19.12.24

Sistema Sanitario Nazionale: il nostro diritto alla salute calpestato

Questo volantino è affisso alla porta dell'ambulatorio del Dott. Simone Sbrenna, medico di medicina generale presso la Medicina di gruppo di Badia Polesine.

La documentazione consultata dal Dott. Sbrenna sintetizza i tagli alla sanità pubblica attuati dal governo Monti in poi. Impressionante, 43 miliardi!

La sanità privata, sostenuta da governi compiacenti e "amici", sta minando alle fondamenta il servizio sanitario nazionale: gli ospedali privati hanno ormai raggiunto il numero degli ospedali pubblici (1.003 quelli pubblici, 995 quelli privati).




9.12.24

Sanità veneta, tutti 'promossi' i direttori generali. Il compenso sale del 20%

Il Gazzettino, 9 dicembre 2024

Da notare che non tutte le Conferenze dei sindaci attribuiscono il punteggio massimo come invece avviene puntualmente e acriticamente ogni anno in provincia di Rovigo per l'Ulss 5.

Da notare anche che lo stipendio dei direttori generali è di € 154.937,06 annui lordi, ai quali aggiungere ora un altro 20%.

30.11.24

83enne di Trecenta costretto ad attendere per 4 settimane l'intervento al femore.

Una malaugurata caduta nel giardino di casa ha causato ad un cittadino trecentano una doppia frattura, al braccio e al femore sinistro. L'incidente è avvenuto lo scorso primo novembre, ricoverato all'ospedale di Rovigo perché, come è noto, al vicino ospedale di Trecenta non esiste più il reparto di ortopedia, è rimasto in attesa del necessario intervento al femore per quattro settimane.

Sulla vicenda è intervenuto anche Rovigo News con un articolo tutto teso a minimizzare la portata di quanto accaduto: Sospetto caso di malasanità, ma non lo è. Lo si capisce già dal titolo ma il testo è eloquente, prima ancora di far cenno al fatto il sottotitolo recita: "Interpellato sulla questione il dg dell’Ulss 5 Polesana, Pietro Girardi, ha abbondantemente chiarito il problema dopo la segnalazione del Comitato dei cittadini per il “San Luca”. Tutto risolto".

Già perché, secondo Rovigo News, il direttore generale dell'Ulss 5 non avrebbe chiarito le cause del ritardo, ma avrebbe addirittura "abbondantemente chiarito". Per concludere che è "tutto risolto". Una rassicurazione definitiva.

Eppure c'è tanto di direttiva ministeriale ad indicare in 48 ore il tempo in cui intervenire in caso di frattura al femore. Inoltre è assodato che l'allettamento prolungato, in particolare negli anziani, incide sul decorso e soprattutto sull'esito di un determinato quadro clinico e dovrebbe avere priorità sulle necessità di diagnosi per altre patologie non riguardanti la frattura.

17.11.24

Si ripete il calvario di un'anziana altopolesana di 97 anni al PS di Rovigo

La mancanza di un vero Pronto Soccorso a Trecenta espone gli altopolesani a disagi e rischi maggiori del resto dei residenti nel territorio dell'Ulss 5.

Il PS di Trecenta è stato declassato a Punto di Primo Intervento, tratta solo codici bianchi e verdi

Si ripete il calvario di un'anziana altopolesana di 97 anni al PS di Rovigo, di Rovigo perché a Trecenta non c'è un Pronto Soccorso ma soltanto un Punto di Primo Intervento.

La signora, residente presso la Casa di Riposo di Badia Polesine, è stata trasportata direttamente a Rovigo poiché il Punto di Primo Intervento di Trecenta non poteva gestire il caso.

Il figlio, Graziano Berto, ha reso nota la vicenda che ricalca quanto era già accaduto nello scorso mese di maggio. Allora l'Ulss 5 Polesana si era scusata per il disservizio ma, evidentemente, non ha preso alcun provvedimento affinché migliorasse l'assistenza.

Di seguito pubblico i post di Graziano Berto il quale, dopo l'esperienza di maggio, aveva puntualmente informato anche l'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin. Senza esito.

Post di Graziano Berto, 6 novembre 2024

Anche oggi una bella puntata al Pronto soccorso di Rovigo con la mamma di 97 anni. Lei è arrivata alle 9.30 di questa mattina in codice bianco per sospetta 'flebite' alla gamba sx. Dopo gli opportuni esami e visite, l'ultima alle ore 16.15, alle 20.30 siamo ancora in P.S. per attendere la diagnosi dell'ultima visita. Nello stesso tempo attendiamo l'arrivo di un'autoambulanza per il rientro in struttura.  Credo che la protesta pubblica che ho fatto a maggio 2024 NON SIA SERVITA A NULLA.  Ringrazio la dott.ssa Lanzarin e il presidente Zaia, per aver provveduto a "MIGLIORARE QUESTO SERVIZIO, INDISPENSABILE PER I CITTADINI VENETI". In fede Berto Graziano

Post di Graziano Berto, 30 maggio 2024

Ieri 29 maggio 2024 mia madre di 97 anni, non autosufficiente, ma  ancora sufficientemente presente é stata ricoverata al pronto soccorso di Rovigo verso le ore 15, per una sospetta flebite alla gamba sx. Dopo le opportune analisi, Rx alla gamba, effettuate verso le 16.30, abbiamo atteso fino alle 18.30 per avere una visita dall'ortopedico e di conseguenza la diagnosi che ha riscontrato un frattura composta sia al perone che alla tibia. Dopo aver effettuato  l'opportuno intervento medicale, il medico di turno ha stabilito che mia madre poteva rientrare in struttura protetta nella stessa serata. L'ospedale, in questi casi,  ha l'obbligo di riaccompagnare il paziente non autosufficiente nella sua residenza. Per fare questo,  si serve  di un "Taxi Ambulanza" della CIDAS , la quale è convenzionata con l'ULSS5 polesana per questo servizio. Verso le 19.15 ci viene comunicato da un'infermiere del  pronto soccorso che si occuperanno loro di contattare il trasporto. Passano le ore e noi rimaniamo in attesa dell'evolversi della situazione. Mia madre stesa sul lettino ed io al suo fianco. Alle 21.15 dopo due ore di attesa, mi viene comunicato che verso le 22 arriverà l'ambulanza. Passano le 22, le 23, alle 23.45 chiedo gentilmente se questa ambulanza é in arrivo o se forse sarebbe stato meglio ricoverarla. Mi viene risposto dall'infermiera di turno all'entrata del P.S. che dobbiamo pazientare perché c'è UNA SOLA AMBULANZA CHE FA QUESTO SERVIZIO PER TRE OSPEDALI, dal Basso Polesine a Castelbaldo(?). Faccio presente all'infermiera che mia madre ed io siamo in pronto soccorso dalle ore 15 ed ora sono le 24 e sono passate 9 ore e che forse avremo il diritto di rientrare nelle nostre case. L'infermiera non risponde e si occupa di un'altro paziente. Mi rassegno , ritorno vicino a mia madre, e cerco di rasserenarla standole vicino. Passa un'altra ora e finalmente arrivano i barellieri della CIDAS. Sono le 0.50 del 30 maggio 2024. Mia madre arriva in struttura alle 1.15 circa, il suo CALVARIO É FINITO. 

Mi chiedo É UMANO TENERE DELLE PERSONE ANZIANE NON AUTOSUFFICIENTI PER COSÌ TANTE ORE IN UN PRONTO SOCCORSO? CON MIA MADRE C'ERANO ALTRE PERSONE ANZIANE CHE HANNO DOVUTO ATTENDERE COSÌ TANTO TEMPO PRIMA DI ESSERE RIACCOMPAGNATE.  NON SAREBBE IL CASO DI POTENZIARE QUESTO SERVIZIO PER ACCELERARE I RIENTRI , O PER L'ULSS5 È UN COSTO TROPPO ONEROSO E IL CITTADINO DEVE CONTRIBUIRE ANCHE PER QUESTO SERVIZIO? CONCENTRARE TUTTO IN UN PRONTO SOCCORSO É STATA UNA SCELTA CORRETTA? Forse , anche questa esperienza vissuta in prima persona non lascerà alcun segno, ma  ciò non toglie che sia un segnale, brutto, di dove stiamo andando.

6.11.24

"Salute per tutti. Storia della sanità in Italia dal dopoguerra a oggi", di Chiara Giorgi. Quante storie, puntata del 05/11/2024


Una puntata da vedere e un libro da leggere, durata circa 28 minuti.

Dal varo della Costituzione ai giorni nostri, la salute pubblica è sempre stata un tema centrale della politica italiana. Ospite di Giorgio Zanchini, la storica Chiara Giorgi ricostruisce la storia della sanità italiana dal dopoguerra a oggi, in una puntata di Quante Storie che analizza l'attuale rapporto tra il sistema sanitario nazionale e la medicina privata.

https://www.raiplay.it/video/2024/10/Quante-storie---Puntata-del-05112024-2ac81f94-7a5d-49c6-a479-19349b8cd212.html



"Codice rosso. Come la sanità pubblica è diventata un affare privato", di Milena Gabanelli e Simona Ravizza


Il cavallo e la torre, puntata del 31/10/2024.

Marco Damilano dialoga con le autrici del libro. Durata 11 minuti e mezzo circa.

16.10.24

7° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale

(dal sito)

"La Fondazione GIMBE ha presentato l’8 ottobre 2024 presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica il 7° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) rilevando anzitutto come dati, narrative e sondaggi di popolazione dimostrino che oggi la vera emergenza del Paese è il Servizio Sanitario Nazionale. Un divario della spesa sanitaria pubblica pro capite di € 889 rispetto alla media dei paesi OCSE membri dell’Unione Europea,  con un gap complessivo che sfiora i € 52,4 miliardi; la crisi motivazionale del personale che abbandona il SSN; il boom della spesa a carico delle famiglie (+10,3%); quasi 4,5 milioni di persone che nel 2023 hanno rinunciato alle cure, di cui 2,5 milioni per motivi economici; le inaccettabili diseguaglianze regionali e territoriali; la migrazione sanitaria e i disagi quotidiani sui tempi di attesa e sui pronto soccorso affollati dimostrano che la tenuta del SSN è prossima al punto di non ritorno, che i princìpi fondanti di universalismo, equità e uguaglianza sono stati ormai traditi e che si sta lentamente sgretolando il diritto costituzionale alla tutela della salute, in particolare per le fasce socio-economiche più deboli, gli anziani e i fragili, chi vive nel Mezzogiorno e nelle aree interne e disagiate.

Perdere il SSN non significa solo compromettere la salute delle persone, ma soprattutto mortificarne la dignità e ridurre le loro capacità di realizzare ambizioni e obiettivi. È per questo che la Fondazione GIMBE ha aggiornato il Piano di Rilancio del SSN: un programma chiaro in 13 punti che prescrive la terapia necessaria a salvare il nostro SSN “malato”. Un piano che ha come bussola l’articolo 32 della Costituzione e il rispetto dei princìpi fondanti del SSN e mette nero su bianco le azioni indispensabili per potenziarlo con risorse adeguate, riforme coraggiose e una radicale e moderna riorganizzazione. Per attuare questo piano, la Fondazione GIMBE invoca un nuovo patto politico e sociale, che superi divisioni ideologiche e avvicendamenti dei Governi, riconoscendo nel SSN un pilastro della nostra democrazia, uno strumento di coesione sociale e un motore per lo sviluppo economico dell’Italia. Un patto che chiede ai cittadini di diventare utenti informati e responsabili, consapevoli del valore del SSN, e a tutti gli attori della sanità di rinunciare ai privilegi acquisiti per salvaguardare il bene comune."

Da questa pagina è possibile scaricare:

  • il 7° Rapporto GIMBE 
  • la lettera del Presidente Mattarella 
  • il comunicato stampa 
  • le slide della presentazione 
Sul tema vedi anche:

8.9.24

Storia: il medico condotto



Prima della riforma (link al video di Rai Cultura)

Questo non è un post sull'attualità, non riguarda la sanità di oggi e, spero, nemmeno quella di un prossimo domani. Tuttavia è un piccolo gioiello realizzato da Rai Cultura su come era organizzata l'assistenza sanitaria dall'ultimo dopoguerra fino all'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (legge 833/1978).

Dura meno di sei minuti. Ne consiglio la visione perché può dare l'idea di un "come eravamo" in un recente passato, del salto di qualità che abbiamo fatto con una politica lungimirante nel 1978 e di ciò che rischiamo di perdere se non ci facciamo carico della difesa della sanità pubblica rispetto alle politiche regressive degli ultimi decenni.

(dal sito di Rai Cultura) "Il medico condotto è senza dubbio rimasto nella memoria come figura eroica e romantica fino alla fine degli anni ’70, quando venne istituito il Servizio Sanitario Nazionale. Era la figura di riferimento di tutti coloro che erano rimasti fuori da ogni forma di previdenza sociale ai quali non restava che affidarsi all’assistenza caritatevole privata o fornita dal Comune."

5.9.24

Nino Cartabellotta, Fondazione Gimbe: "Troppi tagli, l'Italia è agli ultimi posti in Europa". La Stampa, 3 settembre 2024

"La Politica con la P maiuscola prenda atto che la vera emergenza del Paese è la sanità.
Perdere un servizio sanitario pubblico fondato su princìpi di universalità, eguaglianza ed equità, determinerebbe un disastro sanitario, economico e sociale senza precedenti."


27.8.24

LISTE D'ATTESA, aggiornata la normativa vigente


Aggiornato il post Liste d'attesa, la normativa nazionale e regionale (Veneto) con:

  • la Deliberazione della Giunta Regionale n. 626 del 04 giugno 2024 "Aggiornamento del Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa (PRGLA). Deliberazione/CR n. 35 del 9 aprile 2024".
  • DECRETO-LEGGE 7 giugno 2024, n. 73 "Misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie" e relativa legge di conversione.

Vai al post

25.8.24

‘Mio figlio n. 499’ – Il racconto di Stefano Massini

Sui punti nascita soppressi perché non arrivavano a 500 parti l'anno.
Come quello del San Luca.

Massini racconta la drammatica storia di una coppia che a causa dei tagli ai piccoli ospedali si vede costretta a una corsa contro il tempo di 100 km per raggiungere un reparto Maternità. Ecco che cos’è, davvero, la tanto celebrata “razionalizzazione dei costi”.

14.8.24

Scoprire che con l'intramoenia (visite private all'interno degli ospedali pubblici) l'Ulss ci guadagna


Intramoenia in crescita, nel 2022 guadagni per oltre 256 mln, +8,5% in un anno. La Relazione del Ministero della Salute al Parlamento

È veramente fastidioso (e qualcosa di più) constatare allo sportello del Cup che la visita specialista di cui hai bisogno sarà disponibile solo dopo molti mesi se paghi il ticket, mentre può essere assai ravvicinata se paghi per intero la prestazione.

Si chiama attività privata in intramoenia dove lo specialista, all'interno dell'ospedale pubblico in cui lavora, utilizzando un ambulatorio pubblico, con l'assistenza di personale infermieristico e amministrativo dipendente dell'Ulss, visita il paziente utilizzando le attrezzature e gli strumenti dell'ambulatorio di proprietà pubblica. L'Ulss girerà poi una fetta di quanto incassato al medico.

Ma non si tratta soltanto di visite specialiste, è possibile anche ottenere interventi chirurgici più rapidi in intramoenia. In questo caso saranno addirittura le sale operatorie dell'ospedale a essere utilizzate privatamente dal medico ospedaliero. Il 19,5% di quanto incassato deriva da attività ospedaliera. Sorprendente vero?

L'impressione è che questa modalità, dopo il Covid, sia stata ulteriormente incentivata da parte degli amministratori delle Ulss. Non per contribuire a ridurre le liste d'attesa - per lo meno per quanti si possano permettere la spesa - no o non solo, è proprio perché così ci guadagnano. Più del 20%, 256 milioni di euro per la precisione.

Vi invito a leggere questo articolo di quotidianosanità.it che sintetizza la relazione del Ministero della Salute al Parlamento sui dati del 2022 e precedenti. Tutto fa temere che nel 2023 sia andata ancora peggio per i pazienti e ancora più "grassa" per gli specialisti.

Qualcosa non funziona nell'intramoenia

11.8.24

Continua lo stillicidio del "San Luca". L'Ulss 5 colpisce il Centro Trasfusionale

Da agosto il tecnico del servizio non sarà più presente. La direzione appalta le urgenze ai privati.


Mentre la Direzione dell' Ulss5 pubblicizza il reparto Riabilitazione - per l'ennesima volta, vedi Rovigo News - viene parzialmente chiuso il servizio Trasfusionale.

Da agosto, infatti, non sarà più presente il Tecnico del Servizio Trasfusionale e l'approvvigionamento delle richieste di sangue urgente presso il Trasfusionale di Rovigo verrà appaltato a una ditta esterna.

Evidente l'allungamento dei tempi di consegna del sangue (e probabilmente anche dei costi).

Con il tecnico del Centro Trasfusionale presente a Trecenta il sangue veniva consegnato dopo un'ora dalla richiesta. Ora, invece, le richieste di sangue non urgenti verranno consegnate con i fattorini interni al centro trasfusionale di Rovigo non prima di mezzogiorno e le sacche di sangue e plasma arriveranno al reparto non prima delle 14.

Ovviamente ci aspettiamo le rassicurazioni dell'Ulss: ci diranno che "in fondo per il paziente non cambia nulla", oppure che "prima la produttività non era buona", o che "così si risparmia qualche euro".

Sta di fatto che il provvedimento dell'Ulss toglie un altro tassello all'ospedale dell'altopolesine.

A metà gennaio l'Ulss ha ridotto a sole sei ore al giorno l'attività del Laboratorio analisi, con l'arrivo dell'estate sono stati ridotti i posti letto in Medicina; il Pronto Soccorso è rimasto un Punto di Primo Intervento; in quattro anni non sono state applicate le schede ospedaliere del Piano Socio-Sanitario Regionale; i posti letto attivi non sono 132, come programmato, ma forse la metà.

E ANCORA SI TAGLIA!

10 agosto 2024

Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"


6.8.24

Medicina di gruppo 3centaMed, la proposta del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"

La proposta avanzata al Direttore Generale dell'Ulss 5

Necessaria una proroga per trovare un accordo. Coinvolgere i sindaci dei Comuni interessati

Ieri ho avuto modo di incontrare, in rappresentanza del Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca, il Direttore Generale dell'Ulss 5 Polesana a proposito della preannunciata trasformazione della Medicina di gruppo di Trecenta (3centaMed, vedi precedente post CODICE ROSSO. La Medicina di Gruppo di Trecenta a rischio chiusura?).

Di fronte al pericolo di uno stravolgimento del servizio, ho proposto che venga cercato un accordo tra Ulss e medici di 3centaMed attraverso il coinvolgimento dei sindaci dei Comuni interessati: Trecenta, Ficarolo, Salara, Giacciano con Baruchella e Ceneselli.

Condizione preliminare è una proroga delle attuali condizioni allo scopo di usare il mese di agosto per raggiungere un'intesa soddisfacente per tutti: per le disposizioni che l'Ulss deve gestire, per le condizioni di lavoro dei medici e del personale di 3centaMed, ma anche e soprattutto per i cittadini delle comunità coinvolte e rappresentate dai sindaci.

6 agosto 2024

per il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"
Il Portavoce-Presidente, Pietro Tosarello


4.8.24

Medicina di gruppo, orari ridotti. Il Gazzettino di domenica 4 agosto 2024

  • Comitato San Luca preoccupato per il cambiamento in atto nella struttura "3centaMed". «Possibile riduzione dei servizi»
  • Girardi (Ulss 5): «Previste due ore in meno di segreteria e infermieri, ma non cambierà la presenza dei medici»



31.7.24

CODICE ROSSO. La Medicina di Gruppo di Trecenta a rischio chiusura?

Pubblico il testo della pec inviata al protocollo dell'Ulss 5 Polesana


Da più fonti siamo stati informati che tra circa una settimana il personale fornito dall'Ulss 5 alla Medicina di Gruppo di Trecenta sarà spostato verso altre sedi. Un taglio drastico che impedirà di continuare col servizio fin qui reso all'utenza.


Chiediamo conferma o una chiara smentita al Direttore Generale dell'Ulss.


Chiediamo anche se sono stati informati i sindaci dei Comuni interessati, sedi di ambulatori periferici: oltre a Trecenta per la frazione di Sariano, Ficarolo, Salara, Giacciano con Baruchella (anche per la frazione di Zelo) e Ceneselli.


Ricordiamo che è l'Ulss a servizio dei Comuni, non viceversa.


In attesa di riscontro si porgono distinti saluti.


per il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca
Il Portavoce-Presidente, Pietro Tosarello

15.7.24

Decreto liste d’attesa. Le Regioni bocciano il provvedimento: “Imprescindibile lo stralcio dell’articolo 2”

E sulle risorse denunciano: “Testo privo di qualunque finanziamento”

Le Regioni hanno dato parere negativo in Stato-Regioni perché l’attuale formulazione dell'articolo 2 presenta dei "profili di illegittimità costituzionale" ed è necessaria una sua "riscrittura condivisa". Quanto alle risorse, spiegano che quelle stanziate in manovra per il superamento delle liste d'attesa potrebbero essere già state impegnate e, nel caso, il provvedimento sarebbe "privo di qualunque finanziamento". Bocciato anche il supertamento del tetto di spesa per il personale: "Limitate ed insufficienti novità per l’anno in corso e poche novità anche per l’anno 2025". IL DOCUMENTO

11 luglio 2024

Leggi l'articolo completo

Approfondimenti:

10.7.24

L'Ulss 5 Polesana aumenta la spesa per le cliniche private convenzionate

Un momento della manifestazione a sostegno della sanità pubblica lo scorso 6 aprile a Mestre

Quasi 75 milioni di euro per il 2024

Lo segnala Guglielmo Brusco del Prc polesano commentando le dichiarazioni del direttore generale dell'Ulss alla stampa.

----Inizio documento

Anche il nuovo Direttore Generale dell'Ulss Polesana, prevede più soldi per cliniche ed ambulatori privati – Quasi 75 milioni di euro per il 2024

E’ bello vedere un direttore generale dell'URSS 5 Polesana, così impegnato in conferenze stampe, interviste e comunicati. Anche ieri il Sig. Girardi è apparso sulla stampa, informandoci che, nell'Ulss 5 Polesana “dalle 651.739 prestazioni erogate nel 2019 si è arrivati alle 659.796 del 2023…...”

“Con questi dati alla mano sfatiamo il mito del settore privato”, dice Girardi. Privato che è passato da 126mila a 115mila prestazioni, nel confronto tra i primi quadrimestri 2019 e 2024.

Preso atto con piacere di tutto questo, chiedo perciò al direttore:

Perché la Regione, non taglia il numero dei posti letto convenzionati e le prestazioni ambulatoriali, assegnati alle cliniche private polesane? E perché non ripristina il numero di posti letto ospedalieri pubblici, tagliati anche se previsti, dalle schede regionali del 2019?

Posti letto tagliati negli ospedali pubblici di Adria e Trecenta ed invece aumentati per i privati di Porto Viro, Rovigo e Occhiobello!!! Ma perché decine di migliaia di persone altopolesane, non posso avere al San Luca di Trecenta, neanche il Pronto Soccorso, invece del Punto di Primo Intervento (con buona attività e ottimo personale, ma non un vero Pronto Soccorso)?

Perché decine di migliaia di altopolesani , non possono riavere al San Luca, almeno i precedenti 132 posti letto (non i 108 scritti da Girardi a pagina 16 della sua Relazione Performance 2023, né tantomeno, i 70 che oggi invece potrebbero essere il numero più vicino alla realtà)?

- Altra domanda semplice: Perché a fronte della sua documentata constatazione, con un calo di circa 11mila prestazioni della sanità privata convenzionata polesana, lei con le Deliberazioni n. 746-786-788 del giugno 2024, al posto almeno di un proporzionale calo, ha previsto invece di stanziare ancora più soldi, per le prestazioni, da comprare dalle cliniche private polesane? Soldi che sommati a quelli per il Gruppo Bianalisi (circa 4,2 milioni di euro), erogatore esclusivamente ambulatoriale (ex- Centro Medico, Centro Attività Motorie e Centro Medico Polesano), ammonterebbero (salvo errori di calcolo di cui mi scuso preventivamente), quasi a 75 milioni di euro per il 2024?

Circa 29 milioni per la Clinica Privata di S. Maria Maddalena, poco più di 9 milioni per il Città di Rovigo e circa 32,5 milioni per la clinica privata di Porto Viro.

Insomma, circa 3,4 milioni di euro in più dell’anno scorso! Il 4,7% in più di quanto assegnato come budget alla sanità privata polesana, nel 2023 (circa 71,4 milioni)! Ma, Sig. Girardi, se i privati calano le loro prestazioni, perché lei prevede di assegnare loro, maggiori entrate di soldi pubblici?

Altra nota incoraggiante, sarebbe l’aumento del numero del personale. “Nel 2019 i medici dipendenti dell’azienda erano 424” mentre a maggio 2024 sarebbero stati 453. E sempre a maggio del 2024, gli infermieri avrebbero raggiunto quota 1.369.

Ultima domanda: E se ci sono questi aumenti da lei dichiarati (+33% di OSS, +10% di infermieri, +14% di dipendenti in generale, +29 medici) rispetto al 2019, la domanda è sempre la stessa: perché il direttore dell'URSS 5, con un’organizzazione così “rafforzata”, stanzia comunque ancora più soldi, per chiedere prestazioni a pagamento dai privati? Perché non risparmia facendo in proprio?

Dr. Girardi, rimetta in moto l’Ospedale di Trecenta. Difenda quello di Adria e migliori quello pubblico di Rovigo. Meno soldi ai privati e risparmio per il rafforzamento della Sanità Pubblica! Lei, che ne pensa?

Trecenta, 5 Luglio 2024

Brusco Guglielmo – PRC Polesine - Sanità

----Fine documento

9.7.24

Autonomia differenziata, la legge che rischia di smantellare il servizio sanitario nazionale

E' stata pubblicata la LEGGE 26 giugno 2024, n. 86 "Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione", il provvedimento, fortemente voluto dal presidente della giunta regionale veneta, Luca Zaia, che rischia di affossare definitivamente il sistema sanitario nazionale.

Tra le "mine" introdotte dalla legge cito solo tre aspetti:

  • a) si apre la porta alla diversificazione dei servizi;
  • b) ci potrà essere una diversificazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA);
  • c) il contratto di lavoro dei dipendenti della sanità non sarà più a carattere nazionale ma regionale.


Visualizza il testo vigente su normattiva.it

Rassegna stampa:

7.6.24

Azienda Zero "sequestra" 1,16 miliardi alle Ulss. Un'enormità!

«Prima di tutto il bilancio in pareggio» (della Regione) ma le Ulss hanno i conti sempre più in rosso!

Non convincono le dichiarazioni del Dg alla sanità Massimo Annichiarico

Secondo il direttore generale della sanità del Veneto ciò è dovuto «a una maggiore instabilità del quadro economico-finanziario» e dal fatto che l'amministrazione regionale non conosce ancora quella che sarà l'effettiva erogazione del governo sulla sanità per l'anno in corso. E siamo a giugno!

Ma i conti non tornano.

Il governo ha sbandierato a destra e a manca l'aumento di 3,5 miliardi del fondo sanitario nazionale (e continuerà a farlo, almeno fino al 9 giugno). Ma allora perché questa incertezza in Veneto? Chi non la racconta giusta? E' il governo che eroga col contagocce le risorse alle regioni, o è l'amministrazione regionale che riduce l'operatività delle Ulss?

Intanto nelle Ulss il personale è in grande difficoltà. Vedi il precedente post L'Ulss 5 non assume, personale allo stremo

Consiglio la lettura di questo articolo pubblicato su L'Arena del 6 giugno scorso.

L'Arena, 6 giugno 2024

Aggiornamento:

Fondo sanitario nazionale 2023 - Ripartizione tra le regioni delle quote premiali di cui all'art.2, comma 67-bis, della legge n. 191/2009. (24A02962)

(G.U. Serie Generale , n. 135 del 11 giugno 2024)

https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto.spring?id=101206&page=newsett

Azienda Zero "sequestrerà anche questi?


7 sindacati insieme per Ssn: "Apriamo vertenza per salvarlo"

Piattaforma comune Fp Cgil, Uil Fpl, Nursind, Nursing Up, Aaroi-Emac, Fassid e Fvm: "Messo in moto un movimento che si identifica nella rabbia di centinaia di migliaia di lavoratori"

Leggi l'articolo su adnkronos: https://www.adnkronos.com/cronaca/7-sindacati-insieme-per-ssn-apriamo-vertenza-per-salvarlo_AP7St1Kon6N6ieO45jWrw

27.5.24

Ma non si vive di propaganda

A Trecenta un'intera giornata dedicata dall'Ulss 5 alla medicina d'urgenza
Un momento della partecipazione del Comitato alla manifestazione di Mestre lo scorso 6 aprile

Oggi l'Ulss 5 ha dedicato l'intera giornata a TrecentaBuon segno? No, è stato il tentativo di nascondere i problemi del nostro ospedale, evidenziati dal nostro comitato, con una messa in scena propagandistica molto impegnativa: per tutta la mattina sono stati presenti in piazza medici e infermieri; nel pomeriggio, presso il Circolo Noi, un convegno sull'importanza dell'empatia nel contesto socio assistenziale (vedi locandine distribuite in questi giorni) tentando di coinvolgere le organizzazioni di volontariato.

E così questa "giornata dedicata alla medicina d'urgenza" viene attuata proprio a Trecenta, dove non c'è un Pronto Soccorso ma bensì solo un Punto di Primo Intervento. Quasi una presa in giro!

Quello che segue è il commento del comitato, diffuso questa mattina in 300 copie al mercato settimanale e nei quartieri limitrofi.

Annunciata la prossima apertura di uno Sportello per il Diritto alle Cure per assistere i cittadini collocati in lista di attesa oltre i termini previsti dall'impegnativa. State connessi su questo blog e sulla pagina Facebook del Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca.

Il volantino del Comitato
Scarica la versione in pdf

14.5.24

Liste d'attesa, la Regione ordina alle Usl "Pagate le visite fuori tempo massimo"

Il Mattino, martedì 14 maggio 2024.

Circolare di Annichiarico: applicare la legge del '98, se l'appuntamento è in ritardo l'utente può rivolgersi gratis al privato.



18.4.24

Un anno per una densitometria ossea (Gazzettino del 15 aprile 2024)


E l'Ulss 5 risponde: «Andate dal privato, fate prima e risparmiate pure»

In questo articolo del 15 aprile 2024, pubblicato dal Gazzettino, c'è la conferma dei tempi che corrono.

- Le strutture pubbliche dell'Ulss 5 sono in grado di erogare l'esame solo dopo UN ANNO.

- Le case di cura private covenzionate lo erogano dopo due settimane.

Ma la risposta dell'Ulss è sintomatica di una linea di condotta che spinge sempre più fuori dalle strutture pubbliche. Dice sostanzialmente: «Andate dal privato, fate prima e risparmiate pure».

E rivela anche che il costo riconosciuto al privato convenzionato è superiore al costo effettivo, sul quale, peraltro, il privato guadagna.



17.4.24

Liste d'attesa, la normativa nazionale e regionale (Veneto)

Ultimo aggiornamento: 24 gennaio 2025.

Post in corso di aggiornamento ma già ora è possibile rilevare alcune irregolarità nella gestione delle liste d'attesa. I comitati aderenti al Coordinamento Veneto Sanità Pubblica (CoVeSaP) si stanno organizzando per assistere i cittadini nei confronti dei quali non vengono rispettati i tempi per l'effettuazione di visite ed esami strumentali.

Il Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca" ha aperto un primo Sportello per il Diritto alle Cure a Trecenta.

Lo Sportello per il Diritto alle Cure di Trecenta è ospitato presso la Sala parrocchiale dell'Oratorio Don Bosco, in Piazza San Giorgio 125, e sarà attivo ogni giovedì dalle 16.30 alle 18.30.

La normativa

Art. 19 legge 833/1978

DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 1992, n. 502 "Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421"

Vedi Art. 14, comma 5:

5. Il direttore sanitario e il dirigente sanitario del servizio, a richiesta degli assistiti, adottano le misure necessarie per rimuovere i disservizi che incidono sulla qualità dell'assistenza.
Al fine di garantire la tutela del cittadino avverso gli atti o comportamenti con i quali si nega o si limita la fruibilità delle prestazioni di assistenza sanitaria, sono ammesse osservazioni, opposizioni, denunce o reclami in via amministrativa, redatti in carta semplice, da presentarsi entro quindici giorni, dal momento in cui l'interessato abbia avuto conoscenza dell'atto o comportamento contro cui intende osservare od opporsi, da parte dell'interessato, dei suoi parenti o affini, degli organismi di volontariato o di tutela dei diritti accreditati presso la regione competente, al direttore generale dell'unità sanitaria locale o dell'azienda che decide in via definitiva o comunque provvede entro quindici giorni, sentito il direttore sanitario. La presentazione delle anzidette osservazioni ed opposizioni non impedisce ne preclude la proposizione di impugnative in via giurisdizionale.

DECRETO LEGISLATIVO 29 aprile 1998, n. 124

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 16 aprile 2002 "Linee guida sui criteri di priorità per l'accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e sui tempi massimi di attesa. (GU Serie Generale n.122 del 27-05-2002)"

LEGGE 23 dicembre 2005, n. 266 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2006)". Vedi art. 1, comma 282

282. Alle aziende sanitarie ed ospedaliere è vietato sospendere le attività di prenotazione delle prestazioni di cui al citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 29 novembre 2001. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano, sentite le associazioni a difesa dei consumatori e degli utenti, operanti sul proprio territorio e presenti nell'elenco previsto dall'articolo 137 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, disposizioni per regolare i casi in cui la sospensione dell'erogazione delle prestazioni è legata a motivi tecnici, informando successivamente, con cadenza semestrale, il Ministero della salute secondo quanto disposto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 aprile 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 122 del 27 maggio 2002. (20)

(20) La Corte costituzionale con sentenza 18 aprile - 8 maggio 2007, n. 162 (in G.U. 1a s.s. 16/5/2007, n. 19) ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 282, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2006), limitatamente alle parole "sentite le associazioni a difesa dei consumatori e degli utenti, operanti sul proprio territorio e presenti nell'elenco previsto dall'articolo 137 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206"".

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 600 del 13 marzo 2007 "Piano Nazionale di contenimento dei tempi di attesa per il triennio 2006-2008 di cui all'articolo 1, comma 280 della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Piano Attuativo Regionale: integrazione D.G.R. n. n. 3535 del 12.11.2004 e n. 2066 del 27.06.06."

LEGGE REGIONALE  n. 19 del 25 ottobre 2016 "Istituzione dell'ente di governance della sanità regionale veneta denominato "Azienda per il governo della sanità della Regione del Veneto - Azienda Zero". Disposizioni per la individuazione dei nuovi ambiti territoriali delle Aziende ULSS." Vedi art. 28 sulle liste d'attesa.

LEGGE REGIONALE  n. 30 del 30 dicembre 2016 "Collegato alla legge di stabilità regionale 2017".
Vedi art. 38, comma 4, lettera f) e lettera i).

  • f)    almeno il 90 per cento delle prestazioni prioritarizzate deve essere erogato entro i tempi massimi previsti da ogni classe di priorità da parte delle Aziende ULSS e ospedaliere nonché dalle strutture private accreditate. Il restante 10 per cento deve essere erogato entro i successivi dieci giorni nel caso di classe B, entro i successivi trenta giorni negli altri casi.
  • l)    non è ammessa la chiusura delle agende di prenotazione.
LEGGE REGIONALE  n. 48 del 28 dicembre 2018 "Piano socio sanitario regionale 2019-2023".

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 479 del 23 aprile 2019 "Recepimento dell'intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e Provincie Autonome di Trento e Bolzano, sul Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa per il triennio 2019-2021, di cui all'articolo 1, comma 280, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, del 21 febbraio 2019".
Aggiornamento: relativamente alle prestazioni ambulatoriali le disposizioni contenute in questa Dgr sono superate dalla Deliberazione della Giunta Regionale n. 626 del 2024 (vedi più sotto). Rimangono, invece, in vigore le disposizioni riguardanti le prestazioni ospedaliere.

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 1164 del 06 agosto 2019 "Adozione del Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa (PRGLA) a seguito del recepimento dell'Intesa tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome sul Piano Nazionale di Governo delle liste d'attesa per il triennio 2019-2021 con DGR del 23 aprile 2019 n. 479. Deliberazione n. 69/CR del 28 giugno 2019".
Aggiornamento: relativamente alle prestazioni ambulatoriali le disposizioni contenute in questa Dgr sono superate dalla Deliberazione della Giunta Regionale n. 626 del 2024 (vedi più sotto). Rimangono, invece, in vigore le disposizioni riguardanti le prestazioni ospedaliere.

Deliberazione della Giunta Regionale n. 341 del 17 marzo 2020 "Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa (PRGLA). Integrazione alla delibera n. 1164 del 6 agosto 2019. Deliberazione n. 16/CR del 18 febbraio 2020."

Deliberazione della Giunta Regionale n. 626 del 04 giugno 2024 "Aggiornamento del Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa (PRGLA). Deliberazione/CR n. 35 del 9 aprile 2024".
Pubblicata sul Bur n. 78 del 14 giugno 2024, entro sessanta giorni le "
le Aziende ULSS, Ospedaliere e IOV di aggiornare i propri Piani Attuativi Aziendali" e "trasmetterli alla competente Direzione Programmazione Sanitaria per le valutazioni di competenza".

DECRETO-LEGGE 7 giugno 2024, n. 73 Misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie. Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 29 luglio 2024, n. 107. Testo unificato, link a normattiva.it

15.4.24

La diagnostica per immagini nell'Ulss 5 Polesana, penalizzati anziani e non informatizzati




Scarica il modulo con cui richiedere la consegna del referto cartaceo e del relativo cd senza costi, da distribuire a chi non è in grado di scaricare il pesante download


L'Ulss 5 Polesana, dal primo gennaio, non consegna più gli esiti degli esami di diagnostica per immagini (radiografie / mammografie / Tac/ Rm ecc.) con il classico cd-rom. I pazienti sono obbligati a una procedura informatica non banale per entrare, finalmente, in possesso dei propri dati sanitari. Pare che questa ideona sia venuta al primario della radiologia di Rovigo e che sia stata prontamente sposata dalla direzione dell'Ulss.

Le farmacie non ritengono che lo scaricamento della diagnostica per immagini - a volte molto lungo per la mole dei dati in gioco - sia una prestazione prevista dalla convenzione in essere con l'Ulss che prevede invece lo scarico degli esami di laboratorio degli utenti, tipicamente sangue e urine, del peso però di pochi Kbyte di dati.

Così si crea un corto circuito che penalizza principalmente anziani, non informatizzati e stranieri, e arriva a toccare persino chi dispone di computer e delle conoscenze tecniche necessarie ma ha una connessione poco veloce e stabile alla rete.

Forse consapevoli del disastroso effetto di questa decisione e della dubbiosa legittimità della stessa, dall'Ulss hanno reso disponibile un modulo con cui richiedere la consegna del referto cartaceo e del relativo cd senza costi a carico del paziente.

Come comitato lo rendiamo disponibile ai lettori del blog con l'aggiunta della delega eventualmente necessaria nel caso l'interessato/a non possa recarsi personalmente allo sportello.

Ci riserviamo altresì di chiedere all'Ulss di rendere disponibile il modulo già in fase di accettazione in modo da evitare inutili perdite di tempo allo sportello. Interesseremo, inoltre, i sindaci dei Comuni polesani affinché rappresentino alla direzione dell'azienda l'opportunità di terminare questa pratica vessatoria nei confronti dei cittadini meno attrezzati.

Comitato altopolesano dei cittadini per il "San Luca"

Scarica il modulo in formato pdf



10.4.24

Ospedale San Luca, un declino incontrovertibile


Lettera pubblicata dal Gazzettino di Rovigo il 9 aprile 2024

Il nuovo direttore generale dell’Azienda Uls 5 Polesana dott. Girardi si è molto speso in queste prime settimane di mandato in dichiarazioni rassicuranti sul futuro dell’Azienda che è stato chiamato a dirigere. Come ci stanno purtroppo ricordando i tristi tempi che stiamo vivendo, in una guerra gioca un ruolo essenziale la propaganda. E anche quella per salvaguardare o affossare la Sanità Pubblica è una guerra, pur senza armi. Sembra che tutto vada bene o quasi e che, in futuro, andrà ancora meglio. Ci è toccato persino di leggere, in un resoconto giornalistico seguito alla riunione tra Girardi e la Giunta di Trecenta, che la realtà ospedaliera altopolesana sarebbe al centro di polemiche sul suo presunto ridimensionamento alimentate da uno dei due Comitati presenti al San Luca (quello “cattivo” della manifestazione del 26 febbraio scorso,  mentre l’altro è buono e collaborativo, ca va sans dire). Presunto ridimensionamento? Polemiche? Qui c’è qualcuno che ha dei problemi con il principio di realtà e anche con la lingua italiana. Il ridimensionamento del nosocomio trecentano non è presunto ma è assolutamente reale ormai da lustri; il Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca non fa polemiche ma sottopone all’attenzione dei responsabili e della cittadinanza i dati, forniti anche dalla stessa dirigenza Uls, che attestano come il declino di questa meravigliosa struttura sanitaria sia un fatto incontrovertibile. Siamo stanchi di propaganda, siamo stanchi di sentir parlare delle abusatissime  “eccellenze”, siamo stanchi di pannicelli caldi (il medico in più promesso per il Punto di Primo Intervento), siamo stanchi di sentirci dire che il Pronto Soccorso non può riaprire perché non si trovano i medici. Sono anni che sentiamo ripetere a macchinetta le stesse parole. Voi siete pagati, e profumatamente, per risolverli i problemi non per ricordarci che esistono. Un vero ospedale è costituito da posti letto (si, da posti letto! Vi ha insegnato niente l’epidemia di covid che non ha fatto altro che mettere in luce ed amplificare le scellerate politiche di tagli selvaggi praticate nei decenni precedenti in tutta Italia?). Un vero ospedale vuole un Pronto Soccorso funzionante h24; vuole un laboratorio analisi sempre attivo; vuole reparti strutturati e funzionanti (ricordate l’ospedale su due sedi di cui parlava qualche buontempone?); vuole una Ostetricia in cui far nascere i bambini (altrochè 500 parti per avere un servizio sicuro…e magari i pargoli vengono alla luce lungo la strada); vuole poliambulatori che diano risposte ai residenti del comprensorio senza obbligarli a trasferte allucinanti all’altro capo del Polesine…e fermiamoci qua. L’eccellenza della Riabilitazione e l’Ospedale di Comunità sono parenti delle RSA e delle Case di Riposo; sono senz’altro servizi utili ma che danno lustro ad una realtà ospedaliera solo se sono “aggiuntivi” ai servizi fondamentali, non se ne costituiscono l’ossatura. Le Giunte Galan – 1995-2010 e Zaia – dal 2010 ad oggi - hanno penalizzato la Sanità Pubblica e favorito quella privata in maniera vergognosa; hanno punito il San Luca e tutti gli altopolesani come nessun altro nella Regione Veneto. Quali peccati dobbiamo scontare? E quando finirà la nostra penitenza? E se si continua a parlare di “sanità territoriale”, di Case di Comunità, si abbia almeno l’onestà di far presente che i mitici fondi del Pnrr riguardano solo la realizzazione delle strutture, ma non possono essere utilizzati per il reclutamento del personale che dovrà farle funzionare: se sono trascorsi anni senza che chi di dovere sia stato in grado di assumere dei medici per far funzionare un P.S., chi e come riuscirà a trovare le centinaia/migliaia di medici ed infermieri necessari per queste Case? Non se ne può più di propaganda, basta per favore!

Paolo Rizzati
(componente Comitato altopolesano dei cittadini per il San Luca)