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28.2.14

Ospedali. Dossier di Cittadinanzattiva: "No a chiusure solo in base al numero di posti letto"

fonte: quotidianosanità.it

Ecco i "piccoli" da non chiudere

Valutare il fabbisogno e i servizi esistenti, garantire un’organizzazione dell’offerta territoriale e di prossimità adeguata e la sicurezza degli interventi di emergenza-urgenza. Queste alcune delle indicazioni proposte dall'Associazione e contenute in un dossier consegnato a Ministero della Salute, Conferenza delle Regioni e Commissioni parlamentari competenti. IL DOSSIER

“Se si procede ad una riorganizzazione della rete ospedaliera utilizzando il solo criterio del numero dei posti letto, si rischia di fare delle scelte paradossali che non garantiscono ai cittadini un’assistenza sanitaria pubblica accessibile, efficiente, efficace, di qualità e sicura. Non vogliamo difendere strenuamente il posto letto, ma sappiamo che non si può procedere con criteri prevalentemente ragionieristici”, ha affermato Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva.

Per questo il Tribunale per i diritti del malato ha realizzato, attraverso le sue sedi locali, una ricognizione sul territorio per evidenziare alcune criticità che verrebbero fuori dall’ipotesi di chiusura di 175 piccoli ospedali con meno di 120 posti letto e in vista dell’adozione del nuovo “Regolamento sugli standard ospedalieri” oggetto di confronto tra Ministero e Regioni all’interno del Patto per la Salute. Il Dossier è stato oggi inviato al Ministro della Salute, alla Conferenza delle Regioni e alle Commissioni parlamentari competenti per materia.
27 febbraio 2014
Leggi tutto l'articolo. La mappa degli ospedali che chiudono pubblicata da lastampa.it.

25.2.14

Stato Regioni. Il nuovo riparto del Fsn 2013 e gli altri documenti approvati dalla Conferenza

fonte: quotidianosanità.it

Riparto fondo sanitario 2013, integrato da un secondo documento per correggere alcune tabelle, Obiettivi di PsnLinee progettuali per l’utilizzo delle risorse vincolateRipartizione delle forma premiali 2012-2013. Ecco i documenti approvati dalla Conferenza Stato Regioni nella seduta del 20 febbraio.

25 febbraio 2014
 
Intesa sulla nuova proposta del Ministero della salute di deliberazione del CIPE concernente il riparto tra le Regioni delle disponibilità finanziarie per il Servizio sanitario nazionale per l’anno 2013 (a cui è allegata anche un’integrazione per la sostituzione delle tabelle B ed E)
Rispetto alla prima proposta della Salute il nuovo riparto ridetermina la quota premiale da accantonare per il 2013 in 321,0135 milioni invece della somma accantonata con la precedente proposta di 267,511 milioni. Si rende inoltre disponibile per il fondo la differenza di 53,502 milioni (che deriva dalla differenza tra lo 0,30% e lo 0,25% del fabbisogno complessivo del Ssn per il 2013) operando una corrispondente riduzione dell'importo destinato al finanziamento delle risorse relative alle somme vincolate, fatti comunque salvi i 2 milioni per il Centro Nazionale Trapianti.
....
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Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sulla proposta del Ministero ndella salute sulle linee progettuali per l’utilizzo da parte delle Regioni delle risorse vincolate, ai sensi dell’articolo 1, commi 34 e 34bis, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale per l’anno 2013
Farmacia dei Servizi, malattie croniche, sicurezza sul lavoro, superamento degli Opg. Sono questi alcuni dei 20 obiettivi contenuti nell’accordo per realizzare i quali le Regioni riceveranno il 70% delle risorse subito a titolo di acconto dal ministero dell'Economia, mentre per avere il restante 30% dovranno presentare con delibera di Giunta regionale o atto equivalente specifici progetti nell'ambito degli indirizzi individuati.

Intesa sullo schema di decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, in attuazione dell’articolo 1, comma 234, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014) di ripartizione delle forme premiali anni 2012 e 1013
Prevede la ripartizione e la assegnazione in favore delle Regioni delle quote premiali relative agli anni 2012 e 2013, che ammontano in tutto a 430,01 35 milioni di euro.

Leggi la notizia completa.

20.2.14

L'applicazione delle schede ospedaliere e territoriali. Le proposte della Cgil


Lo scorso 11 gennaio (vedi post) la Cgil ha organizzato a Rovigo il convegno "Dalle schede ospedaliere al territorio. Strutture Intermedie e Socio-Sanitarie: quale futuro in Polesine?”
La relazione introduttiva è stata illustrata da Davide Benazzo, segretario Cgil funzione pubblica di Rovigo. Un documento ricco di considerazioni interessanti e di dati sempre utili per comprendere ciò che sta accadendo nella sanità.
Scarica la relazione completa.

19.2.14

Bilancio veneto bocciato dalla Commissione sanità

Fonte: Il Mattino di Padova, mercoledì 19 febbraio 2014

SCONTRO IN REGIONE

Segnale alla giunta su 180 milioni contesi

La commissione sanità del Consiglio regionale del Veneto, su proposta del presidente Leonardo Padrin (Forza Italia), non ha espresso parere favorevole alla manovra finanziaria 2014.
... In ballo ci sono oltre 180 milioni di euro del fondo sanitario che la manovra finanziaria 2014 attribuisce a funzioni non sanitarie.
... Ma tra i motivi di scontento e preoccupazione della commissione c'è anche il nuovo ospedale di Padova: «In questo bilancio non c'è un euro, evidenzia Padrin a nome anche degli altri consiglieri padovani, mentre dovremmo cominciare già da quest'anno a capitalizzare le risorse per finanziare la nuova struttura».
Leggi l'articolo del Mattino.

13.2.14

Istat. Report 2012. Per la sanità pubblica spesi 111 mld. Ma restiamo in coda ai principali partner europei.

fonte: quotidianosanità.it su dati Istat

Le famiglie spendono di tasca propria fino a 1.200 euro l'anno

Il Ssn spende 1.867 euro annui per abitante, un livello molto inferiore rispetto ad altri Paesi europei.

11 FEB - Giunto alla sesta edizione, il rapporto “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”
Nel 2012 la spesa sanitaria pubblica è di circa 111 miliardi di euro, pari al 7 per cento del Pil e a 1.867 euro annui per abitante, un livello molto inferiore rispetto ad altri importanti paesi europei. Nel 2011 le famiglie contribuiscono con proprie risorse alla spesa sanitaria complessiva per una quota pari al 20,6 per cento (oltre 2 punti percentuali in meno rispetto al 2001). La spesa sanitaria delle famiglie rappresenta l’1,8 per cento del Pil nazionale; ammonta mediamente a 949 euro per le famiglie del Mezzogiorno e a 1.222 euro per quelle del Centro-Nord.
I tumori e le malattie circolatorie si confermano le principali cause di ricovero ospedaliero, con differenze poco significative a livello regionale.
Spesa sanitaria pubblica
La spesa sanitaria pubblica misura quanto viene destinato per soddisfare il bisogno di salute dei cittadini in termini di prestazioni sanitarie. La spesa sanitaria pubblica corrente dell’Italia risulta nel 2012 (dato provvisorio) di circa 111 miliardi di euro, pari al 7,0 per cento del Pil e a 1.867 euro annui per abitante.
Spesa sanitaria delle famiglie
Nell’area europea il finanziamento pubblico dei servizi sanitari rappresenta la scelta prevalente. Nel 2011, le famiglie italiane hanno contribuito con proprie risorse alla spesa sanitaria complessiva per una quota pari al 20,6 per cento, in calo di oltre due punti percentuali rispetto al 2001. La spesa sanitaria delle famiglie rappresenta l’1,8 per cento del Pil nazionale. 
Offerta ospedaliera
Il settore della sanità in Italia si colloca in un contesto nazionale ed internazionale di crisi economico-finanziaria tale da dover proseguire al ridimensionamento delle risorse a disposizione per l’erogazione dei servizi. Per il 2014 è stata pianificata un’ulteriore consistente riduzione del livello di finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) (1 miliardo di euro a decorrere dall'anno 2014, ex legge n. 228/2012), che si inserisce in un contesto problematico rispetto al controllo della spesa pubblica, e del numero dei posti letto ospedalieri che a regime dovrebbe attestarsi a 3,7 posti letto ogni mille abitanti (di cui lo 0,7 riservato alla riabilitazione e alla lungodegenza, ex legge 135/2012).
Mobilità ospedaliera
Il fenomeno della mobilità ospedaliera interregionale è particolarmente rilevante sia in termini quantitativi, sia perché riguarda quei pazienti che, per motivi di varia natura, si ricoverano in una regione diversa da quella di residenza.
Ospedalizzazione per tumori e malattie del sistema circolatorio
L’ospedalizzazione è di fondamentale rilevanza nella cura della salute, in quanto preposta al trattamento delle malattie gravi; questa tipologia di assistenza assorbe la quota più consistente della spesa sanitaria pubblica totale.
Mortalità infantile
Il tasso di mortalità infantile, vista la correlazione negativa che lo lega alle condizioni sanitarie, ambientali e socio-economiche, si può interpretare come espressione del livello di sviluppo e di benessere di un paese. 
Mortalità per malattie del sistema circolatorio
Le malattie del sistema circolatorio, tipiche delle età adulte e senili, rappresentano la principale causa di morte in Italia e nel gruppo dei 27 paesi dell’Ue.
Mortalità per tumori
I tumori rappresentano la seconda causa di morte subito dopo le malattie del sistema cardiocircolatorio, sia in Italia, sia nel gruppo dei 27 paesi Ue. La diminuzione della mortalità per tumore è legata al successo di misure di prevenzione primaria, che influiscono sulla riduzione del rischio di sviluppare la malattia, così come agli avanzamenti diagnostici e terapeutici che aumentano la sopravvivenza dei malati.
Fumo, alcol e obesità: i fattori di rischio
Molte delle malattie croniche, tra le principali cause di morte, si possono prevenire adottando stili di vita salutari fin dall’età giovanile.

Leggi la sintesi completa.
Leggi tutte le notizie dall'indagine Istat.

10.2.14

Ultime notizie sull'ospedale di Trecenta

Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
Portavoce Jenny Azzolini, Via Matteotti 82 – 45027 Trecenta (Ro) - Tel. 0425701126 – Cell. 3473490340

Data, 04 – 02 - 2014


Ultime notizie sul "San Luca"

Noi vogliamo invitare gli altopolesani a non lasciarsi andare a profezie drammatiche (“i dise ch’i lo sara…”), ma ad esami obiettivi dell’efficienza del nostro ospedale e ad analisi attente delle responsabilità istituzionali: Regione (che assegna i fondi ai direttori generali), Dirigenti ULS, Sindaci.
Non va trascurato il danno che deriva dal disinteresse di troppi cittadini nei vari paesi, ma è bene che i cittadini siano informati in modo chiaro e comprensibile.

Per essere di aiuto in questo compito, il Comitato Altopolesano per il San Luca si impegna a fornire in tempi relativamente brevi un elenco dettagliato delle prestazioni e delle risposte che possiamo trovare nell’ospedale di Trecenta, cui contiamo di aggiungere informazioni sui servizi territoriali, una volta definito il quadro che sarà frutto del lavoro della dirigenza dell’azienda e dell’impegno di collaborazione dei sindaci.

L’esame delle schede ospedaliere suscita notevoli perplessità per quanto riguarda il San Luca: è prevista infatti una riduzione sensibile dei posti letto, compensata solo in parte da posti letto nelle strutture intermedie.
E non ci piace quanto abbiamo sentito dire sabato scorso dal vicepresidente della V Commissione Sanità Regionale, che cioè tagli importanti sono stati fatti solo nel pubblico, per noi non è in discussione la priorità del servizio pubblico rispetto al privato.

Ma la situazione suggerisce qualche riflessione ulteriore sul progetto regionale.

1) Le previste strutture intermedie prendono in carico pazienti che hanno superato la fase acuta della malattia ma hanno ancora problemi tali da non permettere loro il passaggio dall’ospedale alla propria casa con notevoli problemi per il paziente e suoi familiari. Ovviamente le strutture suddette devono affrontare costi per personale, farmaci, ecc., ma la regione prevede una diminuzione della spesa aziendale.
Meno soldi per qualche servizio in più: sarà possibile solo se tali strutture saranno attivate all'interno degli ospedali recuperando ambienti e personale precedentemente legato alla quota di posti letto per acuti che verranno “tagliati”. Questa pare la sfida su cui contare.

2) Il progetto però prevede un peso economico per il cittadino che dovrà spendere per le degenze sanitarie superiori ai 30 giorni.
NB.le degenze che superano tale periodo sono in genere legate a problemi di gestione familiare o sociale.

3) I tempi di realizzazione possono essere brevi se si tratta di una riconversione ospedaliera, perché al San Luca non mancano spazi e attrezzature; ma diventa insufficiente il personale, già scarso numericamente).
Resta sempre determinante il finanziamento della Regione.
Consola il fatto che la riduzione dei posti letto ospedalieri dovrà comunque avvenire - per legge - contemporaneamente all’attivazione dei posti letto per l’assistenza territoriale.

4) E’ stata aumentata l’offerta al San Luca del servizio di chirurgia a bassa complessità e per appuntamento, ed è previsto un servizio riabilitativo di più elevato livello.
Preoccupa la mancata citazione, nelle schede, di Chirurgia d’urgenza-emergenza e di Ginecologia.
Visto l’attuale potere di attrazione del nostro ospedale si teme che, se viene ridotto al San Luca il servizio di Ginecologia-Ostetricia, le donne che ora fanno riferimento a Trecenta non si rivolgano in massa all’ospedale di Rovigo e ciò comporterebbe un ulteriore problema economico per l’ULSS 18.
Per ostetricia-ginecologia verrà mantenuto il punto nascita che garantisce il parto in analgesia per circa il 30% dei parti naturali e viene mantenuta un’eccellenza quale la procreazione assistita.
Il fatto che resti il Punto Nascite, e quindi il reparto, fa sperare che si risolva positivamente anche il discorso ginecologia che non comporta particolare peso economico suppletivo.
Senz’altro verranno mantenuti al San Luca gli interventi ginecologici in regime di day surgery.

5) Rimarranno attivi gli altri servizi per acuti: Pronto Soccorso, Radiologia, Terapia Intensiva, Medicina.

Preoccupa (non poco) una dichiarazione poco chiara del Segretario Regionale della Sanità Veneta dottor Mantoan: “le risorse ci sono – è problema di pianificazione e condivisione”. Ora, dopo altre affermazioni come “la spesa sanitaria crescente per affrontare la cronicità” e “la sostenibilità sociale si realizza attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini e della comunità” il burocratese un po’ criptico del segretario regionale non è per noi tranquillizzante.

Noi non perderemo di vista le azioni che si succedono.

PS: negli ultimi tempi intanto si nota una crescita sensibile del numero di automobili nel parcheggio ospedaliero. Questo per noi significa qualcosa di positivo.

Per il Comitato Altopolesano dei Cittadini per il San Luca
La portavoce prof. Jenny Azzolini

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9.2.14

Un paese normale non ha Stamina

Da L'Espresso del 16 gennaio 2014

Una terapia segreta. Di cui non si sa nulla. Se monta la polemica è colpa della politica che non sa dire no agli stregoni

di Silvio Garattini

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11.1.14

Ospedale di Trecenta, la buona sanità fa notizia

Fonte: Il Resto del Carlino, sabato 11 gennaio 2014 - Lettera firmata.

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La nostra storia merita di essere raccontata, perché è quella di una famiglia unita e semplice che si è trovata, come speso accade, ad affrontare una malattia molto lunga e grave, diagnosticata a una nostra congiunta già molto sofferente per una sua particolare situazione personale.
Mai dimenticheremo l'assistenza, le capacità cliniche e di conforto, la vicinanza e l'abnegazione professionale che abbiamo trovato all'Ospedale San Luca di Trecenta, nella struttura complessa di Chirurgia, divisione di senologia oncologica. Un ospedale piccolo, di una pulizia immacolata, accoglienza sempre rispettosa e in grado di offrire le risposte di cura adatte anche a malattie molto gravi, come quella occorsa a nostra sorella.
Desideriamo ringraziare il Primario Enzo Facci e il dirigente medico Melania Grappeggia per la dolcezza e la costante disponibilità, per il sorriso di fiducia che portavano entrando nella stanza di degenza num 11.
-----fine documento

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9.1.14

Tagli e nomine contestate, welfare veneto senza pace

da Il Mattino di Padova, domenica 5 gennaio 2014

Sernagiotto è nel mirino: mancano 20 milioni dal Fondo per i non autosufficienti
e la scelta di Modolo (suo braccio destro) a capo dei servizi sociali scatena ricorsi

Il Fondo coinvolge decine di migliaia di persone, anziani e disabili destinatari di assegni di cura e integrazioni alle rette nelle case di riposo; inizialmente prevedeva una dotazione di 721 milioni, poi ridotti a 714 dalla spending: cifra virtuale, perché ad oggi le risorse effettivamente stanziate ammontano  a 694 milioni. «Dove sono finiti i 20 mancanti? Una risposta chiara è doverosa», punge il consigliere del Pd Claudio Sinigaglia.
... Nubi tempestose sulle nomine di nuovi manager approvate dalla giunta nell'ultima seduta del 2013. A far discutere, in particolare, è l'ascesa di Mario Modolo a direttore del dipartimento dei servizi sociali, caldeggiata dall'immancabile Sernagiotto, del quale il trevigiano è da tempo il braccio destro.
Leggi tutto l'articolo.
Leggi anche il precedente post "Non autosufficienza. Sinigaglia (Pd) su blocco fondi: scontro inaudito a danno dei più deboli".

2.1.14

Non autosufficienza. Sinigaglia (Pd) su blocco fondi: scontro inaudito a danno dei più deboli

fonte: pagina facebook di Claudio Sinigaglia
data odierna

Blocco dei 735 milioni del fondo regionale 2013 per la non autosufficienza.
In ballo ci sono oltre mille disabili gravissimi40 mila assegni di domiciliarità per i non autosufficienti assistiti a casa propria, i contributi di quota minima per i non autosufficienti accolti in casa di riposo o residenze assistite e che sono ancora in attesa dell’impegnativa regionale, le rette di ragazzi e adulti disabili accolti nei Ceod.

-----inizio documento(Arv) Venezia 2 gen. 2014 – “L’incredibile conflitto tra assessore e dirigente del settore sociosanitario sta penalizzando i cittadini più deboli e più fragili, in particolare i disabili gravi e gli utenti dei Ceod”. Claudio Sinigaglia, vicepresidente della commissione Sanità e consigliere regionale del Pd, insorge di fronte al mancato riparto di fine anno del fondo regionale per la non autosufficienza e chiede la convocazione urgente, in commissione Sanità, degli assessori regionali alla Sanità e al Sociale, Luca Coletto e Remo Sernagiotto, e del segretario regionale del settore sociosanitario Domenico Mantoan. “Ho scritto al presidente della commissione Leonardo Padrin – dichiara Sernagiotto – chiedendogli di dedicare la prossima seduta della commissione, prevista per il 9 gennaio, all’inaudita situazione di blocco dei 735 milioni del fondo regionale 2013 per la non autosufficienza. Siamo in presenza di uno scontro mai visto e inaudito tra assessore e dirigente, tra tecnici e politici, di un autentico ‘vulnus’ istituzionale che sconfessa decenni di integrazione tra sistema sociale e sanitario. La mancata ripartizione del fondo (quest’anno salito da 721 a 735 milioni grazie ad una ulteriore erogazione concessa dal governo) mette a repentaglio servizi e assegni di cura garantiti dalle 21 Ulss a disabili e anziani: in ballo ci sono oltre mille disabili gravissimi, 40 mila assegni di domiciliarità per i non autosufficienti assistiti a casa propria, i contributi di quota minima per i non autosufficienti accolti in casa di riposo o residenze assistite e che sono ancora in attesa dell’impegnativa regionale, le rette di ragazzi e adulti disabili accolti nei Ceod. Com’è possibile che la delibera di riparto del fondo tra le 21 Ulss, che mi dicono fosse già pronta a settembre, non sia mai stata trasmessa alla competente commissione consiliare? Di chi è la responsabilità di aver tradito la legge 30 del 2009 (che ha istituito il fondo unico per la non autosufficienza e affidato al Consiglio il compito di programmarne e monitorarne l’impiego, ndr)? Perché viene espropriato l’organo di indirizzo e di controllo dei propri compiti di programmare l’assegnazione delle risorse e la misura delle prestazioni in risposta ai bisogni dei tanti disabili e non autosufficienti della nostra regione? Perché devono essere i cittadini più deboli a pagare i costi della sanità veneta?”. 
Sinigaglia punta il dito sul conflitto, sempre meno latente, tra i due settori della sanità e sociale, nell’assicurarsi risorse adeguate ai fabbisogni crescenti. E chiama in campo i massimi arbitri della politica regionale: “Invito i presidenti di Giunta e Consiglio, Zaia e Ruffato, a farsi garanti dell’applicazione della legge regionale (Lr 30/2009) – è l’appello dell’esponente Pd - che espressamente prevede che la Giunta regionale, previo parere della commissione, entro il 31 dicembre di ogni anno, provveda a ripartire le risorse per la non autosufficienza sulla base di indicatori demografici, socio-economici; al numero di persone disabili e non autosufficienti e alla consistenza dei servizi. La spesa sociale non può diventare terreno di scontro politico o camera di compensazione per operazioni di bilancio. La legge 30 che ha istituito il fondo unico per la non autosufficienza – conclude Sinigaglia - è uno dei pilastri di quel modello di integrazione tra assistenza sociale e assistenza sanitaria che ha sinora assicurato cure e assistenza a tutti i veneti e che tutta l’Italia ci invidia:”.
-----fine documento

1.1.14

Rinnovo patente di guida. Ogni sabato al San Luca di Trecenta

Si informa che il Dott. Raffaele Geraci è presente per i rinnovi patente presso l'ospedale "San Luca" di Trecenta il sabato mattina, dalle ore 8.30 alle 9.30. Prendere appuntamento al CUP, tel. 800061644.

29.12.13

Istat. La crisi e la sanità. Nel 2012, l'11% degli italiani non si è curato per motivi economici.

fonte: quotidianosanità.it
Crollano le visite odontoiatriche (- 23%)

Crescono le prestazioni a pagamento per accertamenti (+ 3,9%). Aumentano gli over 65 con difficoltà economiche che dichiarano di star male (+ 1,6%). Gli anziani del Sud sono i più vulnerabili. Il livello di soddisfazione per il Ssn è stabile rispetto al 2005: il voto medio è 6. E' quanto emerso da un'indagine Istat realizzata con il sostegno del Ministero della Salute e delle Regioni. IL RAPPORTO

24 dicembre 2013

Vai alla sintesi su quotidianosanità.it

28.12.13

DOVE E COME MI CURO, un portale che censisce l'attività di 1.233 strutture sanitarie

DOVE E COME MI CURO è un'iniziativa privata che classifica 1.233 strutture sanitarie in base a 50 indicatori. Lo si può usare in diversi modi e può essere utile per farsi una prima idea di come funziona un ospedale nella specialità di cui abbiamo bisogno. Non è vangelo. La valutazione del sito si basa su indicatori statistici e va presa come un'indicazione da approfondire col proprio medico di famiglia.
Segnalo in proposito l'intervista al professor Walter Ricciardi, Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università Cattolica – Policlinico “A. Gemelli” di Roma, coordinatore del progetto, pubblicata da quotidianosanità.it. Il gruppo di lavoro che ha realizzato il progetto è convinto, probabilmente a ragione, che "riportare pubblicamente le performance di una certa struttura incoraggia attività volte al miglioramento della qualità delle prestazioni offerte a livello del singolo ospedale".
Vai al sito DOVE E COME MI CURO.

15.12.13

Nuovo ospedale di Padova. Dossier Legambiente: «Nuovo ospedale rischioso, costi raddoppieranno»

La magia del project financing: privatizzare i ricavi, socializzare i costi.

fonte: Il Mattino di Padova, 15 dicembre 2013

Allarme dell’associazione ambientalista che denuncia: «Troppe incognite». Le richieste: no al project e garanzie per l’area che verrà dismessa.

PADOVA. Troppe incertezze, a partire dai costi, che rischiano di raddoppiare rispetto alle previsioni, finendo per pesare sulle spalle dei cittadini. In un nuovo dossier sul nuovo ospedale, Legambiente denuncia i limiti dell’operazione, mettendo in dubbio l’opportunità di realizzare l’opera.
Nel mirino, project financing, messa in sicurezza idraulica dell’area, costi del campus, degli espropri e problemi di mobilità. A questo si aggiunge la domanda sul destino dell’area dell’attuale ospedale: verrà riconsegnata alla città o servirà solo per fare cassa?
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14.12.13

OBIETTIVO 100%: AZIENDE SANITARIE TRASPARENTI

La petizione di Riparte il futuro


Il nostro sistema sanitario è minacciato da un grave morbo, fatto di opacità, illegalità e corruzione, che sottrae risorse preziose per la nostra salute. Purtroppo sono i dati a confermarcelo: nel solo triennio 2010-2012, in Italia sono stati accertati reati nella sanità per oltre 1 miliardo e mezzo di euro. Questi soldi basterebbero per costruire 5 nuovi grandi ospedali modello.
Troppi stanno alla finestra a guardare, dobbiamo invece ribellarci all’idea che non sia possibile cambiare. Ecco allora questa petizione molto concreta indirizzata al mondo della sanità pubblica.
Per prima cosa vogliamo quindi Aziende sanitarie trasparenti, perché la trasparenza è il primo e più importante antidoto contro l'illegalità e la corruzione.
C’è una legge chiara in merito, la 190/2012, ma sono ancora molte le Aziende sanitarie che non hanno applicato le norme anticorruzione.
Chiediamo allora con forza agli Assessori regionali e ai Direttori generali alla Sanità di impegnarsi per far rispettare gli obblighi di legge da ciascuna delle 237 aziende sanitarie del nostro Paese. 
È dal 1978 che l’Italia si è dotata di un Servizio sanitario nazionale che ha dato a tutti, senza discriminazioni, cure e assistenza. Questo sistema ci ha resi più sani, ha protetto noi e le nostre famiglie ed è fondamentale preservarlo.
Per questo ti chiedo ora di fare la tua parte. Firma anche tu e chiedi ai tuoi amici di firmare questa importante petizione. Insieme possiamo davvero fare la differenza.
Grazie,
Luigi Ciotti

13.12.13

Gli effetti della crisi sui malati cronici

fonte: Maria Teresa Bressi, Curatrice del XII Rapporto Cittadinanzattiva-Coordinamento nazionale delle Associazioni dei malati cronici (CnAMC)

Sempre più spesso costretti a rinunciare a permessi di malattia o addirittura a “nascondere” la propria patologia per conservare il posto di lavoro.
Mantenere il posto di lavoro diventa talvolta inconciliabile con la necessità di assistere un familiare malato.
Chi non può pagare (secondo l‘80% delle Associazioni)  rinuncia alla riabilitazione, al monitoraggio della patologia, ad acquistare i farmaci non dispensati,  alla badante, all’acquisto di protesi e ausili non presenti nel nomenclatore.


Leggi l'annuncio del 12 dicembre 2013.
Leggi la sintesi della presentazione (13 dicembre 2013).

9.12.13

In sanità non si spende troppo, a volte si spende male


Il Comitato dei cittadini per il "San Luca" sollecita le istituzioni

Non considerati suggerimenti per risparmiare 14 milioni di euro

E ora si taglia al San Luca per contenere la spesa

Jenny Azzolini, portavoce del Comitato altopolesano dei cittadini per il “San Luca” ha inviato una mail al presidente dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), Giovanni Bissoni, al direttore generale della programmazione sanitaria, Bevere, ai consiglieri regionali, ai sindaci, alla presidente della provincia, ai consiglieri regionali e agli assessori Coppola e Coletto, ad altre istituzioni e ai giornali.

-----inizio documento
Ho seguito recentemente un intervento del dottor Bissoni : lamenta che in sanità si spende male, non si spende troppo.
Il direttore generale dell’ULS18 dott. Marcolongo, nel marzo del 2012, aveva suggerito alla regione Veneto come risparmiare 14.000.000,00 di euro l’anno, ma il suggerimento non è stato preso in considerazione.

Il Comitato di cui sono portavoce ha segnalato il fatto alla Corte dei Conti ed all’ex ministro Balduzzi. Ci è stato risposto che il caso sarà esaminato, ma non ne sappiamo più niente.
Noi vorremmo una risposta soddisfacente, perché per l’ospedale San Luca le nuove schede ospedaliere, accanto a una proposta aggiuntiva interessante, prevedono tagli che non riteniamo propri di una sanità pubblica equa. Una politica di contenimento dei costi non deve impoverire l'offerta di servizi.
Alleghiamo volantino con le considerazioni del Comitato Altopolesano, relazione del Direttore Generale Marcolongo e le risposte al Comitato della Corte dei Conti e del Ministero.
Contiamo di ottenere attenzione e risposte.
Per il Comitato la portavoce Jenny Azzolini.
-----fine documento

Da scaricare:

7.12.13

L'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da)

(dal sito)

Pensare oggi alla salute di domani

L'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna studia le principali patologie che colpiscono l'universo femminile e propone strategie di prevenzione primarie e secondarie, promuovendo una cultura della salute di genere. O.N.Da sostiene ricerche di base e cliniche sulle principali patologie, ne valuta l'impatto sociale ed economico e informa le Istituzioni, i medici e il pubblico.

Il Programma Bollini Rosa 2014-2015 seleziona gli Ospedali che fanno parte di un network di centri che offrono servizi a misura di donna e che saranno segnalati sul sito www.bollinirosa.it dove gli utenti possono consultare l'elenco delle strutture premiate e lasciare il proprio commento sui servizi ricevuti.
O.N.Da, anche per questa nuova edizione, ha identificato le strutture di “eccellenza al femminile”alle quali sono stati assegnati, secondo nuovi criteri, uno o più bollini rosa.

Vai al sito di O.N.Da

1.12.13

Circolare Inps n. 159 del 15-11-2013 sul diritto al congedo straordinario per chi assiste un disabile grave

fonte: sito Inps, Trova subito, Circolari e messaggi
Circolare n. 159
Roma, 15/11/2013
Oggetto: Sentenza della Corte costituzionale n. 203 del 3 luglio 2013 - Estensione del diritto al congedo di cui all’ art. 42, comma 5,  decreto legislativo n. 151 del 26 marzo 2001 a parente o affine entro il terzo grado convivente con la persona in situazione di disabilità grave.
SOMMARIO:
1.   Premessa
2.   Soggetti aventi diritto
3.   Requisiti soggettivi per il riconoscimento del congedo straordinario
4.   Modulistica
5.   Ambito di applicazione
6.   Istruzioni procedurali.
Vai alla pagina del sito Inps per consultare e scaricare la circolare in formato pdf, l'allegato 1 (Artt.74/78 Codice Civile - PARENTELA E AFFINITA') e l'allegato 2 (Sentenza della Corte costituzionale n. 203/2013).