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26 gennaio 2016

Case di riposo (Ipab): «La vera opportunità sta nel diventare 'pubblici'»

fonte: rovigooggi.it

SANITA’ LENDINARA Incontro organizzato dai comitati su un tema estremamente attuale: il percorso da intraprendere per le Ipab. Illustrate da Elisa Corniani e Cristiano Pavarin molte opportunità poco conosciute


Può essere davvero l'inizio di un percorso virtuoso scegliere di restare nel pubblico, invece che privatizzare. E' questo il messaggio che è stato lanciato dai comitati nella serata di venerdì 22 gennaio a Lendinara, nel corso di un incontro incentrato sul prossimo percorso di trasformazione che dovranno intraprendere Ipab, case di riposo e strutture del genere.

Leggi l'articolo completo

19 gennaio 2016

Riforma delle IPAB, quale percorso scegliere

SE NE PARLA A LENDINARA

Convegno tematico sulla trasformazione delle IPAB

Venerdì 22 Gennaio 2016

alle 18.15

presso la Biblioteca civica, Via G.B Conti, Lendinara

Intervengono:

Manuela Lanzarin, Assessore ai servizi sociali Regione Veneto
Roberto Volpe, Presidente URIPA
Cristiano Corazzari, Assessore al territorio, cultura e sicurezza Regione Veneto
Renzo Smolari, Presidente dell’IPAB Casa Albergo di Lendinara
Luigi Viaro, Sindaco di Lendinara
Cristiano Pavarin, per il Comitato dei cittadini per il 'San Luca' e per il comitato 'Per l'Art. 32 della Costituzione'
Giuseppe Franchi, CGIL Funzione Pubblica
Elisa Corniani, per i comitati 'Impegno per il Bene Comune' 'Per la Salute del Delta'
Moderatore Renzo Dainese, Presidente del Consiglio comunale di Lendinara
Scarica la locandina

08 gennaio 2016

Due reparti maternità a rischio: Trecenta e Adria

da La Voce di Rovigo, venerdì 8 gennaio 2016


Gli indirizzi del ministero prevedono la chiusura dei punti nascita di Adria e Trecenta
Il direttore Compostella: "L'organizzazione la da la Regione. Io lavoro per farli funzionare bene"


Punti nascita degli ospedali di Adria e Trecenta a rischio chiusura. Un allarme rilanciato dalle indicazioni del ministro della salute Beatrice Lorenzin che prevedono la chiusura di sette punti in Veneto, fra questi quelli di Adria e Trecenta.
....
Dall'Ulss 18 però di Rovigo si tende a non considerare affatto oro colato la linea guida del ministero, perché in materia di sanità la programmazione spetta alla Regione. E infatti è lo stesso neodirettore generale dell'Ulss 18, e commissario dell'Ulss 19, Antonio Compostella, a precisare che "la chiusura dei punti nascita è uno dei punti delle linee guide del ministero. Il ministro Lorenzin, le ha espresse sulla scorta di approfondimenti scientifici, ma non sono cogenti, perché in tema di sanità è il legislatore regionale che ispone". Entrando nello specifico poi Compostella aggiunge che "io mi occupo di cose oggettive, e a fare fede sono le schede ospedaliere che la Regione Veneto ha varato alla fine del 2013, schede dove si elencano i fabbisogni in tema di sanità dei territori regionali. Ed è in base a queste esigenze di ciascun bacino territoriale che si stabilisce che i punti nascita di Rovigo, Adria e Trecenta sono punti fissi dell'organizzazione sanitaria veneta. Io a questo mi devo attenere e il mio compito sarà quello di farli funzionare, non certo di chiuderli".
....
"La permanenza dei punti nascita più piccoli è comunque una scelta strategica, perché presidi irrinunciabili. Se per una programmazione territoriale si decide di tenere aperti punti nascita sotto i 500 parti l'anno bisogna garantire a ognuno di essi il minimo del personale necessario".

Leggi l'articolo completo.
Leggi anche Veneto, sette in odore di taglio.

31 dicembre 2015

Bilancio in profondo rosso per l'Ulss 18

Dopo 3 anni di tagli alla spesa per 53 milioni di euro, previsto un buco di 43,5 mil per il 2016.
Colpiti i servizi, non gli sprechi.


L'Ulss 18 prevede una perdita di 43,5 milioni per il 2016. La notizia, attestata da un atto del direttore generale, è per me sorprendente. Lo rende noto Guglielmo Brusco in un'intervista a RovigoOggi.it.
Mi chiedo: ma a cosa sono serviti i tagli - il massacro sarebbe giusto dire - di questi anni? In gennaio (Gazzettino del 16 gennaio 2015) il direttore amministrativo dell'Ulss si vantava di aver tagliato una ventina di milioni (23 tra il 2013 e il 2014) e di avere «un piano di rientro di 30 milioni» per il 2015. Affermava anche che «la situazione è abbastanza tranquilla». Una tranquillità contabile evidentemente.
Una tranquillità che però viene ora smentita: l'Ulss 18, nonostante il taglio di 53 milioni di euro in tre anni, si trova ancora in una pesante situazione di bilancio.
E questo nonostante i pesanti disagi che sono stati imposti alla popolazione dell'alto e medio polesine.
Il problema delle liste di attesa si è aggravato. Mancano 300 persone dalla pianta organica, 36 di questi sono primari e medici, mancano 43 tra farmacisti, biologi e tecnici e 80 infermieri.
I servizi territoriali che avrebbero dovuto compensare, almeno nelle intenzioni, la riduzione dei posti letto ospedalieri, semplicemente non esistono: niente di niente. E tra quelli esistenti, l'assistenza infermieristica domiciliare, continua a perseguitare le famiglie dei pazienti con insensate richieste burocratiche, e nessun dirigente dell'Ulss interviene per fermare questo abuso.
E poi le macchine che non vengono riparate o sostitutite, il punto sanità di Badia chiuso per ferie ...

Se osserviamo il decreto del direttore generale che rappresenta la proposta di bilancio dell'Ulss 18 per il 2016, a pagina 3, troviamo che il "Valore della produzione" ammonta a 361 milioni di euro a fronte di un costo di 395 milioni. La differenza di 34 mil circa si somma ad altri oneri per formare una perdita di esercizio, come detto, di 43,5 milioni.
La politica fin qui perseguita dall'Ulss sembra essere stata soltanto quella di non sostituire il personale che si è dimesso o che è andato in pensione. Una scelta che, rapportata alle 300 unità mancanti, ha presumibilmente fatto risparmiare 13/15 mil di euro l'anno.
Ma occorre tener conto che la riduzione del personale ha inevitabilmente portato alla riduzione del numero delle prestazioni erogate, riducendo quel "Valore della produzione" che rappresenta la voce attiva del bilancio. Meno personale, meno prestazioni, meno valore prodotto.
Forse è ora di cambiare politica.

27 dicembre 2015

Impennata della mortalità ospedaliera nel 2015: +11,3%

5.000 decessi in più al mese. Il calo delle vaccinazioni antinfluenzali non spiega il fenomeno. Gli studiosi si interrogano su un dato statistico che ci riporta agli anni quaranta del secolo scorso.
Si fa strada l'ipotesi che la causa siano i tagli alla spesa sanitaria.

fonte: sito web di La Repubblica, 23 dicembre 2015

Come durante la guerra, ma senza la guerra. Come se vivessimo sotto i bombardamenti. Uno studio interroga e preoccupa esperti in mezza Italia: nel 2015 il numero di morti nel nostro Paese è salito dell'11,3%. In un anno significherebbe 67mila decessi in più rispetto al 2014 (ad agosto sono già 45mila), per un incremento che davvero non si vedeva da decenni.
...
«Il numero è impressionante. Ma ciò che lo rende del tutto anomalo è il fatto che per trovare un'analoga impennata della mortalità, con ordini di grandezza comparabili, si deve tornare indietro sino al 1943 e, prima ancora, occorre risalire agli anni tra il 1915 e il 1918», scrive sul sito di demografia Neodemos il professor Gian Carlo Blangiardo. «Certo, si tratta di dati provvisori, ma negli anni scorsi l'Istat ha sempre confermato alla fine dell'anno i numeri pubblicati mensilmente. Magari ci saranno correzioni, ma nell'ordine di alcune centinaia di casi. L'unità di grandezza che ci aspetta è quella», chiarisce il docente. Nel 2013 e nel 2014, tra l'altro, il numero dei morti era calato, ma sempre di poco: mai si erano raggiunte percentuali in doppia cifra.
Che cosa sta succedendo? Non è ancora chiaro. Anche Agenas, l'agenzia sanitaria delle Regioni, ha deciso di avviare un approfondimento. «Stiamo lavorando per dare una spiegazione a questo fenomeno», dice il direttore Francesco Bevere. I ricercatori raccolgono i dati dei decessi negli ospedali, perché in quel modo è più semplice risalire alle cause.
...
E sullo sfondo c'è un timore, sollevato sempre su Neodemos che la crisi economica e i tagli al Welfare c'entrino qualcosa. Ci vorranno mesi di studio per capire se davvero tra le cause della "nuova guerra" ci sono anche queste.
Vedi anche, su questo blog, il post Conteremo i morti del 5 marzo 2015.

24 dicembre 2015

Auguri scomodi


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340
Data, 23 dicembre 2015

Buon Natale e tanti auguri a tutti … però anche tanti
auguri scomodi.

Gesù, che nasce per amore, vi dia la nausea di un agire senza profonde motivazioni etiche e vi conceda la forza di praticare (finalmente!!!) una politica carica di donazione e di coraggio.

Dio che diventa uomo vi faccia provare vergogna ogni volta che la carriera diventa idolo della vostra vita, la vita del prossimo un indecente strumento delle vostre scalate.

Maria, con i suoi occhi feriti, vi faccia sentire almeno una volta lo struggimento di una vita sofferente.

Gli angeli, che annunciano la pace, cancellino l’incapacità di vedere che vicino a voi un vecchio muore solo perché non ha nessuno o è troppo lontano da chi potrebbe garantirgli assistenza.

Il Bambino che dorme sulla paglia tolga il sonno e faccia sentire il vostro letto duro come un macigno, perché, pur avendo il potere, non avete scelto di aiutare i più deboli, le persone che soffrono, tenendo conto della loro povertà e della loro solitudine. Vi siete preoccupati soprattutto dei vostri interessi, degli interessi della vostra parte politica, soprattutto vi siete serviti dei poveri per la vostra scalata al successo, alla ricchezza.

Ma, ci ricordiamo che Gesù ha convinto anche il pubblicano Zaccheo, perciò non abbandoniamo le speranze, non abbandoniamo nemmeno l’impegno. Anzi.
Sul nostro ospedale, sulla nostra sanità, come sul nostro mondo soffocato da un vuoto che sta mangiando i nostri pensieri, scenda la speranza.
(Con la fraterna condivisione dei Don Tonino Bello)

La portavoce del Comitato Jenny Azzolini

05 dicembre 2015

Ulss 18. La Regione senza risposte sulle liste d'attesa

Non risponde nemmeno al governo che attende da settembre


Su questo blog abbiamo pubblicato la richiesta di chiarimenti che il Ministero della Salute ha inviato alla Regione Veneto e, per conoscenza, al Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" circa i "disservizi nell'erogazione di prestazioni sanitarie prestate dall'Ulss 18, fra cui lunghi tempi di attesa". La nota del ministero è del 15 settembre 2015. Si veda il post Liste d'attesa. Il ministero chiede spiegazioni alla regione.
La regione, dopo due mesi e mezzo, non ha ancora risposto!
Nel frattempo si sono ancor più evidenziate le carenze di personale, tanto che il presidente dell'ordine dei medici ha denunciato la mancanza di 36 tra primari e aiuto primari, tra l'ospedale di Rovigo e quello di Trecenta, 43 tra farmacisti, biologi e tecnici e 80 infermieri. Si veda il post Ulss 18. Medici, ospedali come un colabrodo.
A questo si aggiunge l'entrata in vigore della normativa europea. L'Ulss 18 si trova con organici non adeguati a garantire gli standard assistenziali.
Jenny Azzolini, portavoce del Comitato altopolesano, richiama l'attenzione dell'opinione pubblica e degli amministratori locali su questi problemi.

Leggi l'articolo del Gazzettino di sabato 28 novembre 2015

22 novembre 2015

Farmaci, esenzione svanita? Dipende dalle note AIFA

Se da qualche giorno dovete pagare farmaci che prima erano in esenzione ecco dove trovare le note dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) in base alle quali ci stanno fregando.

Vai alla pagina delle note AIFA

31 ottobre 2015

Occhiobello, ordine del giorno sul progetto di legge regionale Azienda Zero


Il consiglio comunale di Occhiobello ha esaminato il progetto di legge regionale n. 23 del 26 giugno scorso, istitutivo dell'Azienda Zero.


Molte le critiche alla proposta di Zaia. In sintesi:

  • il progetto di legge sull'azienda zero sconvolge la programmazione sanitaria regionale mentre il piano socio sanitario (Pssr) non ha avuto ancora piena applicazione;
  • l'insieme dei servizi sociali viene assorbito e confuso all'interno del servizio sanitario;
  • il Direttore dell’Azienda Zero risulta competente nella definizione degli obiettivi dei Direttori Generali delle ULSS e anche della loro valutazione, ridimensionando di fatto il ruolo dei Comuni e delle Conferenze dei sindaci, alle quali il Pssr del 2012 aveva dato ruolo attivo dell’assegnazione, condivisione degli obiettivi e valutazione dell’operato dei Direttori Generali;
  • viene previsto un esecutivo dei sindaci, composto esclusivamente dai Presidenti delle attuali Conferenze che confluiscono nelle nuove aziende, non esplicitando il ruolo delle nuove Conferenze e conseguentemente dei restanti Sindaci;
  • la competenza dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico viene riservata all’Azienda Zero;
  • il progetto di legge prevede l’individuazione dei nuovi ambiti territoriali delle Aziende ULSS su base provinciale non tenendo in considerazione il parere dei Comuni in merito alle modifiche dei perimetri;
  • soppressione, di fatto, della figura del Direttore dei Servizi Sociali, sostituendola con la più blanda figura del “coordinatore” del sociale;
  • il progetto di legge, con la cancellazione del Direttore dei Servizi Sociali, pone fine all’attuale modello sanitario e socio-sanitario veneto, disegnandone uno nuovo con il sociale alle dirette dipendenze del Direttore Sanitario, abrogando di fatto l’integrazione socio-sanitaria e il ruolo dei Comuni con ridotti risparmi in termini economici ma con importanti e negative conseguenze di tipo gestionale e di prossimità con il territorio che il Pssr aveva sottolineato come di assoluta importanza;
  • non risulta alcun piano che chiarisca e individui i settori si risparmio previsti.
Scarica la delibera

24 ottobre 2015

Ulss 18. Medici, ospedali come un colabrodo

da Il Gazzettino, mercoledì 21 ottobre 2015

Situazione drammatica nel territorio dell'Ulss 18 per i medici. Mancano 36 tra primari e aiuto primari tra l'ospedale di Rovigo e quello di Trecenta, 43 tra farmacisti, biologi e tecnici e 80 infermieri. «Con il blocco del turn over rischiamo di non coprire più i turni» tuona Francesco Noce, presidente dell'Ordine dei Medici di Rovigo.
Leggi l'articolo completo

20 ottobre 2015

Ulss: la fusione è più vicina

fonte: Il Gazzettino, martedì 20 ottobre 2015

La convenzione tra le due aziende polesane rinnovata solo per 3 mesi
La scadenza del 31 marzo 2016 appare uno spartiacque molto delicato


... La data non è stata messa nero su bianco a caso ma starebbe a significare che l'unione tra le due aziende avverrà se non entro fine anno al massimo nei primi mesi del 2016.

17 ottobre 2015

La Casa del sorriso di Badia Polesine si prepara per le nuove buste paga dei dipendenti


Ancora la fretta! La richiesta di depubblicizzazione della casa di riposo di Badia è ferma in regione ma già si studia come fare le prossime buste paga dei dipendenti.

Con determinazione del direttore n. 57 del 14 ottobre è stata affidata una consulenza del valore di 4.000 euro per valutare il costo aziendale e di raccordo tra i trattamenti economici vigenti del personale dipendente con quelli previsti per analoghe figure professionali dal contratto Uneba, utilizzato per le strutture private.

Ma come, non era stato proprio il confronto fra i minori costi di gestione della privatizzazione in forma di fondazione a determinare la volontà di trasformare in fondazione la casa di riposo? Non era stato questo l'argomento centrale della relazione tenuta dal presidente della casa di riposo lo scorso 5 agosto in consiglio comunale? Il confronto, apprendiamo ora, non era ancora stato fatto nei dettagli. Altrimenti perché adottare questa determinazione?


Infine va segnalato che la determinazione n. 57, nonostante preveda un costo di 4.000 euro, non assume alcun impegno di spesa, impegno che viene rinviato alle – cito – rettifiche di bilancio di fine anno, così come summenzionato nell’apposita seduta del Consiglio di Amministrazione del 24/09/2015”. Ho provato a cercare all'albo dell'ente una deliberazione del consiglio di amministrazione in tale data ma non sono riuscito a trovarla. Tutto regolare?

Su questo blog, vedi anche:

02 ottobre 2015

Liste d'attesa. Il ministero chiede spiegazioni alla regione

Nello scorso mese di agosto il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca ha sollevato il problema dei tempi d'attesa presso le strutture sanitarie pubbliche dell'Ulss 18 (si veda il post Il virus dell’attesa nella sanità altopolesana).
Il documento è stato inviato, tra gli altri, al ministro della salute e il ministero ha risposto.
Con una nota inviata al direttore generale Domenico Mantoan e all'assessore alla sanità della regione Veneto, il ministero ha trasmesso il documento del comitato "con preghiera di riscontro a questo Ufficio e alla portavoce del Comitato Altopolesano, Sig.ra Jenny Azzolini".
La regione dovrà rendere conto dei motivi dei "disservizi nell'erogazione di prestazioni sanitarie prestate dall'Ulss 18, fra cui lunghi tempi di attesa".

Quello che segue è il comunicato stampa del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca.

----- inizio documento

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Data, 18/09/2015

COMUNICATO STAMPA

Autunno al San Luca
In seguito alla nostra segnalazione di disservizi al San Luca e del metodo “offensivo” di fissare i tempi di prenotazione abbiamo ottenuto l’attenzione del Ministero della Salute che chiede all’Assessorato Veneto alla Sanità di dare risposte sul problema al Ministero stesso ed al Comitato Altopolesano Con una puntualizzazione:” dal momento che le funzioni organizzative e gestionali … sono attribuite integralmente alla regione”. (A proposito la Regione non ci ha degnato di una risposta).
Ferme restando le responsabilità della Regione Veneto speriamo in un impegno serio, non vogliamo che il Governo Centrale dirotti sulla regione anche le proprie responsabilità.
Sia il Governo, sia la Regione si aggrappano (ancora) alla necessità di tagli. Poco tempo fa la Regione esaltava la gestione dell’Ulss 18 che, virtuosissima ha ridotto il deficit da 28 a 5 milioni di euro. Ma per ottenere questo brillante risultato non sono state acquistate/rinnovate tecnologie, gli apparecchi rotti restano tali o vengono aggiustati con ritardi disastrosi (per fare un esempio al San Luca c’erano 2 apparecchi radiologici portatili per le radiografie al letto del paziente: sono entrambi fuori uso), non sono stati ricoperti i primariati vacanti, non è stato sostituito personale andato in pensione. Perché i risparmi non vengono fatti in altri settori? Forse nei compensi e premi di produzione (produzione di che? non certo di servizi), o nella sproporzione tra quantità della spesa e qualità dei materiali, o nella disorganizzazione del lavoro e della comunicazione interna (quasi inesistente), oltre alla opportunità di tagliare le ben note spese finalizzate unicamente al restyling dell’immagine( una per tutte l’ingresso dell’ospedale di Rovigo).
Intanto oggi, 16 settembre, per una visita oculistica di controllo viene proposto un giorno di luglio 2016, oppure,in tempi brevi, Porto Viro, località, com’è noto, comodissima per gli altopolesani. Magari anziani e soli.
Noi intanto, temendo che, con l’autunno, insieme alle foglie cada (ancora) la qualità e la quantità dei servizi, già ora ridotti all’osso, continuiamo nel nostro vizio di informarci per informare la gente. E segnalare i problemi “a chi di dovere”.

Alleghiamo

Grazie dello spazio che date e della condivisione di un impegno civile per i diritti comuni.

Per il Comitato – la Portavoce

Jenny Azzolini
----- fine documento

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30 settembre 2015

Vogliamo che la "Casa del Sorriso" rimanga pubblica, come ora, anche negli anni a venire, ospitale e aperta

LETTERA

Sono un cittadino, e un famigliare di un'ospite della "Casa del Sorriso" di Badia Polesine.
Ho seguito in questi ultimi mesi la "vicenda" della trasformazione della Casa di Riposo di Badia, da IPAB a Fondazione, proposta dal CdA (Consiglio di Amministrazione) dell'ente.
Questa trasformazione ha come intento principale la "depubblicizzazione", ovvero la privatizzazione della "Casa del Sorriso" che attualmente è un Ente pubblico regolamentato da una Statuto al quale le amministrazioni che si susseguono devono attenersi.
È sta fatta una scelta ben precisa dall'attuale CdA, quella di trasformare questa struttura pubblica in Fondazione e non in APSP (Azienda pubblica di Servizi per la persona).
Perché ci si chiede?
Le motivazioni sono diverse, ma forse le più significative sono essenzialmente tre:
- la prima, si afferma che la fondazione gode di una minore tassazione, vedi IRAP;
- la seconda, si ha una maggiore flessibilità nella gestione delle risorse destinate al miglioramento della struttura, vedi appalti etc.;
- la terza è che con la Fondazione la Regione Veneto non ha la possibilità di inserire un proprio consigliere nel CdA, come prevede la nuova normativa, in via di approvazione nel Consiglio Regionale.
Sono stati fatti vari incontri, con gli operatori prima, con i famigliari poi e con gli operatori e i famigliari dopo che il Consiglio Comunale ha approvato, per fortuna non all'unanimità ma con una relativa maggioranza la delibera (tra l'altro modificata dalla sua prima stesura) del CdA della Casa del Sorriso.
Tutti questi incontri hanno avuto come scopo principale di sostenere la "bontà" della trasformazione dell'Ente in Fondazione, mentre non si è valutata la possibilità di trasformazione in APSP, anzi è stata considerata come una soluzione impraticabile"visto, sembra, le esperienze negative della Regione Emilia Romagna", come affermato dall'attuale Presidente della nostra Casa di Riposo.
A questo punto sorgono alcune domande:
- Perché il CdA ha voluto velocizzare la pratica della trasformazione in Fondazione e non in APSP, prima che la Regione approvi una legge (proposta dal Presidente Zaia) che disciplina questi passaggi?
- Perché il CdA della “Casa del Sorriso” non si è mostrato disponibile a un confronto con i sindacati dopo la prima delibera ?;
- Le APSP sono veramente strutture che non funzionano o si esclude questa possibilità a priori?;
- Perché l'Amministrazione Comunale ha interesse a trasformare la "nostra Casa del Sorriso" in Fondazione, fondamentalmente privata e non in APSP?
- Perché l'Amministrazione Comunale non ha promosso, come si è auspicato in più occasioni, un convegno dove si analizzasse con specialisti del settore quale sarebbe stata la soluzione migliore per il futuro della Casa del Sorriso?
Bene a mio e nostro avviso hanno fatto gli operatori, e i sindacati, a mobilitarsi e i cittadini a sottoscrivere l'appello contro la privatizzazione.
Un grazie di cuore va al Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca che ha organizzato, il 25 settembre 2015, un incontro aperto a tutta la cittadinanza dove si è fatta conoscenza storica sulla Casa di Riposo di Badia, e chiarezza, perché si sono spiegate le differenze, vantaggi e svantaggi tra le Fondazioni e le APSP.
La partecipazione è stata buona sia per la presenza di cittadini che di operatori, non erano presenti invece membri del CdA della Casa del Sorriso; per l'Amministrazione Comunale erano presenti due Assessori che non sono intervenuti nel dibattito.
Su un argomento così importante come il destino di una delle strutture più importanti del nostro Comune e importante nella nostra Provincia, non si può decidere senza avere valutato attentamente la materia e coinvolto democraticamente la popolazione.
Noi cittadini di Badia, vogliamo che la "Casa del Sorriso" rimanga pubblica, come ora, anche negli anni a venire, ospitale e aperta.

Badia Polesine, 28 settembre 2015
Graziano Berto


29 settembre 2015

Case di riposo. I comitati per la sanità e i servizi sociali del polesine sentiti in commissione regionale

Privatizzare non è l'unica possibilità per le Ipab, audizione in quinta commissione


Cristiano Pavarin è stato ascoltato a Venezia martedì 29 settembre dai consiglieri che compongono la quinta commissione, competente per i Servizi sociali. Attenzione e nuove opportunità, come diventare azienda pubblica


Non è detto che alla luce della nuova legge regionale le Ipab e le case di riposo polesane e venete non abbiano altra scelta se non la privatizzazione. Anzi: alla fine, potrebbe risultare una opzione migliore trasformarsi in Apsp, ossia Azienda pubblica per i servizi alla persona. E' quanto emerso dall'audizione sostenuta martedì 29 settembre a Venezia in Regione da Cristiano Pavarin a nome di quattro comitati polesani, espressione del territorio (Comitato per l'Articolo 32 sanità e sociale, Impegno per il Bene Comune, Comitato per la salute del Delta e Comitato Altopesano dei cittadini per il San Luca).

Leggi l'articolo completo su RovigoOggi.it

19 settembre 2015

Casa di Riposo e Servizi Socio assistenziali: quale futuro?

Badia Polesine, Sala civica
“B. Gidoni”
ven. 25 settembre 2015, ore 18.00

La riforma del sistema regionale è alle porte.
Sta per essere approvata la nuova legge regionale che imporrà alle Ipab come la Casa di Riposo di Badia e altre strutture del polesine di trasformarsi in Aziende Pubbliche di Servizi (Apsp) o in soggetti privati.
Quali saranno i vantaggi? E i rischi? Come potrebbero cambiare i servizi sul territorio, i diritti degli ospiti, i rapporti con i comuni, i contratti di lavoro?

  • Quadro normativo attuale
  • Differenza tra Apsp e soggetti privati
  • Opportunità e sviluppi
  • Rischi e interessi contrapposti
  • Proposte dai comitati

Parliamone con:
Elisa Corniani, Comitato Impegno per il bene comune
Cristiano Pavarin, Comitato per l'art. 32, sanità e sociale
Giuseppe Franchi, Segretario generale funzione pubblica Cgil Rovigo
Coordina Paolo Aguzzoni, giornalista pubblicista

Organizza:
Con la partecipazione di:
Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
Comitato per la Salute del Delta
jazz1942@libero.it
Comitato Impegno per il bene comune
http://ospedaletrecenta.blogspot.it/
Comitato per l'art. 32, sanità e sociale
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Scarica la locandina in formato pdf
Su questo blog vedi anche
Veneto. Progetto di legge regionale sulla trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza
Per leggere tutti i post sulle case di riposo clicca qui

16 settembre 2015

Veneto. Progetto di legge regionale per l'istituzione dell'Azienda Zero e la riduzione delle Ulss



PDL n. 23 : Istituzione dell'Ente di Governance della sanità regionale veneta denominato "Azienda per il Governo della sanità della Regione del Veneto - Azienda Zero". Disposizioni per la individuazione dei nuovi ambiti territoriali delle aziende ULSS.

Veneto. Progetto di legge regionale sulla trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza

PDL n. 25 : Disposizioni per la trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e per la disciplina delle aziende pubbliche e delle persone giuridiche di diritto privato di servizi alla persona

12 settembre 2015

Fondo Non Autosufficienze dal 2006 al 2015

Dati e cifre sulla condizione delle persone con disabilità

Da condicio.it segnalo una ricostruzione delle disposizioni normative relative all’istituzione del Fondo per le non autosufficienze (FNA) e alle risorse economiche di cui è stato dotato nel corso degli anni, nonché un quadro dei decreti di riparto delle risorse attribuite alle Regioni e alle Province Autonome di Trento e di Bolzano.

La Legge di Stabilità 2015 (Legge 23 dicembre 2014, n.190) all’articolo 1, comma 159, ha previsto per il 2015 un incremento del FNA di 400 milioni di euro per l’anno 2015 e di 250 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016 (erano 350 milioni nella scorsa annualità).

Leggi l'articolo completo
[Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2015 15:49]


11 settembre 2015

Casa di riposo di Badia. La delibera del consiglio di amministrazione che avvia la privatizzazione

Deliberazione del CdA n. 30 del 13 luglio 2015 di avvio procedura di trasformazione della Casa del Sorriso da IPAB in Fondazione di diritto privato.

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