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29.1.15

La sanità pubblica è ancora un diritto?

Lettera aperta del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" a Luca Zaia.

Si accumulano i disagi per la popolazione. Del piano socio sanitario regionale camminano solo gli aspetti più negativi.

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Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Data, 29 gennaio 2015

Governatore Zaia il Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca le chiede chiarezza perché non gli piace quello che teme di aver già capito.
20 gennaio 2015 “Sanità Del Veneto”: UN DOSSIER ALLARMANTE - un’indagine regionale rivela negligenze e tempi morti nell’impiego dei macchinari.
27 gennaio il discorso cambia: nel Veneto virtuoso è stato effettuato un lavoro corrispondente alle costose risorse tecnologiche in dotazione.
A noi non risulta. A noi risulta che le liste d’attesa (anche per prestazioni senza macchinari) lasciano a desiderare, per carenza di risorse.
Il Veneto resta la Regione con meno medici, i primari non vengono sostituiti e mancano infermieri.
Il denaro scarseggia, lo sappiamo. Ma dipende anche dalla scelta di sperperare in iniziative che sono solo spot. La trovata delle visite di notte, senza centrare l’obiettivo, è costata ai Veneti, in un anno, 7 milioni di euro e ne spendiamo 470.000 per gli steward nei Pronto Soccorso.
L‘eccezionalità dell’afflusso ai Pronto Soccorso a causa dell’influenza mette in evidenza il problema del taglio dei posti ma anche la carenza di assistenza sul territorio.
E dalla prossima settimana al San Luca si darà una buona spinta ai tagli programmati dal Piano socio-sanitario regionale, il che comporta carenza di posti letto, insufficienza ulteriore di medici, di infermieri, di operatori socio-sanitari.
Si gioca al massacro sul San Luca dicendo che la sanità moderna è una sanità territoriale che cura e accompagna l’ammalato a casa (e su questo possiamo essere d’accordo ), mentre nella realtà viene smantellato il San Luca e contemporaneamente è ridotta l’attività di assistenza sul territorio (Adi – ambulatori – punti sanità).
Governatore, ha dimenticato l’obiettivo di perseguire l’integrazione dell’ospedale con la rete territoriale di riferimento, obiettivo che prevede, per legge, operazioni contestuali?
Per il miglioramento del sistema sanitario regionale non è sufficiente una informazione come questa: “Gentile Signore/Signora desideriamo renderLa partecipe che il Servizio Sanitario Regionale ha impiegato euro …. per il Suo percorso di cura”. È solo sgradevole, ingiusta e umiliante. Sconcerta ed infastidisce. Sembra un vizio della mente o un’incrostazione del cuore la scelta di inventare ottimistiche comunicazioni verbali sulla salute dei cittadini.
Purtroppo la voce dei cittadini non viene accolta dalla Regione (e nemmeno dal Governo) e si torna a parlare di sforbiciate.
Onestamente si fatica a comprendere l’efficace razionalità di certe recenti decisioni della giunta regionale.
Si vorrebbe che il suo governo (in compagnia con quello nazionale) si decidesse a dire come la pensa: la sanità pubblica è ancora un diritto o è stato cancellato a nostra insaputa l’articolo 32 della Costituzione Italiana?


Per il Comitato - La portavoce, Jenny Azzolini
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28.1.15

La Cgil chiama la politica a discutere del piano socio sanitario regionale

Imminenti i tagli ai posti letto
Il vuoto sui servizi territoriali

La Cgil torna a parlare di sanità e organizza per sabato 7 febbraio una tavola rotonda sul tema "Ospedale Hub e territorio: realtà o miraggio?"
L'evento si terrà a Rovigo, presso l'aula magna della cittadella socio-sanitaria di Viale Tre Martiri (sede dell'Ulss 18) alle ore 9.30.
Molti pezzi grossi tra i relatori, speriamo che la sostanza sia all'altezza del ruolo.
Sotto esame sarà, inevitabilmente, il piano socio sanitario della regione Veneto che, entro quest'anno, dovrà essere applicato nella sua interezza. Ma mentre si cominciano a toccare con mano gli aspetti più negativi - liste d'attesa, la carenza di personale medico e infermieristico, la penuria dei fondi per gli ausili, un'assistenza domiciliare ferma da anni su standard troppo rigidi - non si vedono tracce di quei servizi territoriali che dovrebbero compensare i pesanti tagli ai posti letto.
Scarica la locandina.
Vedi anche il precedente post "Cgil: «Ulss 18 verso il collasso». Assistenza a rischio"

27.1.15

Cgil: «Ulss 18 verso il collasso». Assistenza a rischio

Altri tagli alla sanità: drammatica riduzione del personale, turni di 12 ore


Da Il Resto del Carlino di venerdì 23 gennaio 2015

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Ancora tagli al personale dell'Ulss 18. Tra le corsie entro fine del 2015 medici, infermieri e operatori sanitari diminuiranno ulteriormente. Gli ospedali di Rovigo e di Trecenta dovranno fare
a meno, in totale, di circa 30 teste.
A denunciarlo il segretario della Funzione pubblica della Cgil, Davide Benazzo e il coordinatore del Rsu dell'Ulss 18, Riccardo Mantovan. «L'ultima delibera regionale ha deciso per un taglio di circa un milione di euro della spesa del personale - spiega Benazzo – costo che era calato di un ulteriore milione già nel periodo 2013-2014».
«Questo si traduce in un collasso del sistema di salute veneto - spiega il segretario – con una drammatica riduzione del numero dei dipendenti avvenuta in quattro anni». Se infatti nel 2001 il comparto dell'Ulss 18 era formato da 2042 tra medici, infermieri e personale amministrativo, più
500 dirigenti, nel 2013 sono scesi a 2195 totali. A settembre 2014 il personale corrispondeva a 2184, senza considerare l'ulteriore calo in seguito ai pensionamenti di dicembre.
«Con questo ennesimo taglio del personale, l'assistenza ospedaliera sarà sempre più inefficiente – spiega Benazzo . La Regione si è preoccupata di mettere gli steward per l'accoglienza dei pazienti nelle sale d'aspetto. Figure che, in teoria, dovrebbero essere ricoperte da un infermiere con borsa di studio e da un operatore socio sanitario, ma che in verità, sono affidati a personale in servizio, già ridotto all'osso.
«Sortino in questi giorni parla alla stampa dell'influenza e dell'ospedale di Schiavonia, invece di evidenziare il dramma in cui si trova attualmente lo stesso pronto soccorso di Rovigo – spiega il segretario - Un solo infermiere si deve occupare di 20 pazienti presenti in astanteria, ossia nella cosiddetta 'area rossa', con letti e barelle lungo il corridoio e pazienti lasciati in balia di se stessi.
«Sortino non dice che in questi giorni, a causa del forte virus influenzale, non si sanno dove ricoverare gli anziani colpiti dall'epidemia perché non ci sono posti letto e che dei famosi 'posti intermedi' promessi dalla Regione dopo i tagli, non vi è traccia.
«Personale che manca, arrivato in certi reparti al di sotto del minimo sindacale previsto nei giorni di sciopero e diminuzione della qualità del servizio, oltre che aumento del rischio in tema di sicurezza operativa.
«Gli infermieri in rianimazione sono passati da 7 a 5 - spiega il coordinatore di Rsu dell'Ulss 18, Riccardo Mantovan - ed il personale Suem è costretto a svolgere ore di straordinario per riuscire a coprire una parte del territorio.
«Drammatica anche la situazione del reparto di Emodinamica dove gli infermieri si ritrovano a lavorare 12 ore al giorno per assicurare il servizio e l'assistenza a tutti i pazienti».
Ed il coordinatore sindacale spiega: «I reparti di pneumologia, medicina e geriatria operano costantemente con 6/7 posti letto bis, privi di comodini e ausili minimi e con organici, soprattutto durante il fine settimana, molto al di sotto dei livelli minimi assistenziali che non tengono conto naturalmente dei letti aggiuntivi.
«I servizi di diagnostica (come il laboratorio analisi e l'anatomia patologica) arrivano ad inventarsi una pronta disponibilità (non remunerata) per darsi supporto nei momenti di criticità».
E Benazzo lancia la proposta: «Serve nuovo personale subito (considerando anche che l'età media dei dipendenti dell'Ulss 18 che è di circa 50 anni) . La soluzione è chiedere una deroga alla Regione per permettere nuove assunzioni anche a tempo determinato, come ha proposto l'Ulss di Padova.
Roberta Merlin
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16.1.15

Pronto Soccorso. Caos in tutta Italia

Da quotidianosanita.it

Barelle, materassi per terra, personale insufficiente e stressato. Anaao: “Dall'addio al posto fisso alla fine del posto letto fisso”

Disagi lungo tutta la penisola, con corridoi intasati e ambulanze bloccate per ore negli ospedali. Alla base il picco delll'influenza, ma anche ragioni strutturali legati alla carenza di personale e di posti letto. Il sindacato dei medici dirigenti lancia l'allarme: " Lo stato dei Pronto Soccorso è diventato l’unico elemento nazionale di un Servizio Sanitario balcanizzato fino nell’attribuzione delle competenze professionali”


13 GEN - Ore di attesa prima di un ricovero, barelle addensate lungo i corridoi, il nervosismo che serpeggia in corsia. Sono giorni travagliati per i Pronto Soccorso italiani sovraffollati e, in molti casi, al collasso da Nord a Sud, accomunati da difficoltà analoghe che stanno persino azzerando le differenze geografiche. “Da Napoli a Genova, da Ancona a Roma – lancia l’allarme l’Anaao Assomed - sono sospesi i ricoveri programmati e le foto di pazienti posteggiati sul tavolo operatorio, su panche o su barelle sottratte alle ambulanze, affollano il web. Ed i ‘barellati’ perenni, le corsie strapiene, gli operatori stravolti riempiono le pagine delle cronache cittadine. E non è ancora arrivato il picco di epidemia influenzale. Per una volta la latitudine non c’entra e lo stato dei Pronto Soccorso è diventato l’unico elemento nazionale di un Servizio Sanitario balcanizzato fino nell’attribuzione delle competenze professionali”.
....
Per questo lo smottamento organizzativo dei Pronto Soccorso è “il primo segnale tangibile della insostenibilità di questa situazione”. Di fronte all’aumento dei pazienti cronici, “si tagliano risorse e posti letto agli ospedali. Il diritto ad essere curato in maniera appropriata ed in condizioni dignitose è diventato quasi un privilegio. Dall’addio al posto fisso alla fine del “letto fisso”. Come nei Promessi Sposi. Oggi lo regaliamo noi un tweet ed un hashtag ai nostri governanti: “Di nuovo i lazzaretti. La Sanità italiana #cambiaera”.
Leggi l'articolo completo.
Vai al comunicato stampa di Anaao Assomed.

15.1.15

Ulss 18. L'odissea di alcune famiglie altopolesane

Ospedale di Trecenta: tempi d'attesa che portano utenti nelle strutture private e macchine usate per poche ore la settimana.
Ospedale di Rovigo: esistono ancora camere senza bagno.
In entrambi i casi, lamentele per il cibo.

Con una lettera aperta ai responsabile della sanità polesana e regionale Guglielmo Brusco, ex assessore provinciale, denuncia vari casi di disagio per i cittadini polesani.

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SANITA’ – ODISSEA DI FAMIGLIE ALTOPOLESANE –

Lettera aperta al Direttore Generale dell'Ulss 18, Dr. Arturo Orsini, al Presidente della Conferenza dei Sindaci Dr. Antonio Bombonato e al Presidente della Regione Veneto, Dr. Luca Zaia.

In questi ultimi 3 mesi, vissuti da semplice cittadino altopolesano, mi sono reso conto che, come Assessore Provinciale alla Sanità, nei miei interventi pubblici a difesa dei nostri concittadini, ho un po’ esagerato. Si, sono stato troppo tenero, troppo moderato.
Naturalmente a sostegno di questo mia convinzione porto la testimonianza di due famiglie altopolesane, alle quali in questi ultimi mesi sono successe alcune spiacevoli cose.
  • Per una risonanza magnetica ad una famigliare (schiena-anca), per tempi e modalità più rapidi si è dovuto, nonostante la preferenza per le strutture pubbliche…. ricorrere al privato Centro Medico di Rovigo. Stessa cosa, per far accertare ad un figlio, l’entità di un infortunio al piede.
Insomma, per gli altopolesani la Risonanza Magnetica è un miraggio da rincorrere non nel proprio ospedale, il San Luca, ma emigrando almeno a Rovigo e probabilmente in strutture private.
  • Per un altro esame a famigliare, l’elettromiografia (una volta eseguita per gli esterni anche al San Luca), per avere tempi rapidi c’è stata emigrazione persino in un Centro privato del Padovano!
  • Infine, la più anziana della famiglia, il 22 gennaio 2015, per esame di densitometria, andrà all’Ospedale di Adria. Tale esame sarebbe possibile anche a Trecenta, ma con più lunghi tempi d’attesa (il macchinario del San Luca funziona solo poche ore la settimana).
Per onor del vero, mi si dice che in tutti i casi elencati e già finiti , l’accoglienza e le modalità di erogazione degli esami eseguiti dai soggetti privati, è stata giudicata buona. Io rimango comunque convinto che tali esami, con una più forte organizzazione, potrebbero tranquillamente essere eseguiti in ospedali ed ambulatori pubblici, anche con notevoli vantaggi economici per le casse regionali.
Per completare le testimonianze e passare dallo specialistico-ambulatoriale all’ospedaliero, informo che un’altra famiglia mi ha informato di una parente che dopo un soddisfacente accesso al Pronto Soccorso di Rovigo ( perché quello di Trecenta evidentemente non è all’altezza di quello dell’ospedale del Capoluogo) è stata ricoverata al Blocco M 1 – SOC Oncologica dell’Ospedale di Rovigo, fortunatamente senza gravi problemi. Lì, oltre al cordiale ed efficiente personale, ha trovato, udite udite, una camera senza il bagno e con servizi igienici promiscui (donne e uomini!), situati in corridoio. Una vergogna, pensando a quanto speso per la nuova entrata dell’ospedale di Rovigo ed alle decine di camere con bagno che esistono al San Luca e che non sono utilizzate per pratiche di ricovero ospedaliero!!!
Termino riprendendo un tema già da me sollevato alcuni mesi fa, nelle vesti di assessore provinciale. L’ultima signora citata, mi ha dichiarato che riusciva a mangiare ben poco del cibo fornito dall'Ulss 18. Cibo non gradito, come tanti altri mi hanno testimoniato. Sarebbe il caso di sapere se ciò deriva da un problema di qualità del cibo fornito o è dovuto alle particolari e troppo raffinate esigenze alimentari di tutti quanti mi hanno segnalato questo problema. Situazione conosciuta dal Direttore Generale? E se si, cosa ha fatto per risolverla?
Domanda finale: cosa pensano di fare gli altopolesani e i loro sindaci? Patire ancora e stare zitti? O chiedere con forza ai Dottori Orsini, Bombonato e Zaia, di fare molto di più per loro?

Trecenta, 13 gennaio 2015

Guglielmo Brusco – Cittadino altopolesano.

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28.12.14

Fondi per la salute, tagli reali per oltre due miliardi

Da Il Sole 24 ore, mercoledì 24/12/2014

Come nel gioco dell'oca, il Fondo 2015 per la salute aumenta di 2 miliardi, ma la dote vera per la sanità si ridurrà per gli italiani di una cifra anche superiore. Un passo avanti, più di uno indietro.
Effetto dei tagli alle regioni da 4 miliardi, che in un modo o nell'altro i governatori riverseranno proprio sulle cure: chi dice per 2 miliardi, chi ritiene ben di più.
...
Leggi l'articolo completo.

21.12.14

Stato Sanitario del Paese. Tutti i topics della relazione del ministero

fonte: quotidianosanita.it

Italiani più 'vecchi' e più 'cronici'. Bambini troppo sedentari. Odontoiatria pubblica sempre più chimera.

Consumo alcol sotto media Ue e si fuma di meno. Prime di cause di morte: malattie circolatorie, tumori e patologie respiratorie. Sempre meno prestazioni odontoiatriche nel pubblico. Boom della farmacovigilanza: ma solo 1 caso su 3 è stato ritenuto grave. Il futuro del Ssn? Riordino ospedali e cure primarie, farmacia dei servizi e potenziamento del ruolo delle professioni sanitarie.

Documenti scaricabili:

20.12.14

Ospedali pubblici. Il documento della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18

Dopo il resoconto pubblicato da La Voce di Rovigo sono finalmente in grado di pubblicare il testo completo del documento approvato dalla conferenza dei sindaci lo scorso 9 dicembre.

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09/12/2014
CONFERENZA DEI SINDACI

DOCUMENTO DGRV 1630 DEL 9 SETTEMBRE 2014

La Conferenza dei Sindaci dell’ULSS 18 di Rovigo, riunita nella seduta del 9 dicembre 2014, con riferimento ai contenuti e prescrizioni della Delibera di Giunta Regionale Veneta n. 1630 del 9 settembre 2014, pubblicata sul BUR n. 91 del 19/09/2014,

DENUNCIA
La violazione formale e sostanziale di quanto approvato con il PSSR 2012-2016 con riferimento alle specialità di Emodinamica per l’Ospedale di Rovigo e di Neuroriabilitazione per l’Ospedale di Trecenta; per l’effetto

CONSTATA
Il formale disconoscimento di quanto previsto nell’indicato atto di programmazione (PSSR 2012-2016) e nelle schede di dotazione ospedaliera e territoriale di cui alla DGR n. 2122 del 19 novembre 2013;

RESPINGE
Per il territorio dell’ULS 18 di Rovigo e per l’intero Polesine, qualsiasi atto e/o decisione che, di fatto, porti ad un “declassamento e depotenziamento sostanziale” delle strutture sanitarie, cui conseguirebbe il certo danno alla popolazione Polesana, non producendo neppure, né per l’immediato né in previsione futura, quei risparmi di spesa che, strumentalmente, sono utilizzati a giustificazione di scelte programmatiche territoriali;

Per quanto sopra, la Conferenza dei Sindaci, nella propria veste istituzionale,

CHIEDE
Senza alcuna mediazione e con sollecitudine:
  • Il ripristino di quanto proposto nell’Atto dell’Azienda ULSS 18, redatto in conformità con quanto previsto dal PSSR e nelle Schede di dotazione Ospedaliera e Territoriale, anche con un intervento della 5^ Commissione e del Consiglio Regionale che, nei fatti, sono stati estromessi dal proprio ruolo per quanto riguarda la programmazione;
  • La conferma del ruolo di HUB per l’Ospedale Civile di Rovigo;
  • La conferma di quanto previsto per l’Ospedale Civile “San Luca” di Trecenta, ribadito anche dalle schede di dotazione ospedaliera e territoriale, evitando di disattendere gli atti ufficiali della Regione con potere programmatico non di competenza della Giunta Regionale Veneta, con violazione delle competenze degli organi istituzionali;
  • Di valutare la previsione, così come indicato nell’Atto Aziendale dell’Azienda ULSS 18 di Rovigo, dell’UOD di Chirurgia maxillo-facciale;
  • Di fissare, entro breve termine e comunque senza ritardo, un incontro con il Presidente della Regione nonché con il Presidente della V Commissione per discutere del presente documento;

INVITA
I rappresentanti del Polesine in Consiglio Regionale e in Giunta Regionale Veneta a ribadire il ruolo della Sanità Pubblica nella nostra provincia;

SI RISERVA
Ogni azione, anche in sede legale, in difesa della Sanità Polesana, delle sue professionalità e della sua specificità;

INVIA
Il presente atto al Presidente della Giunta Regionale del Veneto, al Presidente della 5^ Commissione Regionale, all’Assessore alla Sanità della Regione Veneto, al Ministro della Salute, ai Consiglieri Regionali Polesani e ai Parlamentari Polesani.

Il Presidente della Conferenza dei Sindaci - F.to Antonio Bombonato  
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13.12.14

Ulss 18. Tagli, insorgono i sindaci

fonte: La Voce di Rovigo, sabato 13 dicembre 2014

SALUTE

Contro il ridimensionamento di Emodinamica


ROVIGO - Per la conferenza dei sindaci siamo di fronte a una "violazione formale e sostanziale di quanto approvato con il Pssr 2012-2016 con riferimento alle specialità di Emodinamica per l'ospedale di Rovigo e di Neuroriabilitazione per l'ospedale di Trecenta". Di recente infatti si è appreso che la Regione avrebbe intenzione di ridimensionare i servizi polesani in contrasto appunto con il piano sociosanitario regionale, documento programmatico già deliberato e ufficiale.
Sulla questione insorge, come primo atto, la conferenza dei sindaci guidata da Antonio Bombonato. In un documento i primi cittadini dell'Ulss 18 respingono "per il territorio dell'Ulss 18 di Rovigo e per l'intero Polesine, qualsiasi atto o decisione che, di fatto, porti ad un "declassamento e depotenziamento sostanziale" delle strutture sanitarie, cui conseguirebbe il certo danno alla popolazione Polesana, non producendo neppure, né per l'immediato né in previsione futura, quei risparmi di spesa che, strumentalmente, sono utilizzati a giustificazione di scelte programmatiche territoriali". Bombonato sostanzialmente intima alla Regione il ripristino dei fondi destinati ai servizi e un incontro urgente con Luca Zaia in persona e con il presidente della Commissione sanità della Regione che starebbe appunto, in questi giorni, predisponendo i tagli. "L'obiettivo è ribadire il ruolo della sanità pubblica nella nostra provincia" conclude Bombonato.

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10.12.14

Un flash mob per difendere la sanità

Da Il Resto del Carlino, mercoledì 10 dicembre 2014

Protesta del comitato per il San Luca alla conferenza dei sindaci


CONFERENZA dei sindaci con tanto di protesta ieri pomeriggio davanti all'Ulss 18. Secondo il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca, si tratta di una vera e propria emergenza: la delibera di giunta regionale 1630 del 9 settembre ridimensionerà pesantemente la sanità in Polesine. Ieri pomeriggio, il comitato ha deciso di manifestare davanti alla Cittadella socio-sanitaria, in occasione della riunione della Conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 di Rovigo, per sollecitare l'attenzione dei primi cittadini polesani nei confronti delle pesanti prescrizioni che il decreto regionale impone all'Ulss 18.
... «Abbiamo incontrato la piena sensibilità dei sindaci presenti - commenta Jenny Azzolini, portavoce del comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca, ospedale di Trecenta - hanno partecipato alla discussione ben 31 sindaci sui 40 componenti. L'argomento è stato anticipato rispetto al previsto e tutti i presenti si sono trovati concordi nel giudicare ingiustificate le decisioni della Regione che addirittura sembra stravolgere le proprie disposizioni precedenti: non c'è alcuna giustificazione economica dietro questi tagli».
...  la Conferenza dei sindaci ha deciso di stilare un documento di perplessità e contrapposizione alla delibera indirizzato proprio alla Regione.
Leggi l'articolo completo
Scarica il manifesto del comitato
Scarica il volantino del comitato

9.12.14

Dgr 1630. Oggi se ne deve parlare, si è già perso troppo tempo


Il Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca” (ospedale di Trecenta) sta sollecitando la conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 di Rovigo affinché discuta, senza ulteriori rinvii, delle prescrizioni inflitte agli ospedali pubblici dalla delibera della giunta regionale n. 1630 del 9settembre scorso.
La delibera della giunta Zaia, infatti,è pesantissima sugli ospedali di Trecenta e, in particolare, Rovigo. Ben 17 le prescrizioni su quest'ultimo. Molte riguardano servizi che l'ospedale rodigino dovrà sostenere anche per l'Ulss 19 di Adria, pur in presenza di tagli cospicui ai posti letto dovuti al nuovo piano socio sanitario regionale.
Ma ciò che è più grave sono le prescrizioni a carico di servizi esistenti. Spicca tra tutte quella su emodinamica interventistica, un eccellente servizio della cardiologia rodigina essenziale anche per il funzionamento dell'unità stroke di neurologia, altra eccellenza dell'ospedale. Su questo la giunta regionale impone che non sia attuata l'unità semplice dipartimentale che dovrebbe strutturare adeguatamente il servizio.
Ebbene il comitato ha scoperto in questi giorni che il servizio è stato previsto per l'ospedale di Este-Monselice, in provincia di Padova, anche se il direttore generale dell'Ulss 17 non lo aveva nemmeno richiesto nel proprio piano aziendale (Dgr n. 1109 del 01/07/2014).
Un'assurdità anche dal punto di vista gestionale, ma è soprattutto un danno all'assistenza sanitaria dell'intera provincia di Rovigo.
Oggi, alle ore 17, dopo vari rinvii, l'argomento è stato all'ordine del giorno della conferenza dei sindaci. La preoccupazione del comitato è che non si faccia in tempo a discuterlo, relegato com'è al quarto punto; che i sindaci, in sostanza, non trovino un'intesa sulle azioni da compiere per ottenere una profonda revisione della delibera regionale.
Il piano socio sanitario regionale ha programmato una notevole riduzione dei posti letto degli ospedali pubblici. Ma per la giunta regionale non è stato sufficiente. Con la sua delibera sta cercando ora di sabotare anche il piano diadeguamento del direttore generale, lo strumento attraverso il quale si è cercato di razionalizzare al meglio le risorse rimaste.

Ora i sindaci devono intervenire. Devono dire un sonoro “No” alla giunta regionale e chiedere il ripristino delle proposte programmatiche dell'Ulss sugli ospedali di Rovigo e Trecenta.

8.12.14

L'ospedale perde ancora specialità. Il Pd: «La Regione l'ha declassato». Il direttore generale minimizza

fonte: Corriere del Veneto - Padova Rovigo - domenica 7 dicembre 2014.

Via Emodinamica, Chirurgia maxillo-facciale, Urologia e il Laboratorio d'analisi. Ma il direttore generale invita alla calma.

Il Corriere del Veneto, edizione di Padova e Rovigo, ha parlato ieri dell'interrogazione presentata dai consiglieri regionali del Pd Azzalin e Sinigaglia sul problema delle prescrizioni imposte dalla giunta regionale agli ospedali pubblici polesani.
Di nuovo c'è una dichiarazione del direttore generale dell'Ulss 18 Arturo Orsini. Riporto il brano dell'articolo che la contiene.
....
Riguardo all'interrogazione, il direttore generale dell'Usl 18, Arturo Orsini, invita alla calma: «I cittadini sappiano che non è previsto alcun taglio delle specialità ospedaliere di Rovigo e che non sono in discussione nemmeno i livelli assistenziali di assistenza attualmente erogati. Per i pazienti non cambierà nulla, perché il tema sollevato - conclude il dg - riguarda solo l'inquadramento che avranno i primari».
....
Insomma, stando a quanto riportato, per il direttore generale non c'è da preoccuparsi. Ma allora perché le sue proposte sono state oggetto di tante prescrizioni da parte della giunta regionale? E un'altra domanda: la diversità di inquadramento tra il suo decreto e la delibera della giunta regionale sugli inquadramenti dei primari è così trascurabile? È trascurabile anche alla luce della decisione della giunta Zaia di creare dal nulla analoghi servizi presso il nuovo ospedale di Este-Monselice?

Temo proprio di no. I direttori generali dipendono direttamente dalla discrezione del presidente della giunta regionale e questo può condizionarli pesantemente. Chi difenderà il diritto alla salute dei polesani? Restano i sindaci, che si riuniranno domani alle 17 in cittadella sanitaria (la sede dell'Ulss a Rovigo). Tutto dipende dalla loro capacità di rivendicare un potere decisionale determinante a garanzia del diritto alla salute dei cittadini che rappresentano.

Scarica l'articolo completo del Corriere del Veneto.

II comitato per il San Luca scende in campo per difendere gli ospedali polesani

Azzolini «Si privilegia Este-Monselice»

Le lamentele di Jenny Azzolini a proposito della scarsa attenzione alle iniziative del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" da parte della stampa locale, ha sortito un primo effetto.
La Voce dà spazio al comitato nell'edizione di ieri.
Leggi l'articolo completo.

7.12.14

Il Comitato altopolesano scrive ai sindaci

In vista della riunione dei sindaci dell'Ulss 18 di martedì prossimo, il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" ha nuovamente scritto ai sindaci dell'Ulss 18.
La prima preoccupazione è che, dopo vari rinvii, non si riesca ad avere una discussione approfondita sulla delibera della giunta regionale (Dgr 1630/2014) che impone pesanti prescrizioni a danno degli ospedali pubblici dell'Ulss 18. La seconda preoccupazione e che non si trovi un accordo per un'azione comune nei confronti della giunta regionale.

Martedì prossimo, alle 16.30, il Comitato sarà davanti alla cittadella sanitaria ad accogliere i sindaci per ricordare, anche visivamente, la responsabilità che grava sulle loro spalle.

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Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Data, 03/12/2014

Al Presidente della Conferenza dei Sindaci
dell'Ulss 18

Ai Sindaci dell'Ulss 18

Al Direttore Generale dell'Ulss 18


Il prossimo 9 dicembre la Conferenza dei Sindaci dell'Ulss 18 è chiamata ad affrontare un nutrito ordine del giorno.
Gli argomenti sono tutti importanti ma poiché la riunione si terrà a partire dalle ore 17 temiamo che non ci sia tempo sufficiente per discutere adeguatamente delle iniziative da adottare dopo l'approvazione della Dgr n. 1630 del 09/09/2014, provvedimento che impone all'Ulss 18 pesanti prescrizioni a carico degli ospedali pubblici.

Nel ribadire l'urgenza di un intervento incisivo e coordinato dei sindaci, forniamo un ulteriore elemento di giudizio.
Abbiamo esaminato il parere di congruità adottato dalla giunta regionale sul piano dell'Azienda Ulss 17 di Este-Monselice (Dgr n. 1109 del 01/07/2014) e abbiamo constatato che, tra le prescrizioni per l'ospedale di Este-Monselice, si legge:
  • «Cardiologia: manca l'annotazione “con attività di emodinamica interventistica. L'attività di urgenza/emergenza (H24) viene garantita dal Centro hub dell'Azienda ospedaliera di Padova”».
È la giunta regionale che ha deciso di privilegiare l'Ulss 17 e penalizzare l'Ulss 18, come dimostra il fatto che il direttore generale dell'Ulss 17 non aveva inserito nel proprio piano l'emodinamica interventistica.
Non solo, l'attività di urgenza/emergenza viene addirittura delegata a Padova.

Speriamo vivamente che la prossima riunione della conferenza prenda atto di questa assoluta priorità e agisca di conseguenza.

Cordiali saluti.

Per il Comitato
la portavoce – prof. Jenny Azzolini
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6.12.14

Il Comitato ignorato dai giornali e dai politici

Il Comitato altopolesano ignorato dai quotidiani e dai politici che, invece, trovano sempre spazio. Sarà perché parlano molto poco di sanità.

Martedì il Comitato sarà a Rovigo per chiedere l'intervento dei sindaci contro le prescrizioni della giunta regionale. In pericolo gli ospedali pubblici dell'Ulss 18.


Jenny Azzolini, portavoce del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca", ha inviato una mail alle redazioni dei quotidiani locali lamentando il fatto di essere stati regolarmente ignorati dalla stampa.
Non servirà a niente - dice Jenny - «ma vogliamo segnalare la nostra amarezza per la delusione circa la vostra obiettività e la collaborazione con attività di base di notevole valenza civica. Noi continuiamo nell'impegno e martedì pomeriggio saremo in Cittadella a Rovigo con una flash mob, in occasione della riunione della conferenza dei sindaci».

C'è una delibera della giunta regionale che impone pesanti prescrizioni a danno degli ospedali dell'Ulss 18. E ce n'è un'altra che trasferisce alcuni di questi servizi all'Ulss n. 17 di Este-Moncelice, che non li aveva nemmeno richiesti. È inaccettabile!

Martedì prossimo, 9 dicembre, alle ore 16.30, il Comitato sarà presente davanti alla cittadella sanitaria per chiedere alla Conferenza dei sindaci di discutere della delibera della giunta regionale che taglia servizi agli ospedali pubblici dell'Ulss 18.

Azzalin: «La Sanità polesana sta finendo in serie B»

Fonte: Il Gazzettino, sabato 6 dicembre 2014

Le delibere della giunta regionale sono in contrasto col piano socio-sanitario
Alcune specialità dirottate verso Schiavonia (Este-Monselice)


«La sanità polesana è colpita al cuore: senza dirlo chiaramente, ma con atti che si contraddicono, la Giunta declassa Emodinamica dell'ospedale di Rovigo insieme ad altre specialità e contraddice i principi stabiliti con il Piano socio-sanitario».
A lanciare l'allarme sono il vicepresidente della commissione Sanità Claudio Sinigaglia e il consigliere regionale Graziano Azzalin che hanno presentato un'interrogazione.

Leggi l'articolo completo.
Leggi il testo integrale dell'interrogazione.
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Privilegiata l'Ulss 17 di Este-Monselice a danno dell'Ulss 18

5.12.14

Privilegiata l'Ulss 17 di Este-Monselice a danno dell'Ulss 18

LA PROVA

È una scelta della giunta regionale veneta.
I sindaci dell'Ulss 18 devono reagire.


«L'ospedale di Rovigo viene ridimensionato a favore del nuovo ospedale di Monselice». Così Antonio Bombonato, presidente della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18, al Gazzettino del 25/11/2014. Vedi il precedente post "Ulss 18, Bombonato precisa: non restiamo zitti sull'ospedale".
Quella che fino alle dichiarazioni di Bombonato poteva essere una lettura molto plausibile ora ha un riscontro sconcertante.
Abbiamo scovato nel bollettino ufficiale della regione il parere di congruità che la giunta ha espresso sull'Ulss 17 di Este-Monselice. La delibera è stata adottata il 1° luglio, due mesi prima di quella relativa all'Ulss 18.
Ebbene, la giunta regionale ha previsto l'attività di emodinamica interventistica che il direttore generale dell'Ulss 17 non aveva nemmeno richiesto. Successivamente, con la Dgr 1630 del 9 settembre, impedisce all'Ulss 18 di strutturare quella stessa attività, già funzionante per cardiologia e per l'unità stroke di neurologia.
Questa è la prova di un disegno ben preciso volto a favorire il nuovo ospedale di Monselice, a danno dell'ospedale di Rovigo e della popolazione della nostra provincia.
Martedì prossimo si riunirà la conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 e l'argomento è all'ordine del giorno. Ci sono stati vari rinvii, ora se ne deve assolutamente parlare. È indispensabile concordare un'efficace azione comune per ottenere dalla giunta regionale il ritiro delle prescrizioni imposte agli ospedali pubblici polesani.

26.11.14

Conferenza dei sindaci Ulss 18, gli ospedali possono attendere


Ancora un rinvio della conferenza dei sindaci.
Relegata al quarto punto dell'odg la delibera della giunta regionale che taglieggia gli ospedali pubblici dell'Ulss 18.

Ricapitoliamo. Le lezioni comunali si sono svolte il 25 maggio scorso. Per mesi nessun accordo sulla presidenza.
Nel frattempo la giunta regionale pubblica sul bollettino ufficiale del 19 settembre una delibera che impone pesantissime prescrizioni agli ospedali pubblici dell'Ulss 18. Il primo ottobre, la notizia viene pubblicata sul quotidiano La Voce. L'Ulss avrebbe bisogno dei sindaci a sostegno del proprio piano aziendale, che mira a contenere i danni provocati dal piano socio sanitario mantenendo e riqualificando le strutture ospedaliere di Trecenta e Rovigo. Ma i sindaci non hanno ancora trovato un accordo.
All'inizio di novembre il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" scrive a tutti i sindaci dell'Ulss affinché sia discussa e contrastata la delibera 1630/2014 della giunta regionale.
Il 10 novembre viene riunita la conferenza dei sindaci e finalmente viene eletto il presidente. Prima del termine della riunione si parla dei fatti di Ficarolo ma non della delibera regionale, la cui discussione viene rinviata alla settimana successiva.
Ma in settimana arriva solo la convocazione per la settimana seguente, e cioè per giovedì 27 novembre.
Ma non è finita perché due giorni fa il presidente Bombonato scrive ai colleghi sindaci che a causa di una concomitante riunione sui rifiuti si rende necessario rinviare di altre due settimane la confererenza dei sindaci. Non solo, la discussione sulla delibera regionale finisce al quarto punto dell'ordine del giorno. Considerando la riunione inizierà alle 17.00 molto probabilmente non ci sarà neanche il tempo di discuterla.
Mi domando se si vuole realmente parlarne.

Intanto la voce dei sindaci non si sente e nessuno di loro disturba i disegni della giunta regionale. Spiace constatarlo ma è così.

25.11.14

Ulss 18, Bombonato precisa: non restiamo zitti sull'ospedale

CONFERENZA DEI SINDACI
Effettivamente le dichiarazioni di Antonio Bombonato, presidente della Conferenza dei sindaci dell'Ulss 18, al Gazzettino lo scorso 20 novembre hanno lasciato perplessi parecchi lettori (vedi il precedente post).
Guglielmo Brusco, che da vicepresidente della provincia ha mantenuto alta in questi anni l'attenzione sui problemi della sanità, ha diffuso questa mattina una nota piuttosto polemica nei confronti di Bombonato. E oggi, sul Gazzettino, Bombonato ha precisato un po' tutte le dichiarazioni che aveva reso in precedenza.
Critiche e precisazioni si sono incrociate.

Leggi le dichiarazioni di Brusco.
Leggi la lettera al Gazzettino di Bombonato.

23.11.14

Ulss 18. Antonio Bombonato: l'assistenza sanitaria impoverita dal campanilismo

CONFERENZA DEI SINDACI
Il presidente denuncia i problemi della sanità polesana ma comincia già ad accumulare i primi ritardi. «Trecenta è il problema minore» ma sottovaluta anni di tagli.

«Il vero male di questa provincia è che la sanità non è mai stata seguita con attenzione da nessuno». Così Antonio Bombonato, appena confermato alla presidenza della Conferenza dei sindaci dell'Ulss 18. Verrebbe da dargli ragione: «la sanità non mai stata seguita da nessuno». Ma è più urgente capire ora che si intende fare.
Bombonato denuncia il pericolo che molti servizi svolti dall'ospedale di Rovigo vengano trasferiti al nuovo ospedale di Monselice e, con ogni probabilità, coglie il punto. Ma allora perché sono stati lasciati scadere i termini per il ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) contro la delibera della giunta che impone 17 prescrizioni per Rovigo, leggi tagli, e 3 per Trecenta?
E perché la conferenza dei sindaci che avrebbe dovuto svolgersi in questa settimana è stata convocata per giovedì prossimo?
Non c'è un giorno da perdere avevamo scritto su questo blog. Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" ha sollecitato tutti i sindaci dell'Ulss 18 a discutere del problema. E invece i giorni passano e nuovi ritardi si accumulano.

Leggi l'articolo del Gazzettino di giovedì 20 novembre 2014.
Su questo blog leggi anche Durissimi tagli alla sanità polesana. Le Ulss 18 e 19 nel mirino della giunta regionale.