erogati dal reparto di pneumologia di Trecenta, prima dell’adozione del decreto n. 699 del 26/09/2006 e, in particolare, dell’applicazione che ne è stata materialmente data;
- che venga assicurata la presenza del personale medico e infermieristico proprio del reparto di Pneumologia;
- che non venga, in alcun modo, disperso il bagaglio di competenze maturato a Trecenta in anni di esperienza ospedaliera e domiciliare.
24.10.06
Melara, la Pneumologia di Trecenta all'ordine del giorno della prossima seduta consiliare
I pazienti e i loro familiari del reparto di pneumologia dell'ospedale di Trecenta hanno informato gli amministratori comunali della situazione creatasi dopo l'accorpamento con Medicina e Geriatria.Molti amministratori comunali di Melara hanno firmato l'appello proposto dal comitato. Appello che è stato sottoscritto anche da numerosi cittadini.
Il vicesindaco e assessore alla sanità Paola Davì ha preso contatti con Oscar Tosini, presidente della Conferenza dei Sindaci dell'Ulss, per sapere quando l'argomento andrà in audizione alla V commissione sanità regionale.
Nel prossimo Consiglio comunale, che sarà probabilmente il 7 novembre, verrà discusso un ordine del giorno sullo stato dell'ospedale e, in particolare, sulla riabilitazione pneumologica.
22.10.06
Pneumologia, nuova interrogazione in Consiglio regionale

Il consigliere regionale Carlo Alberto Azzi ha presentato un'interrogazione sulla situazione del reparto di pneumologia dell'Ospedale di Trecenta.
Salgono così a due le interrogazioni presentate presso l'Amministrazione regionale.
Riportiamo il testo completo dell'interrogazione.
CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA
LA REALTÀ DELLE COSE: NEL REPARTO DI PNEUMOLOGIA DELL’OSPEDALE DI TRECENTA, DOPO L’ACCORPAMENTO MANCANO I POSTI LETTO
presentata il 19 ottobre 2006 dal consigliere AZZI
Premesso
- che il reparto di Pneumologia dell’ospedale di Trecenta è stato oggetto di un recente decreto del direttore generale dell’Ulss col quale è stato accorpato a Medicina e Geriatria;
- che lo stesso decreto assicurava il mantenimento dei servizi sanitari e domiciliari che il reparto di Pneumologia presentava al momento della decisione;
- che più volte il direttore generale dell’Ulss, anche supportato da vari alti dirigenti, ha affermato, a mezzo stampa, che nulla sarebbe cambiato e che, anzi, sarebbero migliorati i servizi resi all’utenza.
Considerato
che le cose non stanno realmente così, in quanto:
- i pazienti pneumologici ricoverati nel reparto, sono stati frettolosamente dimessi o trasferiti in altri reparti nei giorni immediatamente successivi all’adozione del decreto;
- per circa un mese le attività di assistenza domiciliare per i pazienti sono state ridotte.
Rilevato
che fortunatamente i pazienti e le loro famiglie hanno ricevuto sostegno dall’opinione pubblica (oltre mille firme sul loro appello alle istituzioni, tra cui quelle di cinque sindaci) e dalle amministrazioni comunali (se ne è parlato nei consigli comunali di Badia, Lendinara, Castelguglielmo e Trecenta) e ciò ha convinto la dirigenza dell’Ulss a riprendere pienamente il servizio sul territorio.
Evidenziato che
- la mancanza di posti letto, ridotti, in pratica, da quattordici a due soltanto, rappresenta un gravissimo problema per i pazienti pneumologici più gravi, i tracheostomizzati e i ventilati. Allo stato delle cose, un paziente di questo tipo, e sono decine e decine nel territorio del distretto sanitario, non può essere accolto nel reparto di Medicina. Per questi, l’alternativa è il ricovero in terapia semintensiva, che dispone soltanto di quattro posti, o il trasferimento in pneumologia a Rovigo, perdendo il bagaglio di esperienze maturato a Trecenta in anni di esperienza ospedaliera - domiciliare sui pazienti tracheostomizzati e/o ventilati;
- esiste la realtà di famiglie che assistono i propri cari a casa, inseriti nel proprio ambiente, per migliorare la loro qualità di vita, senza particolari supporti da parte delle strutture socio-sanitarie, contenendo i costi dei ricoveri ospedalieri e sul servizio sanitario nel suo complesso. Solo l’assistenza domiciliare specialistica e continuativa, coadiuvata dal supporto del pneumologo e del medico di base, può prevenire, con terapie adatte, molti ricoveri;
- chi può accudire un familiare spera che non si presenti la necessità del ricovero ospedaliero e di poter continuare ad assisterlo a casa. Ma non può durare per sempre, un paziente pneumologico può incorrere in riacutizzazioni e, prima o poi, accadrà di doverlo ricoverare. Possono essere necessarie rivalutazioni sanitarie della patologia, mediante accertamenti che possono essere condotti solo in ambito ospedaliero, mantenendo ai familiari la possibilità di assistere i parenti, anche solo con la loro presenza, evitando lo stress della ricovero in terapia intensiva, dove i congiunti non sono ammessi.
Il sottoscritto Consigliere interroga la Giunta Regionale per sapere
se non ritiene opportuno intervenire celermente e con fermezza presso la direzione dell’Ulss 18 per indirizzarla verso il ripristino dei posti letto e dei livelli di assistenza sanitaria erogati dal reparto di Pneumologia di Trecenta.
15.10.06
La realtà delle cose

Dopo l’accorpamento mancano i posti letto.
Solo i Comuni possono ottenerne il ripristino.
Il reparto di Pneumologia dell’ospedale di Trecenta è stato oggetto di un recente decreto del direttore generale dell’Ulss col quale è stato accorpato a Medicina e Geriatria. Lo stesso decreto assicurava il mantenimento dei servizi sanitari e domiciliari che il reparto di pneumologia presentava al momento della decisione. Più volte il direttore generale dell’Ulss, anche supportato da vari alti dirigenti, ha affermato, a mezzo stampa, che nulla sarebbe cambiato e che, anzi, sarebbero migliorati i servizi resi all’utenza.
Ma le cose stanno realmente così? Purtroppo no.
I pazienti pneumologici ricoverati nel reparto, sono stati frettolosamente dimessi o trasferiti in altri reparti nei giorni immediatamente successivi all’adozione del decreto.
Per circa un mese le attività di assistenza domiciliare per i pazienti sono state ridotte. Riteniamo che solo il sostegno che abbiamo avuto dall’opinione pubblica (oltre mille firme sul nostro appello alle istituzioni, tra cui quelle di cinque sindaci) e dalle amministrazioni comunali (se ne è parlato nei consigli comunali di Badia, Lendinara, Castelguglielmo e Trecenta) abbia convinto la dirigenza dell’Ulss a riprendere pienamente il servizio sul territorio.
Ma la mancanza di posti letto, ridotti, in pratica, da quattordici a due soltanto, rappresenta un gravissimo problema per i pazienti pneumologici più gravi, i tracheostomizzati e i ventilati. Allo stato delle cose, un paziente di questo tipo, e sono decine e decine nel territorio del distretto sanitario, non può essere accolto nel reparto di Medicina. Per questi, l’alternativa è il ricovero in terapia semintensiva, che dispone soltanto di quattro posti, o il trasferimento in pneumologia a Rovigo, perdendo il bagaglio di esperienze maturato a Trecenta in anni di esperienza ospedaliera - domiciliare sui pazienti tracheostomizzati e/o ventilati.
Esiste la realtà di famiglie che assistono i propri cari a casa, inseriti nel proprio ambiente, per migliorare la loro qualità di vita, senza particolari supporti da parte delle strutture socio-sanitarie, contenendo i costi dei ricoveri ospedalieri e sul servizio sanitario nel suo complesso. Solo l’assistenza domiciliare specialistica e continuativa, coadiuvata dal supporto del pneumologo e del medico di base, può prevenire, con terapie adatte, molti ricoveri.
Chi può accudire un familiare spera che non si presenti la necessità del ricovero ospedaliero e di poter continuare ad assisterlo a casa. Ma non può durare per sempre, un paziente pneumologico può incorrere in riacutizzazioni e, prima o poi, accadrà di doverlo ricoverare. Possono essere necessarie rivalutazioni sanitarie della patologia, mediante accertamenti che possono essere condotti solo in ambito ospedaliero, mantenendo ai familiari la possibilità di assistere i parenti, anche solo con la loro presenza, evitando lo stress del ricovero in terapia intensiva, dove i congiunti non sono ammessi.
Ancora una volta confidiamo nel sostegno delle amministrazioni comunali, dei sindaci, degli assessori, dei consiglieri, affinché sia approvato dai consigli comunali del distretto sanitario un ordine del giorno, o una mozione, che chieda esplicitamente alla direzione dell’Ulss il ripristino dei posti letto e dei livelli di assistenza sanitaria erogati dal reparto di pneumologia di Trecenta.
Pazienti e loro familiari del Reparto di Pneumologia di Trecenta
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