11.10.09
Il 31 ottobre manifestazione per la sanità in Polesine
MANIFESTAZIONE a tutela del diritto alla salute
SABATO 31 OTTOBRE 2009
- ore 9.00 - Concentramento davanti al piazzale Ospedale di Rovigo
- ore 9.30 – Partenza corteo- ore 11.00 – Arrivo Piazza G. Garibaldi
La Cgil, Funzione Pubblica, da mesi sta raccogliendo i segnali di malessere che vengono dalla società polesana. Ora ha indetto questa manifestazione. E' importante partecipare.Pubblico di seguito il testo del volantino diffuso dalla Cgil-FP. Ho evidenziato in grassetto le parti che mi sembrano più significative.
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Diventa sempre più importante che di fronte al dilagante concetto che la sanità è un costo, si sovrapponga una forza che al mero concetto finanziario coniughi il diritto costituzionalmente sancito alla salute, senza alcuna distinzione.
La Regione Veneto parla di riduzione delle liste di attesa, di garanzia dei livelli di assistenza, di migliori servizi al cittadino, nella realtà invece si continua a tagliare e nelle Aziende Sanitarie non ci sono operatori neanche per programmare i turni, le ferie e sostituire le malattie.
Molti reparti ospedalieri hanno gravi carenze di personale. Conseguentemente diminuisce il tempo per l’assistenza e la cura di chi sta male.
Si smobilitano i servizi nei punti sanità e nel territorio, aumentando i disagi della popolazione più debole e affossando definitivamente la prevenzione.
Nella nostra Provincia le difficoltà si acuiscono maggiormente, dove, per l’alto tasso di anziani e un territorio ampio e poco popolato, il costo sanitario procapite aumenta.
Tale situazione vede scelte tecniche e politiche che lentamente hanno impoverito i servizi sul territorio con riduzione e chiusura dei servizi e che hanno impoverito i due ospedali periferici concentrando sempre più attività nel capoluogo, in un concetto che vede aumentare gli investimenti sull’ospedale provinciale a scapito della periferia e del territorio.
Ma anche nello stesso nosocomio di Rovigo i problemi non mancano, sembra passare un’idea molto "manageriale" e fredda, per cui, per fare buona sanità, basta spendere un po’… magari un bel po’ di soldi nelle strutture murarie, appropriarsi delle tecnologie più avanzate, acquistare apparecchiature sofisticatissime. Tutte cose utili, utilissime. Siamo d’accordo. Ma se continuiamo a chiudere gli occhi e le orecchie davanti alle tante segnalazioni del personale sulla insostenibilità dei carichi di lavoro, sulla necessità di riorganizzare i servizi tenendo conto del fattore umano, sia utente che dipendente, non andiamo lontano.
Parlare di qualità del servizio sanitario, significa valorizzare le lavoratrici ed i lavoratori del settore, mettere al centro il lavoro di queste persone, avendo ben presente che, per larga parte è dalle loro capacità, dalla loro professionalità che dipende il livello delle prestazioni.
MA QUALE SANITA’ CI STA ATTENDENDO…?
In questi mesi come Funzione Pubblica CGIL abbiamo iniziato una campagna di informazione rivolta a tutti i cittadini ed una raccolta firme tra i lavoratori delle due ULSS Polesane, con l’intento di denunciare la grave situazione in cui sta versando il personale e conseguentemente quanto questo sia direttamente proporzionale alla qualità dei servizi erogati.
La lettera, sottoscritta da circa 1300 dipendenti (ad Adria la raccolta termina nei prossimi giorni), ed indirizzata ai due Direttori Generali e all’Assessore Regionale, ha come finalità ottenere un ripensamento sulle politiche del personale ed un’inversione di rotta rispetto all’attuale tendenza fatta di tagli e riduzioni.
La buona riuscita dell’iniziativa non basta.
Bisogna creare una saldatura tra operatori sanitari e cittadini finalizzata a creare la spinta necessaria affinché si crei un tavolo dove parti sociali, rappresentanti delle associazioni, politica e direzioni delle ULSS si siedano a discutere e confrontarsi sulla nostra sanità, sul nostro diritto alla salute.
Ecco perché come Funzione Pubblica chiediamo a tutta la CGIL, a tutti gli altri Sindacati, a tutta la Politica, a tutte le Associazioni di volontariato e a tutti i cittadini, di aderire alla manifestazione del 31 ottobre dove con una sola voce saremo a chiedere una Sanità più vicina ai bisogni delle persone e più attenta alle proposte dei Sindaci e delle istituzioni polesane, a cui chiediamo, insieme a tutte le forze politiche, di sostenere questa battaglia di civiltà, per il diritto dei nostri cittadini ad una sanità pubblica e di qualità....PER STAREBENE
9.9.09
Il giuramento di ippocrate
1.9.09
Badia Polesine: impoverito il punto sanità
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BADIA POLESINE L’allarme lanciato dall’assessore provinciale Brusco per i servizi sul territorio
Chiusi l'ambulatorio di diabetologia e il centro diabetico. Pazienti dirottati sul San Luca di Trecenta
«L'emorragia di servizi nei punti sanità dell'Ulss 18 non si arresta».
Nuovo grido d'allarme dell'assessore provinciale alla Salute Guglielmo Brusco che dopo aver sollevato il caso di Castelmassa, è stato raggiunto da altre preoccupate segnalazioni provenienti dal bacino di utenze sanitarie che gravitano sul Punto sanità di Badia.
Immediata la nota di protesta inviata al collega della Regione Sandro Sandri che aveva assicurato un interessamento sulla vicenda. A detta di Brusco, però, la deriva imboccata con i servizi sospesi o scomparsi sembra tutt'altro che arrestata.
«Sull'onda dello sconcerto suscitato intorno al caso di Castelmassa - spiega l'assessore provinciale - anche la zona di Badia si è mobilitata segnalando che il loro Punto sanità è oggetto di un progressivo impoverimento di servizi. È stato chiuso l'ambulatorio di diabetologia e centro diabetico. Ora i pazienti sono stati dirottati sul San Luca di Trecenta. Qui si apre un altro scenario di insufficienze perché la scarsità di personale impedisce all'ospedale di rispondere alle richieste in tempi celeri tanto che persino le visite di controllo stanno slittando dei mesi. Tutto ciò va ad aggiungersi all'ormai acclarata eliminazione di odontostomatologia e fisiatria e alla ventilata e probabilmente prossima chiusura degli albulatori di otorinolaringoiatria, ortopedia, neurologia e medicina dello sport».
Brusco ha calcolato come il calo di servizi nella struttura sanitaria badiese ammonti già al 17 per cento del totale e che con gli ulteriori minacciati azzeramenti si sfiorerà il poco invidiabile primato del 40 per cento di specialità ambulatoriali in meno. «Nonostante il sito internet dell'Ulss 18 riporti senza alcuna correzione la presenza di tutti i servizi compresi quelli scomparsi - precisa l'assessore polesano -. È chiaro che questa politica regionale sta di fatto privilegiando i gestori privati indebolendo le strutture pubbliche e trasferendo su tanti pazienti i pesanti costi aggiuntivi misurabili sia in scarsa assistenza che in esborso di denaro».
I rischi per Brusco sono di due tipi: da un lato si cedono servizi ai privati con aggravio del deficit generale della sanità pubblica chiamata a pagare per le specialità date in convenzione. Dall'altro, come nel caso di odontostomatologia, le utenze che non trovano più l'ambulatorio nella struttura pubblica sono costrette a rivolgersi ai medici privati, in questo caso dentisti che richiedono parcelle ben più alte di quanto non era garantito dagli ambulatori pubblici.
«A questo punto chiedo al mio colega Sandri cosa serva parlare di decentramento, servizi territorializzati e vicini alla gente quando le forme più ovvie per garantire queste necessità sanitarie vengono tagliate, ridimensionate o delegate a gestori privati?».
Franco Pavan
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8.7.09
In arrivo il bonus sui consumi di gas
Sarà efficace a partire dal mese di gennaio 2009.
Dopo il bonus elettrico arriva il bonus gas. A differenza del bonus elettrico potrà essere richiesto solo per disagio economico e non anche dai nuclei familiari con persone affette da gravi patologie. Inoltre potrà essere richiesto sulla base dei consumi del 2009 mentre il bonus elettrico poteva essere richiesto anche per il 2008.
Potranno accedere al bonus gas (per la fornitura nell’abitazione di residenza) i clienti domestici con indicatore ISEE non superiore a 7.500 euro, nonché le famiglie numerose (4 o più figli a carico) con ISEE non superiore a 20.000 euro. Questi parametri economici sono gli stessi che permettono ai clienti domestici di accedere anche al bonus elettrico per disagio economico.
Il valore del bonus gas sarà differenziato: (i) per zona climatica2 (in modo da tener conto delle
diverse esigenze di riscaldamento, legate alle diverse condizioni climatiche); (ii) per tipologia di utilizzo (solo cottura cibi e acqua calda, o solo riscaldamento, oppure cottura cibi più acqua calda e riscaldamento); (iii) per numerosità delle persone residenti nella medesima abitazione.
Per richiedere il bonus è prevista un’apposita modulistica, da consegnarsi al proprio Comune di
residenza. La modulistica sarà resa disponibile anche sui siti internet http://www.autorita.energia.it/ e http://www.sviluppoeconomico.gov.it/ entro la fine del prossimo mese di settembre.
Per maggiori informazioni visitare il sito del Ministero per lo sviluppo economico.
Consultare anche il sito dell'associazione dei comuni (Anci) http://www.bonusenergia.anci.it/ .
Che cosa è l'ISEE
Per il calcolo dell'ISEE del proprio nucleo familiare è possibile rivolgersi ai centri di assistenza fiscale (CAAF), come ad esempio quello della Cgil.
L’ISEE è l’indicatore di “situazione economica equivalente”. Si tratta di un indicatore che non rappresenta il reddito personale ma che permette di misurare la condizione economica delle famiglie, tenendo conto del reddito, del patrimonio mobiliare-immobiliare e della numerosità dei famigliari a carico. E’ già ampiamente utilizzato per l’accesso ad altre prestazioni a carattere sociale, soprattutto a livello locale. A titolo puramente esemplificativo: un nucleo familiare composto da padre, madre e due figli, monoreddito, in affitto e senza ulteriori disponibilità patrimoniali, rientra nella soglia ISEE di 7.500 con un reddito annuo lordo fino a circa 23.400 euro; una famiglia composta da padre, madre e cinque figli a carico, con un affitto annuo di 10.000 euro e un patrimonio mobiliare di 15.000, rientra nella soglia ISEE di 20.000 con un reddito annuo lordo fino a 75.000 euro. All’indirizzo internet https://servizi.inps.it/servizi/isee/default.htm è disponibile un simulatore per il calcolo personalizzato dell’ISEE.
8.5.09
Prorogata al 30 giugno la scadenza per chiedere il bonus elettrico arretrato
Lo ha stabilito l’Autorità per l’energia, accogliendo la richiesta avanzata la scorsa settimana da Anci, con la delibera ARG/elt 49/09 (pubblicata sul sito http://www.autorita.energia.it/) che posticipa al 30 giugno la scadenza entro la quale richiedere al proprio Comune di residenza anche i benefici del bonus arretrati a tutti i mesi precedenti del 2009 e 2008.
Fonte: Sistema di Gestione delle Agevolazioni sulle Tariffe Elettriche (SGATE)
Leggi la notizia qui.
Vedi anche il precedente post Bonus per le forniture di energia
29.4.09
Influenza suina: le indicazioni del ministero
1.4.09
Carenze di personale all’ospedale San Luca
In particolare, dal Gazzettino:
«Il direttore generale Marcolongo sostiene che gli ospedali dei prossimi anni avranno sempre meno medici. È amaro dirlo, ma il San Luca di Trecenta è già un ospedale del futuro».
Torna alla carica sui tagli di cui pare sia oggetto il nosocomio altopolesano, l'assessore provinciale alla Sanità, Guglielmo Brusco.
«Ci sono problematiche continue nei reparti - attacca l'amministratore di palazzo Celio -. Viene il dubbio che la direzione dell'Ulss 18 tenga tutto sotto silenzio quando incontra la Conferenza dei sindaci. A ostetricia e ginecologia, aumentano in modo consistente le nascite, ma l'attività del pediatra appare ancora troppo limitata. Sarebbe imminente la pensione per il dottor Gandolfi che è molto apprezzato. Chi lo sostituirà? Inoltre manca un infermiere nella procreazione assistita».
Brusco rileva che alcune infermerie lavorano senza personale ausiliario in particolare di notte e nei pomeriggi del sabato e della domenica. Il personale sta accumulando ferie arretrate e i riposi non sarebbero rispettati per la necessità di far fronte ai bisogni operativi.
«Il caso più emblematico riguarda radiologia - continua l'assessore -. Basta confrontare il range orario giornaliero feriale, prefestivo e festivo tra l'ospedale di Rovigo e il San Luca, sia nelle ore diurne che notturne. È a netto svantaggio di quest'ultimo. Il radiologo a Trecenta è molto meno presente».
28.2.09
Assistenza domiciliare integrata: ripristinate le forniture ai pazienti
A quanto pare si è tratto quindi di una carenza di disponibilità economica di fine anno. Ma perché non dirlo? Per non fare brutta figura? Certo che anche così non mi pare che l'immagine dell'azienda Ulss 18 sia stata splendida. Meglio sarebbe stato ammettere le proprie difficoltà.
La vicenda si è dunque conclusa bene ma merita tuttavia qualche considerazione.
Sul problema, di stretta competenza della conferenza dei sindaci, il presidente della stessa non ha mosso un dito (non vedo, non sento, non parlo). Ma non si è saputo di nessun intervento da parte dei comuni dell'Ulss. Nessun sindaco e nessun assessore comunale hanno ritenuto di prendere in mano il problema. Le sole voci che abbiamo sentito sono state quelle dell'assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco, Rifondazione Comunista, e quelle di Giuliana Gulmanelli e di Diego Crivellari, del Partito Democratico.
Se in occasione della chiusura del reparto di riabilitazione pneumologica dell'ospedale San Luca di Trecenta 14 consigli comunali hanno approvato documenti contrari alla decisione dell'Ulss, questa volta nessuno è intervenuto. Allora numerosi amministratori comunali hanno fatto sentire la loro voce, ora nessuna dichiarazione. Eppure la riduzione delle forniture ai pazienti in Adi è stata attuata dall'Ulss in evidente contrasto col piano locale per la domiciliarità che tutti i Comuni hanno approvato, nei rispettivi consigli, all'inizio del 2007.
Insomma, la situazione si è risolta senza che gran parte della politica locale se ne sia occupata.
Per ottenere una selezione dei post che hanno trattato l'argomento, clicca sull'etichetta adi, qui a lato.
16.2.09
Bonus famiglie: prorogati i tempi per presentare la domanda
Maggiori informazioni sul sito del governo ( clicca qui ) dove potrai consultare un completo dossier informativo e la relativa modulistica.
8.2.09
Veneto: strani concorsi, dirigenti furbacchioni e sprechi sanitari
Leggi l'articolo Veneto: strani concorsi, dirigenti furbacchioni e sprechi sanitari...all'ombra di Tosi, Galan e della sorella Valentina
7.1.09
In un anno oltre due milioni spesi in consulenze esterne
Nel dossier Brunetta tutti i nomi e i compensi assegnati dall’azienda sanitaria Ulss 18. Finiti nelle tasche di un giornalista oltre 121mila euro in 11 mesi
Rovigo, 7 gennaio 2009
Due milioni e 200mila euro spesi, nel 2007, per incarichi affidati ai consulenti e collaboratori esterni. Più di quattro miliardi delle vecchie lire: è questa la cifra spesa dall’Ulss 18, secondo i dati del dossier Brunetta. Di queste consulenze esterne, alcune sono davvero costosissime: ad esempio il giornalista Enrico Bossan ha incassato oltre 121mila euro per attività di comunicazione e informazione nei mesi che vanno da febbraio a dicembre 2007.
Leggi l'articolo sul sito del Resto del Carlino
Leggi anche, sempre dallo stesso sito:
IL DOSSIER Ispezioni e conti al setaccio, l'azienda nel mirino
E poi tagliano il materiale sanitario ai pazienti in assistenza domiciliare integrata. Non dico altro.
4.1.09
Bonus straordinario per le famiglie
Per motivi economici può essere ottenuto solo da famiglie vicine alla soglia di povertà.
Le domande vanno presentate entro il 31 gennaio 2009.
Segnalo un utilissimo opuscolo, messo a punto dalla Cgil del Veneto, che illustra in maniera sintetica e pratica il D.L. 29.11.2008 n. 185 "Misure urgenti per il sostegno a famiglie...".
Particolare attenzione va dedicata alle istruzioni contenute alle pp. 8 e 9 alla voce "Bonus Straordinario per le famiglie" art. 1.
Il Governo dovrebbe emanare in questi giorni le istruzioni operative (modulistica, procedure, ecc.). per la richiesta del Bonus.
E' opportuno consultare subito il proprio Centro di assistenza fiscale perché le domande vanno presentate entro il 31 gennaio 2009.
Bonus per le forniture di energia
Può essere richiesto per disagio economico e/o per disagio fisico. Possono essere cumulabili.
Per ottenere il bonus relativo al 2008 occorre presentare la domanda entro il 31 marzo 2009. La trafila è un po' complessa: meglio mettersi in moto subito.
Il bonus per le forniture di energia elettrica e gas può essere richiesto anche per il solo disagio fisico (gravi problemi di salute che costringono un familiare all'uso di apparecchiature salvavita). Inoltre, i due bonus, quello per disagio economico e quello per disagio fisico, sono comulabili.
Tutte le informazioni e la modulistica necessaria è pubblicata sul sito dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas[Vai al contenuto]
Le domande si presentano presso i Comuni di residenza, dove sarà possibile ottenere tutte le delucidazioni del caso.
25.12.08
Da non perdere l'ultimo numero de l'Espresso
DA NON PERDERE.
24.12.08
Ignorato dall'Ulss il Piano locale per la domiciliarità
I compiti affidati all'Ulss dal Piano locale per la domiciliarità sono chiari. Invito tutti gli interessati a scaricare il documento direttamente dal sito dell'Ulss e a verificarne i contenuti.
Collegarsi alla home page a questo indirizzo (basta cliccarci sopra): http://www.azisanrovigo.it/
Cercare in basso a destra il link Conferenza dei Sindaci e cliccarci sopra. Scorrere fino in fondo la nuova pagina dove è prevista la sezione Documenti scaricabili: l'ultimo riguarda il Piano locale domiciliarità. A questo punto basta fare clic sul titolo e viene scaricato un file in pdf che si può salvare o leggere direttamente.
Sono 98 pagine. La parte che ci interessa è la 7.1 Interventi erogati a domicilio e di supporto alla famiglia dove si parla di:
7.1.2 ADI – Assistenza Domiciliare Integrata a pagina 50.
Il capitolo è tutto da leggere ma a pagina 54 c'è la dimostrazione che l'Ulss non può unilateralmente ridurre i propri impegni. Si veda appunto l'art. 9:
Art. 9 Interventi e prestazioni che rientrano nell’ADI e Ente cui competono
Tra le voci di competenza Ulss troviamo, ad esempio:
- Prelievi ematochimici (in persone non dembulanti)
- Medicazioni: - chirurgiche - decubiti - dermatologiche/oncologiche
- Terapia infusiva reidratante
- Gestione Peg
- Programmi educativi diretti alla prevenzione e alla gestione dei presidi
- Visite domiciliari infermieri ADI
- Partecipazione alle UVMD
- Assistenza non specialistica di supporto
varie altre cose, ma soprattutto:
Fornitura e consegna materiale sanitario, farmaci, presidi per la nutrizione ove previsto.
Quindi non solo presidi e farmaci ma anche materiale sanitario (che, tra l'altro, dovrebbe essere recapitato a casa mentre, invece, tutti o quasi se lo vanno a prendere al San Luca). Tra il materiale sanitario è da considerare tutto ciò che hanno tolto o ridotto ai pazienti in assistenza domiciliare, a partire dallo scorso mese di novembre.
Il piano è stato approvato dalla Conferenza dei Sindaci e ratificato dai consigli dei comuni dell'Ulss. Si rifletta perciò sul fatto che ora l'Ulss non può, unilateralmente, senza alcuna concertazione coi comuni, stabilire "linee guida" o "protocolli" che siano in aperto contrasto con lo strumento di pianificazione approvato.
23.12.08
Assistenza domiciliare, non facciamoci prendere per il naso
Una procedura illegittima anche dal punto di vista amministrativo: nessuno ha ricevuto una comunicazione di avvio del procedimento (legge 241/1990).
Resistere, resistere, resistere.
Gli schizzettoni (siringhe da 50 o 100 cc per l’alimentazione via Peg) scarseggiano, così come altro materiale per la cura di mia moglie, in regime di Adi-Med (assistenza domiciliare integrata medicalizzata). Queste siringhe, del costo di poche decine di centesimi, sono tra il materiale che scarseggia e che, da novembre 2008, viene erogata in misura insufficiente alle famiglie che assistono i propri congiunti a casa.
Telefono all’assistenza infermieristica per anticipare la mia richiesta. Subito mi viene opposto un fantomatico elenco approvato da un indefinito ‘medico responsabile’. E’ una favoletta che non sta in piedi, per un semplice motivo: il medico di famiglia, cioè colui che ha la responsabilità più diretta della gestione del paziente in Adi, non è stato assolutamente sentito. Men che meno è stata convocata l’unità di valutazione multidisciplinare che ha, tra i propri scopi, la definizione delle cure e delle necessità domiciliari.
Pertanto, non facciamoci impressionare: l’elenco di cui ci parlano per tentare di farci digerire questa vessazione, NON HA ALCUNA VALIDITA’.
Le procedure che l’Ulss sta attuando sono irregolari anche dal punto di vista amministrativo (legge n. 241/1990). Una pubblica amministrazione, quale è l’Ulss, deve informare per iscritto, mediante una comunicazione di avvio del procedimento, ogni provvedimento che intenda attuare a carico di una persona direttamente coinvolta. E questo non è avvenuto.
La situazione è difficile. Anziché aiutarci ad assistere i nostri familiari, da un po’ di tempo a questa parte, si cerca di ostacolare, coscientemente o meno, l’attività di assistenza a domicilio.
Dobbiamo resistere! Non dobbiamo accettare questo ultimi provvedimenti. Dobbiamo continuare a informare l’opinione pubblica delle ingiustizie che si stanno compiendo.
Resistere, resistere, resistere.
21.12.08
20.12.08
«Fatemi dare da mangiare a mia figlia»: si incatena
Impressiona la risposta che avrebbe ricevuto dal responsabile del servizio dell'Ulss 18: "date pure venti schizzettoni a questa poveretta". Mi chiedo se questa è la persona giusta al posto giusto.
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Il Gazzettino, sabato 20 dicembre 2008
Clamoroso gesto di una donna che ieri mattina si è legata all’interno dell’ospedale San Luca
Si è incatenata in ospedale a Trecenta, al maniglione antipanico della porta di fronte del servizio assistenza domiciliare, perchè non volevano fornirle gli strumenti con i quali dare da mangiare alla figlia cerebrolesa. Una protesta estrema. Di una madre coraggio, Alba Barca, 65 anni di Occhiobello, premiata proprio ieri sera come cittadina dell’anno del suo paese per l’impegno nel volontariato e nella dedizione a Greta, che assiste da quando è nata, 44 anni fa. Una protesta durata pochi minuti, ma efficace. Il tempo che alcuni medici la invitassero a sciogliere la catena e ad accomodarsi nell’ufficio di Stefano Romagnoli, il primario dell’Adi (assistenza domiciliare), dove affrontandolo a muso duro ha ottenuto l’obiettivo. Gli hanno dato gli "schizettoni". Le siringhe da 50 centilitri usate per inserire il cibo frullato nella "peg", un’apertura praticata sulla pancia attraverso la quale Greta si nutre.
«Ne serve una al giorno di siringhe - racconta la signora Barca - Me ne avevano date solo quindici e non arrivavo a fine mese. Dopo la protesta di oggi Romagnoli ha detto al suo assistente "dia pure venti schizzettoni a questa poveretta", in tono di compatimento nei miei confronti. So che ora me la farà pagare, come tutte le altre volte che io e altre famiglie siamo andate contro a quello che lui riteneva opportuno. Ma non m’importa. Io combatto per poter alimentare mia figlia come credo sia meglio per lei e sono disposta tutto. Come vede, anche a incatenarmi».
Secondo il racconto di Alba Barca, che anche ieri come sempre ha ricevuto il sostegno e la solidarietà dell’assessore provinciale Guglielmo Brusco, la questione degli "schizettoni" negati è legata a un nuovo metodo di alimentazione che i medici dell’assistenza domiciliare dell’Ulss 18 vogliono imporle sostituendo il suo, perchè ritenuto più efficace e all’avanguardia.
«Sarà anche così non discuto - continua Alba - Ma quando l’ho provato Greta ha sempre avuto forti attacchi di dissenteria. Con la verdura, la frutta, la carne frullata, il latte e biscotti che gli preparo io da nove anni, da quando cioè è costretta ad alimentarsi così, non ci sono mai stati problemi. Lei mangia tutto quello che mangiamo noi. Insieme a noi in cucina e non sbattuta in un angolo con un flebo addosso. Un aspetto importante anche questo. Ma l’Ulss non intende più passarci le sirighe, se continuo ad alimentarla come abbiamo sempre fatto». Salvo cedere, se una madre coraggio s’incatena dentro all’ospedale.
Ivan Malfatto
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Il Resto del Carlino, 20 dicembre 2008
LA PROTESTA A TRECENTA
Disperata, si incatena la madre di una disabile
Con i tagli alla sanità la ragazza dovrà essere alimentata diversamente rispetto a prima, con sacche di nutrimento chimico che - dice la mamma - non verranno sopportate dalla giovane
L’aveva promesso l’altro ieri davanti ai giornalisti e ha mantenuto la parola. Alba Barca, madre di una ragazza disabile, ieri si è incatenata al maniglione della porta antipanico, nell’atrio dell’ospedale di Trecenta, dove ha sede il servizio di assistenza domiciliare (Adi) dell’Asl, per protestare contro i tagli che recentemente hanno colpito il servizio.
Il tutto non è durato più di dieci minuti, perchè più che tempestivo è stato l’intervento del responsabile della Soc Assistenza primaria Stefano Romagnoli, che ha dato ordine agli operatori di ‘liberare’ la signora e si è appartato con lei nel primo ambulatorio libero, per risolvere la questione.
"Mia figlia si alimenta da nove anni tramite peg (una valvola collegata allo stomaco, attaraverso la quale passa il cibo, tramite l’uso di apposite siringhe, chiamate schizzettoni, ndr) — aveva spiegato Alba Barca l’altro ieri, nel corso di una conferenza stampa nel palazzo della Provincia di Rovigo, organizzata dall’assessore Brusco per dar voce alle rimostranze di alcuni genitori di ragazzi disabili — e in tutto questo tempo le ho preparato io i pasti, chiedendo all’Asl solo gli schizzettoni necessari per l’introduzione del cibo, al posto dei quali ora mi si vogliono propinare sacche di nutrimento chimico che oltre a costare di più al servizio pubblico, non sono tollerati dall’organismo di mia figlia. Domani (ieri per chi legge, ndr) farò la mia richiesta al S. Luca e se non mi ascolteranno mi incatenerò".
E così Alba ha fatto, con una catena di 4 metri, che le è costata i rimproveri del primario ma le è valsa la consegna di 20 schizzettoni per nutrire la figlia, con i quali potrà tirare avanti un mese. "Mi auguro che per gli altri familiari di disabili tutto ciò non sia necessario, per essere ascoltati — commenta l’assessore provinciale alla Sanità, Guglielmo Brusco — e vorrei esortare chi gestisce il denaro della sanità pubblica, anche a livello regionale, a prestare più attenzione alle sofferenze delle persone, per impedire che la disperazione le induca ad altri gesti estremi come questo".
di Milena Furini
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18.12.08
Brusco: interrogativi sui tagli all'Ulss 18

Dal sito dell'Amministrazione provinciale
L’assessore provinciale alla Sanità Guglielmo Brusco ha reso noto, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Celio, che il 25 novembre il direttore dell’Asl 18 Marcolongo ha scritto ai primari, invitandoli a rinviare all’anno prossimo attività che possono generare nuovi costi e verificare fin d’ora la possibilità di economie.
Per l’assessore Brusco “fermo restando che almeno a parole si dice di non fermare costi legati ad eventi di urgenza o servizi sanitari essenziali, chiedo anche all’assessore regionale al Bilancio Coppola se sono credibili questi tagli dopo che a Marcolongo è stato consentito di accumulare in 5 anni deficit per 216 milioni di euro, ed è stato premiato, con questi risultati economici, con decine di migliaia di euro di incentivo”.
“Come mai - ha proseguito Brusco - non si avvia l’ambulatorio fisiatrico che all’Asl 19 è invece già partito? Cosa può dirci il direttore sociale Poiré? Perché arrivano voci sempre più preoccupanti da neuropsichiatria infantile? Dove sono finiti i fisioterapisti di questo servizio? E dove finiranno le logopediste? Perché l’orario sportello Adl Rovigo è 12,30 invece di 17,30? Perché non vengono forniti a sufficienza guanti, pomate ed ausilii vari”.
Poi quattro genitori di ragazzi disabili che hanno raccontato alcune traversie, dovute, a loro dire, a carenze nei servizi a domicilio.


