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18.4.15

NUOVO ISEE, IL GOVERNO NON CI RIPENSA. POLETTI: "LEGITTIMA L'INCLUSIONE DELL'INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO NEL REDDITO"

fonte: www.superabile.it

Durante il question time alla Camera, il ministro ha ribadito: "Trattamenti assistenziali inclusi nel reddito, controbilanciati da deduzioni e franchigie differenziate. Previsioni favorevoli per disabili più gravi". Confermato il ricorso al Consiglio di Stato: "Non si può interrompere applicazione"


ROMA - Nuovo Isee, il governo non arretra di un passo: le indennità di accompagnamento vanno incluse nella nozione di reddito. Lo ha ribadito ieri il ministro del Lavoro Poletti, rispondendo al question time alla Camera. "Continuiamo a ritenere che l'Isee sia uno strumento molto importante e assolutamente indispensabile per svolgere bene l'azione sul versante sociale e destinarla, in maniera puntuale, ai cittadini che ne hanno pienamente bisogno - ha detto - Erano prevedibili alcuni problemi di partenza, si sono effettivamente rappresentati, ma noi pensiamo che oggi interrompere questo percorso provocherebbe più danni che vantaggi, perché di fatto produrremmo uno stato di confusione generale". Fino al 25 marzo scorso, secondo quanto riferito al ministero dall'Inps e riportato alla Camera da Poletti, "le dichiarazioni acquisite sono più di 650 mila e i tempi medi di rilascio delle attestazioni sono di cinque giorni dalla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva unica: cioè la metà dei tempi massimi previsti dalla norma. Pensiamo quindi che questo lavoro di miglioramento debba essere continuato".
Riferendosi in particolare all'interrogazione sulla sentenza del Tar del Lazio, che ha bocciato il nuovo Isee nella parte relativa ai trattamenti assistenziali, "pensiamo che sia necessario fare appello al Consiglio di Stato, perché reputiamo che il contenuto di merito del decreto e del regolamento di applicazione siano pienamente legittimi". Nulla di illegittimo, quindi, nella "inclusione dei trattamenti assistenziali nella nozione di reddito", in quanto sarebbe "controbilanciata dalla possibilità di dedurre le spese sostenute per l'assistenza personale di collaboratori domestici, nonché le franchigie differenziate in base alla gravità della condizione di disabilità. Questa previsioni - ha ribadito - producono il risultato di essere particolarmente favorevoli per le persone con disabilità più grave, più bisognose dal punto di vista economico". Sul tema, tuttavia, il ministro riferisce di aver aperto un confronto con le associazioni, "perché in prospettiva non consideriamo impossibile rivedere questa materia, ma reputiamo non opportuno farlo in questo momento, interrompendo la sua applicazione, perché produrremmo uno stato di confusione e di degrado che provocherebbe più danni e più problemi di quanti ne risolverebbe". (cl)
(16 aprile 2015)

4.4.15

Cataratta, intervento rapido e sicuro

fonte: Il Resto del Carlino, sabato 4 aprile 2015

«Non solo macchinari, c'è organizzazione»

Il dottor Luigi Caretti: «Al San Luca viene praticato in regime ambulatoriale»

Liste di attesa quasi azzerate


L'operazione di cataratta non è più un problema: l'oculistica dell'azienda ulss 18 di Rovigo riparte in quarta sfruttando appieno le strutture e le strumentazioni innovative offerte dall'ospedale San Luca di Trecenta, le liste di attesa sono quasi azzerate, il percorso pre-operatorio snellito, gli interventi triplicati. Il volano della rivoluzione è partito dall'abilità del dottor Luigi Caretti, arrivato a Rovigo lo scorso novembre come direttore dell'oculistica, dopo 14 anni di esperienza nel centro oculistico San Paolo di Padova, dove era responsabile della chirurgia vitreo-retinica.
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San Luca, la riorganizzazione va avanti

La Regione ha respinto l'emendamento del consigliere Pettenò che chiedeva di bloccare l'applicazione delle schede ospedaliere.

fonte: Il Gazzettino, venerdì 3 aprile 2015

Il piano di riorganizzazione dell'ospedale San Luca di Trecenta andrà avanti così come previsto nelle schede sanitarie. Il Consiglio regionale ieri ha bocciato l'emendamento con cui la sinistra aveva proposto la sospensione dell'applicazione delle schede sanitarie.
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Sull'argomento vedi anche il precedente post Le criticità dell'ospedale e le esigenze degli altopolesani alla conferenza dei sindaci dell'Ulss 18

Ulss 18, tagliato un posto ogni dieci

fonte: Il Gazzettino, venerdì 3 aprile 2015

... La ricognizione del personale eseguita al 31 dicembre 2014 e di recente approvata dal direttore generale Arturo Orsini segnala poi anche come non ci siano tre assistenti religiosi, 52 tra assistenti, collaboratori, ausiliari , operatori specializzati e 47 tra commessi, coadiutori e altro personale. In tutto, si arriva a 216 unità in meno. Ben 275 ,82 tenendo conto del "peso" dei part-time.
Un'ulteriore addizione va fatta se si tiene conto che nel personale dell'Ulss 18 non rientrano solamente quanti sono addetti ai servizi ospedalieri, ma pure coloro che si occupano dei servizi sociali. Il totale definitivo parla di 225 posti scoperti, 287,35 se si tiene conto anche dei part-time.
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2.4.15

Le criticità dell'ospedale e le esigenze degli altopolesani alla conferenza dei sindaci dell'Ulss 18

Il documento presentato dal Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca: bloccare l'applicazione delle schede ospedaliere

Ieri si è riunita la Conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 per discutere esclusivamente della situazione dell'ospedale di Trecenta. Il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca è stato invitato a rappresentare i problemi del San Luca e della popolazione altopolesana.
Ciò che segue è la relazione presentata da Jenny Azzolini, portavoce del Comitato.

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Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

data 1 aprile 2015

Un conto è leggere una carta che dà disposizioni, tutt’altra cosa è toccare con mano la realtà, particolarmente quando si parla di servizi ospedalieri e sanitari.
A noi pare che, nel progetto della Regione, il San Luca non resti ospedale per acuti.
Passo subito alle situazioni problematiche:

la chirurgia: riduce la sua offerta in quanto tutte le urgenze chirurgiche, anche dei pazienti già ricoverati al San Luca, devono essere trasferite a Rovigo. E, come spesso avviene, soprattutto i pazienti più critici e fragili, non trovando posto a Rovigo (s’intende anche in terapia intensiva) e vengono nuovamente trasferiti negli ospedali e nelle rianimazioni limitrofe o anche più lontane nel Veneto(Schiavonia,Chioggia,Adria etc.)
Questa nuova situazione non è rassicurante e per questo abbiamo inviato interrogazione in Procura.
Noi proponiamo che la chirurgia del San Luca mantenga il servizio di day e wick surgery ma allargato a tutta la settimana, così da mantenere la disponibilità per l’urgenza-emergenza.

2 situazione: I letti intermedi non sono intercambiabili con i letti per acuti, sono dotati unicamente di assistenza infermieristica (che per ora sarà svolta dallo stesso personale di medicina)e i pazienti saranno pure soggetti a pagare ticket e quota alberghiera secondo i tempi di degenza.

Questi letti derivano da un diverso utilizzo di parte dei letti per acuti di medicina e di lungodegenza, ora tale manovra ridurrà di ben
600-700 ricoveri l’anno l’offerta per acuti.
Dove troveranno risposta alle loro necessità questi pazienti? Difficile che trovino posto a Rovigo perché anche quell'ospedale dovrà fare i conti con le schede ospedaliere.
Già ora il San Luca non riesce a far fronte alle necessità e ricorre a letti aggiuntivi. Non è successo solo a gennaio con il picco delle influenze: code al pronto soccorso e mancanza di posti letto sono anche di questi giorni.
Portare a soli 143 i posti letto dell'ospedale di Trecenta significa condannare più di qualcuno.
Proposta: ci sono gli spazi necessari a dare risposte adeguate, quindi perché ridurre i posti letto a medicina?

Una considerazione: ci sfugge il criterio ispiratore delle scelte, la Regione ha deciso che entro il 2015 dal San Luca debba sparire ginecologia. La decisione lascia perplessi, visto che la maggior parte delle donne altopolesane non è proprio giovanissima, comunque ginecologia da luglio resterà solo come day surgery mentre gli interventi più complessi avverranno a Rovigo.
Alla perplessità subentra presto il sospetto: è il primo passo della Regione per arrivare a chiudere anche il servizio di ostetricia? Chiaramente ostetricia resta finché il ministero non decreterà (pare entro l’anno) l’accorpamento dei punti nascita con meno di 500 parti.
Ma una buona parte dei punti nascita nel Veneto sono sotto i 500 parti, anche sotto 400 e 300. Con che criterio si deciderà?

Noi abbiamo contattato più volte la Regione per richiamare a impegni assunti e disattesi.
Ma la Regione non ha mai ritenuto suo dovere dare risposte.
Ora si va ad alterare un equilibrio accettabile per trovare un nuovo equilibrio, ma non si è in grado di definire se e quando ogni obiettivo del progetto sarà raggiungibile.
Perché il cambiamento previsto non è solo organizzativo, è radicale e va a scontrarsi con mille difficoltà sociali, territoriali, economiche.
Il problema (non da poco) è quello di governare l’intero processo senza lasciare spazi a rischi.
Per questo abbiamo chiesto di poterci confrontare con le posizioni dei sindaci e mettere insieme le nostre risorse.

La riabilitazione neurologica e l’unità spinale (partite a metà dicembre) ma ci pare siano partite perché si possa dire che ci sono: più sulla carta che nella realtà, perché è ridotto il personale e non ci sono soldi per fare assunzioni. Intanto la situazione grava sul servizio di riabilitazione fisica e si allungano ulteriormente le liste d’attesa.
L'alternativa a nuove nomine, impossibili per motivi economici, non può essere lo spostamento di personale.
Entro la fine del 2015, medici, infermieri e operatori sanitari diminuiranno ulteriormente e gli ospedali di Rovigo e Trecenta dovranno fare a meno, in totale, di circa 30 persone.
E’ il segretario della Cgil,che denuncia il problema «L'ultima delibera regionale ha deciso il taglio di circa un milione di euro per la spesa del personale, ridotto di un altro milione già nel periodo 2013-2014».
Ci preoccupa inoltre leggere dichiarazioni discordanti a distanza di pochi giorni:
20 gennaio 2015 un’indagine regionale rivela negligenze e tempi morti nell’impiego dei macchinari.
27 gennaio il discorso cambia: nel Veneto virtuoso è stato effettuato un lavoro corrispondente alle costose risorse tecnologiche in dotazione.

A noi risulta che le liste d’attesa (anche per prestazioni senza macchinari) lasciano molto a desiderare continuiamo da tempo a ripetere che ad esempio la densitometria è usata solo qualche ora la settimana, che servizi svolti nel pubblico farebbero risparmiare rispetto al servizio privato (non siamo noi a dirlo, c’è una relazione di Marcolongo al vaglio della Corte dei Conti e sulla stessa linea sono le dichiarazioni di tecnici radiologi del Veneto) restano scadenze di 60 giorni per referti di screening, appuntamenti a volte dopo 10/12 mesi per osteoporosi.

Si dice che la sanità moderna è una sanità territoriale che cura e accompagna l’ammalato a casa. Bene. Ma a che punto è l’efficienza delle strutture territoriali?
Sarebbe interessante se ne parlasse con chiarezza, senza autoflagellazioni ma anche senza ottimismi di facciata.
Ad esempio: si riesce a realizzare nel territorio i servizi non prettamente ospedalieri, necessari ai cittadini altopolesani?
A noi la realtà sembra questa: viene smantellato il San Luca e contemporaneamente è ridotta l’attività di assistenza sul territorio (intendo ADI per cui tra i tanti problemi c’è quello dei tempi da dedicare ai pazienti – forse si riducono per aggiustare l’organico?e intendo punti sanità che a volte si trovano senza personale è successo che utenti fossero dirottati da Lendinara a Badia e poi a Trecenta per i prelievi).

Noi non vogliamo essere creduti sulla carta, ma chiediamo di verificare di persona la realtà che altera il ruolo per acuti del San Luca (e non corrisponde alla domanda del Gruppo Tecnico del 24 maggio 2012). E condividiamo il documento condiviso all’unanimità dall’amministrazione di Trecenta.
----- fine documento
Scarica in formato pdf.
Vedi anche i precedenti post:
Sul San Luca la prossima riunione della Conferenza dei sindaci
Comune di Trecenta: «bloccare immediatamente l'applicazione delle schede ospedaliere»
Il rapporto emendato, integrato e (forse) definitivo del gruppo tecnico

30.3.15

Dopo l’esposto e la bocciatura di Castelmassa incontro fra sindaci e comitato

fonte: ROVIGO (IN) DIRETTA

La riunione dei sindaci dell'Ulss 18 e i cittadini in difesa dell'ospedale di Trecenta mercoledì 1° aprile alle 16.30 nell'aula magna della cittadella socio-sanitaria di Rovigo

25.3.15

Sul San Luca la prossima riunione della Conferenza dei sindaci

Convocato anche il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca


Un unico punto all'ordine del giorno della prossima conferenza dei sindaci:
1. Discussione sulla situazione O.C. "San Luca" Trecenta.

La riunione, aperta al pubblico, avrà luogo Rovigo, Mercoledì 1° aprile 2015, alle ore 16.30, presso l'aula magna dell'Ulss 18, cittadella sanitaria, Viale Tre Martiri 89, Blocco A, 1° piano.

Scarica la lettera di convocazione.

22.3.15

Ad aprile ginecologia perderà un medico


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Data, 22/03/2015

Ci sfugge il criterio ispiratore delle scelte, ma la Regione Veneto con le schede ospedaliere ha deciso che entro il 2015 dall'ospedale San Luca debba sparire ginecologia. La decisione lascia perplessi, visto che la maggior parte delle donne altopolesane non è proprio giovanissima.
Ma alla perplessità subentra presto il sospetto: è il primo passo della Regione per arrivare a chiudere anche il servizio di ostetricia?
Una notizia dell'ultima ora rinforza il sospetto: una ginecologa (molto apprezzata) in aprile abbandonerà il San Luca, per passare all'ospedale di Rovigo.
L'alternativa a nuove nomine, poiché la regione non dà soldi, è lo spostamento di personale medico?
Se l'obiettivo è il miglioramento o almeno il mantenimento di una buona offerta di servizio, come si può pensare di raggiungere lo scopo riducendo o annullando l'efficienza del servizio stesso?
La genialità strategica non ci convince e il risultato ci preoccupa.


Per il Comitato – La portavoce Jenny Azzolini

I troppi silenzi di Castelmassa

L'esito assai deludente della riunione del consiglio comunale di Castelmassa non ha suscitato solo le critiche di questo blog. Troppo grande la distanza fra la situazione dell'ospedale e i contenuti del documento approvato dalla maggioranza nella seduta del 18 marzo scorso.
Ora arrivano anche le critiche di Guglielmo Brusco, Rc-Sinistra unita, in particolare al vicesindaco di Castelmassa Barbara Bernardoni.
Leggi l'articolo completo pubblicato dal Gazzettino.
Su questo blog vedi anche i post:
Castelmassa, nessuna solidarietà al San Luca
Conteremo i morti

20.3.15

Castelmassa, nessuna solidarietà al San Luca

fonte: Il Gazzettino, venerdì 20 marzo 2015

Il Consiglio boccia il documento in difesa dell'ospedale


L'ospedale San Luca fa discutere anche il Consiglio comunale di Castelmassa. Punto di partenza, il documento votato all'unanimità dal Comunedi Trecenta a sostegno del nosocomio. La chiusura del reparto di Chirurgia aveva infatti spinto il comitato dei cittadini per la tutela dell'ospedale a presentare alla Procura della Repubblica di Rovigo la domanda per valutare l'ipotesi di aprire un fascicolo per "interruzione dipubblico servizio". La minoranza massese ha quindi avanzato la proposta di affrontare l'argomento: «Le problematiche legate alla sanità - ha spiegato l'opposizione - interessano tutti i nostri cittadini, che rischiano di venire penalizzati ancora una volta dalle scelte contenute nelle schede ospedaliere della Regione, che chiediamo vengano bloccate. C'è poi il problema dei posti letto: quelli dichiarati sono 208, ma di fatto sarebbero 170. E quelli "intermedi" verrebbero tolti al reparto di medicina».
La maggioranza guidata da Eugenio Boschini ha però bocciato il documento del comune di Trecenta, e quindi la richiesta dell'opposizione, sostenendo che le proposte vanno inoltrate alla Conferenza dei sindaci dell'Ulss: «Il trasferimento del reparto di chirurgia ha poi una sua motivazione: l'ospedale di Rovigo è infatti più adeguato in questo».
Il vicesindaco Barbara Bernardoni ha poi spiegato come «meno allarmismo e un'adeguata politica d'informazione potrebbero fare una migliore "pubblicità" all'ospedale di Trecenta, che altrimenti rischia di essere dequalificato. La struttura manterrà sicuramente i servizi esistenti».
Leggi l'articolo completo.
Strana amministrazione quella di Castelmassa, da un lato il sindaco afferma che è giusto perdere il reparto di chirurgia, dall'altro il vicesindaco sostiene che l'ospedale manterrà i servizi esistenti. Una contraddizione palese, inconciliabile.
La maggioranza di centrodestra di Castelmassa lascia sola l'amministrazione di Trecenta, sempre di centrodestra, anche questo sorprende. Parenti serpenti?
Leggi il documento sostenuto dalla maggioranza.

Punto sanità di Badia. La cassa non funziona. Odissea per le analisi

fonte: Resto del Carlino 20 marzo 2015

LA MACCHINETTA per pagare è rotta, niente analisi. È il calvario di un cittadino di Badia, Fabrizio Gabrieli. Era andato di mattina al punto sanità dell'Ulss 18, a Badia, nell'edificio dell'ex ospedale Migliorini- Balzan, per fare un prelievo di sangue.  da lì è partita l'odissea.
Leggi l'articolo completo.

18.3.15

San Luca, paziente ricoverato nel posto bis cade dal letto

fonte: www.rovigoindiretta.it

Il figlio: "Medici e paramedici disponibili, ma manca personale". E mancano, già ora, i posti letto.

L’anziano, trasportato d’urgenza al Pronto soccorso per un aggravamento repentino delle condizioni di salute, è stato “prontamente visitato dal personale medico e paramedico – racconta il figlio – che si è prodigato per stabilizzarne il quadro clinico. Ma, purtroppo, non erano disponibili posti letto per il ricovero. Ci è stato, allora, anche proposto il trasferimento in ambulanza all’ospedale di Rovigo. Ma io e mia madre ci siamo visti costretti a rifiutare l’opzione: mio padre è un paziente allettato ormai da due mesi e ha bisogno di assistenza 24 ore al giorno. La distanza fino al capoluogo per noi è insormontabile, anche alla luce del fatto che mia mamma non ha la patente”.
... Come denunciato tempo fa dal coordinatore Rsu dell’Ulss 18, Riccardo Mantovan, nel corso di una conferenza stampa sullo stato della sanità polesana, “i letti bis sono completamente privi di ausili come il comodino, l’armadietto dei vestiti e, in alcuni casi, anche del campanello per chiamare gli operatori. Senza contare che nei fine settimana, essendoci solo un medico in servizio, i livelli di sicurezza nel reparto subiscono un ulteriore decremento”. E, sempre in quell’occasione, affiancato dal segretario provinciale dellaFunzione Pubblica Cgil Davide Benazzo, aveva quantificato i tagli, snocciolando cifre allarmanti: “Due milioni di euro sforbiciati in quattro anni ai danni della sanità polesana che fa capo all’Ulss 18: Dal 2011 al 2014 è evaporata una somma di un milione 90 mila euro, cui vanno ad aggiungersene altri 900 mila, cancellati per il periodo 2014 – 2015 dalla giunta di Palazzo Balbi”.
Sulla vicenda interviene anche l’ex assessore provinciale Guglielmo Brusco e sul taglio previsto ai posti letto dalle scheda sanitarie afferma: «Spesso non c’è posto già adesso – aggiunge Brusco – e pensano di tagliarne altri 25. Chiedo dunque al direttore generale Arturo Orsini, ai sindacati (anche quelli dei medici) e al sindaco di Trecenta Antonio Laruccia, se sono a conoscenza, o meno, della situazione. Vorrei anche sapere cosa ne pensa la Procura, informata da tempo della situazione dal comitato Altopolesano per la difesa del San Luca”.»
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Il silenzio inquietante dei Sindaci


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

data 17/03/2015

Il silenzio inquietante dei Sindaci

Abbiamo informato tutti i sindaci dell’Ulss 18 del peggioramento della situazione di diversi servizi dell'ospedale San Luca.
Abbiamo denunciato i danni di quanto disposto dalle schede ospedaliere.
Abbiamo contattato più volte la Regione per richiamare a impegni assunti e disattesi.
La Regione non ha mai ritenuto suo dovere dare risposte.
Abbiamo presentato un’interrogazione alla Procura della Repubblica perché temiamo che i tagli fatti finiranno per determinare danni seri per i cittadini altopolesani.
Anche di questo abbiamo informato i sindaci.
A loro abbiamo chiesto soltanto una risposta di ricevuta con condivisione o dissociazione.
Ci siamo incontrati con il dottor Orsini, il dottor Sortino ed il dottor De Pieri: le idee che abbiamo sul presente del nostro ospedale sono corrette.
Si va ad alterare un equilibrio accettabile per trovare un nuovo equilibrio, ma non si è in grado di definire se e quando ogni obiettivo del progetto sarà raggiungibile.
Il cambiamento previsto non è solo organizzativo. È radicale e va a scontrarsi con mille difficoltà sociali, territoriali, economiche.
Le difficoltà economiche però sono chiamate in causa quando si tratta di assunzioni necessarie, per le quali è tassativo attendere l’autorizzazione regionale, non quando si decidono scelte che favoriscono la sanità privata. Con interventi che a volte non sono finalizzati all’aumento e alla qualità di servizi e alla riduzione di liste d’attesa, ma sono interventi costosi ed evitabili.
Ma la Regione ha deciso così.
Ora il problema (non da poco) è quello di governare l’intero processo senza lasciare spazi a rischi. Intervenire efficacemente sul bisogno di salute non è uno scherzo, soprattutto quando si giustificano tagli dolorosi con la necessità di riavviare un risanamento di bilancio.
E gli sprechi? Sono veramente un male incurabile?
Tanti (brutti) fatti quotidiani giustificano dubbi e sospetti. “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina” diceva qualcuno.
E i sindaci?
Ha condiviso il nostro impegno il sindaco di Canda; il sindaco di Fratta ha sollecitato la convocazione della Conferenza dei sindaci per parlare del San Luca; il sindaco di Ceneselli (anche presidente della provincia) ha contattato il presidente della Conferenza per il problema. E il presidente della Conferenza, sindaco di Costa, ci ha telefonato: in una seduta del direttivo avrebbe proposto un incontro aperto anche al Comitato.
Dai primi cittadini non abbiamo avuto altri contatti.
Ma non significa che sul tema salute non ci sia alcun impegno dei sindaci; dispiace però non poterci confrontare e mettere insieme le nostre risorse.
Le promesse per il San Luca restano ancora a livello di progetto.
Le situazioni difficili invece sono presenti. Anzi aumentano.


Per il Comitato - la portavoce Jenny Azzolini
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Vedi anche su questo blog:
Il Comitato per il "San Luca" scrive alla Procura: la chiusura di chirurgia d'urgenza è interruzione di pubblico servizio?

11.3.15

Replica al sindaco di Trecenta

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Data, 11 marzo 2015

Non sempre i quotidiani hanno spazio per interventi che vogliono affrontare il problema della salute ed intendono dare un quadro esatto della realtà del San Luca, per quello che è e per i problemi che pone.
Come Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca, siccome questo ospedale ci sta a cuore davvero riportiamo noi queste precisazioni di una dottoressa dell’ospedale dell’Altopolesine.

Mi sento in dovere di fare alcune precisazioni a proposito dell’intervista al sindaco di Trecenta riguardo al San Luca, intervista pubblicata sul Resto del Carlino il 4 marzo.
Non so quali apicalità abbia consultato il ragionier Laruccia, perché presenta inesattezze e dimenticanze.
Innanzitutto nessuno degli addetti ai lavori ha mai parlato di chiusura.
Ma i problemi ci sono: la chirurgia riduce la sua offerta in quanto tutte le urgenze chirurgiche, anche dei pazienti già ricoverati al San Luca, devono essere trasferite a Rovigo. E, come spesso avviene, soprattutto i pazienti più critici e fragili, non trovando posto nel nosocomio rodigino, vengono nuovamente trasferiti nelle rianimazioni limitrofe. Questa nuova situazione non è certamente rassicurante. Piccolo dettaglio non trascurabile, con il regime di week surgery viene mantenuta la reperibilità chirurgica, ma quella dell’anestesista non è una reperibilità bensì una guardia h 24 a tutela di tutte le emergenze intraospedaliere, comprese quelle del punto nascita. In questo caso, a differenza di quanto avviene in alcune aree d’Italia, la guardia di anestesia è a garanzia e tutela dei nuovi nati.
Altro dettaglio non trascurabile, la terapia intensiva è sempre stata dotata di 4 letti che sono stati riconfermati (dopo una prima, pensiamo erronea, riduzione).
Altra inesattezza: è difficile dimostrare che l’inserimento dei letti intermedi sia un ampliamento, dato che i letti intermedi derivano dalla trasformazione di parte dei letti per acuti medici e di lungodegenza. Questa trasformazione ridurrà l'offerta di ben 600-700 ricoveri per acuti/anno. Dove troveranno risposta al loro bisogno di salute questi pazienti?
Queste cose le so bene perché vedo con i miei occhi, quotidianamente, come è organizzato l’ospedale di questo territorio che tanti dicono di avere a cuore.
D.ssa Anna Bocchi.”

Per il Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca

La portavoce - Jenny Azzolini

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Vedi anche il post Le capriole del sindaco di Trecenta.

6.3.15

Le capriole del sindaco di Trecenta

Faccio fatica a trovare una logica nel comportamento del sindaco di Trecenta.
Il 16 febbraio approva, assieme all'intero consiglio comunale, un documento nettissimo contro i tagli ai posti letto. Ricorda la «drammatica storia dell'ospedale di Trecenta» il quale «ha subito una sistematica e continua spoliazione di risorse e servizi». Afferma che con i tagli ai posti letto previsti dalle schede ospedaliere, gli altopolesani sono «i più danneggiati del Veneto e questa è discriminazione, non riorganizzazione». E il documento, intitolato "Stato di crisi al San Luca", chiede di «bloccare immediatamente l'applicazione delle nuove schede ospedaliere» per l'ospedale di Trecenta.
Tutto logico e condivisibile, ma dura poco. Il 4 marzo, in un'intervista al Resto del Carlino, il sindaco di Trecenta cambia completamente registro e dichiara che «Le notizie che abbiamo non sono così devastanti», esalta la funzione dell'ospedale di comunità, e che, in definitiva, c'è stato solo «molto rumore per nulla».
Io non riesco più a seguire: il "rumore" è quello che ha fatto lui stesso in consiglio comunale?

Vedi anche su questo blog: Comune di Trecenta: «bloccare immediatamente l'applicazione delle schede ospedaliere»

5.3.15

Conteremo i morti

Entro l'anno i direttori generali delle Ulss del Veneto dovranno dare applicazione al piano socio sanitario regionale.
Per il “San Luca”, e per noi tutti, sarà un disastro.


Già ora il reparto di chirurgia chiude nei fine settimana e la sua operatività è limitata agli interventi programmabili che si risolvono in giornata o, al massimo, tra il lunedì e il venerdì.
Ma l'applicazione delle schede ospedaliere approvate dalla giunta regionale, in seguito all'adozione del nuovo piano socio sanitario, farà delle vittime.
Impressionante la riduzione dei posti letto per acuti. Dai 208 che, anche oggi, vengono indicati dall'Ulss 18 nel proprio sito, si è passati a 180 alla data del 30 giugno del 2013. E ora dovranno essere ulteriormente ridotti a 143: un massacro!
Ma che cosa comporterà questa nuova riduzione?
Secondo alcuni esperti ciò ridurrà la possibilità di ricovero per 600 – 700 persone l'anno. Ma potrebbe andare peggio.
Dove andranno questi pazienti?
Difficile che trovino posto a Rovigo perché anche quell'ospedale dovrà fare i conti con le schede ospedaliere e perderà 79 posti letto.
Il presidente della giunta regionale ripete in ogni occasione, fino alla nausea, che non ci sarà una riduzione dei servizi ma non sarà così perché non può essere così. Zaia cerca di essere rieletto a maggio, prima che si vedano gli effetti del suo piano socio sanitario. Poi “passato lo giorno gabbato lo santo”.
Le schede ospedaliere sono inapplicabili, o avremo dei morti sulla coscienza.
Già ora l'ospedale non riesce a far fronte alle necessità. Lo abbiamo visto a gennaio con il picco delle influenze: code al pronto soccorso e mancanza di posti letto.
Portare a soli 143 i posti letto dell'ospedale di Trecenta significa condannare qualcuno. Non c'è scampo. Nessuna via d'uscita.

Spero che molti cittadini ne prendano coscienza, spero che numerosi chiedano ai propri amministratori comunali di intervenire. Le schede ospedaliere del San Luca non devono essere applicate!

4.3.15

I problemi del "San Luca"

La chiusura di chirurgia nei fine settimana, la prossima riduzione dei posti letto in medicina, la carenza di personale a riabilitazione fisiatrica.

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" riporta all'attenzione del pubblico i problemi emergenti causati dal piano socio sanitario regionale.



notevoli difficoltà con l’applicazione delle schede ospedaliere
CHIUSURA DEL SERVIZIO DI CHIRURGIA DAL VENERDÌ (ORE 18) AL LUNEDÌ (ORE 8)
crea difficoltà a chi ha bisogno di interventi urgenti, e può incidere negativamente sulle necessità di altri reparti già ridimensionati(ostetricia-ginecologia-medicina)
RIDUZIONE DEI POSTI LETTO IN MEDICINA,
il San Luca potrà ricoverare solo il 60% degli acuti che avranno problemi
PROBLEMI A RIABILITAZIONE FISIATRICA:
l’avvio della neuroriabilitazione, buona offerta per gli altopolesani, sta creando
non pochi problemi al servizio di riabilitazione fisiatrica per mancanza di personale:
le liste d’attesa si stanno allungando in modo esponenziale
LA SANITÀ NON PUÒ FUNZIONARE SENZA PERSONALE

PER ASSUMERE SERVONO SOLDI – PER FAVORE USATELI BENE
ANZICHÉ “SPRECARLI”

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

24.2.15

Il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò chiede la sospensione delle schede ospedaliere

Se approvato ci saranno sei mesi di tempo per ridefinire la dotazione di posti letto per acuti dell'ospedale "San Luca" di Trecenta.

Il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò (Rc) ha presentato un emendamento alla legge finanziaria regionale che si propone lo scopo di congelare per sei mesi i tagli previsti dal piano socio-sanitario regionale e la Giunta regionale dovrà tener conto preventivamente dei pareri espressi dagli enti locali e dalle associazioni dei cittadini relativi alla domanda effettiva di prestazioni sanitarie e dei servizi già esistenti.
Lo rende noto una segnalazione della consigliera comunale di Trecenta Paola Panziera.
Scarica il comunicato e l'emendamento.

Comune di Trecenta: «bloccare immediatamente l'applicazione delle schede ospedaliere»

È la richiesta del consiglio comunale di Trecenta

All'unanimità il consiglio comunale di Trecenta ha approvato un documento senza precedenti. Rivolto al presidente della giunta regionale Luca Zaia, all'assessore regionale alla sanità Luca Coletto e al dirigente regionale Domenico Mantoan, il documento, intitolato "Stato di crisi al San Luca", chiede che venga immediatamente bloccata l'applicazione delle schede ospedaliere.

Le schede ospedaliere sono lo strumento che attua concretamente il piano socio-sanitario regionale (Pssr). Per l'ospedale di Trecenta, originariamente dotato di 208 posti letto ma ridotto a 180 nel corso di questi anni, è prevista un'ulteriore insostenibile riduzione a 143 posti letto per acuti (vedi post).
Nessuno si fa più illusioni, infatti, sull'efficacia dei posti letto intermedi, quelli che dovrebbero costituire gli ospedali di comunità, reparti all'interno delle strutture ospedaliere dotati unicamente di assistenza infermieristica. Una sorta di parcheggio in cui sistemare provvisoriamente pazienti non più acuti ma nemmeno in condizione di essere dimessi che, per la degenza, saranno pure costretti a pagare vari ticket.

Il consiglio comunale di Trecenta chiede che, prima di qualsiasi riduzione dei posti letto per acuti, siano definite, concordemente con i sindaci altopolesani dell'Ulss 18, le funzionalità da mantenere nell'ospedale di Trecenta.
Il documento è stato inviato anche ai consiglieri regionali polesani e a tutti i gruppi consiliari, al direttore generale dell'Ulss 18 e al presidente della conferenza dei sindaci e, infine, a tutti i sindaci dell'Ulss.
Ai sindaci il comune di Trecenta non chiede esplicitamente la solidarietà degli altri comuni ma è del tutto evidente che ogni autentica, non formale, azione a sostegno del blocco delle schede ospedaliere sarà la benvenuta.
Vedremo!
Scarica il documento approvato dal consiglio comunale di Trecenta.
Scarica la lettera accompagnatoria.

21.2.15

Il Comitato per il "San Luca" scrive alla Procura: la chiusura di chirurgia d'urgenza è interruzione di pubblico servizio?

Il Comitato scrive anche ai comuni dell'Ulss 18 affinché chiedano alla Regione Veneto di bloccare IMMEDIATAMENTE l'applicazione delle schede ospedaliere.

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

20-02-2015
Alla Procura della Repubblica di Rovigo

E per conoscenza: Al Prefetto di Rovigo
Al Presidente della Regione Veneto
All’assessore alla Sanità Regione Veneto
Ai Consiglieri Regionali Polesani
Al segretario regionale alla sanità
Al Presidente della Provincia di Rovigo
Al vescovo di Adria e Rovigo
Al Direttore Generale Ulss 18
Al Presidente della Conferenza dei Sindaci ULSS18
Ai sindaci dell’Ulss 18
Oggetto: Sospensione del Servizio di Chirurgia d’urgenza
dalle 18 del Venerdì alle 8 del lunedì, presso l’Ospedale San Luca di Trecenta.

Visto che:
  1. si sono verificati casi clamorosi di decessi dovuti alla ricerca inutile di assistenza d’urgenza per mancanza di posti letto negli ospedali;
  2. l’urgenza deve essere garantita allo stesso livello in tutti gli ospedali per acuti e a tutta la popolazione, senza discriminazioni;
  3. a partire da oggi, 20 febbraio, per il fine settimana (dalle 18 del venerdì alle 8 del lunedì) è interrotto il servizio di chirurgia d’urgenza al San Luca, servizio che dovrebbe servire un territorio con 85.000 abitanti e con complessa viabilità;
  4. il San Luca, a differenza di altri Ospedali Polesani, dista ben 35 chilometri dall’ospedale di Rovigo e il ricovero per interventi d’urgenza di cittadini altopolesani dovrebbe essere fatto nell’ospedale più vicino (salvo casi particolarmente complessi);
  5. una carenza del genere può incidere negativamente sull’efficienza di altri reparti (già ridimensionati) a causa di possibili emergenze interne (ostetricia - ginecologia – medicina),
allo scopo di evitare gravi rischi per la salute ai nostri concittadini altopolesani,
chiediamo a questa spettabile Procura,
una valutazione dell’ipotesi di “Interruzione di pubblico servizio”

Scusandoci per il disturbo, porgiamo distinti saluti.

Per il Comitato - la portavoce Jenny Azzolini