10.3.21
1.3.21
Crisanti consulente per la regione e la Sardegna diventa zona bianca
Il Veneto supera la prima ondata del virus con buoni risultati. Poi Zaia scarica il prof. Crisanti e la seconda ondata fa una strage. Ora quasi 10.000 le vittime, un decimo circa del totale. In Veneto utilizzati tamponi rapidi che non rilevano il 20% dei positivi.
La Sardegna arruola Crisanti come consulente e ne segue le indicazioni, ora è zona bianca.
E Zaia è il presidente di giunta regionale più votato dagli italiani!
Leggi l'articolo Crisanti: "Una delle varianti venete del Covid si è molto diffusa perché sfugge ai test rapidi" (Mattino di Padova, 1 marzo 2021).
18.2.21
Crisanti: "Su vaccini mercato parallelo? Chiamiamolo opaco. C'è qualcosa che non quadra"
fonte: Adnkronos, 16 febbraio 2021
"Sento parlare in questi giorni di mercato parallelo dei vaccini anti-Covid. Chiamiamolo pure mercato 'opaco'. Perché la connotazione che viene attribuita dalla parola parallelo è meno oscura di quello che è realmente. Del resto, come lo chiamereste un mercato che non origina direttamente dalla ditta produttrice?". E' la riflessione del virologo Andrea Crisanti, che si dice spazientito dai discorsi che chiamano in causa "senza la necessaria chiarezza" la possibilità di trattare acquisti di ulteriori dosi di vaccini anti-Covid.
"Ho letto di intermediari. Semplicemente mi stupisco - spiega all'Adnkronos Salute parlando delle problematiche che stanno influenzando la velocità con cui procede la campagna vaccinale in Italia - Sentiamo dire ogni giorno da più parti che la vaccinazione risente dei problemi di consegne delle partite di dosi ordinate, le aziende lamentano problemi di produzione e fanno fatica a star dietro agli ordini scritti su contratti siglati da mesi. E poi scopriamo che ci sono in giro più di 20 milioni di dosi di vaccini disponibili", osserva citando solo quelli annunciati dal governatore veneto Luca Zaia.
Sull'altro fronte, nei giorni scorsi, le aziende Pfizer e AstraZeneca hanno precisato che non c'è da parte loro un'attività di vendita di vaccini anti-Covid a privati. "Quindi c'è qualcosa che non quadra", spiega Crisanti.
12.10.20
Il San Luca diventerà un ospedale Covid di nuovo e senza Pronto Soccorso
fonte: La Voce di Rovigo
La denuncia di Guglielmo Brusco che si arrabbia anche con i trecentani che hanno votato Bisaglia e Zaia...di nuovo
12/10/2020
A difesa della sanità pubblica in Veneto. Nasce CoVeSap il coordinamento dei comitati veneti
fonte: AltoVicentinoOnline.it
Contro la privatizzazione della sanità veneta nasce il Comitato dei Comitati
12/10/2020
18.9.20
Casa di riposo. Cosa chiediamo ai candidati presidente della Regione Veneto e a chi dal Polesine entrerà nel nuovo Consiglio Regionale
Comitato Familiari della Casa del Sorriso – Badia Polesine
Comunicato stampa
Domenica 20 e lunedì 21 settembre si vota per l’elezione del nuovo presidente delle Regione Veneto e il rinnovo del Consiglio Regionale e da questi nascerà la composizione del governo del Veneto.
Con la Giunta Regionale uscente abbiamo avuto due contatti ufficiali: nell’ottobre del 2019 con l’assessore ai Servizi Sociali Manuela Lanzarin e lo scorso mese di agosto con il direttore del Servizi Sociali del Veneto Fabrizio Garbin. Dalla prima abbiamo avuto solo promesse mai mantenute, dal secondo ancora nessun risultato.
Ai candidati chiediamo che finalmente si stabilisca equità fra le case di riposo del Polesine: alcune hanno copertura quasi totale delle convenzioni erogate dalla Regione Veneto, altre, e quella di Badia Polesine è fra queste, hanno scoperture pesanti che pesano sui bilanci dell’ente e sulle famiglie.
In generale chiediamo la riforma del settore annunciata, solo dal presidente uscente Luca Zaia da almeno 10 anni, e mai attuata.
Chiediamo valutazioni oggettive sia sulle modalità di erogazione delle convenzioni regionali che sulla qualità dei servizi erogati dalle case di riposo perché non sono tutte uguali.
E’ chiaro che puntiamo al rispetto e al miglioramento della professionalità degli operatori delle case di riposo e desideriamo che si allevi il carico economico sostenuto dalle famiglie degli ospiti che per Badia Polesine è in troppi casi ben oltre la sostenibilità.
Chiediamo che la Regione pretenda dalla conferenza dei sindaci del nostro territorio un impegno più qualificato non solo nello specifico della conduzione delle case di riposo e le convenzioni, ma anche nella scelta di quanti andranno a comporre i vari consigli di amministrazione.
1.7.20
Verso la Fase 3. Non è solo una questione di posti letto
Si sente la mancanza di una visione complessiva e sistemica che tenga conto del fatto che l’impatto della pandemia sul SSN ha sconquassato tutta la filiera di servizi, attività e interventi, bloccando l’accesso ai servizi sanitari dei pazienti portatori di cronicità, di fragilità, di precario controllo dei fattori che possono in pochi giorni far emergere scompensi acuti o aprire la strada a rapidi peggioramenti del residuo stato di salute.
Qui si vuole dare un contributo ulteriore evidenziando come il compito delle Regioni non è certamente facilitato dalla sovrapposizione di disposizioni normative, spesso incoerenti e asistematiche.
28.6.20
Pronto soccorso di Trecenta, altro rinvio
Rabbia in Altopolesine: "Ma quando riavremo finalmente il nostro Pronto soccorso?"
21.6.20
Badia Polesine. La Casa del Sorriso...non sorride più!
![]() |
| Il Resto del Carlino, 19 giugno 2020 |
Da alcuni anni, da quando nostra madre, per motivi di salute è dovuta entrare in casa di riposo, stiamo seguendo le sorti di questo Ente.
Un Centro Servizi di indubbio valore, dove le figure professionali sono all’altezza dei compiti delicati ai quali debbono far fronte giorno dopo giorno.
Il loro intervento non è su cose, oggetti, apparecchiature, ma su persone che stanno affrontando, forse, l’ultimo periodo della loro vita.
In questo contesto ruotano diverse, figure, professionali e no.
In tutti questi anni, da quando è sorta, la nostra casa di riposo è riuscita a fornire un servizio prezioso di assistenza sociale e sanitaria, ma anche umana e spirituale alla cittadinanza locale ma anche al Polesine e alle provincie confinanti.
La situazione, dal punto di vista economico, ormai da alcuni anni, si è aggravata e l’Ente in questo ultimo periodo di “lockdown” si trova in grave difficoltà.
Le motivazioni sono molteplici, bisognerebbe tornare indietro di alcuni anni, scelte non sempre oculate fatte da precedenti amministrazioni, ma anche, la concorrenza con il privato accreditato che ha avuto il suo peso.
La Regione Veneto non sta facendo la sua parte; le difficoltà che stanno affrontando tutte le IPAB del Polesine e non solo, sono da reputare ad una riduzione nel complesso delle impegnative sanitarie e della quota sanitaria non aggiornata da almeno una decina di anni, ed inoltre da una riforma delle IPAB ancora da realizzare.
Vani sono stati finora i tentativi, dell’opposizione politica, dei sindacati della funzione pubblica, dei comitati familiari, di convincere la Giunta Regionale Veneta a interessarsi dei problemi delle RSA pubbliche, in maniera concreta ed efficace.
Il nostro Comitato Familiari degli ospiti della Casa del Sorriso di Badia Polesine, di cui anch’io faccio parte, ha più volte attirato l’attenzione dei media, facendo conoscere anche nel dettaglio la difficoltà in cui versa l’Ente.
Abbiamo coinvolto la popolazione locale, che si è mostrata interessata e preoccupata nello stesso tempo.
Siamo riusciti ad ottobre dell’anno scorso a parlare direttamente con l’Assessore ai Servizi Socio Sanitari e Assistenziali della Regione, Dott.ssa Manuela Lanzarin.
La quale ci ha fornito informazioni che ci facevano ben sperare per la soluzione dei problemi che versano le IPAB del Veneto.
Ma, ad oggi, quelle promesse non hanno dato alcun esito, anzi, la situazione si è aggravata maggiormente; I familiari degli ospiti si sono visti aumentare in due anni le rette in maniera considerevole sia a libero mercato sia per chi è in convenzione.
Ad ottobre dell’anno scorso il CDA della Casa del Sorriso ha portato la retta a libero mercato a circa 3000 euro al mese, mettendo in difficoltà molte famiglie e impedendo, di fatto, alle meno abbienti di entrare in struttura.
E’ una situazione che ritengo e riteniamo inaccettabile, occorre che la Regione Veneto intervenga al più presto se non vuole che molte case di riposo, compreso la nostra, abbiano un destino infausto.
La politica a livello locale e non solo, deve fare il possibile per aiutare la nostra Casa di riposo affinché continui a sorridere ancora per molti anni.
Badia Polesine 16- 06- 2020
Il Coordinatore del Comitato Familiari della Casa del Sorriso
15.6.20
"Scuola di Medicina a Treviso... e meno risorse per l’assistenza sanitaria dei cittadini"
Così il Coordinamento Veneto Sanità Pubblica sulla proposta del governatore Zaia
15/06/2020 - 10:46
Come cittadini veneti e membri di comitati di difesa del Servizio Sanitario Pubblico, ci sentiamo in dovere ed in diritto di intervenire in merito alla proposta del governatore Zaia di istituire l’intero corso della Scuola di Medicina nella “sua Treviso”.
Tale richiesta che sembra ad una prima lettura assolutamente condivisibile ha però un grave “difetto” : il denaro per finanziare il Corso universitario e le strutture viene sottratto a quello destinato dallo Stato alla realizzazione dei LEA, cioè all’ Assistenza sanitaria dei cittadini.
Allora ci chiediamo : perché distogliere risorse destinate all’ Assistenza sanitaria per creare nuovi corsi quando è noto universalmente che non sono le Facoltà di medicina a scarseggiare?
Per avere più medici basta aumentare il numero degli ammessi, aumentare le Borse di studio delle Scuole di Specializzazione e soprattutto indire concorsi ed assunzioni nel Sistema Sanitario Pubblico.
Sembra abbastanza fondato il dubbio che queste risorse milionarie vengano tolte alla medicina pubblica per favorire la medicina privata e crediamo che sia obbligatorio e doveroso insorgere contro questa tendenza.
Purtroppo si ha la netta sensazione che la programmazione sanitaria nel Veneto non si basi sulla analisi dei bisogni e sulla valutazione delle risorse disponibili, ma sia indirizzata spesso da interessi di campanile se non vogliamo usare la parola clientelismo politico.
Se la Giunta Regionale vuole migliorare l’assistenza sanitaria in Veneto esistono mezzi più economici ed efficaci che istituire nuovi corsi di laurea:
- Assumere personale sanitario medici, infermieri estremamente carenti in tutti gli ospedali e soprattutto nei servizi territoriali, diminuendo le liste di attesa e il ricorso ai privati
- Aumentare Posti Letto e ospedali di prossimità
- riorganizzare e potenziare i Distretti Sociosanitari e le Cure Domiciliari potenziando la Medicina Generale
per CoVeSaP (Coordinamento Veneto Sanità Pubblica):
Comitati Polesani per la difesa della salute (Rovigo)
Comitato per la difesa dell’Ospedale Fracastoro di San Bonifacio (Verona)
Comitato Sanità Pubblica Alto Vicentino (Vicenza)
Movimento per la difesa della Sanità Pubblica Veneziana (Venezia)
Comitato Alta Padovana (Padova)
Comitato S.O.S S. Antonio (Padova)
5.6.20
Ospedale di Trecenta, la ripresa misteriosa. No a un’ulteriore potatura dei rami del San Luca
- 11 maggio, ”Rovigo in diretta” il dottor Compostella avrebbe dichiarato che il San Luca si avviava alla normalità;
- 12 maggio: si stava valutando il ritorno del Punto di primo soccorso a PRONTO SOCCORSO;
- 18 maggio abbiamo sentito un altro vago “gradualmente si sta tornando alla normalità”;
- il 25 maggio:nei prossimi giorni daremo informazioni puntuali.
Per il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Lucala portavoce - Jenny Azzolini
29.4.20
Morti Covid, tutte le bugie in Europa. Ecco i dati reali
Ogni giorno tutti i Paesi d’Europa (e non solo) comunicano i bollettini ufficiali con contagi e decessi. Ma, in particolare sul numero di vittime, quanto sono davvero attendibili Italia, Spagna, Regno Unito, Francia, Svezia, Svizzera e Paesi Bassi? Per la Germania e il Belgio non è possibile saperlo, perché non comunicano ancora i dati necessari a scoprirlo. In base alle statistiche ufficiali, oggi l’Italia è il Paese europeo più colpito dopo la Spagna. Il drammatico bilancio delle vittime, ormai intorno alle 27 mila, è addirittura il più alto. Per capire, però, il reale impatto del virus sul nostro Paese rispetto al resto d’Europa bisogna sapere chi dice davvero la verità e quanto è ridimensionato il numero dei decessi.
...
Leggi l'articolo completo
26.4.20
Crisanti a TPI: “Le donne si negativizzano prima. Il Veneto si è salvato perché abbiamo blindato gli ospedali”
Segnalo questa lunga e interessante intervista al prof. Andrea Crisanti dell'università di Padova.
Luca Zaia lo chiama "l'uomo dei tamponi": è a lui che ha affidato l'esperimento di Vo' Euganeo, dove sono stati sottoposti a test tutti i cittadini. "L'ho chiamato e mi ha dato subito fiducia", racconta il professore. Che poi spiega la particolarità del Coronavirus: "Si infettano i neonati, ma non i bambini fino a 10 anni". L'intervista di Selvaggia Lucarelli
4.4.20
Ulss 5, ancora pochissimi i tamponi eseguiti in Polesine
I positivi potrebbe essere molti di più
In un precedente post "Covid-19, nell'Ulss 5 eseguiti solo 308 tamponi a fronte di 1.334 casi sospetti. Polesani cittadini di serie Z, come Zaia" ho pubblicato il bollettino dell'Ulss 5 sulla situazione dell'infezione da Covid-19 alla data del 18 marzo 2020, alle ore 12.00.
Mettevo in evidenza che a fronte di 860 persone in isolamento domiciliare e di altre 474 in sorveglianza attiva, per un totale di 1.334 casi sospetti, l'Ulss 5 avesse eseguito soltanto 308 tamponi, mentre nel resto del Veneto erano 32mila.
All'epoca i contagiati erano 55 nell'intera provincia.
Pubblico ora i medesimi dati alla data del 3 aprile 2020, alle ore 12.30 (vedi bollettino Ulss)
- Persone in isolamento domiciliare 1.792
- Persone in sorveglianza attiva 613
- Totale casi sospetti 2.405
- Tamponi eseguiti nella provincia 1.555
- Contagiati 181
I tamponi eseguiti in Veneto alle ore 17.00 del 3 aprile sono 126.490 (vedi tabella della protezione civile).
Ora io mi rendo conto che nelle altre province l'elevato numero di contagiati richieda una gran quantità di tamponi, ma in Polesine il numero di quelli eseguiti è così basso da far temere che, in realtà, i positivi siano di gran lunga di più.
2.4.20
L'ospedale "San Luca" non ha più un vero pronto soccorso
Con la trasformazione dell'ospedale di Trecenta in hub Covid-19 per la provincia di Rovigo viene inspiegabilmente trasformato anche il pronto soccorso, ora declassato a punto di primo intervento di base.
Eppure era già stato individuato un percorso dedicato ai pazienti Covid, perché togliere all'ospedale la piena funzionalità del pronto soccorso?
Una decisione non determinata dalla temporanea trasformazione in ospedale Covid, che ora lascia l'altopolesine privo di un vero pronto soccorso.
- Ripristino Integrale della funzionalità del Pronto Soccorso di Adria, attività che era stata rimodulata dal 9 marzo 2020;
- Trasformazione del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Trecenta in “Punto di Primo Intervento di Base” e cioè come:
- Base medicalizzata di soccorso territoriale
- Assistenza alle persone che si presentano spontaneamente
- Stabilizzazione e trasporto di pazienti al pronto soccorso di riferimento
- Diagnostica di base per screening delle patologie maggiori
- Erogazione di prestazioni sanitarie minori
L'Ulss e l'amministrazione regionale non hanno ancora preso alcun impegno circa il ripristino dei reparti e dei servizi una volta che sarà superata l'emergenza Covid-19.
31.3.20
COVID-19, ecco quando si azzereranno i contagi. Le previsioni regione per regione
Uno Studio pubblicato ieri dall'Istituto Einaudi (Einaudi Institute for Economics and Finance - Eief) si propone di stimare le variazioni quotidiane del contagio e la loro evoluzione nel tempo.
L’intento è quello di formulare le prime proiezioni attendibili sulla data nella quale l’Italia arriverà a raggiungere quota zero nei nuovi contagi registrati.
Alcune regioni sembrano già più avanti di altre: in Trentino-Alto Adige, per esempio, la soglia di ZERO nuovi contagi dovrebbe essere raggiunta il 6 aprile, in Basilicata il giorno seguente, in Valle d’Aosta il giorno dopo ancora, mentre in Puglia ci si dovrebbe arrivare il 9 aprile. Per le regioni più colpite d’Italia potrebbe invece volerci più tempo. In base alle estrapolazioni, il Veneto e il Piemonte arriverebbero al giorno-zero tra il 14 e il 15 aprile, la Lombardia il 22 aprile e l’Emilia-Romagna il 28 aprile. Per il Lazio la direzione di marcia indica un obiettivo al 16 aprile, pochi giorni prima di Calabria e Campania.
Attenzione, tali previsioni hanno un senso solo se le misure restrittive verranno rispettate e fatte rispettare: infatti, sempre nel grafico si può notare come alla riapertura della vita civile ed economica potrebbero presentarsi nuovi scenari, rappresentati dalle aree colorate di azzurro; si potrà dunque verificare un nuovo aumento controllato di contagi, oppure un nuovo pericoloso boom. Sta a noi e ai Governi decidere la strada più corretta.
Scarica la sintesi in italiano
Scarica la versione integrale in inglese
28.3.20
Combattere COVID-19 in Italia: etica, logistica e terapie dalla linea del fronte dell'epidemia
traduzione Dr. Simone Sbrenna, MD, PhD, medico convenzionato SSN
Introduzione a cura del Dr. Simone Sbrenna
Con un articolo sul prestigioso New England Journal of Medicine, la Dr.ssa Lisa Rosenbaum, cardiologa di Boston, Massachusetts, invita la comunità scientifica a non negare l’evidenza: a fronte di risorse ospedaliere limitate, l’epidemia da COVID-19 mette ogni giorno i medici italiani nella condizione di dover scegliere quali pazienti salvare e quali lasciar morire. Come il diritto al lavoro, anche il diritto alla salute (riconosciuto all’articolo 32 dalla Costituzione italiana come diritto fondamentale dell'individuo) è ormai lettera morta, essendo stato sacrificato sull’altare del pareggio di bilancio. In altre parole, l’obiettivo perseguito dal sistema sanitario nazionale non è più quello di tutelare la salute dei cittadini, ma di contenere la spesa sanitaria. Oltre ad auspicare la massima trasparenza su ciò che sta accadendo in Lombardia per ottenere maggiore cooperazione dalla popolazione (concetto condivisibile), la dr.ssa Rosenbaum insiste sul fatto che la scarsità delle risorse sia un dato di fatto ineludibile e non una precisa scelta di politica economica (concetto su cui vale la pena, invece, di riflettere). Dunque la giusta domanda da porsi forse non è “quale di questi due pazienti è più etico salvare?”, bensì “cosa ha reso impossibile salvarli tutti e due?”.
Scarica l'articolo originale in formato pdf
23.3.20
Inquinamento da polveri sottili e diffusione del Coronavirus
Una prima analisi sulla diffusione del Covid-19 in relazione ai superamenti dei limiti dei PM10
Commenti a questo e altri studi:
Coronavirus e inquinamento, ecco come stanno davvero le cose
Coronavirus e ambiente. L'INQUINAMENTO può favorire IL CONTAGIO e la virulenza del COVID-19
Coronavirus: l'inquinamento ha aperto la strada alla diffusione dell'infezione
18.3.20
Covid-19, nell'Ulss 5 eseguiti solo 308 tamponi a fronte di 1.334 casi sospetti. Polesani cittadini di serie Z, come Zaia
Incomprensibile il comportamento dell'Ulss 5 Polesana
Questo è il bollettino dell'Ulss 5 sulla situazione dell'infezione da Covid-19 alla data di oggi, 18 marzo 2020, alle ore 12.00.
A fronte di 860 persone in isolamento domiciliare e di altre 474 in sorveglianza attiva, per un totale di 1.334 casi sospetti, l'Ulss 5 ha eseguito soltanto 308 tamponi.
Ma come? Dove sono andati a finire i 32.000 tamponi che la regione dichiara di aver eseguito fino a due giorni fa? Dappertutto ma non qui in Polesine.
Al 13 marzo, in questa Ulss, erano stati eseguiti soltanto 185 tamponi con 23 casi positivi (vedi precedente post). Il presidente della giunta regionale ha dichiarato che da lunedì scorso i tamponi giornalieri sarebbero passati da 2.000 a 15.000 e questa decisione è stata sbandierata in tutte le sedi, il Veneto è diventato un modello da seguire.
Ora i casi sono due, o è stata tutta propaganda oppure i polesani sono cittadini di serie Z, come Zaia.
Intanto i positivi sono raddoppiati in due giorni.
16.3.20
Coronavirus. COME SI COMBATTE IN MODO EFFICACE UN’EPIDEMIA? Uno studio del Dr. Simone Sbrenna di Badia Polesine
Dal link sotto riportato è possibile scaricare un elaborato del Dr. Simone Sbrenna, Medico di Medicina Generale con ambulatorio in Badia Polesine.
Il documento è soggetto alla seguente licenza Creative Commons:
Si tratta di un lavoro specialistico che, infatti, è stato inviato alla direzione sanitaria dell'Ulss 5 quale contributo alla lotta contro il contagio da Covid-19. Tuttavia, per i lettori più interessati, può essere comunque comprensibile e di notevole interesse.
Nel testo sono linkate le fonti utilizzate.
Riporto qui le conclusioni.
- L’epidemia da COVID-19 non è una “banale influenza stagionale” ed è gravata da una significativa mortalità, specie nelle fasce più anziane della popolazione.
- Come risulta evidente da quanto visto finora, il modo più efficace per contrastare l’epidemia è eseguire un elevato numero di tamponi naso-faringei per diagnosticare precocemente i sospetti contagiati e di isolarli.
Scarica il testo integrale in formato pdf
AGGIORNAMENTO
Intervista al Dr. Simone Sbrenna, Il Resto del Carlino 24 marzo 2020
15.3.20
Coronavirus, i casi positivi in provincia di Rovigo aumentano ancora
da RovigoOggi.it
Segnalo questo articolo di RovigoOggi.it pubblicato il 14 marzo 2020, perché ci permette di rilevare un dato che mi pare significativo.
L'Ulss 5 Polesana, dall’inizio dell’emergenza, ha eseguito soltanto 185 tamponi.
Una quantità irrisoria se rapportata al totale di quelli esaminati nel Veneto oltre 32.000 a oggi.
Domanda: se nella provincia di Rovigo avessimo fatto 1.850 tamponi, dieci volte di più, i positivi sarebbero ancora 23?
14.3.20
Coronavirus. Le risorse disponibili per avere informazioni sicure
Per ottenere informazioni certe sullo stato del contagio, sulla mortalità e sulle guarigioni, segnalo alcune risorse di semplice consultazione.
Innanzi tutto il sito del ministero della salute http://www.salute.gov.it/portale/home.html cliccando sul banner in evidenza dedicato al nuovo coronavirus
Si accederà così alla sezione Notizie, e attendere che compaia, ad es. Covid-19: i casi in Italia alle ore XX del XX marzo per accedere al bollettino del giorno prima. Subito sotto, alla voce Consulta Tabelle è possibile visualizzare la Situazione in Italia e la Ripartizione per province alla stessa data.
Ancora più sotto, alla sezione Vai è possibile cliccare su Mappa della situazione in Italia per accedere ai dati elaborati dalla Protezione civile. Molto interessante.
Dalla parte in basso a destra, sezione Download dati: è possibile scaricare, in vari formati, tutte le informazioni utili sulla diffusione del contagio. Lo storico delle rilevazioni rimane disponibile.
La raccolta dei provvedimenti urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 è disponibile sul sito della Gazzetta Ufficiale a questo link: https://www.gazzettaufficiale.it/dettaglioArea/12
13.3.20
Covid-19. A proposito dell'ospedale San Luca, della terapia intensiva e degli ospedali privati convenzionati
Coronavirus, i casi in Veneto per provincia e per comune
Alle ore 7.30 di oggi 13 marzo 2020
16 casi in polesine: Rovigo, Adria e Lendinara con 3 casi ciascuno; Corbola 2; 1 nei comuni di Badia Polesine, Ceneselli, Ficarolo, Lusia e Salara
9.3.20
Coronavirus, Zaia nel caos. Prima chiede che tutto il Veneto sia zona rossa e poi protesta. Infine cambia nuovamente idea e plaude al governo
![]() |
| La nuova zona arancione (Corriere della Sera, 8 marzo 2020) |
Governatori, si fanno chiamare così i presidenti delle giunte regionali!
A noi, in Veneto, ne è capitato uno che contraddice se stesso. In dialetto, da queste parti, si direbbe: ora da ovi, ora da latte.
Pochi giorni fa chiedeva che tutta la regione fosse considerata zona rossa (si veda il Resto del Carlino del 4 marzo) ora che tre province vengono inserite nella nuova zona arancione (vedi Dpcm dell'8 marzo) sbraita per chiederne la revoca.
Rimango del parere che "Il federalismo è una cagata pazzesca". L'autonomia regionale ancor di più.
--------
Aggiornamento del 10 marzo 2020
In seguito al DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 9 marzo 2020, in vigore da oggi, che estende le norme a tutta Italia, Zaia cambia ancora idea e plaude alle misure restrittive. Insomma, è nella confusione più completa.
5.3.20
Corona virus, attivo il numero verde regionale per il Veneto: 800462340
In caso di dubbi o sospetti chiamate il numero verde regionale 800462340, in caso di sintomi non andate in ospedale ma chiamate il 118!
Seguire costantemente i canali social regionali https://www.facebook.com/RegionedelVeneto
https://twitter.com/RegioneVeneto e i comunicati stampa con oggetto "Coronavirus"
(fonte: sito web della Regione Veneto)






















