Visualizzazioni totali

9.8.15

Casa di risposo di Badia Polesine. Rassegna stampa


Alla fine il consiglio comunale di Badia ha dato parere favorevole alla trasformazione in fondazione della casa di riposo.
A nulla sono valse le proteste dei dipendenti e le quasi duemila firme raccolte tra i cittadini, contro la privatizzazione dell'istituzione badiese.
Lavoratori e sindacati hanno annunciato ulteriori azioni.
Qui sotto una rassegna stampa di quanto pubblicato dai quotidiani locali.

BADIA POLESINE Chiedono al Comune di attendere prima di trasformare I'Ipab in Fondazione
Casa di riposo, protesta in Piazza
I sindacati non escludono lo sciopero, ma con modalità tali da non danneggiare gli ospiti

«Casa dei sorriso, pronti allo sciopero»
Badia, protesta contro la privatizzazione sotto le finestre del municipio

IL CASO Dopo il sit in davanti al municipio, sindacati e dipendenti si sono trasferiti in consiglio
Casa di riposo protesta in aula
"Depubblicizzazione" discussa fino a tarda notte. Cgil, Cisl e Uil "Assurdo procedere ora"

Casa del sorriso, passa la privatizzazione
Il consiglio approva il progetto. Alta tensione in aula, intervengono i carabinieri

CASA DEL SORRISO/1 I lavoratori confermano la volontà di scioperare
La questione divide anche la minoranza

CASA DEL SORRISO/2 Il consigliere Gianluca Checchinato rassegna le sue dimissioni
È frattura nella maggioranza
Tra le proteste, il comune da l'ok alla depubblicizzazione dell'ente perché diventi fondazione

CASA DEL SORRISO/3
Fantato "Mi assumo le responsabilità su questo voto"

7.8.15

Istituti Polesani di Ficarolo, raffica di avvisi di garanzia

fonte: Il Gazzettino, venerdì 7 agosto 2015

TRUFFA E FRODE

61 degenti ospiti a Ficarolo sarebbero stati rivalutati ad alta intensità assistenziale
Patologia aggravata per lucrare sui fondi erogati dalla Regione


CONCLUSE LE INDAGINI PRELIMINARI

Indagati i vertici dell'Ulss 18 e i membri della commissioneSecondo la Procura la struttura assistenziale diretta da Mauro Mantovani avrebbe indebitamente incassato quasi 7 milioni di euro dal luglio 2006


Leggi gli articoli
Patologia aggravata per lucrare sui fondi erogati dalla Regione
Indagati i vertici dell'Ulss 18 e i membri della commissione

3.8.15

Quella delle privatizzazioni sta diventando una mania.

fonte: La Voce di Rovigo, domenica 2 agosto 2015

È di questi giorni la notizia che in molti comuni, sedi di Ipab, si smania per privatizzare le case di riposo. La privatizzazione come panacea di tutti i mali. Una riedizione del "meno stato più mercato" in voga qualche anno fa.
Ora è la volta di Gianni Tessari, già direttore generale dell'Ulss 18, già candidato alle recenti elezioni regionali, che per l'ospedale di Trecenta propone di "fare intervenire il privato".
Non sarà, in entrambi i casi, il frutto di una crisi del management chiamato a dirigere istituzioni pubbliche?

Leggi l'articolo completo.

Casa del Sorriso. CITTADINI DI BADIA POLESINE SAPPIATE CHE ...

In un volantino unitario che i dipendenti della casa di riposo stanno distribuendo alla cittadinanza, i sindacati, unitariamente, spiegano perché la Casa del Sorriso deve rimanere pubblica.

Il pericolo di privatizzazione dell'istituzione badiese è grande. I vantaggi enunciati dal Consiglio di Amministrazione sono in larga parte compensati da corrispondenti svantaggi. E allora perché il CdA vuole trasformare la Casa del Sorriso in fondazione?
Quasi duemila badiesi hanno firmato un appello per mantenere pubblica la gestione e la proprietà dell'istituzione. L'amministrazione comunale ne terrà conto? E terrà conto della recente proposta di legge regionale finalizzata al riordino della materia? Aspetterà che il consiglio regionale deliberi? Prenderà in considerazione l'invito dei comitati polesani per la sanità a sospendere ogni intempestiva decisione?
Mercoledì prossimo il consiglio comunale sarà chiamato a esprimere un parere che potrà avere pesanti conseguenze per la casa di riposo, per gli ospiti, per i lavoratori e per tutta la cittadinanza.

Scarica il volantino.

2.8.15

Badia Polesine, si accelera sulla privatizzazione della Casa del Sorriso


A quanto pare l'invito dai comitati per la sanità di tutto il polesine non ha trovato udienza presso il sindaco di Badia Polesine


Mercoledì 5 agosto alle 18,30 si riunirà il consiglio comunale.
Il quarto punto all’ordine del giorno riguarda la casa di riposo:

4-PROCEDURA DI TRASFORMAZIONE DELLA CASA DI RIPOSO DI BADIA POLESINE "CASA DEL SORRISO" DA IPAB IN FONDAZIONE DI DIRITTO PRIVATO. PARERE DEL COMUNE DI BADIA POLESINE AI SENSI DELLA L.R. VENETO 25 GIUGNO 1993 N. 24.

I comitati per la sanità del polesine, con una singolare iniziativa congiunta, avevano chiesto (vedi precedente post) la sospensione di ogni decisione in attesa che sia discussa in consiglio regionale la proposta di legge che riordinerà la materia.
Ma l'amministrazione comunale di Badia ha fretta, così come il consiglio di amministrazione della casa di riposo che ha recentemente adottato una nuova deliberazione.

Allora tutto è deciso? Non è detto. I lavoratori hanno annunciato una manifestazione davanti al municipio subito prima della riunione del consiglio comunale.

Sanità, oltre 17 miliardi di tagli dal 2009

fonte: Adnkronos, 30/07/2015


I tagli al finanziamento del fabbisogno del sistema sanitario, gestito dalle Regioni, hanno raggiunto i 17,5 miliardi di euro tra il 2009 e il 2015. Il dato emerge dalla Relazione sugli "Andamenti della finanza territoriale - Analisi dei flussi di cassa - Esercizio 2014" della Corte dei conti.

Leggi l'articolo completo

28.7.15

Sospendere ogni privatizzazione delle case di riposo

Iniziativa congiunta dei comitati per la sanità del polesine
Allarmati dalle procedure avviate in alcuni comuni per la depubblicizzazione delle case di riposo (Ipab) i comitati polesani che si occupano di sanità hanno scritto ai responsabili delle strutture assistenziali, ai sindaci e ai consiglieri comunali dei rispettivi comuni, all'assessore regionale Luca Coletto e ai consiglieri regionali eletti in provincia di Rovigo.
Con questo documento si chiede la sospensione cautelativa di eventuali ipotesi di trasformazione giuridica della IPAB Socio Sanitaria per persone anziane e con disabilità.
I comitati partono dal disegno di legge regionale, presentato lo scorso 29 giugno, che prevede un riordino complessivo della materia e la possibilità di scelta, per le Ipab, di trasformarsi in fondazioni/associazioni di diritto privato o diventare Aziende pubbliche di servizi alla persona (Apsp) nell'ambito della rete dei servizi sociali e del ruolo rafforzato dal piano Socio Sanitario Veneto.
Pertanto ogni decisione di depubblicizzazione delle case di riposo che anticipi il nuovo assetto regionale potrebbe risultare intempestiva e inadeguata.
Leggi la lettera dei comitati

27.7.15

Non si possono ridurre le tasse sulla pelle degli italiani. È allarme rosso per la salute dei cittadini

Funzione pubblica Cgil: No all’ipotesi di tagli al Servizio sanitario nazionale per 10 miliardi in cinque anni. Per il segretario Massimo Cozza "ci saranno sempre più italiani senza cure, che dovranno rivolgersi al privato per avere servizi all’altezza"
No della Fp Cgil Medici all’ipotesi di futuri tagli al Servizio sanitario nazionale per 10 miliardi in cinque anni, annunciato dal commissario del governo alla revisione della spesa Yoram Gutgeld.
Leggi l'articolo completo su rassegna.it

11.7.15

Proposta di legge regionale. Una Ulss per provincia

Da Il Giornale di Vicenza, 8 luglio 2015

Entro l'anno il via alla "Azienda zero" in Regione con personale preso dagli esuberi sul territorio
Una sola Ulss per provincia, stop al dirigente sociale


Il riconfermato presidente della giunta regionale del Veneto ha presentato in consiglio regionale un pacchetto di diciotto proposte di legge. Una di queste riguarda l'accorpamento e la riorganizzazione delle Ulss, saranno 7, una per provincia, più una l'Azienda Zero.
...
L' "Azienda Zero" si occuperà di programmare la sanità veneta (anche dal punto di vista delle risorse finanziarie), affidare gli obiettivi alle singole Ulss, gestire gli acquisti, il personale e anche la sua formazione, le tecnologie, l'accreditamento delle strutture private, il monitoraggio dei costi standard, le relazioni con il pubblico, i sistemi informativi e di auditing, l'ufficio legale, gli indirizzi di gestione contabile dei bilanci delle singole Ulss, e infine quella gestione accentrata di fondi sanitari (Gsa) che già oggi è in capo a Venezia.
...
Leggi l'articolo completo

Accorpare le Ulss su base provinciale è un'esigenza persino ovvia ma, come si usa dire, meglio tardi che mai. Ciò che fa drizzare le orecchie è che la riforma viene presentata con i soliti slogan propagandistici: «non spendere meno, ma spendere meglio, senza ridurre i servizi al paziente, e anzi incrementandoli».
L'esperienza insegna che non è mai così.

14.6.15

Sanità sempre più privata

fonte: quotidianosanità.it

Ricerca Censis-Rbm Salute

Nel 2014 gli italiani hanno speso 33 miliardi nella sanità privata, 1 in più rispetto al 2013.
Cresce la paura degli italiani, il 63,4% si dichiara insicuro rispetto alla copertura sanitaria futura.
Si allungano le attese nel pubblico e si amplia il ricorso al privato, che ormai coinvolge anche i redditi bassi: sono oltre 9 milioni gli italiani che hanno effettuato visite specialistiche nel privato a pagamento intero.
È quanto emerge da una ricerca Censis-Rbm Salute, presentata al Welfare Day.


Leggi l'articolo completo.

3.6.15

Servizio infermieristico. Si studia come complicare la vita dei pazienti

Sempre più difficile accedere al servizio infermieristico dell'Ulss 18


Non può essere un caso. Qualcuno ci deve studiare, e con impegno, per rendere la vita impossibile ai pazienti in assistenza domiciliare integrata (Adi) e ai loro familiari. Non c'è altra spiegazione.


L'ultima perla del servizio infermieristico
Sabato pomeriggio ho trasmesso via fax una richiesta di esami all'Adi di Trecenta. La ricetta bianca, il famoso promemoria, è stata stampata dal medico di medicina generale. Adi sta per assistenza domiciliare integrata alla quale partecipano il servizio infermieristico dell'Ulss, il medico di famiglia e, all'occorrenza, altre figure specialistiche. Mia moglie, a causa delle sue condizioni di salute, è classificata in Adi-Med, cioè in Adi medicalizzata, il livello più alto di assistenza previsto dal servizio.
La mattina seguente mi telefona l'infermiere di turno per dirmi che la procedura è cambiata e che “per avere la prenotazione” - attenzione la “prenotazione” non l'esecuzione del prelievo – devo produrre “l'originale” e non il fax. In pratica dovrò prendere la macchina e andare all'ospedale di Trecenta per consegnare a mano un pezzo di carta, un promemoria, non firmato da nessuno, che potrei replicare in un milione di esemplari del tutto identici con qualsiasi programma informatico.

Ma di che originale parla l'Ulss 18? L'originale è il documento informatico già acquisito dal sistema sanitario regionale nel momento stesso in cui è stato rilasciato da parte del medico di medicina generale. Su questo l'amministrazione regionale ha riempito i tg regionali.
E allora? Che originale vuole l'Ulss 18 se già lo ha già acquisito informaticamente?

Non si può essere tanto ignoranti delle proprie procedure. Nessun funzionario dell'Ulss 18 può essere così stupito da chiedere al paziente un originale, che non esiste in forma cartacea, già acquisito dal sistema sanitario regionale di cui la stessa Ulss 18 ovviamente fa parte.

Lo scopo di una procedura così illogica deve essere un altro, per forza! E non può essere altro che quello di stancare, snervare, allontanare dal servizio il maggior numero di pazienti, costringendoli a rivolgersi ai laboratori privati. Ai pazienti raccontano la favola dell'originale. E intanto si allungano a dismisura i tempi per il prelievo.

La finalità dell'Adi-Med è quella di assicurare sul territorio un'assistenza paragonabile a quella ospedaliera, con costi per il sistema sanitario di gran lunga inferiori al ricovero ospedaliero. In ospedale gli esami che sono stati richiesti verrebbero effettuati molto più spesso di quanto non accada a casa, senza “originali” inesistenti, senza prenotazioni, senza tediare i parenti, che si fanno carico dell'assistenza ai propri cari, con richieste assurde.

L'Ulss 18, sull'Adi, è assolutamente inadempiente, lascia che vengano propinate ai pazienti frottole colossali, dilata i tempi di esecuzione del servizio e, infine, eroga lauti compensi di risultato a dirigenti che svolgono malissimo il proprio lavoro.

Pietro Tosarello

20.5.15

Chiusura estiva per ginecologia e chirurgia?

Drammatica la carenza di personale negli ospedali dell'Ulss 18
La Regione non autorizza l'assunzione di infermieri


Mentre il governatore Zaia promette cure dentarie gratuite ai poveri, gli ospedali del Veneto sono al collasso per carenza di infermieri. Rovigo sta implodendo, ed era prevedibile avendo centralizzato tutte le patologie importanti.
Pare che la Regione non abbia dato copertura economica per l'assunzione di infermieri. Perciò una delle soluzioni ipotizzate è che vengano chiuse, per il periodo estivo, la chirurgia e la ginecologia di Trecenta spostando il personale su Rovigo.

19.5.15

Visite mediche in notturna: «Spesa inutile» per Mandoliti

Minimi i risultati, ingente la spesa

Da Il Gazzettino di Rovigo del 16 maggio 2015

«Perché si devono accendere le macchine per fare le terapie di sera quando per carenza di personale non sono in attività di giorno? Per spendere di più pagando medici e tecnici e creare un disagio ai pazienti? Quella delle visite private di sera è una trovata populista e inutile».
Giovanni Mandoliti, capolista di "Alessandra Moretti Presidente per il Veneto", spara a zero contro ilo governatore Zaia. «I dati parlano chiaro - precisa Mandoliti - Per questa trovata si è speso un milione di euro in più per una riduzione solo del 3 per cento sulle liste di attesa. È per questo che mi sono rifiutato nel mio reparto di attuare le visite serali. Non hanno senso, i problemi sono altri».

18.5.15

Il punto nascita chiude per l'estate?

È una voce, solo una voce. Niente di sicuro, ma poiché non è la prima volta che circola è meglio riferirla.
Col pretesto dell'assenza di un'ostetrica il dott. Stellin, primario del punto di nascita di Trecenta, ne avrebbe chiesto la chiusura a partire dal prossimo 10 giugno.
Una richiesta che sarebbe già stata avanzata in aprile alla direzione dell'Ulss 18 ma respinta da quest'ultima, forse per evitare problemi alla vigilia delle elezioni regionali.

Ora, considerato che si vota il 31 maggio, la nuova richiesta di chiusura 'estiva' del punto nascita a partire dal 10 giugno avrebbe efficacia dopo le elezioni. La direzione dell'Ulss come risponderà?

18.4.15

NUOVO ISEE, IL GOVERNO NON CI RIPENSA. POLETTI: "LEGITTIMA L'INCLUSIONE DELL'INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO NEL REDDITO"

fonte: www.superabile.it

Durante il question time alla Camera, il ministro ha ribadito: "Trattamenti assistenziali inclusi nel reddito, controbilanciati da deduzioni e franchigie differenziate. Previsioni favorevoli per disabili più gravi". Confermato il ricorso al Consiglio di Stato: "Non si può interrompere applicazione"


ROMA - Nuovo Isee, il governo non arretra di un passo: le indennità di accompagnamento vanno incluse nella nozione di reddito. Lo ha ribadito ieri il ministro del Lavoro Poletti, rispondendo al question time alla Camera. "Continuiamo a ritenere che l'Isee sia uno strumento molto importante e assolutamente indispensabile per svolgere bene l'azione sul versante sociale e destinarla, in maniera puntuale, ai cittadini che ne hanno pienamente bisogno - ha detto - Erano prevedibili alcuni problemi di partenza, si sono effettivamente rappresentati, ma noi pensiamo che oggi interrompere questo percorso provocherebbe più danni che vantaggi, perché di fatto produrremmo uno stato di confusione generale". Fino al 25 marzo scorso, secondo quanto riferito al ministero dall'Inps e riportato alla Camera da Poletti, "le dichiarazioni acquisite sono più di 650 mila e i tempi medi di rilascio delle attestazioni sono di cinque giorni dalla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva unica: cioè la metà dei tempi massimi previsti dalla norma. Pensiamo quindi che questo lavoro di miglioramento debba essere continuato".
Riferendosi in particolare all'interrogazione sulla sentenza del Tar del Lazio, che ha bocciato il nuovo Isee nella parte relativa ai trattamenti assistenziali, "pensiamo che sia necessario fare appello al Consiglio di Stato, perché reputiamo che il contenuto di merito del decreto e del regolamento di applicazione siano pienamente legittimi". Nulla di illegittimo, quindi, nella "inclusione dei trattamenti assistenziali nella nozione di reddito", in quanto sarebbe "controbilanciata dalla possibilità di dedurre le spese sostenute per l'assistenza personale di collaboratori domestici, nonché le franchigie differenziate in base alla gravità della condizione di disabilità. Questa previsioni - ha ribadito - producono il risultato di essere particolarmente favorevoli per le persone con disabilità più grave, più bisognose dal punto di vista economico". Sul tema, tuttavia, il ministro riferisce di aver aperto un confronto con le associazioni, "perché in prospettiva non consideriamo impossibile rivedere questa materia, ma reputiamo non opportuno farlo in questo momento, interrompendo la sua applicazione, perché produrremmo uno stato di confusione e di degrado che provocherebbe più danni e più problemi di quanti ne risolverebbe". (cl)
(16 aprile 2015)

4.4.15

Cataratta, intervento rapido e sicuro

fonte: Il Resto del Carlino, sabato 4 aprile 2015

«Non solo macchinari, c'è organizzazione»

Il dottor Luigi Caretti: «Al San Luca viene praticato in regime ambulatoriale»

Liste di attesa quasi azzerate


L'operazione di cataratta non è più un problema: l'oculistica dell'azienda ulss 18 di Rovigo riparte in quarta sfruttando appieno le strutture e le strumentazioni innovative offerte dall'ospedale San Luca di Trecenta, le liste di attesa sono quasi azzerate, il percorso pre-operatorio snellito, gli interventi triplicati. Il volano della rivoluzione è partito dall'abilità del dottor Luigi Caretti, arrivato a Rovigo lo scorso novembre come direttore dell'oculistica, dopo 14 anni di esperienza nel centro oculistico San Paolo di Padova, dove era responsabile della chirurgia vitreo-retinica.
...
Leggi l'articolo completo.

San Luca, la riorganizzazione va avanti

La Regione ha respinto l'emendamento del consigliere Pettenò che chiedeva di bloccare l'applicazione delle schede ospedaliere.

fonte: Il Gazzettino, venerdì 3 aprile 2015

Il piano di riorganizzazione dell'ospedale San Luca di Trecenta andrà avanti così come previsto nelle schede sanitarie. Il Consiglio regionale ieri ha bocciato l'emendamento con cui la sinistra aveva proposto la sospensione dell'applicazione delle schede sanitarie.
...
Leggi l'articolo completo.
Sull'argomento vedi anche il precedente post Le criticità dell'ospedale e le esigenze degli altopolesani alla conferenza dei sindaci dell'Ulss 18

Ulss 18, tagliato un posto ogni dieci

fonte: Il Gazzettino, venerdì 3 aprile 2015

... La ricognizione del personale eseguita al 31 dicembre 2014 e di recente approvata dal direttore generale Arturo Orsini segnala poi anche come non ci siano tre assistenti religiosi, 52 tra assistenti, collaboratori, ausiliari , operatori specializzati e 47 tra commessi, coadiutori e altro personale. In tutto, si arriva a 216 unità in meno. Ben 275 ,82 tenendo conto del "peso" dei part-time.
Un'ulteriore addizione va fatta se si tiene conto che nel personale dell'Ulss 18 non rientrano solamente quanti sono addetti ai servizi ospedalieri, ma pure coloro che si occupano dei servizi sociali. Il totale definitivo parla di 225 posti scoperti, 287,35 se si tiene conto anche dei part-time.
...
Leggi l'articolo completo.

2.4.15

Le criticità dell'ospedale e le esigenze degli altopolesani alla conferenza dei sindaci dell'Ulss 18

Il documento presentato dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca: bloccare l'applicazione delle schede ospedaliere

Ieri si è riunita la Conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 per discutere esclusivamente della situazione dell'ospedale di Trecenta. Il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca è stato invitato a rappresentare i problemi del San Luca e della popolazione altopolesana.
Ciò che segue è la relazione presentata da Jenny Azzolini, portavoce del Comitato.

----- inizio documento

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

data 1 aprile 2015

Un conto è leggere una carta che dà disposizioni, tutt’altra cosa è toccare con mano la realtà, particolarmente quando si parla di servizi ospedalieri e sanitari.
A noi pare che, nel progetto della Regione, il San Luca non resti ospedale per acuti.
Passo subito alle situazioni problematiche:

la chirurgia: riduce la sua offerta in quanto tutte le urgenze chirurgiche, anche dei pazienti già ricoverati al San Luca, devono essere trasferite a Rovigo. E, come spesso avviene, soprattutto i pazienti più critici e fragili, non trovando posto a Rovigo (s’intende anche in terapia intensiva) e vengono nuovamente trasferiti negli ospedali e nelle rianimazioni limitrofe o anche più lontane nel Veneto(Schiavonia,Chioggia,Adria etc.)
Questa nuova situazione non è rassicurante e per questo abbiamo inviato interrogazione in Procura.
Noi proponiamo che la chirurgia del San Luca mantenga il servizio di day e wick surgery ma allargato a tutta la settimana, così da mantenere la disponibilità per l’urgenza-emergenza.

2 situazione: I letti intermedi non sono intercambiabili con i letti per acuti, sono dotati unicamente di assistenza infermieristica (che per ora sarà svolta dallo stesso personale di medicina)e i pazienti saranno pure soggetti a pagare ticket e quota alberghiera secondo i tempi di degenza.

Questi letti derivano da un diverso utilizzo di parte dei letti per acuti di medicina e di lungodegenza, ora tale manovra ridurrà di ben
600-700 ricoveri l’anno l’offerta per acuti.
Dove troveranno risposta alle loro necessità questi pazienti? Difficile che trovino posto a Rovigo perché anche quell'ospedale dovrà fare i conti con le schede ospedaliere.
Già ora il San Luca non riesce a far fronte alle necessità e ricorre a letti aggiuntivi. Non è successo solo a gennaio con il picco delle influenze: code al pronto soccorso e mancanza di posti letto sono anche di questi giorni.
Portare a soli 143 i posti letto dell'ospedale di Trecenta significa condannare più di qualcuno.
Proposta: ci sono gli spazi necessari a dare risposte adeguate, quindi perché ridurre i posti letto a medicina?

Una considerazione: ci sfugge il criterio ispiratore delle scelte, la Regione ha deciso che entro il 2015 dal San Luca debba sparire ginecologia. La decisione lascia perplessi, visto che la maggior parte delle donne altopolesane non è proprio giovanissima, comunque ginecologia da luglio resterà solo come day surgery mentre gli interventi più complessi avverranno a Rovigo.
Alla perplessità subentra presto il sospetto: è il primo passo della Regione per arrivare a chiudere anche il servizio di ostetricia? Chiaramente ostetricia resta finché il ministero non decreterà (pare entro l’anno) l’accorpamento dei punti nascita con meno di 500 parti.
Ma una buona parte dei punti nascita nel Veneto sono sotto i 500 parti, anche sotto 400 e 300. Con che criterio si deciderà?

Noi abbiamo contattato più volte la Regione per richiamare a impegni assunti e disattesi.
Ma la Regione non ha mai ritenuto suo dovere dare risposte.
Ora si va ad alterare un equilibrio accettabile per trovare un nuovo equilibrio, ma non si è in grado di definire se e quando ogni obiettivo del progetto sarà raggiungibile.
Perché il cambiamento previsto non è solo organizzativo, è radicale e va a scontrarsi con mille difficoltà sociali, territoriali, economiche.
Il problema (non da poco) è quello di governare l’intero processo senza lasciare spazi a rischi.
Per questo abbiamo chiesto di poterci confrontare con le posizioni dei sindaci e mettere insieme le nostre risorse.

La riabilitazione neurologica e l’unità spinale (partite a metà dicembre) ma ci pare siano partite perché si possa dire che ci sono: più sulla carta che nella realtà, perché è ridotto il personale e non ci sono soldi per fare assunzioni. Intanto la situazione grava sul servizio di riabilitazione fisica e si allungano ulteriormente le liste d’attesa.
L'alternativa a nuove nomine, impossibili per motivi economici, non può essere lo spostamento di personale.
Entro la fine del 2015, medici, infermieri e operatori sanitari diminuiranno ulteriormente e gli ospedali di Rovigo e Trecenta dovranno fare a meno, in totale, di circa 30 persone.
E’ il segretario della Cgil,che denuncia il problema «L'ultima delibera regionale ha deciso il taglio di circa un milione di euro per la spesa del personale, ridotto di un altro milione già nel periodo 2013-2014».
Ci preoccupa inoltre leggere dichiarazioni discordanti a distanza di pochi giorni:
20 gennaio 2015 un’indagine regionale rivela negligenze e tempi morti nell’impiego dei macchinari.
27 gennaio il discorso cambia: nel Veneto virtuoso è stato effettuato un lavoro corrispondente alle costose risorse tecnologiche in dotazione.

A noi risulta che le liste d’attesa (anche per prestazioni senza macchinari) lasciano molto a desiderare continuiamo da tempo a ripetere che ad esempio la densitometria è usata solo qualche ora la settimana, che servizi svolti nel pubblico farebbero risparmiare rispetto al servizio privato (non siamo noi a dirlo, c’è una relazione di Marcolongo al vaglio della Corte dei Conti e sulla stessa linea sono le dichiarazioni di tecnici radiologi del Veneto) restano scadenze di 60 giorni per referti di screening, appuntamenti a volte dopo 10/12 mesi per osteoporosi.

Si dice che la sanità moderna è una sanità territoriale che cura e accompagna l’ammalato a casa. Bene. Ma a che punto è l’efficienza delle strutture territoriali?
Sarebbe interessante se ne parlasse con chiarezza, senza autoflagellazioni ma anche senza ottimismi di facciata.
Ad esempio: si riesce a realizzare nel territorio i servizi non prettamente ospedalieri, necessari ai cittadini altopolesani?
A noi la realtà sembra questa: viene smantellato il San Luca e contemporaneamente è ridotta l’attività di assistenza sul territorio (intendo ADI per cui tra i tanti problemi c’è quello dei tempi da dedicare ai pazienti – forse si riducono per aggiustare l’organico?e intendo punti sanità che a volte si trovano senza personale è successo che utenti fossero dirottati da Lendinara a Badia e poi a Trecenta per i prelievi).

Noi non vogliamo essere creduti sulla carta, ma chiediamo di verificare di persona la realtà che altera il ruolo per acuti del San Luca (e non corrisponde alla domanda del Gruppo Tecnico del 24 maggio 2012). E condividiamo il documento condiviso all’unanimità dall’amministrazione di Trecenta.
----- fine documento
Scarica in formato pdf.
Vedi anche i precedenti post:
Sul San Luca la prossima riunione della Conferenza dei sindaci
Comune di Trecenta: «bloccare immediatamente l'applicazione delle schede ospedaliere»
Il rapporto emendato, integrato e (forse) definitivo del gruppo tecnico

30.3.15

Dopo l’esposto e la bocciatura di Castelmassa incontro fra sindaci e comitato

fonte: ROVIGO (IN) DIRETTA

La riunione dei sindaci dell'Ulss 18 e i cittadini in difesa dell'ospedale di Trecenta mercoledì 1° aprile alle 16.30 nell'aula magna della cittadella socio-sanitaria di Rovigo

25.3.15

Sul San Luca la prossima riunione della Conferenza dei sindaci

Convocato anche il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca


Un unico punto all'ordine del giorno della prossima conferenza dei sindaci:
1. Discussione sulla situazione O.C. "San Luca" Trecenta.

La riunione, aperta al pubblico, avrà luogo Rovigo, Mercoledì 1° aprile 2015, alle ore 16.30, presso l'aula magna dell'Ulss 18, cittadella sanitaria, Viale Tre Martiri 89, Blocco A, 1° piano.

Scarica la lettera di convocazione.

22.3.15

Ad aprile ginecologia perderà un medico


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Data, 22/03/2015

Ci sfugge il criterio ispiratore delle scelte, ma la Regione Veneto con le schede ospedaliere ha deciso che entro il 2015 dall'ospedale San Luca debba sparire ginecologia. La decisione lascia perplessi, visto che la maggior parte delle donne altopolesane non è proprio giovanissima.
Ma alla perplessità subentra presto il sospetto: è il primo passo della Regione per arrivare a chiudere anche il servizio di ostetricia?
Una notizia dell'ultima ora rinforza il sospetto: una ginecologa (molto apprezzata) in aprile abbandonerà il San Luca, per passare all'ospedale di Rovigo.
L'alternativa a nuove nomine, poiché la regione non dà soldi, è lo spostamento di personale medico?
Se l'obiettivo è il miglioramento o almeno il mantenimento di una buona offerta di servizio, come si può pensare di raggiungere lo scopo riducendo o annullando l'efficienza del servizio stesso?
La genialità strategica non ci convince e il risultato ci preoccupa.


Per il Comitato – La portavoce Jenny Azzolini

I troppi silenzi di Castelmassa

L'esito assai deludente della riunione del consiglio comunale di Castelmassa non ha suscitato solo le critiche di questo blog. Troppo grande la distanza fra la situazione dell'ospedale e i contenuti del documento approvato dalla maggioranza nella seduta del 18 marzo scorso.
Ora arrivano anche le critiche di Guglielmo Brusco, Rc-Sinistra unita, in particolare al vicesindaco di Castelmassa Barbara Bernardoni.
Leggi l'articolo completo pubblicato dal Gazzettino.
Su questo blog vedi anche i post:
Castelmassa, nessuna solidarietà al San Luca
Conteremo i morti

20.3.15

Castelmassa, nessuna solidarietà al San Luca

fonte: Il Gazzettino, venerdì 20 marzo 2015

Il Consiglio boccia il documento in difesa dell'ospedale


L'ospedale San Luca fa discutere anche il Consiglio comunale di Castelmassa. Punto di partenza, il documento votato all'unanimità dal Comunedi Trecenta a sostegno del nosocomio. La chiusura del reparto di Chirurgia aveva infatti spinto il comitato dei cittadini per la tutela dell'ospedale a presentare alla Procura della Repubblica di Rovigo la domanda per valutare l'ipotesi di aprire un fascicolo per "interruzione dipubblico servizio". La minoranza massese ha quindi avanzato la proposta di affrontare l'argomento: «Le problematiche legate alla sanità - ha spiegato l'opposizione - interessano tutti i nostri cittadini, che rischiano di venire penalizzati ancora una volta dalle scelte contenute nelle schede ospedaliere della Regione, che chiediamo vengano bloccate. C'è poi il problema dei posti letto: quelli dichiarati sono 208, ma di fatto sarebbero 170. E quelli "intermedi" verrebbero tolti al reparto di medicina».
La maggioranza guidata da Eugenio Boschini ha però bocciato il documento del comune di Trecenta, e quindi la richiesta dell'opposizione, sostenendo che le proposte vanno inoltrate alla Conferenza dei sindaci dell'Ulss: «Il trasferimento del reparto di chirurgia ha poi una sua motivazione: l'ospedale di Rovigo è infatti più adeguato in questo».
Il vicesindaco Barbara Bernardoni ha poi spiegato come «meno allarmismo e un'adeguata politica d'informazione potrebbero fare una migliore "pubblicità" all'ospedale di Trecenta, che altrimenti rischia di essere dequalificato. La struttura manterrà sicuramente i servizi esistenti».
Leggi l'articolo completo.
Strana amministrazione quella di Castelmassa, da un lato il sindaco afferma che è giusto perdere il reparto di chirurgia, dall'altro il vicesindaco sostiene che l'ospedale manterrà i servizi esistenti. Una contraddizione palese, inconciliabile.
La maggioranza di centrodestra di Castelmassa lascia sola l'amministrazione di Trecenta, sempre di centrodestra, anche questo sorprende. Parenti serpenti?
Leggi il documento sostenuto dalla maggioranza.

Punto sanità di Badia. La cassa non funziona. Odissea per le analisi

fonte: Resto del Carlino 20 marzo 2015

LA MACCHINETTA per pagare è rotta, niente analisi. È il calvario di un cittadino di Badia, Fabrizio Gabrieli. Era andato di mattina al punto sanità dell'Ulss 18, a Badia, nell'edificio dell'ex ospedale Migliorini- Balzan, per fare un prelievo di sangue.  da lì è partita l'odissea.
Leggi l'articolo completo.

18.3.15

San Luca, paziente ricoverato nel posto bis cade dal letto

fonte: www.rovigoindiretta.it

Il figlio: "Medici e paramedici disponibili, ma manca personale". E mancano, già ora, i posti letto.

L’anziano, trasportato d’urgenza al Pronto soccorso per un aggravamento repentino delle condizioni di salute, è stato “prontamente visitato dal personale medico e paramedico – racconta il figlio – che si è prodigato per stabilizzarne il quadro clinico. Ma, purtroppo, non erano disponibili posti letto per il ricovero. Ci è stato, allora, anche proposto il trasferimento in ambulanza all’ospedale di Rovigo. Ma io e mia madre ci siamo visti costretti a rifiutare l’opzione: mio padre è un paziente allettato ormai da due mesi e ha bisogno di assistenza 24 ore al giorno. La distanza fino al capoluogo per noi è insormontabile, anche alla luce del fatto che mia mamma non ha la patente”.
... Come denunciato tempo fa dal coordinatore Rsu dell’Ulss 18, Riccardo Mantovan, nel corso di una conferenza stampa sullo stato della sanità polesana, “i letti bis sono completamente privi di ausili come il comodino, l’armadietto dei vestiti e, in alcuni casi, anche del campanello per chiamare gli operatori. Senza contare che nei fine settimana, essendoci solo un medico in servizio, i livelli di sicurezza nel reparto subiscono un ulteriore decremento”. E, sempre in quell’occasione, affiancato dal segretario provinciale dellaFunzione Pubblica Cgil Davide Benazzo, aveva quantificato i tagli, snocciolando cifre allarmanti: “Due milioni di euro sforbiciati in quattro anni ai danni della sanità polesana che fa capo all’Ulss 18: Dal 2011 al 2014 è evaporata una somma di un milione 90 mila euro, cui vanno ad aggiungersene altri 900 mila, cancellati per il periodo 2014 – 2015 dalla giunta di Palazzo Balbi”.
Sulla vicenda interviene anche l’ex assessore provinciale Guglielmo Brusco e sul taglio previsto ai posti letto dalle scheda sanitarie afferma: «Spesso non c’è posto già adesso – aggiunge Brusco – e pensano di tagliarne altri 25. Chiedo dunque al direttore generale Arturo Orsini, ai sindacati (anche quelli dei medici) e al sindaco di Trecenta Antonio Laruccia, se sono a conoscenza, o meno, della situazione. Vorrei anche sapere cosa ne pensa la Procura, informata da tempo della situazione dal comitato Altopolesano per la difesa del San Luca”.»
Leggi l'articolo completo.

Il silenzio inquietante dei Sindaci


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

data 17/03/2015

Il silenzio inquietante dei Sindaci

Abbiamo informato tutti i sindaci dell’Ulss 18 del peggioramento della situazione di diversi servizi dell'ospedale San Luca.
Abbiamo denunciato i danni di quanto disposto dalle schede ospedaliere.
Abbiamo contattato più volte la Regione per richiamare a impegni assunti e disattesi.
La Regione non ha mai ritenuto suo dovere dare risposte.
Abbiamo presentato un’interrogazione alla Procura della Repubblica perché temiamo che i tagli fatti finiranno per determinare danni seri per i cittadini altopolesani.
Anche di questo abbiamo informato i sindaci.
A loro abbiamo chiesto soltanto una risposta di ricevuta con condivisione o dissociazione.
Ci siamo incontrati con il dottor Orsini, il dottor Sortino ed il dottor De Pieri: le idee che abbiamo sul presente del nostro ospedale sono corrette.
Si va ad alterare un equilibrio accettabile per trovare un nuovo equilibrio, ma non si è in grado di definire se e quando ogni obiettivo del progetto sarà raggiungibile.
Il cambiamento previsto non è solo organizzativo. È radicale e va a scontrarsi con mille difficoltà sociali, territoriali, economiche.
Le difficoltà economiche però sono chiamate in causa quando si tratta di assunzioni necessarie, per le quali è tassativo attendere l’autorizzazione regionale, non quando si decidono scelte che favoriscono la sanità privata. Con interventi che a volte non sono finalizzati all’aumento e alla qualità di servizi e alla riduzione di liste d’attesa, ma sono interventi costosi ed evitabili.
Ma la Regione ha deciso così.
Ora il problema (non da poco) è quello di governare l’intero processo senza lasciare spazi a rischi. Intervenire efficacemente sul bisogno di salute non è uno scherzo, soprattutto quando si giustificano tagli dolorosi con la necessità di riavviare un risanamento di bilancio.
E gli sprechi? Sono veramente un male incurabile?
Tanti (brutti) fatti quotidiani giustificano dubbi e sospetti. “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina” diceva qualcuno.
E i sindaci?
Ha condiviso il nostro impegno il sindaco di Canda; il sindaco di Fratta ha sollecitato la convocazione della Conferenza dei sindaci per parlare del San Luca; il sindaco di Ceneselli (anche presidente della provincia) ha contattato il presidente della Conferenza per il problema. E il presidente della Conferenza, sindaco di Costa, ci ha telefonato: in una seduta del direttivo avrebbe proposto un incontro aperto anche al Comitato.
Dai primi cittadini non abbiamo avuto altri contatti.
Ma non significa che sul tema salute non ci sia alcun impegno dei sindaci; dispiace però non poterci confrontare e mettere insieme le nostre risorse.
Le promesse per il San Luca restano ancora a livello di progetto.
Le situazioni difficili invece sono presenti. Anzi aumentano.


Per il Comitato - la portavoce Jenny Azzolini
----
Scarica in formato pdf
Vedi anche su questo blog:
Il Comitato per il "San Luca" scrive alla Procura: la chiusura di chirurgia d'urgenza è interruzione di pubblico servizio?

11.3.15

Replica al sindaco di Trecenta

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Data, 11 marzo 2015

Non sempre i quotidiani hanno spazio per interventi che vogliono affrontare il problema della salute ed intendono dare un quadro esatto della realtà del San Luca, per quello che è e per i problemi che pone.
Come Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca, siccome questo ospedale ci sta a cuore davvero riportiamo noi queste precisazioni di una dottoressa dell’ospedale dell’Altopolesine.

Mi sento in dovere di fare alcune precisazioni a proposito dell’intervista al sindaco di Trecenta riguardo al San Luca, intervista pubblicata sul Resto del Carlino il 4 marzo.
Non so quali apicalità abbia consultato il ragionier Laruccia, perché presenta inesattezze e dimenticanze.
Innanzitutto nessuno degli addetti ai lavori ha mai parlato di chiusura.
Ma i problemi ci sono: la chirurgia riduce la sua offerta in quanto tutte le urgenze chirurgiche, anche dei pazienti già ricoverati al San Luca, devono essere trasferite a Rovigo. E, come spesso avviene, soprattutto i pazienti più critici e fragili, non trovando posto nel nosocomio rodigino, vengono nuovamente trasferiti nelle rianimazioni limitrofe. Questa nuova situazione non è certamente rassicurante. Piccolo dettaglio non trascurabile, con il regime di week surgery viene mantenuta la reperibilità chirurgica, ma quella dell’anestesista non è una reperibilità bensì una guardia h 24 a tutela di tutte le emergenze intraospedaliere, comprese quelle del punto nascita. In questo caso, a differenza di quanto avviene in alcune aree d’Italia, la guardia di anestesia è a garanzia e tutela dei nuovi nati.
Altro dettaglio non trascurabile, la terapia intensiva è sempre stata dotata di 4 letti che sono stati riconfermati (dopo una prima, pensiamo erronea, riduzione).
Altra inesattezza: è difficile dimostrare che l’inserimento dei letti intermedi sia un ampliamento, dato che i letti intermedi derivano dalla trasformazione di parte dei letti per acuti medici e di lungodegenza. Questa trasformazione ridurrà l'offerta di ben 600-700 ricoveri per acuti/anno. Dove troveranno risposta al loro bisogno di salute questi pazienti?
Queste cose le so bene perché vedo con i miei occhi, quotidianamente, come è organizzato l’ospedale di questo territorio che tanti dicono di avere a cuore.
D.ssa Anna Bocchi.”

Per il Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca

La portavoce - Jenny Azzolini

------
Scarica in formato pdf
Vedi anche il post Le capriole del sindaco di Trecenta.

6.3.15

Le capriole del sindaco di Trecenta

Faccio fatica a trovare una logica nel comportamento del sindaco di Trecenta.
Il 16 febbraio approva, assieme all'intero consiglio comunale, un documento nettissimo contro i tagli ai posti letto. Ricorda la «drammatica storia dell'ospedale di Trecenta» il quale «ha subito una sistematica e continua spoliazione di risorse e servizi». Afferma che con i tagli ai posti letto previsti dalle schede ospedaliere, gli altopolesani sono «i più danneggiati del Veneto e questa è discriminazione, non riorganizzazione». E il documento, intitolato "Stato di crisi al San Luca", chiede di «bloccare immediatamente l'applicazione delle nuove schede ospedaliere» per l'ospedale di Trecenta.
Tutto logico e condivisibile, ma dura poco. Il 4 marzo, in un'intervista al Resto del Carlino, il sindaco di Trecenta cambia completamente registro e dichiara che «Le notizie che abbiamo non sono così devastanti», esalta la funzione dell'ospedale di comunità, e che, in definitiva, c'è stato solo «molto rumore per nulla».
Io non riesco più a seguire: il "rumore" è quello che ha fatto lui stesso in consiglio comunale?

Vedi anche su questo blog: Comune di Trecenta: «bloccare immediatamente l'applicazione delle schede ospedaliere»

5.3.15

Conteremo i morti

Entro l'anno i direttori generali delle Ulss del Veneto dovranno dare applicazione al piano socio sanitario regionale.
Per il “San Luca”, e per noi tutti, sarà un disastro.


Già ora il reparto di chirurgia chiude nei fine settimana e la sua operatività è limitata agli interventi programmabili che si risolvono in giornata o, al massimo, tra il lunedì e il venerdì.
Ma l'applicazione delle schede ospedaliere approvate dalla giunta regionale, in seguito all'adozione del nuovo piano socio sanitario, farà delle vittime.
Impressionante la riduzione dei posti letto per acuti. Dai 208 che, anche oggi, vengono indicati dall'Ulss 18 nel proprio sito, si è passati a 180 alla data del 30 giugno del 2013. E ora dovranno essere ulteriormente ridotti a 143: un massacro!
Ma che cosa comporterà questa nuova riduzione?
Secondo alcuni esperti ciò ridurrà la possibilità di ricovero per 600 – 700 persone l'anno. Ma potrebbe andare peggio.
Dove andranno questi pazienti?
Difficile che trovino posto a Rovigo perché anche quell'ospedale dovrà fare i conti con le schede ospedaliere e perderà 79 posti letto.
Il presidente della giunta regionale ripete in ogni occasione, fino alla nausea, che non ci sarà una riduzione dei servizi ma non sarà così perché non può essere così. Zaia cerca di essere rieletto a maggio, prima che si vedano gli effetti del suo piano socio sanitario. Poi “passato lo giorno gabbato lo santo”.
Le schede ospedaliere sono inapplicabili, o avremo dei morti sulla coscienza.
Già ora l'ospedale non riesce a far fronte alle necessità. Lo abbiamo visto a gennaio con il picco delle influenze: code al pronto soccorso e mancanza di posti letto.
Portare a soli 143 i posti letto dell'ospedale di Trecenta significa condannare qualcuno. Non c'è scampo. Nessuna via d'uscita.

Spero che molti cittadini ne prendano coscienza, spero che numerosi chiedano ai propri amministratori comunali di intervenire. Le schede ospedaliere del San Luca non devono essere applicate!

4.3.15

I problemi del "San Luca"

La chiusura di chirurgia nei fine settimana, la prossima riduzione dei posti letto in medicina, la carenza di personale a riabilitazione fisiatrica.

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" riporta all'attenzione del pubblico i problemi emergenti causati dal piano socio sanitario regionale.



notevoli difficoltà con l’applicazione delle schede ospedaliere
CHIUSURA DEL SERVIZIO DI CHIRURGIA DAL VENERDÌ (ORE 18) AL LUNEDÌ (ORE 8)
crea difficoltà a chi ha bisogno di interventi urgenti, e può incidere negativamente sulle necessità di altri reparti già ridimensionati(ostetricia-ginecologia-medicina)
RIDUZIONE DEI POSTI LETTO IN MEDICINA,
il San Luca potrà ricoverare solo il 60% degli acuti che avranno problemi
PROBLEMI A RIABILITAZIONE FISIATRICA:
l’avvio della neuroriabilitazione, buona offerta per gli altopolesani, sta creando
non pochi problemi al servizio di riabilitazione fisiatrica per mancanza di personale:
le liste d’attesa si stanno allungando in modo esponenziale
LA SANITÀ NON PUÒ FUNZIONARE SENZA PERSONALE

PER ASSUMERE SERVONO SOLDI – PER FAVORE USATELI BENE
ANZICHÉ “SPRECARLI”

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340