Leonardo Padrin, presidente della V commissione regionale sanità, smentisce le voci circolate a più riprese nei giorni scorsi sulla chiusura di 24 o 26 ospedali nel Veneto. "Siamo sempre di fronte agli stessi allarmi infondati" afferma a Rovigooggi.it il 22 gennaio scorso.
Chi segue questo blog ha imparato che, purtroppo, gli allarmi sul San Luca non sono mai stati infondati. Questo blog è nato perché c'erano voci di chiusura del reparto di riabilitazione pneumologica. E il reparto, dopo un'infinità di smentite, rassicurazioni, e accuse di allarmismo, è stato effettivamente chiuso. Le voci di chiusura del reparto di chirurgia non erano infondate: c'è voluta la mobilitazione di società e amministratori locali per fermarla lo scorso anno. Ed è di pochi giorni fa la testimonianza di un paziente che dovrebbe sostenere un intervento in aprile al quale dicono che, forse, dovrà farlo a Rovigo perché a Trecenta il reparto sarà chiuso nel prossimo mese di febbraio.
Leonardo Padrin è un'eccezione? Le sue non sono accuse di allarmismo che mirano a nascondere le reali intenzioni della giunta regionale? Lo spero, per la sua reputazione e, soprattutto, per l'ospedale di Trecenta.
Ma non ci vorrà molto tempo per appurare la consistenza della dichiarazione del presidente della commissione regionale per la sanità. Lo sapremo venerdì prossimo, quando l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto, in prefettura a Rovigo, davanti a tutti i sindaci dell'altopolesine e all'amministrazione provinciale dovrà parlare chiaro. Saremo lì e sapremo subito che cosa intende fare la regione dell'ospedale di Trecenta.
Scarica il volantino del Comitato dei Cittadini per il San Luca.
24 gennaio 2012
Chiusura ospedali. Leonardo Padrin: "Siamo sempre di fronte agli stessi allarmi infondati"
22 gennaio 2012
Ficarolo, l'intervento di Jenny Azzolini, portavoce del comitato dei cittadini per il San Luca
Pubblico un ampio stralcio dell'intervento di Jenny Azzolini, portavoce del comitato dei cittadini per il San Luca, in occasione della serata "A difesa del San Luca" che ha avuto luogo a Ficarolo venerdì scorso.
Buona sera a tutti, grazie per avermi invitata, grazie della vostra presenza.
Io leggo il mio intervento per evitare qualsiasi strumentalizzazione e non voglio dimenticare di dire qualcosa che per il comitato è importante.
Mi fa piacere si allarghino le occasioni di incontro, sono prova di volontà di collaborazione, voglia di conoscere con precisione e direttamente i problemi senza limitarsi ad un, a volte superficiale, sentito dire,
questo incontro dimostra la voglia di esserci come cittadini, perché impegno civile non è solo andare a votare, ma è anche controllare i comportamenti, le scelte e le prese di posizione di chi ci guida.
Spesso chi ci governa ha anche bisogno dei nostri stimoli.
Innanzitutto vorrei precisare che io non sono il presidente del Comitato, ma soltanto il portavoce a disposizione di un gruppo spontaneo nato per difendere la salute dei cittadini dell’Altopolesine, aperto a persone di tutti i paesi, di tutti i partiti, di ogni posizione ideologica (infatti per il problema di cui stiamo parlando sono in contatto con Bellotti – Coppola – Azzalin, quindi…).
L’esperienza del Comitato Intercomunale è nata nel 2004, ha avuto intenso impegno per qualche anno.
Abbiamo lavorato con qualche sindaco, abbiamo fatto gruppi di studio, qualche assemblea con il sostegno anche allora del Vescovo che ha fatto sentire la sua vicinanza con Don Fantinati.
Ma abbiamo fatto un errore, non ci siamo esposti sui giornali, non abbiamo fatto un lavoro capillare con la gente, se non con la raccolta di 6000 firme , depositate in Regione ed ignorate.
Ora lasciamo stare difficoltà, errori, mancanze del passato e vogliamo a tutti i costi andare avanti fino a che il discorso salute, che prevede chiarezza sul San Luca e sulla sanità nel territorio, non è definito.
Perché si gioca al massacro sul San Luca dicendo che la sanità moderna è una sanità territoriale che cura e accompagna l’ammalato a casa (e su questo possiamo essere d’accordo ), ma nella realtà viene smantellato il San Luca ed è contemporaneamente ridotta l’attività di assistenza sul territorio (Adi – ambulatori – punti sanità).
Ed il gioco è facilitato dal fatto che non c’è un progetto chiaro, scritto, motivato dalle esigenze reali dei cittadini.
L’unico progetto puntuale di ciò che si intende per servizio ospedaliero è la pubblicazione del 1997 fatta ai tempi del dott. Tessari.
Da qualche tempo a questa parte c’è un’alternanza di riduzioni, spostamenti, riorganizzazioni, sospensioni momentanee (che magari diventano permanenti) senza che ci sia o che si conosca una seria valutazione della domanda della popolazione altopolesana, che è prevalentemente anziana.
Così come pare manchi un’idea chiara della realtà geografica in rapporto alla distribuzione dei centri ospedalieri.
Senz’altro va tenuta presente l’offerta dell’ospedale di Santa Maria, ma la Regione non può privilegiare finanziamenti al privato a danno del pubblico: Noi cittadini dobbiamo aver ben presente che se la spesa personale sanitaria nel privato convenzionato è la stessa del pubblico, lo stato spende molto di più per i servizi del privato e questi sono sempre soldi nostri che sborsiamo anche se non direttamente.
Un elemento che amareggia, per non dire offende, è l’affermazione più volte riproposta sia da Marcolongo, sia dallo staff dirigenziale dell’ULS 18 e ripresa nella sostanza se non nella forma dai politici Coppola, Corazzari e Mainardi “il San Luca muore perché non c’è domanda”.
Ora è facile ribattere ed abbiamo scritto qualcosa pubblicato ieri (19 gennaio) sulla Voce, ma non troviamo sia segno di rispetto raggirare i cittadini, che in questo caso sono provati da problemi di salute e spesso sono i più poveri che non hanno possibilità economiche per difendersi e trovare alternative.
(.....) Noi siamo fermamente decisi a continuare ad oltranza: la nostra disponibilità e la nostra pazienza sono solide. Sollecitiamo in continuazione giornali, Tv (Striscia la Notizia – Tele estense), politici di tutte le correnti, con telefonate e messaggi, i sindaci dell’altopolesine.
Non dobbiamo dimenticare che più siamo numerosi più forza abbiamo e non ci lasceremo impressionare dal qualunquistico “ormai è tutto deciso, ogni sforzo è inutile, noi non contiamo niente”.
Anche le scelte apparentemente immutabili possono cambiare. Il San Luca ne è un esempio.
Ficarolo 20 gennaio 2012
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Ficarolo "A difesa del San Luca"
Venerdì scorso, a Ficarolo, la sala Auser era gremita, molte le persone in piedi, diversi giovani con macchina fotografica e blocco da appunti e nessuno si è perso una parola. Il titolo della serata "A difesa del San Luca" spiega tanta partecipazione. Tutti hanno avuto la sensazione che il momento sia decisivo per il futuro dell'ospedale di Trecenta.
Erano presenti i sindaci di Trecenta e di Ficarolo, il parroco di Ficarolo, l'assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco, il consigliere regionale Corazzari, e Jenny Azzolini del comitato dei cittadini per il San Luca. In sala anche Gianni Tessari, già direttore generale dell'Ulss, che però non ha preso la parola.
E’ stata ribadita la necessità di riportare il San Luca allo stato di ospedale per acuti. L’alto Polesine ha già dato tanto, con la chiusura di 4 ospedali, e non può permettersi di perdere anche il San Luca, attorno al quale ruota un bacino d’utenza che conta circa 84.000 persone.
Si è parlato dei costi della sanità privata convenzionata e si è accennato a quelli per mantenere la nuova struttura d’ingresso dell’ospedale di Rovigo. Quella del capoluogo resta una struttura vecchia che non può compensare, per quanto rimaneggiato, il ruolo del San Luca.
E’ stata posta attenzione alla struttura del territorio e alla popolazione che lo abita, formata in prevalenza da persone anziane, e ai costi che la nostra unità sanitaria affronta per spostare queste persone in altre realtà sanitarie.
L'attuale direttore generale dell'Ulss 18, Adriano Marcolongo, è stato chiamato in causa per il suo impegno nel 'distruggere' la sanità altopolesana.
In vista della riunione di venerdì prossimo, i due sindaci presenti hanno ribadito l’opportunità di depositare la fascia nel caso non si ottengano soluzioni positive. I presenti sono stati sollecitati a partecipare numerosi al presidio davanti alla prefettura in concomitanza con la riunione.
(ringrazio Paola per la collaborazione)
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19 gennaio 2012
18 gennaio 2012
Ospedale di Trecenta, adesso ci facciamo vedere
Cittadini, sindaci, provincia, sacerdoti e vescovo hanno provato a farsi sentire, sono stati ignorati. Ora il Comitato dei Cittadini per il San Luca ritiene sia il momento di farsi vedere.
Venerdì 27 gennaio, alle 15.30, in prefettura, si riuniranno i sindaci del distretto socio- sanitario n.2, rappresentanti istituzionali, regionali e nazionali, il presidente della conferenza dei sindaci dell'Ulss, la rappresentanza del comitato dei cittadini, presidente e vice-presidente della provincia, l'assessore alla sanità al Comune di Trecenta, l'assessore regionale alla anità Luca Coletto, il segretario generale e il direttore generale dell'ULSS 18.
Il comitato invita tutti i cittadini dell'altopolesine a dar vita a un presidio davanti alla prefettura in concomitanza con la riunione. L'appuntamento è per le ore 15.00.
Se saremo numerosi la nostra presenza - e il suo significato - non potranno essere ignorati.
Scarica il volantino del comitato.
17 gennaio 2012
Chirurgia al San Luca, le intenzioni della regione Veneto
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| Leonardo Padrin, presidente della commissione sanità del consiglio regionale del Veneto |
Ora non ci sono dubbi sulle intenzioni della regione Veneto sull'ospedale di Trecenta. Infatti, Leonardo Padrin, presidente della quinta commissione consiliare (sanità) ha dichiarato testualmente: “Non credo che i cittadini altopolesani abbiano bisogno del reparto di chirurgia”.
“Non credo che i cittadini altopolesani abbiano bisogno del reparto di chirurgia”?. Ma sulla base di quali elementi Leonardo Padrin lo afferma? Non si sa (si veda l'articolo di Rovigooggi.it). Non porta alcun criterio di valutazione, nessun ragionamento. Insomma, gli girava di dire così!
Qualcuno dovrebbe chiedere al consigliere Padrin: le giunte e i consigli regionali precedenti, i precedenti presidenti di commissione, i direttori generali che si sono succeduti nel tempo, che credevano, invece, che un reparto di chirurgia fosse necessario in ognuno dei tre ospedali pubblici della provincia di Rovigo, erano degli incompetenti spreconi che hanno dilapidato ingenti risorse pubbliche?
15 gennaio 2012
Venerdì 27 gennaio 2012, una riunione decisiva per l'ospedale di Trecenta
Ormai è sicuro, la riunione chiesta dai sindaci dell'altopolesine per mettere alle strette la regione veneto sul destino del San Luca si terrà venerdì 27 gennaio 2012, alle 15.30, in prefettura a Rovigo.
Il prefetto di Rovigo, Dr.ssa Romilda Tafuri, che si è prestata a rappresentare le esigenze dei sindaci, è finalmente riuscita ad avere la disponibilità di tutte le figure istituzionali necessarie e, in particolare, quella dell'assessore regionale alla sanità Luca Coletto.
Coletto, questa volta, dovrà dire chiaro le intenzioni vere della giunta regionale. Basta genericità, mistificazioni e ipocrisie. L'ospedale per sopravvivere ha bisogno di rimanere un ospedale per acuti e questo significa che si dovrà ripristinare quanto è stato tagliato, che si dovrà smettere di dirottare gli utenti verso altre strutture pubbliche o private per creare le condizioni o, meglio, i pretesti, per chiudere l'ospedale.
Non si potrà più giocare con le parole. Non si parli di razionalizzazione perché questo, per l'ospedale di Trecenta, ha sempre significato una sola cosa: tagli di reparti e servizi!
Al San Luca non rimane più niente da tagliare. Ciò che va eliminato, espulso, è la politichetta delle convenienze elettorali. L'assessore Coletto non si illuda: non ci faremo più prendere per i fondelli! Se ci vorrà infinocchiare ce ne accorgeremo e ne tireremo tutti le conseguenze.
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Ubicazione:
45100 Rovigo RO, Italia
14 gennaio 2012
Nuovi motivi di allarme per il 'San Luca': preoccupazioni anche per la terapia intensiva
Secondo l'assessore provinciale Guglielmo Brusco entro febbraio potrebbero chiudere la chirurgia protesica, la chirurgia generale, la chirurgia toracica e una parte degli infermieri della terapia intensiva potrebbe essere trasferita all'ospedale di Rovigo. A tal proposito, Brusco punta il dito contro Adriano Marcolongo, il direttore generale Ulss 18.
In un'intervista a RovigoOggi.it dichiara:
"Marcolongo prende al San Luca perché è la struttura meno difesa dalla Regione. Sapeva che un grande spreco c’era nelle convenzioni con i privati, l’ha anche scritto alla Regione. Ma l’Ulss 18 ha sottoscritto lo stesso queste convenzioni incredibilmente pesanti per le casse pubbliche".
(leggi tutto l'articolo).
In pericolo il reparto di chirurgia
Il direttore generale dell'Ulss sta preparando il terreno?
Sembrerebbe di si: "la Regione ha stabilito nuovi obiettivi e io, come dirigente, devo metterli in pratica".
A proposito: quando potremo sapere anche noi - non-direttori-generali - i "nuovi obiettivi" della Regione Veneto?
Dal sito del Resto del Carlino:
Rovigo, 11 gennaio 2012 - La chirurgia sparità dal San Luca. E’ questa la voce che serpeggia tra i corridoi dell’ospedale di Trecenta: le specialità di chirurgia protesica e toracica saranno concentrate a Rovigo da febbraio mentre da marzo partirà il servizio di ‘week surgery’, ovvero la possibilità di effettuare piccoli interventi dal lunedì al venerdì. «E’ una possibilità — conferma il direttore generale dell’Ulss 18 Adriano Marcolongo, relativamente alla chirurgia toracica, il cui spostamento da Trecenta al capoluogo polesano era già stato ventilato prima di Natale — comunque nessuno ha mai parlato di chiudere Trecenta, basta che la gente ci vada: la Regione ha stabilito nuovi obiettivi e io, come dirigente, devo metterli in pratica, certo, se un servizio viene utilizzato resta, ma se lo usano in pochi, lei capisce... ».
(leggi tutto l'articolo)
13 gennaio 2012
Vescovo e parroci in difesa dell'ospedale
Il vescovo e i sacerdoti dell'alto e medio polesine hanno scritto al direttore generale dell'Ulss 18, al presidente della Regione, al prefetto, a sindaci e assessori per difendere l'ospedale di Trecenta.
Riporto il resoconto che ne ha fatto il Gazzettino lo scorso 10 gennaio.
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Si muove in difesa dell'ospedale altopolesano anche la diocesi: lo fa con una lettera-comunicato del vescovo di Adria-Rovigo, Lucio Soravito, sottoscritto dai sacerdoti del medio-alto Polesine, inviato al direttore generale dell'Ulss 18, Adriano Marcolongo, al presidente della Regione, Luca Zaia, a prefetto, presidenza della Provincia, sindaci, funzionari e assessori regionali.
«I sacerdoti del medio-alto Polesine - si legge nella missiva - ritengono doveroso far conoscere il loro pensiero come manifestazione di un impegno che vogliono esprimere, in tempi e modi dovuti, nel prossimo futuro». Ricordando che la Costituzione «tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività», il clero polesano «riconosce quanto di buono è stato fatto per garantire a tutti» tale diritto, e «prende atto che la spesa sanitaria attuale non è più sopportabile dal sistema italiano e che, di conseguenza s'impongono giusti risparmi». Tuttavia il documento precisa che «i risparmi non possono mai andare a detrimento dei diritti inalienabili del malato-persona umana, specie se anziano e/o indigente», ed «è inconcepibile ed incomprensibile che sia permesso ai furbi di ottenere guadagni prestando servizi sanitari, non sempre eccellenti, in ogni caso pagati dai contribuenti. Non è più tollerabile che, soltanto a pagamento, si possano ottenere, in tempi ragionevoli», cure urgenti.
Prendendo atto dell'«implacabile depotenziamento» subito dal S. Luca negli ultimi anni, «si constata che si procede in un'apparente confusione di idee e prospettive, forse per poter agire più liberamente nel buio che si va creando». I sacerdoti chiedono che «si salvaguardi la presenza e l'adeguata azione dell'ospedale S. Luca, e si assicurino i servizi sanitari più richiesti; in particolare, accanto al pronto soccorso, alla medicina e alla lungo-degenza, alla riabilitazione e alla radiologia, si conservino anche la chirurgia, l'oncologia, la cardiologia e la terapia intensiva».
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Il sito della diocesi di Adria-Rovigo è il seguente: http://www.diocesi.rovigo.it/
28 dicembre 2011
Dal piano sanitario regionale il pericolo di un accorpamento dell'Ulss di Adria con quella di Chioggia
![]() |
| http://it.wikipedia.org/wiki/Veneto |
In questo blog ci occupiamo principalmente dell'ospedale di Trecenta, anzi il suo scopo è proprio quello di contribuire a salvare il "San Luca". Tuttavia ciò che succede intorno non è privo di riflessi sul nostro ospedale. La regione Veneto sta approvando il piano sanitario regionale e questo avrà pesanti ripercussioni su tutta sanità regionale.
Dei taglieggiamenti operati a danno dell'ospedale di Trecenta è stato detto molto, sugli organi di stampa e su questo blog, ma anche l'ospedale di Rovigo corre grossi rischi (vedi il relativo post). Chi ha fatto troppo poco per l'ospedale di Trecenta si trova ora ad affrontare analoghi problemi per quello di Rovigo.
A proposito del piano sanitario regionale si è parlato anche del possibile accorpamento delle due Ulss del polesine, la 18 e la 19. Ciò che non si sapeva è che le alte sfere in regione stanno pensando anche alla possibilità di accorpare l'Ulss 19 di Adria con quella di Chioggia, in provincia di Venezia.
Lo affermano, preoccupati, il sindaco di Rovigo Bruno Piva, il presidente dell’ordine dei medici Francesco Noce e il primario di Medicina di Trecenta Emilio Ramazzina. Si veda l'articolo di rovigooggi.it.
“Prima che le decisioni a livello regionale si prendano noi mettiamo le mani avanti e diciamo la nostra - esordisce il presidente dell’ordine dei medici di Rovigo, Francesco Noce, coadiuvato dal dottore e sindaco di Rovigo Bruno Piva e dal primario di Medicina Soc di Trecenta Emilio Ramazzina - siamo favorevoli solamente all'unione tra Rovigo ed Adria per creare una forte azienda sanitaria che possa servire 300mila persone con le numerose prestazioni d'eccellenza che dispone”.
27 dicembre 2011
Ospedale San Luca: le proposte del comitato dei cittadini ai sindaci dell'altopolesine
II Comitato dei Cittadini per la difesa del San Luca sollecita i sindaci dei comuni altopolesani a intervenire in difesa dell'ospedale di Trecenta e si dichiara disponibile a collaborare nella definizione delle iniziative da prendere.
Intanto il comitato propone l'esposizione di lenzuola in tutti nelle zone più visibili, così come è stato fatto a Trecenta nel viale che porta all'ospedale e in vari luoghi del centro cittadino; la convocazione dei consigli comunali con ampia diffusione dell'evento sui giornali, alla tv e attraverso manifesti; il presidio dell'ospedale con delegazioni da tutti i comuni dell'altoplesine. Suggerisce la sottoscrizione congiunta di una diffida contro qualsiasi impoverimento dell'ospedale e di consegnare al prefetto, in segno di protesta, la fascia dei sindaci. Infine, propone una manifestazione a Venezia con delegazioni, possibilmente, da ogni paese.
Si attendono adesioni.
20 dicembre 2011
Ospedale di Trecenta, "Il personale del Suem dovrà lavorare doppio".
fonte: Il Resto del Carlino, Rovigo, 19 dicembre 2011 http://www.ilrestodelcarlino.it/rovigo/cronaca/2011/12/19/640070-ospedale_trecenta.shtml
fonte: Il Gazzettino, Martedì 20 Dicembre 2011
Il problema del trasferimento al piano rialzato
Il sindaco Antonio Laruccia: «Sono rimasto sbalordito»
Incontro con i sindacati al San Luca: "Queste persone ora dovranno anche rispondere al telefono e accudire i pazienti del pronto soccorso"
Il problema in questi giorni all'ospedale San Luca di Trecenta è quello del trasferimento del personale di emergenza del Suem dal piano terra al piano rialzato, in un pronto soccorso che non ha lo spazio per ospitarli.
Per questo si sono dati appuntamento, nel giorno di sciopero, i rappresentanti sindacali Davide Benazzo (Cgil), Antonio Barbiani (Cisl), Romano Aio e D’Emanuele Scarparo (Uil), insieme al sindaco di Trecenta Antonio Laruccia, l’assessore provinciale alla Salute Guglielmo Brusco e alcuni dipendenti, tra i quali Paola Panziera, (consigliere comunale) in sciopero. "Vogliamo dimostrarvi il disagio di queste persone che, invece di stare ad aspettare le chiamate d’emergenza vicino ai loro mezzi, ora devono anche rispondere al telefono e accudire i pazienti del pronto soccorso", spiegano i sindacati.
Il sindaco ha dichiarato «Solitamente non entro nel merito di questioni organizzative perché penso che ci siano persone preparate, ma questa volta sono davvero rimasto sbalordito. Non capisco il senso di questa riorganizzazione interna che oltre tutto allunga i tempi per gli autisti del Suem e mette il personale in spazi angusti».
Secondo il vicepresidente della Provincia Guglielmo Brusco le cose dovrebbero essere concordare con i lavoratori: «Girano voci che la presenza dei medici al pronto soccorso del San Luca verrà ridotta a 12 ore. Oltre a questo provvedimento organizzativo che non è certamente utile come invece vogliono farci credere, proseguono i tagli a questo ospedale».
E a far valere i diritti dei cittadini c'è anche il Comitato per la difesa del San Luca che chiede sia avviata realmente un'azione di sinergia, come promesso nell'incontro tenuto al Comunale di Trecenta nel marzo scorso. «Chiediamo siano messe in atto operazioni "visibili" di difesa, denuncia, protesta, per il mantenimento del San Luca, delle caratteristiche di ospedale per acuti con pronto soccorso e definizione, da parte della Regione, di un progetto chiaro in materia di sanità per il territorio altopolesano».
fonte: Il Gazzettino, Martedì 20 Dicembre 2011
Il problema del trasferimento al piano rialzato
Il sindaco Antonio Laruccia: «Sono rimasto sbalordito»
Incontro con i sindacati al San Luca: "Queste persone ora dovranno anche rispondere al telefono e accudire i pazienti del pronto soccorso"
Il problema in questi giorni all'ospedale San Luca di Trecenta è quello del trasferimento del personale di emergenza del Suem dal piano terra al piano rialzato, in un pronto soccorso che non ha lo spazio per ospitarli.
Per questo si sono dati appuntamento, nel giorno di sciopero, i rappresentanti sindacali Davide Benazzo (Cgil), Antonio Barbiani (Cisl), Romano Aio e D’Emanuele Scarparo (Uil), insieme al sindaco di Trecenta Antonio Laruccia, l’assessore provinciale alla Salute Guglielmo Brusco e alcuni dipendenti, tra i quali Paola Panziera, (consigliere comunale) in sciopero. "Vogliamo dimostrarvi il disagio di queste persone che, invece di stare ad aspettare le chiamate d’emergenza vicino ai loro mezzi, ora devono anche rispondere al telefono e accudire i pazienti del pronto soccorso", spiegano i sindacati.
Il sindaco ha dichiarato «Solitamente non entro nel merito di questioni organizzative perché penso che ci siano persone preparate, ma questa volta sono davvero rimasto sbalordito. Non capisco il senso di questa riorganizzazione interna che oltre tutto allunga i tempi per gli autisti del Suem e mette il personale in spazi angusti».
Secondo il vicepresidente della Provincia Guglielmo Brusco le cose dovrebbero essere concordare con i lavoratori: «Girano voci che la presenza dei medici al pronto soccorso del San Luca verrà ridotta a 12 ore. Oltre a questo provvedimento organizzativo che non è certamente utile come invece vogliono farci credere, proseguono i tagli a questo ospedale».
E a far valere i diritti dei cittadini c'è anche il Comitato per la difesa del San Luca che chiede sia avviata realmente un'azione di sinergia, come promesso nell'incontro tenuto al Comunale di Trecenta nel marzo scorso. «Chiediamo siano messe in atto operazioni "visibili" di difesa, denuncia, protesta, per il mantenimento del San Luca, delle caratteristiche di ospedale per acuti con pronto soccorso e definizione, da parte della Regione, di un progetto chiaro in materia di sanità per il territorio altopolesano».
08 dicembre 2011
Riesplode la protesta a Trecenta per salvare l’ospedale
Dal Gazzettino di sabato 3 dicembre 2011
Striscioni del comitato dei residenti esposti ieri verso sera lungo la strada del nosocomio. Il sindaco: «Venezia non ci risponde»
Striscioni del comitato dei residenti esposti ieri verso sera lungo la strada del nosocomio. Il sindaco: «Venezia non ci risponde»
“Ricordati Regione - il San Luca - la nostra salute”, “Per il San Luca solo promesse”, “Ci ricorderemo di te con il voto”. Questi sono alcuni degli slogan che appaiono sugli striscioni disposti ieri verso sera lungo il viale di accesso all'ospedale altopolesano. È una nuova iniziativa del comitato civico spontaneo che difende l'ospedale di Trecenta, chiedendo pari dignità per i cittadini dell'Alto Polesine, rispetto ai residenti nel Medio e Basso Polesine.
Riprende con vigore, dunque, la civile protesta dei cittadini che vogliono mettere la situazione del San Luca sotto i riflettori, dopo le ulteriori recenti contrazioni dei servizi forniti.
Come ha spiegato il sindaco di Trecenta, Antonio Laruccia, la protesta intende sensibilizzare la Regione del Veneto per una decisione definitiva che consenta al San Luca di essere un ospedale per acuti, non un cronicario per anziani.
«Non ci risulta che sia ancora stata presa in esame la richiesta avanzata di non tener conto degli standard previsti per gli ospedali, in quanto ci troviamo con un elevato tasso di anziani e in presenza di una situazione viaria disagiata».
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Oggi ho fatto un giro a Trecenta e ho visto gli striscioni di cui parla l'articolo ma anche quelli sulla rotatoria di accesso all'ospedale e in piazza, sul teatro comunale e in altri luoghi. Veramente una mobilitazione straordinaria.
Rappresentanti del comitato civico stanno girando per i comuni dell'alto polesine per consegnare ai sindaci striscioni analoghi da appendere alle facciate dei municipi. Una bella idea che speriamo trovi accoglienza in tutte le amministrazioni comunali.
02 dicembre 2011
Consiglio provinciale di Rovigo, unanimità sulle modifiche al piano socio-sanitario regionale per il mantenimento dei servizi ospedalieri
fonte: http://rovigooggi.it/articolo/2011-11-29/venezia-razionalizzi-ma-non-a-danno-delle-eccellenze/
Integrare i servizi pubblici e quelli privati
No al depotenziamento delle strutture ospedaliere polesane
Rovigo - Barricata contro i tagli alle strutture ospedaliere polesane. Il consiglio provinciale di lunedì 28 novembre, durato poco più di quattro ore, ha approvato all'unanimità una serie di richieste alla Regione Veneto per impedire che il piano sociosanitario regionale indebolisca il servizio sanitario provinciale.
A rischio i reparti dell'ospedale San Luca di Trecenta, il nosocomio rodigino e l'ospedale di Adria che per Angelo Sivier (foto a lato), consigliere provinciale Pd, sono delle eccellenze, come l'oncoematologia o la neurochirurgia per citarne un paio. "Abbiamo chiesto alla Regione - spiega Sivier - di attuare sì un adeguato lavoro di razionalizzazione dei servizi, evitando però quei tagli che potrebbero mettere a rischio quanto la strutturazione complessiva della sanità, sia pubblica che privata, in Polesine è riuscita in questi anni ad assicurare ai cittadini. A tal proposito abbiamo già avuto qualche segnale positivo che le nostre specialità saranno garantite".
Integrare i servizi pubblici e quelli privati
No al depotenziamento delle strutture ospedaliere polesane
Rovigo - Barricata contro i tagli alle strutture ospedaliere polesane. Il consiglio provinciale di lunedì 28 novembre, durato poco più di quattro ore, ha approvato all'unanimità una serie di richieste alla Regione Veneto per impedire che il piano sociosanitario regionale indebolisca il servizio sanitario provinciale.
A rischio i reparti dell'ospedale San Luca di Trecenta, il nosocomio rodigino e l'ospedale di Adria che per Angelo Sivier (foto a lato), consigliere provinciale Pd, sono delle eccellenze, come l'oncoematologia o la neurochirurgia per citarne un paio. "Abbiamo chiesto alla Regione - spiega Sivier - di attuare sì un adeguato lavoro di razionalizzazione dei servizi, evitando però quei tagli che potrebbero mettere a rischio quanto la strutturazione complessiva della sanità, sia pubblica che privata, in Polesine è riuscita in questi anni ad assicurare ai cittadini. A tal proposito abbiamo già avuto qualche segnale positivo che le nostre specialità saranno garantite".
30 novembre 2011
Che fine hanno fatto i 100 milioni per la lotta alla Sla?
Nel precedente post "100 milioni per la lotta alla Sla. 7,8 al Veneto" ho dato notizia dell'accordo in Conferenza Stato Regioni sul riparto regionale del fondo per la non autosuffcienza che assegna 100 milioni di euro alle regioni per la lotta alla Sla.
Che fine ha fatto?
Ho cercato sul web per vedere se la regione Veneto ha adottato qualche provvedimento e ho trovato un comunicato stampa del 22/11/2011. Vi si legge: La Giunta veneta, su proposta dell’Assessore regionale ai servizi sociali Remo Sernagiotto, ha deliberato il riparto per il 2011 del fondo regionale per la non autosufficienza pari a 27 milioni 240 mila euro. Ne dà notizia lo stesso Assessore il quale aggiunge che ora la proposta di ripartizione sarà inviata alla competente commissione del consiglio regionale per riceverne il parere di legge “per la conferma dell’atto o con le eventuali modifiche – precisa Sernagiotto – di cui terremo debito conto”.
Il comunicato non fa riferimento ai 7,8 milioni per la lotta alla Sla.
L'accordo in Conferenza Stato Regioni è stato raggiunto nella seduta del 27 ottobre scorso e consiste in un parere favorevole ad uno schema di decreto del Ministero del lavoro di concerto con altri. Ho fatto allora una ricerca sulla Gazzetta Ufficiale per verificare se è stato pubblicato ma fino ad oggi non ho trovato nulla. Nel frattempo il governo è cambiato ... speriamo che si siano passati le consegne.
03 novembre 2011
100 milioni per la lotta alla Sla. 7,8 al Veneto
fonti:
http://www.confinionline.it/ShowEvNews.aspx?Prog=25601
http://www.aisla.it/
Nella riunione della Conferenza Stato Regioni del 27 ottobre 2011 è stato raggiunto l'accordo sul riparto regionale del Fondo per la non autosufficienza previsto dal Governo a sostegno dell’assistenza domiciliare, degli assistenti familiari e delle attività svolte dai congiunti che prestano assistenza ai malati di Sla; 100 milioni di euro destinati interamente alla realizzazione di prestazioni, interventi e servizi socio-sanitari in favore delle persone affette da Sla, aggiuntivi e non sostitutivi a quelli già previsti.
Di questi 100 milioni 7,8 sono stati assegnati al Veneto. La regione dovrà, a sua volta, ripartirli tra le Ulss.
http://www.confinionline.it/ShowEvNews.aspx?Prog=25601
http://www.aisla.it/
Nella riunione della Conferenza Stato Regioni del 27 ottobre 2011 è stato raggiunto l'accordo sul riparto regionale del Fondo per la non autosufficienza previsto dal Governo a sostegno dell’assistenza domiciliare, degli assistenti familiari e delle attività svolte dai congiunti che prestano assistenza ai malati di Sla; 100 milioni di euro destinati interamente alla realizzazione di prestazioni, interventi e servizi socio-sanitari in favore delle persone affette da Sla, aggiuntivi e non sostitutivi a quelli già previsti.
Di questi 100 milioni 7,8 sono stati assegnati al Veneto. La regione dovrà, a sua volta, ripartirli tra le Ulss.
16 ottobre 2011
Ancora finanziamenti alla sanità privata. E ancora segnalazioni preoccupanti sul San Luca
fonte: http://www.rovigooggi.it/articolo/2011-10-14/inflazione-e-ottimizzazione-aziendale-due-parole-che-raggelano/
SANITA' ROVIGO Guglielmo Brusco chiama in causa la Corte dei conti per altri finanziamenti alla sanità privata deliberati dalla Regione Veneto.
L'allarme San Luca di Trecenta non è per niente finito.
Guglielmo Brusco chiede alla Conte dei conti di Venezia di far chiarezza sulle delibere regionali in merito alla sanità privata. Al centro dell’indagine dell’assessore della Provincia di Rovigo ci sono gli 8 milioni di euro versati come indennità alle strutture private.
E sull'ospedale di Trecenta afferma: “Speravo di potermi tranquillizzare dopo l’incontro avuto con la quinta commissione regione e con Leonardo Padrin - afferma Brusco - purtroppo l’effetto è stato contrario. Mi arrivano sempre più insistentemente segnalazioni preoccupanti dai reparti di Radiologia, Endoscopia, Ostetricia ginecologia, cardiologia e chirurgia del nosocomio di Trecenta”.
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SANITA' ROVIGO Guglielmo Brusco chiama in causa la Corte dei conti per altri finanziamenti alla sanità privata deliberati dalla Regione Veneto.
L'allarme San Luca di Trecenta non è per niente finito.
Guglielmo Brusco chiede alla Conte dei conti di Venezia di far chiarezza sulle delibere regionali in merito alla sanità privata. Al centro dell’indagine dell’assessore della Provincia di Rovigo ci sono gli 8 milioni di euro versati come indennità alle strutture private.
E sull'ospedale di Trecenta afferma: “Speravo di potermi tranquillizzare dopo l’incontro avuto con la quinta commissione regione e con Leonardo Padrin - afferma Brusco - purtroppo l’effetto è stato contrario. Mi arrivano sempre più insistentemente segnalazioni preoccupanti dai reparti di Radiologia, Endoscopia, Ostetricia ginecologia, cardiologia e chirurgia del nosocomio di Trecenta”.
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Il San Luca resti così com'è
fonte: http://www.rovigooggi.it/articolo/2011-10-07/tagli-questo-ospedale-ha-gia-dato/
SANITA' ROVIGO Piano socio-sanitario regionale 2012-2014. Gli amministratori polesani firmano un documento a difesa del San Luca di Trecenta
Il "San Luca resti così com'è" chiede il documento che il Polesine, con la firma trasversale della politica locale, ha consegnato nella mani di Leonardo Padrin, presidente della commissione sanità del Veneto. L'ospedale di Trecenta è già stato vittima negli anni di ridimensionamenti e tagli importanti. "Che rimanga un ospedale per acuti" sottolinea il sindaco Antonio Laruccia.
... Che il Polesine abbia "già dato" in termini di riorganizzazione lo conferma Guglielmo Brusco che, rivolgendosi a Padrin, gli chiede di non eliminare i posti letto degli ospedali pubblici ma di andare a ridurli nelle strutture private, visto l'uso sanitario pubblico che si fa di tali strutture. "Negli ultimi anni abbiamo perso circa 480 posti letto pubblici - conclude - non è il caso di fare ulterori tagli".
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Vedi post precedente.
SANITA' ROVIGO Piano socio-sanitario regionale 2012-2014. Gli amministratori polesani firmano un documento a difesa del San Luca di Trecenta
Il "San Luca resti così com'è" chiede il documento che il Polesine, con la firma trasversale della politica locale, ha consegnato nella mani di Leonardo Padrin, presidente della commissione sanità del Veneto. L'ospedale di Trecenta è già stato vittima negli anni di ridimensionamenti e tagli importanti. "Che rimanga un ospedale per acuti" sottolinea il sindaco Antonio Laruccia.
... Che il Polesine abbia "già dato" in termini di riorganizzazione lo conferma Guglielmo Brusco che, rivolgendosi a Padrin, gli chiede di non eliminare i posti letto degli ospedali pubblici ma di andare a ridurli nelle strutture private, visto l'uso sanitario pubblico che si fa di tali strutture. "Negli ultimi anni abbiamo perso circa 480 posti letto pubblici - conclude - non è il caso di fare ulterori tagli".
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Vedi post precedente.
05 ottobre 2011
Ospedale "San Luca". Nessuna rassicurazione da parte della quinta commissione regionale
fonte: http://www.rovigooggi.it/articolo/2011-10-03/san-luca-sull-orlo-del-baratro/
Sconfortante il resoconto di rovigooggi.it sulla riunione di molti amministratori della provincia di Rovigo con Leonardo Padrin, presidente della quinta commissione regionale, lo scorso 3 ottobre.
Padrin che ha dichiarato: "Gli emendamenti che mi sono stati presentati dalla conferenza dei sindaci sono tutti condivisibili. Di sicuro durante i prossimi incontri della commissione terremo conto sia della conformazione del Polesine e dei suggerimenti proposti dai sindaci. Però le linee giuda del nuovo piano socio sanitario sono indirizzate verso l’accentramento dei servizi”.
Le conclusioni che ne trae rovigooggi.it sono drammatiche. Si legge: "Sicuramente i 10 milioni di euro che l’Ulss 18 non riceverà dalla Regione saranno decurtati dai servizi del San Luca e non da quelli del Santa Maria Misericordia di Rovigo. Ciò significa che molto probabilmente il nosocomio di Trecenta potrebbe rimanere un centro per urgenze ed di servizi ambulatoriali, mentre i ricoveri, i pochi che rimarrebbero, dovrebbero essere indirizzati a Rovigo".
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Sconfortante il resoconto di rovigooggi.it sulla riunione di molti amministratori della provincia di Rovigo con Leonardo Padrin, presidente della quinta commissione regionale, lo scorso 3 ottobre.
Padrin che ha dichiarato: "Gli emendamenti che mi sono stati presentati dalla conferenza dei sindaci sono tutti condivisibili. Di sicuro durante i prossimi incontri della commissione terremo conto sia della conformazione del Polesine e dei suggerimenti proposti dai sindaci. Però le linee giuda del nuovo piano socio sanitario sono indirizzate verso l’accentramento dei servizi”.
Le conclusioni che ne trae rovigooggi.it sono drammatiche. Si legge: "Sicuramente i 10 milioni di euro che l’Ulss 18 non riceverà dalla Regione saranno decurtati dai servizi del San Luca e non da quelli del Santa Maria Misericordia di Rovigo. Ciò significa che molto probabilmente il nosocomio di Trecenta potrebbe rimanere un centro per urgenze ed di servizi ambulatoriali, mentre i ricoveri, i pochi che rimarrebbero, dovrebbero essere indirizzati a Rovigo".
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