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27 luglio 2014

Veneto, ancora tagli al fondo per la non autosufficienza

Tagli alla domiciliarità, alla disabilità e alle case di riposo
La giunta regionale si tiene quasi 30 milioni a disposizione

Sanità senza pace. La Giunta regionale applica il riparto sanitario alle aziende sanitarie del Veneto e spuntano nuovi tagli. La delibera non è ancora stata pubblicata sul bollettino ufficiale ma lo anticipa Claudio Sinigaglia, Pd, vice presidente della quinta commissione consiliare (sanità e servizi sociali) al Mattino di Padova.
La giunta ha deciso senza acquisire il prescritto parere della commissione e questo potrà dare luogo a un ricorso al tribunale amministrativo (Tar) del Veneto.
Sinigaglia: ««Nella giunta dell'8 luglio scorso Zaia ha approvato il riparto del fondo sanità per il 2014 senza chiedere il parere alla quinta commissione.» Il fondo per la non autosufficienza è diminuito di circa 30 milioni, che fanno pari con l'analoga cifra che la giunta si è riservata per progetti speciali.
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30 giugno 2014

Ascolta, applaudi e taci


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340
20 giugno 2014
Ascolta, applaudi e taci
19 giugno, ostello di Sariano, incontro sul San Luca.
Io ed altri componenti dello storico Comitato Altopolesano per il San Luca abbiamo seguito con attenzione, non sempre con condivisione, gli interventi.
Alla fine, come portavoce del Comitato ho chiesto la parola, ma il signor Gallani mi ha negato la possibilità di intervenire. Forse qualcuno che sa di essere attaccabile per la sua storica indifferenza sulla difesa del San Luca, aveva programmato il blocco degli interventi.
È la prima volta che mi succede di partecipare ad un convegno, chiedere la parola e sentirmi dire no.
Pareva utile intervenire, perché la mattina, sul Gazzettino, un giornalista, annunciando l’incontro di Sariano organizzato da un comitato di recente formazione, affermava: “l’esistenza di due comitati può essere fonte di perplessità e confusione negli utenti dell’ospedale”.
Per evitare problemi agli utenti volevo ricordare in breve che il Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca è nato nel 2004, composto da cittadini – associazioni - assessori Lincetto e Furini (cui allora è stata tolta la delega proprio perché impegnati per il San Luca) e Bianchini.
Nel tempo si è "evoluta" (si fa per dire) la gestione pubblica, sono emersi nuovi problemi, ma il Comitato Altopolesano non ha smesso l’impegno per la difesa della sanità pubblica in generale e del San Luca in particolare.
La storia è documentata da articoli di quotidiani e documenti depositati anche in Regione.
A Gallani e al suo comitato (?), a Laruccia e compagnia inoltre volevo far presente che non possono sorvolare su problemi quali finanziamenti regionali e sprechi regionali che hanno stretta attinenza con i tagli previsti, quando chiedono servizi, aggiornamento dell’organico con la nomina di primari che a loro sta tanto a cuore e che hanno chiesto al direttore generale.
Suggerisco pure la valutazione della democraticità negli incontri da loro organizzati.

Per il Comitato Altopolesano per il San Luca - la portavoce Jenny Azzolini

Scarica il documento in formato pdf.

19 giugno 2014

Sprechi nell'Ulss 18. Indagini della guardia di finanza

Sprechi all'Ospedale di Trecenta, titola il Gazzettino di oggi. Ma si tratta di sprechi dell'intera Ulss 18 che, negli anni scorsi, è stata costretta da precise politiche regionali a privilegiare le convenzioni con le case di cura private a scapito della sanità pubblica

TRECENTA La Corte dei Conti ha affidato alle Fiamme Gialle la verifica di alcuni esposti presentati dal locale Comitato.

Sprechi al San Luca:
indagini della Finanza

C'è un fascicolo aperto alla Pro cura regionale della Corte dei conti di Venezia sull'ospedale San Luca. Un fascicolo di un'in dagine in fase istruttoria e per la quale è già stata delegata la Guardia di finanza di Venezia. Ha insomma trovato riscontro la segnalazione fatta dal Comitato dei cittadini per il San Luca, che ha nuovamente portato alla ribalta una situazione più volte lamentata dal vicepresidente della Provincia Guglielmo Brusco. Ossia un utilizzo - negli anni passati -di denaro pubblico per la sanità non rispettoso dei criteri della buona amministrazione.
....
Un tema che ben si innesta con la battaglia portata avanti dal Comitato dei cittadini per il San Luca, che si batte per evitare il ridimensionamento del nosocomio di Trecenta, punto di riferimento per l'Alto Polesine. Di qui la richiesta alla Corte dei conti di conoscere l'esito della segnalazione. La risposta è arrivata. L'ha fornita la dottoressa Francesca Garlisi, parlando a nome del viceprocuratore Alberto Mingarelli: l'indagine c'è ed è in pieno svolgimento.

18 giugno 2014

Dentro l’ospedale San Luca

difendere il Servizio Sanitario Nazionale è nostro dovere
avere cure e assistenza è nostro diritto
Vogliamo invitare gli altopolesani a non lasciarsi andare a profezie drammatiche per il San Luca, ma anche a difendere il diritto alla salute e per questo
proponiamo un esame dell’efficienza del nostro ospedale.
Prima però suggeriamo analisi attente delle responsabilità istituzionali:
  1. Regione: stanzia i fondi per i servizi e decide le quote da assegnare al servizio sanitario pubblico e al privato convenzionato
  2. Direzione generale Ulss 18: ha il compito di perseguire gli obiettivi socio-sanitari posti dalla Regione, in condizioni di massima efficienza ed efficacia
  3. Sindaci: per i quali tutela e promozione della SALUTE e collaborazione con le altre istituzioni sono missioni fondamentali.

Parliamo dei servizi:
  1. Sono attivi Pronto Soccorso, Radiologia, Medicina (qui però le schede prevedono una riduzione dei posti letto);
  2. c’è il servizio di Terapia Intensiva, che,oltre i 4 letti con monitoraggio singolo e centralizzato + 1 letto di stabilizzazione, ha una centrale di monitoraggio che registra i segnali provenienti da 4 letti in medicina (2 reparto femminile e 2 reparto maschile) e dai letti monitorizzabili in chirurgia multidisciplinare e in ostetricia-ginecologia. Ci dà fiducia.
  3. è aumentata l’offerta del servizio di Chirurgia di elezione, cioè una chirurgia che lavora dal lunedì al venerdì
Ma le schede ospedaliere fanno sparire 10 posti letto di Chirurgia d’urgenza-emergenza: le urgenze chirurgiche, anche quelle dei pazienti già ricoverati, dove verranno trasferite?
  1. è previsto un Servizio Riabilitativo di elevato livello, (neuro-riabilitazione e unità spinale) ed una Attività di riabilitazione cardiovascolare, eccellenze che possono coprire le esigenze di un vasto territorio;
  2. è mantenuto il punto nascita ed è mantenuta un’eccellenza quale la Procreazione Medicalmente Assistita.
Però le schede regionali cancellano Ginecologia: è sostenibile Ostetricia, senza Ginecologia, vista la diminuzione dei parti, particolarmente nel Veneto?
O la Regione vuol trovare in futuro un motivo per togliere anche ostetricia?
  1. è attivo il laboratorio di Farmacologia e Biologia Molecolare: altamente specializzato, impegnato principalmente nel settore della personalizzazione delle cure per i tumori. L’integrazione continua del personale del laboratorio con quello clinico è il punto di forza, che ha portato a raggiungere risultati importanti
Tra l’altro l’attività ha reso possibile un significativo risparmio economico.
  1. ambulatori: le liste d’attesa sono regolate secondo classi di priorità
ma restano lunghe le liste di Endoscopia
(solo due giorni settimanali di ambulatorio nonostante l’alto gradimento)
La presenza di particolari professionalità può potenziare i servizi ambulatoriali che già vedono nuove specialità (per es. Andrologia) e un certo incremento di aperture settimanali (ad es. Reumatologia- Cardiologia).
Però non mancano le difficoltà: dopo che al "San Luca" sono state ridotte da 4 a 1 le presenze dell'ortottista il Cup non accetta più alcuna prenotazione in tutta l'Ulss 18.
Ultimo punto:
si dice che parte di posti letto saranno eliminati
solo quando ci sarà la disponibilità nelle strutture intermedie,
ma il progetto prevede un peso economico:
una quota alberghiera”, per degenze superiori ai 30 giorni;
dopo il 30° giorno di ricovero i pazienti pagheranno anche la
quota di compartecipazione” sulle prestazioni sanitarie.
Queste degenze sono in genere legate a problemi familiari o sociali:
anziani soli o senza risorse economiche o che i familiari non possono accogliere casa
e chiede:
che gli Ospedali di Comunità possano erogare prestazioni
COMPLETAMENTE GRATUITE,
che il loro finanziamento derivi dal ridimensionamento dei posti letto per acuti
non venga di conseguenza chiesta
NESSUNA COMPARTECIPAZIONE AL PAZIENTE
anche perché così facendo si rischia di iniziare quel pericoloso percorso che potrebbe portare a non più garantire una forma di Sanità gratuita per i cittadini.
La regione non deve risparmiare sui posti letto per acuti e chiedere
i ticket e le compartecipazione ai posti letto di comunità che li sostituiranno.

Niente scuse per togliere al San Luca la caratteristica di
Ospedale per Acuti

18/06/2014

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
portavoce prof. Jenny Azzolini, http://ospedaletrecenta.blogspot.it
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Documento inviato a stampa, sindaci, regione. Scarica in formato pdf.

12 giugno 2014

Dopo il Mose l’ospedale di Padova «La cricca cercava altri fondi neri»

LA TANGENTOPOLI VENETA

Nuova pista dalle intercettazioni: ecco perché il Consorzio puntava al nuovo megaprogetto della sanità veneta

VENEZIA - Il Mose, la più grande e costosa opera idraulica del mondo, all'improvviso è diventato piccolo. Non per le acque della laguna, ma per gli appetiti del doge, del re indiscusso del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati che deve mantenere in vita il sistema. Già nel 2010 l'ingegnere a capo della cupola delle fatture false, l'uomo che decideva chi lavorava e chi no nelle acque veneziane e che secondo le carte in mano ai magistrati teneva a libro paga i vertici politici della Regione, aveva deciso di espandersi e puntare al nuovo ospedale di Padova. Secondo i pm che hanno pazientemente ascoltato centinaia di intercettazioni e decine di deposizioni, a un certo punto «è diventato del tutto evidente l’interesse (per l'ospedale di Padova) e l’avidità di Mazzacurati che nonostante l’età avanzata (82 anni) continuava a cercare nuove fonti di guadagno per conto proprio e per conto di altri soggetti quando la costruzione del Mose da parte del Consorzio è entrata nella fase terminale ».
....
Leggi l'articolo completo sul Corriere del Veneto.

11 giugno 2014

Veneto, certificati di esenzione per reddito

Anche quest'anno è stata attivata la possibilità di ottenere direttamente da casa, disponendo di un pc connesso a internet, il rinnovo del certificato di esenzione dal ticket per reddito.
In alternativa è possibile chiedere aiuto al proprio farmacista.
Per ulteriori informazioni vai alla pagina dedicata sul sito dell'Ulss 18.

08 giugno 2014

Annuario Ssn. Ospedali, cure primarie, farmaci e personale

fonte: quotidianosanità.it
Dal ministero tutti i dati del 2011

Meno ospedali pubblici (-1,9% rispetto al 2008), più 7,8% di privato accreditato che si occupa di assistenza territoriale residenziale e semiresidenziale. In aumento soprattutto le donne medico (+1,4%), ma anche le infermiere (+0,3%). Per molti bambini è stata scelta l’assistenza erogata dal medico di medicina generale anziché pediatrica. Il reporto sull'ATTIVITA' GESTIONALI ED ECONOMICHE DI ASL E AO e sul PERSONALE DEL SSN.

04 giugno 2014

Leggi l'articolo completo.

07 giugno 2014

Campo visivo, bloccate le prenotazioni anche a Rovigo

I disagi aumentano

Chi sono i responsabili?


C'era da aspettarselo. L'ospedale di Rovigo, che dovrà far fronte anche alla lista di attesa dell'ospedale di Trecenta dopo che al "San Luca" sono state ridotte da 4 a 1 le presenze dell'ortottista, non ce la fa. E il Cup non accetta più alcuna prenotazione in tutta l'Ulss.
Ora tutte le persone in lista d'attesa, a Trecenta e a Rovigo, dovranno essere contattate per ridefinire gli appuntamenti. Un lavoro (e un costo) non indifferente che terrà impegnato il Cup per molto tempo.
Ma c'è un'altra complicazione. Quando finalmente la situazione sarà sbloccata il Cup assegnerà gli appuntamenti solo a partire dal 2015.
Insomma un fallimento su tutta la linea. Per non rimpiazzare il personale in pensione o in aspettativa si blocca per mesi un'attività di prevenzione e diagnosi inclusa nei livelli essenziali di assistenza, si allungano ulteriormente i tempi di attesa, si compromette l'efficacia delle attività territoriali. Tombola!
Ma chi ha preso queste decisioni? Chi ne è responsabile? E che cosa sta facendo la direzione dell'Ulss per risolvere il problema?

29 maggio 2014

Bloccate le prenotazioni del campo visivo all'ospedale di Trecenta

Gravi disagi per pazienti e familiari. Indispensabile trovare altre soluzioni

Il Centro unico di prenotazione (Cup) non accetta più prenotazioni del campo visivo presso l'ospedale di Trecenta. Che cosa sta succedendo?
Dalle notizie che abbiamo raccolto risulta che l'unica ortottista del “San Luca” verrà trasferita, da giugno, all'ospedale di Rovigo. Conseguenza diretta sarà la riduzione delle presenze a Trecenta a un solo giorno la settima (attualmente sono 4) e, a cascata, ci saranno gravi disagi per tutti quei pazienti che devono periodicamente effettuare questo esame.
Le persone affette da glaucoma, una grave patologia cronica progressiva molto diffusa, devono controllare il campo visivo due o tre volte l'anno. Ebbene, da giugno, non lo potranno più fare all'ospedale di Trecenta dove le liste di attesa sono già molto lunghe e le presenze dell'ortottista saranno ridotte da 4 a 1 la settimana.
Non è ragionevole che per far fronte a un problema contingente a Rovigo venga bloccata l'attività ambulatoriale del “San Luca”. Non è una soluzione, si sposta il problema aggravandolo ulteriormente. Se a Rovigo c'è carenza di personale lo si sostituisca senza sconvolgere l'ospedale di Trecenta. Inoltre, concentrare tutta l'attività sull'ospedale di Rovigo rischia di compromettere anche quel servizio che dovrebbe improvvisamente far fronte anche alla lista di attesa dei pazienti provenienti dall'ospedale di Trecenta.
Il controllo del campo visivo è compreso tra i livelli essenziali di assistenza, in pratica è un servizio che deve essere obbligatoriamente garantito dal sistema sanitario. Costringere i pazienti, spesso anziani, a disagiate trasferte a Rovigo significa non rispettare concretamente questo diritto. Significa anche compromettere prevenzione, diagnosi e cura di gravi patologie che incidono profondamente nella qualità della vita.
Con questi provvedimenti viene nuovamente e ulteriormente peggiorata la qualità dell'attività specialistica ambulatoriale, mentre invece si dovrebbe fare esattamente il contrario.
Quando è stato il momento di tagliare i posti letto per acuti (schede ospedaliere) ci hanno detto che verrà che potenziata l'assistenza sul territorio. Ma questa riorganizzazione è l'esatto contrario: ne risentirà l'assistenza specialistica presso entrambi gli ospedali e anche quella erogata nei punti sanità dell'Ulss.
È assolutamente indispensabile trovare altre soluzioni.

Data. 28 maggio 2014
Per il Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”

la portavoce – Jenny Azzolini
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08 maggio 2014

Inchiesta sui project financing ospedalieri. Affari d'oro per i partner privati e appalti affidati ai soliti noti

In Veneto si tagliano posti letto per acuti che vengono rimpiazzati con ospedali di comunità dove si pagano il posto letto e i ticket sulle prestazioni ricevute.
Contemporaneamente, in Veneto, le Ulss coinvolte nei project financing dovranno sborsare ratei pesantissimi, talmente esagerati da richiamare l'attenzione della procura di Venezia che sta verificando l'ipotesi di usura.
I project financing sono un'idea della giunta Galan. Luca Zaia, attuale presidente della giunta regionale, intende realizzare a Padova un nuovo ospedale che costerà 654 milioni di euro.
Quanti posti letto verranno sacrificati? Quanti ticket verranno applicati? E quale sarà il destino della sanità pubblica regionale?

Da Il Mattino di Padova, domenica 27 aprile 2014

Sanità, fascicolo della procura di Venezia
Inchiesta sui project financing ospedalieri
È un nuovo filone scaturito dallo scandalo Mantovani-Mose. Il sospetto: interessi contrattuali da usura a carico delle Ulss

Dalle inchieste veneziane sulla Mantovani e sul Mose sta nascendo un troncone giudiziario incentrato sul meccanismo del project financing applicato agli ospedali veneti.
L'ipotesi di reato è: aver preteso (e accettato) tassi d'interesse ampiamente al di sopra della soglia di usura. Se confermata i contratti in essere perderebbero valore e dovrebbero essere rinegoziati.


LA FINANZA DI PROGETTO NEL VENETO
Affari d'oro per i partner privati e appalti affidati ai soliti noti
Se l'Ulss 4 avesse chiesto i soldi in banca per costruire il nuovo ospedale di Santorso, pagherebbe oggi un canone di 3.865.284 euro all'anno contro i 7.629.600 che sta sborsando.
Cifre che proiettate sui 24 anni di durata del contratto diventano 232.131.660 euro con il project, mentre sarebbero stati 89.026.135 nella peggiore delle ipotesi con un mutuo bancario.
Tutti gli ospedali costruiti o ristrutturati in project financing. Gli appaltatori.


Vedi anche, su questo blog:

29 aprile 2014

Lotta ai tumori. Varie strategie per vincere. Conferenza a Badia Polesine il 9 maggio 2014.

La Lega Italiana per la lotta contro i tumori, L'Ulss 18 e il Comune di Badia Polesine hanno organizzato un incontro sul tema "Lotta ai tumori. Varie strategie per vincere".
Venerdì 9 maggio 2014, alle ore 21, presso la Sala Convegni dell'Abbazia della Vangadizza.

26 aprile 2014

GUIDA ALLE AGEVOLAZIONI FISCALI PER LE PERSONE CON DISABILITA’

Edizione Dicembre 2013
fonte Agenzia delle Entrate

La guida illustra il quadro aggiornato delle varie situazioni in cui sono riconosciuti benefici fiscali in favore dei contribuenti portatori di disabilità, indicando con chiarezza le persone che ne hanno diritto.
In particolare, sono spiegate le regole e le modalità da seguire per richiedere le agevolazioni di seguito indicate.

11 aprile 2014

Ticket negli ospedali di comunità. Rassegna stampa.

Articolo 32, appello ai politici
SANITA' "Un tavolo per contrastare i ricoveri a pagamento"
La Voce di Rovigo, 9 aprile 2014
Leggi l'articolo.

Barbierato: "No ai pagamenti"
ADRIA-SALUTE Appello del Comitato sugli ospedali di comunità
La Voce di Rovigo, 9 aprile 2014
Leggi l'articolo.

Il Comitato plaude ai sindaci
TRECENTA Il San Luca, entro fine anno, avrà un reparto con 30 posti per i ricoveri
Il gruppo commenta soddisfatto "la contrarietà ai pagamenti negli ospedali di comunità"
La Voce di Rovigo, 9 aprile 2014
Leggi l'articolo.

San Luca, fronte comune contro i ticket
A Trecenta mobilitazione per eliminare il pagamento della quota alberghiera
Il Gazzettino, 9 aprile 2014
Leggi l'articolo.

Salasso degenza breve
PD Azzalin sui costi degli ospedali di comunità
La Voce di Rovigo, 8 aprile 2014
Leggi l'articolo.

07 aprile 2014

Il comitato altopolesano per il "San Luca" chiede...

Nell'ultima riunione della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 è stata espressa l'assoluta contrarietà a ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di comunità.
Affinché non resti un pronunciamento isolato il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" chiede alla conferenza dei sindaci di coinvolgere gli analoghi organismi delle altre Ulss del Veneto.
Quello che segue è il testo della nota inviata al presidente della conferenza Antonio Bombonato, al direttore generale dell'Ulss Arturo Orsini e al direttore sanitario Ferdinando Sortino.

-----inizio documento
Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Data, 5 aprile 2014
Al Presidente della Conferenza dei Sindaci dell'ULSS18
Antonio Bombonato

Al direttore Generale dell'Ulss 18
Dott. Arturo Orsini

Al direttore sanitario dell'Ulss 18
Dott. Ferdinando Sortino

Oggetto: Richiesta di sollecita diffusione alle conferenze dei sindaci delle altre ULSS del Veneto del documento votato all’unanimità nella seduta del 4 aprile 2014 contenente assoluta contrarietà a ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di comunità.

La sottoscritta Jenny Azzolini, portavoce del Comitato Altopolesano dei cittadini per il “San Luca”, presente con una delegazione del comitato alla riunione di ieri della Conferenza dei sindaci dell'ULSS 18,

chiede

che il documento approvato dalla conferenza sull'assoluta contrarietà a ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di comunità venga inviato alle conferenze dei sindaci di tutte le ULSS del Veneto.
La richiesta ha lo scopo evidente di ottenere analoghi pronunciamenti dagli altri sindaci del Veneto, condizione per sperare nell'abolizione delle tariffe stabilite dalla DGR n. 2718 del 24 dicembre 2012 sia per la quota alberghiera che per la quota di compartecipazione.
Il pronunciamento della conferenza è un fatto molto importante.
Ora, a nostro avviso, bisogna renderlo noto e sollecitare corrispondenti orientamenti dal maggior numero di sindaci del Veneto.
Ringrazio per l'attenzione e auguro buon lavoro.

per il Comitato Altopolesano dei cittadini per il “San Luca”

Jenny Azzolini
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05 aprile 2014

Sanità senza frontiere. Operativa la Direttiva UE

fonte: quotidianosanità.it

Curarsi all'estero sarà più facile. Le indicazioni del ministero della Salute

Come previsto dal Dlgs di recepimento della direttiva Ue scattano dal 5 aprile le nuove misure che formalizzano il diritto di recarsi in uno Stato membro diverso da quello di appartenenza per curarsi ed ottenere, al proprio rientro, il rimborso delle spese sostenute. Dalle autorizzazioni ai rimborsi. Ecco cosa c'è da sapere. LA DIRETTIVA UE – IL TESTO DEL DLGS DEL GOVERNO

Non stiamo ancora parlando di un vero e proprio Servizio sanitario europeo ma certamente da domani 5 aprile (come previsto dal Dlgs di recepimento della direttiva Ue approvato lo scorso 28 febbraio dal Governo) il Servizio sanitario nazionale entrerà a far parte a tutti gli effetti del sistema europeo delle cure. Sarà, quindi, più facile per i cittadini del ‘vecchio continente’ andarsi a curare fuori dal proprio Stato membro di appartenenza e ottenere il rimborso delle spese ottenute.
...
Lo scorso 28 febbraio il Governo ha infatti approvato definitivamente il Dlgs di recepimento della direttiva Ue. Il provvedimento del Governo si basa su tre premesse principali: la possibilità di accedere solo alle cure che sono inserite nei Lea, ad esclusione di deroghe regionali; la possibilità di ricevere solo un rimborso indiretto, dopo aver pagato di tasca propria; l'obbligatorietà del rimborso limitata all'assistenza erogata nell'ambito del Ssn.
Restano escluse, invece, tre categorie: i servizi long term care, i trapianti d'organo e i programmi pubblici di vaccinazione.
Nel decreto si prevede inoltre l’istituzione di un Punto di contatto nazionale presso il Ministero della salute. Qui convergeranno le informazioni sui centri che erogano le cure, sui diritti dei pazienti, sulle procedure di denuncia e sui meccanismi di tutela, sulle condizioni e i termini del rimborso e le informazioni da includere nelle ricette mediche. Il portale sarà realizzato dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.
...
04 aprile 2014

Spending review. L’Ocse boccia i tagli di Cottarelli sulla sanità

fonte: quotidianosanità.it

“Ulteriori riduzioni di spesa metterebbero a rischio livello, accesso e qualità dell’assistenza”

L’aveva annunciato ieri la capogruppo del Pd in Commisione Sanità del SenatoNerina Dirindin, invitando il Governo a riferire in Parlamento. Con una nota espressamente redatta su richiesta dei parlamentari italiani, l’Ocse non fa sconti alla spending sanitaria: “Non si è valutata la situazione di crescente svantaggio del Ssn rispetto ai sistemi sanitari europei”. Il REPORT OCSE.

“I dati forniti a supporto delle riduzioni di spesa sanitaria proposte nella spending review  non consentono di apprezzare appieno la situazione di crescente svantaggio del Servizio Sanitario Nazionale rispetto ai sistemi sanitari di altri paesi europei”.

Questa la prima conclusione del report a cura della Divisione Salute dell’Ocse redatto a seguito della richiesta di chiarimenti da parte della Commissione Igiene e Sanità del Senato italiano che è giunta proprio ieri all’attenzione dei parlamentari.

“L’Italia – spiega l’Ocse - ha una spesa sanitaria pubblica pro capite di oltre un terzo inferiore alla media degli altri paesi dell’area Euro considerati nella spending review, e il divario si  è triplicato dall’inizio degli anni 2000”. Ma non basta. Secondo l’Ocse, “il livello di prestazioni sanitarie erogate in Italia è sensibilmente inferiore a quanto osservato nella quasi totalità degli altri paesi dell’area Euro considerati nella spending review”.

Per questo, secondo l’Ocse, “nella situazione descritta, eventuali riduzioni di spesa non finalizzate soltanto al recupero di inefficienze si ripercuoterebbero ulteriormente sull’accesso, in particolare da parte dei cittadini più svantaggiati, sui livelli e sulla qualità dell’assistenza sanitaria”. Senza contare, concludono i redattori del report, che  “il benchmark (di Cottarelli ndr.) proposto (5,25% del PIL) per la spesa sanitaria pubblica non è compatibile con il modello di Servizio Sanitario Nazionale esistente in Italia”.

"La spending review attualmente in corso in Italia - osserva l'Ocse - rappresenta un importante e necessario sforzo di razionalizzazione della spesa pubblica ed esistono sicuramente margini per la riduzione di sprechi e inefficienze, e molte delle proposte formulate finora vanno in questa direzione". Ma, concludono gli estensori della nota, con le proposte finora formulate si rischia di accrescere uletriormente "il divario nei livelli di prestazioni erogate" con gli altri Paesi europei.  Un divario - sottolineano ancora - che "è cresciuto nel corso del tempo e ha raggiunto e superato il 50% rispetto a paesi come la Francia, l’Olanda e la Germania. Le riduzioni di spesa proposte rischiano di esacerbare le differenze osservate". 

03 aprile 2014

04 aprile 2014

Sindaci Ulss 18. Assoluta contrarietà a ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di comunità


ULTIM'ORA

Gli amici del comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" che hanno assistito oggi alla riunione della conferenza dei sindaci mi danno una buona notizia.

All'unanimità dei voti i rappresentanti dei comuni dell'Ulss 18 hanno votato un documento in cui si manifesta l'assoluta contrarietà a ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di comunità. Quei ticket stabiliti dalla giunta regionale e camuffati con le definizioni di quota alberghiera e quota di compartecipazione.

E' una buona notizia ma ora che farà la giunta regionale?
Se sarà solo la conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 a esprimere questa contrarietà temo che la delibera della giunta regionale n. 2718 non verrà modificata. C'è da sperare che la notizia circoli, che il documento venga inviato anche alle altre Ulss del Veneto e vi sia una protesta generalizzata. Solo così la giunta regionale sarà costretta a tornare sui propri passi abolendo le tariffe.

02 aprile 2014

Il sindaco di Fiesso Umbertiano chiede la gratuità dei ricoveri negli ospedali di comunità

Il presidente della conferenza dei sindaci ripiega su esenzioni per età e reddito.

Dopo la riunione della conferenza dei sindaci in cui i dirigenti dell'Ulss 18 hanno presentato il programma per la realizzazione di tre ospedali di comunità, il primo dei quali presso l'ospedale "San Luca" di Trecenta, il sindaco di Fiesso Umbertiano, Luigia Modonesi, ha inviato all'Ulss la richiesta di ripristinare la completa gratuità dei ricoveri.
Pesanti sono, infatti, i ticket previsti dalla regione e nascosti dietro l'ipocrisia truffaldina di nuove definizioni quali quota alberghiera e quota di compartecipazione.
Il comune di Fiesso Umbertiano ha reso nota la propria iniziativa agli altri sindaci dell'Ulss. A quanto si sa soltanto il comune di Ficarolo l'ha sostenuta mentre c'è stato l'interessamento del comune di Canda di cui non sappiamo il seguito.
Venerdì prossimo si riunirà nuovamente la conferenza dei sindaci. Il presidente Antonio Bombonato ha trasmesso ai comuni la proposta di un documento che si propone di ottenere quantomeno delle esenzioni.

Documenti da scaricare:
La richiesta del Comune di Fiesso Umbertiano.
La proposta del presidente della conferenza dei sindaci.

30 marzo 2014

Ticket sui ricoveri negli ospedali di comunità: una “truffa” premeditata con cura

Una decisione del 2012. L'imbroglio sui nomi. Una truffa!
Se nessuno protesta, se nessuno si muove, se nessuno si indigna.

L'ospedale "San Luca" di Trecenta

La truffa dei ticket

   E' stata preparata con cura la truffa dei nuovi ticket per i ricoveri negli ospedali di comunità. Nessuna improvvisazione ma una meditata strategia per far pagare, per la prima volta, pesanti ticket sui ricoveri ospedalieri.
   Una decisione che risale al 24 dicembre 2012, apparentemente scollegata dal piano socio sanitario regionale (Pssr) e quasi un anno prima dell'approvazione delle schede ospedaliere e territoriali. In tale data la giunta regionale la approvato la deliberazione n. 2718 “Definizione delle tipologie di strutture di ricovero intermedie e approvazione dei requisiti di autorizzazione all'esercizio dell'Ospedale di Comunità e dell'Unità Riabilitativa Territoriale ai sensi della Legge regionale 16 agosto 2002 n. 22”.
   Il trucco è ben nascosto nel pagliaio degli allegati, in particolare a pagina 2 dell'allegato A. La genialata della giunta regionale consiste nel distinguere fra la spesa di rilievo sanitario e l'invenzione di una quota alberghiera che viene posta a carico del paziente a partire dal 31° giorno di degenza: 25 euro al giorno che diventano 45 a partire dal 61° giorno.

La conferenza dei sindaci dell'Ulss 18
   Nella riunione della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 dello scorso 11 marzo i dirigenti dell'Ulss hanno precisato che, se il ricovero in ospedale di comunità viene richiesto dal medico di famiglia, la quota alberghiera deve essere pagata dal primo giorno.
   Non solo, dopo il 30° giorno di ricovero i pazienti pagheranno anche la quota di compartecipazione sulle prestazioni sanitarie quali radiografie ed esami di laboratorio, come un utente esterno all'ospedale.

La truffa nella truffa
 L'ulteriore truffa sta nel trucco di chiamare quota di partecipazione alberghiera e quota di compartecipazione quelli che sono nient'altro che ticket. Questo potrebbe comportare che, all'interno degli ospedali di comunità, non avrebbe valore l'esenzione ticket di cui può essere eventualmente in possesso il paziente. Risultato: dovrebbe pagare comunque.

Luca Zaia
   Il presidente della giunta regionale, si è più volte attribuito il merito di non aver aumentato le addizionali regionali per non mettere le mani nelle tasche dei veneti, ricchi e poveri. Ora però ha deciso di metterle proprio nelle tasche di chi è ammalato, debole, non supportato dalla famiglia, anche se privo di mezzi e in difficoltà economiche. Complimenti presidente, ha fatto bene i suoi calcoli elettorali: le addizionali avrebbero colpito tutti, i ticket colpiranno solo una parte di ammalati, prevalentemente anziani, che forse non si renderanno ben conto di quanto accade loro.

L'ospedale di Trecenta
   Entro il 2014, al San Luca, 37 posti letto per acuti verranno rimpiazzati da un reparto di 30 posti letto chiamato ospedale di comunità. Chi verrà ricoverato in questo reparto sarà soggetto a queste nuove norme. Se nessuno protesta, se nessuno si muove, se nessuno si indigna.