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19.9.14

Basta con questa storia del prezzo delle siringhe. La buona sanità “Veneta” è una leggenda


Basta con questa storia del prezzo delle siringhe. Zaia ripete in continuazione che in Veneto costano molto di meno che in altre regioni. Non se ne può più! Anche a Porta a Porta del 17 settembre Zaia, la ministra Lorenzin e Vespa ce l'hanno propinata per l'ennesima volta.
Basta perché spesso quelle siringhe sono le peggiori in commercio. Basta perché si valuta solo il prezzo e la qualità va a farsi benedire. Basta perché nelle commissioni giudicatrici ci sono solo contabili armati di foglio elettronico mentre vengono esclusi i rappresentanti dei medici e degli infermieri per evitare valutazioni sulla qualità.
Basta perché a volte, in Veneto, si acquista materiale scadente, materiale col quale si dovrebbero poi “curare” delle persone.

Nei giorni scorsi ho ritirato il materiale mensile che l'Adi fornisce mensilmente ai pazienti assistiti a domicilio. Arrivato a casa, aperti gli scatoloni, trovo che il pacco di garze da 5 centimetri è dimezzato. Il numero di garze è lo stesso ma il volume è la metà. E infatti le garze sono semplicemente la metà di ciò che erano. Ne servono due per volta se si vuole eseguire le abituali medicazioni.
Mi aspetto che Zaia si vanti presto di acquistare a metà prezzo anche questo.


La buona sanità “Veneta” è una leggenda.

18.9.14

Decreto di riparto Fondo nazionale per le non autosufficienze e Accordo integrativo

fonte: http://www.condicio.it/news/decreto-di-riparto-fna-e-accordo-integrativo/


18 settembre 2014
Il 15 settembre 2014 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto di ripartizione delle risorse finanziarie affluenti al Fondo per le non autosufficienze, per l’anno 2014. Tale Decreto provvede a suddividere gli stanziamenti approvati dal Parlamento nella precedente Legge di Stabilità. Si tratta di 275 milioni di euro destinati all’attuazione “dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali da garantire su tutto il territorio nazionale con riguardo alle persone non autosufficienti”, integrati da ulteriori 75 milioni di euro vincolati a“interventi di assistenza domiciliare per le persone affette da disabilità gravi e gravissime, ivi incluse quelle affette da sclerosi laterale amiotrofica.”
Per il 2014 la somma totale disponibile ammonta a 350 milioni di euro. Il Decreto di ripartizione assegna 334.560.000 euro alle Regioni, 10.000.000 di euro al Ministero delle politiche sociali e destina solo formalmente 5.440.000,00 euro alle Provincie Autonome di Trento e Bolzano.
Come per la precedente annualità, il Decreto indica i criteri di ripartizioni delle risorse e individua le aree prioritarie di intervento nell’ambito dell’offerta integrata di servizi sociosanitari in favore delle persone non autosufficienti. Il Decreto impegna inoltre le Regioni ad usare le risorse ripartite prioritariamente per interventi a favore di persone in condizione di disabilità gravissima e stabilisce, ai fini dell’applicazione del Decreto stesso, cosa si debba intendere per disabilità gravissima.
Tuttavia, ad integrazione del Decreto di riparto, è stato approvato dalla Conferenza unificata Governo, Regioni e Province Autonome e Autonomie Locali un Accordo (Repertorio Atti n. 101/CU del 05/08/2014) che fornisce precisazioni applicative relativamente all’articolo 3 del Decreto.

Al Veneto sono destinati il 7,65% delle risorse, pari a 26.010.000 euro.
Leggi la notizia completa.

13.9.14

Corso per smettere di fumare


Da La Voce di Rovigo, sabato 13 settembre 2014

Dal 17 settembre

Smettere di fumare insieme, un corso in Cittadella

ROVIGO - Il 17 settembre, in Cittadella Sociosanitaria dell'Ulss 18 di Rovigo, avrà inizio un corso dedicato ai fumatori: un ciclo di 9 incontri di "Trattamento di gruppo" per smettere di fumare.
L'Ulss 18, in collaborazione con la sezione provinciale della Lega Tumori (Lilt) organizza i "Trattamenti di gruppo per smettere di fumare" secondo il metodo Tgfumo, un percorso di gruppo ideato per aiutare i fumatori a smettere.
Il corso (al blocco C, primo piano, sala C116, dalle 18 alle 20) sarà gratuito per tutti i fumatori interessati a smettere. Per informazioni e prenotazioni: telefonare al numero 0425 3393391 oppure scrivere all'indirizzo email: pavani.valentina@azisanrovigo.it.

11.9.14

Patto della salute 2014-2016, intesa Stato Regioni

Il 10 luglio scorso è stata sancita l'Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sul nuovo Patto per la salute per gli anni 2014-2016, l'Accordo finanziario e programmatico tra il Governo e le Regioni, di valenza triennale, in merito alla spesa e alla programmazione del Servizio Sanitario Nazionale, finalizzato a migliorare la qualità dei servizi, a promuovere l’appropriatezza delle prestazioni e a garantire l’unitarietà del sistema. Il patto precedente era stato siglato nel 2009 a valere per il trienno 2010-2012.
Consulta le slides in cui il Ministro Lorenzin illustra i punti fondamentali del nuovo Patto.
Oggi si parla ancora di nuovi tagli per il 3% in tre anni.

Punti Sanità senza personale


Gli utenti dirottati da Lendinara a Badia e poi a Trecenta per i prelievi
(da Il Gazzettino, mercoledì 10 settembre 2014)

Caos ieri mattina nei Punti sanità di Lendinara e Badia, con conseguente spostamento degli utenti, sempre più esausti, all'ospedale di Trecenta.
Come già segnalato la scorsa settimana, al Punto sanità di Lendinara la mancanza di due addette (per ferie) aveva fatto saltare sia il servizio Cup che quello delle varie analisi, con dirottamento degli ignari utenti al Punto sanità di Badia o all'ospedale di Trecenta.
Ieri mattina la situazione era ancora più insostenibile. Mancavano ancora le due addette a Lendinara e una volta che la trentina di pazienti è stata indirizzata al Punto sanità di Badia, si è appreso anche qui c'erano dei problemi, dato che era assente la responsabile amministrativa.
Ecco quindi che tutte le persone che avevano bisogno di fare anche un semplice prelievo, si sono dovute recare al nosocomio di Trecenta, con tutti gli inconvenienti del caso.

Leggi l'articolo completo.

3.9.14

Ulss 18, i tagli non finiscono mai

Come non bastassero i tagli subiti dall'Ulss 18 nel 2013 la Regione Veneto chiede una riduzione della spesa per altri 8 milioni di euro nel triennio 2014-2016.
L'Ulss dovrà ridurre la spesa farmaceutica, quella per dispositivi medici, l'assistenza integrativa, la medicina convenzionata e l'assistenza ospedaliera.
Gli ospedali di Rovigo e Trecenta, entro il 2014, dovranno tagliare numerosi posti letto per effetto del piano socio sanitario regionale.
Già in questi mesi abbiamo registrato una drastica riduzione degli esami del campo visivo, l'allungamento dei tempi d'attesa (un anno) per le visite osteorticolari, il gravissimo ritardo dei referti dello screening mammografico. Abbiamo visto la riduzione dei fondi per ausili agli invalidi civili.
Con questi ulteriori tagli quali altri danni dovrà subire la nostra salute?

Leggi l'articolo del Gazzettino di mercoledì 3 settembre 2014.

31.8.14

Ulss 18, i referti delle mammografie in ritardo di due mesi

Vanificato lo screening. Ancora una volta carenza di personale

L'Ulss di Rovigo sta da tempo invitando la popolazione femminile allo screening mammografico. Scopo dello screening è individuare il tumore alla mammella in fase precoce, aumentando sensibilmente la possibilità di guarigione.
Ebbene, le mammografie vengono fatte ma i referti no! O meglio, vengono consegnati con due mesi di ritardo. Vi immaginate l'ansia delle donne? E se poi l'esame fosse positivo per neoplasia?
Lo screening viene attuato per prevenzione e diagnosi precoce, che senso ha eseguire le mammografie e poi ritardare di due mesi il referto con l'esito dell'esame? Un fallimento!
Dopo gli incredibili ritardi per le visite osteorticolari e le liste d'attesa per l'esame del campo visivo, ancora una volta la causa va ricercata nella carenza di personale. Per l'intera Ulss, ospedali di Rovigo e Trecenta, ci sono due soli radiologi impegnati per questa attività, un numero chiaramente insufficiente.

25.8.14

Appalto per mense, due rodigini nei guai

Da Il Resto del Carlino, sabato 23 agosto 2014

Nell'inchiesta sulla Serenissima finiscono Pietro Girardi e Alberto Sichirollo
Serenissima Ristorazione rifornisce anche gli ospedali Rovigo e Trecenta. Era direttore generale Adriano Marcolongo nel 2007: affidato il servizio alla Serenissima fino al 31 dicembre 2017. Dieci anni!
Leggi l'articolo del Gazzettino.
I pasti possono essere confezionati anche cinque giorni prima del consumo. E infatti molti degenti si lamentano della qualità del cibo ricevuto.
Da mesi i dipendenti della Serenissima subiscono cassa integrazione e riduzione dell'orario di lavoro.

21.8.14

Osteoporosi, visita fissata nell'agosto dell'anno prossimo

Da Il Gazzettino, giovedì 21 agosto 2014

«Primo posto libero il 7 agosto 2015». Probabilmente se lo sarà fatta ripetere due volte la signora altopolesana che si è sentita fissare la propria visita osteoarticolare  a più di un anno di distanza al San Luca di Trecenta. Nessuno si aspetta un rinvio tanto lontano per un problema sanitario che dovrebbe trovare risposte, se non definitive per lo meno rapide e tranquillizzanti.
Invece, ci risiamo e spunta un ennesimo caso di sanità "lumaca" che si ripercuote sulla pelle dell'utenza. La signora a metà giugno aveva fatto richiesta di un esame per l'osteoporosi con regolare impegnativa del proprio medico di fiducia ma la struttura pubblica non ha potuto fare di meglio che darle l'arrivederci all'agosto dell'anno che verrà.
A parte essere stata costretta a rivolgersi a una struttura privata che affronterà il suo caso il 2 settembre, previo pagamento della prestazione sanitaria, la paziente altopolesana non ha fatto mistero delle proprie perplessità sulle carenze di un sistema sanitario  pubblico che rallenta e penalizza l'utenza.  Lamentele che hanno fatto scattare la protesta anche dell'assessore provinciale alla Salute Guglielmo Brusco, specchio, a suo dire, del piano inclinato sul quale sta scivolando la sanità polesana fin troppo indulgente verso la concorrenza economica e d'immagine rappresentata dalle strutture private. «Che senso ha - sottolinea Brusco - allontanare la propria utenza perché strutture e personale sono sottoutilizzati o non funzionanti? Al San Luca l'esame dell'osteoporosi si fa per qualche ora solo un giorno la settimana, salvo doversi rivolgere alla libera professione».

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Centro cottura Serenissima, danni per 12 milioni: 40 manager sotto accusa

Fonte: Il Mattino di Padova 21 agosto 2014
La Corte dei Conti: irregolarità nell’appalto alla Serenissima Ristorazione. Coinvolti nell’inchiesta 40 dirigenti di Azienda ospedaliera, Iov, Usl 16. Tra loro anche l'ex dg Adriano Cestrone che si difende: "Tutto regolare. In Italia prima ti sputtanano e poi si fa l'inchiesta"
di Cristina Genesin


PADOVA. È la fine del gennaio 2010 quando il vicentino Mario Putìn (attenzione all’accento sulla “i”) inaugura a Boara Pisani il grande centro di cottura del suo impero, Serenissima Ristorazione, in grado di sfornare 30 mila pasti al giorno con il sistema cook&chill, ben 4.500 metri quadrati di struttura coperta per un investimento di 20 milioni di euro. Sfoderando un divertito sorriso, lo affianca l’amico di sempre, l’ex doge veneziano Giancarlo Galan, per tre lustri capo indiscusso del sistema di potere nordestino destinato a legare imprenditori e politica: «Anche noi abbiamo il nostro zar Pùtin», ironizza l’ex governatore, calcando stavolta l’accento sulla “u” raccontano ancora oggi i presenti. Vecchi tempi. Adesso quel centro di cottura è al centro di un’inchiesta della procura della Corte dei Conti del Veneto che ha contestato un danno erariale di 12 milioni e 674 mila euro complessivi a una quarantina fra ex manager della sanità pubblica padovana, in testa il trevigiano Adriano Cestrone, fedelissimo di Galan, già direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Padova e poi anche dell’Usl 16, con il professor Pier Carlo Muzzio, l’ex dg dell’Istituto oncologico del Veneto con sede a Padova (Iov) che aveva patteggiato per corruzione nell’ambito della Tangentopoli dei farmaci con l’allora ministro De Lorenzo e l’ex direttore Duilio Poggiolini, e un lungo elenco tra dirigenti, funzionari, persino legali e commercialisti in qualità di componenti dei colleghi sindacali dell’Azienda ospedaliera, dello Iov e dell’Usl 16 sempre della città del Santo.
Tra loro il commercialista di fiducia di Galan, il padovano Paolo Venuti, finito in cella per le tangenti legate allo scandalo Mose. Il quarantunesimo indagato risultava l’ex dg dell’Usl 16 Fortunato Rao, morto il 28 settembre 2011 (e rimpiazzato per un anno da Cestrone alla guida dell’ente). Tutti sono finiti sotto accusa per aver benedetto, con un atto o un parere tecnico, l’affidamento interaziendale della fornitura pasti (a favore di Azienda ospedaliera, Usl 16 e Iov) alla vicentina Serenissima Ristorazione per nove anni, al di fuori di qualsiasi gara d’appalto. Ovvero con il singolare metodo della trattativa privata. Un metodo a suo tempo già contestato dall’Avcp, l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture oggi denominata Autorità anticorruzione. Niente da fare: l’avvertimento dell’organismo è caduto nel vuoto. Gli enti sanitari (capofila l’Azienda ospedaliera capitanata da Cestrone) sono andati avanti, pronti ad accollare al “pubblico” il costo di quel centro di cottura di proprietà di un imprenditore privato (lo “zar” delle mense Mario Putìn). Con il meccanismo del pagamento della quota di ammortamento del centro stesso. In pratica è come se un privato (in questo caso, gli enti sanitari padovani) decidesse di pagare per un tot di anni un mutuo mensile con l’obiettivo di acquistare una macchina. Solo che, alla fine, quella macchina resterà di proprietà del concessionario e non di chi ha pagato.
Pasti giornalieri a minor costo? Niente affatto. Gli enti sanitari si sono ritrovati a pagare di più il pasto giornaliero (14,54 euro il pasto per degenti adulti) e (14,25 euro il pasto per degenti bambini) contro gli 11,93 previsti, per un danno erariale pari a 4,8 milioni di euro calcolato tra il 2010 e il 2014 .
L’inchiesta. In seguito a ben tre esposti firmati dall’allora segretario della Cgil di Padova Ilario Simonaggio, sono scattati gli accertamenti della procura della Corte dei Conti supportata dal lavoro delle Fiamme Gialle. Nei giorni scorsi la relazione di conclusione dell’indagine di 24 pagine sottoscritta dal viceprocuratore generale, Alberto Mingarelli, che ha individuato otto profili di danno erariale destinati, insieme, a formare la cifra milionaria contestata con peso diverso agli inquisiti. Di quei 12 milioni e 674 mila euro, ben 8 milioni e 379 mila sono a carico di vertici amministrativi, membri del collegio sindacale, funzionari e collaboratori dell’Azienda ospedaliera intervenuti nella trattativa con Serenissima fra il 2007 e il 2010; 379 mila risultano a carico dei vertici dello Iov; altri 3,93 milioni di euro in capo ad amministratori e sindaci dell’Usl 16. All’attuale dg dell’Usl 16, Umberto Brazzale (ente capofila all’epoca dei fatti), è arrivata la richiesta di spedire l’avviso di messa in mora per bloccare i termini di prescrizione del procedimento che ora va avanti.
Le accuse. Pesante la relazione della procura della Corte dei Conti: «Serenissima ha avuto l’attribuzione del servizio a trattativa privata con utilizzo del tutto ingiustificato della proroga contrattuale, oltre all’accollo da parte delle aziende pubbliche della costruzione di un centro di cottura destinato a rimanere di proprietà della società stessa. Tale decisione, che comporta l’assunzione da parte degli istituti padovani di una quota mensile di ammortamenti da pagare a Serenissima, è da ritenersi per molti aspetti illecita, viziando di nullità l’appalto per contrarietà a norme imperative, come ha evidenziato anche l’Avcp». C’è ben altro: «Oltre alla violazione dei principi di par condicio e di concorrenza, non è stata prevista nessuna forma di controllo delle fasi di realizzazione del centro di cottura, qualificata nel contratto come onere dell’appaltatore al fine di disporre dei mezzi per l’esecuzione del servizio. Non è stato nominato neanche un responsabile del procedimento... Le aziende si sono precluse ogni controllo». Tra i profili contestati, oltre ai 5 milioni di euro per il costo del centro, la mancata applicazione di una penale a carico di Serenissima per aver ritardato di un anno l’avvio del servizio, l’omessa vigilanza sulla sostituzione obbligatoria di attrezzature non adeguate, l’omessa riscossione di fatture a carico di Serenissima.
La difesa. «Non sono a conoscenza di nulla di concreto per il momento, sono in ferie e ritengo che sia il solito sistema di questo Paese dove prima si sputtana la gente sui giornali e poi si fa luce». Spiega così l'ex direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Padova Adriano Cestrone coinvolto in un'indagine della Corte dei Conti di Venezia durata cinque anni. Lui e altri 40 manager della sanità sarebbero accusati di aver concesso appalti irregolari per la fornitura dei pasti in ospedale a favore della Serenissima. Accanto a Cestrone compaiono anche i nomi di Pier Carlo Muzio, ex dg dello Iov, e Paolo Venuti, commercialista di Giancarlo Galan, l' ex governatore del Veneto già arrestato nell'inchiesta Mose. Il danno creato da questi appalti irregolari supererebbe i 12 milioni di euro. «Per me le cose sono state fatte regolarmente - continua Cestrone - non è vero che è stato dato l'appalto in maniera diretta, abbiamo fatta la gara, tutto secondo procedura. Io non posso contestare cose che non so, contesto di sapere dai giornali queste cose. Di certo ho la coscienza assolutamente pulita, ho tutto fatto in maniera trasparente nell'interesse collettivo e so che quel fascicolo è stato preso varie volte in mano e non è successo niente. Purtroppo è il classico modo di fare sudamericano». «Quando ero dg avevo già consegnato tutta la documentazione alla Guardia di finanza - conclude - poi non so cosa sia successo. Di certo darò tutto al mio avvocato e vedremo quanto costerà questa cosa allo Stato e vedremo anche alla fine chi avrà ragione».
Zaia: "Fare chiarezza". «Nell'interesse dei veneti e delle persone coinvolte, mi auguro che, considerata anche la delicatezza del caso, nel più breve tempo possibile sia fatta massima chiarezza sulla vicenda». Lo afferma il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.
Scarica l'articolo.

8.8.14

Ulss 18. Ormai all'osso i fondi per gli ausili agli invalidi civili

Decine di domande per la fornitura di carrozzine attendono di essere accolte.

Praticamente esaurito il fondo per la fornitura di ausili ai disabili.

Quando ci diranno la verità? Quando ci diranno che quello che conta sono solo i maledetti conti di bilancio? E quando che l'Ulss 18 non ha altra priorità che ripianare il disavanzo accumulato negli anni scorsi?
Quando la finiranno di definire la sanità veneta un'eccellenza in Italia?
L'importante è apparire in televisione e far propaganda. Da settant'anni sappiamo che una menzogna ripetuta cento volte diventa verità.
È insopportabile che manchino i soldi per queste persone e che, nello stesso tempo, il presidente della giunta regionale Zaia e il suo assessore alla sanità Coletto si vantino di aver realizzato un avanzo di amministrazione. Ma come: si tengono soldi in cassa e si lasciano i disabili senza carrozzina? Questo sarebbe il buon governo?
Hanno una sola fortuna. Che le persone in difficoltà fanno cento volte più fatica ad organizzarsi, ad avere le informazioni che servono, a trovare un appoggio nelle istituzioni, a veder riconosciuti i propri diritti, a trovare attenzione nei mezzi di informazione.
Approfittano di questo Zaia e Coletto.

2.8.14

Campo visivo. L'Ulss ci mette una pezza ma piccina piccina


Il caos conseguente alla riduzione del personale impegnato dall'Ulss 18 per l'esecuzione dell'esame del campo visivo ha trovato una parziale soluzione, molto parziale.
Nel post Bloccate le prenotazioni del campo visivo all'ospedale di Trecenta abbiamo dato conto della situazione di crisi creata all'ospedale di Trecenta dal blocco delle prenotazioni del campo visivo. Successivamente il problema si è esteso all'ospedale di Rovigo, vedi il post Campo visivo, bloccate le prenotazioni anche a Rovigo, dove si sono riversate tutte le nuove richieste e le liste d'attesa. A conclusione del post chiedevo: "Ma chi ha preso queste decisioni? Chi ne è responsabile? E che cosa sta facendo la direzione dell'Ulss per risolvere il problema?"
Alle prime due domande non è stata data risposta, alla terza, a quanto pare si. Per due lunedì al mese ci sarà la presenza dell'ortottista al "San Luca", in aggiunta alla presenza settimanale che era rimasta dopo la "riorganizzazione" di giugno. Ma la perdita, in termini di servizio, è netta. Questa non è una soluzione, è un espediente per dare l'illusione che qualcosa si fa. Una pezza piccina piccina.
Questo problema e altri di cui parlerò nei prossimi giorni, danno il senso di una sanità allo stremo. Incapace di trovare le risorse anche minime per far fronte a servizi essenziali. Una sanità pubblica alla canna del gas.
Eppure, a leggere i giornali, la sanità veneta è l'eccellenza d'Italia. Il Veneto sarebbe la regione numero uno, con un bilancio sanitario addirittura in attivo. Il presidente Zaia e l'assessore Coletto gonfiano il petto e, rivolti ai sani, a quelli cioè che dei servizi sanitari non hanno bisogno, affermano di aver raggiunto questo risultato, per il quarto anno consecutivo, «senza tagliare servizi indispensabili alla gente».

27.7.14

Veneto, ancora tagli al fondo per la non autosufficienza

Tagli alla domiciliarità, alla disabilità e alle case di riposo
La giunta regionale si tiene quasi 30 milioni a disposizione

Sanità senza pace. La Giunta regionale applica il riparto sanitario alle aziende sanitarie del Veneto e spuntano nuovi tagli. La delibera non è ancora stata pubblicata sul bollettino ufficiale ma lo anticipa Claudio Sinigaglia, Pd, vice presidente della quinta commissione consiliare (sanità e servizi sociali) al Mattino di Padova.
La giunta ha deciso senza acquisire il prescritto parere della commissione e questo potrà dare luogo a un ricorso al tribunale amministrativo (Tar) del Veneto.
Sinigaglia: ««Nella giunta dell'8 luglio scorso Zaia ha approvato il riparto del fondo sanità per il 2014 senza chiedere il parere alla quinta commissione.» Il fondo per la non autosufficienza è diminuito di circa 30 milioni, che fanno pari con l'analoga cifra che la giunta si è riservata per progetti speciali.
Leggi l'articolo completo.

30.6.14

Ascolta, applaudi e taci


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340
20 giugno 2014
Ascolta, applaudi e taci
19 giugno, ostello di Sariano, incontro sul San Luca.
Io ed altri componenti dello storico Comitato Altopolesano per il San Luca abbiamo seguito con attenzione, non sempre con condivisione, gli interventi.
Alla fine, come portavoce del Comitato ho chiesto la parola, ma il signor Gallani mi ha negato la possibilità di intervenire. Forse qualcuno che sa di essere attaccabile per la sua storica indifferenza sulla difesa del San Luca, aveva programmato il blocco degli interventi.
È la prima volta che mi succede di partecipare ad un convegno, chiedere la parola e sentirmi dire no.
Pareva utile intervenire, perché la mattina, sul Gazzettino, un giornalista, annunciando l’incontro di Sariano organizzato da un comitato di recente formazione, affermava: “l’esistenza di due comitati può essere fonte di perplessità e confusione negli utenti dell’ospedale”.
Per evitare problemi agli utenti volevo ricordare in breve che il Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca è nato nel 2004, composto da cittadini – associazioni - assessori Lincetto e Furini (cui allora è stata tolta la delega proprio perché impegnati per il San Luca) e Bianchini.
Nel tempo si è "evoluta" (si fa per dire) la gestione pubblica, sono emersi nuovi problemi, ma il Comitato Altopolesano non ha smesso l’impegno per la difesa della sanità pubblica in generale e del San Luca in particolare.
La storia è documentata da articoli di quotidiani e documenti depositati anche in Regione.
A Gallani e al suo comitato (?), a Laruccia e compagnia inoltre volevo far presente che non possono sorvolare su problemi quali finanziamenti regionali e sprechi regionali che hanno stretta attinenza con i tagli previsti, quando chiedono servizi, aggiornamento dell’organico con la nomina di primari che a loro sta tanto a cuore e che hanno chiesto al direttore generale.
Suggerisco pure la valutazione della democraticità negli incontri da loro organizzati.

Per il Comitato Altopolesano per il San Luca - la portavoce Jenny Azzolini

Scarica il documento in formato pdf.

19.6.14

Sprechi nell'Ulss 18. Indagini della guardia di finanza

Sprechi all'Ospedale di Trecenta, titola il Gazzettino di oggi. Ma si tratta di sprechi dell'intera Ulss 18 che, negli anni scorsi, è stata costretta da precise politiche regionali a privilegiare le convenzioni con le case di cura private a scapito della sanità pubblica

TRECENTA La Corte dei Conti ha affidato alle Fiamme Gialle la verifica di alcuni esposti presentati dal locale Comitato.

Sprechi al San Luca:
indagini della Finanza

C'è un fascicolo aperto alla Pro cura regionale della Corte dei conti di Venezia sull'ospedale San Luca. Un fascicolo di un'in dagine in fase istruttoria e per la quale è già stata delegata la Guardia di finanza di Venezia. Ha insomma trovato riscontro la segnalazione fatta dal Comitato dei cittadini per il San Luca, che ha nuovamente portato alla ribalta una situazione più volte lamentata dal vicepresidente della Provincia Guglielmo Brusco. Ossia un utilizzo - negli anni passati -di denaro pubblico per la sanità non rispettoso dei criteri della buona amministrazione.
....
Un tema che ben si innesta con la battaglia portata avanti dal Comitato dei cittadini per il San Luca, che si batte per evitare il ridimensionamento del nosocomio di Trecenta, punto di riferimento per l'Alto Polesine. Di qui la richiesta alla Corte dei conti di conoscere l'esito della segnalazione. La risposta è arrivata. L'ha fornita la dottoressa Francesca Garlisi, parlando a nome del viceprocuratore Alberto Mingarelli: l'indagine c'è ed è in pieno svolgimento.

18.6.14

Dentro l’ospedale San Luca

difendere il Servizio Sanitario Nazionale è nostro dovere
avere cure e assistenza è nostro diritto
Vogliamo invitare gli altopolesani a non lasciarsi andare a profezie drammatiche per il San Luca, ma anche a difendere il diritto alla salute e per questo
proponiamo un esame dell’efficienza del nostro ospedale.
Prima però suggeriamo analisi attente delle responsabilità istituzionali:
  1. Regione: stanzia i fondi per i servizi e decide le quote da assegnare al servizio sanitario pubblico e al privato convenzionato
  2. Direzione generale Ulss 18: ha il compito di perseguire gli obiettivi socio-sanitari posti dalla Regione, in condizioni di massima efficienza ed efficacia
  3. Sindaci: per i quali tutela e promozione della SALUTE e collaborazione con le altre istituzioni sono missioni fondamentali.

Parliamo dei servizi:
  1. Sono attivi Pronto Soccorso, Radiologia, Medicina (qui però le schede prevedono una riduzione dei posti letto);
  2. c’è il servizio di Terapia Intensiva, che,oltre i 4 letti con monitoraggio singolo e centralizzato + 1 letto di stabilizzazione, ha una centrale di monitoraggio che registra i segnali provenienti da 4 letti in medicina (2 reparto femminile e 2 reparto maschile) e dai letti monitorizzabili in chirurgia multidisciplinare e in ostetricia-ginecologia. Ci dà fiducia.
  3. è aumentata l’offerta del servizio di Chirurgia di elezione, cioè una chirurgia che lavora dal lunedì al venerdì
Ma le schede ospedaliere fanno sparire 10 posti letto di Chirurgia d’urgenza-emergenza: le urgenze chirurgiche, anche quelle dei pazienti già ricoverati, dove verranno trasferite?
  1. è previsto un Servizio Riabilitativo di elevato livello, (neuro-riabilitazione e unità spinale) ed una Attività di riabilitazione cardiovascolare, eccellenze che possono coprire le esigenze di un vasto territorio;
  2. è mantenuto il punto nascita ed è mantenuta un’eccellenza quale la Procreazione Medicalmente Assistita.
Però le schede regionali cancellano Ginecologia: è sostenibile Ostetricia, senza Ginecologia, vista la diminuzione dei parti, particolarmente nel Veneto?
O la Regione vuol trovare in futuro un motivo per togliere anche ostetricia?
  1. è attivo il laboratorio di Farmacologia e Biologia Molecolare: altamente specializzato, impegnato principalmente nel settore della personalizzazione delle cure per i tumori. L’integrazione continua del personale del laboratorio con quello clinico è il punto di forza, che ha portato a raggiungere risultati importanti
Tra l’altro l’attività ha reso possibile un significativo risparmio economico.
  1. ambulatori: le liste d’attesa sono regolate secondo classi di priorità
ma restano lunghe le liste di Endoscopia
(solo due giorni settimanali di ambulatorio nonostante l’alto gradimento)
La presenza di particolari professionalità può potenziare i servizi ambulatoriali che già vedono nuove specialità (per es. Andrologia) e un certo incremento di aperture settimanali (ad es. Reumatologia- Cardiologia).
Però non mancano le difficoltà: dopo che al "San Luca" sono state ridotte da 4 a 1 le presenze dell'ortottista il Cup non accetta più alcuna prenotazione in tutta l'Ulss 18.
Ultimo punto:
si dice che parte di posti letto saranno eliminati
solo quando ci sarà la disponibilità nelle strutture intermedie,
ma il progetto prevede un peso economico:
una quota alberghiera”, per degenze superiori ai 30 giorni;
dopo il 30° giorno di ricovero i pazienti pagheranno anche la
quota di compartecipazione” sulle prestazioni sanitarie.
Queste degenze sono in genere legate a problemi familiari o sociali:
anziani soli o senza risorse economiche o che i familiari non possono accogliere casa
e chiede:
che gli Ospedali di Comunità possano erogare prestazioni
COMPLETAMENTE GRATUITE,
che il loro finanziamento derivi dal ridimensionamento dei posti letto per acuti
non venga di conseguenza chiesta
NESSUNA COMPARTECIPAZIONE AL PAZIENTE
anche perché così facendo si rischia di iniziare quel pericoloso percorso che potrebbe portare a non più garantire una forma di Sanità gratuita per i cittadini.
La regione non deve risparmiare sui posti letto per acuti e chiedere
i ticket e le compartecipazione ai posti letto di comunità che li sostituiranno.

Niente scuse per togliere al San Luca la caratteristica di
Ospedale per Acuti

18/06/2014

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
portavoce prof. Jenny Azzolini, http://ospedaletrecenta.blogspot.it
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Documento inviato a stampa, sindaci, regione. Scarica in formato pdf.

12.6.14

Dopo il Mose l’ospedale di Padova «La cricca cercava altri fondi neri»

LA TANGENTOPOLI VENETA

Nuova pista dalle intercettazioni: ecco perché il Consorzio puntava al nuovo megaprogetto della sanità veneta

VENEZIA - Il Mose, la più grande e costosa opera idraulica del mondo, all'improvviso è diventato piccolo. Non per le acque della laguna, ma per gli appetiti del doge, del re indiscusso del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati che deve mantenere in vita il sistema. Già nel 2010 l'ingegnere a capo della cupola delle fatture false, l'uomo che decideva chi lavorava e chi no nelle acque veneziane e che secondo le carte in mano ai magistrati teneva a libro paga i vertici politici della Regione, aveva deciso di espandersi e puntare al nuovo ospedale di Padova. Secondo i pm che hanno pazientemente ascoltato centinaia di intercettazioni e decine di deposizioni, a un certo punto «è diventato del tutto evidente l’interesse (per l'ospedale di Padova) e l’avidità di Mazzacurati che nonostante l’età avanzata (82 anni) continuava a cercare nuove fonti di guadagno per conto proprio e per conto di altri soggetti quando la costruzione del Mose da parte del Consorzio è entrata nella fase terminale ».
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Leggi l'articolo completo sul Corriere del Veneto.

11.6.14

Veneto, certificati di esenzione per reddito

Anche quest'anno è stata attivata la possibilità di ottenere direttamente da casa, disponendo di un pc connesso a internet, il rinnovo del certificato di esenzione dal ticket per reddito.
In alternativa è possibile chiedere aiuto al proprio farmacista.
Per ulteriori informazioni vai alla pagina dedicata sul sito dell'Ulss 18.

8.6.14

Annuario Ssn. Ospedali, cure primarie, farmaci e personale

fonte: quotidianosanità.it
Dal ministero tutti i dati del 2011

Meno ospedali pubblici (-1,9% rispetto al 2008), più 7,8% di privato accreditato che si occupa di assistenza territoriale residenziale e semiresidenziale. In aumento soprattutto le donne medico (+1,4%), ma anche le infermiere (+0,3%). Per molti bambini è stata scelta l’assistenza erogata dal medico di medicina generale anziché pediatrica. Il reporto sull'ATTIVITA' GESTIONALI ED ECONOMICHE DI ASL E AO e sul PERSONALE DEL SSN.

04 giugno 2014

Leggi l'articolo completo.

7.6.14

Campo visivo, bloccate le prenotazioni anche a Rovigo

I disagi aumentano

Chi sono i responsabili?


C'era da aspettarselo. L'ospedale di Rovigo, che dovrà far fronte anche alla lista di attesa dell'ospedale di Trecenta dopo che al "San Luca" sono state ridotte da 4 a 1 le presenze dell'ortottista, non ce la fa. E il Cup non accetta più alcuna prenotazione in tutta l'Ulss.
Ora tutte le persone in lista d'attesa, a Trecenta e a Rovigo, dovranno essere contattate per ridefinire gli appuntamenti. Un lavoro (e un costo) non indifferente che terrà impegnato il Cup per molto tempo.
Ma c'è un'altra complicazione. Quando finalmente la situazione sarà sbloccata il Cup assegnerà gli appuntamenti solo a partire dal 2015.
Insomma un fallimento su tutta la linea. Per non rimpiazzare il personale in pensione o in aspettativa si blocca per mesi un'attività di prevenzione e diagnosi inclusa nei livelli essenziali di assistenza, si allungano ulteriormente i tempi di attesa, si compromette l'efficacia delle attività territoriali. Tombola!
Ma chi ha preso queste decisioni? Chi ne è responsabile? E che cosa sta facendo la direzione dell'Ulss per risolvere il problema?