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20.3.24

PresaDiretta - Stop ai veleni - L'inquinamento da PFAS, Puntata del 18 marzo 2024

Durata 101 min

Si possono trovare in uno smalto, negli imballaggi da fast food, persino nelle lenti a contatto: si chiamano Pfas, sostanze per-e poli fluoroalchiliche e sono stati definiti "inquinanti eterni" perché si trovano nell'acqua, nei cibi, addirittura si trasmettono di madre in figlio e per distruggerli è necessaria una temperatura di almeno 1000 gradi.

"Presadiretta", il programma di Riccardo Iacona in onda lunedì 18 marzo alle 21.20 su Rai 3, racconta questo nemico invisibile attraverso un viaggio nelle zone più contaminate in Italia e nel resto di Europa.

Si parte dal Veneto, dove tutto è iniziato e dove la Miteni ha prodotto un tipo di Pfas per oltre 50 anni e ora deve affrontare un processo per disastro ambientale. In Piemonte il gruppo chimico belga Solvay produce tuttora Pfas.

In Toscana una nuova indagine di Greenpeace conferma che alcuni distretti industriali contribuiscono alla contaminazione da Pfas delle acque superficiali. E poi nelle Isole Faroe, tra Gran Bretagna e Islanda, dove molti abitanti presentano tracce di Pfas nel sangue e dove il maggior esperto di queste sostanze, Philippe Grandjean sta conducendo una ricerca sugli effetti sul corpo umano.

Sulla pericolosità di queste sostanze si è interrogata l'Unione Europea: Norvegia, Svezia, Germania, Paesi Bassi e Danimarca hanno chiesto che i Pfas vengano vietati in blocco. L'Italia non si è pronunciata in merito, nonostante sia uno dei Paesi europei più inquinati dai Pfas.

Migliaia di persone che vivono nelle zone contaminate soffrono di patologie anche mortali e l'industria sta cercando di correre ai ripari con nuove tecnologie per "vivere senza Pfas".

Ma liberarsi da queste sostanze tossiche non è facile e bonificare fiumi e terre avvelenati richiede un costo molto alto tanto che la giornalista di Le Monde Stéphane Horel ha detto: "l'inquinamento dei Pfas rappresenta la bancarotta dell'epoca moderna".

https://www.raiplay.it/video/2024/03/Stop-ai-veleni---Presa-Diretta---Puntata-del-18032024-16c15f8c-4186-4a3d-a11d-086c5017bf0f.html?fbclid=IwAR3RW3cBwBz56tC0LWhHNVf1X42RXVeCMh-VVWxw5wv_5WLGqzBHdO0fQss


15.3.24

Coordinamento lombardo Sportelli salute. Un esempio da imitare

Nell'ultima puntata di Presadiretta (vedi post precedente) si è parlato anche di una preziosa iniziativa organizzata dai comitati lombardi a difesa della sanità pubblica: gli sportelli salute.

Vedi il sito web: https://www.sportellisalute.lo.it/sito/

ma non inviate richieste dal Veneto, sono già oberati da numerosissime richieste dalla Lombardia. Per il Veneto ci dobbiamo organizzare noi, ci dobbiamo impegnare noi, dobbiamo attivarci noi.

Presadiretta - Sanità S.P.A. Puntata dell'11 marzo 2024

Ambulatori a pagamento per decongestionare il pronto soccorso degli ospedali, medici pagati con un gettone presenza per sopperire alla carenza di organico delle strutture pubbliche, analisi nei laboratori privati per saltare liste d'attesa di mesi e mesi: la sanità italiana si sta trasformando in una società per azioni?

Presadiretta è andata negli ospedali di Lombardia e Calabria per capire se la trasformazione in atto del sistema sanitario nazionale verso la privatizzazione sia la strada giusta per assicurare il diritto alla salute dei cittadini.

Nonostante il governo Meloni abbia investito 2,4 miliardi di euro per aumentare gli stipendi, non si ferma la grande fuga del personale sanitario. Tra il 2020 e il 2022 180 mila tra medici e infermieri hanno scelto di lasciare la sanità pubblica, migliaia di loro sono fuggiti in Paesi come la Francia dove guadagnano molto di più e non sono costretti a turni massacranti.

A sostituirli negli ospedali sono arrivati i medici e gli infermieri a chiamata, comunemente detti gettonisti, perché lavorano, appunto, a gettone. Sono organizzati in cooperative e si spostano a seconda del bisogno, dell'offerta e delle condizioni.

L'Anac, l'autorità nazionale anticorruzione, ha calcolato che in 4 anni dal 2019 al 2023 i medici e infermieri gettonisti sono costati allo Stato 1,7 miliardi di euro. La spesa più alta in Lombardia con 1400 liberi professionisti in corsia. Ma c'è chi continua a lavorare nel pubblico, che ha fatto di ospedali come il Maurizio Bufalini di Cesena un polo d'eccellenza, punto di riferimento per tutti.

https://www.raiplay.it/video/2024/03/Sanita-SPA---Presa-Diretta---Puntata-del-11032024-5c2ca596-81eb-47dd-8a84-f0d8ed9d8fea.html?fbclid=IwAR0Do2bgI0pysHUPaXcdavGsr1tUEwxAoP9qJbcqVh6cmD58cRqW5Ufk7rs

3.3.24

«Un ospedale dimenticato» Sit-in e volantini a Trecenta. Articolo del Corriere del Veneto del 27 febbraio 2024

Riporto l'articolo pubblicato dal Corriere del Veneto, che ringraziamo per l'attenzione, lo scorso 27 febbraio. Preciso soltanto che il "San Luca" non è in concorrenza con Adria e Rovigo, anche loro taglieggiati dagli ultimi piani sociosanitari regionali, ma la sanità privata, convenzionata o meno, che ha beneficiato dei tagli agli ospedali pubblici per le favorevoli politiche adottate dall'amministrazione regionale.

L'articolo riporta la replica dell'Ulss 5 Polesana. Interessante il tentativo di spostare l'attenzione, una vecchia tecnica abitualmente utilizzata in passato e sempre più caratterizzante la comunicazione dell'ente. L'Ulss 5, infatti, accusa il Comitato di lamentare la chiusura del laboratorio analisi mentre il problema reso noto all'opinione pubblica è la riduzione dell'attività dello stesso a sole sei ore giornaliere. E questo, per l'utente, cambia parecchio.

Ma l'apice del travisamento riguarda la riabilitazione fisica. Il dato di soli 16 posti letto attivi - a fronte dei 26 inaugurati e dei 50 previsti nel 2019 dalle schede ospedaliere del Piano sociosanitario regionale - ce lo ha fornito l'Ulss stessa nelle persone del Direttore Generale, del Direttore Sanitario, del Direttore Amministrativo e di quello ai Servizi Socio Sanitari, nell'incontro che il comitato ha avuto lo scorso 24 gennaio.

Ora, magicamente, i posti letto attivi sarebbero 20. Da quando? Dallo scorso 20 febbraio! Sei giorni prima della nostra manifestazione.

Sarebbe bello che qualcuno, avendone il potere, andasse a verificare, reparto per reparto, quanti sono i letti effettivamente attivi. Un lavoro che potrebbero fare i sindaci dell'altopolesine.



«Ospedale di Trecenta dimenticato dopo il Covid» Domani sit-in. Articolo pubblicato sul Corriere del Veneto il 25 febbraio 2024


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28.2.24

San Luca: cresce la protesta. Articolo pubblicato sul Gazzettino lo scorso 27 febbraio 2024

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Per il "San Luca" serve MOLTO, MOLTO DI PIÙ. Le foto del sit-in davanti all'ospedale e al mercato di Trecenta

Lo scorso lunedì 26 febbraio 2024 si è svolto il sit-in promosso dal Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca". La maggior parte delle immagini che seguono sono state riprese davanti all'ospedale, le ultime tre durante il mercato settimanale a Trecenta.

Grazie ai numerosi partecipanti provenienti anche dai comuni limitrofi, come Badia Polesine, Lendinara, Castelnovo Bariano, Castelguglielmo.

Rimaniamo in contatto, c'è ancora molto da fare.

p. Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"
il portavoce - Pietro Tosarello





















22.2.24

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" sarà lunedì 26 febbraio davanti all'ospedale di Trecenta

Lunedì 26 Febbraio 2024, ore 7.30
Manifestazione davanti all'Ospedale di Trecenta
Per il "San Luca" serve MOLTO, MOLTO DI PIÙ

Prevediamo di rimanere un paio d'ore per intercettare le persone che si recheranno al laboratorio analisi e di trasferirci poi in piazza a Trecenta al mercato settimanale.
In questa immagine un riepilogo dei problemi esistenti.

Invitiamo a partecipare quanti hanno a cuore il futuro della sanità pubblica.



21.2.24

Sit-in per il Pronto Soccorso, articolo del Gazzettino

Articolo del Gazzettino, 13 febbraio 2024

Nel testo c'è un refuso: gli accessi al Pronto Soccorso, nel 2019, sono stati 13.300 non 3.300. Gli accessi al Punto di Primo Intervento, nel 2023, sono quindi calati di circa 5.000 unità.



16.2.24

Istat, Fotografia impietosa sul personale del Servizio sanitario nazionale

fonte: https://www.quotidianosanita.it/

Sempre meno i medici di famiglia. Non cresce il numero dei medici dipendenti del Ssn. Uno su tre abbandona volontariamente il Ssn. E i dati si riferiscono al 2021, nel frattempo la situazione si è aggravata.

Medici cercasi. In Italia sono i più anziani d’Europa e cresce chi fugge dal Ssn. Quelli di famiglia ormai introvabili. I numeri dell’Istat

Fotografia impietosa dell’Istituto di statistica sul personale del Ssn. I nostri medici sono i più anziani d’Europa: nel 2021, il 55,2% dei medici in Italia ha 55 anni e più, a fronte del 44,5% in Francia, 44,1% in Germania e 32,7% in Spagna. Aumentano le dimissioni volontarie dal pubblico. E ormai il oltre il 40% dei mmg supera il limite di 1.500 pazienti. IL DOCUMENTO

20.1.24

Laboratorio Analisi dell'Ospedale "San Luca". Per la CONFERENZA DEI SINDACI "non c'è problema"!

Ieri c'è stata una riunione della Conferenza dei sindaci per discutere quella che l'Ulss chiama "riorganizzazione" del Laboratorio Analisi dell'Ospedale di Trecenta.

Ogni ospedale dovrebbe avere un Laboratorio Analisi attivo 24 ore su 24. A Trecenta non è così dal 2004. Ma se fino allo scorso 14 gennaio era attivo dalle ore 8 alle 19.30, dal 15 gennaio è in funzione per sole sei ore al giorno: dalle 8 alle 14.

Una situazione inaccettabile, in particolare se teniamo conto di tutti i tagli ai reparti e ai servizi che l'ospedale ha registrato in questi decenni. E, infatti, come Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" abbiamo prontamente inviato, lo scorso 9 gennaio, un messaggio di posta elettronica certificata ai 24 sindaci dei comuni altopolesani affinché si attivassero per far revocare questo nuovo taglio ai servizi ospedalieri.

Il giorno dopo la diffusione della nostra richiesta si è riunito il Comitato dei sindaci del Distretto 1 dell'Ulss (coincidente con quello che è stato il territorio dell'ex Ulss 18, medio e alto polesine) alla presenza del Direttore del Laboratorio Analisi e del Direttore del Punto di Primo Intervento di Trecenta.

Confessiamo che qualche speranza per una protesta dei primi cittadini l'abbiamo nutrita quando abbiamo visto e ascoltato il video messaggio del sindaco di Castelguglielmo, ma è stata un'illusione di breve durata.

Infatti, nella riunione di ieri della Conferenza dei Sindaci dell'Ulss - stando perlomeno al comunicato stampa diffuso dall'Ulss - tutti i partecipanti si sono bevuti, manico del boccale compreso, la storiella che non si tratterebbe di una riduzione dell'orario di lavoro del Laboratorio Analisi ma di un anticipo dell'attività sostitutiva del Punto di Primo Intervento. Una magia che trasforma una fregatura in un vantaggio.

Per dovere di cronaca ma soprattutto affinché ciascun cittadino possa rendersi conto di quanto sta accadendo, pubblichiamo il comunicato stampa dell'Ulss che conclude con le parole del presidente della Conferenza dei sindaci: "Prendo atto che gli ulteriori chiarimenti dell’Azienda Ulss 5 confermano che il Servizio di Laboratorio Analisi non ha subito e non subirà alcuna riduzione di attività per l’utenza".

Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"


Sull'argomento, vedi anche il precedente post Ulss 5 Polesana: dal 15 gennaio verrà ridotta l'attività del Laboratorio analisi dell'ospedale di Trecenta. Richiesto l'intervento dei Sindaci dei Comuni altopolesani


9.1.24

Ulss 5 Polesana: dal 15 gennaio verrà ridotta l'attività del Laboratorio analisi dell'ospedale di Trecenta. Richiesto l'intervento dei Sindaci dei Comuni altopolesani


Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" ha inviato oggi questo messaggio di posta elettronica certificata ai sindaci dei ventiquattro comuni dell'altopolesine affinché chiedano all'Ulss 5 la revoca della decisione.

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Oggetto: Riduzione attività del Laboratorio analisi presso l'ospedale "San Luca" di Trecenta.

Ai Sindaci dei Comuni Altopolesani


L'Ulss 5 ha comunicato alle strutture ospedaliere del "San Luca" che dal prossimo 15 gennaio l'attività del Laboratorio analisi terminerà alle 14:00 invece che alle attuali ore 19:30.

Dopo le 14:00 dovrà essere il Punto di Primo Intervento - ciò che resta del Pronto Soccorso - a sopperire all'effettuazione degli esami di laboratorio attraverso apparecchiature automatiche in grado di fornire un esiguo insieme di test.

La limitata operatività del Punto di Primo Intervento dovrebbe essere nota ormai a tutti, così come lo stato di precarietà dell'ospedale di Trecenta dopo la pandemia da Covid. Che ora l'Ulss 5 decida di limitare ulteriormente le attività del "San Luca" è gravissimo.

I reparti dell'ospedale, infatti, vedrebbero ulteriormente ridotto il supporto diagnostico fornito dal laboratorio analisi che rimarrebbe attivo per sole 6 ore al giorno e il Punto di Primo Intervento gravato da ulteriori incombenze.

Chiediamo a tutti Sindaci dei Comuni altopolesani di intervenire con ogni possibile urgenza sull'Ulss 5 affinché questo ulteriore taglio dei servizi ospedalieri del "San Luca" venga revocato.

L'Ospedale di Trecenta non ha bisogno di tagli ma, al contrario, ha un'assoluta necessità di ripristino delle attività quantomeno ai livelli pre Covid.

Distinti saluti.

per il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"
il portavoce - Pietro Tosarello

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8.1.24

Sanità, Remuzzi: “A che serve tagliare il cuneo fiscale se la gente non può pagare le medicine? La povertà è la prima causa di malattia”

Fonte: Il Fatto Quotidiano, 6 gennaio 2024

Intervista a Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, che analizza e commenta le prospettive della sanità pubblica italiana nel 2024.

Stanziamenti esigui. "Pensate che in dollari noi spendiamo pro capite 2.500 dollari, i francesi 3.500, i tedeschi 6.000". E invece "il Servizio Sanitario Nazionale è una fonte di stabilità economica e sociale. Ed è una chiave per ridurre la povertà. Se andiamo verso la povertà, la gente si ammala e si innesca un circolo vizioso dal quale si rischia di non uscire più. Non c’è altra soluzione se non il servizio sanitario pubblico. Di questo si sono resi conto persino gli Usa dopo il Covid".

Vi invito a leggere/ascoltare l'intervista a questo link:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/01/06/sanita-remuzzi-a-che-serve-tagliare-il-cuneo-fiscale-se-la-gente-non-puo-pagare-le-medicine-la-poverta-e-la-prima-causa-di-malattia/7402362/?fbclid=IwAR0cD6qbwwLXeASxieRl9timbdF3A76hdIL2O3zOWYN9zs9VzuBqdxDa8tc


24.11.23

Privatizzazioni in sanità, se non ci pensa Zaia provvede il governo Meloni

Il governo aumenta i posti universitari per medicina ma privilegia il privato. Le università di Padova e Verona restano a bocca asciutta

Ignorato il parere contrario del Coreco


In sanità le privatizzazioni fanno un altro passo avanti. Dopo le case di cura private convenzionate con il pubblico, arriva ora un corso universitario di medicina, a Venezia, proposto da UniCamillus, ente totalmente privato.

Ignorato dal governo il parere contrario del Comitato regionale di coordinamento delle Università del Veneto (Coreco).

Le Università di Padova e Verona, che già avevano ottenuto un aumento del numero chiuso rispettivamente di 60 e 30 unità e che si erano dichiarate pronte ad assorbire un ulteriore incremento di posti a medicina, sono state ignorate. La ministra Bernini la preferito decretare in favore della proposta privata.

UniCamillus ringrazia - "ettecredo" direbbero a Roma - e immagino che sarà riconoscente.

Leggi l'articolo del Gazzettino del 15 novembre 2023.

14.11.23

Legge di bilancio: poche risorse e mancano soluzioni strutturali per il Ssn

Fonte: quotidianosanità.it


Manovra. Corte dei conti: “Risorse stanziate sono rilevanti ma insufficienti. Misure tamponano emergenze mentre servono soluzioni strutturali per risolvere problemi Ssn”


È quanto affermato dalla magistratura contabile nella sua audizione sulla manovra presso le commissioni Bilancio di Camera e Senato. “I vincoli che si porranno in futuro sul fronte della spesa portano a guardare con preoccupazione al rinvio nell’individuazione di soluzioni più strutturali ai problemi del nostro sistema sanitario”. IL DOCUMENTO

Leggi l'articolo completo

11.10.23

6° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale

A questo link:
è possibile ascoltare la registrazione della presentazione del 6° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, tenuta presso il Senato della Repubblica.
Inoltre è possibile scaricare un ricco comunicato stampa e la slide della presentazione completa di Nino Cartabellotta.

10.10.23

Annunciate 5 Case della Comunità entro il 2026. Cosa sono e quali problemi rischiano di comprometterne l'efficacia

Uno dei capitoli del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) prevede la realizzazione delle Case della Comunità, luoghi in cui concentrare una serie di risorse rivolte, in particolare, alla cura delle cronicità, fragilità e disabilità.

Il Pnrr è nato dalle criticità dimostrate dal servizio sanitario nazionale nazionale con la pandemia da Covid-19. Nel tempo si è concentrato però su altri temi, dal rilancio dell'economia alle infrastrutture, assai meno sulla sanità.

L'idea delle Case della Comunità, interessante sulla carta, rischia di naufragare a causa della scarsità di risorse umane: mancano i medici di medicina generale e non si sa dove verranno trovati gli altri specialisti e gli infermieri che dovrebbero farle funzionare. Il dubbio che possano essere sottratti agli ospedali esistenti è forte.

C'è un ulteriore bastone fra le ruote della riforma poiché, nell'ordinamento finanziario dello stato, vige ancora il blocco della spesa per il personale stabilito dal governo Monti. E a questo si aggiunge l'ulteriore limitazione alla spesa decisa a livello regionale che, ad esempio in Veneto, ha imposto più stringenti limiti di spesa per il personale. E così non vengono assunti nemmeno quei medici che pure hanno vinto un regolare concorso (vedi il precedente post Siamo senza medici, ma la Regione Veneto blocca le assunzioni).

Teniamo le antenne dritte.



5.10.23

Il sabotaggio del San Luca

Oculistica, Radiologia, Ortopedia: a Trecenta non c'è posto


Notizie di ieri.

  • Chiamata al Cup per prenotare una visita oculistica con priorità 30 giorni. Prima data utile 2025 (duemilaventicinque!!!!!!!!!).

  • Richiesta di radiografia al ginocchio con priorità 10 giorni. Nessuna disponibilità a Trecenta mentre c'è un po' dappertutto in giro per polesine, da Adria al privato convenzionato.

  • Richiesta di visita ortopedica con priorità 10 giorni. Anche in questo caso nessuna data disponibile per Trecenta, molte in giro per il polesine.

Ne dobbiamo dedurre che l'Ulss sta sabotando l'ospedale di Trecenta, l'unico che non si vuole far funzionare. Visite specialistiche ed esami vengono dirottati in altre strutture (radiologia e ortopedia) oppure rese con tempi talmente lunghi da renderne impossibile la fruizione (oculistica).

Con due effetti deleteri:

  1. A fine anno la direzione generale e la direzione sanitaria dell'Ulss 5 Polesana potranno attestare lo scarso utilizzo dell'ospedale fornendo dati penosi per radiologia e ortopedia;

  2. Costringere i pazienti alla sanità totalmente privata per quanto riguarda oculistica.

C'è chi lavora per sabotare il nostro ospedale e, più in generale, per sabotare la sanità pubblica e il Servizio Sanitario Nazionale.

E li paghiamo, pure profumatamente, con le nostre tasse.



Il 28 ottobre 2023 partecipiamo alla manifestazione regionale contro il sabotaggio della sanità pubblica.

Ritrovo alle 14:30 davanti alla stazione ferroviaria di Belluno.


3.10.23

3^ Manifestazione Regionale in Difesa della Sanità Pubblica. BELLUNO Sabato 28 OTTOBRE 2023

Non c'è più tempo. Ultima chiamata. Partecipiamo.

Il Governo prepara nuovi tagli, la Regione Veneto nuove privatizzazioni.
Occupiamoci della sanità prima che la sanità, ridotta allo stremo, si occupi di noi.
BELLUNO Sabato 28 OTTOBRE 2023, ore 14.30

La sanità pubblica non è un costo ma il miglior investimento possibile per il nostro futuro.



2.10.23

APPELLO - 3^ Manifestazione Regionale in Difesa della Sanità Pubblica - BELLUNO Sabato 28 OTTOBRE 2023

LA SANITA' PUBBLICA NON E' UN COSTO MA IL MIGLIOR INVESTIMENTO POSSIBILE PER IL NOSTRO FUTURO

APPELLO

3^ Manifestazione Regionale in Difesa della Sanità Pubblica

BELLUNO Sabato 28 OTTOBRE 2023

ore 14.30, piazzale della Stazione

Servizio sanitario nazionale. Silvio Garattini ne parla nella puntata del 21 settembre 2023

Silvio Garattini, presidente dell'Istituto Mario Negri, è stato intervistato da Marco Damilano.

La medicina è diventata un grande mercato che mira a incrementare il proprio volume d'affari.

Passa così in secondo piano la Prevenzione, che è il primo cardine della riforma sanitaria approvata la legge n. 833 del 1978. E' indispensabile rimettere la prevenzione al primo posto, altrimenti il Servizio Sanitario Nazionale diventerà insostenibile.

Le Case della Comunità. Il Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) ne ha previste 1.350, poi ridotte a 936, in Campania da 172 a 55. La gente va al Pronto Soccorso perché non trova altre risposte. Le Case della Comunità, già sperimentate in alcune regioni, dovranno essere dotate di apparecchiature per le analisi di routine. Non possiamo farne a meno.

Salute diseguale. I fattori di diseguaglianza: manca un governo centrale! Il Ssn potrebbe diventare una Fondazione senza scopo di lucro. La tempestività deve essere una delle caratteristiche essenziali del Servizio Sanitario Nazionale. Un budget ci deve essere ma poi ci devono essere i controlli. La Speranza di vita è diseguale. La Mortalità infantile è diseguale fra le regioni. Inaccettabile!

Le retribuzioni dei sanitari. Da migliorare la condizione salariale. Punto importante perché perdiamo personale, verso il privato o per l'estero. Ma è assurda l'attività privata (libera professione): un insulto per i dieci milioni di italiani che non arrivano alla fine del mese. E' una grave forma di diseguaglianza. Diseguaglianze sono le liste d'attesa. In questo modo torniamo alle mutue: chi ha soldi si cura, chi non ne ha peggio per lui.

Vedi la puntata

Vedi anche:

Remuzzi: "Il servizio sanitario nazionale è la cosa più preziosa che abbiamo, deve essere la priorità assoluta della politica".

Sanità pubblica. Tg3 Fuori Tg, puntata del 21 settembre 2023

Sanità pubblica. Tg3 Fuori Tg, puntata del 21 settembre 2023

Interessante puntata di Tg3 Fuori Tg sul servizio sanitario Nazionale. Da vedere, durata circa 20 minuti.

https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.rainews.it%2Frubriche%2Ftg3fuoritg%2Fvideo%2F2023%2F09%2FTG3-Fuori-TG-del-21092023-cb74afdd-6fd1-4ce3-a3c3-026d44e7a2fd.html%3Ffbclid%3DIwAR1Gu1N0WwSmdo6nrvMI6cqGZ51mTjPChUBKRQT1zBHRE0o6NDCZBaFzohw&h=AT1R0V3wYWYSSvKzBQ1lu2O0rYQfM_WV8Env-GOM8EpmlEMQ3ZlyaZ5hCkBmLngzEzjrbNIjDuPzlbRke-77EsSW89DlJQsoNfuH3vm7SiDMAnXzP4Lw_YENxTiSXqRMxS4G&__tn__=%2CmH-R&c[0]=AT3gL_7erzJ6gBCCLPGt7qtFIBZvKuQwqiclIHbNiCAA42hbRhDHjsliPgpptiCzgSoCssnKgYZq5GPCSXT3c62fH-xNoIjfsUV9T27dx8SPQTuLp6V-Jy7_m1fGMNFhsjU46wgKG6ZfdeJnlBb_IlQmb7x6mqAmued29Cw3IzMdavwUvuu7Z-iGO2I3XE8KfVgLcgWr2Fxo

18.9.23

Remuzzi: "Il servizio sanitario nazionale è la cosa più preziosa che abbiamo, deve essere la priorità assoluta della politica"

https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/09/11/lallarme-di-remuzzi-il-nostro-sistema-sanitario-nazionale-pian-piano-sta-per-essere-dismesso-deve-essere-la-priorita-assoluta-della-politica/7287997/?fbclid=IwAR17R1oprX88hO3vd8-bOtHwe0LR6dLFOeohBDrA1e74rcfCvbhBiHfB73s

“Il nostro servizio sanitario nazionale, che era uno dei migliori del mondo ed era stato copiato da quello inglese di 75 anni fa, sta pian pianino per essere dismesso. Non ce ne stiamo accorgendo ma i segnali qua e là ci sono: il Pronto Soccorso privato, il numero maggiore di letti nella sanità privata che in quella pubblica, come avviene in Lombardia. E alla fine noi stiamo rischiando di perdere la cosa più preziosa che abbiamo e che è fondamentale per la democrazia e per il benessere di una nazione“. È l’allarme lanciato ai microfoni di 24 Mattino, su Radio24, da Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, nonché l’unico italiano ad essere membro del Comitato di redazione delle riviste The Lancet e New England Journal of Medicine.

Leggi l'articolo completo e ascolta il video

16.9.23

Luca Zaia spinge per un accordo vergognoso con i sindacati autonomi dei medici di famiglia.

Per qualche euro in più

Scandalosa trattativa tra Regione e sindacati autonomi (Fimmg, Snami e Smi)

Già operativo nell'Ulss di Belluno ora si mira ad applicarlo a tutto il Veneto.

In pratica, ai medici di famiglia verranno erogati degli incentivi economici se prescriveranno meno visite ed esami urgenti, se ricorreranno di meno alla tac e alla risonanza magnetica, se chiederanno meno visite specialistiche.

Sorprende l'adesione dei sindacati autonomi maggiormente rappresentativi (Fimmg, Snami e Smi) a questa scandalosa trattativa.

I mmg sono già sotto pressione, in caso di accordo lavoreranno in condizioni ancora peggiori.



Il 28 ottobre partecipiamo alla manifestazione regionale di Belluno, difendiamo la sanità pubblica o ci toglieranno anche l'aria.

Leggi la notizia completa su DottNet Veneto, medici pagati un euro in più a paziente se prescrivono meno esami e visite urgenti.

13.9.23

Quali servizi sociali e sanitari per la Salute dei Minori? Chioggia 30 settembre 2023, ore 10

Da più parti stanno arrivando preoccupanti allarmi sullo stato di salute di bambini e adolescenti e disperate richieste di aiuto da parte delle famiglie.

I servizi sociali e sanitari sono stati impoveriti e non riescono a far fronte a bisogni vecchi e nuovi. Le istituzioni latitano e appaiono incapaci di progettare risposte adeguate.

Di fronte a tutto questo CoVeSaP - Coordinamento Veneto Sanità Pubblica - vuole ripartire mettendo insieme tutti gli attori capaci di delineare una strada possibile.

CHIOGGIA, 30 SETTEMBRE 2023, ore 10.00

Sala patronale Parrocchia, Santuario della Beata Vergine della Navicella, Via Padre Emilio Venturini 1, Chioggia.


Sull'argomento vedi anche il precedente post Salute mentale, il caso di Chioggia resta un fallimento e uno scandalo.

5.9.23

Un fantasma si aggira per il San Luca: Mario Gallani.


Un fantasma si aggira per l'ospedale di Trecenta, appare raramente, circa una volta l'anno, percorre i corridoi deserti e vede un nugolo di medici intenti in visite specialistiche in ambulatori che appaiono vuoti per il resto del mondo, vede la radiologia affollata di pazienti, un febbrile brulicare di attività a servizio dei cittadini polesani.

Ha una vista straordinaria il nostro fantasma, vede persino tutto quello che i dirigenti dell'Ulss gli dicono esistere. Ed è contento, giulivo! E' contento di sapere che sono attivi, pensate un po', 82 posti letto: è contento anche se, dopo tutti i tagli operati dagli ultimi piani socio-sanitari di Zaia, i posti letto dovrebbero essere 132. E' felice di sapere che sono attivi 16 posti letto di riabilitazione: non ricorda il nostro fantasma che l'assessora Lanzarin ne aveva inaugurati 20 poco tempo fa ma che le schede ospedaliere ne prevedono 50. Ma lui è contento!

E' contento perché ci sono 15 posti letto di terapia intensiva, anche se sono l'effetto della trasformazione in ospedale Covid e ora non hanno più la stessa importanza. E' strafelice che ci sia l'ospedale di comunità, anche se è un pallido sostituto del reparto di lungodegenza.

Bisogna essere ottimisti, ci dice il nostro fantasma, sempre meglio di un calcio nei denti! In effetti, come dargli torto.

Qui sopra trovate l'articolo apparso su La Voce del 5 settembre.

per il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca
il portavoce - Pietro Tosarello

22.8.23

Veneto, crollano i ticket: «La gente non si cura o sceglie i centri privati»

Fonte: Il Mattino di Padova, 30 luglio 2023

Agenas ha analizzato i dati dal 2018 al 2022: mancano all’appello 39 milioni. Barutta (Anaao Assomed): «C’è chi deve rinunciare perché non ha soldi»

ENRICO FERRO

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6.8.23

Quanto dovremmo pagare per curarci se non ci fosse più il Ssn?

fonte: quotidianosanita.it



L’Anaao Assomed presenta il “conto ombra”.

Fino a 1.200 euro al giorno per un ricovero in un ospedale privato

La sala operatoria? 1.200 euro l'ora. La parcelle del chirurgo? Da 3.000 a 10.000 euro. Per l'Anaao Assomed è solo una questione di scelte. “E i cittadini - spiega il sindacato - devono sapere che le decisioni in tema di sanità di chi ci governa avrà inevitabili e pesanti ripercussioni sulle loro tasche. Si, perché se non ci fosse più il Servizio Sanitario Nazionale, che oggi grava sui cittadini solo per la fiscalità generale, il conto delle cure sarebbe assai salato”.

01 AGO - 

Vogliamo mantenere in piedi l'attuale Sistema sanitario nazionale o siamo pronti a modifiche drastiche? E, prima di addentrarci in questa seconda ipotesi, abbiamo chiari in mente i costi che dovremmo sostenere per curarci privatamente se non esistesse un servizio sanitario pubblico universalistico? A porsi queste domande e 'presentare i conti' di ricoveri, interventi chirurgici e check up è l'Anaao Assomed.

"Siamo in una fase rischiosa per la tutela del diritto alla salute e le cause hanno radici antiche moltiplicatesi nel tempo: il cronico insufficiente finanziamento pubblico del servizio sanitario nazionale che ci qualifica come “il primo dei paesi poveri “paragonabile a Grecia e Romania; l’autonomia differenziata, l’eccessiva frammentazione regionale e territoriale che subordina il diritto alla salute alla residenza, causando drammatiche differenze di aspettativa di vita e degradanti viaggi della speranza; la mancanza di riforme organiche nazionali del servizio sanitario che innovando e aggiornando tengano il passo con le straordinarie novità scientifiche e tecnologiche di cui disponiamo, affrontando i cambiamenti demografici e sociali in cui siamo immersi. Per non parlare di Covid e post Covid con tutte le conseguenze sanitarie, sociali economiche. A questo si aggiungono la carenza di personale, l’incremento vertiginoso dei costi di tutte le attività sanitarie", spiega Anaao.

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1.8.23

Medici di famiglia: "militarizzati, vessati, esasperati, con il fiato sul collo"

Parla il  presidente dell'Ordine dei Medici della provincia di Vicenza

Quando vado dal mio medico di famiglia resto ogni volta sorpreso dalla sua abilità nell'uso del computer: digita velocissimo sulla tastiera, passa da una funzione all'altra in un battibaleno, contemporaneamente ascolta il mio problema e mi risponde a tono. Un frenetico multitask che mi lascia sbalordito. Eppure non sono proprio un novizio nell'uso del computer, li uso dal 1977 e continuo ad utilizzarli in diversi campi anche dopo il pensionamento. D'accordo non sono più giovanissimo e un po' di smalto l'ho perso, ma il mio medico è un fulmine in confronto.

Racconto questo fatterello personale perché conferma esattamente ciò che dice Michele Valente presidente dell'Ordine dei Medici della provincia di Vicenza: "Oggi (i medici, ndr) sono militarizzati, vessati, esasperati, con il fiato sul collo. C'è una burocrazia dominante. Le carte tolgono spazio alla visita, al rapporto medico-paziente".

E ancora: "I medici si trovano ingabbiati da una burocrazia irrazionale e costosa che toglie tempo alla cura. Il medico di famiglia si trova a dover fare un lavoro diverso rispetto a quello per il quale ha studiato. Per questo se ne scappano". La burocrazia li impegna per il 70% del tempo.

Amara la conclusione. "A rendere eccellente (in passato, ndr) il modello italiano è stato il vecchio medico di famiglia che basava la sua attività sul colloquio, sulla fiducia reciproca. Oggi prevalgono tecnologie, algoritmi, informatica, protocolli di decisione, ma è una medicina senz'anima, disumana".


Vedi anche l'articolo de Il Giornale di Vicenza, Sabato 29 luglio 2023

Salute mentale, il caso di Chioggia resta un fallimento e uno scandalo


Salute mentale. Al di là delle parole, il caso di Chioggia resta un fallimento e uno scandalo

di Mariapina Rizzo 

01 AGO - Gentile Direttore,
dopo aver letto la comunicazione della Dottoressa Maria Bianco Direttore UOC Psichiatria Distretti Venezia- Chioggia su “L’importanza del Linguaggio nella comunicazione sui temi della salute mentale” apparsa su Quotidiano Sanità, ci sentiamo in qualche modo chiamati a dare un contributo alla discussione e dare anche una risposta alle sue esortazioni.

Sicuramente in ogni ambito è importante usare un linguaggio appropriato, parlare di Salute Mentale è poi difficile perché è un tema su cui da secoli gravano pregiudizi ed ostracismi dettati dalla paura da una parte ma anche dalla “coercizione alla norma”, strumento usato da sempre da chi detiene il potere per “normalizzare” e contenere le voci di chi è critico verso un certo assetto sociale. Crediamo non sia superfluo ricordare gli scritti di Foucault su questi argomenti e tutta la letteratura sulle Istituzioni totali.

Sorge quindi la necessità per chi è critico verso una determinata organizzazione sociale e politica, e noi sicuramente lo siamo verso l’attuale organizzazione del Servizio Sanitario Pubblico in Veneto e in Italia, di denunciare quanto accade cercando di essere il più circostanziato e preciso possibile.
Nella triste vicenda del ragazzo tredicenne ricoverato presso il SPDC di Chioggia crediamo sia inevitabile constare almeno due grossi fallimenti:

- l’aver dovuto ricoverare il ragazzo ovvero non essere riusciti a trattare la sua patologia, sicuramente grave, in un ambiente più adeguato e vicino al suo ambito familiare come dovrebbe essere;

- aver dovuto ricorrere per il ricovero al SPDC per adulti, un Servizio certamente non pensato ed organizzato per accogliere ragazzi con questi problemi bensì adulti con patologie ben diverse.

Pur essendo sicuri che tutti gli operatori abbiano dato il massimo e si siano adoperati il più possibile per assicurare comunque un trattamento adeguato, riteniamo che questa soluzione sia non solo sbagliata terapeuticamente, non saremo certo noi comuni cittadini a ricordare l’importanza del “setting” ovvero del luogo e dell’ambiente in cui avviene la terapia e come questo sia già terapia in sé, ma anche scandalosa.

Lo scandalo è evidente poiché da molti anni le Schede Ospedaliere della Regione Veneto prevedono posti letto per il ricovero dei minori con problemi psichici, da moltissimi anni è stata segnalata la necessità di strutture e servizi specifici per le patologie dell’età evolutiva ma a tutt’oggi questi sono del tutto carenti nelle AULSS della nostra Regione. Bisogna ricordare ancora una volta che la nostra Regione è penultima in Italia nella la spesa per la Salute Mentale?

Per questo motivo è partita la protesta, dando voce anche alla sofferenza dei familiari del ragazzo, che vivono quotidianamente insieme a lui il dolore di questa gravissima situazione.
Ma la protesta di noi cittadini intende dar voce anche alle grandissime difficoltà in cui versano gli operatori sanitari, costretti, come in questo caso, a sopperire con il loro sacrificio e abnegazione alle gravissime carenze della Organizzazione Sanitaria, alle mancanze ormai pluridecennali della Regione Veneto nella tutela della Salute Mentale dei suoi abitanti, siano essi adulti o ancora peggio ragazzi nel pieno dell’età evolutiva.

Per questi motivi abbiamo denunciato quanto sta accadendo presso il SPDC di Chioggia, se i termini usati sono sembrati esagerati ci dispiace , ma ci pare che abbiano avuto l’indubbio merito di sollevare il problema che è gravissimo e di averlo portato all’attenzione dei media stimolando così l’avvio se non di soluzioni almeno di interventi urgenti ed essenziali.

Mariapina Rizzo
Coordinamento Veneto Sanità Pubblica

01 agosto 2023

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