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29.5.14

Bloccate le prenotazioni del campo visivo all'ospedale di Trecenta

Gravi disagi per pazienti e familiari. Indispensabile trovare altre soluzioni

Il Centro unico di prenotazione (Cup) non accetta più prenotazioni del campo visivo presso l'ospedale di Trecenta. Che cosa sta succedendo?
Dalle notizie che abbiamo raccolto risulta che l'unica ortottista del “San Luca” verrà trasferita, da giugno, all'ospedale di Rovigo. Conseguenza diretta sarà la riduzione delle presenze a Trecenta a un solo giorno la settima (attualmente sono 4) e, a cascata, ci saranno gravi disagi per tutti quei pazienti che devono periodicamente effettuare questo esame.
Le persone affette da glaucoma, una grave patologia cronica progressiva molto diffusa, devono controllare il campo visivo due o tre volte l'anno. Ebbene, da giugno, non lo potranno più fare all'ospedale di Trecenta dove le liste di attesa sono già molto lunghe e le presenze dell'ortottista saranno ridotte da 4 a 1 la settimana.
Non è ragionevole che per far fronte a un problema contingente a Rovigo venga bloccata l'attività ambulatoriale del “San Luca”. Non è una soluzione, si sposta il problema aggravandolo ulteriormente. Se a Rovigo c'è carenza di personale lo si sostituisca senza sconvolgere l'ospedale di Trecenta. Inoltre, concentrare tutta l'attività sull'ospedale di Rovigo rischia di compromettere anche quel servizio che dovrebbe improvvisamente far fronte anche alla lista di attesa dei pazienti provenienti dall'ospedale di Trecenta.
Il controllo del campo visivo è compreso tra i livelli essenziali di assistenza, in pratica è un servizio che deve essere obbligatoriamente garantito dal sistema sanitario. Costringere i pazienti, spesso anziani, a disagiate trasferte a Rovigo significa non rispettare concretamente questo diritto. Significa anche compromettere prevenzione, diagnosi e cura di gravi patologie che incidono profondamente nella qualità della vita.
Con questi provvedimenti viene nuovamente e ulteriormente peggiorata la qualità dell'attività specialistica ambulatoriale, mentre invece si dovrebbe fare esattamente il contrario.
Quando è stato il momento di tagliare i posti letto per acuti (schede ospedaliere) ci hanno detto che verrà che potenziata l'assistenza sul territorio. Ma questa riorganizzazione è l'esatto contrario: ne risentirà l'assistenza specialistica presso entrambi gli ospedali e anche quella erogata nei punti sanità dell'Ulss.
È assolutamente indispensabile trovare altre soluzioni.

Data. 28 maggio 2014
Per il Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”

la portavoce – Jenny Azzolini
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8.5.14

Inchiesta sui project financing ospedalieri. Affari d'oro per i partner privati e appalti affidati ai soliti noti

In Veneto si tagliano posti letto per acuti che vengono rimpiazzati con ospedali di comunità dove si pagano il posto letto e i ticket sulle prestazioni ricevute.
Contemporaneamente, in Veneto, le Ulss coinvolte nei project financing dovranno sborsare ratei pesantissimi, talmente esagerati da richiamare l'attenzione della procura di Venezia che sta verificando l'ipotesi di usura.
I project financing sono un'idea della giunta Galan. Luca Zaia, attuale presidente della giunta regionale, intende realizzare a Padova un nuovo ospedale che costerà 654 milioni di euro.
Quanti posti letto verranno sacrificati? Quanti ticket verranno applicati? E quale sarà il destino della sanità pubblica regionale?

Da Il Mattino di Padova, domenica 27 aprile 2014

Sanità, fascicolo della procura di Venezia
Inchiesta sui project financing ospedalieri
È un nuovo filone scaturito dallo scandalo Mantovani-Mose. Il sospetto: interessi contrattuali da usura a carico delle Ulss

Dalle inchieste veneziane sulla Mantovani e sul Mose sta nascendo un troncone giudiziario incentrato sul meccanismo del project financing applicato agli ospedali veneti.
L'ipotesi di reato è: aver preteso (e accettato) tassi d'interesse ampiamente al di sopra della soglia di usura. Se confermata i contratti in essere perderebbero valore e dovrebbero essere rinegoziati.


LA FINANZA DI PROGETTO NEL VENETO
Affari d'oro per i partner privati e appalti affidati ai soliti noti
Se l'Ulss 4 avesse chiesto i soldi in banca per costruire il nuovo ospedale di Santorso, pagherebbe oggi un canone di 3.865.284 euro all'anno contro i 7.629.600 che sta sborsando.
Cifre che proiettate sui 24 anni di durata del contratto diventano 232.131.660 euro con il project, mentre sarebbero stati 89.026.135 nella peggiore delle ipotesi con un mutuo bancario.
Tutti gli ospedali costruiti o ristrutturati in project financing. Gli appaltatori.


Vedi anche, su questo blog:

29.4.14

Lotta ai tumori. Varie strategie per vincere. Conferenza a Badia Polesine il 9 maggio 2014.

La Lega Italiana per la lotta contro i tumori, L'Ulss 18 e il Comune di Badia Polesine hanno organizzato un incontro sul tema "Lotta ai tumori. Varie strategie per vincere".
Venerdì 9 maggio 2014, alle ore 21, presso la Sala Convegni dell'Abbazia della Vangadizza.

26.4.14

GUIDA ALLE AGEVOLAZIONI FISCALI PER LE PERSONE CON DISABILITA’

Edizione Dicembre 2013
fonte Agenzia delle Entrate

La guida illustra il quadro aggiornato delle varie situazioni in cui sono riconosciuti benefici fiscali in favore dei contribuenti portatori di disabilità, indicando con chiarezza le persone che ne hanno diritto.
In particolare, sono spiegate le regole e le modalità da seguire per richiedere le agevolazioni di seguito indicate.

11.4.14

Ticket negli ospedali di comunità. Rassegna stampa.

Articolo 32, appello ai politici
SANITA' "Un tavolo per contrastare i ricoveri a pagamento"
La Voce di Rovigo, 9 aprile 2014
Leggi l'articolo.

Barbierato: "No ai pagamenti"
ADRIA-SALUTE Appello del Comitato sugli ospedali di comunità
La Voce di Rovigo, 9 aprile 2014
Leggi l'articolo.

Il Comitato plaude ai sindaci
TRECENTA Il San Luca, entro fine anno, avrà un reparto con 30 posti per i ricoveri
Il gruppo commenta soddisfatto "la contrarietà ai pagamenti negli ospedali di comunità"
La Voce di Rovigo, 9 aprile 2014
Leggi l'articolo.

San Luca, fronte comune contro i ticket
A Trecenta mobilitazione per eliminare il pagamento della quota alberghiera
Il Gazzettino, 9 aprile 2014
Leggi l'articolo.

Salasso degenza breve
PD Azzalin sui costi degli ospedali di comunità
La Voce di Rovigo, 8 aprile 2014
Leggi l'articolo.

7.4.14

Il comitato altopolesano per il "San Luca" chiede...

Nell'ultima riunione della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 è stata espressa l'assoluta contrarietà a ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di comunità.
Affinché non resti un pronunciamento isolato il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" chiede alla conferenza dei sindaci di coinvolgere gli analoghi organismi delle altre Ulss del Veneto.
Quello che segue è il testo della nota inviata al presidente della conferenza Antonio Bombonato, al direttore generale dell'Ulss Arturo Orsini e al direttore sanitario Ferdinando Sortino.

-----inizio documento
Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Data, 5 aprile 2014
Al Presidente della Conferenza dei Sindaci dell'ULSS18
Antonio Bombonato

Al direttore Generale dell'Ulss 18
Dott. Arturo Orsini

Al direttore sanitario dell'Ulss 18
Dott. Ferdinando Sortino

Oggetto: Richiesta di sollecita diffusione alle conferenze dei sindaci delle altre ULSS del Veneto del documento votato all’unanimità nella seduta del 4 aprile 2014 contenente assoluta contrarietà a ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di comunità.

La sottoscritta Jenny Azzolini, portavoce del Comitato Altopolesano dei cittadini per il “San Luca”, presente con una delegazione del comitato alla riunione di ieri della Conferenza dei sindaci dell'ULSS 18,

chiede

che il documento approvato dalla conferenza sull'assoluta contrarietà a ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di comunità venga inviato alle conferenze dei sindaci di tutte le ULSS del Veneto.
La richiesta ha lo scopo evidente di ottenere analoghi pronunciamenti dagli altri sindaci del Veneto, condizione per sperare nell'abolizione delle tariffe stabilite dalla DGR n. 2718 del 24 dicembre 2012 sia per la quota alberghiera che per la quota di compartecipazione.
Il pronunciamento della conferenza è un fatto molto importante.
Ora, a nostro avviso, bisogna renderlo noto e sollecitare corrispondenti orientamenti dal maggior numero di sindaci del Veneto.
Ringrazio per l'attenzione e auguro buon lavoro.

per il Comitato Altopolesano dei cittadini per il “San Luca”

Jenny Azzolini
-----fine documento

5.4.14

Sanità senza frontiere. Operativa la Direttiva UE

fonte: quotidianosanità.it

Curarsi all'estero sarà più facile. Le indicazioni del ministero della Salute

Come previsto dal Dlgs di recepimento della direttiva Ue scattano dal 5 aprile le nuove misure che formalizzano il diritto di recarsi in uno Stato membro diverso da quello di appartenenza per curarsi ed ottenere, al proprio rientro, il rimborso delle spese sostenute. Dalle autorizzazioni ai rimborsi. Ecco cosa c'è da sapere. LA DIRETTIVA UE – IL TESTO DEL DLGS DEL GOVERNO

Non stiamo ancora parlando di un vero e proprio Servizio sanitario europeo ma certamente da domani 5 aprile (come previsto dal Dlgs di recepimento della direttiva Ue approvato lo scorso 28 febbraio dal Governo) il Servizio sanitario nazionale entrerà a far parte a tutti gli effetti del sistema europeo delle cure. Sarà, quindi, più facile per i cittadini del ‘vecchio continente’ andarsi a curare fuori dal proprio Stato membro di appartenenza e ottenere il rimborso delle spese ottenute.
...
Lo scorso 28 febbraio il Governo ha infatti approvato definitivamente il Dlgs di recepimento della direttiva Ue. Il provvedimento del Governo si basa su tre premesse principali: la possibilità di accedere solo alle cure che sono inserite nei Lea, ad esclusione di deroghe regionali; la possibilità di ricevere solo un rimborso indiretto, dopo aver pagato di tasca propria; l'obbligatorietà del rimborso limitata all'assistenza erogata nell'ambito del Ssn.
Restano escluse, invece, tre categorie: i servizi long term care, i trapianti d'organo e i programmi pubblici di vaccinazione.
Nel decreto si prevede inoltre l’istituzione di un Punto di contatto nazionale presso il Ministero della salute. Qui convergeranno le informazioni sui centri che erogano le cure, sui diritti dei pazienti, sulle procedure di denuncia e sui meccanismi di tutela, sulle condizioni e i termini del rimborso e le informazioni da includere nelle ricette mediche. Il portale sarà realizzato dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.
...
04 aprile 2014

Spending review. L’Ocse boccia i tagli di Cottarelli sulla sanità

fonte: quotidianosanità.it

“Ulteriori riduzioni di spesa metterebbero a rischio livello, accesso e qualità dell’assistenza”

L’aveva annunciato ieri la capogruppo del Pd in Commisione Sanità del SenatoNerina Dirindin, invitando il Governo a riferire in Parlamento. Con una nota espressamente redatta su richiesta dei parlamentari italiani, l’Ocse non fa sconti alla spending sanitaria: “Non si è valutata la situazione di crescente svantaggio del Ssn rispetto ai sistemi sanitari europei”. Il REPORT OCSE.

“I dati forniti a supporto delle riduzioni di spesa sanitaria proposte nella spending review  non consentono di apprezzare appieno la situazione di crescente svantaggio del Servizio Sanitario Nazionale rispetto ai sistemi sanitari di altri paesi europei”.

Questa la prima conclusione del report a cura della Divisione Salute dell’Ocse redatto a seguito della richiesta di chiarimenti da parte della Commissione Igiene e Sanità del Senato italiano che è giunta proprio ieri all’attenzione dei parlamentari.

“L’Italia – spiega l’Ocse - ha una spesa sanitaria pubblica pro capite di oltre un terzo inferiore alla media degli altri paesi dell’area Euro considerati nella spending review, e il divario si  è triplicato dall’inizio degli anni 2000”. Ma non basta. Secondo l’Ocse, “il livello di prestazioni sanitarie erogate in Italia è sensibilmente inferiore a quanto osservato nella quasi totalità degli altri paesi dell’area Euro considerati nella spending review”.

Per questo, secondo l’Ocse, “nella situazione descritta, eventuali riduzioni di spesa non finalizzate soltanto al recupero di inefficienze si ripercuoterebbero ulteriormente sull’accesso, in particolare da parte dei cittadini più svantaggiati, sui livelli e sulla qualità dell’assistenza sanitaria”. Senza contare, concludono i redattori del report, che  “il benchmark (di Cottarelli ndr.) proposto (5,25% del PIL) per la spesa sanitaria pubblica non è compatibile con il modello di Servizio Sanitario Nazionale esistente in Italia”.

"La spending review attualmente in corso in Italia - osserva l'Ocse - rappresenta un importante e necessario sforzo di razionalizzazione della spesa pubblica ed esistono sicuramente margini per la riduzione di sprechi e inefficienze, e molte delle proposte formulate finora vanno in questa direzione". Ma, concludono gli estensori della nota, con le proposte finora formulate si rischia di accrescere uletriormente "il divario nei livelli di prestazioni erogate" con gli altri Paesi europei.  Un divario - sottolineano ancora - che "è cresciuto nel corso del tempo e ha raggiunto e superato il 50% rispetto a paesi come la Francia, l’Olanda e la Germania. Le riduzioni di spesa proposte rischiano di esacerbare le differenze osservate". 

03 aprile 2014

4.4.14

Sindaci Ulss 18. Assoluta contrarietà a ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di comunità


ULTIM'ORA

Gli amici del comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" che hanno assistito oggi alla riunione della conferenza dei sindaci mi danno una buona notizia.

All'unanimità dei voti i rappresentanti dei comuni dell'Ulss 18 hanno votato un documento in cui si manifesta l'assoluta contrarietà a ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di comunità. Quei ticket stabiliti dalla giunta regionale e camuffati con le definizioni di quota alberghiera e quota di compartecipazione.

E' una buona notizia ma ora che farà la giunta regionale?
Se sarà solo la conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 a esprimere questa contrarietà temo che la delibera della giunta regionale n. 2718 non verrà modificata. C'è da sperare che la notizia circoli, che il documento venga inviato anche alle altre Ulss del Veneto e vi sia una protesta generalizzata. Solo così la giunta regionale sarà costretta a tornare sui propri passi abolendo le tariffe.

2.4.14

Il sindaco di Fiesso Umbertiano chiede la gratuità dei ricoveri negli ospedali di comunità

Il presidente della conferenza dei sindaci ripiega su esenzioni per età e reddito.

Dopo la riunione della conferenza dei sindaci in cui i dirigenti dell'Ulss 18 hanno presentato il programma per la realizzazione di tre ospedali di comunità, il primo dei quali presso l'ospedale "San Luca" di Trecenta, il sindaco di Fiesso Umbertiano, Luigia Modonesi, ha inviato all'Ulss la richiesta di ripristinare la completa gratuità dei ricoveri.
Pesanti sono, infatti, i ticket previsti dalla regione e nascosti dietro l'ipocrisia truffaldina di nuove definizioni quali quota alberghiera e quota di compartecipazione.
Il comune di Fiesso Umbertiano ha reso nota la propria iniziativa agli altri sindaci dell'Ulss. A quanto si sa soltanto il comune di Ficarolo l'ha sostenuta mentre c'è stato l'interessamento del comune di Canda di cui non sappiamo il seguito.
Venerdì prossimo si riunirà nuovamente la conferenza dei sindaci. Il presidente Antonio Bombonato ha trasmesso ai comuni la proposta di un documento che si propone di ottenere quantomeno delle esenzioni.

Documenti da scaricare:
La richiesta del Comune di Fiesso Umbertiano.
La proposta del presidente della conferenza dei sindaci.

30.3.14

Ticket sui ricoveri negli ospedali di comunità: una “truffa” premeditata con cura

Una decisione del 2012. L'imbroglio sui nomi. Una truffa!
Se nessuno protesta, se nessuno si muove, se nessuno si indigna.

L'ospedale "San Luca" di Trecenta

La truffa dei ticket

   E' stata preparata con cura la truffa dei nuovi ticket per i ricoveri negli ospedali di comunità. Nessuna improvvisazione ma una meditata strategia per far pagare, per la prima volta, pesanti ticket sui ricoveri ospedalieri.
   Una decisione che risale al 24 dicembre 2012, apparentemente scollegata dal piano socio sanitario regionale (Pssr) e quasi un anno prima dell'approvazione delle schede ospedaliere e territoriali. In tale data la giunta regionale la approvato la deliberazione n. 2718 “Definizione delle tipologie di strutture di ricovero intermedie e approvazione dei requisiti di autorizzazione all'esercizio dell'Ospedale di Comunità e dell'Unità Riabilitativa Territoriale ai sensi della Legge regionale 16 agosto 2002 n. 22”.
   Il trucco è ben nascosto nel pagliaio degli allegati, in particolare a pagina 2 dell'allegato A. La genialata della giunta regionale consiste nel distinguere fra la spesa di rilievo sanitario e l'invenzione di una quota alberghiera che viene posta a carico del paziente a partire dal 31° giorno di degenza: 25 euro al giorno che diventano 45 a partire dal 61° giorno.

La conferenza dei sindaci dell'Ulss 18
   Nella riunione della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 dello scorso 11 marzo i dirigenti dell'Ulss hanno precisato che, se il ricovero in ospedale di comunità viene richiesto dal medico di famiglia, la quota alberghiera deve essere pagata dal primo giorno.
   Non solo, dopo il 30° giorno di ricovero i pazienti pagheranno anche la quota di compartecipazione sulle prestazioni sanitarie quali radiografie ed esami di laboratorio, come un utente esterno all'ospedale.

La truffa nella truffa
 L'ulteriore truffa sta nel trucco di chiamare quota di partecipazione alberghiera e quota di compartecipazione quelli che sono nient'altro che ticket. Questo potrebbe comportare che, all'interno degli ospedali di comunità, non avrebbe valore l'esenzione ticket di cui può essere eventualmente in possesso il paziente. Risultato: dovrebbe pagare comunque.

Luca Zaia
   Il presidente della giunta regionale, si è più volte attribuito il merito di non aver aumentato le addizionali regionali per non mettere le mani nelle tasche dei veneti, ricchi e poveri. Ora però ha deciso di metterle proprio nelle tasche di chi è ammalato, debole, non supportato dalla famiglia, anche se privo di mezzi e in difficoltà economiche. Complimenti presidente, ha fatto bene i suoi calcoli elettorali: le addizionali avrebbero colpito tutti, i ticket colpiranno solo una parte di ammalati, prevalentemente anziani, che forse non si renderanno ben conto di quanto accade loro.

L'ospedale di Trecenta
   Entro il 2014, al San Luca, 37 posti letto per acuti verranno rimpiazzati da un reparto di 30 posti letto chiamato ospedale di comunità. Chi verrà ricoverato in questo reparto sarà soggetto a queste nuove norme. Se nessuno protesta, se nessuno si muove, se nessuno si indigna.

28.3.14

Ripensamenti in tema di Sanità: meno spese per la Regione Veneto, più spese per gli anziani

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340
Data, 23 marzo 2014
Ripensamenti in tema di Sanità
meno spese per la Regione Veneto – più spese per gli anziani
ma la commissione del comune di Trecenta è soddisfatta

L'incontro della Conferenza dei sindaci a Rovigo (11 marzo scorso) si è chiuso con l'impegno di allegare all'Atto Aziendale dell’Ulss 18 un documento di questo tono :
alcuni mesi fa è stato affrontato il tema delle schede ospedaliere e della soppressione di posti letto per acuti e si era ampiamente affermato che le economie derivanti dalla diminuzione dei posti letto, sarebbero state investite per attivarne in Ospedali di Comunità meno costosi perché servono meno medici, infermieri ed operatori sociosanitari per dare ai malati, non più acuti, la possibilità di un recupero tale da permettere un tranquillo rientro in famiglia.
La logica del taglio era sostituire i posti letto più cari con posti letto meno cari. Ora non è più così e si parla di compartecipazione di spesa del cittadino: è un controsenso…
Gli interventi hanno dimostrato che per molti sindaci non si può pensare ad una soluzione del genere.
Ricordando che Padrin (presidente della Commissione Regionale Sanità) aveva affermato che i risparmi dei posti letto per acuti servivano per i servizi extraospedalieri, si chiede che la Regione sia chiara su quote ed esenzioni e si comporti con coerenza, non dica oggi qualcosa per farne domani qualcos’altro.
Il problema non è di poco conto. Per l’inserimento del paziente (che proviene da un Ospedale per acuti) in ospedale di comunità, nei primi 30 giorni, non è prevista nessuna compartecipazione, né quota alberghiera né quota di partecipazione (ticket), mentre dal 31° giorno in poi e fino al 90° giorno di degenza è prevista una compartecipazione in termini di quota alberghiera e di quota di partecipazione (ticket da versare a seconda delle indagini cliniche effettuate).
Non solo, l’allegato A della DGR 2718 del 24 dicembre 2012, per gli Ospedali di Comunità, nel campo tariffazione riporta: se la struttura eroga autonomamente l’assistenza medica H24, vengono aggiunti 10 euro al giorno per paziente ed avendo il San Luca e la casa di Cura Città di Rovigo questa configurazione, ci sarà un ulteriore aggravio a carico del paziente.
Naturale effetto: saranno i Comuni (sarebbe bene se ne accorgessero tutti i sindaci), già con bilanci gravemente compromessi, ad essere chiamati ad intervenire in questo frangente, per sostenere economicamente i più deboli. Sarà possibile?
Come Comitato Altopolesano abbiamo nel tempo registrato le affermazioni di Zaia, Coletto, Coppola, Corazzari, Padrin: tutto quanto è stato detto è stato nel tempo rivisto, aggiornato, corretto e molto è stato stracciato.
 Più volte, guardano la spilletta del Comitato Altopolesano “San Luca una ferita aperta” esponenti regionali ci hanno rassicurato, dicendo “la ferita è risanata”, a Trecenta, a Stienta, in altri paesi.
Non è passato un mese da quando Mainardi, a Sariano in un cosiddetto incontro sulla sanità ci ha illusi che si rimetterà mano alle schede ospedaliere. Se questo è il modo per rivedere al meglio la sanità veneta non possiamo che dirci, con un eufemismo,sconcertati.
E non capiamo il motivo di alcune trionfanti e infondate affermazioni del rappresentante della Commissione Sanità del comune di Trecenta (nonché portavoce di un comitato?)

Per il Comitato Altopolesano prof. Jenny Azzolini
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20.3.14

Spending review. Cottarelli propone un taglio alle indennità di accompagnamento

Che farà il governo?
E' UNO SCHIFO. Nelle proposte per una Revisione della spesa pubblica (2014-2016) del commissario straordinario Carlo Cottarelli c'è una corposa parte dedicata alle indennità di accompagnamento (circa 500 euro mensili).
A pag. 37 si propone di togliere l'indennità a chi abbia un reddito individuale superiore a 30.000 euro l'anno o abbia un reddito familiare superiore a 45.000.
Chi è in condizione di ricevere l'indennità di accompagnamento ha permanentemente bisogno di qualcuno che lo assista; 500 euro mensili sono manifestamente insufficienti a pagare qualunque prestazione di lavoro per un accompagnatore.
Si consideri anche che chi riceve l'indennità ha una o più patologie che richiedono cure e farmaci non incluse nei prontuari, e la spesa può essere molto elevata.
Tagliare quella che è una miseria è una proposta che mi fa vomitare, VOMITARE! Spero che il governo non la accolga fra i provvedimenti da adottare.

12.3.14

Ospedali di comunità, nuovi pesanti ticket sui degenti

Posti letto per acuti sostituiti da ospedali di comunità.
I nuovi ticket per le degenze oltre i 30, i 60 e i 90 giorni
Inoltre si pagheranno anche tutti i ticket per le singoli prestazioni (prelievi, radiografie ecc.) necessarie durante il ricovero.

Ieri la conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 ha parlato degli ospedali di comunità. Nel nuovo atto aziendale, lo strumento attraverso il quale i direttori generali daranno attuazione al piano socio sanitario regionale e alle relative schede ospedaliere, c'è la proposta di “compensare” i posti letto per acuti con posti letto di ospedale di comunità (a più bassa intensità assistenziale e molto più economici).
Per effetto delle schede ospedaliere l'ospedale di Trecenta perderà 37 posti letto per acuti; verranno rimpiazzati da 30 posti letto di ospedale di comunità.
Ma la sorpresa più grande e preoccupante riguarda l'introduzione di nuovi ticket, insostenibili per le persone meno abbienti.

Quel che segue è il resoconto che ne ha fatto sulla sua pagina Facebook Luigia Modonesi, sindaco di Fiesso Umbertiano.

Oggi Conferenza dei Sindaci per parlare degli ospedali di comunità.
Queste strutture intermedie che dovrebbero essere finanziate da ciò che si recupera dal ridimensionamento dei posti letto negli ospedali (ricoveri dopo l'uscita dagli ospedali per acuti) però non erogheranno prestazioni sanitarie gratuite come dovrebbero ma dopo i primi 30 giorni di ricovero si pagherà 15 euro al giorno più ticket per ogni prestazione sanitaria (es. prelievi, radiografie, ecc...), dopo i 60 giorni si pagherà 25 euro più ticket e dopo i 90 giorni 45 euro più ticket.
Io non sono d'accordo e l'ho ampiamente espresso in quanto la sanità in Italia, (almeno per ora!) è gratuita per tutti tant'è che anche le strutture private la erogano allo stesso modo delle pubbliche tramite adeguate convenzioni.
Da notare che poi non è previsto alcuna diminuzione della quota giornaliera per persone in stato di difficoltà economica, quindi ancora sfacelo più grande!
Da notare che su 41 sindaci che dovrebbero essere stati presenti, eravamo solo 17. Quando di affrontano simili argomenti si dovrebbe essere tutti presenti anche delegando un proprio consigliere o assessore, quest'oggi si parlava della programmazione della sanità da quest'anno in poi, quindi argomento importantissimo e delicatissimo.
La mia posizione come anche quella degli altri amministratori è stata fortemente contraria e ci siamo dati l'indicazione di mettere in forma scritta la nostra posizione per inviarla alla conferenza dei sindaci e poi in regione e per quanto mi riguarda mi rendo anche disponibile nei confronti di quei sindaci che ahimè non c'erano per dare loro tutte le informazioni dell'incontro di oggi. Sono fortemente preoccupata ed arrabbiata.
Luigia Modonesi, sindaco di Fiesso Umbertiano

9.3.14

I posti letto dell'ospedale di Trecenta. Quanti sono e quanti saranno

Posti letto assegnati, posti letto reali, quelli per acuti e quelli territoriali. Come sarà il "San Luca" dopo l'applicazione del piano socio sanitario regionale?


Quando si parla di posti letto negli ospedali si considerano implicitamente quelli per acuti, quelli cioè che servono per affrontare le fasi più aggressive e urgenti di una malattia. Non sarà così per molto. Negli ospedali potranno essere previsti, nei prossimi mesi, reparti o comunque settori, definiti ospedali di comunità, in cui vengono fornite le cure necessarie a quei pazienti che sono stabilizzati dal punto di vista medico ma sono troppo instabili per poter essere trattati in un semplice regime ambulatoriale o residenziale classico. Si consulti in proposito la proposta di sviluppo delle strutture intermedie all'ordine del giorno della prossima conferenza dei sindaci.
Tante le domande. Quanti posti letto perderà il "San Luca"? Quanti ne verranno recuperati come posti letto territoriali (ad esempio come ospedali di comunità)? Che cosa prevede il piano socio sanitario regionale (Pssr) con le sue schede ospedaliere e territoriali?
Vediamo di mettere qualche punto fermo, per amore di chiarezza e per poter fare dei bilanci concreti.
Quanti sono i posti letto attualmente assegnati all'ospedale di Trecenta?
La risposta la troviamo nello stesso sito dell'Ulss 18, a questo indirizzo. In sintesi: Posti letto ordinari: 192;
Posti DH (Day Hospital) / DS(Day Surgery): 16; Totale: 208).
In realtà è un dato teorico, probabilmente non sono mai stati attivati tutti. E allora, quanti sono i posti letto effettivamente attivi al "San Luca"?
Durante il recente convegno promosso dalla Cgil a Rovigo, il direttore generale dell'Ulss Arturo Orsini ha reso noto questo dato: sono 180. Riporto di seguito l'immagine della diapositiva che ci interessa.
Sono 180 i posti letto attivi nell'ospedale di Trecenta
Che cosa succederà con l'applicazione del piano socio sanitario regionale?
I posti letto sono stati definiti con la delibera della giunta regionale 2122 del 19 novembre 2013. In particolare l'Allegato C, a pagina 99, precisa che saranno 143 i posti letto attivi al "San Luca". L'adeguamento dovrà essere attuato dal direttore generale dell'Ulss entro il 2015.
L'Allegato E, infine, stabilisce in 69 i posti letto territoriali da attivare. Di questi, secondo la proposta del direttore generale, 30 saranno individuati nell'ospedale di comunità all'interno dell'ospedale di Trecenta.

7.3.14

I primari contro la Regione Veneto: No alle schede ospedaliere

fonte: Il Mattino di Padova, 6 marzo 2014

Ricorso al Tar di Anpo e Ascoti-Fials Medici per annullare la delibera 2122 che prevede il taglio di 1200 posti letto e le apicalità ridotte da 864 a 767.
Se accolto, sarà un terremoto per la sanità veneta disegnata dalla giunta Zaia


VENEZIA. I primari ospedalieri trascinano la giunta regionale al cospetto dei giudici amministrativi: al Tar, infatti, Anpo e associazione sindacale Ascoti-Fials Medici chiedono di annullare la delibera 2122 del 19 novembre, sull’adeguamento delle schede ospedaliere. Quella - per intendersi - che prevede il taglio di 1200 posti letto per acuti, a fronte di una riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera e di un aumento di quella territoriale, con la conseguente riduzione dalle attuali 864 a 767 delle “apicalità” del Veneto oggi dirette da primari, sostituite con Unità semplici, guidate da dirigenti che saranno scelti dai direttori generali e non per concorso. Così il ricorso - firmato dagli avvocati Andrea Berto e Federica Coghetto - chiede di annullare anche la delibera 2271/2013 sulla riorganizzazione delle Asl, perché «in contrasto con le norme specifiche della legislazione regionale». Se accolto, sarà un terremoto per la sanità veneta disegnata dalla giunta Zaia.
... Nel ricorso si legge così che «la Regione ha approvato schede ospedaliere che prevedono un taglio considerevole dei posti letto e delle strutture complesse», «senza attendere che la conferenza Stato-Regioni approvasse il regolamento previsto dalla legge 135/2012, per fissare standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza opedaliera». Troppa fretta, per i primari, secondo i quali «la giunta regionale si è spinta ben oltre le previsioni del piano socio sanitario, prevedendo (in maniera illogica e irrazionale) reti assolutamente non previste dal piano». Servizi a scavalco tra aziende per radiologia, laboratori, anatomia patologica, senza però stabilire regole fondamentali come «a quale azienda attribuire le risorse umane, quale sosterrebbe i costi materiali, a quale contabilizzare prestazioni e introiti», ma anche «nel caso di procedimenti civili o pernali quale struttura sarebbe responsabile». Parola al Tar: il 19 marzo Camera di Consiglio per sospendere o meno il provvedimento, in attesa della sentenza definitiva.
Leggi l'articolo di Roberta De Rossi.
Vedi anche il comunicato stampa n. 558 del 06/03/2014 dell'assessore regionale alla sanità Luca Coletto.

4.3.14

Il nuovo Atto aziendale all'odg della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18


Il nuovo Atto aziendale dell'Ulss 18 è all'ordine del giorno della prossima riunione della conferenza dei sindaci, convocata per l'11 marzo.

Con l'Atto aziendale le Ulss del Veneto dovranno programmare il modo con cui dare attuazione al piano socio sanitario regionale (Pssr). Un documento dunque fondamentale perché metterà con i piedi per terra la programmazione regionale; si vedrà, in pratica, come procedere alla riduzione dei posti letto negli ospedali e le modalità con cui verranno creati i posti letto territoriali. Insomma, dalla teoria alla pratica.
La giunta regionale ha stabilito le linee guida per la redazione dell'atto aziendale con delibera n. 2271 del 10 dicembre 2013.
Con l'invito alla riunione i sindaci dell'Ulss hanno ricevuto anche la bozza dell'Atto aziendale e una proposta di sviluppo delle strutture intermedie.

28.2.14

Ospedali. Dossier di Cittadinanzattiva: "No a chiusure solo in base al numero di posti letto"

fonte: quotidianosanità.it

Ecco i "piccoli" da non chiudere

Valutare il fabbisogno e i servizi esistenti, garantire un’organizzazione dell’offerta territoriale e di prossimità adeguata e la sicurezza degli interventi di emergenza-urgenza. Queste alcune delle indicazioni proposte dall'Associazione e contenute in un dossier consegnato a Ministero della Salute, Conferenza delle Regioni e Commissioni parlamentari competenti. IL DOSSIER

“Se si procede ad una riorganizzazione della rete ospedaliera utilizzando il solo criterio del numero dei posti letto, si rischia di fare delle scelte paradossali che non garantiscono ai cittadini un’assistenza sanitaria pubblica accessibile, efficiente, efficace, di qualità e sicura. Non vogliamo difendere strenuamente il posto letto, ma sappiamo che non si può procedere con criteri prevalentemente ragionieristici”, ha affermato Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva.

Per questo il Tribunale per i diritti del malato ha realizzato, attraverso le sue sedi locali, una ricognizione sul territorio per evidenziare alcune criticità che verrebbero fuori dall’ipotesi di chiusura di 175 piccoli ospedali con meno di 120 posti letto e in vista dell’adozione del nuovo “Regolamento sugli standard ospedalieri” oggetto di confronto tra Ministero e Regioni all’interno del Patto per la Salute. Il Dossier è stato oggi inviato al Ministro della Salute, alla Conferenza delle Regioni e alle Commissioni parlamentari competenti per materia.
27 febbraio 2014
Leggi tutto l'articolo. La mappa degli ospedali che chiudono pubblicata da lastampa.it.

25.2.14

Stato Regioni. Il nuovo riparto del Fsn 2013 e gli altri documenti approvati dalla Conferenza

fonte: quotidianosanità.it

Riparto fondo sanitario 2013, integrato da un secondo documento per correggere alcune tabelle, Obiettivi di PsnLinee progettuali per l’utilizzo delle risorse vincolateRipartizione delle forma premiali 2012-2013. Ecco i documenti approvati dalla Conferenza Stato Regioni nella seduta del 20 febbraio.

25 febbraio 2014
 
Intesa sulla nuova proposta del Ministero della salute di deliberazione del CIPE concernente il riparto tra le Regioni delle disponibilità finanziarie per il Servizio sanitario nazionale per l’anno 2013 (a cui è allegata anche un’integrazione per la sostituzione delle tabelle B ed E)
Rispetto alla prima proposta della Salute il nuovo riparto ridetermina la quota premiale da accantonare per il 2013 in 321,0135 milioni invece della somma accantonata con la precedente proposta di 267,511 milioni. Si rende inoltre disponibile per il fondo la differenza di 53,502 milioni (che deriva dalla differenza tra lo 0,30% e lo 0,25% del fabbisogno complessivo del Ssn per il 2013) operando una corrispondente riduzione dell'importo destinato al finanziamento delle risorse relative alle somme vincolate, fatti comunque salvi i 2 milioni per il Centro Nazionale Trapianti.
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Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sulla proposta del Ministero ndella salute sulle linee progettuali per l’utilizzo da parte delle Regioni delle risorse vincolate, ai sensi dell’articolo 1, commi 34 e 34bis, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale per l’anno 2013
Farmacia dei Servizi, malattie croniche, sicurezza sul lavoro, superamento degli Opg. Sono questi alcuni dei 20 obiettivi contenuti nell’accordo per realizzare i quali le Regioni riceveranno il 70% delle risorse subito a titolo di acconto dal ministero dell'Economia, mentre per avere il restante 30% dovranno presentare con delibera di Giunta regionale o atto equivalente specifici progetti nell'ambito degli indirizzi individuati.

Intesa sullo schema di decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, in attuazione dell’articolo 1, comma 234, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014) di ripartizione delle forme premiali anni 2012 e 1013
Prevede la ripartizione e la assegnazione in favore delle Regioni delle quote premiali relative agli anni 2012 e 2013, che ammontano in tutto a 430,01 35 milioni di euro.

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