fonte: la Voce di Rovigo
link: http://www.lavoce-nuova.it/medio-alto-polesine/2011-08-05/politica-unita-difesa-dell%E2%80%99ospedale
data: 05-08-2011
TRECENTA San Luca: affollata riunione tra sindaci altopolesani e rappresentanti regionali
Politica unita a difesa dell’ospedale. Isi Coppola ottimista: “A Venezia con le idee chiare”. Visentini invoca un documento comune.
Leggi l'articolo
13 agosto 2011
30 luglio 2011
L'ospedale non verrà declassato, fusione con Adria all'orizzonte
SANITA' REGIONE VENETO Il direttore generale dell'Ulss 18 di Rovigo Adriano Marcolongo commenta il Piano socio sanitario 2012-14 che deve passare in Consiglio regionale
Per Adriano Marcolongo, dg dell'Ulss 18, l'ospedale di Rovigo non subirà nessun declassamento con l'applicazione del Piano socio sanitario veneto, anzi sarà il punto di riferimento per Adria e Trecenta. Quasi sicuramente in futuro ci sarà l'accorpamento tra l'ulss 18 e l'ulss 19
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Leggi l'articolo su: http://www.rovigooggi.it/articolo/2011-07-30/l-ospedale-non-verra-declassato-ma-la-fusione-e-all-orizzonte/
Per Adriano Marcolongo, dg dell'Ulss 18, l'ospedale di Rovigo non subirà nessun declassamento con l'applicazione del Piano socio sanitario veneto, anzi sarà il punto di riferimento per Adria e Trecenta. Quasi sicuramente in futuro ci sarà l'accorpamento tra l'ulss 18 e l'ulss 19
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Leggi l'articolo su: http://www.rovigooggi.it/articolo/2011-07-30/l-ospedale-non-verra-declassato-ma-la-fusione-e-all-orizzonte/
25 luglio 2011
Sanità privata convenzionata: incentivi più consistenti dei risparmi
Circa 200 milioni erogati in questo modo.
Per ogni ricovero le cliniche private convenzionate ricevono dalla regione il pagamento della prestazione. Nell'intento di diminuire questo tipo di spesa la regione Veneto ha stabilito, con una delibera del 2007, una sorta di premio per quelle che avessero contenuto i ricoveri al di sotto di quelli effettuati nel 2005.
Bene! Verrebbe da dire. Ma a conti fatti non è così. Dai calcoli dell'assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco, vice presidente dell'amministrazione provinciale di Rovigo, gli 'incentivi' alla riduzione dei ricoveri sono stati superiori a quanto le Ulss avrebbero dovuto sborsare a fronte di ricoveri realmente avvenuti. Una 'genialata' davvero incomprensibile.
Invito a guardare il video del servizio che ne ha fatto il TG Regionale del 17/07/2011.
Buona visione.
08 luglio 2011
Agcom: non censurare internet!
fonte: http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?copy
Il governo ha lanciato un nuovo attacco alla libertà di accesso all'informazione, e oggi un organo amministrativo sconosciuto ai più potrebbe ricevere poteri enormi per censurare internet.
L’Autorità per le comunicazioni, un organo di nomina politica, sta per votare un meccanismo che potrebbe perfino portare alla chiusura di qualunque sito internet straniero - da Wikileaks a Youtube ad Avaaz! - in modo arbitrario e senza alcun controllo giudiziario. Gli esperti hanno già denunciato l’incostituzionalità della regolamentazione, ma soltanto una valanga di proteste dell’opinione pubblica può fermare questo nuovo assalto alle nostre libertà democratiche.
Non c'è tempo da perdere. Oggi l'Autorità voterà la delibera, e se insieme costruiremo un appello pubblico enorme contro la censura su internet potremo fare la differenza. Inondiamo i membri dell'Autorità di messaggi per chiedere di respingere la regolamentazione e preservare così il nostro diritto ad accedere all’informazione su internet. Agisci ora e inoltra l'appello a tutti!
Aggiornamento: 8 Luglio 2011
L'Agcom ha appena pubblicato la bozza di delibera: nonostante alcuni cambiamenti apportati grazie alla nostra mobilitazione incredibile, persistono gravissimi limiti alla libertà di informazione su internet. Ci rimangono 60 giorni a partire da oggi prima che la delibera diventi esecutiva: inondiamo l'Autorità di messaggi per fermare il bavaglio a internet!
Per firmare l'appello clicca il seguente link: http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?copy
Il governo ha lanciato un nuovo attacco alla libertà di accesso all'informazione, e oggi un organo amministrativo sconosciuto ai più potrebbe ricevere poteri enormi per censurare internet.
L’Autorità per le comunicazioni, un organo di nomina politica, sta per votare un meccanismo che potrebbe perfino portare alla chiusura di qualunque sito internet straniero - da Wikileaks a Youtube ad Avaaz! - in modo arbitrario e senza alcun controllo giudiziario. Gli esperti hanno già denunciato l’incostituzionalità della regolamentazione, ma soltanto una valanga di proteste dell’opinione pubblica può fermare questo nuovo assalto alle nostre libertà democratiche.
Non c'è tempo da perdere. Oggi l'Autorità voterà la delibera, e se insieme costruiremo un appello pubblico enorme contro la censura su internet potremo fare la differenza. Inondiamo i membri dell'Autorità di messaggi per chiedere di respingere la regolamentazione e preservare così il nostro diritto ad accedere all’informazione su internet. Agisci ora e inoltra l'appello a tutti!
Aggiornamento: 8 Luglio 2011
L'Agcom ha appena pubblicato la bozza di delibera: nonostante alcuni cambiamenti apportati grazie alla nostra mobilitazione incredibile, persistono gravissimi limiti alla libertà di informazione su internet. Ci rimangono 60 giorni a partire da oggi prima che la delibera diventi esecutiva: inondiamo l'Autorità di messaggi per fermare il bavaglio a internet!
Per firmare l'appello clicca il seguente link: http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?copy
06 giugno 2011
Sul San Luca bisogna fare catenaccio
A Castelguglielmo, mercoledì sera, si è parlato del "San Luca".
Le diapositive scorrono sullo schermo e mostrano la decimazione di reparti, servizi e personale che è stata attuata sull'ospedale di Trecenta dal 2002 a marzo del 2011.
E' notizia di questi giorni la "chiusura per ferie" dell'ambulatorio oncologico. I pazienti dovranno rivolgersi all'ospedale di Rovigo. Nessun problema per il direttore generale dell'Ulss 18!
E' ora di dire basta! Basta ai taglieggiamenti alle funzionalità dell'ospedale, basta nascondere i problemi, basta con la riduzione di posti letto.
Dopo il consiglio comunale aperto di Trecenta, nello scorso mese di marzo, tutti i responsabili regionali si sono sbracciati a rassicurare che "l'ospedale non chiude". Ma questo non è sufficiente! Non ci devono dire SOLO che non chiude ma si devono IMPEGNARE affinché non perda altri pezzi.
La storia del San Luca è zeppa di rassicurazioni, politiche e manageriali, eppure siamo a questo punto.
Per salvare l'ospedale di Trecenta bisogna fare "catenaccio". Prendo in prestito questa espressione calcistica, che indica una squadra che si chiude in difesa, che blocca ogni iniziativa degli avversari, perché rende bene l'atteggiamento da prendere. Dal San Luca non si porta più via niente, non si sospende più nulla. Si fa catenaccio.
La squadra la immagino formata da sindaci, associazioni, sindacati, pazienti, da tutti i cittadini dell'altopolesine.
A Trecenta, a quel consiglio comunale aperto sul San Luca, cinquecento persone hanno riempito il teatro sede della manifestazione. E allora che i sindaci ci chiamino ancora e ancora, per fare squadra e per meglio difendere l'ospedale.
Le diapositive scorrono sullo schermo e mostrano la decimazione di reparti, servizi e personale che è stata attuata sull'ospedale di Trecenta dal 2002 a marzo del 2011.
E' notizia di questi giorni la "chiusura per ferie" dell'ambulatorio oncologico. I pazienti dovranno rivolgersi all'ospedale di Rovigo. Nessun problema per il direttore generale dell'Ulss 18!
E' ora di dire basta! Basta ai taglieggiamenti alle funzionalità dell'ospedale, basta nascondere i problemi, basta con la riduzione di posti letto.
Dopo il consiglio comunale aperto di Trecenta, nello scorso mese di marzo, tutti i responsabili regionali si sono sbracciati a rassicurare che "l'ospedale non chiude". Ma questo non è sufficiente! Non ci devono dire SOLO che non chiude ma si devono IMPEGNARE affinché non perda altri pezzi.
La storia del San Luca è zeppa di rassicurazioni, politiche e manageriali, eppure siamo a questo punto.
Per salvare l'ospedale di Trecenta bisogna fare "catenaccio". Prendo in prestito questa espressione calcistica, che indica una squadra che si chiude in difesa, che blocca ogni iniziativa degli avversari, perché rende bene l'atteggiamento da prendere. Dal San Luca non si porta più via niente, non si sospende più nulla. Si fa catenaccio.
La squadra la immagino formata da sindaci, associazioni, sindacati, pazienti, da tutti i cittadini dell'altopolesine.
A Trecenta, a quel consiglio comunale aperto sul San Luca, cinquecento persone hanno riempito il teatro sede della manifestazione. E allora che i sindaci ci chiamino ancora e ancora, per fare squadra e per meglio difendere l'ospedale.
30 maggio 2011
Ospedale "San Luca" se ne parla mercoledì 1° giugno a Castelguglielmo
Mercoledì 1° giungo 2011,
presso la Sala civica di Castelguglielmo
serata sull'ospedale di Trecenta
... parliamone ancora
L'iniziativa parte dalla consigliere comunale Giuseppina Castellan Anselmi che ha invitato:
Antonio Laruccia, sindaco di Trecenta
Guglielmo Brusco, vicepresidente della provincia di Rovigo
Sono attesi gli interventi di altri amministratori locali.
presso la Sala civica di Castelguglielmo
serata sull'ospedale di Trecenta
... parliamone ancora
L'iniziativa parte dalla consigliere comunale Giuseppina Castellan Anselmi che ha invitato:
Antonio Laruccia, sindaco di Trecenta
Guglielmo Brusco, vicepresidente della provincia di Rovigo
Sono attesi gli interventi di altri amministratori locali.
29 maggio 2011
Le mazzate del piano sanitario regionale. Zaia minimizza.
fonte: RovigoOggi.it
27 maggio 2011
SANITA' ROVIGO Declassamento dell'ospedale cittadino previsto dalla bozza del piano socio sanitario regionale. 5 specialità in meno. No comment del dg dell'Ulss 18 Adriano Marcolongo
Penalizzante la bozza del piano socio sanitario regionale. Declassato l’ospedale di Rovigo, previsto il taglio di 5 specialità: otorino, medicina nucleare, malattie infettive, nefrologia e neurochirurgia. Il direttore generale Adriano Marcolongo si barrica dietro un categorico "no comment". Luca Zaia, presidente della Regione, glissa: "Dagli ospedali escono tutti guariti".
Rovigo – E’ ancora una bozza ma fa già parlare di sé. Il piano socio sanitario regionale 2011-2013 assesta un duro colpo all’ospedale di Rovigo, dove non sarebbero più previste le specializzazioni di otorino, medicina nucleare, malattie infettive, nefrologia e neurochirurgia. A rischio anche i posti letto per l’ospedale di Trecenta, con una riduzione dal 4,5 al 4 per mille abitanti.
Un piano che segue logiche politiche e non sanitarie, secondo Mario Favazza (foto a lato), segretario regionale del sindacato dei medici ospedalieri Cimo (foto a lato) che lo definisce come un programma di serie B. “Abbiamo bisogno di un piano che si occupi del paziente a 360 gradi e non della soddisfazione del politico”, spiega Favazza, “L’importante è garantire l’eccellenza sanitaria al paziente. A chi debba toccare l’eccellenza è un fatto politico. Ma come possiamo garantire l’eccellenza se ci sono ancora ospedali con 40 posti letto?”. A detta di Favazza il piano non garantirebbe neanche il meccanismo per accedere alle sedi centrali.
Pesanti critiche anche dal fronte politico, con il commento di Graziano Azzalin, consigliere regionale del Pd, che definisce la bozza come un ragionamento puramente contabile. “Purtroppo mi dispiace constatare che i miei timori erano fondati: le preoccupazioni sul futuro della sanità polesana e sul ruolo che gli ospedali di Rovigo e Trecenta avrebbero ricoperto all’interno del piano sembrano concretizzarsi”, afferma il consigliere. “Le bugie dell’assessore Coletto hanno le gambe corte, e i suoi toni confortanti sono smentiti dai numeri: nel riparto dei fondi 2011 le due Ulss del Polesine registrano una diminuzione di 3 milioni e 280mila euro a Rovigo e di 1 milione 980mila euro ad Adria. Il rischio è che le strutture pubbliche del nostro territorio vengano pesantemente ridimensionate”.
Azzalin confidava nella visita di Luca Zaia, presidente della Regione, in città giovedì 26 maggio. Vane le sue speranze, che ha avuto risposte più che vaghe da Zaia: “dagli ospedali escono tutti guariti”.
“I disagi che si verrebbero a creare per i pazienti della provincia di Rovigo – conclude Azzalin – potrebbero essere davvero enormi. Si pensi cosa potrebbe significare per i tanti dializzati la chiusura del reparto di nefrologia. Mi farebbe piacere sapere l’opinione del dottor Piva a riguardo. Questi tagli, infatti, colpiscono direttamente i più deboli ed il territorio, ma noi non staremo in silenzio. Chi vuole bene al Polesine e lo vuole difendere sarà al nostro fianco, il resto sono solo vuote parole".
No comment da parte del direttore generale dell'Ulss 18 Adriano Marcolongo, giunto al termine del suo mandato, che si esprime solo con un “argomento chiuso, punto e a capo”.
Giulia Frezzato
27 maggio 2011
SANITA' ROVIGO Declassamento dell'ospedale cittadino previsto dalla bozza del piano socio sanitario regionale. 5 specialità in meno. No comment del dg dell'Ulss 18 Adriano Marcolongo
Penalizzante la bozza del piano socio sanitario regionale. Declassato l’ospedale di Rovigo, previsto il taglio di 5 specialità: otorino, medicina nucleare, malattie infettive, nefrologia e neurochirurgia. Il direttore generale Adriano Marcolongo si barrica dietro un categorico "no comment". Luca Zaia, presidente della Regione, glissa: "Dagli ospedali escono tutti guariti".
Rovigo – E’ ancora una bozza ma fa già parlare di sé. Il piano socio sanitario regionale 2011-2013 assesta un duro colpo all’ospedale di Rovigo, dove non sarebbero più previste le specializzazioni di otorino, medicina nucleare, malattie infettive, nefrologia e neurochirurgia. A rischio anche i posti letto per l’ospedale di Trecenta, con una riduzione dal 4,5 al 4 per mille abitanti.
Un piano che segue logiche politiche e non sanitarie, secondo Mario Favazza (foto a lato), segretario regionale del sindacato dei medici ospedalieri Cimo (foto a lato) che lo definisce come un programma di serie B. “Abbiamo bisogno di un piano che si occupi del paziente a 360 gradi e non della soddisfazione del politico”, spiega Favazza, “L’importante è garantire l’eccellenza sanitaria al paziente. A chi debba toccare l’eccellenza è un fatto politico. Ma come possiamo garantire l’eccellenza se ci sono ancora ospedali con 40 posti letto?”. A detta di Favazza il piano non garantirebbe neanche il meccanismo per accedere alle sedi centrali.
Pesanti critiche anche dal fronte politico, con il commento di Graziano Azzalin, consigliere regionale del Pd, che definisce la bozza come un ragionamento puramente contabile. “Purtroppo mi dispiace constatare che i miei timori erano fondati: le preoccupazioni sul futuro della sanità polesana e sul ruolo che gli ospedali di Rovigo e Trecenta avrebbero ricoperto all’interno del piano sembrano concretizzarsi”, afferma il consigliere. “Le bugie dell’assessore Coletto hanno le gambe corte, e i suoi toni confortanti sono smentiti dai numeri: nel riparto dei fondi 2011 le due Ulss del Polesine registrano una diminuzione di 3 milioni e 280mila euro a Rovigo e di 1 milione 980mila euro ad Adria. Il rischio è che le strutture pubbliche del nostro territorio vengano pesantemente ridimensionate”.
Azzalin confidava nella visita di Luca Zaia, presidente della Regione, in città giovedì 26 maggio. Vane le sue speranze, che ha avuto risposte più che vaghe da Zaia: “dagli ospedali escono tutti guariti”.
“I disagi che si verrebbero a creare per i pazienti della provincia di Rovigo – conclude Azzalin – potrebbero essere davvero enormi. Si pensi cosa potrebbe significare per i tanti dializzati la chiusura del reparto di nefrologia. Mi farebbe piacere sapere l’opinione del dottor Piva a riguardo. Questi tagli, infatti, colpiscono direttamente i più deboli ed il territorio, ma noi non staremo in silenzio. Chi vuole bene al Polesine e lo vuole difendere sarà al nostro fianco, il resto sono solo vuote parole".
No comment da parte del direttore generale dell'Ulss 18 Adriano Marcolongo, giunto al termine del suo mandato, che si esprime solo con un “argomento chiuso, punto e a capo”.
Giulia Frezzato
Tagli alla sanità in Polesine
fonte: sito web del Resto del Carlino, Rovigo, 25 maggio 2011.
Il consigliere del Pd, Graziano Azzalin, svela che nel riparto dei fondi delle due Ulss rodigine ci sarebbe stata una diminuzione di 5milioni e 260mila euro.
Servizi sanitari a rischio nel Polesine. Ad annunciarlo il consigliere del Pd, Graziano Azzalin, il quale ricorda che "le preoccupazioni riguardo al futuro della sanita’ polesana e sul ruolo che i suoi due ospedali di Rovigo e Trecenta sembrano concretizzarsi. Purtroppo mi dispiace dover constatare che i miei timori erano fondati - ha affermato - le bugie dell’assessore Coletto hanno le gambe corte e i suoi toni rassicuranti sono smentiti dai numeri: nel riparto dei fondi 2011 le due Ulss del Polesine registrano una diminuzione di 3 milioni e 280mila euro a Rovigo e di 1 milione 980mila euro ad Adria".
"E’ evidente - ha aggiunto - il ridimensionamento del pubblico, in una provincia come quella di Rovigo nella quale la sanità privata è cresciuta in modo esponenziale, con il tasso di crescita piu’ alto d’Italia (16,4%): negli ultimi otto anni i ricoveri sono passati da 25 milioni a 51milioni, le visite ambulatoriali addirittura da 8 a 27 con un incremento del 230%. Questo avviene perche’ si permette a strutture private di accollarsi le visite piu’ redditizie lasciando al pubblico le briciole".
"Chiudere come prevederebbe il Piano sociosanitario che la Giunta sta elaborando, i reparti di otorino-laringoiatria, malattie infettive, medicina nucleare, neurochirurgia e nefrologia dell’ospedale di Rovigo - conclude Azzalin - vorrebbe dire dare un colpo pesantissimo non solo al nosocomio rodigino, ma alla sanita’ dell’intera provincia e, quindi, alla qualita’ della vita dei polesani".
Il consigliere del Pd, Graziano Azzalin, svela che nel riparto dei fondi delle due Ulss rodigine ci sarebbe stata una diminuzione di 5milioni e 260mila euro.
Servizi sanitari a rischio nel Polesine. Ad annunciarlo il consigliere del Pd, Graziano Azzalin, il quale ricorda che "le preoccupazioni riguardo al futuro della sanita’ polesana e sul ruolo che i suoi due ospedali di Rovigo e Trecenta sembrano concretizzarsi. Purtroppo mi dispiace dover constatare che i miei timori erano fondati - ha affermato - le bugie dell’assessore Coletto hanno le gambe corte e i suoi toni rassicuranti sono smentiti dai numeri: nel riparto dei fondi 2011 le due Ulss del Polesine registrano una diminuzione di 3 milioni e 280mila euro a Rovigo e di 1 milione 980mila euro ad Adria".
"E’ evidente - ha aggiunto - il ridimensionamento del pubblico, in una provincia come quella di Rovigo nella quale la sanità privata è cresciuta in modo esponenziale, con il tasso di crescita piu’ alto d’Italia (16,4%): negli ultimi otto anni i ricoveri sono passati da 25 milioni a 51milioni, le visite ambulatoriali addirittura da 8 a 27 con un incremento del 230%. Questo avviene perche’ si permette a strutture private di accollarsi le visite piu’ redditizie lasciando al pubblico le briciole".
"Chiudere come prevederebbe il Piano sociosanitario che la Giunta sta elaborando, i reparti di otorino-laringoiatria, malattie infettive, medicina nucleare, neurochirurgia e nefrologia dell’ospedale di Rovigo - conclude Azzalin - vorrebbe dire dare un colpo pesantissimo non solo al nosocomio rodigino, ma alla sanita’ dell’intera provincia e, quindi, alla qualita’ della vita dei polesani".
10 maggio 2011
Coletto: "Chi avrà più anziani avrà più soldi dalla Regione"
dal sito del Resto del Carlino, 10 maggio 2011 http://www.ilrestodelcarlino.it/rovigo/cronaca/2011/05/10/502989-colletto_avra_anziani.shtml
Ieri l’assessore regionale alla Sanità era all’hotel Regina Margherita per il summit Pdl
Rovigo, 10 maggio 2011 - Chi ha più anziani avrà più soldi. E’ questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato dagli assessori regionali alla Sanità, Luca Coletto, e ai Servizi sociali, Remo Sernagiotto, in merito ai futuri finanziamenti delle aziende sanitarie della regione. «Ribadisco che non vogliamo chiudere gli ospedali ma nel nostro ambizioso progetto vogliamo portare i servizi a casa degli anziani», è la dichiarazione rassicurante dell’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, al candidato sindaco Bruno Piva durante la riunione di maggioranza regionale tenutasi ieri all’Hotel Regina Margherita.
Tema: il piano sociosanitario regionale. Quindi nessuna preoccupazione per la chiusura dell’ospedale civile di Rovigo, nè per quello di Trecenta. «Sono due strutture importanti che garantiscono a circa 170 mila abitanti una copertura sanitaria all’avanguardia — spiega Coletto in conferenza stampa supportato da Domenico Mantoan, segretario della sanità veneta e dai consiglieri regionali di Pdl e Lega nord — Il problema che maggiormente ci affligge sono gli anziani, abbiamo una media vita molto elevata, data dalla buona sanità che garantiamo. Quest’oggi abbiamo analizzato il nuovo piano sociosanitario e abbiamo stilato una nuova griglia di valutazione per distribuire in maniere più adeguata i finanziamenti nazionali. Maggiore risorse saranno garantite alle aziende sanitarie con la media vita più elevata». In pratica, nell’ambito della regione, Rovigo e Belluno. Per quanto riguarda il Polesine, spiegano i tecnici regionali, in considerazione del fatto che la spesa sanitaria di ogni anziano è pari a trenta volte quella di una persona con meno di 65 anni, al territorio saranno destinate risorse come se gli abitanti fossero 300mila, non solo 170mila.
Il riparto in discussione nella quinta commissione consigliare, che questa settimana incontrerà le parti sociali sul piano sociosanitario e la prossima passerà all’approvazione, è pari a 8 miliardi 250 milioni di euro, parte dei quali sarà redistribuita tra le aziende sanitarie delle varie province. «E per il 2011 — ha affermato Leonardo Pavin, della quinta commissione — avremo dal Governo centrale 200 milioni di euro in più, grazie alla riorganizzazione che stiamo mettendo in campo».
di MILENA FURINI
Ieri l’assessore regionale alla Sanità era all’hotel Regina Margherita per il summit Pdl
Rovigo, 10 maggio 2011 - Chi ha più anziani avrà più soldi. E’ questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato dagli assessori regionali alla Sanità, Luca Coletto, e ai Servizi sociali, Remo Sernagiotto, in merito ai futuri finanziamenti delle aziende sanitarie della regione. «Ribadisco che non vogliamo chiudere gli ospedali ma nel nostro ambizioso progetto vogliamo portare i servizi a casa degli anziani», è la dichiarazione rassicurante dell’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, al candidato sindaco Bruno Piva durante la riunione di maggioranza regionale tenutasi ieri all’Hotel Regina Margherita.
Tema: il piano sociosanitario regionale. Quindi nessuna preoccupazione per la chiusura dell’ospedale civile di Rovigo, nè per quello di Trecenta. «Sono due strutture importanti che garantiscono a circa 170 mila abitanti una copertura sanitaria all’avanguardia — spiega Coletto in conferenza stampa supportato da Domenico Mantoan, segretario della sanità veneta e dai consiglieri regionali di Pdl e Lega nord — Il problema che maggiormente ci affligge sono gli anziani, abbiamo una media vita molto elevata, data dalla buona sanità che garantiamo. Quest’oggi abbiamo analizzato il nuovo piano sociosanitario e abbiamo stilato una nuova griglia di valutazione per distribuire in maniere più adeguata i finanziamenti nazionali. Maggiore risorse saranno garantite alle aziende sanitarie con la media vita più elevata». In pratica, nell’ambito della regione, Rovigo e Belluno. Per quanto riguarda il Polesine, spiegano i tecnici regionali, in considerazione del fatto che la spesa sanitaria di ogni anziano è pari a trenta volte quella di una persona con meno di 65 anni, al territorio saranno destinate risorse come se gli abitanti fossero 300mila, non solo 170mila.
Il riparto in discussione nella quinta commissione consigliare, che questa settimana incontrerà le parti sociali sul piano sociosanitario e la prossima passerà all’approvazione, è pari a 8 miliardi 250 milioni di euro, parte dei quali sarà redistribuita tra le aziende sanitarie delle varie province. «E per il 2011 — ha affermato Leonardo Pavin, della quinta commissione — avremo dal Governo centrale 200 milioni di euro in più, grazie alla riorganizzazione che stiamo mettendo in campo».
di MILENA FURINI
Il Pdl blocca il governatore. «Nessun ospedale sarà chiuso»
SANITA'
Dopo la chiusura dei conti, Zaia aveva annunciato le prime dismissioni. Mantoan: da Roma 200 milioni in più, l’addizionale non servefonte: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2011/10-maggio-2011/pdl-blocca-governatore-nessun-ospedale-sara-chiuso-190606834364.shtml
VENEZIA — Le parti oramai sono ribaltate. Un tempo era infatti il Carroccio, maestro della guerriglia in aula e del doppio registro «di lotta e di governo», a tenersi le mani libere mandando ai matti il Pdl e l’allora governatore Giancarlo Galan, ora invece tocca agli azzurri che, superato lo choc del passaggio dal primo al secondo piano, stanno imparando il sottile piacere di dire quel che pensano e pazienza se al nuovo governatore, Luca Zaia, la cosa può provocare qualche orticaria. Il terreno è sempre quello, il più sdrucciolevole: la Sanità. Zaia abbozza: «Penso all’addizionale Irpef», e loro lo stroncano: «No a nuove tasse» (costringendo la giunta ai salti mortali sul bilancio). Lui annuncia dalle colonne di questo giornale: «Adesso chiudo gli ospedali», e loro tirano fuori la paletta: «Alt!, non si chiude proprio un bel nulla». L’hanno detto ieri, a Rovigo, dove c’è un candidato sindaco da sostenere ed un ospedale (quello della vicina Trecenta) in odore di lucchetti, di fronte ad un manipolo di leghisti rimasti silenti ed al segretario generale della Sanità, Domenico Mantoan, che magari senza volerlo ha tirato pure lui una stoccata al governatore: «Per il prossimo anno non servono altre tasse». Con buona pace di Zaia e del suo assessore alla Sanità, Luca Coletto, che invece nell’ultima settimana hanno fatto intendere a mezzo stampa che l’addizionale è indispensabile e giusto dietro l’angolo. Leonardo Padrin, presidente della commissione Sanità, lo dice chiaro e tondo: «Non verrà chiusa alcuna struttura, gli ospedali del Veneto resteranno quelli che sono».
Padrin gioca sul filo sottile dell’interpretazione della «chiusura», che all’uomo della strada suona come giù la serranda e tanti saluti, mentre per i più accorti frequentatori degli uffici della Sanità potrebbe pure farsi coincidere con la «riconversione» di alcuni reparti, con lo spostamento di qualche specialità, con l’addio (ad esempio) del solo centro per le nascite o con il ridisegno della rete per l’emergenza. Tant’è, la cura drastica viene tassativamente esclusa dal Pdl che anzi, sempre con Padrin va all’attacco: «Chi dice che verranno chiusi degli ospedali in Veneto dice delle bugie politiche, usa slogan elettorali». Per saperne di più non resta che attendere il nuovo Piano sociosanitario (più sanitario che socio, da quel che si racconta nel Palazzo: si vedrà che dirà l’assessore di reparto Remo Sernagiotto quando avrà la bozza definitiva), un infinito «work in progress» sconosciuto ai più che Zaia, confortato dalla sua maggioranza, vorrebbe in consiglio entro giugno, altrimenti tanto vale ricominciare tutto daccapo. Seguiranno le schede ospedaliere. Quel che si sa, dunque, sono solo indiscrezioni, silenziate da Coletto: «Tanto poi cambia tutto». Le Usl, per dirne una, resteranno quelle che sono, sia quanto al numero che quanto ai confini, dell’investimento sulla rete territoriale e dell’avvicinamento dei servizi agli anziani (con poderosi investimenti sulla domiciliarietà) si è già detto, verranno centralizzati gli acquisti e sarà definito il criterio, già sperimentato nell’ultimo riparto, «che darà più soldi pro capite alle Usl del Polesine e del Bellunese dove ci sono più anziani e per di più sparsi in un territorio vasto e impervio » annuncia il capogruppo del Pdl, Dario Bond, che non a caso viene proprio dalla montagna. «Viviamo in una situazione di epidemia in carestia - spiega Mantoan - l’epidemia è il crescente numero di anziani, con un’età media che passerà da 82 a 90 anni di qui al 2020 e con una spesa farmaceutica che è 33 volte quella di un neonato; la carestia è invece la penuria di risorse: il Fondo sociosanitario solo 5 anni fa aveva avuto un incremento del 10% mentre nel 2010 si è fermato all’1,8%».
Insomma, crescono le spese e si riducono le entrate. Ed il prossimo anno ci sono pure 60 milioni di euro in più da sganciare, quelli della prima rata degli ammortamenti non pagati finora. «Ma il ministero dell’Economia ci ha assicurato per il prossimo anno 200 milioni di euro in più» avverte Padrin e Mantoan conferma: «Con questi soldi, rendendo più efficienti gli ospedali e controllando la spesa, non solo saremo in grado di chiudere il prossimo bilancio della Sanità senza disavanzi ma lo faremo senza il bisogno di introdurre nuove tasse, a cominciare dall’addizionale Irpef. E potremo pure garantire ulteriori servizi extra Lea». Gran cenni di assenso tra gli uomini del Pdl che vedono così confermata la linea imposta alla giunta tra malumori e baruffe, mentre i leghisti non confermano né smentiscono (Coletto se ne è già andato), sono delle sfingi. Intanto si intensificano le voci su un’imminente defenestrazione di Antonio Padoan, direttore generale dell’Usl di Venezia. Pur di liberarsene, Zaia sarebbe perfino disposto a tenere al loro posto fino a scadenza naturale (dicembre 2012) gli altri due direttori in bilico, Adriano Marcolongo (Rovigo) e Giuseppina Bonavina (Verona). Così da concentrare in laguna tutta la potenza di fuoco dei suoi legali.
Marco Bonet
10 maggio 2011
Dopo la chiusura dei conti, Zaia aveva annunciato le prime dismissioni. Mantoan: da Roma 200 milioni in più, l’addizionale non servefonte: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2011/10-maggio-2011/pdl-blocca-governatore-nessun-ospedale-sara-chiuso-190606834364.shtml
VENEZIA — Le parti oramai sono ribaltate. Un tempo era infatti il Carroccio, maestro della guerriglia in aula e del doppio registro «di lotta e di governo», a tenersi le mani libere mandando ai matti il Pdl e l’allora governatore Giancarlo Galan, ora invece tocca agli azzurri che, superato lo choc del passaggio dal primo al secondo piano, stanno imparando il sottile piacere di dire quel che pensano e pazienza se al nuovo governatore, Luca Zaia, la cosa può provocare qualche orticaria. Il terreno è sempre quello, il più sdrucciolevole: la Sanità. Zaia abbozza: «Penso all’addizionale Irpef», e loro lo stroncano: «No a nuove tasse» (costringendo la giunta ai salti mortali sul bilancio). Lui annuncia dalle colonne di questo giornale: «Adesso chiudo gli ospedali», e loro tirano fuori la paletta: «Alt!, non si chiude proprio un bel nulla». L’hanno detto ieri, a Rovigo, dove c’è un candidato sindaco da sostenere ed un ospedale (quello della vicina Trecenta) in odore di lucchetti, di fronte ad un manipolo di leghisti rimasti silenti ed al segretario generale della Sanità, Domenico Mantoan, che magari senza volerlo ha tirato pure lui una stoccata al governatore: «Per il prossimo anno non servono altre tasse». Con buona pace di Zaia e del suo assessore alla Sanità, Luca Coletto, che invece nell’ultima settimana hanno fatto intendere a mezzo stampa che l’addizionale è indispensabile e giusto dietro l’angolo. Leonardo Padrin, presidente della commissione Sanità, lo dice chiaro e tondo: «Non verrà chiusa alcuna struttura, gli ospedali del Veneto resteranno quelli che sono».
Padrin gioca sul filo sottile dell’interpretazione della «chiusura», che all’uomo della strada suona come giù la serranda e tanti saluti, mentre per i più accorti frequentatori degli uffici della Sanità potrebbe pure farsi coincidere con la «riconversione» di alcuni reparti, con lo spostamento di qualche specialità, con l’addio (ad esempio) del solo centro per le nascite o con il ridisegno della rete per l’emergenza. Tant’è, la cura drastica viene tassativamente esclusa dal Pdl che anzi, sempre con Padrin va all’attacco: «Chi dice che verranno chiusi degli ospedali in Veneto dice delle bugie politiche, usa slogan elettorali». Per saperne di più non resta che attendere il nuovo Piano sociosanitario (più sanitario che socio, da quel che si racconta nel Palazzo: si vedrà che dirà l’assessore di reparto Remo Sernagiotto quando avrà la bozza definitiva), un infinito «work in progress» sconosciuto ai più che Zaia, confortato dalla sua maggioranza, vorrebbe in consiglio entro giugno, altrimenti tanto vale ricominciare tutto daccapo. Seguiranno le schede ospedaliere. Quel che si sa, dunque, sono solo indiscrezioni, silenziate da Coletto: «Tanto poi cambia tutto». Le Usl, per dirne una, resteranno quelle che sono, sia quanto al numero che quanto ai confini, dell’investimento sulla rete territoriale e dell’avvicinamento dei servizi agli anziani (con poderosi investimenti sulla domiciliarietà) si è già detto, verranno centralizzati gli acquisti e sarà definito il criterio, già sperimentato nell’ultimo riparto, «che darà più soldi pro capite alle Usl del Polesine e del Bellunese dove ci sono più anziani e per di più sparsi in un territorio vasto e impervio » annuncia il capogruppo del Pdl, Dario Bond, che non a caso viene proprio dalla montagna. «Viviamo in una situazione di epidemia in carestia - spiega Mantoan - l’epidemia è il crescente numero di anziani, con un’età media che passerà da 82 a 90 anni di qui al 2020 e con una spesa farmaceutica che è 33 volte quella di un neonato; la carestia è invece la penuria di risorse: il Fondo sociosanitario solo 5 anni fa aveva avuto un incremento del 10% mentre nel 2010 si è fermato all’1,8%».
Insomma, crescono le spese e si riducono le entrate. Ed il prossimo anno ci sono pure 60 milioni di euro in più da sganciare, quelli della prima rata degli ammortamenti non pagati finora. «Ma il ministero dell’Economia ci ha assicurato per il prossimo anno 200 milioni di euro in più» avverte Padrin e Mantoan conferma: «Con questi soldi, rendendo più efficienti gli ospedali e controllando la spesa, non solo saremo in grado di chiudere il prossimo bilancio della Sanità senza disavanzi ma lo faremo senza il bisogno di introdurre nuove tasse, a cominciare dall’addizionale Irpef. E potremo pure garantire ulteriori servizi extra Lea». Gran cenni di assenso tra gli uomini del Pdl che vedono così confermata la linea imposta alla giunta tra malumori e baruffe, mentre i leghisti non confermano né smentiscono (Coletto se ne è già andato), sono delle sfingi. Intanto si intensificano le voci su un’imminente defenestrazione di Antonio Padoan, direttore generale dell’Usl di Venezia. Pur di liberarsene, Zaia sarebbe perfino disposto a tenere al loro posto fino a scadenza naturale (dicembre 2012) gli altri due direttori in bilico, Adriano Marcolongo (Rovigo) e Giuseppina Bonavina (Verona). Così da concentrare in laguna tutta la potenza di fuoco dei suoi legali.
Marco Bonet
10 maggio 2011
11 aprile 2011
Se 110 vi sembran pochi...
Il direttore generale dell'Ulss 18 si lamenta dello stato dell'ospedale di Rovigo. In un'intervista dello scorso marzo a RovigoOggi.it intitolata "Che sfascio il complesso ospedaliero" afferma: "Otto anni fa mi sono seduto sopra una bomba che poteva scoppiare, ora servono investimenri per completare l'intera struttura".
Nell'articolo si legge che, per la prima volta, Adriano Marcolongo "si sbottona".
E da 'sbottonato' dichiara: "non biasimo chi scrive ai giornali e si lamenta di malservizi in ospedale, anche noi ogni giorno segnaliamo a chi di dovere (alla Regione Veneto, ndr) le mancanze che abbiamo all’interno dell’azienda. Ma la politica non sta facendo nulla per evitare questo continuo disagio".
Le mancanze si riferiscono non tanto all'assistenza sanitaria ma al servizio "alberghiero".
Apprendiamo dall'intervista che i limiti della struttura sono emersi dopo un dettagliato sopralluogo. E allora? Allora - oltre ai 110 milioni di euro già stanziati - “servirebbero altri 70 milioni di euro per poter completare il totale ammodernamento dell’ospedale" e per "costruire un nuovo blocco che permetterebbe di poter spostare 3 piani di reparti (il 5°, il 6° ed il 7°)”. Un nuovo blocco collegato con passerelle sopraelevate al nuovo ingresso.
Fin qui la sintesi dell'intervista a cui rimando per completezza.
Tuttavia, qualcosa anzi molto non torna.
1. Non sono troppi otto anni per prendere atto della situazione? Perché non ha fatto un bel sopralluogo quando ha preso servizio?
2. Il direttore generale 'non biasima' chi si lamenta. Bene, dopo otto anni è la prima volta!
3. Quando è stata 'posata la prima pietra' della grande ristrutturazione da 110 milioni di euro, tutti abbiamo pensato che fosse che una somma enorme. Ora scopriamo che non è abbastanza: per adeguare l'ospedale di Rovigo di milioni ne servono altri 70. Un vero pozzo di San Patrizio. E quando saranno erogati anche questi ulteriori 70 milioni di euro, siamo proprio sicuri che il direttore generale dell'Ulss non farà un altro 'sopralluogo'?
Nell'articolo si legge che, per la prima volta, Adriano Marcolongo "si sbottona".
E da 'sbottonato' dichiara: "non biasimo chi scrive ai giornali e si lamenta di malservizi in ospedale, anche noi ogni giorno segnaliamo a chi di dovere (alla Regione Veneto, ndr) le mancanze che abbiamo all’interno dell’azienda. Ma la politica non sta facendo nulla per evitare questo continuo disagio".
Le mancanze si riferiscono non tanto all'assistenza sanitaria ma al servizio "alberghiero".
Apprendiamo dall'intervista che i limiti della struttura sono emersi dopo un dettagliato sopralluogo. E allora? Allora - oltre ai 110 milioni di euro già stanziati - “servirebbero altri 70 milioni di euro per poter completare il totale ammodernamento dell’ospedale" e per "costruire un nuovo blocco che permetterebbe di poter spostare 3 piani di reparti (il 5°, il 6° ed il 7°)”. Un nuovo blocco collegato con passerelle sopraelevate al nuovo ingresso.
Fin qui la sintesi dell'intervista a cui rimando per completezza.
Tuttavia, qualcosa anzi molto non torna.
1. Non sono troppi otto anni per prendere atto della situazione? Perché non ha fatto un bel sopralluogo quando ha preso servizio?
2. Il direttore generale 'non biasima' chi si lamenta. Bene, dopo otto anni è la prima volta!
3. Quando è stata 'posata la prima pietra' della grande ristrutturazione da 110 milioni di euro, tutti abbiamo pensato che fosse che una somma enorme. Ora scopriamo che non è abbastanza: per adeguare l'ospedale di Rovigo di milioni ne servono altri 70. Un vero pozzo di San Patrizio. E quando saranno erogati anche questi ulteriori 70 milioni di euro, siamo proprio sicuri che il direttore generale dell'Ulss non farà un altro 'sopralluogo'?
08 aprile 2011
San Luca, convocata la conferenza dei sindaci
La Conferenza dei sindaci dei comuni dell'Ulss 18 è convocata per Mercoledì 13 aprile 2011 alle ore 15.00 a Rovigo.
Un solo punto all'ordine del giorno:
Situazione Ospedale San Luca di Trecenta. Comunicazioni e prospettive.
Un solo punto all'ordine del giorno:
Situazione Ospedale San Luca di Trecenta. Comunicazioni e prospettive.
07 aprile 2011
Preoccupazioni per il San Luca. Per il direttore generale dell'Ulss è solo una questione di ferie
Negare anche l'evidenza
La credibilità di Adriano Marcolongo è a zero
Il direttore generale dell'Ulss 18 è un fenomeno. Muto per settimane sulla questione che ha preoccupato tutti gli amministratori dell'altopolesine - la chiusura della casa del parto dell'ospedale di Trecenta - sollecitato anche dal Prefetto, dichiara che si tratta solo di "organizzare il piano ferie dei dipendenti in anticipo rispetto agli anni scorsi". E lo dice come se pensasse veramente che Prefetto, Sindaci e cittadini se la possano bere liscia come acqua minerale. Un vero fenomeno!
La credibilità di queste dichiarazioni si possono misurare con precisione effettuando una piccola ricerca sui post di questo blog. Provate a digitare "pneumologia" (senza le virgolette) nella casella di ricerca in alto a sinistra e premete il tasto Invio.
Si vedrà che quando è stata prospettata la chiusura del reparto di pneumologia il direttore generale ha negato, negato e poi ancora negato. Dopo qualche giorno dall'ultima smentita di Adriano Marcolongo il reparto è stato chiuso.
Si vedano in particolare i post:
- Trecenta, «Pneumologia non chiude, ... che riproduce un articolo pubblicato sul Gazzettino del 20.09.2006
- Marcolongo rassicura i pazienti: «Il reparto c’è e resterà. Solo voci» che riporta un articolo del Resto del Carlino del 20 settembre 2006
Il reparto di pneumologia fu chiuso 11 giorni dopo, il 1° ottobre 2006.
Altre risorse sulla rete:
http://rovigooggi.it/articolo/2011-04-07/marcolongo-nessun-taglio-adottato-solo-il-piano-ferie/
http://rovigooggi.it/articolo/2011-04-05/un-silenzio-troppo-lungo/
http://rovigooggi.it/articolo/2011-03-31/tante-rassicurazioni-ma-si-continua-a-tagliare/
http://rovigooggi.it/articolo/2011-03-30/il-diritto-alla-salute-di-85mila-persone/
La credibilità di Adriano Marcolongo è a zero
Il direttore generale dell'Ulss 18 è un fenomeno. Muto per settimane sulla questione che ha preoccupato tutti gli amministratori dell'altopolesine - la chiusura della casa del parto dell'ospedale di Trecenta - sollecitato anche dal Prefetto, dichiara che si tratta solo di "organizzare il piano ferie dei dipendenti in anticipo rispetto agli anni scorsi". E lo dice come se pensasse veramente che Prefetto, Sindaci e cittadini se la possano bere liscia come acqua minerale. Un vero fenomeno!
La credibilità di queste dichiarazioni si possono misurare con precisione effettuando una piccola ricerca sui post di questo blog. Provate a digitare "pneumologia" (senza le virgolette) nella casella di ricerca in alto a sinistra e premete il tasto Invio.
Si vedrà che quando è stata prospettata la chiusura del reparto di pneumologia il direttore generale ha negato, negato e poi ancora negato. Dopo qualche giorno dall'ultima smentita di Adriano Marcolongo il reparto è stato chiuso.
Si vedano in particolare i post:
- Trecenta, «Pneumologia non chiude, ... che riproduce un articolo pubblicato sul Gazzettino del 20.09.2006
- Marcolongo rassicura i pazienti: «Il reparto c’è e resterà. Solo voci» che riporta un articolo del Resto del Carlino del 20 settembre 2006
Il reparto di pneumologia fu chiuso 11 giorni dopo, il 1° ottobre 2006.
Altre risorse sulla rete:
http://rovigooggi.it/articolo/2011-04-07/marcolongo-nessun-taglio-adottato-solo-il-piano-ferie/
http://rovigooggi.it/articolo/2011-04-05/un-silenzio-troppo-lungo/
http://rovigooggi.it/articolo/2011-03-31/tante-rassicurazioni-ma-si-continua-a-tagliare/
http://rovigooggi.it/articolo/2011-03-30/il-diritto-alla-salute-di-85mila-persone/
21 marzo 2011
Esenzione dal ticket. Novità
fonte Cgil
Cambiano le regole per ottenere l'esenzione dalla quota di partecipazione alla spesa sanitaria (ticket) per condizione economica. Sono invariati i requisiti di legge che danno diritto all'e-senzione per motivi di reddito, cambiano però le modalità di autocertificazione.
DAL 1 APRILE 2011
Il cittadino non potrà più autocertificare autonomamente il proprio diritto all'e-senzione firmando l'impegnativa.
Sarà compito del MEDICO PRESCRITTORE, su richiesta espressa del proprio ASSISTITO, ve-rificare se il nominativo è presente nell'elenco dei cittadini esenti, fornito dal sistema Tessera Sanitaria dell'Agenzia Entrate, e riportare il codice di esenzione sull'impegnativa.
Le impegnative senza codice di esenzione saranno soggette al pagamento del ti-cket.
Dal 1° FEBBRAIO AL 31 MARZO 2011
Vige il periodo transitorio di prima applicazione delle nuove norme sull'autocertificazione di esenzione dal ticket. Per il periodo dal 1/2/2011 al 31/3/2011, potranno essere ancora accet-tate le autocertificazioni secondo l'attuale sistema (firma dell'assistito sulla "ricetta rossa").
COSA FARE
Quando l'assistito si reca dal medico di famiglia, dal pediatra o dallo specialista, all'atto della prescrizione di prestazioni ambulatoriali, se sa di essere esente dal ticket deve chiedere al medico, di verificare il diritto all'esenzione dall'elenco degli esenti del Sistema dell'Agenzia delle Entrate.
Se il nominativo è presente in elenco, il medico riporterà il codice di esenzione sulla ricetta.
Nel caso in cui il nominativo non sia presente nell'elenco degli esenti, e l'assistito ritenga di avere diritto all'esenzione per condizione economica, può rivolgersi al più vicino Punto Sanità o agli Uffici Cassa degli Ospedali di Rovigo e Trecenta, con i documenti di seguito indicati:
• documento di identità valido
• tessera sanitaria azzurra (TEAM) dell'assistito
Nel caso si desideri delegare un'altra persona, si dovranno presentare i documenti su indicati e, in più:
• tessera sanitaria azzurra (TEAM) della persona delegata,
• delega
• fotocopia documento identità della persona delegata.
L'Ufficio rilascerà il CERTIFICATO PROVVISORIO DI ESENZIONE e il nominativo dell'as-sistito sarà inserito nell'elenco dell'Agenzia delle Entrate.
I cittadini esenti per disoccupazione e reddito e quelli che acquisiscono il diritto all'esenzione in corso d'anno, non sono presenti nell'elenco degli esenti. è quindi necessario recarsi presso gli uffici amministrativi (Punti Sanità, Uffici Cassa Ospedali di Rovigo e Trecenta) per il rila-scio del CERTIFICATO PROVVISORIO DI ESENZIONE.
Cambiano le regole per ottenere l'esenzione dalla quota di partecipazione alla spesa sanitaria (ticket) per condizione economica. Sono invariati i requisiti di legge che danno diritto all'e-senzione per motivi di reddito, cambiano però le modalità di autocertificazione.
DAL 1 APRILE 2011
Il cittadino non potrà più autocertificare autonomamente il proprio diritto all'e-senzione firmando l'impegnativa.
Sarà compito del MEDICO PRESCRITTORE, su richiesta espressa del proprio ASSISTITO, ve-rificare se il nominativo è presente nell'elenco dei cittadini esenti, fornito dal sistema Tessera Sanitaria dell'Agenzia Entrate, e riportare il codice di esenzione sull'impegnativa.
Le impegnative senza codice di esenzione saranno soggette al pagamento del ti-cket.
Dal 1° FEBBRAIO AL 31 MARZO 2011
Vige il periodo transitorio di prima applicazione delle nuove norme sull'autocertificazione di esenzione dal ticket. Per il periodo dal 1/2/2011 al 31/3/2011, potranno essere ancora accet-tate le autocertificazioni secondo l'attuale sistema (firma dell'assistito sulla "ricetta rossa").
COSA FARE
Quando l'assistito si reca dal medico di famiglia, dal pediatra o dallo specialista, all'atto della prescrizione di prestazioni ambulatoriali, se sa di essere esente dal ticket deve chiedere al medico, di verificare il diritto all'esenzione dall'elenco degli esenti del Sistema dell'Agenzia delle Entrate.
Se il nominativo è presente in elenco, il medico riporterà il codice di esenzione sulla ricetta.
Nel caso in cui il nominativo non sia presente nell'elenco degli esenti, e l'assistito ritenga di avere diritto all'esenzione per condizione economica, può rivolgersi al più vicino Punto Sanità o agli Uffici Cassa degli Ospedali di Rovigo e Trecenta, con i documenti di seguito indicati:
• documento di identità valido
• tessera sanitaria azzurra (TEAM) dell'assistito
Nel caso si desideri delegare un'altra persona, si dovranno presentare i documenti su indicati e, in più:
• tessera sanitaria azzurra (TEAM) della persona delegata,
• delega
• fotocopia documento identità della persona delegata.
L'Ufficio rilascerà il CERTIFICATO PROVVISORIO DI ESENZIONE e il nominativo dell'as-sistito sarà inserito nell'elenco dell'Agenzia delle Entrate.
I cittadini esenti per disoccupazione e reddito e quelli che acquisiscono il diritto all'esenzione in corso d'anno, non sono presenti nell'elenco degli esenti. è quindi necessario recarsi presso gli uffici amministrativi (Punti Sanità, Uffici Cassa Ospedali di Rovigo e Trecenta) per il rila-scio del CERTIFICATO PROVVISORIO DI ESENZIONE.
Progetto "Vita indipendente"
fonte Cgil (D.G.R. 2824 del 18/09/2003)
La Legge 162/98, ha modificato e aggiornato l’art. 39, comma 2, della Legge del 5 febbraio 1992, n. 104, e ha disposto che “allo scopo di garantire il diritto ad una vita indipendente alle persone con disabilità permanente e grave limitazione dell’autonomia personale nello svolgimento di una o più funzioni essenziali della vita non superabili mediante ausili tecnici” le Regioni disciplinino le modalità di realizzazione di programmi di aiuto alla persona, gestiti in forma indiretta, anche mediante piani personalizzati per i soggetti che ne facciano richiesta, con verifica delle prestazioni erogate e della loro efficacia” (art. 1 – ter della L. 162/98).
In tal modo si richiama l’attenzione sulla necessità di programmare servizi ed interventi che, attraverso la partecipazione attiva delle persone con disabilità, assicurino pari opportunità per tutti i cittadini nella vita di relazione, sociale e lavorativa. Il diritto alla vita indipendente, definito dalla norma, sancisce come principio per le persone con disabilità il diritto di vivere, come tutti, senza barriere od ostacoli che impediscano o limitino la loro capacità e il diritto di orientare autonomamente le scelte di vita personale.
La realizzazione di programmi di assistenza “gestiti in forma indiretta” rappresenta una modalità innovativa nel sistema dei servizi socio-assistenziali e presuppone l’esistenza di un progetto globale di vita, in cui alla persona con disabilità viene assicurata la possibilità di autodeterminare: il livello di prestazioni assistenziali di cui necessita, i tempi ed, inoltre, la scelta dell’assistente personale e la gestione del rapporto contrattuale.
Tale modalità consente alla persona con disabilità di diventare protagonista della propria esistenza, favorendone la partecipazione attiva alla vita sociale e lavorativa ed innescando pertanto processi di piena integrazione sociale.
La Giunta Regionale con DGR 4022 del 30/12/02 ha previsto la realizzazione di progetti finalizzati alla vita indipendente, nell’ambito della programmazione degli interventi di sostegno alle persone con grave disabilità, ai sensi della L. 162/98, finanziati con risorse trasferite dal Fondo Nazionale delle Politiche Sociali.
Con la stessa deliberazione la Giunta Regionale ha approvato le linee di indirizzo per la predisposizione, da parte delle Aziende Ulss, dei programmi annuali di intervento con l’individuazione di: obiettivi, destinatari, tipi di prestazioni e modalità di attuazione del sistema di intervento.
La Regione del Veneto ha previsto l’istituzione, a carico del Fondo Sociale Regionale, di un apposito finanziamento per la Vita Indipendente delle persone con disabilità, di cui all’art. 1- ter, della L. 162/98. Tale disponibilità consente l’avvio di una politica più incisiva a favore delle persone con disabilità, promuovendo e sostenendo specifiche progettualità a livello locale che permettano, su tutto il territorio regionale, la realizzazione di progetti individuali di vita indipendente, in modo da assicurare risposte adeguate e modalità di intervento efficaci per la piena autonomia delle persone con disabilità.
Le Aziende Ulss, in collaborazione con le Amministrazioni Locali, si sono impegnate, nella predisposizione di un programma territoriale attuativo in cui sono individuate le modalità organizzative e gestionali per l’approvazione dei progetti individuali di vita indipendente, sulla base delle seguenti linee di indirizzo:
Obiettivo
Favorire il diritto alla vita indipendente delle persone con disabilità, attraverso progetti individuali di assistenza, gestiti in forma indiretta.
Destinatari
Persone con grave disabilità fisico-motoria, di età compresa tra i 18 e i 64 anni, che nella costruzione di un progetto personale di vita intendano avvalersi dell’assistenza personale, gestendola in modo diretto.
Prestazioni
Nella predisposizione dei progetti individuali di vita indipendente possono essere ricomprese prestazioni finalizzate a:
- interventi domiciliari assistenziali (cura della persona e della casa);
- interventi per l’integrazione sociale (tempo libero, lavoro, formazione....);
- interventi per l’accessibilità e la mobilità (trasporto, accompagnamento, assistenza).
Modalità di attuazione
Il progetto individuale è predisposto dalla Unità Operativa Disabili dell’Azienda ULSS, su proposta e in accordo con la persona con disabilità e i suoi familiari, ed è approvato dalla UVMD del distretto di residenza dell’utente.
Il progetto definisce obiettivi, prestazioni, durata, entità del contributo mensile assegnato e modalità delle verifiche. Deve essere acquisita la disponibilità esplicita, da parte della persona, alla gestione complessiva dell’assistenza e del rapporto contrattuale con l’assistente personale.
Nell’ambito del progetto deve essere individuato l’operatore sociale di riferimento, con il compito di monitorare e verificare l’attuazione del programma personalizzato di assistenza, secondo gli impegni assunti.
Per l’individuazione dell’assistente personale la persona con disabilità può ricorrere a:
- personale di cooperative sociali o associazioni convenzionate con l’Azienda ULSS, con il quale la persona intrattiene un rapporto contrattuale diretto;
- personale di cooperative o associazioni scelte dalla persona con disabilità;
- personale privato, con regolare rapporto di lavoro, scelto dalla persona con disabilità.
Contributo mensile
In relazione agli obiettivi del progetto individuale viene concesso un contributo mensile dell’importo massimo di € 1.000,00.
Graduatoria
Le Aziende ULSS per l’assegnazione dei contributi di cui al presente provvedimento predispongono una graduatoria unica, ordinando le richieste delle persone con disabilità mediante l’applicazione dei seguenti criteri di priorità:
- reddito Isee più basso. L’Isee viene determinato dietro presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica, come previsto dal DL 109/98 e DL 130/00 e dal Dpcm 242/2001. Ai fini del calcolo della situazione reddituale si considera il solo reddito della persona con disabilità;
- condizione familiare;
- particolari condizioni di carattere abitativo e ambientale.
Il programma attuativo, predisposto dall’Azienda ULSS, contiene inoltre le modalità di
informazione e di comunicazione ai soggetti interessati e alle Associazioni delle persone con disabilità.
Il programma attuativo è approvato con apposito Accordo di Programma tra Azienda ULSS e Comuni e trasmesso alla Direzione Regionale per i Servizi Sociali entro trenta giorni dalla pubblicazione del presente provvedimento.
Le Amministrazioni Comunali, in sede di approvazione dell’Accordo di Programma, possono incrementare con proprie risorse il contributo mensile assegnato per la realizzazione dei progetti individuali di vita indipendente.
REFERENTI PER GLI UTENTI:
Azienda ULSS - Servizio UVMD
Amministrazioni Comunali (Assistente Sociale).
La Legge 162/98, ha modificato e aggiornato l’art. 39, comma 2, della Legge del 5 febbraio 1992, n. 104, e ha disposto che “allo scopo di garantire il diritto ad una vita indipendente alle persone con disabilità permanente e grave limitazione dell’autonomia personale nello svolgimento di una o più funzioni essenziali della vita non superabili mediante ausili tecnici” le Regioni disciplinino le modalità di realizzazione di programmi di aiuto alla persona, gestiti in forma indiretta, anche mediante piani personalizzati per i soggetti che ne facciano richiesta, con verifica delle prestazioni erogate e della loro efficacia” (art. 1 – ter della L. 162/98).
In tal modo si richiama l’attenzione sulla necessità di programmare servizi ed interventi che, attraverso la partecipazione attiva delle persone con disabilità, assicurino pari opportunità per tutti i cittadini nella vita di relazione, sociale e lavorativa. Il diritto alla vita indipendente, definito dalla norma, sancisce come principio per le persone con disabilità il diritto di vivere, come tutti, senza barriere od ostacoli che impediscano o limitino la loro capacità e il diritto di orientare autonomamente le scelte di vita personale.
La realizzazione di programmi di assistenza “gestiti in forma indiretta” rappresenta una modalità innovativa nel sistema dei servizi socio-assistenziali e presuppone l’esistenza di un progetto globale di vita, in cui alla persona con disabilità viene assicurata la possibilità di autodeterminare: il livello di prestazioni assistenziali di cui necessita, i tempi ed, inoltre, la scelta dell’assistente personale e la gestione del rapporto contrattuale.
Tale modalità consente alla persona con disabilità di diventare protagonista della propria esistenza, favorendone la partecipazione attiva alla vita sociale e lavorativa ed innescando pertanto processi di piena integrazione sociale.
La Giunta Regionale con DGR 4022 del 30/12/02 ha previsto la realizzazione di progetti finalizzati alla vita indipendente, nell’ambito della programmazione degli interventi di sostegno alle persone con grave disabilità, ai sensi della L. 162/98, finanziati con risorse trasferite dal Fondo Nazionale delle Politiche Sociali.
Con la stessa deliberazione la Giunta Regionale ha approvato le linee di indirizzo per la predisposizione, da parte delle Aziende Ulss, dei programmi annuali di intervento con l’individuazione di: obiettivi, destinatari, tipi di prestazioni e modalità di attuazione del sistema di intervento.
La Regione del Veneto ha previsto l’istituzione, a carico del Fondo Sociale Regionale, di un apposito finanziamento per la Vita Indipendente delle persone con disabilità, di cui all’art. 1- ter, della L. 162/98. Tale disponibilità consente l’avvio di una politica più incisiva a favore delle persone con disabilità, promuovendo e sostenendo specifiche progettualità a livello locale che permettano, su tutto il territorio regionale, la realizzazione di progetti individuali di vita indipendente, in modo da assicurare risposte adeguate e modalità di intervento efficaci per la piena autonomia delle persone con disabilità.
Le Aziende Ulss, in collaborazione con le Amministrazioni Locali, si sono impegnate, nella predisposizione di un programma territoriale attuativo in cui sono individuate le modalità organizzative e gestionali per l’approvazione dei progetti individuali di vita indipendente, sulla base delle seguenti linee di indirizzo:
Obiettivo
Favorire il diritto alla vita indipendente delle persone con disabilità, attraverso progetti individuali di assistenza, gestiti in forma indiretta.
Destinatari
Persone con grave disabilità fisico-motoria, di età compresa tra i 18 e i 64 anni, che nella costruzione di un progetto personale di vita intendano avvalersi dell’assistenza personale, gestendola in modo diretto.
Prestazioni
Nella predisposizione dei progetti individuali di vita indipendente possono essere ricomprese prestazioni finalizzate a:
- interventi domiciliari assistenziali (cura della persona e della casa);
- interventi per l’integrazione sociale (tempo libero, lavoro, formazione....);
- interventi per l’accessibilità e la mobilità (trasporto, accompagnamento, assistenza).
Modalità di attuazione
Il progetto individuale è predisposto dalla Unità Operativa Disabili dell’Azienda ULSS, su proposta e in accordo con la persona con disabilità e i suoi familiari, ed è approvato dalla UVMD del distretto di residenza dell’utente.
Il progetto definisce obiettivi, prestazioni, durata, entità del contributo mensile assegnato e modalità delle verifiche. Deve essere acquisita la disponibilità esplicita, da parte della persona, alla gestione complessiva dell’assistenza e del rapporto contrattuale con l’assistente personale.
Nell’ambito del progetto deve essere individuato l’operatore sociale di riferimento, con il compito di monitorare e verificare l’attuazione del programma personalizzato di assistenza, secondo gli impegni assunti.
Per l’individuazione dell’assistente personale la persona con disabilità può ricorrere a:
- personale di cooperative sociali o associazioni convenzionate con l’Azienda ULSS, con il quale la persona intrattiene un rapporto contrattuale diretto;
- personale di cooperative o associazioni scelte dalla persona con disabilità;
- personale privato, con regolare rapporto di lavoro, scelto dalla persona con disabilità.
Contributo mensile
In relazione agli obiettivi del progetto individuale viene concesso un contributo mensile dell’importo massimo di € 1.000,00.
Graduatoria
Le Aziende ULSS per l’assegnazione dei contributi di cui al presente provvedimento predispongono una graduatoria unica, ordinando le richieste delle persone con disabilità mediante l’applicazione dei seguenti criteri di priorità:
- reddito Isee più basso. L’Isee viene determinato dietro presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica, come previsto dal DL 109/98 e DL 130/00 e dal Dpcm 242/2001. Ai fini del calcolo della situazione reddituale si considera il solo reddito della persona con disabilità;
- condizione familiare;
- particolari condizioni di carattere abitativo e ambientale.
Il programma attuativo, predisposto dall’Azienda ULSS, contiene inoltre le modalità di
informazione e di comunicazione ai soggetti interessati e alle Associazioni delle persone con disabilità.
Il programma attuativo è approvato con apposito Accordo di Programma tra Azienda ULSS e Comuni e trasmesso alla Direzione Regionale per i Servizi Sociali entro trenta giorni dalla pubblicazione del presente provvedimento.
Le Amministrazioni Comunali, in sede di approvazione dell’Accordo di Programma, possono incrementare con proprie risorse il contributo mensile assegnato per la realizzazione dei progetti individuali di vita indipendente.
REFERENTI PER GLI UTENTI:
Azienda ULSS - Servizio UVMD
Amministrazioni Comunali (Assistente Sociale).
Utilizzare il Telesoccorso
Fonte Cgil (L.R. 26/04/1987)
Possono chiedere l'attivazione di questo servizio i cittadini ultrasessantenni o an¬che soggetti più giovani in condizioni di salute gravi, previa presentazione di certi¬ficato medico attestante lo stato di persona a rischio.
Per l'attivazione del servizio occorre rivolgersi ai Servizi Sociali del Comune.
Il Comune si attiva presso la regione, che a sua volta attiverà un supporto privato che fornisce il servizio.
Alcuni Comuni legano l’attivazione del servizio all’ISEE, altri Comuni chiedono solamente il reddito.
Per alcuni Comuni il servizio è gratuito, per altri Comuni il servizio ha un costo che varia in funzione dell’ISEE.
Possono chiedere l'attivazione di questo servizio i cittadini ultrasessantenni o an¬che soggetti più giovani in condizioni di salute gravi, previa presentazione di certi¬ficato medico attestante lo stato di persona a rischio.
Per l'attivazione del servizio occorre rivolgersi ai Servizi Sociali del Comune.
Il Comune si attiva presso la regione, che a sua volta attiverà un supporto privato che fornisce il servizio.
Alcuni Comuni legano l’attivazione del servizio all’ISEE, altri Comuni chiedono solamente il reddito.
Per alcuni Comuni il servizio è gratuito, per altri Comuni il servizio ha un costo che varia in funzione dell’ISEE.
25 febbraio 2011
Servizi sociali e sanitari. I tagli annunciati per il bilancio 2011 nel Veneto
Fonte: volantino Cgil per la manifestazione del 26 febbraio 2011 a Venezia.
A causa dei tagli decisi dal governo (quasi 400 milioni di euro in meno per il Veneto), la Regione si appresta ad approvare un Bilancio di previsione che taglia con l'accetta e senza alcuna idea di programmazione e di individuazione di priorità, praticamente tutti i capitoli di spesa.
Zaia è l'unico Presidente di Regione a dichiararsi d'accordo con i tagli decisi dal governo mentre tutte le altre regioni (sia quelle governate dal centro destra, sia quelle di centro sinistra) avevano denunciato i rischi concreti di ricadute devastanti in termini di tagli ai servizi essenziali (sanità, assistenza sociale, trasporto pubblico locale, ma non solo) e in aumento delle tasse.
Servizi sociali e sanitari.
È azzerata la voce "concorso finanziario alle attività istituzionali dei comuni e delle ULSS nell'ambito dei servizi sociali" (-20,5 milioni di euro), risorse che finiranno in un fondo di rotazione per l'edilizia socio sanitaria (ma intanto i comuni e le ULSS rischiano di dover tagliare servizi e prestazioni).
Sono tagliati in modo indiscriminato i fondi per il sostegno alle politiche per la famiglia (-10,5 milioni di euro), i servizi per i disabili (-45%), il fondo per la non autosufficienza (-15 milioni di euro), azzerati infine i finanziamenti per il terzo settore. In sostanza siamo alla macelleria sociale.
A causa dei tagli decisi dal governo (quasi 400 milioni di euro in meno per il Veneto), la Regione si appresta ad approvare un Bilancio di previsione che taglia con l'accetta e senza alcuna idea di programmazione e di individuazione di priorità, praticamente tutti i capitoli di spesa.
Zaia è l'unico Presidente di Regione a dichiararsi d'accordo con i tagli decisi dal governo mentre tutte le altre regioni (sia quelle governate dal centro destra, sia quelle di centro sinistra) avevano denunciato i rischi concreti di ricadute devastanti in termini di tagli ai servizi essenziali (sanità, assistenza sociale, trasporto pubblico locale, ma non solo) e in aumento delle tasse.
Servizi sociali e sanitari.
È azzerata la voce "concorso finanziario alle attività istituzionali dei comuni e delle ULSS nell'ambito dei servizi sociali" (-20,5 milioni di euro), risorse che finiranno in un fondo di rotazione per l'edilizia socio sanitaria (ma intanto i comuni e le ULSS rischiano di dover tagliare servizi e prestazioni).
Sono tagliati in modo indiscriminato i fondi per il sostegno alle politiche per la famiglia (-10,5 milioni di euro), i servizi per i disabili (-45%), il fondo per la non autosufficienza (-15 milioni di euro), azzerati infine i finanziamenti per il terzo settore. In sostanza siamo alla macelleria sociale.
26 agosto 2010
Il San Luca perderà un altro medico
Nel reparto di Chirurgia verrà soppressa la guardia medica notturna.
Guglielmo Brusco scrive all'assessore regionale per proporre invece un potenziamento di alcuni reparti.
Per il direttore generale dell'Ulss 18 esiste solo l'ospedale di Rovigo.
Un altro medico si prepara a lasciare, probabilmente a partire da ottobre, l'ospedale di Trecenta. Il reparto di Chirurgia verrà così a perdere la guardia medica notturna, il servizio che dalle 20 alle 8 del mattino seguente garantisce la presenza di un medico per le eventuali urgenze. Verrà sostituito da un'assai meno efficiente reperibilità: in pratica, in caso di complicazioni, il medico di turno riceverà una telefonata e partirà per l'ospedale. Ma a risentirne saranno anche il Pronto Soccorso e la Terapia Intensiva, che non potranno contare su un rapido servizio di consulenza chirurgica.
Lo ha reso noto Guglielmo Brusco, vicepresidente dell'amministrazione provinciale, in una conferenza stampa pubblicata dal Resto del Carlino il 18 agosto 2010. Brusco scriverà in proposito all'assessore regionale alla sanità Luca Coletto. Inoltre, partendo dal confronto tra la popolazione servita dal San Luca (85.000 abitanti) e quella servita dall'ospedale di Adria (75.000 abitanti) mette in rilievo la grande differenza di reparti, primari e posti letto fra i due ospedali: 208 posti letto a Trecenta e 230 ad Adria, 5 primari a Trecenta e 15 ad Adria.
Il vicepresidente della provincia propone all'assessore regionale di riequilibrare i servizi resi dagli ospedali di Trecenta e di Adria. Un polo riabilitativo pneumologico, cardiologico, neurologico e ortopedico, un aumento dei posti letto di Terapia Intensiva, il ripristino del reparto di Traumatologia Ortopedica, la riattivazione di un servizio di pediatria corrispondente al ragguardevole numero di nascite che si registrano al San Luca, il potenziamento dei servizi di otorinolaringoiatria, endoscopia, oculistica e cardiologia.
Molte di queste proposte mirano a ripristinare reparti e servizi che già erano operanti, con buoni risultati, nell'ospedale di Trecenta e che, nel corso della gestione Marcolongo, sono stati ridotti, eliminati, ristrutturati o, con espressione che appare come una presa per fondelli, "razionalizzati". C'è da tremare quando si parla di razionalizzazione al San Luca: sono sempre stati tagli, soltanto tagli, con la mannaia, la falce, il macete o la motosega, a scelta!
Insomma, per il direttore generale dell'Ulss 18, sembra esistere soltanto l'ospedale di Rovigo, candidato a diventare un pozzo di San Patrizio stravolto da continui lavori di ristrutturazione la cui utilità è tutta da verificare. Ne fa le spese il San Luca a Trecenta, un ospedale piccolo ma razionalmente progettato, in cui è possibile ospitare servizi sanitari utili alla gran parte dei cittadini, per il quale non si trovano quel po' di risorse per sostituire un medico.
Guglielmo Brusco scrive all'assessore regionale per proporre invece un potenziamento di alcuni reparti.
Per il direttore generale dell'Ulss 18 esiste solo l'ospedale di Rovigo.
Un altro medico si prepara a lasciare, probabilmente a partire da ottobre, l'ospedale di Trecenta. Il reparto di Chirurgia verrà così a perdere la guardia medica notturna, il servizio che dalle 20 alle 8 del mattino seguente garantisce la presenza di un medico per le eventuali urgenze. Verrà sostituito da un'assai meno efficiente reperibilità: in pratica, in caso di complicazioni, il medico di turno riceverà una telefonata e partirà per l'ospedale. Ma a risentirne saranno anche il Pronto Soccorso e la Terapia Intensiva, che non potranno contare su un rapido servizio di consulenza chirurgica.
Lo ha reso noto Guglielmo Brusco, vicepresidente dell'amministrazione provinciale, in una conferenza stampa pubblicata dal Resto del Carlino il 18 agosto 2010. Brusco scriverà in proposito all'assessore regionale alla sanità Luca Coletto. Inoltre, partendo dal confronto tra la popolazione servita dal San Luca (85.000 abitanti) e quella servita dall'ospedale di Adria (75.000 abitanti) mette in rilievo la grande differenza di reparti, primari e posti letto fra i due ospedali: 208 posti letto a Trecenta e 230 ad Adria, 5 primari a Trecenta e 15 ad Adria.
Il vicepresidente della provincia propone all'assessore regionale di riequilibrare i servizi resi dagli ospedali di Trecenta e di Adria. Un polo riabilitativo pneumologico, cardiologico, neurologico e ortopedico, un aumento dei posti letto di Terapia Intensiva, il ripristino del reparto di Traumatologia Ortopedica, la riattivazione di un servizio di pediatria corrispondente al ragguardevole numero di nascite che si registrano al San Luca, il potenziamento dei servizi di otorinolaringoiatria, endoscopia, oculistica e cardiologia.
Molte di queste proposte mirano a ripristinare reparti e servizi che già erano operanti, con buoni risultati, nell'ospedale di Trecenta e che, nel corso della gestione Marcolongo, sono stati ridotti, eliminati, ristrutturati o, con espressione che appare come una presa per fondelli, "razionalizzati". C'è da tremare quando si parla di razionalizzazione al San Luca: sono sempre stati tagli, soltanto tagli, con la mannaia, la falce, il macete o la motosega, a scelta!
Insomma, per il direttore generale dell'Ulss 18, sembra esistere soltanto l'ospedale di Rovigo, candidato a diventare un pozzo di San Patrizio stravolto da continui lavori di ristrutturazione la cui utilità è tutta da verificare. Ne fa le spese il San Luca a Trecenta, un ospedale piccolo ma razionalmente progettato, in cui è possibile ospitare servizi sanitari utili alla gran parte dei cittadini, per il quale non si trovano quel po' di risorse per sostituire un medico.
29 giugno 2010
Poco aiuto dalle Ulss ai malati di Sla
Articolo apparso sul Gazzettino di martedì 8 Giugno 2010
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Poco aiuto dalle Ulss ai malati di Sla
LA DENUNCIA
(P.A.) Anche Badia dà il suo contributo alla Giornata nazionale della lotta contro la Sla (Sclerosi laterale amiotrofica). Rita Crivellari Spiazzi "madre di una malata di Sla" dice: «Gli ammalati, progressivamente, pur conservando buone capacità cognitive, perdono oltre al movimento, anche la parola. Hanno bisogno di cure e assistenza affettuosa, continua, costanti, quotidiane, di giorno e di notte. Tutto ciò implica, oltre a una indicibile sofferenza per il malato e per i famigliari, un impegno notevole sia sul piano fisico e del tempo, sia sul piano economico».
Su questo aspetto Rita Crivellari Spiazzi precisa: «Il Servizio sanitario nazionale tramite l’Ulss 18 offre un aiuto molto limitato e carente. Non viene considerato e valutato in maniera adeguata quanto questi malati costerebbero alla comunità qualora, anzichè essere curati in famiglia, fossero ricoverati in strutture pubbliche. Sarebbe necessario perciò aprire una concreta pubblica discussione su che cosa si stia facendo realmente e su quanto si stia investendo per una continuità assistenziale domiciliare circa le patologie disabilitanti, chiedendosi altresì se sia proprio dalla mancanza sempre più evidente di una assistenza domiciliare qualificata, di un supporto economico e psicologico alle famiglie, di servizi sociali e sanitari organizzati, dalla mancanza di coinvolgimento della opinione pubblica e della sua solidarietà, che si maturano quelle condizioni di sofferenza e di abbandono per le quali alcuni malati chiedono di morire».
Conclude Rita Crivellari Spiazzi: «Per aiutare e sostenere i progetti di ricerca e di assistenza ai malati di Sla, si può inviare un contributo alla associazione nazionale Aisla/Onlus al c/c postale n° 17464280 intestato Aisla/Onlus oppure al c/c postale n° 72883317 Associazione Sla Padova».
----fine documento
Per approfondimenti visita il sito dell'Aisla
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Poco aiuto dalle Ulss ai malati di Sla
LA DENUNCIA
(P.A.) Anche Badia dà il suo contributo alla Giornata nazionale della lotta contro la Sla (Sclerosi laterale amiotrofica). Rita Crivellari Spiazzi "madre di una malata di Sla" dice: «Gli ammalati, progressivamente, pur conservando buone capacità cognitive, perdono oltre al movimento, anche la parola. Hanno bisogno di cure e assistenza affettuosa, continua, costanti, quotidiane, di giorno e di notte. Tutto ciò implica, oltre a una indicibile sofferenza per il malato e per i famigliari, un impegno notevole sia sul piano fisico e del tempo, sia sul piano economico».
Su questo aspetto Rita Crivellari Spiazzi precisa: «Il Servizio sanitario nazionale tramite l’Ulss 18 offre un aiuto molto limitato e carente. Non viene considerato e valutato in maniera adeguata quanto questi malati costerebbero alla comunità qualora, anzichè essere curati in famiglia, fossero ricoverati in strutture pubbliche. Sarebbe necessario perciò aprire una concreta pubblica discussione su che cosa si stia facendo realmente e su quanto si stia investendo per una continuità assistenziale domiciliare circa le patologie disabilitanti, chiedendosi altresì se sia proprio dalla mancanza sempre più evidente di una assistenza domiciliare qualificata, di un supporto economico e psicologico alle famiglie, di servizi sociali e sanitari organizzati, dalla mancanza di coinvolgimento della opinione pubblica e della sua solidarietà, che si maturano quelle condizioni di sofferenza e di abbandono per le quali alcuni malati chiedono di morire».
Conclude Rita Crivellari Spiazzi: «Per aiutare e sostenere i progetti di ricerca e di assistenza ai malati di Sla, si può inviare un contributo alla associazione nazionale Aisla/Onlus al c/c postale n° 17464280 intestato Aisla/Onlus oppure al c/c postale n° 72883317 Associazione Sla Padova».
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Per approfondimenti visita il sito dell'Aisla
29 maggio 2010
Cellule staminali. Video intervista al prof. Angelo Luigi Vescovi. La ricerca sulla SLA e le malattie neurodegenerative
Dal sito Neurothon:
Il Prof. Angelo Luigi Vescovi è stato ospite a "Bontà sua" di Maurizio Costanzo, un talk show di 20 minuti in cui il presentatore intervista ogni giorno un personaggio diverso. Il programma è andato in onda Giovedì 27 Maggio 2010 alle ore 14.00 su Rai Uno.
Guarda l'intervista dal sito Rai (inizia con un piccolo spot pubblicitario ma dopo pochi secondi parte il video che ci interessa).
Il Prof. Angelo Luigi Vescovi è stato ospite a "Bontà sua" di Maurizio Costanzo, un talk show di 20 minuti in cui il presentatore intervista ogni giorno un personaggio diverso. Il programma è andato in onda Giovedì 27 Maggio 2010 alle ore 14.00 su Rai Uno.
Guarda l'intervista dal sito Rai (inizia con un piccolo spot pubblicitario ma dopo pochi secondi parte il video che ci interessa).
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