Come non bastassero i tagli subiti dall'Ulss 18 nel 2013 la Regione Veneto chiede una riduzione della spesa per altri 8 milioni di euro nel triennio 2014-2016.
L'Ulss dovrà ridurre la spesa farmaceutica, quella per dispositivi medici, l'assistenza integrativa, la medicina convenzionata e l'assistenza ospedaliera.
Gli ospedali di Rovigo e Trecenta, entro il 2014, dovranno tagliare numerosi posti letto per effetto del piano socio sanitario regionale.
Già in questi mesi abbiamo registrato una drastica riduzione degli esami del campo visivo, l'allungamento dei tempi d'attesa (un anno) per le visite osteorticolari, il gravissimo ritardo dei referti dello screening mammografico. Abbiamo visto la riduzione dei fondi per ausili agli invalidi civili.
Con questi ulteriori tagli quali altri danni dovrà subire la nostra salute?
Leggi l'articolo del Gazzettino di mercoledì 3 settembre 2014.
3.9.14
31.8.14
Ulss 18, i referti delle mammografie in ritardo di due mesi
Vanificato lo screening. Ancora una volta carenza di personale
L'Ulss
di Rovigo sta da tempo invitando la popolazione femminile allo
screening mammografico. Scopo dello screening è individuare il tumore alla mammella in fase precoce, aumentando sensibilmente la
possibilità di guarigione.
Ebbene,
le mammografie vengono fatte ma i referti no! O meglio, vengono
consegnati con due mesi di ritardo. Vi immaginate l'ansia delle
donne? E se poi l'esame fosse positivo per neoplasia?
Lo
screening viene attuato per prevenzione e diagnosi precoce, che senso
ha eseguire le mammografie e poi ritardare di due mesi il referto con
l'esito dell'esame? Un fallimento!
Dopo gli incredibili ritardi per le visite osteorticolari e le liste d'attesa per l'esame del campo visivo, ancora
una volta la causa va ricercata nella carenza di personale. Per
l'intera Ulss, ospedali di Rovigo e Trecenta, ci sono due soli
radiologi impegnati per questa attività, un numero chiaramente
insufficiente.
25.8.14
Appalto per mense, due rodigini nei guai
Da Il Resto del Carlino, sabato 23 agosto 2014
Nell'inchiesta sulla Serenissima finiscono Pietro Girardi e Alberto Sichirollo
Serenissima Ristorazione rifornisce anche gli ospedali Rovigo e Trecenta. Era direttore generale Adriano Marcolongo nel 2007: affidato il servizio alla Serenissima fino al 31 dicembre 2017. Dieci anni!
Leggi l'articolo del Gazzettino.
I pasti possono essere confezionati anche cinque giorni prima del consumo. E infatti molti degenti si lamentano della qualità del cibo ricevuto.
Da mesi i dipendenti della Serenissima subiscono cassa integrazione e riduzione dell'orario di lavoro.
Nell'inchiesta sulla Serenissima finiscono Pietro Girardi e Alberto Sichirollo
Serenissima Ristorazione rifornisce anche gli ospedali Rovigo e Trecenta. Era direttore generale Adriano Marcolongo nel 2007: affidato il servizio alla Serenissima fino al 31 dicembre 2017. Dieci anni!
Leggi l'articolo del Gazzettino.
I pasti possono essere confezionati anche cinque giorni prima del consumo. E infatti molti degenti si lamentano della qualità del cibo ricevuto.
Da mesi i dipendenti della Serenissima subiscono cassa integrazione e riduzione dell'orario di lavoro.
21.8.14
Osteoporosi, visita fissata nell'agosto dell'anno prossimo
Da Il Gazzettino, giovedì 21 agosto 2014
«Primo posto libero il 7 agosto 2015». Probabilmente se lo sarà fatta ripetere due volte la signora altopolesana che si è sentita fissare la propria visita osteoarticolare a più di un anno di distanza al San Luca di Trecenta. Nessuno si aspetta un rinvio tanto lontano per un problema sanitario che dovrebbe trovare risposte, se non definitive per lo meno rapide e tranquillizzanti.
Invece, ci risiamo e spunta un ennesimo caso di sanità "lumaca" che si ripercuote sulla pelle dell'utenza. La signora a metà giugno aveva fatto richiesta di un esame per l'osteoporosi con regolare impegnativa del proprio medico di fiducia ma la struttura pubblica non ha potuto fare di meglio che darle l'arrivederci all'agosto dell'anno che verrà.
A parte essere stata costretta a rivolgersi a una struttura privata che affronterà il suo caso il 2 settembre, previo pagamento della prestazione sanitaria, la paziente altopolesana non ha fatto mistero delle proprie perplessità sulle carenze di un sistema sanitario pubblico che rallenta e penalizza l'utenza. Lamentele che hanno fatto scattare la protesta anche dell'assessore provinciale alla Salute Guglielmo Brusco, specchio, a suo dire, del piano inclinato sul quale sta scivolando la sanità polesana fin troppo indulgente verso la concorrenza economica e d'immagine rappresentata dalle strutture private. «Che senso ha - sottolinea Brusco - allontanare la propria utenza perché strutture e personale sono sottoutilizzati o non funzionanti? Al San Luca l'esame dell'osteoporosi si fa per qualche ora solo un giorno la settimana, salvo doversi rivolgere alla libera professione».
Scarica l'articolo.
«Primo posto libero il 7 agosto 2015». Probabilmente se lo sarà fatta ripetere due volte la signora altopolesana che si è sentita fissare la propria visita osteoarticolare a più di un anno di distanza al San Luca di Trecenta. Nessuno si aspetta un rinvio tanto lontano per un problema sanitario che dovrebbe trovare risposte, se non definitive per lo meno rapide e tranquillizzanti.
Invece, ci risiamo e spunta un ennesimo caso di sanità "lumaca" che si ripercuote sulla pelle dell'utenza. La signora a metà giugno aveva fatto richiesta di un esame per l'osteoporosi con regolare impegnativa del proprio medico di fiducia ma la struttura pubblica non ha potuto fare di meglio che darle l'arrivederci all'agosto dell'anno che verrà.
A parte essere stata costretta a rivolgersi a una struttura privata che affronterà il suo caso il 2 settembre, previo pagamento della prestazione sanitaria, la paziente altopolesana non ha fatto mistero delle proprie perplessità sulle carenze di un sistema sanitario pubblico che rallenta e penalizza l'utenza. Lamentele che hanno fatto scattare la protesta anche dell'assessore provinciale alla Salute Guglielmo Brusco, specchio, a suo dire, del piano inclinato sul quale sta scivolando la sanità polesana fin troppo indulgente verso la concorrenza economica e d'immagine rappresentata dalle strutture private. «Che senso ha - sottolinea Brusco - allontanare la propria utenza perché strutture e personale sono sottoutilizzati o non funzionanti? Al San Luca l'esame dell'osteoporosi si fa per qualche ora solo un giorno la settimana, salvo doversi rivolgere alla libera professione».
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Centro cottura Serenissima, danni per 12 milioni: 40 manager sotto accusa
Fonte: Il Mattino di Padova 21 agosto 2014
La Corte dei Conti: irregolarità nell’appalto alla Serenissima Ristorazione. Coinvolti nell’inchiesta 40 dirigenti di Azienda ospedaliera, Iov, Usl 16. Tra loro anche l'ex dg Adriano Cestrone che si difende: "Tutto regolare. In Italia prima ti sputtanano e poi si fa l'inchiesta"
di Cristina Genesin
La Corte dei Conti: irregolarità nell’appalto alla Serenissima Ristorazione. Coinvolti nell’inchiesta 40 dirigenti di Azienda ospedaliera, Iov, Usl 16. Tra loro anche l'ex dg Adriano Cestrone che si difende: "Tutto regolare. In Italia prima ti sputtanano e poi si fa l'inchiesta"
di Cristina Genesin
PADOVA. È la fine del gennaio 2010 quando il vicentino Mario Putìn (attenzione all’accento sulla “i”) inaugura a Boara Pisani il grande centro di cottura del suo impero, Serenissima Ristorazione, in grado di sfornare 30 mila pasti al giorno con il sistema cook&chill, ben 4.500 metri quadrati di struttura coperta per un investimento di 20 milioni di euro. Sfoderando un divertito sorriso, lo affianca l’amico di sempre, l’ex doge veneziano Giancarlo Galan, per tre lustri capo indiscusso del sistema di potere nordestino destinato a legare imprenditori e politica: «Anche noi abbiamo il nostro zar Pùtin», ironizza l’ex governatore, calcando stavolta l’accento sulla “u” raccontano ancora oggi i presenti. Vecchi tempi. Adesso quel centro di cottura è al centro di un’inchiesta della procura della Corte dei Conti del Veneto che ha contestato un danno erariale di 12 milioni e 674 mila euro complessivi a una quarantina fra ex manager della sanità pubblica padovana, in testa il trevigiano Adriano Cestrone, fedelissimo di Galan, già direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Padova e poi anche dell’Usl 16, con il professor Pier Carlo Muzzio, l’ex dg dell’Istituto oncologico del Veneto con sede a Padova (Iov) che aveva patteggiato per corruzione nell’ambito della Tangentopoli dei farmaci con l’allora ministro De Lorenzo e l’ex direttore Duilio Poggiolini, e un lungo elenco tra dirigenti, funzionari, persino legali e commercialisti in qualità di componenti dei colleghi sindacali dell’Azienda ospedaliera, dello Iov e dell’Usl 16 sempre della città del Santo.
Tra loro il commercialista di fiducia di Galan, il padovano Paolo Venuti, finito in cella per le tangenti legate allo scandalo Mose. Il quarantunesimo indagato risultava l’ex dg dell’Usl 16 Fortunato Rao, morto il 28 settembre 2011 (e rimpiazzato per un anno da Cestrone alla guida dell’ente). Tutti sono finiti sotto accusa per aver benedetto, con un atto o un parere tecnico, l’affidamento interaziendale della fornitura pasti (a favore di Azienda ospedaliera, Usl 16 e Iov) alla vicentina Serenissima Ristorazione per nove anni, al di fuori di qualsiasi gara d’appalto. Ovvero con il singolare metodo della trattativa privata. Un metodo a suo tempo già contestato dall’Avcp, l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture oggi denominata Autorità anticorruzione. Niente da fare: l’avvertimento dell’organismo è caduto nel vuoto. Gli enti sanitari (capofila l’Azienda ospedaliera capitanata da Cestrone) sono andati avanti, pronti ad accollare al “pubblico” il costo di quel centro di cottura di proprietà di un imprenditore privato (lo “zar” delle mense Mario Putìn). Con il meccanismo del pagamento della quota di ammortamento del centro stesso. In pratica è come se un privato (in questo caso, gli enti sanitari padovani) decidesse di pagare per un tot di anni un mutuo mensile con l’obiettivo di acquistare una macchina. Solo che, alla fine, quella macchina resterà di proprietà del concessionario e non di chi ha pagato.
Pasti giornalieri a minor costo? Niente affatto. Gli enti sanitari si sono ritrovati a pagare di più il pasto giornaliero (14,54 euro il pasto per degenti adulti) e (14,25 euro il pasto per degenti bambini) contro gli 11,93 previsti, per un danno erariale pari a 4,8 milioni di euro calcolato tra il 2010 e il 2014 .
L’inchiesta. In seguito a ben tre esposti firmati dall’allora segretario della Cgil di Padova Ilario Simonaggio, sono scattati gli accertamenti della procura della Corte dei Conti supportata dal lavoro delle Fiamme Gialle. Nei giorni scorsi la relazione di conclusione dell’indagine di 24 pagine sottoscritta dal viceprocuratore generale, Alberto Mingarelli, che ha individuato otto profili di danno erariale destinati, insieme, a formare la cifra milionaria contestata con peso diverso agli inquisiti. Di quei 12 milioni e 674 mila euro, ben 8 milioni e 379 mila sono a carico di vertici amministrativi, membri del collegio sindacale, funzionari e collaboratori dell’Azienda ospedaliera intervenuti nella trattativa con Serenissima fra il 2007 e il 2010; 379 mila risultano a carico dei vertici dello Iov; altri 3,93 milioni di euro in capo ad amministratori e sindaci dell’Usl 16. All’attuale dg dell’Usl 16, Umberto Brazzale (ente capofila all’epoca dei fatti), è arrivata la richiesta di spedire l’avviso di messa in mora per bloccare i termini di prescrizione del procedimento che ora va avanti.
Le accuse. Pesante la relazione della procura della Corte dei Conti: «Serenissima ha avuto l’attribuzione del servizio a trattativa privata con utilizzo del tutto ingiustificato della proroga contrattuale, oltre all’accollo da parte delle aziende pubbliche della costruzione di un centro di cottura destinato a rimanere di proprietà della società stessa. Tale decisione, che comporta l’assunzione da parte degli istituti padovani di una quota mensile di ammortamenti da pagare a Serenissima, è da ritenersi per molti aspetti illecita, viziando di nullità l’appalto per contrarietà a norme imperative, come ha evidenziato anche l’Avcp». C’è ben altro: «Oltre alla violazione dei principi di par condicio e di concorrenza, non è stata prevista nessuna forma di controllo delle fasi di realizzazione del centro di cottura, qualificata nel contratto come onere dell’appaltatore al fine di disporre dei mezzi per l’esecuzione del servizio. Non è stato nominato neanche un responsabile del procedimento... Le aziende si sono precluse ogni controllo». Tra i profili contestati, oltre ai 5 milioni di euro per il costo del centro, la mancata applicazione di una penale a carico di Serenissima per aver ritardato di un anno l’avvio del servizio, l’omessa vigilanza sulla sostituzione obbligatoria di attrezzature non adeguate, l’omessa riscossione di fatture a carico di Serenissima.
La difesa. «Non sono a conoscenza di nulla di concreto per il momento, sono in ferie e ritengo che sia il solito sistema di questo Paese dove prima si sputtana la gente sui giornali e poi si fa luce». Spiega così l'ex direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Padova Adriano Cestrone coinvolto in un'indagine della Corte dei Conti di Venezia durata cinque anni. Lui e altri 40 manager della sanità sarebbero accusati di aver concesso appalti irregolari per la fornitura dei pasti in ospedale a favore della Serenissima. Accanto a Cestrone compaiono anche i nomi di Pier Carlo Muzio, ex dg dello Iov, e Paolo Venuti, commercialista di Giancarlo Galan, l' ex governatore del Veneto già arrestato nell'inchiesta Mose. Il danno creato da questi appalti irregolari supererebbe i 12 milioni di euro. «Per me le cose sono state fatte regolarmente - continua Cestrone - non è vero che è stato dato l'appalto in maniera diretta, abbiamo fatta la gara, tutto secondo procedura. Io non posso contestare cose che non so, contesto di sapere dai giornali queste cose. Di certo ho la coscienza assolutamente pulita, ho tutto fatto in maniera trasparente nell'interesse collettivo e so che quel fascicolo è stato preso varie volte in mano e non è successo niente. Purtroppo è il classico modo di fare sudamericano». «Quando ero dg avevo già consegnato tutta la documentazione alla Guardia di finanza - conclude - poi non so cosa sia successo. Di certo darò tutto al mio avvocato e vedremo quanto costerà questa cosa allo Stato e vedremo anche alla fine chi avrà ragione».
Zaia: "Fare chiarezza". «Nell'interesse dei veneti e delle persone coinvolte, mi auguro che, considerata anche la delicatezza del caso, nel più breve tempo possibile sia fatta massima chiarezza sulla vicenda». Lo afferma il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.
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8.8.14
Ulss 18. Ormai all'osso i fondi per gli ausili agli invalidi civili
Decine di domande per la fornitura di carrozzine attendono di essere accolte.
Praticamente esaurito il fondo per la fornitura di ausili ai disabili.
Quando ci diranno la verità? Quando ci
diranno che quello che conta sono solo i maledetti conti di bilancio?
E quando che l'Ulss 18 non ha altra priorità che ripianare il
disavanzo accumulato negli anni scorsi?
Quando la finiranno di definire la
sanità veneta un'eccellenza in Italia?
L'importante è apparire in televisione
e far propaganda. Da settant'anni sappiamo che una menzogna ripetuta
cento volte diventa verità.
È insopportabile che manchino i soldi
per queste persone e che, nello stesso tempo, il presidente della
giunta regionale Zaia e il suo assessore alla sanità Coletto si
vantino di aver realizzato un avanzo di amministrazione. Ma come: si
tengono soldi in cassa e si lasciano i disabili senza carrozzina?
Questo sarebbe il buon governo?
Hanno una sola fortuna. Che le persone
in difficoltà fanno cento volte più fatica ad organizzarsi, ad
avere le informazioni che servono, a trovare un appoggio nelle
istituzioni, a veder riconosciuti i propri diritti, a trovare
attenzione nei mezzi di informazione.
Approfittano di questo Zaia e Coletto.
2.8.14
Campo visivo. L'Ulss ci mette una pezza ma piccina piccina
Il caos conseguente alla riduzione del personale impegnato dall'Ulss 18 per l'esecuzione dell'esame del campo visivo ha trovato una parziale soluzione, molto parziale.
Nel post Bloccate le prenotazioni del campo visivo all'ospedale di Trecenta abbiamo dato conto della situazione di crisi creata all'ospedale di Trecenta dal blocco delle prenotazioni del campo visivo. Successivamente il problema si è esteso all'ospedale di Rovigo, vedi il post Campo visivo, bloccate le prenotazioni anche a Rovigo, dove si sono riversate tutte le nuove richieste e le liste d'attesa. A conclusione del post chiedevo: "Ma chi ha preso queste decisioni? Chi ne è responsabile? E che cosa sta facendo la direzione dell'Ulss per risolvere il problema?"
Alle prime due domande non è stata data risposta, alla terza, a quanto pare si. Per due lunedì al mese ci sarà la presenza dell'ortottista al "San Luca", in aggiunta alla presenza settimanale che era rimasta dopo la "riorganizzazione" di giugno. Ma la perdita, in termini di servizio, è netta. Questa non è una soluzione, è un espediente per dare l'illusione che qualcosa si fa. Una pezza piccina piccina.
Questo problema e altri di cui parlerò nei prossimi giorni, danno il senso di una sanità allo stremo. Incapace di trovare le risorse anche minime per far fronte a servizi essenziali. Una sanità pubblica alla canna del gas.
Eppure, a leggere i giornali, la sanità veneta è l'eccellenza d'Italia. Il Veneto sarebbe la regione numero uno, con un bilancio sanitario addirittura in attivo. Il presidente Zaia e l'assessore Coletto gonfiano il petto e, rivolti ai sani, a quelli cioè che dei servizi sanitari non hanno bisogno, affermano di aver raggiunto questo risultato, per il quarto anno consecutivo, «senza tagliare servizi indispensabili alla gente».
27.7.14
Veneto, ancora tagli al fondo per la non autosufficienza
Tagli alla domiciliarità, alla disabilità e alle case di riposo
La giunta regionale si tiene quasi 30 milioni a disposizione
Sanità senza pace. La Giunta regionale applica il riparto sanitario alle aziende sanitarie del Veneto e spuntano nuovi tagli. La delibera non è ancora stata pubblicata sul bollettino ufficiale ma lo anticipa Claudio Sinigaglia, Pd, vice presidente della quinta commissione consiliare (sanità e servizi sociali) al Mattino di Padova.La giunta ha deciso senza acquisire il prescritto parere della commissione e questo potrà dare luogo a un ricorso al tribunale amministrativo (Tar) del Veneto.
Sinigaglia: ««Nella giunta dell'8 luglio scorso Zaia ha approvato il riparto del fondo sanità per il 2014 senza chiedere il parere alla quinta commissione.» Il fondo per la non autosufficienza è diminuito di circa 30 milioni, che fanno pari con l'analoga cifra che la giunta si è riservata per progetti speciali.
Leggi l'articolo completo.
30.6.14
Ascolta, applaudi e taci
Comitato
altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso
Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel.
0425701126 – Cell. 3473490340
sito
internet: http://ospedaletrecenta.blogspot.it/
20
giugno 2014
Ascolta,
applaudi e taci
19
giugno, ostello di Sariano, incontro sul San Luca.
Io
ed altri componenti dello storico Comitato Altopolesano per il San
Luca abbiamo seguito con attenzione, non sempre con condivisione, gli
interventi.
Alla
fine, come portavoce del Comitato ho chiesto la parola, ma il signor Gallani
mi ha negato la possibilità di intervenire. Forse qualcuno che sa di
essere attaccabile per la sua storica indifferenza sulla difesa del
San Luca, aveva programmato il blocco
degli interventi.
È
la prima volta che mi succede di partecipare ad un convegno, chiedere
la parola e sentirmi dire no.
Pareva
utile intervenire, perché
la mattina, sul Gazzettino, un giornalista, annunciando l’incontro
di Sariano organizzato da un comitato di recente formazione,
affermava: “l’esistenza di due comitati può essere fonte di
perplessità e confusione negli utenti dell’ospedale”.
Per
evitare problemi agli utenti volevo ricordare in breve che il
Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca è nato nel 2004,
composto da cittadini – associazioni - assessori Lincetto e Furini
(cui allora è stata tolta la delega proprio perché impegnati per il
San Luca) e Bianchini.
Nel
tempo si è "evoluta" (si fa per dire) la gestione
pubblica, sono emersi nuovi problemi, ma il Comitato Altopolesano non
ha smesso l’impegno per la difesa della sanità pubblica in
generale e del San Luca in particolare.
La
storia è documentata da articoli di quotidiani e documenti
depositati anche in Regione.
A
Gallani e al suo comitato (?), a Laruccia e compagnia inoltre volevo
far presente che non possono sorvolare su problemi quali
finanziamenti regionali e sprechi regionali che hanno stretta
attinenza con i tagli previsti, quando chiedono servizi,
aggiornamento dell’organico con la nomina di primari che a loro sta
tanto a cuore e che hanno chiesto al direttore generale.
Suggerisco
pure la valutazione della democraticità negli incontri da loro
organizzati.
Per il Comitato
Altopolesano per il San Luca - la portavoce
Jenny Azzolini
19.6.14
Sprechi nell'Ulss 18. Indagini della guardia di finanza
Sprechi all'Ospedale di Trecenta, titola il Gazzettino di oggi. Ma si tratta di sprechi dell'intera Ulss 18 che, negli anni scorsi, è stata costretta da precise politiche regionali a privilegiare le convenzioni con le case di cura private a scapito della sanità pubblica
TRECENTA La Corte dei Conti ha affidato alle Fiamme Gialle la verifica di alcuni esposti presentati dal locale Comitato.
Sprechi al San Luca:
TRECENTA La Corte dei Conti ha affidato alle Fiamme Gialle la verifica di alcuni esposti presentati dal locale Comitato.
Sprechi al San Luca:
indagini della Finanza
C'è un fascicolo aperto alla Pro cura regionale della Corte dei conti di Venezia sull'ospedale San Luca. Un fascicolo di un'in dagine in fase istruttoria e per la quale è già stata delegata la Guardia di finanza di Venezia. Ha insomma trovato riscontro la segnalazione fatta dal Comitato dei cittadini per il San Luca, che ha nuovamente portato alla ribalta una situazione più volte lamentata dal vicepresidente della Provincia Guglielmo Brusco. Ossia un utilizzo - negli anni passati -di denaro pubblico per la sanità non rispettoso dei criteri della buona amministrazione.
....
Un tema che ben si innesta con la battaglia portata avanti dal Comitato dei cittadini per il San Luca, che si batte per evitare il ridimensionamento del nosocomio di Trecenta, punto di riferimento per l'Alto Polesine. Di qui la richiesta alla Corte dei conti di conoscere l'esito della segnalazione. La risposta è arrivata. L'ha fornita la dottoressa Francesca Garlisi, parlando a nome del viceprocuratore Alberto Mingarelli: l'indagine c'è ed è in pieno svolgimento.
18.6.14
Dentro l’ospedale San Luca
difendere il Servizio Sanitario Nazionale è nostro dovere
avere cure e assistenza è nostro diritto
avere cure e assistenza è nostro diritto
Vogliamo
invitare gli altopolesani a non lasciarsi andare
a profezie drammatiche per il San Luca, ma anche a difendere il
diritto alla salute e per questo
proponiamo
un esame dell’efficienza del nostro ospedale.
Prima
però suggeriamo
analisi attente delle responsabilità
istituzionali:
- Regione: stanzia i fondi per i servizi e decide le quote da assegnare al servizio sanitario pubblico e al privato convenzionato
- Direzione generale Ulss 18: ha il compito di perseguire gli obiettivi socio-sanitari posti dalla Regione, in condizioni di massima efficienza ed efficacia
- Sindaci: per i quali tutela e promozione della SALUTE e collaborazione con le altre istituzioni sono missioni fondamentali.
Parliamo
dei servizi:
- Sono attivi Pronto Soccorso, Radiologia, Medicina (qui però le schede prevedono una riduzione dei posti letto);
- c’è il servizio di Terapia Intensiva, che,oltre i 4 letti con monitoraggio singolo e centralizzato + 1 letto di stabilizzazione, ha una centrale di monitoraggio che registra i segnali provenienti da 4 letti in medicina (2 reparto femminile e 2 reparto maschile) e dai letti monitorizzabili in chirurgia multidisciplinare e in ostetricia-ginecologia. Ci dà fiducia.
- è aumentata l’offerta del servizio di Chirurgia di elezione, cioè una chirurgia che lavora dal lunedì al venerdì
Ma
le
schede ospedaliere
fanno
sparire 10 posti letto di Chirurgia d’urgenza-emergenza:
le urgenze chirurgiche, anche quelle dei pazienti già ricoverati,
dove verranno trasferite?
- è previsto un Servizio Riabilitativo di elevato livello, (neuro-riabilitazione e unità spinale) ed una Attività di riabilitazione cardiovascolare, eccellenze che possono coprire le esigenze di un vasto territorio;
- è mantenuto il punto nascita ed è mantenuta un’eccellenza quale la Procreazione Medicalmente Assistita.
Però
le
schede regionali cancellano Ginecologia: è
sostenibile
Ostetricia, senza Ginecologia, vista la diminuzione dei parti,
particolarmente nel Veneto?
O
la Regione vuol trovare in futuro un motivo per togliere anche
ostetricia?
- è attivo il laboratorio di Farmacologia e Biologia Molecolare: altamente specializzato, impegnato principalmente nel settore della personalizzazione delle cure per i tumori. L’integrazione continua del personale del laboratorio con quello clinico è il punto di forza, che ha portato a raggiungere risultati importanti
Tra
l’altro l’attività ha reso possibile un significativo risparmio
economico.
- ambulatori: le liste d’attesa sono regolate secondo classi di priorità
ma restano
lunghe le liste di Endoscopia
(solo due giorni settimanali di ambulatorio nonostante l’alto
gradimento)
La presenza di particolari professionalità può potenziare i servizi ambulatoriali che già vedono nuove specialità (per es. Andrologia) e un certo incremento di aperture settimanali (ad es. Reumatologia- Cardiologia).
La presenza di particolari professionalità può potenziare i servizi ambulatoriali che già vedono nuove specialità (per es. Andrologia) e un certo incremento di aperture settimanali (ad es. Reumatologia- Cardiologia).
Però
non mancano le difficoltà: dopo che al "San
Luca" sono state ridotte da 4 a 1 le presenze dell'ortottista
il Cup non accetta più alcuna prenotazione in tutta l'Ulss 18.
Ultimo punto:
si dice
che parte di posti letto saranno eliminati
solo
quando ci sarà la disponibilità nelle strutture intermedie,
ma
il progetto prevede un peso economico:
“ una quota
alberghiera”, per degenze superiori ai 30 giorni;
dopo il 30°
giorno di ricovero i pazienti pagheranno anche la
“quota di
compartecipazione” sulle prestazioni sanitarie.
Queste
degenze sono in genere legate a problemi familiari o sociali:
anziani soli
o senza risorse economiche o che i familiari non possono accogliere
casa
un
documento dei
Sindaci
dell’ULSS18 esprime
e chiede:
che gli
Ospedali di Comunità possano erogare prestazioni
COMPLETAMENTE
GRATUITE,
che il
loro finanziamento derivi dal ridimensionamento dei posti letto per
acuti
non venga
di conseguenza chiesta
NESSUNA
COMPARTECIPAZIONE AL PAZIENTE
anche
perché così facendo si rischia di iniziare quel pericoloso
percorso che potrebbe portare a non più garantire una forma di
Sanità gratuita per i cittadini.
La regione
non deve risparmiare sui posti letto per acuti e chiedere
i ticket e
le compartecipazione ai posti letto di comunità che li
sostituiranno.
Niente scuse per togliere al San Luca la caratteristica di
Ospedale per Acuti
18/06/2014
Comitato
altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
portavoce prof. Jenny
Azzolini, http://ospedaletrecenta.blogspot.it
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12.6.14
Dopo il Mose l’ospedale di Padova «La cricca cercava altri fondi neri»
LA TANGENTOPOLI VENETA
Nuova pista dalle intercettazioni: ecco perché il Consorzio puntava al nuovo megaprogetto della sanità veneta
VENEZIA - Il Mose, la più grande e costosa opera idraulica del mondo, all'improvviso è diventato piccolo. Non per le acque della laguna, ma per gli appetiti del doge, del re indiscusso del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati che deve mantenere in vita il sistema. Già nel 2010 l'ingegnere a capo della cupola delle fatture false, l'uomo che decideva chi lavorava e chi no nelle acque veneziane e che secondo le carte in mano ai magistrati teneva a libro paga i vertici politici della Regione, aveva deciso di espandersi e puntare al nuovo ospedale di Padova. Secondo i pm che hanno pazientemente ascoltato centinaia di intercettazioni e decine di deposizioni, a un certo punto «è diventato del tutto evidente l’interesse (per l'ospedale di Padova) e l’avidità di Mazzacurati che nonostante l’età avanzata (82 anni) continuava a cercare nuove fonti di guadagno per conto proprio e per conto di altri soggetti quando la costruzione del Mose da parte del Consorzio è entrata nella fase terminale ».
....
Leggi l'articolo completo sul Corriere del Veneto.
11.6.14
Veneto, certificati di esenzione per reddito
Anche quest'anno è stata attivata la possibilità di ottenere direttamente da casa, disponendo di un pc connesso a internet, il rinnovo del certificato di esenzione dal ticket per reddito.
In alternativa è possibile chiedere aiuto al proprio farmacista.
Per ulteriori informazioni vai alla pagina dedicata sul sito dell'Ulss 18.
In alternativa è possibile chiedere aiuto al proprio farmacista.
Per ulteriori informazioni vai alla pagina dedicata sul sito dell'Ulss 18.
8.6.14
Annuario Ssn. Ospedali, cure primarie, farmaci e personale
fonte: quotidianosanità.it
Dal ministero tutti i dati del 2011
04 giugno 2014
Leggi l'articolo completo.
Dal ministero tutti i dati del 2011
Meno ospedali pubblici (-1,9% rispetto al 2008), più 7,8% di privato accreditato che si occupa di assistenza territoriale residenziale e semiresidenziale. In aumento soprattutto le donne medico (+1,4%), ma anche le infermiere (+0,3%). Per molti bambini è stata scelta l’assistenza erogata dal medico di medicina generale anziché pediatrica. Il reporto sull'ATTIVITA' GESTIONALI ED ECONOMICHE DI ASL E AO e sul PERSONALE DEL SSN.
Leggi l'articolo completo.
7.6.14
Campo visivo, bloccate le prenotazioni anche a Rovigo
I disagi aumentano
Chi sono i responsabili?
C'era da aspettarselo. L'ospedale di Rovigo, che dovrà far fronte anche alla lista di attesa dell'ospedale di Trecenta dopo che al "San Luca" sono state ridotte da 4 a 1 le presenze dell'ortottista, non ce la fa. E il Cup non accetta più alcuna prenotazione in tutta l'Ulss.
Ora tutte le persone in lista d'attesa, a Trecenta e a Rovigo, dovranno essere contattate per ridefinire gli appuntamenti. Un lavoro (e un costo) non indifferente che terrà impegnato il Cup per molto tempo.
Ma c'è un'altra complicazione. Quando finalmente la situazione sarà sbloccata il Cup assegnerà gli appuntamenti solo a partire dal 2015.
Insomma un fallimento su tutta la linea. Per non rimpiazzare il personale in pensione o in aspettativa si blocca per mesi un'attività di prevenzione e diagnosi inclusa nei livelli essenziali di assistenza, si allungano ulteriormente i tempi di attesa, si compromette l'efficacia delle attività territoriali. Tombola!
Ma chi ha preso queste decisioni? Chi ne è responsabile? E che cosa sta facendo la direzione dell'Ulss per risolvere il problema?
29.5.14
Bloccate le prenotazioni del campo visivo all'ospedale di Trecenta
Gravi
disagi per pazienti e familiari. Indispensabile trovare altre
soluzioni
Il
Centro unico di prenotazione (Cup) non accetta più prenotazioni del
campo visivo presso l'ospedale di Trecenta. Che cosa sta
succedendo?
Dalle
notizie che abbiamo raccolto risulta che l'unica ortottista del “San
Luca” verrà trasferita, da giugno, all'ospedale di Rovigo.
Conseguenza diretta sarà la riduzione delle presenze a Trecenta a un
solo giorno la settima (attualmente sono 4) e, a cascata, ci saranno
gravi disagi per tutti quei pazienti che devono periodicamente
effettuare questo esame.
Le
persone affette da glaucoma, una grave patologia cronica
progressiva molto diffusa, devono controllare il campo visivo due o
tre volte l'anno. Ebbene, da giugno, non lo potranno più fare
all'ospedale di Trecenta dove le liste di attesa sono già molto
lunghe e le presenze dell'ortottista saranno ridotte da 4 a 1 la
settimana.
Non
è ragionevole che per far fronte a un problema contingente a
Rovigo venga bloccata l'attività ambulatoriale del “San Luca”.
Non è una soluzione, si sposta il problema aggravandolo
ulteriormente. Se a Rovigo c'è carenza di personale lo si
sostituisca senza sconvolgere l'ospedale di Trecenta. Inoltre,
concentrare tutta l'attività sull'ospedale di Rovigo rischia di
compromettere anche quel servizio che dovrebbe improvvisamente
far fronte anche alla lista di attesa dei pazienti provenienti
dall'ospedale di Trecenta.
Il
controllo del campo visivo è compreso tra i livelli essenziali di
assistenza, in pratica è un servizio che deve essere
obbligatoriamente garantito dal sistema sanitario. Costringere i
pazienti, spesso anziani, a disagiate trasferte a Rovigo significa
non rispettare concretamente questo diritto. Significa anche
compromettere prevenzione, diagnosi e cura di gravi
patologie che incidono profondamente nella qualità della vita.
Con
questi provvedimenti viene nuovamente e ulteriormente peggiorata
la qualità dell'attività specialistica ambulatoriale, mentre invece
si dovrebbe fare esattamente il contrario.
Quando
è stato il momento di tagliare i posti letto per acuti (schede
ospedaliere) ci hanno detto che verrà che potenziata l'assistenza
sul territorio. Ma questa riorganizzazione è l'esatto contrario:
ne risentirà l'assistenza specialistica presso entrambi gli ospedali
e anche quella erogata nei punti sanità dell'Ulss.
È
assolutamente indispensabile trovare altre soluzioni.
Data. 28 maggio 2014
Per
il Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
la
portavoce – Jenny Azzolini
-----
Scarica il documento.
8.5.14
Inchiesta sui project financing ospedalieri. Affari d'oro per i partner privati e appalti affidati ai soliti noti
In Veneto si tagliano posti letto per
acuti che vengono rimpiazzati con ospedali di comunità dove si
pagano il posto letto e i ticket sulle prestazioni ricevute.
Contemporaneamente, in Veneto, le Ulss
coinvolte nei project financing dovranno sborsare ratei pesantissimi,
talmente esagerati da richiamare l'attenzione della procura di
Venezia che sta verificando l'ipotesi di usura.
I project financing sono un'idea della
giunta Galan. Luca Zaia, attuale presidente della giunta regionale,
intende realizzare a Padova un nuovo ospedale che costerà 654
milioni di euro.
Quanti posti letto verranno
sacrificati? Quanti ticket verranno applicati? E quale sarà il
destino della sanità pubblica regionale?
Da Il Mattino di Padova, domenica 27
aprile 2014
Sanità, fascicolo della procura di
Venezia
Inchiesta sui project financing
ospedalieri
È
un nuovo filone scaturito dallo scandalo Mantovani-Mose. Il sospetto:
interessi contrattuali da usura a carico delle Ulss
Dalle
inchieste veneziane sulla Mantovani e sul Mose sta nascendo un
troncone giudiziario incentrato sul meccanismo del project financing
applicato agli ospedali veneti.
L'ipotesi
di reato è: aver preteso (e accettato) tassi d'interesse ampiamente
al di sopra della soglia di usura. Se confermata i contratti in
essere perderebbero valore e dovrebbero essere rinegoziati.
LA
FINANZA DI PROGETTO NEL VENETO
Affari
d'oro per i partner privati e appalti affidati ai soliti noti
Se
l'Ulss 4 avesse chiesto i soldi in banca per costruire il nuovo
ospedale di Santorso, pagherebbe oggi un canone di 3.865.284 euro
all'anno contro i 7.629.600 che sta sborsando.
Cifre
che proiettate sui 24 anni di durata del contratto diventano
232.131.660 euro con il project, mentre sarebbero stati 89.026.135
nella peggiore delle ipotesi con un mutuo bancario.
Tutti
gli ospedali costruiti o ristrutturati in project financing. Gli
appaltatori.
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29.4.14
Lotta ai tumori. Varie strategie per vincere. Conferenza a Badia Polesine il 9 maggio 2014.
La Lega Italiana per la lotta contro i tumori, L'Ulss 18 e il Comune di Badia Polesine hanno organizzato un incontro sul tema "Lotta ai tumori. Varie strategie per vincere".
Venerdì 9 maggio 2014, alle ore 21, presso la Sala Convegni dell'Abbazia della Vangadizza.
Venerdì 9 maggio 2014, alle ore 21, presso la Sala Convegni dell'Abbazia della Vangadizza.
26.4.14
GUIDA ALLE AGEVOLAZIONI FISCALI PER LE PERSONE CON DISABILITA’
Edizione Dicembre 2013
fonte Agenzia delle Entrate
La guida illustra il quadro aggiornato delle varie situazioni in cui sono riconosciuti benefici fiscali in favore dei contribuenti portatori di disabilità, indicando con chiarezza le persone che ne hanno diritto.
In particolare, sono spiegate le regole e le modalità da seguire per richiedere le agevolazioni di seguito indicate.
fonte Agenzia delle Entrate
La guida illustra il quadro aggiornato delle varie situazioni in cui sono riconosciuti benefici fiscali in favore dei contribuenti portatori di disabilità, indicando con chiarezza le persone che ne hanno diritto.
In particolare, sono spiegate le regole e le modalità da seguire per richiedere le agevolazioni di seguito indicate.
11.4.14
Ticket negli ospedali di comunità. Rassegna stampa.
Articolo 32, appello ai politici
SANITA' "Un tavolo per contrastare i ricoveri a pagamento"
La Voce di Rovigo, 9 aprile 2014
Leggi l'articolo.
Barbierato: "No ai pagamenti"
ADRIA-SALUTE Appello del Comitato sugli ospedali di comunità
La Voce di Rovigo, 9 aprile 2014
Leggi l'articolo.
Il Comitato plaude ai sindaci
TRECENTA Il San Luca, entro fine anno, avrà un reparto con 30 posti per i ricoveri
Il gruppo commenta soddisfatto "la contrarietà ai pagamenti negli ospedali di comunità"
La Voce di Rovigo, 9 aprile 2014
Leggi l'articolo.
San Luca, fronte comune contro i ticket
A Trecenta mobilitazione per eliminare il pagamento della quota alberghiera
Il Gazzettino, 9 aprile 2014
Leggi l'articolo.
Salasso degenza breve
PD Azzalin sui costi degli ospedali di comunità
La Voce di Rovigo, 8 aprile 2014
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SANITA' "Un tavolo per contrastare i ricoveri a pagamento"
La Voce di Rovigo, 9 aprile 2014
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Barbierato: "No ai pagamenti"
ADRIA-SALUTE Appello del Comitato sugli ospedali di comunità
La Voce di Rovigo, 9 aprile 2014
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Il Comitato plaude ai sindaci
TRECENTA Il San Luca, entro fine anno, avrà un reparto con 30 posti per i ricoveri
Il gruppo commenta soddisfatto "la contrarietà ai pagamenti negli ospedali di comunità"
La Voce di Rovigo, 9 aprile 2014
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San Luca, fronte comune contro i ticket
A Trecenta mobilitazione per eliminare il pagamento della quota alberghiera
Il Gazzettino, 9 aprile 2014
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Salasso degenza breve
PD Azzalin sui costi degli ospedali di comunità
La Voce di Rovigo, 8 aprile 2014
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7.4.14
Il comitato altopolesano per il "San Luca" chiede...
Nell'ultima riunione della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 è stata espressa l'assoluta contrarietà a ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di comunità.
Affinché non resti un pronunciamento isolato il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" chiede alla conferenza dei sindaci di coinvolgere gli analoghi organismi delle altre Ulss del Veneto.
Quello che segue è il testo della nota inviata al presidente della conferenza Antonio Bombonato, al direttore generale dell'Ulss Arturo Orsini e al direttore sanitario Ferdinando Sortino.
-----inizio documento
Affinché non resti un pronunciamento isolato il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" chiede alla conferenza dei sindaci di coinvolgere gli analoghi organismi delle altre Ulss del Veneto.
Quello che segue è il testo della nota inviata al presidente della conferenza Antonio Bombonato, al direttore generale dell'Ulss Arturo Orsini e al direttore sanitario Ferdinando Sortino.
-----inizio documento
Comitato
altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso
Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel.
0425701126 – Cell. 3473490340
sito
internet: http://ospedaletrecenta.blogspot.it/
Data,
5 aprile 2014
Al
Presidente della Conferenza dei Sindaci dell'ULSS18
Antonio
Bombonato
Al
direttore Generale dell'Ulss 18
Dott.
Arturo Orsini
Al
direttore sanitario dell'Ulss 18
Dott.
Ferdinando Sortino
Oggetto:
Richiesta
di sollecita diffusione alle conferenze dei sindaci delle altre ULSS
del Veneto del documento votato all’unanimità nella seduta del 4
aprile 2014 contenente
assoluta
contrarietà a ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di
comunità.
La
sottoscritta Jenny Azzolini, portavoce del Comitato Altopolesano dei
cittadini per il “San Luca”, presente con una delegazione del
comitato alla riunione di ieri della Conferenza dei sindaci dell'ULSS
18,
chiede
che
il documento approvato dalla conferenza sull'assoluta contrarietà a
ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di comunità venga
inviato alle conferenze dei sindaci di tutte le ULSS del Veneto.
La
richiesta ha lo scopo evidente di ottenere analoghi pronunciamenti
dagli altri sindaci del Veneto, condizione per sperare
nell'abolizione delle tariffe stabilite dalla DGR n. 2718 del 24
dicembre 2012 sia per la quota alberghiera che per la quota di
compartecipazione.
Il
pronunciamento della conferenza è un fatto molto importante.
Ora,
a nostro avviso, bisogna renderlo noto e sollecitare corrispondenti
orientamenti dal maggior numero di sindaci del Veneto.
Ringrazio
per l'attenzione e auguro buon lavoro.
per
il Comitato Altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
Jenny
Azzolini
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5.4.14
Sanità senza frontiere. Operativa la Direttiva UE
fonte: quotidianosanità.it
Curarsi all'estero sarà più facile. Le indicazioni del ministero della Salute
Come previsto dal Dlgs di recepimento della direttiva Ue scattano dal 5 aprile le nuove misure che formalizzano il diritto di recarsi in uno Stato membro diverso da quello di appartenenza per curarsi ed ottenere, al proprio rientro, il rimborso delle spese sostenute. Dalle autorizzazioni ai rimborsi. Ecco cosa c'è da sapere. LA DIRETTIVA UE – IL TESTO DEL DLGS DEL GOVERNO
Non stiamo ancora parlando di un vero e proprio Servizio sanitario europeo ma certamente da domani 5 aprile (come previsto dal Dlgs di recepimento della direttiva Ue approvato lo scorso 28 febbraio dal Governo) il Servizio sanitario nazionale entrerà a far parte a tutti gli effetti del sistema europeo delle cure. Sarà, quindi, più facile per i cittadini del ‘vecchio continente’ andarsi a curare fuori dal proprio Stato membro di appartenenza e ottenere il rimborso delle spese ottenute.
...
Lo scorso 28 febbraio il Governo ha infatti approvato definitivamente il Dlgs di recepimento della direttiva Ue. Il provvedimento del Governo si basa su tre premesse principali: la possibilità di accedere solo alle cure che sono inserite nei Lea, ad esclusione di deroghe regionali; la possibilità di ricevere solo un rimborso indiretto, dopo aver pagato di tasca propria; l'obbligatorietà del rimborso limitata all'assistenza erogata nell'ambito del Ssn.
Restano escluse, invece, tre categorie: i servizi long term care, i trapianti d'organo e i programmi pubblici di vaccinazione.
Nel decreto si prevede inoltre l’istituzione di un Punto di contatto nazionale presso il Ministero della salute. Qui convergeranno le informazioni sui centri che erogano le cure, sui diritti dei pazienti, sulle procedure di denuncia e sui meccanismi di tutela, sulle condizioni e i termini del rimborso e le informazioni da includere nelle ricette mediche. Il portale sarà realizzato dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.
...
04 aprile 2014
Approfondimenti:
Scheda 1 - Campo di applicazione della direttiva e del regolamento
Scheda 2 - Strutture e prestatori di assistenza sanitaria
Scheda 3 - Le procedure
Scheda 4 - Reclami e rimedi giurisdizionali
Scheda 5 - Continuità delle cure e prescrizioni mediche
Lorenzin: “Non abbiamo paura di questa sfida. L’Italia tra i primi a recepire la direttiva UE”
Spending review. L’Ocse boccia i tagli di Cottarelli sulla sanità
fonte: quotidianosanità.it
“Ulteriori riduzioni di spesa metterebbero a rischio livello, accesso e qualità dell’assistenza”
L’aveva annunciato ieri la capogruppo del Pd in Commisione Sanità del SenatoNerina Dirindin, invitando il Governo a riferire in Parlamento. Con una nota espressamente redatta su richiesta dei parlamentari italiani, l’Ocse non fa sconti alla spending sanitaria: “Non si è valutata la situazione di crescente svantaggio del Ssn rispetto ai sistemi sanitari europei”. Il REPORT OCSE.
“I dati forniti a supporto delle riduzioni di spesa sanitaria proposte nella spending review non consentono di apprezzare appieno la situazione di crescente svantaggio del Servizio Sanitario Nazionale rispetto ai sistemi sanitari di altri paesi europei”.
Questa la prima conclusione del report a cura della Divisione Salute dell’Ocse redatto a seguito della richiesta di chiarimenti da parte della Commissione Igiene e Sanità del Senato italiano che è giunta proprio ieri all’attenzione dei parlamentari.
“L’Italia – spiega l’Ocse - ha una spesa sanitaria pubblica pro capite di oltre un terzo inferiore alla media degli altri paesi dell’area Euro considerati nella spending review, e il divario si è triplicato dall’inizio degli anni 2000”. Ma non basta. Secondo l’Ocse, “il livello di prestazioni sanitarie erogate in Italia è sensibilmente inferiore a quanto osservato nella quasi totalità degli altri paesi dell’area Euro considerati nella spending review”.
Per questo, secondo l’Ocse, “nella situazione descritta, eventuali riduzioni di spesa non finalizzate soltanto al recupero di inefficienze si ripercuoterebbero ulteriormente sull’accesso, in particolare da parte dei cittadini più svantaggiati, sui livelli e sulla qualità dell’assistenza sanitaria”. Senza contare, concludono i redattori del report, che “il benchmark (di Cottarelli ndr.) proposto (5,25% del PIL) per la spesa sanitaria pubblica non è compatibile con il modello di Servizio Sanitario Nazionale esistente in Italia”.
Questa la prima conclusione del report a cura della Divisione Salute dell’Ocse redatto a seguito della richiesta di chiarimenti da parte della Commissione Igiene e Sanità del Senato italiano che è giunta proprio ieri all’attenzione dei parlamentari.
“L’Italia – spiega l’Ocse - ha una spesa sanitaria pubblica pro capite di oltre un terzo inferiore alla media degli altri paesi dell’area Euro considerati nella spending review, e il divario si è triplicato dall’inizio degli anni 2000”. Ma non basta. Secondo l’Ocse, “il livello di prestazioni sanitarie erogate in Italia è sensibilmente inferiore a quanto osservato nella quasi totalità degli altri paesi dell’area Euro considerati nella spending review”.
Per questo, secondo l’Ocse, “nella situazione descritta, eventuali riduzioni di spesa non finalizzate soltanto al recupero di inefficienze si ripercuoterebbero ulteriormente sull’accesso, in particolare da parte dei cittadini più svantaggiati, sui livelli e sulla qualità dell’assistenza sanitaria”. Senza contare, concludono i redattori del report, che “il benchmark (di Cottarelli ndr.) proposto (5,25% del PIL) per la spesa sanitaria pubblica non è compatibile con il modello di Servizio Sanitario Nazionale esistente in Italia”.
"La spending review attualmente in corso in Italia - osserva l'Ocse - rappresenta un importante e necessario sforzo di razionalizzazione della spesa pubblica ed esistono sicuramente margini per la riduzione di sprechi e inefficienze, e molte delle proposte formulate finora vanno in questa direzione". Ma, concludono gli estensori della nota, con le proposte finora formulate si rischia di accrescere uletriormente "il divario nei livelli di prestazioni erogate" con gli altri Paesi europei. Un divario - sottolineano ancora - che "è cresciuto nel corso del tempo e ha raggiunto e superato il 50% rispetto a paesi come la Francia, l’Olanda e la Germania. Le riduzioni di spesa proposte rischiano di esacerbare le differenze osservate".
03 aprile 2014
03 aprile 2014
4.4.14
Sindaci Ulss 18. Assoluta contrarietà a ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di comunità
ULTIM'ORA
Gli amici del comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" che hanno assistito oggi alla riunione della conferenza dei sindaci mi danno una buona notizia.
All'unanimità dei voti i rappresentanti dei comuni dell'Ulss 18 hanno votato un documento in cui si manifesta l'assoluta contrarietà a ogni forma di pagamento per i ricoveri in ospedale di comunità. Quei ticket stabiliti dalla giunta regionale e camuffati con le definizioni di quota alberghiera e quota di compartecipazione.
E' una buona notizia ma ora che farà la giunta regionale?
Se sarà solo la conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 a esprimere questa contrarietà temo che la delibera della giunta regionale n. 2718 non verrà modificata. C'è da sperare che la notizia circoli, che il documento venga inviato anche alle altre Ulss del Veneto e vi sia una protesta generalizzata. Solo così la giunta regionale sarà costretta a tornare sui propri passi abolendo le tariffe.
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2.4.14
Il sindaco di Fiesso Umbertiano chiede la gratuità dei ricoveri negli ospedali di comunità
Il presidente della conferenza dei sindaci ripiega su esenzioni per età e reddito.
Dopo la riunione della conferenza dei sindaci in cui i dirigenti dell'Ulss 18 hanno presentato il programma per la realizzazione di tre ospedali di comunità, il primo dei quali presso l'ospedale "San Luca" di Trecenta, il sindaco di Fiesso Umbertiano, Luigia Modonesi, ha inviato all'Ulss la richiesta di ripristinare la completa gratuità dei ricoveri.Pesanti sono, infatti, i ticket previsti dalla regione e nascosti dietro l'ipocrisia truffaldina di nuove definizioni quali quota alberghiera e quota di compartecipazione.
Il comune di Fiesso Umbertiano ha reso nota la propria iniziativa agli altri sindaci dell'Ulss. A quanto si sa soltanto il comune di Ficarolo l'ha sostenuta mentre c'è stato l'interessamento del comune di Canda di cui non sappiamo il seguito.
Venerdì prossimo si riunirà nuovamente la conferenza dei sindaci. Il presidente Antonio Bombonato ha trasmesso ai comuni la proposta di un documento che si propone di ottenere quantomeno delle esenzioni.
Documenti da scaricare:
La richiesta del Comune di Fiesso Umbertiano.
La proposta del presidente della conferenza dei sindaci.
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