Minimi i risultati, ingente la spesa
Da Il Gazzettino di Rovigo del 16 maggio 2015
«Perché si devono accendere le macchine per fare le terapie di sera quando per carenza di personale non sono in attività di giorno? Per spendere di più pagando medici e tecnici e creare un disagio ai pazienti? Quella delle visite private di sera è una trovata populista e inutile».
Giovanni Mandoliti, capolista di "Alessandra Moretti Presidente per il Veneto", spara a zero contro ilo governatore Zaia. «I dati parlano chiaro - precisa Mandoliti - Per questa trovata si è speso un milione di euro in più per una riduzione solo del 3 per cento sulle liste di attesa. È per questo che mi sono rifiutato nel mio reparto di attuare le visite serali. Non hanno senso, i problemi sono altri».
19 maggio 2015
18 maggio 2015
Il punto nascita chiude per l'estate?
È una voce, solo una voce. Niente di
sicuro, ma poiché non è la prima volta che circola è meglio
riferirla.
Col pretesto dell'assenza di
un'ostetrica il dott. Stellin, primario del punto di nascita di
Trecenta, ne avrebbe chiesto la chiusura a partire dal prossimo 10
giugno.
Una richiesta che sarebbe già stata
avanzata in aprile alla direzione dell'Ulss 18 ma respinta da
quest'ultima, forse per evitare problemi alla vigilia delle elezioni
regionali.
Ora, considerato che si vota il 31
maggio, la nuova richiesta di chiusura 'estiva' del punto nascita a
partire dal 10 giugno avrebbe efficacia dopo le elezioni. La
direzione dell'Ulss come risponderà?
12 maggio 2015
Pomeriggio rosa a Occhiobello
Venerdì 15 maggio, ore 15.30
Teatro comunale di Occhiobello, Via Via Cavallotti 33
Scarica la locandina.
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18 aprile 2015
NUOVO ISEE, IL GOVERNO NON CI RIPENSA. POLETTI: "LEGITTIMA L'INCLUSIONE DELL'INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO NEL REDDITO"
fonte: www.superabile.it
Durante il question time alla Camera, il ministro ha ribadito: "Trattamenti assistenziali inclusi nel reddito, controbilanciati da deduzioni e franchigie differenziate. Previsioni favorevoli per disabili più gravi". Confermato il ricorso al Consiglio di Stato: "Non si può interrompere applicazione"
Durante il question time alla Camera, il ministro ha ribadito: "Trattamenti assistenziali inclusi nel reddito, controbilanciati da deduzioni e franchigie differenziate. Previsioni favorevoli per disabili più gravi". Confermato il ricorso al Consiglio di Stato: "Non si può interrompere applicazione"
ROMA - Nuovo Isee, il governo non arretra di un passo: le indennità di accompagnamento vanno incluse nella nozione di reddito. Lo ha ribadito ieri il ministro del Lavoro Poletti, rispondendo al question time alla Camera. "Continuiamo a ritenere che l'Isee sia uno strumento molto importante e assolutamente indispensabile per svolgere bene l'azione sul versante sociale e destinarla, in maniera puntuale, ai cittadini che ne hanno pienamente bisogno - ha detto - Erano prevedibili alcuni problemi di partenza, si sono effettivamente rappresentati, ma noi pensiamo che oggi interrompere questo percorso provocherebbe più danni che vantaggi, perché di fatto produrremmo uno stato di confusione generale". Fino al 25 marzo scorso, secondo quanto riferito al ministero dall'Inps e riportato alla Camera da Poletti, "le dichiarazioni acquisite sono più di 650 mila e i tempi medi di rilascio delle attestazioni sono di cinque giorni dalla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva unica: cioè la metà dei tempi massimi previsti dalla norma. Pensiamo quindi che questo lavoro di miglioramento debba essere continuato".
Riferendosi in particolare all'interrogazione sulla sentenza del Tar del Lazio, che ha bocciato il nuovo Isee nella parte relativa ai trattamenti assistenziali, "pensiamo che sia necessario fare appello al Consiglio di Stato, perché reputiamo che il contenuto di merito del decreto e del regolamento di applicazione siano pienamente legittimi". Nulla di illegittimo, quindi, nella "inclusione dei trattamenti assistenziali nella nozione di reddito", in quanto sarebbe "controbilanciata dalla possibilità di dedurre le spese sostenute per l'assistenza personale di collaboratori domestici, nonché le franchigie differenziate in base alla gravità della condizione di disabilità. Questa previsioni - ha ribadito - producono il risultato di essere particolarmente favorevoli per le persone con disabilità più grave, più bisognose dal punto di vista economico". Sul tema, tuttavia, il ministro riferisce di aver aperto un confronto con le associazioni, "perché in prospettiva non consideriamo impossibile rivedere questa materia, ma reputiamo non opportuno farlo in questo momento, interrompendo la sua applicazione, perché produrremmo uno stato di confusione e di degrado che provocherebbe più danni e più problemi di quanti ne risolverebbe". (cl)
(16 aprile 2015)
04 aprile 2015
Cataratta, intervento rapido e sicuro
fonte: Il Resto del Carlino, sabato 4 aprile 2015
L'operazione di cataratta non è più un problema: l'oculistica dell'azienda ulss 18 di Rovigo riparte in quarta sfruttando appieno le strutture e le strumentazioni innovative offerte dall'ospedale San Luca di Trecenta, le liste di attesa sono quasi azzerate, il percorso pre-operatorio snellito, gli interventi triplicati. Il volano della rivoluzione è partito dall'abilità del dottor Luigi Caretti, arrivato a Rovigo lo scorso novembre come direttore dell'oculistica, dopo 14 anni di esperienza nel centro oculistico San Paolo di Padova, dove era responsabile della chirurgia vitreo-retinica.
...
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«Non solo macchinari, c'è organizzazione»
Il dottor Luigi Caretti: «Al San Luca viene praticato in regime ambulatoriale»
Liste di attesa quasi azzerate
L'operazione di cataratta non è più un problema: l'oculistica dell'azienda ulss 18 di Rovigo riparte in quarta sfruttando appieno le strutture e le strumentazioni innovative offerte dall'ospedale San Luca di Trecenta, le liste di attesa sono quasi azzerate, il percorso pre-operatorio snellito, gli interventi triplicati. Il volano della rivoluzione è partito dall'abilità del dottor Luigi Caretti, arrivato a Rovigo lo scorso novembre come direttore dell'oculistica, dopo 14 anni di esperienza nel centro oculistico San Paolo di Padova, dove era responsabile della chirurgia vitreo-retinica.
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San Luca, la riorganizzazione va avanti
La Regione ha respinto l'emendamento del consigliere Pettenò che chiedeva di bloccare l'applicazione delle schede ospedaliere.
fonte: Il Gazzettino, venerdì 3 aprile 2015
Il piano di riorganizzazione dell'ospedale San Luca di Trecenta andrà avanti così come previsto nelle schede sanitarie. Il Consiglio regionale ieri ha bocciato l'emendamento con cui la sinistra aveva proposto la sospensione dell'applicazione delle schede sanitarie.
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Sull'argomento vedi anche il precedente post Le criticità dell'ospedale e le esigenze degli altopolesani alla conferenza dei sindaci dell'Ulss 18
fonte: Il Gazzettino, venerdì 3 aprile 2015
Il piano di riorganizzazione dell'ospedale San Luca di Trecenta andrà avanti così come previsto nelle schede sanitarie. Il Consiglio regionale ieri ha bocciato l'emendamento con cui la sinistra aveva proposto la sospensione dell'applicazione delle schede sanitarie.
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Sull'argomento vedi anche il precedente post Le criticità dell'ospedale e le esigenze degli altopolesani alla conferenza dei sindaci dell'Ulss 18
Ulss 18, tagliato un posto ogni dieci
fonte: Il Gazzettino, venerdì 3 aprile 2015
... La ricognizione del personale eseguita al 31 dicembre 2014 e di recente approvata dal direttore generale Arturo Orsini segnala poi anche come non ci siano tre assistenti religiosi, 52 tra assistenti, collaboratori, ausiliari , operatori specializzati e 47 tra commessi, coadiutori e altro personale. In tutto, si arriva a 216 unità in meno. Ben 275 ,82 tenendo conto del "peso" dei part-time.
Un'ulteriore addizione va fatta se si tiene conto che nel personale dell'Ulss 18 non rientrano solamente quanti sono addetti ai servizi ospedalieri, ma pure coloro che si occupano dei servizi sociali. Il totale definitivo parla di 225 posti scoperti, 287,35 se si tiene conto anche dei part-time.
...
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... La ricognizione del personale eseguita al 31 dicembre 2014 e di recente approvata dal direttore generale Arturo Orsini segnala poi anche come non ci siano tre assistenti religiosi, 52 tra assistenti, collaboratori, ausiliari , operatori specializzati e 47 tra commessi, coadiutori e altro personale. In tutto, si arriva a 216 unità in meno. Ben 275 ,82 tenendo conto del "peso" dei part-time.
Un'ulteriore addizione va fatta se si tiene conto che nel personale dell'Ulss 18 non rientrano solamente quanti sono addetti ai servizi ospedalieri, ma pure coloro che si occupano dei servizi sociali. Il totale definitivo parla di 225 posti scoperti, 287,35 se si tiene conto anche dei part-time.
...
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02 aprile 2015
Le criticità dell'ospedale e le esigenze degli altopolesani alla conferenza dei sindaci dell'Ulss 18
Il documento presentato dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca: bloccare l'applicazione delle schede ospedaliere
Ieri si è riunita la Conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 per discutere esclusivamente della situazione dell'ospedale di Trecenta. Il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca è stato invitato a rappresentare i problemi del San Luca e della popolazione altopolesana.Ciò che segue è la relazione presentata da Jenny Azzolini, portavoce del Comitato.
----- inizio documento
Comitato
altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso
Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel.
0425701126 – Cell. 3473490340
sito
internet: http://ospedaletrecenta.blogspot.it/
data
1 aprile 2015
Un
conto è leggere una carta che dà disposizioni, tutt’altra cosa è
toccare con mano la realtà, particolarmente quando si parla di
servizi ospedalieri e sanitari.
A noi
pare che, nel progetto della Regione, il
San Luca non
resti ospedale per acuti.
Passo
subito alle situazioni problematiche:
la
chirurgia: riduce
la sua offerta in quanto tutte le urgenze chirurgiche, anche
dei pazienti già ricoverati al San Luca,
devono essere trasferite a Rovigo. E, come spesso avviene,
soprattutto i pazienti
più critici e fragili, non trovando posto
a Rovigo (s’intende anche in terapia intensiva) e vengono
nuovamente
trasferiti
negli
ospedali e nelle rianimazioni limitrofe o anche più lontane nel
Veneto(Schiavonia,Chioggia,Adria etc.)
Questa
nuova situazione non è rassicurante e per questo abbiamo inviato
interrogazione in Procura.
Noi
proponiamo che la chirurgia del San Luca mantenga il servizio di day
e wick surgery ma allargato a tutta la settimana, così da mantenere
la disponibilità per l’urgenza-emergenza.
2
situazione:
I
letti intermedi
non sono intercambiabili con i letti per acuti, sono dotati
unicamente di assistenza infermieristica
(che per ora sarà svolta dallo stesso personale di medicina)e i
pazienti saranno
pure soggetti a pagare ticket e quota alberghiera secondo i tempi di
degenza.
Questi letti derivano da un diverso utilizzo di parte dei letti per acuti di medicina e di lungodegenza, ora tale manovra ridurrà di ben
600-700
ricoveri l’anno l’offerta per acuti.
Dove
troveranno risposta alle loro necessità questi pazienti? Difficile
che trovino posto a Rovigo perché anche quell'ospedale dovrà fare i
conti con le schede ospedaliere.
Già ora
il San Luca non riesce a far fronte alle necessità e ricorre a letti
aggiuntivi. Non è successo solo a gennaio con il picco delle
influenze: code al pronto soccorso e mancanza di posti letto sono
anche di questi giorni.
Portare a soli 143 i
posti letto dell'ospedale di Trecenta significa condannare più di
qualcuno.
Proposta:
ci sono gli spazi necessari a dare risposte adeguate, quindi perché
ridurre i posti letto a medicina?
Una
considerazione: ci sfugge
il criterio ispiratore delle scelte,
la Regione ha deciso che entro il 2015 dal San Luca debba sparire
ginecologia.
La decisione lascia perplessi, visto che la maggior parte delle donne
altopolesane non è proprio giovanissima, comunque
ginecologia da luglio resterà solo come day surgery mentre gli
interventi più complessi avverranno a Rovigo.
Alla
perplessità subentra presto il sospetto:
è
il primo passo della Regione per arrivare a chiudere anche il
servizio di ostetricia?
Chiaramente ostetricia resta finché il ministero non decreterà
(pare entro l’anno) l’accorpamento dei punti nascita con meno di
500 parti.
Ma
una buona parte dei punti nascita nel Veneto sono sotto i 500 parti,
anche sotto 400 e 300. Con che criterio si deciderà?
Noi
abbiamo contattato più volte la Regione per richiamare a impegni
assunti e disattesi.
Ma la
Regione non ha mai ritenuto suo dovere dare risposte.
Ora si
va ad alterare un equilibrio accettabile per trovare un nuovo
equilibrio, ma non si è in grado di definire se e quando ogni
obiettivo del progetto sarà raggiungibile.
Perché
il cambiamento previsto non è solo organizzativo, è radicale e va a
scontrarsi con mille difficoltà sociali, territoriali, economiche.
Il
problema (non da poco) è quello di governare l’intero processo
senza lasciare spazi a rischi.
Per
questo abbiamo chiesto di poterci confrontare con le posizioni dei
sindaci e mettere insieme le nostre risorse.
La
riabilitazione neurologica e l’unità spinale
(partite a metà dicembre) ma ci pare siano partite perché si possa
dire che ci sono: più sulla carta che nella realtà, perché è
ridotto il personale e non ci sono soldi per fare assunzioni.
Intanto la situazione grava sul servizio di riabilitazione fisica e
si allungano ulteriormente le liste d’attesa.
L'alternativa
a nuove nomine, impossibili per motivi economici, non può essere lo
spostamento di personale.
Entro
la fine del 2015, medici, infermieri e operatori sanitari
diminuiranno ulteriormente e gli ospedali di Rovigo e Trecenta
dovranno fare
a
meno, in totale, di circa 30 persone.
E’
il segretario della Cgil,che
denuncia il problema «L'ultima delibera regionale ha deciso il
taglio di circa un milione di euro per la spesa del personale,
ridotto di un altro milione già nel periodo 2013-2014».
Ci
preoccupa inoltre leggere dichiarazioni discordanti a distanza di
pochi giorni:
20
gennaio 2015 un’indagine regionale rivela negligenze e tempi morti
nell’impiego dei macchinari.
27
gennaio il discorso cambia: nel Veneto virtuoso è stato effettuato
un lavoro corrispondente alle costose risorse tecnologiche in
dotazione.
A noi
risulta che le
liste d’attesa
(anche per prestazioni senza macchinari) lasciano
molto a desiderare
continuiamo
da tempo a ripetere che ad esempio la densitometria è usata solo
qualche ora la settimana, che servizi svolti nel pubblico farebbero
risparmiare rispetto al servizio privato (non siamo noi a dirlo, c’è
una relazione di Marcolongo al vaglio della Corte dei Conti e sulla
stessa linea sono le dichiarazioni di tecnici radiologi del Veneto)
restano scadenze di 60 giorni per referti di screening, appuntamenti
a volte dopo 10/12 mesi per osteoporosi.
Si
dice che la sanità moderna è una sanità territoriale che cura e
accompagna l’ammalato a casa. Bene. Ma a che punto è l’efficienza
delle strutture territoriali?
Sarebbe
interessante se ne parlasse con chiarezza, senza autoflagellazioni ma
anche senza ottimismi di facciata.
Ad
esempio: si
riesce a realizzare nel territorio i servizi non prettamente
ospedalieri, necessari ai cittadini altopolesani?
A noi la realtà sembra
questa:
viene
smantellato il San Luca e contemporaneamente è ridotta l’attività
di assistenza sul territorio (intendo
ADI
per
cui tra i tanti problemi c’è quello dei
tempi
da
dedicare
ai pazienti – forse si riducono per aggiustare l’organico?–
e
intendo
punti
sanità
che a volte si trovano senza personale è
successo che
utenti
fossero dirottati da Lendinara a Badia e poi a Trecenta per i
prelievi).
Noi
non vogliamo essere creduti sulla carta, ma
chiediamo di
verificare
di persona la realtà
che altera il ruolo per acuti del San Luca (e non corrisponde alla
domanda del Gruppo Tecnico del 24 maggio 2012).
E condividiamo il documento condiviso all’unanimità
dall’amministrazione di Trecenta.
----- fine documentoScarica in formato pdf.
Vedi anche i precedenti post:
Sul San Luca la prossima riunione della Conferenza dei sindaci
Comune di Trecenta: «bloccare immediatamente l'applicazione delle schede ospedaliere»
Il rapporto emendato, integrato e (forse) definitivo del gruppo tecnico
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30 marzo 2015
Dopo l’esposto e la bocciatura di Castelmassa incontro fra sindaci e comitato
fonte: ROVIGO (IN) DIRETTA
La riunione dei sindaci dell'Ulss 18 e i cittadini in difesa dell'ospedale di Trecenta mercoledì 1° aprile alle 16.30 nell'aula magna della cittadella socio-sanitaria di Rovigo
25 marzo 2015
Sul San Luca la prossima riunione della Conferenza dei sindaci
Convocato anche il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca
Un unico punto all'ordine del giorno della prossima conferenza dei sindaci:
1. Discussione sulla situazione O.C. "San Luca" Trecenta.
La riunione, aperta al pubblico, avrà luogo Rovigo, Mercoledì 1° aprile 2015, alle ore 16.30, presso l'aula magna dell'Ulss 18, cittadella sanitaria, Viale Tre Martiri 89, Blocco A, 1° piano.
Scarica la lettera di convocazione.
22 marzo 2015
Ad aprile ginecologia perderà un medico
Comitato
altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso
Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel.
0425701126 – Cell. 3473490340
sito
internet: http://ospedaletrecenta.blogspot.it/
Data,
22/03/2015
Ci
sfugge il criterio ispiratore delle scelte, ma la Regione Veneto con
le schede ospedaliere ha deciso che entro il 2015 dall'ospedale San
Luca debba sparire ginecologia. La decisione lascia perplessi, visto
che la maggior parte delle donne altopolesane non è proprio
giovanissima.
Ma
alla perplessità subentra presto il sospetto: è il primo passo
della Regione per arrivare a chiudere anche il servizio di
ostetricia?
Una
notizia dell'ultima ora rinforza il sospetto: una ginecologa (molto
apprezzata) in aprile abbandonerà il San Luca, per passare all'ospedale di Rovigo.
L'alternativa
a nuove nomine, poiché la regione non dà soldi, è lo spostamento
di personale medico?
Se
l'obiettivo è il miglioramento o almeno il mantenimento di una buona
offerta di servizio, come si può pensare di raggiungere lo scopo
riducendo o annullando l'efficienza del servizio stesso?
La
genialità strategica non ci convince e il risultato ci preoccupa.
Per
il Comitato – La portavoce Jenny Azzolini
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I troppi silenzi di Castelmassa
L'esito assai deludente della riunione del consiglio comunale di Castelmassa non ha suscitato solo le critiche di questo blog. Troppo grande la distanza fra la situazione dell'ospedale e i contenuti del documento approvato dalla maggioranza nella seduta del 18 marzo scorso.
Ora arrivano anche le critiche di Guglielmo Brusco, Rc-Sinistra unita, in particolare al vicesindaco di Castelmassa Barbara Bernardoni.
Leggi l'articolo completo pubblicato dal Gazzettino.
Su questo blog vedi anche i post:
Castelmassa, nessuna solidarietà al San Luca
Conteremo i morti
Ora arrivano anche le critiche di Guglielmo Brusco, Rc-Sinistra unita, in particolare al vicesindaco di Castelmassa Barbara Bernardoni.
Leggi l'articolo completo pubblicato dal Gazzettino.
Su questo blog vedi anche i post:
Castelmassa, nessuna solidarietà al San Luca
Conteremo i morti
20 marzo 2015
Castelmassa, nessuna solidarietà al San Luca
fonte: Il Gazzettino, venerdì 20 marzo 2015
L'ospedale San Luca fa discutere anche il Consiglio comunale di Castelmassa. Punto di partenza, il documento votato all'unanimità dal Comunedi Trecenta a sostegno del nosocomio. La chiusura del reparto di Chirurgia aveva infatti spinto il comitato dei cittadini per la tutela dell'ospedale a presentare alla Procura della Repubblica di Rovigo la domanda per valutare l'ipotesi di aprire un fascicolo per "interruzione dipubblico servizio". La minoranza massese ha quindi avanzato la proposta di affrontare l'argomento: «Le problematiche legate alla sanità - ha spiegato l'opposizione - interessano tutti i nostri cittadini, che rischiano di venire penalizzati ancora una volta dalle scelte contenute nelle schede ospedaliere della Regione, che chiediamo vengano bloccate. C'è poi il problema dei posti letto: quelli dichiarati sono 208, ma di fatto sarebbero 170. E quelli "intermedi" verrebbero tolti al reparto di medicina».
La maggioranza guidata da Eugenio Boschini ha però bocciato il documento del comune di Trecenta, e quindi la richiesta dell'opposizione, sostenendo che le proposte vanno inoltrate alla Conferenza dei sindaci dell'Ulss: «Il trasferimento del reparto di chirurgia ha poi una sua motivazione: l'ospedale di Rovigo è infatti più adeguato in questo».
Il vicesindaco Barbara Bernardoni ha poi spiegato come «meno allarmismo e un'adeguata politica d'informazione potrebbero fare una migliore "pubblicità" all'ospedale di Trecenta, che altrimenti rischia di essere dequalificato. La struttura manterrà sicuramente i servizi esistenti».
Leggi l'articolo completo.
Strana amministrazione quella di Castelmassa, da un lato il sindaco afferma che è giusto perdere il reparto di chirurgia, dall'altro il vicesindaco sostiene che l'ospedale manterrà i servizi esistenti. Una contraddizione palese, inconciliabile.
La maggioranza di centrodestra di Castelmassa lascia sola l'amministrazione di Trecenta, sempre di centrodestra, anche questo sorprende. Parenti serpenti?
Leggi il documento sostenuto dalla maggioranza.
Il Consiglio boccia il documento in difesa dell'ospedale
L'ospedale San Luca fa discutere anche il Consiglio comunale di Castelmassa. Punto di partenza, il documento votato all'unanimità dal Comunedi Trecenta a sostegno del nosocomio. La chiusura del reparto di Chirurgia aveva infatti spinto il comitato dei cittadini per la tutela dell'ospedale a presentare alla Procura della Repubblica di Rovigo la domanda per valutare l'ipotesi di aprire un fascicolo per "interruzione dipubblico servizio". La minoranza massese ha quindi avanzato la proposta di affrontare l'argomento: «Le problematiche legate alla sanità - ha spiegato l'opposizione - interessano tutti i nostri cittadini, che rischiano di venire penalizzati ancora una volta dalle scelte contenute nelle schede ospedaliere della Regione, che chiediamo vengano bloccate. C'è poi il problema dei posti letto: quelli dichiarati sono 208, ma di fatto sarebbero 170. E quelli "intermedi" verrebbero tolti al reparto di medicina».
La maggioranza guidata da Eugenio Boschini ha però bocciato il documento del comune di Trecenta, e quindi la richiesta dell'opposizione, sostenendo che le proposte vanno inoltrate alla Conferenza dei sindaci dell'Ulss: «Il trasferimento del reparto di chirurgia ha poi una sua motivazione: l'ospedale di Rovigo è infatti più adeguato in questo».
Il vicesindaco Barbara Bernardoni ha poi spiegato come «meno allarmismo e un'adeguata politica d'informazione potrebbero fare una migliore "pubblicità" all'ospedale di Trecenta, che altrimenti rischia di essere dequalificato. La struttura manterrà sicuramente i servizi esistenti».
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Strana amministrazione quella di Castelmassa, da un lato il sindaco afferma che è giusto perdere il reparto di chirurgia, dall'altro il vicesindaco sostiene che l'ospedale manterrà i servizi esistenti. Una contraddizione palese, inconciliabile.
La maggioranza di centrodestra di Castelmassa lascia sola l'amministrazione di Trecenta, sempre di centrodestra, anche questo sorprende. Parenti serpenti?
Leggi il documento sostenuto dalla maggioranza.
Punto sanità di Badia. La cassa non funziona. Odissea per le analisi
fonte: Resto del Carlino 20 marzo 2015
LA MACCHINETTA per pagare è rotta, niente analisi. È il calvario di un cittadino di Badia, Fabrizio Gabrieli. Era andato di mattina al punto sanità dell'Ulss 18, a Badia, nell'edificio dell'ex ospedale Migliorini- Balzan, per fare un prelievo di sangue. da lì è partita l'odissea.
Leggi l'articolo completo.
LA MACCHINETTA per pagare è rotta, niente analisi. È il calvario di un cittadino di Badia, Fabrizio Gabrieli. Era andato di mattina al punto sanità dell'Ulss 18, a Badia, nell'edificio dell'ex ospedale Migliorini- Balzan, per fare un prelievo di sangue. da lì è partita l'odissea.
Leggi l'articolo completo.
18 marzo 2015
San Luca, paziente ricoverato nel posto bis cade dal letto
fonte: www.rovigoindiretta.it
Il figlio: "Medici e paramedici disponibili, ma manca personale". E mancano, già ora, i posti letto.
L’anziano, trasportato d’urgenza al Pronto soccorso per un aggravamento repentino delle condizioni di salute, è stato “prontamente visitato dal personale medico e paramedico – racconta il figlio – che si è prodigato per stabilizzarne il quadro clinico. Ma, purtroppo, non erano disponibili posti letto per il ricovero. Ci è stato, allora, anche proposto il trasferimento in ambulanza all’ospedale di Rovigo. Ma io e mia madre ci siamo visti costretti a rifiutare l’opzione: mio padre è un paziente allettato ormai da due mesi e ha bisogno di assistenza 24 ore al giorno. La distanza fino al capoluogo per noi è insormontabile, anche alla luce del fatto che mia mamma non ha la patente”.
... Come denunciato tempo fa dal coordinatore Rsu dell’Ulss 18, Riccardo Mantovan, nel corso di una conferenza stampa sullo stato della sanità polesana, “i letti bis sono completamente privi di ausili come il comodino, l’armadietto dei vestiti e, in alcuni casi, anche del campanello per chiamare gli operatori. Senza contare che nei fine settimana, essendoci solo un medico in servizio, i livelli di sicurezza nel reparto subiscono un ulteriore decremento”. E, sempre in quell’occasione, affiancato dal segretario provinciale dellaFunzione Pubblica Cgil Davide Benazzo, aveva quantificato i tagli, snocciolando cifre allarmanti: “Due milioni di euro sforbiciati in quattro anni ai danni della sanità polesana che fa capo all’Ulss 18: Dal 2011 al 2014 è evaporata una somma di un milione 90 mila euro, cui vanno ad aggiungersene altri 900 mila, cancellati per il periodo 2014 – 2015 dalla giunta di Palazzo Balbi”.
Sulla vicenda interviene anche l’ex assessore provinciale Guglielmo Brusco e sul taglio previsto ai posti letto dalle scheda sanitarie afferma: «Spesso non c’è posto già adesso – aggiunge Brusco – e pensano di tagliarne altri 25. Chiedo dunque al direttore generale Arturo Orsini, ai sindacati (anche quelli dei medici) e al sindaco di Trecenta Antonio Laruccia, se sono a conoscenza, o meno, della situazione. Vorrei anche sapere cosa ne pensa la Procura, informata da tempo della situazione dal comitato Altopolesano per la difesa del San Luca”.»
Leggi l'articolo completo.
Il silenzio inquietante dei Sindaci
Comitato
altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso
Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel.
0425701126 – Cell. 3473490340
sito
internet: http://ospedaletrecenta.blogspot.it/
data
17/03/2015
Il
silenzio inquietante dei Sindaci
Abbiamo
informato tutti i sindaci dell’Ulss 18 del peggioramento della
situazione di diversi servizi dell'ospedale San Luca.
Abbiamo
denunciato i danni di quanto disposto dalle schede ospedaliere.
Abbiamo
contattato più volte la Regione per richiamare a impegni assunti e
disattesi.
La
Regione non ha mai ritenuto suo dovere dare risposte.
Abbiamo
presentato un’interrogazione alla Procura della Repubblica perché
temiamo che i tagli fatti finiranno per determinare danni seri per i
cittadini altopolesani.
Anche di
questo abbiamo informato i sindaci.
A loro
abbiamo chiesto soltanto una risposta di ricevuta con condivisione o
dissociazione.
Ci siamo
incontrati con il dottor Orsini, il dottor Sortino ed il dottor De
Pieri: le idee che abbiamo sul presente del nostro ospedale sono
corrette.
Si va ad
alterare un equilibrio accettabile per trovare un nuovo equilibrio,
ma non si è in grado di definire se e quando ogni obiettivo del
progetto sarà raggiungibile.
Il
cambiamento previsto non è solo organizzativo. È radicale e va a
scontrarsi con mille difficoltà sociali,
territoriali, economiche.
Le
difficoltà economiche però sono chiamate in causa quando si tratta
di assunzioni necessarie, per le quali è tassativo attendere
l’autorizzazione regionale, non quando si decidono scelte che
favoriscono la sanità privata. Con interventi che a volte non sono
finalizzati all’aumento e alla qualità di servizi e alla riduzione
di liste d’attesa, ma sono interventi costosi ed evitabili.
Ma la
Regione ha deciso così.
Ora il
problema (non da poco) è quello di governare l’intero processo
senza lasciare spazi a rischi. Intervenire efficacemente sul bisogno
di salute non è uno scherzo, soprattutto quando si giustificano
tagli dolorosi con la necessità di riavviare un risanamento di
bilancio.
E gli
sprechi? Sono veramente un male incurabile?
Tanti
(brutti) fatti quotidiani giustificano dubbi e sospetti. “A pensar
male si fa peccato ma spesso ci si indovina” diceva qualcuno.
E i
sindaci?
Ha condiviso
il nostro impegno il sindaco di Canda; il sindaco di Fratta ha
sollecitato la convocazione della Conferenza dei sindaci per parlare
del San Luca; il sindaco di Ceneselli (anche presidente della
provincia) ha contattato il presidente della Conferenza per il
problema. E il presidente della Conferenza, sindaco di Costa, ci ha
telefonato: in una seduta del direttivo avrebbe proposto un incontro
aperto anche al Comitato.
Dai primi
cittadini non abbiamo avuto altri contatti.
Ma non
significa che sul tema salute non ci sia alcun impegno dei sindaci;
dispiace però non poterci confrontare e mettere insieme le nostre
risorse.
Le
promesse per il San Luca restano ancora a livello di progetto.
Le situazioni difficili
invece sono presenti. Anzi aumentano.
Per
il Comitato - la portavoce Jenny Azzolini
----
Scarica in formato pdfVedi anche su questo blog:
Il Comitato per il "San Luca" scrive alla Procura: la chiusura di chirurgia d'urgenza è interruzione di pubblico servizio?
11 marzo 2015
Replica al sindaco di Trecenta
Comitato
altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso
Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel.
0425701126 – Cell. 3473490340
sito
internet: http://ospedaletrecenta.blogspot.it/
Data,
11 marzo 2015
Non
sempre i quotidiani hanno spazio per interventi che vogliono
affrontare il problema della salute ed intendono dare un quadro
esatto della realtà del San Luca, per quello che è e per i problemi
che pone.
Come
Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca, siccome questo
ospedale ci sta a cuore davvero riportiamo noi queste precisazioni di
una dottoressa dell’ospedale dell’Altopolesine.
“Mi
sento in dovere di fare alcune precisazioni a proposito
dell’intervista al sindaco di Trecenta riguardo al San Luca,
intervista pubblicata sul Resto del Carlino il 4 marzo.
Non
so quali apicalità abbia consultato il ragionier Laruccia, perché
presenta inesattezze e dimenticanze.
Innanzitutto
nessuno degli addetti ai lavori ha mai parlato di chiusura.
Ma
i problemi ci sono: la chirurgia riduce la sua offerta in quanto
tutte le urgenze chirurgiche, anche dei pazienti già ricoverati al
San Luca, devono essere trasferite a Rovigo. E, come spesso avviene,
soprattutto i pazienti più critici e fragili, non trovando posto nel
nosocomio rodigino, vengono nuovamente trasferiti nelle rianimazioni
limitrofe. Questa nuova situazione non è certamente rassicurante.
Piccolo dettaglio non trascurabile, con il regime di week surgery
viene mantenuta la reperibilità chirurgica, ma quella
dell’anestesista non è una reperibilità bensì una guardia h 24 a
tutela di tutte le emergenze intraospedaliere, comprese quelle del
punto nascita. In questo caso, a differenza di quanto avviene in
alcune aree d’Italia, la guardia di anestesia è a garanzia e
tutela dei nuovi nati.
Altro
dettaglio non trascurabile, la terapia intensiva è sempre stata
dotata di 4 letti che sono stati riconfermati (dopo una prima,
pensiamo erronea, riduzione).
Altra
inesattezza: è difficile dimostrare che l’inserimento dei letti
intermedi sia un ampliamento, dato che i letti intermedi derivano
dalla trasformazione di parte dei letti per acuti medici e di
lungodegenza. Questa trasformazione ridurrà l'offerta di ben 600-700
ricoveri per acuti/anno. Dove troveranno risposta al loro bisogno di
salute questi pazienti?
Queste
cose le so bene perché vedo con i miei occhi, quotidianamente, come
è organizzato l’ospedale di questo territorio che tanti dicono di
avere a cuore.
D.ssa
Anna Bocchi.”
Per
il Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca
La
portavoce - Jenny Azzolini
------
Scarica in formato pdf
Vedi anche il post Le capriole del sindaco di Trecenta.
06 marzo 2015
Le capriole del sindaco di Trecenta
Faccio fatica a trovare una logica nel comportamento del sindaco di Trecenta.
Il 16 febbraio approva, assieme all'intero consiglio comunale, un documento nettissimo contro i tagli ai posti letto. Ricorda la «drammatica storia dell'ospedale di Trecenta» il quale «ha subito una sistematica e continua spoliazione di risorse e servizi». Afferma che con i tagli ai posti letto previsti dalle schede ospedaliere, gli altopolesani sono «i più danneggiati del Veneto e questa è discriminazione, non riorganizzazione». E il documento, intitolato "Stato di crisi al San Luca", chiede di «bloccare immediatamente l'applicazione delle nuove schede ospedaliere» per l'ospedale di Trecenta.
Tutto logico e condivisibile, ma dura poco. Il 4 marzo, in un'intervista al Resto del Carlino, il sindaco di Trecenta cambia completamente registro e dichiara che «Le notizie che abbiamo non sono così devastanti», esalta la funzione dell'ospedale di comunità, e che, in definitiva, c'è stato solo «molto rumore per nulla».
Io non riesco più a seguire: il "rumore" è quello che ha fatto lui stesso in consiglio comunale?
Vedi anche su questo blog: Comune di Trecenta: «bloccare immediatamente l'applicazione delle schede ospedaliere»
Il 16 febbraio approva, assieme all'intero consiglio comunale, un documento nettissimo contro i tagli ai posti letto. Ricorda la «drammatica storia dell'ospedale di Trecenta» il quale «ha subito una sistematica e continua spoliazione di risorse e servizi». Afferma che con i tagli ai posti letto previsti dalle schede ospedaliere, gli altopolesani sono «i più danneggiati del Veneto e questa è discriminazione, non riorganizzazione». E il documento, intitolato "Stato di crisi al San Luca", chiede di «bloccare immediatamente l'applicazione delle nuove schede ospedaliere» per l'ospedale di Trecenta.
Tutto logico e condivisibile, ma dura poco. Il 4 marzo, in un'intervista al Resto del Carlino, il sindaco di Trecenta cambia completamente registro e dichiara che «Le notizie che abbiamo non sono così devastanti», esalta la funzione dell'ospedale di comunità, e che, in definitiva, c'è stato solo «molto rumore per nulla».
Io non riesco più a seguire: il "rumore" è quello che ha fatto lui stesso in consiglio comunale?
Vedi anche su questo blog: Comune di Trecenta: «bloccare immediatamente l'applicazione delle schede ospedaliere»
05 marzo 2015
Conteremo i morti
Entro l'anno i direttori generali delle
Ulss del Veneto dovranno dare applicazione al piano socio sanitario
regionale.
Per il “San Luca”, e per noi tutti,
sarà un disastro.
Già ora il reparto di chirurgia chiude
nei fine settimana e la sua operatività è limitata agli interventi
programmabili che si risolvono in giornata o, al massimo, tra il
lunedì e il venerdì.
Ma l'applicazione delle schede
ospedaliere approvate dalla giunta regionale, in seguito all'adozione
del nuovo piano socio sanitario, farà delle vittime.
Impressionante la riduzione dei posti
letto per acuti. Dai 208 che, anche oggi, vengono indicati dall'Ulss
18 nel proprio sito, si è passati a 180 alla data del 30 giugno del
2013. E ora dovranno essere ulteriormente ridotti a 143: un massacro!
Ma che cosa comporterà questa nuova
riduzione?
Secondo alcuni esperti ciò ridurrà la
possibilità di ricovero per 600 – 700 persone l'anno. Ma potrebbe
andare peggio.
Dove andranno questi pazienti?
Difficile che trovino posto a Rovigo
perché anche quell'ospedale dovrà fare i conti con le schede
ospedaliere e perderà 79 posti letto.
Il presidente della giunta regionale
ripete in ogni occasione, fino alla nausea, che non ci sarà una
riduzione dei servizi ma non sarà così perché non può essere
così. Zaia cerca di essere rieletto a maggio, prima che si vedano
gli effetti del suo piano socio sanitario. Poi “passato lo giorno
gabbato lo santo”.
Le schede ospedaliere sono
inapplicabili, o avremo dei morti sulla coscienza.
Già ora l'ospedale non riesce a far
fronte alle necessità. Lo abbiamo visto a gennaio con il picco delle
influenze: code al pronto soccorso e mancanza di posti letto.
Portare a soli 143 i posti letto
dell'ospedale di Trecenta significa condannare qualcuno. Non c'è
scampo. Nessuna via d'uscita.
Spero che molti cittadini ne prendano
coscienza, spero che numerosi chiedano ai propri amministratori comunali
di intervenire. Le schede ospedaliere del San Luca non devono essere
applicate!
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04 marzo 2015
I problemi del "San Luca"
La chiusura di chirurgia nei fine settimana, la prossima riduzione dei posti letto in medicina, la carenza di personale a riabilitazione fisiatrica.
Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" riporta all'attenzione del pubblico i problemi emergenti causati dal piano socio sanitario regionale.
notevoli
difficoltà con l’applicazione delle schede ospedaliere
CHIUSURA
DEL SERVIZIO DI CHIRURGIA DAL VENERDÌ (ORE 18) AL LUNEDÌ (ORE 8)
crea
difficoltà a chi ha bisogno di interventi urgenti, e può incidere
negativamente sulle necessità di altri reparti già
ridimensionati(ostetricia-ginecologia-medicina)
RIDUZIONE
DEI POSTI LETTO IN MEDICINA,
il San
Luca potrà ricoverare solo il 60% degli acuti che avranno problemi
PROBLEMI
A RIABILITAZIONE FISIATRICA:
l’avvio
della neuroriabilitazione, buona offerta per gli altopolesani, sta
creando
non
pochi problemi al servizio di riabilitazione fisiatrica per mancanza
di personale:
le
liste d’attesa si stanno allungando in modo esponenziale
LA
SANITÀ NON PUÒ FUNZIONARE SENZA PERSONALE
PER
ASSUMERE SERVONO SOLDI – PER FAVORE USATELI BENE
ANZICHÉ
“SPRECARLI”
Comitato
altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso
Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel.
0425701126 – Cell. 3473490340
sito
internet: http://ospedaletrecenta.blogspot.it/
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