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24 ottobre 2016

Veneto. La riforma sanitaria è legge. Nasce l’Azienda ‘Zero’


Da quotidianosanita.it del 20 ottobre 2016


L’Azienda ‘Zero’ coordinerà l’attività delle nove Ulss regionali


L’Assemblea  regionale ha concluso stanotte la lunga maratona approvando con 27 voti a favori e 17 contrari il Pdl 23 che istituisce l'azienda Zero e organizza la sanità veneta in 9 Asl. Zaia: "Riformare la sanità era una necessità imprescindibile, per rispondere con un’organizzazione ancora più moderna alle sfide poste dalla contrazione dei finanziamenti nazionali, dal crescere dell’aspettativa di vita dei veneti e della loro richiesta di salute".

Leggi l'art. completo. Avvertenza: quello che è pubblicato come "testo della riforma" in realtà è il progetto di legge originario, in più punti modificato durante la discussione in consiglio regionale.
Per il testo definitivo consulta il post Veneto. LEGGE REGIONALE n. 19 del 25 ottobre 2016. Istituzione dell'Azienda "Zero" e nuovi ambiti territoriali della Ulss

20 ottobre 2016

Lendinara, il consiglio comunale discute della casa di riposo

Il consiglio comunale di Lendinara è stato convocato per il prossimo 24 ottobre alle ore 18 per discutere del progetto di legge regionale n. 25 sul riordino delle Ipab (case di riposo pubbliche).
Saranno sottoposti all'approvazione dell'assemblea una mozione presentata dal Movimento 5 Stelle e un ordine del giorno presentato da Orizzonti comuni.
Scarica l'avviso di convocazione

La casa di riposo di Lendinara è orientata ad appaltare i servizi di assistenza di parte della struttura a una cooperativa. Un orientamento preso anche da altri enti. Vedi il precedente post Case di riposo, Badia e Lendinara in difficoltà.

Per visualizzare tutti i post riguardanti le case di riposo clicca sull'etichetta ipab.

15 ottobre 2016

Sanità in crisi? L'Ulss 18 trova la soluzione: timbrare il cartellino per andare a far pipì


Le norme richiamate prevedono il licenziamento, che sia possibile applicarle in questo caso sembra fuori dal mondo. Ma questo è quello che passa il convento, o meglio l'ex seminario, ora cittadella sanitaria. Atteso un forte aumento della produttività?


Se si era sfiorato il ridicolo con l'istituzione di una commissione sull'igiene personale dei dipendenti, ora si va oltre ma non c'è molto da ridere per gli infermieri e gli operatori socio sanitari dell'Ulss 18.

Protesta il sindacato: "Riteniamo che sia una assurdità far passare l’idea che stia ingannando e 'rubando' anche chi dopo 3, 4 anche 5 ore, caso mai di sala operatoria o nel corso delle quali ha assistito i pazienti allettati o lavorato con pazienti feriti in un grave incidente, si ferma alcuni minuti a bere dell’acqua, un caffè e andare in bagno a fare pipì e non 'stimbra' il cartellino nel farlo. E' assurdo pensare che queste persone debbano essere licenziate o perseguite penalmente".

Leggi l'articolo di RovigoOggi.it

08 ottobre 2016

Case di riposo, Badia e Lendinara in difficoltà

Gli enti verso appalti a cooperative a scapito del personale dipendente. In agitazione sindacati e personale.
La casa di riposo di Badia

Durante l'estate del 2015 il consiglio di amministrazione della Casa di riposo di Badia ha avviato la procedura, poi abbandonata, di privatizzare l'istituzione. Tutto viene rinviato alla legge regionale in discussione a Venezia.
La casa di riposo di Lendinara

Nell'estate di quest'anno i lavoratori della Casa di riposo di Lendinara hanno contestato l'ente per la decisione di affidare una consistente fetta di servizi a una cooperativa. La tensione fra CdA è ancora alta (vedi La Voce del 03/10/2016).

In questi giorni anche il CdA della Casa di riposo di Badia ha deciso di appaltare a una cooperativa tre reparti.
La protesta dei dipendenti si è espressa anche durante la seduta del consiglio comunale di mercoledì scorso. Vedi rassegna stampa: CdR1, CdR2, CdR3, CdR4, CdR5. Scarica il volantino.

Due le cause delle difficoltà economiche degli enti pubblici del settore: la riduzione dei contributi regionali e una tassazione complessivamente sfavorevole rispetto alle strutture private.
Domanda: perché invece di impoverire i lavoratori non si rivendica in regione trasferimenti adeguati alle prestazioni? E perché le amministrazioni comunali non chiedono ai rispettivi partiti di riferimento una perequazione del trattamento fiscale fra strutture pubbliche e private?

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05 ottobre 2016

L’indefinibile futuro del San Luca


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
presso Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340
sito internet: http://ospedaletrecenta.blogspot.it/
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Data, 2 ottobre 2016

  • Ai Sindaci dell'Ulss 18
  • Al Direttore Generale Ulss 18
  • Ai Consiglieri regionali polesani
  • All'Assessore regionale alla sanità
  • Al Presidente della Giunta regionale
  • Ai Parlamentari polesani
  • Al Ministro della Salute
  • Al Presidente del Consiglio dei ministri

L’indefinibile futuro del San Luca

E’ difficile attribuire all’ospedale San Luca un aggettivo o una definizione qualificante.
Se fosse una persona sarebbe un trans gender in via di mutazione, una realtà incompleta, un progetto su cui continuano ad infierire interventi incomprensibili. Di responsabili(?), spinti da idee incerte, criticabili e fluttuanti come piume e che danno adito a dubbi e cattivi pensieri.
Si dica, una buona volta, cosa si vuole veramente fare di questo ospedale. Perché se ne capisce veramente poco e quel poco che se ne capisce mette i brividi.
Perché, ad esempio, balla da tempo (troppo) la non scelta tra ostetricia (punto nascita), PMA, ginecologia. Un’incertezza che però potrebbe contare su dati certi: nascono pochi bambini, ci sono tante e lunghissime attese per la Procreazione Medicalmente Assistita (servizio molto apprezzato), c’è un’innegabile necessità di una ginecologia efficiente vista l’età prevalente delle donne altopolesane.
Quindi la buona scelta (per la popolazione) non dovrebbe essere troppo difficile.
Anche perché i cittadini potrebbero rinunciare, con ragionata rassegnazione, a qualche servizio dell’ospedale in cambio di offerte (eccellenti) in grado di soddisfare in modo sicuro e costante la esigenze della popolazione altopolesana.
Sino ad ora si è assistito a repentini cambi di programma, a riduzioni orarie di servizi, a riduzione di personale medico e paramedico, alla normalizzazione di situazioni e aspetti negativi di prestazioni vitali e di riconosciute eccellenze.

Ad esempio:
PMA (procreazione medicalmente assistita) eccellenza con alta percentuale di risultati positivi, è in sofferenza per insufficienza di personale stabilizzato e liste d’attesa lunghissime (coppie da Ferrara-Modena-Bologna e non solo).
Neuroriabilitazione: eccellenza recente limitata dalla necessità di condividere parte del personale con riabilitazione fisiatrica.
Terapia Intensiva: alta professionalità, passione e umanità degli operatori permettono spesso il raggiungimento di risultati considerati ai confini della speranza. Nonostante gravi carenze di personale.
Biologia Molecolare centro di ricerca attrezzato con mezzi tecnici efficienti ma con figure professionali non stabilizzate.
Ambulatori: la qualità professionale degli operatori e le reali necessità della popolazione portano ad una notevole richiesta. Ma l’ospedale risponde con un servizio col contagocce.
Terapia Antalgica un’offerta efficace ed apprezzata in un tempo in cui, finalmente, l’assenza di dolore non è più un obiettivo intermedio facoltativo ma un fine terapeutico primario. Ha gravi carenze di personale.
Gli esempi dovrebbero essere indicativi di un presidio ospedaliero in grado di soddisfare quasi totalmente le esigenze della popolazione altopolesana, ma non ancora pienamente efficiente.
Eppure una corretta ed equa distribuzione e valorizzazione delle risorse economiche e professionali dovrebbe rappresentare un obbligo morale primario per chi amministra (da parecchi anni) la sanità veneta; ma evidentemente i polesani sono (considerati) figli di un dio minore, e paria del Veneto e devono accontentarsi delle briciole che cadono dal banchetto regionale. A cui si abbuffano invece altre province i cui rappresentanti si occupano molto più attivamente dei cittadini che li hanno eletti.
I nostri eletti invece (salvo una) sono come le tre scimmiette: se c’è un nostro problema non lo vedono, non ascoltano la nostra voce e se c’è da parlare non parlano.
Chissà perché.
Però rimangono i sindaci del nostro distretto. Sappiamo bene che il loro potere è limitato, però, volendo, potrebbero associarsi per programmare qualche azione comune come ad esempio mobilitare i propri cittadini per una manifestazione che possa indurre il governo regionale ad apportare qualche modifica alle schede ospedaliere regionali.
Che, visto l’andamento decisamente ondivago delle decisioni, dovrebbero essere passibili di qualche saggia ed utile modifica. Come si è già visto in altre realtà.
Ps: è utile ricordare che “valetudine firma nihil melius” (niente è meglio di una salute salda) però, in mancanza di meglio “primum non nocere” (almeno non si facciano danni).

    Per il Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
    La portavoce Prof. Jenny Azzolini
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30 settembre 2016

San Luca, Day Surgery d'eccellenza

Lettera pubblicata sul Gazzettino, mercoledì 28 settembre 2016

Per un intervento di ernia inguinale sono stato ricoverato al Day Surgery Multidisciplinare dell'Ospedale di Trecenta. Ho incontrato personale veramente in gamba. Il reparto è molto ben organizzato, nonostante la presenza quella mattina di ben tre specialità chirurgiche, con numerosi pazienti e diverse esigenze e necessità.
Ringrazio di cuore i medici, in particolare la dottoressa Luisella Fogato per la sua professionalità e disponibilità, il personale infermieristico: Dalanda, Graziana, Claudio, Stefania, Marika, Monica, Fabiana e OSS: Enrichetta, Maria Grazia, Nadia e Savina, che hanno assistito me e tutti i pazienti con grande competenza, capacità professionale e attenzione al paziente.
Questa è la sanità che vogliamo, resa possibile dall'impegno costante di persone che credono nel loro lavoro, nonostante le difficoltà che quotidianamente devono affrontare.
Stefano Concreto

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27 settembre 2016

In pensione il primario di ostetricia e ginecologia Stellin

fonte: Il Resto del Carlino, domenica 25 settembre 2016

Ha contribuito a far nascere 40mila bambini
Senza possibilità di appello il suo giudizio sul punto nascite di Trecenta

Riporto la parte riguardante il San Luca.

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Come lascia il suo reparto?
«L'ostetricia e la ginecologia vanno bene, abbiamo rinvigorito l'organico avendo chiuso Trecenta. Siamo un buon numero, cioè nel numero adatto alle esigenze dell'ospedale. I medici giovani sono cresciuti molto e si sono resi autosufficienti. A Trecenta il punto nascite non è stato riaperto (è stato chiuso quest'estate) e speriamo che il populismo della politica non lo voglia riaprire perché per riaprirlo servirebbero talmente tante risorse che verrebbero distolte dall'ospedale di Rovigo senza ragione. Sarebbe dannoso. Trecenta dava risposte a pochi bambini, in sei mesi ne sono nati 49. Tenere aperto un punto nascite per 49 bambini diventa rischioso».
....
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26 settembre 2016

San Luca cura e amore

lettera pubblicata su La Voce giovedì 22 settembre 2016 pag. 34

Che la malasanità esista è una gran brutta verità. Ma non sempre e non dovunque. Spesso accadono episodi che smentiscono questa realtà alimentata in parte da un radicato pregiudizio.
Al San Luca di Trecenta, ad esempio, capita che, una notte venga portato al pronto soccorso un uomo per un preoccupante malore.
Capita anche che venga accolto e curato con sollecitudine, amorevole cortesia e competenza dal personale medico-infermieristico.
E bisogna ammettere che lo stile e la buona qualità dell'accoglienza possono avere un'incidenza positiva ed immediata sul benessere, soprattutto psicologico, del paziente.
Quindi è per me un obbligo morale ringraziare pubblicamente il personale del pronto soccorso del San Luca mettendone in luce i meriti professionali.
E voglio ricordare che se in sanità le cose vanno male il problema va ben al di 1à di medici ed infermieri che lavorano negli ospedali con professionalità fatica e spesso abnegazione.
P.s: il paziente di quella notte sono io.
Ivano Cavicchioli
Comitato altopolesano Cittadini per il San Luca

25 settembre 2016

Sanità: Cgil, in arrivo ticket per 60 mln con i nuovi Livelli di assistenza

Il trucco è semplice: classificare alcune prestazioni chirurgiche, finora effettuate in Day Surgery e quindi gratuitamente,  come "prestazioni ambulatoriali" e quindi soggette a ticket.
L'intervento di cataratta, ad esempio, non sarà più gratuito.

fonte: ANSA, 24 settembre 2016

Nuovi ticket a carico dei cittadini pari ad un totale stimato di 60 mln di euro: verranno introdotti con i nuovi Livelli di assistenza (Lea). Lo segnala la Cgil, sulla base dei dati della relazione tecnica del ministero della Salute al decreto sui Lea. Circa ''20 mln - spiega all'ANSA Stefano Cecconi, responsabile Politiche Salute Cgil - si otterranno dai nuovi ticket derivati dallo spostamento di alcune prestazioni dal regime Day Surgery a quello ambulatoriale e 40 mln dall'introduzione di nuove prestazioni ambulatoriali''.
L'intervento di cataratta, ad esempio, non sarà più gratuito.
''Sono in arrivo nuovi ticket - afferma Stefano Cecconi - e questo anche perchè, con i nuovi Lea, varie prestazioni chirurgiche finora effettuate in Day Surgery, e quindi gratuitamente, saranno trasferite in regime di prestazione ambulatoriale che implica il pagamento del ticket''. Sono prestazioni chirurgiche che vanno dalla cataratta al tunnel carpale, dall'ernia al dito a martello. Secondo ''le stime del ministero - spiega Cecconi - con i nuovi Lea si realizzeranno maggiori entrate per il Servizio sanitario nazionale pari a 60,4 mln di euro: in particolare, circa 20 mln si otterranno dai nuovi ticket derivati dallo spostamento di alcune prestazioni dal regime Day Surgery a quello ambulatoriale e 40 mln dalla introduzione di nuove prestazioni ambulatoriali nell'elenco dei Lea''.
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24 settembre 2016

San Luca "situazione critica". Il punto nascite potrebbe non riaprire

Da RovigoOggi.it, 19 settembre 2016

OSPEDALE TRECENTA (ROVIGO) Doccia fredda sulle speranze di migliaia di famiglie. Manca il personale, la riapertura dopo il periodo estivo non è più garantita come annunciato dall'Ulss 18


L'annuncio della sospensione del servizio era arrivato a metà giugno(LEGGI ARTICOLO), con l'Ulss 18 che aveva garantito che si sarebbe trattato di un provvedimento temporaneo, alla luce della carenza di personale dovuta alle ferie estive. Ora, però, pare che il problema sia strutturale e che non ci sia davvero nessuna sicurezza sulla ripresa dell'attività a Trecenta.

Rovigo - "La situazione è critica, l'azienda Ulss 18 non ha in questo momento personale a sufficienza. E' una fase di transizione, in vista anche dell'entrata in vigore della fusione tra Ulss 18 e Ulss 19". E' estremamente chiaro, prudente e conciso il messaggio che lancia Riccardo Mantovan, referente per il Polesine per Cgil dei lavoratori del settore sanità. Non è garantita la riapertura del punto nascite dell'ospedale di Trecenta.
Questo perché il problema non sono solo le ferie del personale. Le difficoltà sono ben più strutturali e profonde. I lavoratori che dovrebbero garantire non solo l'apertura, ma anche l'assoluta sicurezza per gestanti e nascituri, sono stati dirottati altrove, almeno in parte. Per tappare altri buchi. Insomma: all'orizzonte si presenta una decisione che per l'Ulss 18 non sarà facile prendere.
Perché si deve decidere, in sostanza, tra il "campanilismo" e i servizi al territorio da un lato e la garanzia di un servizio il più sicuro possibile per li utenti dall'altro, dal momento che il parto è sempre un momento delicato, che presenta comunque rischi. Non a caso spesso, in passato, si era pensato a un solo reparto a Rovigo, che offrisse le massime garanzie. Proprio questo è il punto.
Sulla vicenda attacca anche Guglielmo Brusco, trecentano, esponente di Rifondazione Comunista, ex assessore provinciale e vicepresidente della Provincia di Rovigo, esperto in tematiche di sanità e sociale. "A Trecenta - dice - sembrava che le Tre Notti di Festa celebrate a fine agosto, fossero la premessa gioiosa alla ripresa dell’attività  del locale Punto Nascite. I sindaci altopolesani, a partire da quello di Trecenta Antonio Laruccia,  non davano segnali di preoccupazione, come faceva del resto gran parte della cittadinanza ormai insensibile ai pericoli che certi nostri diritti stanno correndo".
"Anche questo lunedì 19 settembre 2016, però - prosegue Brusco - a me non risulta ripresa l’attività del Punto nascite dell’ospedale altopolesano. Così mi sono chiesto: Quando succederà questa ripresa completa delle attività? Sarà stato assunto il personale che manca?". Il problema insomma esiste. E appare improbabile che sia risolto in tempi brevi.
19 settembre 2016

22 settembre 2016

Zaia: "Costretto a chiudere gli ospedali"

fonte: La Voce di Rovigo, venerdì 16 settembre 2016

Zaia contro il ventilato taglio da 1,5 miliardi alla Sanità: "Siamo allo stremo"
Per il presidente del Veneto la salute dei cittadini da anni non e una priorità per il governo

"Se da Roma passa questo ennesimo, ripeto ennesimo taglio, non sarà più sostenibile. Dovrò impugnare  la penna e chiudere ospedali. Non ci sarà altro da fare. Chi ci ha portato a questo estremo ne risponderà alla gente". Le colpe "si cerchino fra chi ha deciso, da anni ormai, che la salute degli italiani non è una priorità".
É dura la reazione del governatore veneto, Luca Zaia, all'ipotesi di un nuovo ridimensionamento dei fondi al settore, per i miliardo e mezzo di euro, ieri smentita dal premier Matteo Renzi.
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E "ancora peggio andrà nel 2017 e 2018 - spiegano dagli uffici della Regione - anni nei quali il Governo ha previsto altri tagli pari a 4 miliardi e 680 milioni nel 2017, e ad altri 6 miliardi e 444 milioni nel 2018. Tutto questo porterà il rapporto tra spesa sanitaria e Pil al 6,38% nel 2018, al di sotto del 6,5% indicato dall'Oms come soglia sotto la quale inizia a calare l'aspettativa di vita delle
persone".
Nel dettaglio, "i tagli per il Veneto ammontano a circa 450 milioni per il 2015-2016 (200 nel 2015 e 250 nel 2016), ad altri 350 milioni circa nel 2017, e a ulteriori 500 milioni circa nel 2018".

Scarica l'articolo completo
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Su questo è intervenuto anche l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto: "portandoci sotto la soglia di sopravvivenza viene servito un assist meraviglioso alle assicurazioni private".
Vedi articolo di RovigoOggi.it

06 settembre 2016

Medici in appalto


fonte: Il Gazzettino, 31 agosto 2016

Negli ospedali di Rovigo e Trecenta prorogato fino a settembre il ricorso a personale “a gettone”

Il servizio di assistenza medica di supporto al pronto soccorso degli ospedali di Rovigo e di Trecenta, è stato parzialmente appaltato.
Si tamponano le emergenze con medici "a gettone" assunti da un'azienda privata: le esternalizzazioni, ormai, riguardano anche i medici delle strutture pubbliche, segno che il sistema si sta avvitando su se stesso.

Leggi l'articolo completo

03 settembre 2016

I problemi, e le manifestazioni che li ricordano, danno fastidio a La Voce nuova di Rovigo?




Durante la manifestazione Tre Notti a Trecenta il Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca” ha esposto alcune lenzuola (vedi precedente post) che ricordano al pubblico i problemi dell'ospedale, sempre più impoverito dalle politiche regionali.

Nessun intento di “rovinare la festa” a quanti hanno organizzato l'evento e alle persone che vi avrebbero partecipato ma l'intenzione di richiamare la necessità di tenere ben presenti i problemi della sanità in altopolesine, particolarmente colpita dalle recenti decisioni dell'Ulss.


La cosa sembra aver dato fastidio a La Voce nuova di Rovigo che, in un box a margine della notizia sulle Tre Notti, commenta acidamente: “C'è sempre qualcuno al quale non va bene ciò che si organizza in città” e accusa la portavoce del comitato, Jenny Azzolini, di aver appeso le lenzuola per dar fastidio a pubblico e organizzatori.

La Voce induce il lettore a derubricare il fatto come un'azione di disturbo, una bagatella senza importanza, del tutto trascurabile, non degna di attenzione.

Il commento de La Voce ha suscitato la lettera di protesta che il consigliere comunale di minoranza Gianpietro Panziera ha inviato al direttore del quotidiano.

Scarica la lettera di Gianpietro Panziera

01 settembre 2016

"Infermieri e medici da premiare: non chiudete l'ospedale!"


fonte: RovigoOggi.it, 30 agosto 2016

SANITA' ALTO POLESINE (ROVIGO) L'appello di una donna che ha toccato con mano la professionalità del personale del San Luca: "In una domenica di agosto, pieni di gente, hanno fatto miracoli"


Una storia di buona sanità e un appello a non chiudere l'ospedale San Luca di Trecenta, punto di riferimento per tutto l'Alto Polesine e da anni al centro di tagli e, nell'ultimo periodo, purtroppo anche di voci relativa a una sua possibile chiusura.

Trecenta (Ro) - "In una domenica di agosto, con tantissimi accessi al pronto soccorso, per malori dovuti al caldo ma non solo, hanno fatto miracoli, mantenendo una umanità, una professionalità e una attenzione verso i pazienti davvero encomiabili". E' un apprezzamento sincero per l'operato di medici e infermieri dell'ospedale San Luca di Trecenta, quello che arriva da una donna residente in Alto Polesine. V. C., che domenica 28 agosto è andata al pronto soccorso dell'ospedale, per accompagnare la cugina che non stava bene.

Un giorno festivo, ma non una giornata facile per il personale del San Luca, visti i numerosissimi accessi al pronto soccorso, dovuti in gran parte ai numerosi malori e mancamenti provocati dal caldo. L'attesa è stata di circa sei ore, ampiamente motivate dalla situazione. "Per tutto questo tempo - spiega la polesana - medici, infermieri, volontari e ausiliari sono stati instancabili, sempre pronti all'assistenza, a una parola di conforto e a tenere sotto controllo la situazione".

Tanto che, ora, V. C. ha deciso di lanciare un appello per fare in modo che l'ospedale non venga chiuso: "Privarci di questa eccellenza - conclude - sarebbe davvero un errore".

Leggi l'articolo originale

27 agosto 2016

1996 chiudono 4 ospedali, 2016 chiudono anche il San Luca?

Dalla pagina Facebook di Jenny Azzolini, portavoce del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca:

«per le TRE NOTTI di Trecenta il COMITATO ALTOPOLESANO oltre a guardare con piacere i colori degli ombrelli, oltre a godere delle note che accompagnano i passi, oltre a gustare i sapori e i profumi, invita a riflettere sul DIRITTO alla SALUTE che poco a poco ci stanno rubando».







20 agosto 2016

Il presidente della Conferenza dei sindaci dell'Ulss 18 smentisce il sindaco di Trecenta

E confida che a settembre vengano ripristinati i servizi sospesi in luglio e agosto

Antonio Bombonato, presidente della conferenza dei sindaci, smentisce nettamente le affermazioni del sindaco di Trecenta. «Respingo categoricamente che i Sindaci non abbiano a cuore lo stato e il futuro dell'Ospedale San Luca, che non è l'ospedale di Trecenta è l'Ospedale dell'Altopolesine».
Bombonato afferma anche: «Per quanto riguarda il tema della discussione nell'ultimo consiglio comunale di Trecenta abbiamo le rassicurazioni e i documenti del direttore generale. Attendo i primi giorni di settembre e allo stato attuale non ho motivo di dubitare che come indicato si ritorni alla situazione precedente».

Leggi l'articolo del Gazzettino, giovedì 18 agosto 2016
Vedi il precente post Trecenta, ospedale San Luca. Il Comune pronto alla battaglia per la sanità

18 agosto 2016

Le ingerenze del sindaco di Trecenta sul Comitato altopolesano

Niente da fare, il sindaco di Trecenta non ce la fa a concordare nulla con nessuno. Ottenesse dei risultati si potrebbe anche trascurare questa negativa caratteristica ma, purtroppo, risultati non se ne vedono.

Quello che segue è il commento del Comitato altopolesano dei cittadini per il 'San Luca' a seguito delle sorprendenti pressioni di Antonio Laruccia, sindaco di Trecenta, per imporre nella discussione del comitato stesso persone di propria fiducia ma senza alcuna fiducia da parte del comitato. Richiesta che è stata ovviamente, e logicamente, respinta.


Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
Portavoce Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340
data 17 agosto 2016

16 agosto ore 21 incontro componenti Comitato Altopolesano dei cittadini per il San Luca. Tema: presentare con precisione l'esito del consiglio comunale di Trecenta dell'11 scorso (ci è parsa non perfetta la versione fornita dalla stampa). Mi lasciavano perplessa certe affermazioni che davano come inviato a chi di dovere un documento del consiglio, per questo ho interpellato direttamente, per cellulare, il sindaco Laruccia. Mi ha fatto presente che il documento è stato inviato solo a suo nome in quanto non c'è stata votazione per farne un atto partecipato. A me, come portavoce del comitato il sindaco ha mandato questo messaggio (che trovo alquanto strano):

«sono certo che alla riunione abbiate invitato anche componente della commissione sanità comunale e componente comitato cittadino per la tutela e la salute del san Luca. Entro oggi le mando il documento».
Quindi mi ha inviato il documento (che vi giro) con questa nota: «A seguito Sua richiesta via sms, pur non avendo ricevuto risposta al mio quesito relativo alla possibile ed opportuna partecipazione di rappresentante della Commissione Sanità Comunale e rappresentante del Comitato cittadino per la tutela e la salute del san Luca, Le trasmetto la lettera inviata ai soggetti in indirizzo.
Ripeto a Lei quanto manifestato ad altri: la sanità del san Luca ha bisogno di persone di buona volontà interessate fortemente a tentare di risolvere i problemi in essere e in divenire e non di sporca politica».


Trasmetto (sperando sia pubblicato questo strano iter che sembrava finalizzato alla difesa del San Luca) la risposta al sindaco concordata in sede Comitato.

Sig. Sindaco


visto il testo accompagnatorio della copia del documento da lei inviato (il 16-08) al direttore generale dell'Ulss 18 dottor Compostella sento l'obbligo di fare alcune precisazioni:

1) noi, Comitato Altopolesano, non riteniamo opportuno invitare ai nostri incontri un rappresentante del comitato cittadino rappresentato da una persona con cui si è confermata nel tempo un'assoluta incompatibilità. I motivi? lei li conosce benissimo;

2) quanto alla commissione sanità comunale, non ci rappresenta perché è il frutto di una assegnazione di posti fatta a tavolino, che non dà segni evidenti di vitalità.

3) Lei poi, con povertà di pudore, si permette di emettere giudizi di valore etico che potrebbero anche offenderci se non pensassimo da dove provengono. E a proposito di "sporca politica" le dice niente la memoria? Noi non siamo servi di alcun partito-padrone; nostro obiettivo importante è assistere la gente (soprattutto quella più povera) nella lotta quotidiana per il diritto alla salute e lo facciamo, anche con parecchi limiti, ma con impegno, fatica, gratuità e trasparenza. Quelli della "sporca politica" sono altri, non noi: Se ci pensa bene lo sa anche Lei.


Jenny Azzolini portavoce del Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca

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Scarica il comunicato in formato pdf
Vedi anche i precedenti post:
Il documento del sindaco di Trecenta sull'ospedale "San Luca"
Trecenta, ospedale San Luca. Il Comune pronto alla battaglia per la sanità

16 agosto 2016

Il documento del sindaco di Trecenta sull'ospedale "San Luca"

Ospedale San Luca, trecenta

Non è proprio un documento approvato dal consiglio comunale come appariva dai resoconti di RovigoOggi.it (vedi post precedente) del Gazzettino e La Voce. E, infatti, la minoranza, che aveva chiesto la convocazione del consiglio proprio per discutere del "San Luca", non ha avuto modo di concordarne i contenuti e ha protestato vivacemente (vedi più sotto).

Non si comprende perché il sindaco di Trecenta non abbia cercato un'intesa con la minoranza in un'occasione che aveva tutte le premesse per ottenere l'unanimità del consiglio comunale. Eccesso di protagonismo?

Scarica la lettera del sindaco di Trecenta

Scarica il commento di Paola Panziera, consigliere comunale di minoranza

14 agosto 2016

Trecenta, ospedale San Luca. Il Comune pronto alla battaglia per la sanità

fonte: RovigoOggi.it, 13 agosto 2016


Il consiglio comunale si chiude con l'approvazione di un documento da inviare a Ulss 18 e Regione del Veneto: "O riprendono i servizi oppure prenderemo provvedimenti"


Il consiglio comunale era stato chiesto dalla minoranza per fare il punto sulla situazione dell'ospedale San Luca di Trecenta, vittima di costanti contrazioni di servizi. Motivati, secondo l'Ulss 18, dal periodo estivo, col timore però di tanti che ci possa non essere una loro riattivazione

Il consiglio comunale si è chiuso con l'approvazione di un documento che sarà inviato alla Regione del Veneto e all'Ulss 18, per tenere alta l'attenzione sulla situazione dell'ospedale San Luca di Trecenta, punto di riferimento per la sanità dell'Alto Polesine. Interessato di recente da una contrazione dei servizi, tanto da motivare la preoccupazione della minoranza, che aveva domandato, con i consiglieri Pierantonio Armotti, Gianpietro Panziera e Paola Panziera, che avevano domandato un incontro pubblico sul tema (LEGGI ARTICOLO).

Richiesta esaudita, con l'organizzazione di un consiglio comunale dedicato a questa tematica. Nel corso di questo il sindaco Antonio Laruccia ha ammesso una costante contrazione dei servizi al San Luca negli ultimi 20 anni, segnalando anche come purtroppo gli altri Comuni non siano a suo avviso particolarmente interessati alla sua tutela. In ogni caso, sono state messe a punto alcune contromosse per fare fronte a una eventuale non riattivazione dei servizi e dei reparti sospesi per le ferie.

In primo luogo è stato approvato un documento che ora sarà inviato all'Ulss 18 e alla Regione del Veneto, per tenere alta l'attenzione sull'ospedale San Luca di Trecenta e sulla sua importanza per l'Alto Polesine. Non solo: si è deciso di mettere in calendario una seconda riunione a Trecenta, per vedere se effettivamente i servizi per ora in stand by saranno o meno riattivati. In caso, contrario, il Comune è pronto alla battaglia.

13 agosto 2016