A seguito della puntata di Report dello scorso 2 gennaio il Coordinamento Veneto per la Sanità Pubblica (CoVeSaP) ha pubblicato un comunicato stampa che riprende le vicende legate alla seconda ondata dell'epidemia da Covid-19, particolarmente pesante in Veneto. L'uso di tamponi rapidi, molto meno sensibili di quanto dichiarato, anche per testare il personale e i degenti delle case di riposo (Rsa) è costato assai caro in termini di decessi. Nel dicembre del 2020 CoVeSaP aveva presentato un esposto al riguardo nelle sette procure del Veneto.
Il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca aderisce a CoVeSaP.
Quello che segue è il testo del comunicato diffuso da CoVSaP.
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Coordinamento Veneto
per la Sanità Pubblica(CoVeSaP)
Basta
omertà sulla sanità in Veneto
La
Rete dei Comitati di Cittadini Veneti in difesa della Sanità
Pubblica intende sostenere e riaffermare con questo comunicato le
denunce già espresse nel 2020 sulla gestione della Pandemia Covid
nella Regione Veneto, a sostegno di quanto affermato dal Prof.
Andrea Crisanti e quanto rivelato dalla trasmissione televisiva
Report del 02.01.2023.
A
tale proposito ricorda che in data 17.12.2020 CoVeSaP aveva
presentato un Esposto presso le 7 Procure della Repubblica delle
Province Venete, chiedendo di verificare se fossero state poste in
atto dalla Regione Veneto tutte le misure necessarie per contenere la
diffusione dell’epidemia, visto che il numero dei contagiati e dei
decessi erano da settimane molto più alto della media nazionale.
Nell’Esposto si segnalava la elevata percentuale dei positivi al
Tampone molecolare circa il 20% dei soggetti testati, di gran
lunga superiore alla media italiana, il numero dei ricoverati in
Terapia Intensiva 349 e in area non critica 2694 anche questi dati
assolutamente sopra la media nazionale, il numero dei deceduti
che in quel periodo era di più di 100 al giorno e infine che di
tutte le persone mancate dall’inizio dell’Epidemia 4992, 1968,
circa 2 su 5, erano degenti delle Case di Riposo. L’Esposto
a quanto ci risulta è stato archiviato da tutte e 7 le Procure.
Quello
che CoVeSaP contestava era la mancata attivazione della “Zona
Rossa” provvedimento richiesto anche da molti altri soggetti tra
cui il Presidente della Provincia di Padova Fabio Bui , provvedimento
adottato in Lombardia dove aveva drasticamente ridotto il numero dei
contagiati e dei decessi.
I
motivi per chiedere la Zona Rossa sono stati ampiamente descritti in
numerosi documenti, prese di posizione, poiché gli indicatori che
permettevano di restare in Zona Gialla erano molto dubbi:
I 1.000 posti -letto di Terapia
Intensiva, assolutamente virtuali, reali circa 700 come ammesso
dallo stesso responsabile Sanità Veneta Dott. Flor in Conferenza
stampa del 4.1.21 e denunciato più volte dai rappresentanti dei
Medici Anestesisti e Rianimatori
L’ uso massivo dei Tamponi
Rapidi che abbassava la percentuale dei soggetti positivi,
già allora ampiamente criticati, di cui veniva contestata la
documentazione scientifica a supporto e la scarsa affidabilità
diagnostica, soprattutto per operatori ospedalieri e delle Case di
Riposo.
Il “malfunzionamento “ del
Database Regionale che ha classificato erroneamente, per un periodo
imprecisato, i casi positivi come asintomatici.
Critichiamo
anche l’uso del denaro pubblico in maniera poco appropriata,
ricordiamo “il Sistema di tracciamento Veneto ENG-DE4Bios”
mai utilizzato, gli incarichi ad Avvocati Esterni finalizzati a
querelare esponenti politici che esprimevano critiche alla gestione
regionale, come il Consigliere Comunale Carlo Cunegato o come
affermato nella Trasmissione Report anche lo stesso Prof. Crisanti
Ricordiamo
che esiste una Commissione Regionale di Inchiesta sulla gestione
della seconda ondata della Pandemia in cui sono stati auditi
molti soggetti: Comitati dei Parenti dei deceduti in Casa di Riposo,
Comitati in Difesa della Sanità Pubblica tra cui CoVeSaP, Sindacati
Medici e degli Operatori Sanitari, ed altri, che hanno presentato le
loro denunce e documentazione dei fatti..
Auspichiamo
che gli Atti della Commissione, come affermato, vengano inviati alla
Procura della Repubblica e che questi documenti e denunce vengano
attentamente vagliati, al fine di stabilire con chiarezze le
Responsabilità e la Evitabilità dell’ecatombe “Seconda Ondata
Pandemia Covid” negli ultimi mesi del 2020 in Veneto.
RIVENDICHIAMO
LA LIBERTA’ DI CRITICA E DI PROPOSTE DA PARTE DEI CITTADINI E DEGLI
OPERATORI DELLA SANITA’.
IL
CONFRONTO DEMOCRATICO NON PUO’ ESSERE SOSTITUITO DALLE MINACCE O
DALLE QUERELE.
OGGI
PIU' CHE MAI OCCORRE UN GRANDE SFORZO PER RILANCIARE LA SANITA’
PUBBLICA CON IL COINVOLGIMENTO DI TUTTI GLI OPERATORI SANITARI E DEI
CITTADINI
Data 05.01.2023
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