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01 agosto 2023

Medici di famiglia: "militarizzati, vessati, esasperati, con il fiato sul collo"

Parla il  presidente dell'Ordine dei Medici della provincia di Vicenza

Quando vado dal mio medico di famiglia resto ogni volta sorpreso dalla sua abilità nell'uso del computer: digita velocissimo sulla tastiera, passa da una funzione all'altra in un battibaleno, contemporaneamente ascolta il mio problema e mi risponde a tono. Un frenetico multitask che mi lascia sbalordito. Eppure non sono proprio un novizio nell'uso del computer, li uso dal 1977 e continuo ad utilizzarli in diversi campi anche dopo il pensionamento. D'accordo non sono più giovanissimo e un po' di smalto l'ho perso, ma il mio medico è un fulmine in confronto.

Racconto questo fatterello personale perché conferma esattamente ciò che dice Michele Valente presidente dell'Ordine dei Medici della provincia di Vicenza: "Oggi (i medici, ndr) sono militarizzati, vessati, esasperati, con il fiato sul collo. C'è una burocrazia dominante. Le carte tolgono spazio alla visita, al rapporto medico-paziente".

E ancora: "I medici si trovano ingabbiati da una burocrazia irrazionale e costosa che toglie tempo alla cura. Il medico di famiglia si trova a dover fare un lavoro diverso rispetto a quello per il quale ha studiato. Per questo se ne scappano". La burocrazia li impegna per il 70% del tempo.

Amara la conclusione. "A rendere eccellente (in passato, ndr) il modello italiano è stato il vecchio medico di famiglia che basava la sua attività sul colloquio, sulla fiducia reciproca. Oggi prevalgono tecnologie, algoritmi, informatica, protocolli di decisione, ma è una medicina senz'anima, disumana".


Vedi anche l'articolo de Il Giornale di Vicenza, Sabato 29 luglio 2023

Salute mentale, il caso di Chioggia resta un fallimento e uno scandalo


Salute mentale. Al di là delle parole, il caso di Chioggia resta un fallimento e uno scandalo

di Mariapina Rizzo 

01 AGO - Gentile Direttore,
dopo aver letto la comunicazione della Dottoressa Maria Bianco Direttore UOC Psichiatria Distretti Venezia- Chioggia su “L’importanza del Linguaggio nella comunicazione sui temi della salute mentale” apparsa su Quotidiano Sanità, ci sentiamo in qualche modo chiamati a dare un contributo alla discussione e dare anche una risposta alle sue esortazioni.

Sicuramente in ogni ambito è importante usare un linguaggio appropriato, parlare di Salute Mentale è poi difficile perché è un tema su cui da secoli gravano pregiudizi ed ostracismi dettati dalla paura da una parte ma anche dalla “coercizione alla norma”, strumento usato da sempre da chi detiene il potere per “normalizzare” e contenere le voci di chi è critico verso un certo assetto sociale. Crediamo non sia superfluo ricordare gli scritti di Foucault su questi argomenti e tutta la letteratura sulle Istituzioni totali.

Sorge quindi la necessità per chi è critico verso una determinata organizzazione sociale e politica, e noi sicuramente lo siamo verso l’attuale organizzazione del Servizio Sanitario Pubblico in Veneto e in Italia, di denunciare quanto accade cercando di essere il più circostanziato e preciso possibile.
Nella triste vicenda del ragazzo tredicenne ricoverato presso il SPDC di Chioggia crediamo sia inevitabile constare almeno due grossi fallimenti:

- l’aver dovuto ricoverare il ragazzo ovvero non essere riusciti a trattare la sua patologia, sicuramente grave, in un ambiente più adeguato e vicino al suo ambito familiare come dovrebbe essere;

- aver dovuto ricorrere per il ricovero al SPDC per adulti, un Servizio certamente non pensato ed organizzato per accogliere ragazzi con questi problemi bensì adulti con patologie ben diverse.

Pur essendo sicuri che tutti gli operatori abbiano dato il massimo e si siano adoperati il più possibile per assicurare comunque un trattamento adeguato, riteniamo che questa soluzione sia non solo sbagliata terapeuticamente, non saremo certo noi comuni cittadini a ricordare l’importanza del “setting” ovvero del luogo e dell’ambiente in cui avviene la terapia e come questo sia già terapia in sé, ma anche scandalosa.

Lo scandalo è evidente poiché da molti anni le Schede Ospedaliere della Regione Veneto prevedono posti letto per il ricovero dei minori con problemi psichici, da moltissimi anni è stata segnalata la necessità di strutture e servizi specifici per le patologie dell’età evolutiva ma a tutt’oggi questi sono del tutto carenti nelle AULSS della nostra Regione. Bisogna ricordare ancora una volta che la nostra Regione è penultima in Italia nella la spesa per la Salute Mentale?

Per questo motivo è partita la protesta, dando voce anche alla sofferenza dei familiari del ragazzo, che vivono quotidianamente insieme a lui il dolore di questa gravissima situazione.
Ma la protesta di noi cittadini intende dar voce anche alle grandissime difficoltà in cui versano gli operatori sanitari, costretti, come in questo caso, a sopperire con il loro sacrificio e abnegazione alle gravissime carenze della Organizzazione Sanitaria, alle mancanze ormai pluridecennali della Regione Veneto nella tutela della Salute Mentale dei suoi abitanti, siano essi adulti o ancora peggio ragazzi nel pieno dell’età evolutiva.

Per questi motivi abbiamo denunciato quanto sta accadendo presso il SPDC di Chioggia, se i termini usati sono sembrati esagerati ci dispiace , ma ci pare che abbiano avuto l’indubbio merito di sollevare il problema che è gravissimo e di averlo portato all’attenzione dei media stimolando così l’avvio se non di soluzioni almeno di interventi urgenti ed essenziali.

Mariapina Rizzo
Coordinamento Veneto Sanità Pubblica

01 agosto 2023

Leggi l'articolo originale

27 luglio 2023

Siamo senza medici, ma la Regione Veneto blocca le assunzioni

VENETO

Siamo senza medici, ma la Regione blocca le assunzioni

Servizio sanitario nazionale sempre più in emergenza

La VOCE di ROVIGO, 26.07.2023

Il Veneto si trova attualmente in una situazione paradossale: da un lato è alla disperata ricerca di medici per colmare una grave carenza di personale sanitario, ma dall'altro blocca le assunzioni dei professionisti che avevano regolarmente vinto i concorsi indetti da Azienda Zero per coprire posti disponibili nelle diverse aziende sanitarie e ospedaliere della regione.

La decisione di bloccare le assunzioni è stata presa dalla Commissione regionale per l'investimento, tecnologia ed edilizia (Crite), che ha dichiarato che le aziende sanitarie rischiavano di superare il tetto di spesa per il personale fissato da ciascun bilancio. Nel 2022, il limite di spesa ammontava a 3 miliardi e 128 milioni di euro, distribuiti tra le varie aziende del Veneto.

Sebbene nel 2022 nessuna azienda abbia superato il tetto di spesa, la fine dell'emergenza sanitaria potrebbe comportare un aumento delle assunzioni, rendendo più probabile il superamento di tale limite. La Regione ha assicurato che si sta lavorando per risolvere la situazione nel giro di qualche settimana e che il turnover tra medici in pensione e nuovi assunti sarà sempre garantito.

Tuttavia, queste rassicurazioni non hanno convinto Sonia Todesco, segretaria regionale di Cgil Fp, che ha sollevato dubbi sulla possibilità che alcuni reparti ospedalieri abbiano già un numero adeguato di operatori sanitari. Secondo i dati forniti dai sindacati, per far funzionare gli ospedali a pieno regime, garantendo turni e riposi conformi al contratto senza appoggiarsi pesantemente ai privati, sarebbero necessari circa 1.300 medici in più.

Il prossimo concorso scadrà domani e vede ancora un numero insufficiente di candidati: si cercano 60 psichiatri, 28 neuropsichiatri infantili, 21 tecnici di radiologia, 11 oncologi e un neurochirurgo.

Anche il concorso successivo, che chiuderà il 3 agosto, sembra andare sulla stessa strada con un numero di candidati limitato rispetto al fabbisogno: si cercano 101 anestesisti, 49 radiologi, 7 ortottisti, 3 chirurghi maxillo-facciali e un podologo. Al di là dei concorsi, ci sono anche avvisi pubblici di manifestazione di interesse aperti quasi a tempo indeterminato, alla ricerca di medici specializzandi, professionisti in quiescenza, infermieri e Oss con titolo conseguito all'estero.

Il paradosso diventa ancora più evidente considerando che persino i pochi professionisti che si sono presentati ai concorsi e li hanno vinti sono stati bloccati nell'assunzione. Questa situazione crea un clima di incertezza e insoddisfazione tra i candidati e la classe medica.

Nel frattempo, sembra essersi interrotta la luna di miele tra i sindacati e il nuovo direttore generale della sanità veneta, Massimo Annicchiarico. Le promesse di tavoli di confronto costanti non sono state mantenute - evidenziano i sindacati - e la mancata possibilità di un dialogo continuo e saldo sta contribuendo ad aumentare le tensioni e le richieste di risposte da parte dei sindacati.

24 luglio 2023

Indagine CoVeSaP, tre cittadini su quattro costretti a rivolgersi al privato e ancora tre su quattro finiscono in lista di attesa.

Un momento della manifestazione dello scorso 15 aprile a Vicenza in difesa della sanità pubblica.


Il Coordinamento Veneto Sanità Pubblica (CoVeSaP) a partire dalla manifestazione di Vicenza dello scorso 15 aprile ha proposto ai cittadini del Veneto un questionario sull'accesso ai servizi sanitari.

Il primo scoglio da superare è, in molti casi, l'accesso al Medico di Medicina Generale (MMG), il medico di famiglia: una parte consistente dei rispondenti deve attendere anche più di una settimana, una buona parte oltre il mese. Inaccettabile.

Poi c'è da prenotare la prestazione, e qui sono dolori. Ma il peggio viene dopo, quando tre quarti delle persone affermano di essere stati messe in lista di attesa. E quanto hanno aspettato? Le risposte sono sorprendenti: solo il 25% di loro ha avuto una risposta nei tempi indicati dal MMG, la maggioranza ha aspettato da 4 settimane a oltre 3 mesi in più, e una percentuale molto consistente ha rinunciato perché stava passando troppo tempo. Questi ritardi nella diagnosi si traducono spesso, purtroppo, in un aggravamento della prognosi, con prolungamento delle cure, maggiori disagi per la persona e maggiori costi per la spesa pubblica.

Superati questi scogli soltanto il 35% ottiene la prestazione presso le strutture pubbliche, il resto o in sistema misto o esclusivamente in strutture convenzionate. È il frutto della scelta della Regione di abbattere le liste d’attesa puntando sull’acquisto di ingenti quantità di prestazioni dal privato.


Per maggiori dettagli scarica:

Rassegna stampa:

CoVeSaP, questionario su ULSS venete: lunghe attese e insoddisfazione

Sanità veneta, sondaggio dei Comitati: 3 utenti su 4 costretti a rivolgersi al privato per le prestazioni


Come funziona in Veneto l’accesso ai servizi sanitari?


18 luglio 2023

CoVeSaP: Indagine sull’accesso ai servizi sanitari in Veneto

Giovedì 20 Luglio 2023, alle ore 11
Conferenza Stampa on line su Piattaforma Zoom


In occasione della seconda manifestazione regionale in difesa della sanità pubblica (Vicenza, 15 aprile 2023), il CoVeSaP, Coordinamento Veneto Sanità Pubblica, ha proposto la compilazione di un questionario per meglio comprendere come i cittadini usufruiscano delle prestazioni sanitarie di cui abbisognano. Sono state raccolte informazioni sulle modalità di prenotazione, sulle attese, sulle opzioni tra pubblico e privato, sulla soddisfazione.

Confidando nel Vostro interesse sul tema della sanità, CoVeSaP Vi invita a partecipare.

Per l’accesso a Zoom: ID riunione: 272 151 4575 - Passcode: salute

oppure direttamente con il seguente link:

https://zoom.us/j/2721514575?pwd=dVdXd2F2enhuOElEMGZ0RzViV2lNdz09

Ringraziando per l’attenzione, si porgono cordiali saluti

Per il CoVeSaP
Pietro Tosarello - Portavoce del Comitato altopolesano dei Cittadini per il San Luca
tosarello@gmail.com


(Invito inoltrato agli organi di informazione del polesine)

10 luglio 2023

Servizi di salute mentale in Veneto, il problema non sono le risorse, ma come vengono spese


di Andrea Angelozzi

10 LUG - 

Gentile Direttore,
mentre i servizi di salute mentale si destreggiano nella carenza di risorse, gli psichiatri discutono di Legge 180/78, e gli psicologi sottolineano il bisogno psicologico, amministrazioni e politica continuano indifferenti per la propria strada.

Un esempio è quanto accade nell’ambito della grave sofferenza dei servizi di salute mentale nel Veneto, dove alcune recenti delibere sollevano non pochi interrogativi. Partiamo da una Ulss del Veneto che, a fine giugno 2023 recepisce la DGR 371/2022 e la deliberazione 89 del 16/09/2022, che indicavano la possibilità di assunzioni temporanee di personale per i DSM, utilizzando quanto stanziato con l'Intesa Stato Regioni del 28 aprile 2022 per il “rafforzamento dei Dipartimenti di Salute Mentale regionali”, di cui ci aveva puntualmente informato Quotidiano Sanità.

Un primo problema è che questi contratti scadono al 31/12/2023, in attesa di standard nazionali, che peraltro il ministero ha già indicato (vedi Quotidiano Sanità). Di fatto se il personale potrà essere assunto per due/tre mesi, per essere poi lasciato a casa, sarà un successo. I possibili motivi che spiegano questo ritardo, non cancellano la sensazione che ora questo provvedimento sia ancora meno efficace e che si sia persa la possibilità di offrire un minimo di respiro a operatori e pazienti.

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23 giugno 2023

Statistiche e realtà

fonte: https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=114938

di Andrea Angelozzi

23 GIU 2023 

Gentile Direttore,
la puntuale uscita del rapporto Crea 2023 sulle Performance Regionali vede ancora una volta una qualche graduatoria delle Regioni. Esaminando quelle del Veneto sono rimasto colpito dal miglioramento che viene segnalato nell’indice di salute mentale, come ampiamente riportato anche dai giornali locali, a testimonianza del lavoro fatto dai servizi socio sanitari in questo ambito.

Approfondendo sul testo originale del rapporto Crea come venga ottenuto questo indice, e indicato quindi questo miglioramento, che contrasta con la percezione che hanno della situazione gli operatori, gli utenti ed i familiari, mi sono reso conto di quanto confusive possano essere talune informazioni statistiche se slegate dal contesto di origine.

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leggi l'articolo completo

10 giugno 2023

Autonomia differenziata, un progetto da FERMARE.

I rischi del disegno di legge Calderoli

Dalla Sanità alla Scuola, dai Contratti collettivi di lavoro ai Diritti sociali e di cittadinanza da garantire a ogni latitudine, dalle materie strategiche come Energia e Infrastrutture alle prospettive del Tessuto produttivo.

Cgil Veneto, Cgil Lombardia e Cgil Emilia-Romagna hanno organizzato lo scorso 6 giugno a Verona l'iniziativa "Autonomia differenziata, un progetto da FERMARE".
Il link per ascoltare la registrazione:

06 giugno 2023

Ulss 5 Polesana, sindaci come vassalli di Zaia


Le pagelle ai direttori generali delle Ulss sono in realtà atti di vassallaggio nei confronti del presidente della giunta regionale Luca Zaia.

I fatti. Annualmente l'assemblea dei sindaci di ciascuna Ulss esprime un voto sull'operato dei rispettivi direttori generali. Quel voto concorre a formare la valutazione sulla base della quale viene riconosciuta una cospicua indennità ai responsabili delle Ulss. Ogni anno, puntualmente, i sindaci polesani esprimono il voto massimo.

Se ne dovrebbe dedurre che i sindaci della provincia riscontrino un buon funzionamento dei servizi sanitari, che le liste di attesa siano contenute, anzi inesistenti, che i tempi previsti per l'esecuzione delle visite specialistiche siano rispettati, che i posti letto siano sufficienti, che i pronto soccorso siano efficienti, e che i servizi per pazienti psichiatrici siano ottimi. Che tutto funzioni a meraviglia insomma.

Ma poiché così non è, perché i sindaci esprimono sempre il massimo dei voti?

Possibile che non si accorgano dei disagi dei propri cittadini nell'accesso ai servizi sanitari? Possibile che non sappiano che tantissime persone ottengono appuntamenti a un anno e più di distanza dalla richiesta? Possibile che non sappiano che troppo spesso non è nemmeno possibile ottenere una data? Possibile che non sappiano che i loro concittadini vengono sempre più frequentemente dirottati sulle strutture private convenzionate? E che non sappiano che sempre più spesso devono ricorrere alla sanità privata sostenendo il 100% della spesa?

No! Non è possibile! Nemmeno il sindaco più distratto può ignorare questi problemi.

E allora perché, perché, perché, perché quel voto?

La verità è che quel voto non è al lavoro del direttore generale, il quale si applica ad eseguire le direttive ricevute, quel voto è a Luca Zaia, il primo e vero responsabile della disastrosa situazione della sanità pubblica in Veneto.

E chi si metterebbe contro Luca Zaia? Quale sindaco ha il coraggio di prendere atto della situazione reale e rivendicare qualcosa per i propri cittadini? Nessuno, nessuno! Facciamocene una ragione.

Tutti i comuni hanno bisogno di contributi regionali per realizzare qualcosa, dal piccolo impianto sportivo (eh! lo sport!) all'asfaltatura di un breve tratto di strada, per un'iniziativa culturale o per la sagra del paese. E allora non si deve disturbare chi ha i cordoni della borsa, chi può decidere se finanziare questo o quello: Luca Zaia. I sindaci fingono di ignorare i macroscopici problemi della sanità, fingono di non accorgersi del degrado dei servizi sanitari regionali, decidono di ignorare l'aggravio di costi per i loro concittadini e il disagio per gli spostamenti da un capo all'altro della provincia.

E i sindaci dei ventiquattro comuni dell'altopolesine sono quelli che fingono di più, continuano a ignorare che l'ospedale "San Luca" di Trecenta è un pallido ricordo di ciò che era e che è persino senza un vero pronto soccorso.

In questa landa desolata e inerte rende di più lo sport, l'asfaltatura di una buca, la sagra paesana. Gli amministratori comunali otterranno così più voti per le prossime elezioni. Occuparsi di sanità non procura voti: sono pochi quelli che di volta in volta ne hanno bisogno. E sono deboli, incapaci di far sentire la loro voce con sufficiente forza. E poi, cavolo! Bisogna studiarci sopra, è materia complessa! E la gente pensa che tutto sia delegato in alto, all'Ulss, alla Regione, al governo nazionale...

"Approfittiamo dell'ignoranza, laviamocene le mani... ". Ecco il punto: i sindaci dell'Ulss polesana approfittano del fatto che le persone comuni non sanno quanto può essere importante la voce del loro sindaco nei confronti dell'Ulss e che il sindaco è l'autorità sanitaria del loro comune, non solo quando deve occuparsi della lotta alle zanzare.

Badia Polesine, 6 giugno 2023

Pietro Tosarello


17 maggio 2023

Michela Murgia a Quante Storie, puntata del 16 maggio 2023

Un momento della manifestazione dello scorso 15 aprile a Vicenza in difesa della sanità pubblica.


Michela Murgia per la difesa del servizio sanitario nazionale

Michela Murgia è affetta da una forma di cancro, ne ha parlato in una recente intervista ad Aldo Cazzullo pubblicata sul Corriere della Sera.

Ieri, 16 maggio 2023, è stata ospite di Giorgio Zanchini a Quante Storie, Rai3. Inevitabilmente si è parlato di sanità e Michela Murgia ha dichiarato: "Se c'è un motivo per alzare il sedere dal divano e scendere in piazza a difendere qualcosa è il servizio sanitario nazionale".

Per vedere la puntata di Quante Storie (29 minuti) clicca sul seguente link:

https://www.raiplay.it/video/2023/05/Quante-storie---Puntata-del-16052023-c93c9cbe-dfb7-4509-83f0-51b66eba82f9.html#

13 maggio 2023

Sanità pubblica e affari privati. Fratelli d'Italia sponsorizza la sanità privata


Il Coordinamento Veneto per la Sanità Pubblica (CoVeSaP) interviene sul convegno organizzato da Fratelli d'Italia ieri a Padova.

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(post di ieri dalla pagina Facebook di CoVeSaP)

Sanità pubblica e affari privati

Il titolo del post è una traduzione pratica di quello che il Dipartimento Imprese di Fratelli d'Italia ha dato al convegno di oggi a Padova. L'originale è "Impresa & sanità. La Sanità del prossimo futuro tra pubblico e privato” ma la sostanza non cambia.

La campagna per la promozione della sanità privata ha trovato nuova linfa in questi mesi di governo della destra: sempre più insistenti gli articoli sulla stampa; la crisi del servizio sanitario nazionale usata come grimaldello per invocare l'ineluttabile necessità di ricorrere al privato, a quello convenzionato, a quello delle cooperative ma, perché no, anche al privato e basta.

Si vive tra emergenze accuratamente pianificate ed ora siamo alla resa dei conti, cade la maschera e per il futuro del servizio sanitario è manifesta la svolta verso il privato.

E' in pericolo un diritto costituzionale essenziale, quella salute "fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività" (art. 32).

Al convegno di Fratelli d'Italia è stata invitata l'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin. Ecco, manca solo il sigillo della giunta Zaia e poi il quadro sarà completo.

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Nota 1: alla fine l'assessore Lanzarin non è intervenuta al convegno, mentre due anni fa, in una analoga occasione sempre promossa da Fratelli d'Italia, aveva partecipato in compagnia di Luca Zaia. La Lega teme di perdere l'esclusiva sulla sanità privata?

Nota 2: Sul convegno di FdI vedi articolo di PADOVAOGGI

06 aprile 2023

"SALUTE PER TUTTI", giornata mondiale della salute. L'adesione del Comitato altopolesano del Cittadini per il "San Luca" alla Manifestazione regionale di Vicenza.



In occasione della Giornata mondiale della salute che si celebra ogni anno il 7 aprile, con il patrocinio dell’OMS, nonché di altre organizzazioni collegate, vogliamo evidenziare ancora una volta le criticità del territorio altopolesano e del suo ospedale di riferimento, il "San Luca" di Trecenta.

Chi governa la sanità in Veneto ha cominciato a togliere servizi all'ospedale sin dal giorno successivo all'inaugurazione. Via reparti e primari, ben prima della carenza di medici che attualmente sperimentiamo sulla nostra pelle; piano piano, senza far troppo rumore. E riduzione progressiva degli ambulatori di specialistica.

"Un ospedale su due sedi" era lo slogan lanciato dal direttore generale di quella che era all'epoca l'Ulss 18 (alto e medio Polesine, ospedali di Rovigo e Trecenta) per farci ingoiare il rospo. Bisognava "razionalizzare", "la sanità è piena di sprechi" e via di questo passo per giustificare chiusure di reparti e riduzioni dei servizi.

Poi il covid, la carenza di specialisti, la fuga di medici dal servizio sanitario nazionale, turni e condizioni di lavoro massacranti per chi resta.

Ma tutto questo non è il frutto del destino, nemmeno il covid, tutto deriva dalla pervicace volontà politica, per altro mai dichiarata, di minare il servizio sanitario nazionale, universalistico e gratuito, a favore della sanità privata.

Dobbiamo opporci, con tutte le nostre forze. E' in pericolo un diritto costituzionale essenziale, quella salute "fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività" (art. 32).

La penuria di servizi esistenti al "San Luca", privo anche di un vero pronto soccorso, produce due effetti:

- l'accesso di utenti altopolesani al pronto soccorso di Rovigo, aggravandone le condizioni di lavoro;

- la necessità di trasferimenti a Rovigo, Adria, Portoviro e Santa Maria Maddalena per ottenere la maggior parte delle prestazioni sanitarie.

Contro la progressiva privatizzazione del servizio sanitario e contro la desertificazione degli ospedali pubblici, il Comitato altopolesano dei Cittadini per il San Luca aderisce alla "2^ Manifestazione regionale per la Sanità pubblica" che si terrà il prossimo 15 aprile a Vicenza, con raduno in Campo Marzio, Viale Roma, nei pressi della Stazione Ferroviaria, a partire dalle ore 9:30.

La salute è un diritto, la difesa della sanità pubblica è un dovere.

per il Comitato altopolesano dei Cittadini per il "San Luca"

il portavoce - Pietro Tosarello


05 aprile 2023

QUESTIONARIO SULL’ACCESSO AI SERVIZI SANITARI



I comitati veneti per la sanità pubblica aderenti al CoVeSaP hanno predisposto un interessante questionario sull'accesso ai servizi sanitari. Composto da sole 15 domande, completamente anonimo, unico dato personale richiesto è l'età, può essere compilato online (attraverso il link o inquadrando il codice Qr indicati sotto) oppure stampando direttamente il questionario e consegnandolo in occasione della
MANIFESTAZIONE REGIONALE PER LA SANITA' PUBBLICA
che si terrà a
VICENZA il 15 Aprile 2023
Link per la compilazione online: https://tinyurl.com/salutextutti
Codice Qr per la compilazione online mediante telefono


Sani come un pesce? La manifestazione del 1° aprile 2023 a Milano per la sanità pubblica.

Organizzata da Medicina democratica e altri in occasione della giornata mondiale della salute del 7 aprile.

Durata 2 ore e 38 minuti.

Clicca per visualizzare su YouTube

Ex Ospedale "Casa Rossi" di Trecenta. Rischio crollo. Pericolo per l'incolumità delle persone.

Il vecchio ospedale di Trecenta, abbandonato nel 1997, sta crollando e costituisce un pericolo per quanti, nonostante i cartelli, si introducono nell'edificio.
Il Comitato altopolesano dei Cittadini per il "San Luca" ha scritto al Direttore generale dell'Ulss 5 Polesana, al Sindaco di Trecenta, ai Vigili del fuoco di Rovigo.

Questo il testo della comunicazione inviata il 4 aprile 2023 via pec unitamente alla documentazione fotografica.

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Al Direttore generale dell'Azienda ULSS 5 Polesana

protocollo.aulss5@pecveneto.it


Al Signor Sindaco del Comune di Trecenta

protocollo.comune.trecenta.ro@pecveneto.it


Alla Direzione Regionale Vigili del Fuoco Veneto e Trentino Alto Adige

Comando VV.F. di Rovigo

com.rovigo@cert.vigilfuoco.it


Oggetto: Ex Ospedale "Casa Rossi" di Trecenta. Rischio crollo. Pericolo per l'incolumità delle persone.


Si informa la S.V. delle condizioni di estrema precarietà in cui versa la struttura dell'ex Ospedale "Casa Rossi" in Via Matteotti a Trecenta.

La prossimità con un istituto scolastico e la vicinanza ai giardini pubblici di Viale Alighieri stimola la curiosità e lo spirito di avventura di ragazzi che trovano invitanti le finestre aperte al piano terra della struttura.

Le condizioni fatiscenti del fabbricato costituiscono un grave pericolo per chi dovesse introdursi all'interno nonostante la segnaletica esposta lungo la recinzione.

Poiché raccogliamo continue segnalazioni di incursioni di giovani nella struttura, si invita la S.V. a voler predisporre ogni ulteriore iniziativa al fine di impedire, con sicurezza, l'intrusione di persone e possibili gravi incidenti.

Si allegano alcune foto dell'edificio allo scopo di documentare la presente segnalazione.

Distinti saluti.

per il Comitato altopolesano dei Cittadini per il "San Luca"

il portavoce - Pietro Tosarello










20 marzo 2023

Vicenza, 15 aprile 2023. 2^ Manifestazione regionale in difesa della sanità pubblica


Sabato 15 aprile torniamo in piazza.

Perché se la salute è un diritto, la difesa della sanità pubblica è un dovere.

Appuntamento a Vicenza, alle 9.30, appena fuori dalla Stazione.


16 marzo 2023

La "fama" del San Luca


"Una buona struttura ospedaliera un tempo... ora allo sfascio totale... come tutta la sanità pubblica d'altronde..."

Commenti come questo sono ricorrenti sui social a proposito dell'ospedale di Trecenta. Purtroppo una cattiva fama non del tutto ingiustificata.

Chi governa la sanità in Veneto ha cominciato a togliere servizi all'ospedale sin dal giorno successivo all'inaugurazione. Via reparti e primari, ben prima della carenza di medici che attualmente sperimentiamo sulla nostra pelle; piano piano, senza far troppo rumore. E riduzione progressiva degli ambulatori di specialistica.

"Un ospedale su due sedi" era lo slogan lanciato dal direttore generale di quella che era all'epoca l'Ulss 18 (alto e medio Polesine, ospedali di Rovigo e Trecenta) per farci ingoiare il rospo. Bisognava "razionalizzare", "la sanità è piena di sprechi" e via di questo passo per giustificare chiusure di reparti e riduzioni dei servizi.

Poi il covid, la carenza di specialisti, la fuga di medici dal servizio sanitario nazionale, turni e condizioni di lavoro massacranti per chi resta.

Ma tutto questo non è il frutto del destino, nemmeno il covid, tutto deriva dalla pervicace volontà politica, per altro mai dichiarata, di minare il servizio sanitario nazionale, universalistico e gratuito, a favore della sanità privata.

Dobbiamo opporci, con tutte le nostre forze. E' in pericolo un diritto costituzionale essenziale, quella salute "fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività" (art. 32).

Il 15 aprile 2023 partecipiamo alla manifestazione che si terrà a Vicenza perché

SE LA SALUTE È UN DIRITTO,

LA DIFESA DELLA SANITÀ PUBBLICA È UN DOVERE!

(vedi precedente post)