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18.11.08

Assistenza domiciliare, tagliati i presidi sanitari a supporto dei pazienti

L’assistenza domiciliare integrata (ADI) è un servizio pubblico che persegue lo scopo di mantenere a casa propria pazienti affetti da patologie anche gravi e spesso croniche. L’ammalato ha il vantaggio di conservare abitudini e consuetudini, l’Ulss consegue un sensibile risparmio evitando numerosi ricoveri presso le strutture sanitarie.
Le famiglie dei pazienti devono far fronte a un gravoso lavoro di assistenza ma lo sforzo è compensato dalla consapevolezza di migliorare così, per quanto è possibile, la qualità della vita dei propri cari. Collaborano i medici di base che hanno in carico gli assistiti e interviene, quando necessario, il personale infermieristico dedicato a questo importante servizio.
Le famiglie ricevono dall’Ulss farmaci e presidi sanitari idonei alla cura dei pazienti e a supporto delle molte complicanze che persone, permanentemente o temporaneamente non autosufficienti, in molti casi costrette a letto, sviluppano nel decorso della malattia. Pomate antidecubito, materiale per medicazioni, lassativi, perette per clistere, siringhe per iniezioni e per l’alimentazione, sono esempi che valgono a dare un’idea di ciò che serve.
Ogni paziente è un caso particolare e, infatti, è compito del medico di base richiedere i presidi sanitari più adatti all’assistenza a domicilio degli ammalati.
M. è un ragazzo cerebroleso che dipende completamente dalla famiglia. La sua patologia lo costringe a letto o su una poltrona a rotelle. A Badia lo conoscono tutti e tutti conoscono sua madre che lo porta in giro per la città tutte le volte che il tempo e la salute di M. lo consentono. E’ tracheostomizzato e portatore di PEG, un foro nello stomaco attraverso il quale scorre una cannula che consente di iniettare l’acqua e gli alimenti di cui ha bisogno. Il tracheostoma e la PEG richiedono un’attenzione costante e medicazioni assidue per evitare infezioni e malfunzionamenti dei dispositivi. L’immobilizzazione implica una serie di problemi che devono essere prevenuti o circoscritti con particolari accorgimenti e trattamenti. La famiglia ha imparato a utilizzare tutti i numerosi presidi che servono a mantenere M. in condizioni igieniche e sanitarie paragonabili a quelle ottenibili presso un reparto ospedaliero.
Mi telefona la madre. Sabato scorso il marito si è recato a Trecenta, al “San Luca”, dove è stato da poco trasferito il servizio infermieristico, per ritirare i presidi sanitari che abitualmente si utilizzano per M. Incredibilmente viene informato che non riceverà più tutta una quantità di ausilii e che, pertanto, la famiglia dovrà provvedere a propria cura e spese all’acquisto di amuchina, clisma e sonde per il clistere, lassativo e guanti in lattice per le medicazioni. E il resto viene dimezzato: i guanti per l’igiene, gli schizzettoni (siringhe da 60 o 100 cc) per l’alimentazione via PEG, le garze per le medicazioni.
E’ la prima concreta attuazione dei tagli che il responsabile del servizio, dott. Romagnoli, ha deciso per tutti i pazienti in ADI. La madre di M. prende il telefono e lo chiama. Apriti cielo, senza appuntamento? Ma scherziamo? Il dott. Romagnoli dimostra immediatamente di non avere alcuna consapevolezza del carico assistenziale che la malattia di M. comporta per la famiglia e che, probabilmente, la cosa gli importa assai poco. L’intervento del medico di base di M. non ottiene alcun risultato ma serve ad apprendere che i tagli ci saranno, addirittura, anche per gli ospedali.
Riporto questo episodio perché anticipa quanto accadrà a tutti altri pazienti in ADI. E più la persona è grave e maggiori saranno le restrizioni. Lo scrivo perché possa arrivare quanto più rapidamente ai sindaci dell’Ulss 18. Sarà mia cura inviare il testo di questo post a tutti comuni. E’ necessario che i sindaci IMPEDISCANO la realizzazione di questo progetto.

9.11.08

Assegno di cura. Novità per il 2008

(dal sito del sindacato pensionato della Cgil del Veneto)

Con deliberazione n. 287 del 12 febbraio 2008, la Regione Veneto, dopo l’avvio di transizione del 2007, riconferma anche per il 2008 l’assegno di cura, stabilendo alcuni chiarimenti procedurali per la presentazione della domanda, per il riconoscimento del diritto e per l’erogazione del contributo economico.

Sull’assegno di cura la Consulta Welfare CGIL Veneto, riconferma la propria condivisione perché:

- sono state accolte le richieste sindacali;
- vengono unificate tre precedenti provvidenze;
- introduce la semplificazione procedurale;
- avvia il percorso per l’istituzione del fondo per la non autosufficienza.

Inoltre la Consulta Welfare CGIL Veneto, ribadisce che l’assegno di cura:

- è il riconoscimento dei diritti istituzionali e sociali ai non autosufficienti;
- è il riconoscimento da parte delle pubbliche amministrazioni alle famiglie che con abnegazione accudiscono ai propri congiunti non autosufficienti;
- è una componente della rete pubblica dei servizi sociosanitari ed assistenziali territoriali e domiciliari;
- non è un semplice buono economico - voucher;
- non è un’integrazione al reddito familiare.

Le principali disposizioni per il 2008

Valore ISEE (del nucleo familiare) calcolato: nel 2007 era su redditi 2006 = 14.612,15 euro e nel 2008 sarà su redditi 2007 = 14.992,07 euro (per gli anni successivi tale valore verrà incrementato dell’indice ISTAT – FOI al 31 dicembre).

Entità dell’assegno di cura per l’anno 2008 (2,6% è l’indice ISTAT al 31.12.2007 per il 2008):
√ l’assegno in funzione della scheda base, varia da 53,00 € a 267,00 € mensili;
√ la maggiorazione per l’assistente familiare, varia da 51,00 € a 267,00 € mensili;
√ l’assegno in presenza di demenza, varia da 373,00 € a 534,00 € mensili.

Per ulteriori approfondimenti, per altre informazioni e per essere aiutati nella presentazione della domanda per l’assegno di cura, rivolgetevi alle strutture sindacali ed ai servizi della CGIL:
SPI – CGIL / Camere del Lavoro - CGIL Territoriali / Funzione Pubblica – CGIL AUSER / INCA – CGIL / FEDERCONSUMATORI / CAAF – CGIL

4.11.08

CUORE: RIABILITAZIONE IN TRASFERTA

4 novembre 2008
(dal sito dell'amministrazione provinciale di Rovigo)

“Vale la pena continuare a pagare oltre 820 mila euro all’anno a cliniche private venete o extraregionali per non attivare una riabilitazione cardiologia in Polesine? Perché poi è stato chiuso il servizio sperimentale di Trecenta?”.

E’ quanto si chiede l’assessore provinciale alla Sanità Guglielmo Brusco facendo i conti sul numero delle persone “costrette ad andare lontano da casa centinaia di chilometri per le cure riabilitative e pagarsi spesso anche le spese di albergo per l’accompagnatore”. Nel 2007 – comunica l’Asl 19 di Adria - solo in cliniche private di altre regioni ci sono stati 57 ricoveri di pazienti per un totale di 974 giornate pari ad un importo complessivo di oltre 265 mila euro.
Per l’Asl 18 “i cui dati – secondo una nota del direttore Adriano Marcolongo – sono in corso di elaborazione per la relazione socio – sanitaria che verrà diffusa entro la fine dell’anno” – l’assessore Brusco è andato per similitudine ipotizzando circa 120 ricoveri per complessive 2040 giornate con 559 mila euro di costi.
“In totale – prosegue Brusco oltre 820 mila euro che vanno ai privati ed a sostegno di attività alberghiere di altre province ed al Polesine restano solo i sacrifici”.
Sulla non comunicazione dei dati da parte dell’Asl 18 Rovigo “…se li vuoi te li vai a leggere a fine anno sulla relazione…Insomma uno così anche per il poco rispetto avuto ancora una volta nei confronti della più importante istituzione polesana – conclude Brusco - prima se ne va e meglio è".

30.9.08

Nike Kai Dike costretta a licenziare 24 portantini

(da Il Gazzettino, 30 settembre 2008)

Fra loro 8 disabili.
L’Ulss 18 ha tagliato il servizio che svolgevano, assumendo personale proprio. Manifestazione e volantinaggio alla cittadella. Parla il presidente Casari

Le lettere di licenziamento sono già partite. Entro fine anno, se la situazione non si risolverà, raggiungeranno 24 persone. Fra di esse anche 7-8 disabili. Si tratta dei portantini barellieri degli ospedali di Rovigo e Trecenta.
«Il servizio da nove anni è svolto dalla nostra cooperativa - spiega il presidente della Nike Kai Dike Renato Casari - Il 24 aprile scorso l'Ulss 18 ha deciso di rescindere la convenzione con noi. Assumerà nuovo personale, da una lista propria già esistente, per svolgere il servizio dei portantini barellieri. Così al 30 giugno ha ridotto del 25\% i nostri lavoratori, al 30 settembre (oggi, ndr) di un altro 25\% e al 31 dicembre lo farà del definitivo 50\%. Finora abbiamo conservato alle nostre dipendenze tutti i 24 lavoratori, pur essendo pagati dall'Ulss solo per 18, rimettendoci circa 10 mila euro al mese. Ora la situazione non è più sostenibile, perciò sono partite le lettere di licenziamento. Abbiamo chiesto all'Ulss di proporci convenzioni per servizi alternativi. Finora è giunta solo una proposta per occupare al massimo 4 persone. Altre 3-4 forse riusciremo a utilizzarle altrove. Ma almeno una ventina, se restano così le cose, saranno in mezzo alla strada. Compresi 7-8 disabili, visto che essendo una cooperativa sociale garantiamo il 30\% dei posti a loro».
Per protesta ieri mattina i lavoratori della Nike Kai Dike hanno presidiato l'ingresso della cittadella socio-sanitaria a Rovigo. Oggi replicheranno distribuendo un volantino che dice: «La decisione di mandarci a casa è crudele. Molte volte abbiamo saltato il riposo, le ferie e lavorato con mansioni che non ci competevano, sempre con imposizioni dei referenti dell'Ulss 18, perchè bisognava sostituire personale dell'azienda. Ora ci ripagano così. Aiutateci a lottare per difendere il nostro posto di lavoro. Non ci arrenderemo». A sostegno dei lavoratori si è mosso il sindacato con Davide Benazzo (Fp Cgil), Francesco Malin (Fps Cisl), Maurizia Rizzo (Fisacat Cisl) e Fabio Osti (Fpl Uil). «La situazione è difficile - spiega Osti a nome anche dei colleghi - Stiamo cercando di svolgere una mediazione e di esplorare le strade per altre collocazioni lavorative». Solidarietà con la presenza al presidio è giunta dall'onorevole Luca Bellotti (Pdl).
«L'obiettivo dei lavoratori - conclude Casari - è di conservare il loro posto. Contestano il fatto che i nuovi assunti dall'Ulss in realtà un altro lavoro ce l'avevano già, mentre loro sono costretti a rimanere a casa. Inoltre si tratta di personale che ha qualifiche o mansioni superiori a quella di portantini, alla collettività casteranno molto di più del servizio fornito dai dipendenti della Nike Kai Dike».
I.M.

( Su questo problema vedi anche il post 24 lavoratori della Nike Kai Dike, rischiano il licenziamento ).

Il punto sul San Luca. L'assessore provinciale alla sanità sollecita i sindaci

Ancora dal sito dell'amministrazione provinciale, riprendo una nota dell'assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco sui risultati non certo soddisfacenti di un anno di dibattito sul San Luca nell'ambito della conferenza dei sindaci.
Ecco il testo:

L’assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco ha inviato una lettera ai sindaci dei comuni dell’Asl 18 per ragguagliarli sullo stato di alcuni servizi che toccano la popolazione circostante e gli operatori che vi lavorano, questo a seguito delle dichiarazioni del direttore generale Adriano Marcolongo apparse sulla stampa lo scorso 26 agosto.

L’assessore Brusco afferma che:
a) nel novembre del 2007 gli assessori regionali Coppola e Marangon, oltre alla Conferenza dei Sindaci dell’Asl 18, hanno chiesto all’unisono di istituire al San Luca un dipartimento chirurgico e dell’urgenza, ma a tutt’oggi non è mai stato attivato e che anche per quanto riguarda i due primari richiesti sempre dagli stessi soggetti ancora non si è realizzato niente;
b) il servizio oculistica dell’Ospedale di Trecenta, dopo il pensionamento incentivato del precedente responsabile, ha subito un’ulteriore indebolimento dal 1° giugno 2008, da quando cioè prevede la presenza di un medico tre volte la settimana e due medici per gli altri due giorni e che la fascia oraria del servizio, dalle ore 8.00 alle 17.00 dal lunedì al giovedì (venerdì 8.00-14.00) dal 15 settembre termina alle 16.00, stessa sorte per Orl;
c) da qualche tempo girano voci che danno come trasferibile a Rovigo l’apprezzato neurologo che da circa un anno presta la sua attività a Trecenta. Se fosse vero, si prevede una sua sostituzione con altrettanto preparato professionista o il servizio rischia di scomparire?
d) perché il servizio di vasche per Idrokiniesiterapia.non parte? Manca la struttura organizzativa? O è solo perché non si sa chi deve fare la pulizia dell’impianto?
e) Marcolongo ha riconosciuto il valore dell’equipe trecentana che fa nascere sempre più bambini al San Luca. In 5 anni siamo passati da 270 a 383 nati, nonostante non esista pediatria. Visto il consistente aumento (+ 42%) di questa attività, perché non ripristinare detto reparto di pediatria?
f) su indicazione di alcuni utenti altopolesani, ho visitato il Day hospital oncologico dell’Ospedale di Rovigo e la situazione è davvero imbarazzante, in quanto l’accoglienza dal punto di vista strutturale è pessima per l’alto numero di pazienti, non è garantito un livello ottimale di privacy, ecc. Non si possono trattare così persone che già soffrono in modo pesante e perciò perché non si ripristina al San Luca, il Day hospital oncologico che erogava anche la chemioterapia?
g) in data 30 novembre 2006 una commissione incaricata dalla Conferenza dei Sindaci dell’Asl 18, composta dal suo Presidente, dai Sindaci di Badia, Trecenta, Castelmassa e dall’Assessore delegato di Occhiobello, ha svolto un sopralluogo presso il San Luca. Tra i dettagli della visita, con nota del 7 dicembre 2006, i commissari parlavano di 20 posti letto di long-care da attivare, ma anche in questo caso le promesse non sono state mantenute in quanto i posti in funzione risultano essere solo 10”.
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24 lavoratori della Nike Kai Dike, rischiano il licenziamento

dal sito dell'amministrazione provinciale

L’Ulss 18 ha deciso di non rinnovare più l’appalto dei portantini presso l'ospedale di Rovigo.
Verranno rimpiazzati da 18 nuove assunzioni.
Riporto di seguito il commento dell'assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco.

“E’ di questi giorni la pessima notizia che 24 lavoratori della Nike Kai Dike di Fiesso Umbertiano, rischiano il licenziamento perché l’Asl 18 ha deciso di non rinnovare più l’appalto dei portantini che da anni svolgevano questo lavoro nell’azienda sanitaria rodigina. E’ questo l’ennesimo risultato negativo che possiamo trovare nel campo della gestione della sanità pubblica dell’Asl 18, che con quasi 200 dipendenti in meno rispetto alla pianta organica da poco determinata, decide di assumere direttamente un numero inferiore di operatori (18), rispetto a quelli (24, alcuni dei quali disabili, a dimostrazione di quanti problemi incontrino le categorie più svantaggiate) che perderanno il posto di lavoro alla Nike Kai Dike. Non sono certo che corrisponda al vero, ma penso non sia del tutto sbagliato pensare che tale differenza negativa rifletta l’ennesimo esempio di gestione economicistica della sanità pubblica veneta: l’assunzione di 18 operatori per un esborso di denaro che si avvicini molto a quanto costava l’appalto con la Nike che faceva lavorare, evidentemente con compensi inferiori ai dipendenti pubblici, ben 24 dipendenti. Questa è forse la spiegazione per i sindacalisti che giustamente si sono posti la domanda “già prima c’erano difficoltà nel servizio con 24 portantini e ora con soli 18 come finirà?”. Potrebbe finire come finiscono tante altre storie che riguardano la carenza di personale all’Asl 18: vorrei sbagliarmi, ma penso che i maggiori indiziati a pagarne le conseguenze siano ancora una volta gli utenti e i lavoratori. E pensare che con i risparmi che si potrebbero fare svolgendo in proprio, anche solo una parte dell’attività di fisioterapia che ora è ceduta a certi privati, si potrebbero assumere o pagare appalti in cui potrebbero essere occupati svariate decine di persone! A disposizione per ogni evenienza, rivolgo ai lavoratori che stanno per perdere il posto di lavoro, il mio personale augurio di poter evitare questa ennesima grave situazione di disagio per loro e per le loro famiglie”.

21.9.08

Giornata nazionale SLA

La SLA, una grave e rara malattia degenerativa, ancor oggi priva di una terapia specifica, che comporta la progressiva paralisi dei muscoli volontari di chi ne è colpito. Lo scopo della Aisla (Associazione Italiana Scherosi Laterale Amiotrofica) è di sensibilizzare le massime istituzioni del Paese sui gravi problemi che questa malattia comporta: incapacità totale di movimento autonomo, di comunicazione, di alimentazione e di respirazione fino all'insufficienza respiratoria.

Dal 15 al 21 settembre 2008 Dona 1 € con SMS
o 2 € chiamando da rete fissa Telecom Italia il 48589


Tutti i fondi raccolti verranno destinati a uno specifico progetto di ricerca finalizzato all'identificazione di trattamenti farmacologici combinati in grado di rallentare la progressione della malattia.

17.9.08

Influenza, tre volte più contagiosa. Gli esperti: "Importante vaccinarsi"

L'"Australiana" è un virus forte e ad alta diffusione. Sarà ancora più decisivo il vaccinoIn Europa potrebbe ammalarsi il 25% della popolazione. A rischio bimbi e anziani
Gli epidemiologi avvertono i governi: "La prossima pandemia è imminente, preparatevi"

VILAMOURA (Portogallo) - E' molto "cattiva", si diffonde velocemente e viene dall'Australia. E' questo l'identikit della nuova influenza, che in Europa rischia di contagiare una persona su quattro. L'epidemia della prossima stagione invernale sarà più intensa rispetto agli anni scorsi e con un numero maggiore di casi, poiché determinata da tre virus "completamente nuovi con, in particolare, un nuovo ceppo molto virulento in arrivo dall'Australia". Ad affermarlo sono gli esperti riuniti a Vilamoura per la terza Conferenza europea sull'influenza, che avvertono: quest'anno sarà ancora più decisivo vaccinarsi. Gli epidemiologi approfittano dell'occasione per mettere in guardia i governi da un altro rischio: "La prossima pandemia è imminente - dicono - e i sistemi sanitari rischiano di farsi cogliere di sorpresa".

Continua su repubblica.it

9.9.08

L'Assistenza Infermieristica Domiciliare si sposta al San Luca




La notizia interesserà tutti i pazienti in Assistenza Domiciliare Integrata.


Il Servizio Infermieristico che concorre all'ADI è stato trasferito dal distretto sanitario di Badia all'ospedale San Luca a Trecenta.
I locali sono al piano terra e segnalati da indicazioni in campo bianco.


Attenzione! cambiano telefono a fax.


Il nuovo numero di telefono è 0425 725.939.
Il numero di fax è 0425 725.512.

7.9.08

GIORNATA DELLA FISIOTERAPIA


“IL FISIOTERAPISTA AL FIANCO
DELLA SALUTE DEL CITTADINO”


ASSOCIAZIONE ITALIANA FISIOTERAPISTI
con il patrocinio di: Regione Veneto e Comune di Rovigo
e la collaborazione di: Cittadinanza Attiva, FIMMG Federazione Italiana Medici di Famiglia, Avis regionale, Associazione Malati Reumatici del Veneto

giovedì 25 SETTEMBRE 2008

CONVEGNO INFORMATIVO PER LA CITTADINANZA

ARTROSI E FISIOTERAPIA

DALLE ORE 18.00
ROVIGO, SALA GRAN GUARDIA
Piazza VITTORIO EMANUELE II
interverranno i rappresentanti dell’AIFI Veneto

http://www.aifiveneto.net/

Luci e ombre. Ancora sulla riunione di martedì 26 agosto

Alla riunione dello scorso martedì 26 agosto (vedi post precedente) ha partecipato anche il direttore generale dell’Ulss. Come prevedibile ha messo sul piatto della bilancia i risultati conseguiti ma si è ben guardato di accennare, anche solo di striscio, a ciò che in questi anni ha tolto all’ospedale di Trecenta. Men che meno ha detto qualcosa sul reparto di pneumologia.
Forse il presidente della conferenza dei sindaci, per riempire l’altro piatto della bilancia, avrebbe dovuto invitare anche l’assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco. Ma il contraddittorio non c’è stato e un piatto della bilancia è rimasto vuoto.
Noto soltanto una cosa: ogni volta che il direttore generale dell’Ulss fa la sua apparizione in conferenza dei sindaci riesce puntualmente a far perdere di vista lo scopo della riunione e a spostare la discussione su un terreno a lui più favorevole.
Abilità del direttore generale o distrazione dei suoi interlocutori?
Bene la casa del parto, bene la realizzazione della vasche di idrokinesi per la riabilitazione, ma male la riduzione dell’attività specialistica presso il pronto soccorso, e male l’eliminazione del reparto di pneumologia. Ci sono luci ed ombre. Evidenziare solo le une non fa un buon servizio a nessuno.

Cosa è accaduto martedì 26 agosto 2008?

Quali decisioni sono state prese dopo un anno di dibattito sul San Luca?
Molti articoli (questa volta) sui quotidiani locali. Una conferenza stampa (questa volta) il giorno dopo l’ennesima riunione.
Ma delle tre richieste formalizzate dalla conferenza dei sindaci e da vari consigli comunali, che ne è stato?


Questo blog è dedicato all’ospedale di Trecenta, una struttura ben progettata, confortevole, indispensabile per la qualità del servizio sanitario pubblico nell’altopolesine. Da un anno seguo la discussione avviata dal sindaco di Trecenta il 30 agosto 2007. Finalmente, dopo molte riunioni e rinvii, lo scorso martedì si è tenuta quella che doveva essere la riunione decisiva. La presenza degli assessori regionali Isi Coppola e Renzo Marangon, e quella del consigliere regionale Carlo Alberto Azzi, ha dato ulteriore autorevolezza all’evento.
Ma, alla fine, che cosa è stato deciso per il futuro dell’ospedale di Trecenta? Che cosa è stato stabilito rispetto alle tre precise richieste avanzate dalla conferenza dei sindaci col documento del 29 novembre 2007?
Ho letto tutto ciò che è stato pubblicato sul Gazzettino, sul Resto del Carlino e sulla Voce di Rovigo nei giorni immediatamente successivi. In particolare, dal resoconto della conferenza stampa tenuta dal presidente della conferenza dei sindaci e dal direttore generale dell’Ulss, pubblicata dal Gazzettino il 28 agosto 2008 (“Il San Luca ora punta al rilancio”), sembra che tutto sia rinviato, ancora una volta, anche se con migliori prospettive. Il presidente della conferenza dei sindaci Oscar Tosini, infatti, dichiara: “Si è inaugurato un percorso che attraverso un tavolo di confronto almeno trimestrale tra sindaci e Asl porterà al rilancio completo della struttura”. Insomma, traducendo dal politichese, ‘ non abbiamo deciso niente di concreto ma ne parleremo ancora, e con tanta buona volontà ‘.
Dopo un anno è veramente un po’ poco.

Su questo argomento ho pubblicato i seguenti post (dal più recente al più vecchio):

San Luca, si tirano le somme di un anno di dibattito
Ospedale San Luca: autonomia funzionale e competenze dei comuni
Sindaci Ulss 18 incontrano Marangon, Coppola e Azzi
San Luca, i sindaci si riuniscono a Badia per nuove azioni in difesa dell’ospedale
Riunione dei sindaci a Badia, tante assenze poche decisioni
San Luca, un documento integrativo da approvare nei consigli comunali
Trecenta, battuta d'arresto sul San Luca
San Luca, il documento approvato dalla conferenza dei sindaci il 22 ottobre
Ospedale, nuova riunione dei sindaci a Trecenta
San Luca, i Sindaci si riuniscono a Trecenta.

23.8.08

San Luca, si tirano le somme di un anno di dibattito

Reiterati inviti del presidente della Conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 vengono recapitati in questi giorni ai comuni del territorio. Oscar Tosini spera così di ottenere una partecipazione massiccia dei primi cittadini all'incontro con gli assessori regionali Renzo Marangon e Isi Coppola che si terrà a Trecenta, a palazzo Pepoli, martedì 26 agosto 2008, alle 18. E sarà ancora il futuro dell'ospedale San Luca l'argomento della discussione.
Una discussione avviata un anno fa dal sindaco di Trecenta, con momenti poi anche tormentati da rivalità politiche tra gli assessori regionali, con cadute di tensione che hanno portato a riunioni assai poco partecipate e all'allungarsi dei tempi per i nuovi appuntamenti. Le elezioni politiche e le ferie natalizie e poi estive hanno infine portato a far passare un intero anno, sempre che la riunione del prossimo 26 agosto porti a qualche risultato.

Continuo a non comprendere lo stile "carbonaro" di queste riunioni. Non un comunicato stampa che informi i quotidiani locali della loro convocazione e tantomento nessuna informazione sull'esito delle stesse. Nemmeno un rigo neanche sul sito della conferenza dei sindaci.
Se c'è un modo per sollecitare la partecipazione degli amministratori è proprio quello di informare l'opinione pubblica dell'esistenza delle iniziative adottate.

Dopo un anno ci sarà qualche risultato?

Su questo argomento ho pubblicato nel blog questi post (dal più recente al più vecchio):

Ospedale San Luca: autonomia funzionale e competenze dei comuni
Sindaci Ulss 18 incontrano Marangon, Coppola e Azzi
San Luca, i sindaci si riuniscono a Badia per nuove azioni in difesa dell’ospedale
Riunione dei sindaci a Badia, tante assenze poche decisioni
San Luca, un documento integrativo da approvare nei consigli comunali
Trecenta, battuta d'arresto sul San Luca
San Luca, il documento approvato dalla conferenza dei sindaci il 22 ottobre
Ospedale, nuova riunione dei sindaci a Trecenta
San Luca, i Sindaci si riuniscono a Trecenta.

27.7.08

I tuoi polmoni, funzionamento e patologie.

Risorse internet

Per poter comprendere le varie patologie polmonari e per mantenere sani i polmoni, dobbiamo conoscere l’aspetto e il funzionamento di questi organi.
Consulta il sito della Europea Lung Foundation (versione in italiano)

Sito ufficiale dell'Unione europea sulla salute pubblica

Risorse internet

http://ec.europa.eu/health-eu/index_it.htm

Tante informazioni mirate a migliorare le condizioni di vita, la qualita' dei servizi e notizie sulle attivita' condotte a livello europeo e internazionale: assistenza, prevenzione malattie e affezioni, fonti di pericolo, programmi comunitari, stile di vita e tanto altro.

23.7.08

Brusco, bene l'idrokinesi terapia ma non dimentichiamo i problemi in attesa di risposta

All'indomani dell'inaugurazione del nuovo servizio di idrokinesi terapia presso l'ospedale San Luca l'assessore provinciale alla sanità, Guglielmo Brusco, si rallegra per l'evento ma ricorda i problemi che ancora rimangono sul tappeto.
In particolare dichiara al Gazzettino (Mercoledì 23 luglio 2008):
«Cosa impediva al sindaco Laruccia di ringraziare per quello che di nuovo era stato realizzato e ricordare, senza spirito polemico ma per amor di verità, che al San Luca ci sono tanti problemi da risolvere? Ha persino ricordato positivamente il ruolo degli assessori regionali Marangon e Coppola che da 7 mesi invece hanno promesso invano interventi per il San Luca che, almeno fino pochi giorni fa, non erano stati ancora formalizzati in provvedimenti ufficiali della Regione Veneto. Tra i problemi ricordiamo, oltre alla cronica carenza di personale in quasi tutti i servizi, la funzionalità del pronto soccorso per il quale mi è stata recentemente segnalata la vicenda di un ragazzo di Villafora che, sofferente al torace, verso mezzanotte, ha dovuto recarsi da Trecenta a Rovigo per eseguire gli esami che gli hanno diagnosticato fratture costali multiple; la chirurgia che è in grave sofferenza e per la quale occorrono urgenti interventi strutturali per assicurare un futuro a tale fondamentale servizio; non mi risulta ancora realizzata la sede principale di medicina dello sport al San Luca, così come stabilito dal decreto del direttore Marcolongo numero 22 del 3 gennaio 2007 (mentre recentemente ad Adria il nuovo ambulatorio è stato attivato in soli 4 mesi!); la grave situazione di radiologia dove mi è stata segnalata da parecchi giorni la rottura del tubo dell'apparecchiatura della diagnostica adibito ad esami contrastografici (stomaco, urografia, clisma opaco, ecc.). Tale tubo non sarebbe stato ancora sostituito con alcune conseguenze: per gli esami i pazienti interni dovrebbero recarsi a Rovigo, quelli esterni, al di là dell'allungamento delle liste d'attesa, possono sempre ricorrere ai privati (che ringraziano!). Insomma, oltre le cerimonie, c'è bisogno di ben altro».

Il San Luca s'arricchisce con l'idrokinesi

A fronte di tante chiusure, riduzioni o accorpamenti, qualcosa di nuovo c'è: è stato inaugurato, e speriamo che entri subito in funzione, il nuovo servizio di idrokinesi terapia. La struttura, dotata di una vasca riabilitativa, consentirà nuove opportunità di cura per pazienti con fratture, protesi e patologie neurologiche. Di seguito riporto alcuni brani della notizia data dal Gazzettino.

Il Gazzettino - Martedì 22 luglio 2008

Inaugurato il nuovo reparto per "guarire in acqua". Riabilitazione per fratture o patologie neurologiche. La struttura è costata 371mila euro ed è stata finanziata da Regione e Fondazione Cariparo

Il servizio di idrokinesi terapia dispone di una vasca riabilitativa ed un percorso-camminamento vaso motorio a temperatura differenziata, il tutto fuori terra per consentire facilità di accesso e condizioni ottimali di sicurezza. A questo tipo di riabilitazioni in acqua potranno accedere sia pazienti ricoverati sia esterni che debbano completare il loro percorso di guarigione e ripresa; ai trattamenti tradizionali in palestra od ambulatorio, viene così aggiunta una nuova opportunità di cure riabilitative, rivolte a pazienti con fratture, protesi e patologie neurologiche.

13.6.08

Ospedale San Luca: autonomia funzionale e competenze dei comuni

Lo scorso 9 giugno, a Trecenta, si è svolta la tanto attesa riunione dei sindaci dell'Ulss n. 18 con gli amministratori regionali Renzo Marangon e Isi Coppola, assessori, e il consigliere Carlo Alberto Azzi.
Non risultano emessi comunicati. Abbiamo però potuto acquisire l'intervento che l'assessore Gianni Bacchiega, per il Comune di Castelguglielmo, ha rivolto all'assemblea.

Entro fine mese gli assessori regionali dovrebbero comunicare l'esito che le osservazioni degli amministratori comunali avranno avuto presso la giunta regionale.


-------inizio documento-------

Comune di Castelguglielmo

Autonomia funzionale all’ospedale di Trecenta. Ai comuni competenze di programmazione sanitaria e di controllo rispetto ai direttori generali.

Trecenta, 9 giugno 2008

I tempi
Una riunione lungamente attesa

Il primo incontro il 30 agosto dello scorso anno
Sono passati nove mesi da quando il Sindaco di Trecenta ha invitato gli amministratori comunali facenti parte del distretto sanitario dell’altopolesine ad una riunione per riprendere in mano i problemi dell’ospedale “San Luca”.
Dopo quella prima riunione, i sindaci dei comuni del distretto sanitario si sono nuovamente incontrati a Trecenta il 4 ottobre. All’ordine del giorno la presentazione di un documento sulle problematiche dell’ospedale “San Luca”.
Non fu approvato alcun documento ma fu dato mandato ai sindaci di Castelmassa e Trecenta di predisporre un testo che tenesse conto delle considerazioni emerse dal dibattito.

La discussione si allarga a tutti i Comuni dell’Ulss 18
Quelle prime riunioni furono di stimolo alla conferenza dei Sindaci per promuovere l’approvazione di un documento da parte di tutti i consigli comunali dell’Ulss 18. Un primo testo, approvato dalla conferenza in data 22 ottobre 2007, chiedeva un incontro urgente alla giunta regionale per ridare dignità e autonomia funzionale al San Luca e per rivendicare ai comuni competenze di programmazione sanitaria e di controllo rispetto ai direttori generali.
Successivamente, il 29 novembre 2007, fu integrato e rafforzato dalla stessa conferenza con precise richieste:
a) istituire presso il Presidio Ospedaliero di Trecenta almeno due Dipartimenti strutturali autonomi di cui uno Medico Multidisciplinare (l’attuale Dipartimento di Continuità Assistenziale con le dovute integrazioni) e uno Chirurgico e dell’Urgenza
b) prevedere nei Dipartimenti, oltre alle attuali SOC e SOS Dpt, un numero adeguato di SOS Dpt che garantisca una reale autonomia clinica e gestionale soprattutto nelle branche specialistiche mediche e chirurgiche
c) riacquisire le SOC di Pronto Soccorso e di Radiologia con relative le apicalità.


La concretezza
A fronte di quelle precise indicazioni non ha fatto riscontro altrettanta concretezza.
Dopo tanti mesi non c’è più tempo per rinvii, riesami e discussioni. Ne va della stessa credibilità della conferenza dei sindaci. Gli obiettivi sono stati individuati e ora vanno perseguiti.
È ora che le nostre richieste arrivino all’attenzione della giunta regionale. Non è possibile continuare con questa inconcludenza.
L’ospedale “San Luca” è essenziale per la popolazione dell’altopolesine. Ciò che c’è funziona, il personale è motivato, consapevole e competente. I pazienti vi trovano un supporto a misura d’uomo che rende più accettabile il ricorso ai servizi ospedalieri.
Dopo tanti ordini del giorno, è ora di ottenere dei risultati.

L’assessore delegato del Comune di Castelguglielmo
Gianni Bacchiega


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6.6.08

Sindaci Ulss 18 incontrano Marangon, Coppola e Azzi


Montagna o topolino?

Lunedì 9 giugno 2008, presso palazzo Pepoli, a Trecenta, si riuniranno i sindaci dei comuni dell'Ulss 18, gli assessori regionali Renzo Marangon e Isi Coppola e il consigliere regionale Carlo Alberto Azzi.
L'incontro verterà sui problemi dell'ospedale "San Luca" e sui documenti del 22.10.2007 e 29.11.2007, proposti dalla conferenza dei sindaci dell'Ulss 18, e approvati da numerosi consigli comunali ma non da tutti.
E' da fine novembre 2007 che si cerca di organizzare questa riunione. Dopo tanto tempo la montagna partorirà un topolino?