
22.11.07
Occhiobello, consegnate ai partiti le richieste del comitato per il punto sanità

19.11.07
ADI, mancano le ‘perette’
Parlarne è un po’ imbarazzante. La cosa potrebbe far sorridere chi ha la fortuna di non dover affrontare questi problemi.
Per due settimane di seguito ho trovato l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) priva delle cosiddette ‘perette’ per i pazienti che, a causa delle patologie di cui sono affetti, devono essere sottoposti a clistere. In particolare, a causa della mancanza di mobilizzazione, sono le persone costrette a letto le più soggette a questo tipo di trattamento.
Gli operatori mi dicono che richiedono da quattro settimane, senza esito, il rinnovo della fornitura.
Spesso, quando si sollevano critiche alla gestione dell’Ulss, si suscita persino qualche fastidio. In questi termini si è espresso il Sindaco di Rovigo il giorno della posa della prima pietra della nuova struttura dell’ospedale di Rovigo (si veda il Resto del Carlino del 17 novembre 2007).
Da parte dei massimi dirigenti dell’Ulss, invece, il ritornello, di fronte alle critiche, è il solito “noi siamo tecnici”, “noi abbiamo le competenze per …” oppure “voi non sapete …”. Già, è vero: non siamo tecnici, perché non abbiamo un diploma di ‘paziente’ o di ‘familiare di paziente’; non siamo competenti e non possiamo sapere, perché ci troviamo soltanto a subire e non a gestire i problemi di salute. Ma non mi pare che per garantire la regolarità di forniture di ordinaria amministrazione ci sia bisogno di un master alla Bocconi!
E allora, sperando di non infastidere ulteriormente il sindaco di Rovigo e parafrasando la pubblicità di un noto lassativo, si potrebbe dire: “Ai bravi amministratori della sanità, la dolce Euchessina”.
E per gli altri?
“Che i penta” :-)
16.11.07
Operazione macedonia per i servizi di neuropsichiatria infantile e disabilità evolutiva
Ennesima ‘riorganizzazione’ per servizi sanitari e socio-sanitari. Questa volta sono coinvolti i servizi di Neuropsichiatria Infantile e Disabilità.
Del servizio di Neuropsichiatria Infantile (NPI) dell’Ulss n. 18 ci siamo occupati su questo blog nelle scorse settimane. Si veda in proposito il post del 22 ottobre 2007.
Riprendiamo il tema per ospitare un documento sottoscritto da tutti gli operatori della Struttura Operativa Semplice (SOS) di NPI che si occupa di bambini/ragazzi (età da 0 a 18 anni). Gli utenti attualmente vengono assistiti da un’equipe di specialisti che li segue anche nel percorso scolastico.
In questi ultimi anni il servizio di Neuropsichiatria Infantile ha perso molto personale per mobilità o per pensionamento.
La lettera, inviata ai massimi dirigenti dell’Ulss 18 e, per conoscenza, alle organizzazioni sindacali, esamina criticamente la proposta di riorganizzazione che coinvolge il servizio gestito dagli operatori stessi e il servizio di Disabilità che, per sua natura, è indifferenziato per età e non altrettanto strutturato per il lavoro d’equipe.
La materia è specialistica ma riguarda una quantità di utenti particolarmente vulnerabili e, pertanto, da parte di tutti, va fatto uno sforzo per comprendere quanto sta accadendo.
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Al Direttore Generale
Al Direttore Sanitario
Al Direttore Sociale
Al Responsabile del Distretto
Al Direttore Dipartimento Materno Infantile e della Famiglia
Al Responsabile U.O.C. Pediatria
Al Responsabile S.O.S. NPI e Disabilità in Età Evolutiva
e, per conoscenza
Al Responsabile Sindacato AUPI
Al Responsabile Sindacato CISL
Al Responsabile Sindacato UIL
OGGETTO: Comunicazione.
In merito alla proposta di riorganizzazione della SOS N.P.I. e Disabilità Evolutiva proposta dal Direttore Sociale, gli Operatori del Dipartimento Materno Infantile e della Famiglia, affermano quanto segue:
1. La presa in carico dei minori, siano essi disabili o meno, prevede una specificità operativa che richiede alla base una formazione specifica, una visione evolutiva e complessa del minore e della sua famiglia, all'interno del contesto di vita dello stesso (scuola, tempo libero ...) non riducibile ad una valutazione in sede di UVMD. Prevedere un intervento, separato tra sanitario e sociale è contrario a tutte le linee legislative e tecniche esistenti nel trattamento dei disturbi o disagi in Età Evolutiva per l'efficacia della cura, della riabilitazione e dell'integrazione: non si può intervenire sul bambino senza coinvolgere la famiglia e le agenzie socio-educative e terapeutico-riabilitative in un progetto comune di cambiamento. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto questi concetti alla base dell'ICF (nuovo strumento di classificazione e descrizione della disabilità). La nuova riorganizzazione a tale proposito porta in sé il rischio di trasformare (per quanto riguarda l'utenza certificata ai fini del sostegno scolastico) ciò che avviene naturalmente, come prassi lavorativa consolidata da anni di esperienza e che è contraddistinta dalla multidisciplinarietà dell'intervento, in un iter a grossa valenza burocratica e dispendioso in termini di tempo degli operatori coinvolti.
2. L'organizzazione proposta è attualmente adottata solo in due ULSS del Veneto: L'Azienda Socio Sanitaria di Thiene e quella di Bassano. Contattati gli operatori di codeste Aziende, gli stessi segnalano difficoltà di integrazione dei Servizi di Riabilitazione e problemi a garantire un servizio integrato e qualificato all'utenza intesa come singolo o struttura (minore, famiglia, scuola, agenzie di integrazione sociale e educative extra scolastiche).
3. L'attuale organizzazione della nostra Azienda, in essere dal 2000, non ha avuto riscontri negativi da parte dell'utenza. Non vengono negate che esistano delle criticità e nulla ci impedisce di discutere per migliorare la situazione, ma le difficoltà principalmente, derivano dal sovraccarico operativo dei singoli professionisti, conseguente alla quiescenza e alla mobilità degli stessi:
- 4 Neuropsichiatri con contratto Sumai: non è stata attivata alcuna sostituzione;
- 4 Assistenti Sociali solo 1 è stata sostituita;
- 4 Psicologi non è stata attivata alcuna sostituzione.
4. Da sempre le famiglie residenti nel territorio dell'ULSS 18 di Rovigo hanno avuto una continuità di interventi da parte del Servizio NPI dalla presa in carico alle dimissioni o al momento del passaggio all'Età Adulta. La stesura del Protocollo Operativo che prevede la predisposizione del relativo "Modulo di Passaggio" tra la SOS di NPI e il Dipartimento Età Adulta, di recente applicazione, ha finora garantito un passaggio fluido tra le due realtà aziendali, ben capito dalle famiglie che lo hanno accettato come naturale evoluzione del percorso socio-riabilitativo del proprio figlio. Un precoce inquadramento dei minori certificati, disabili (disabili riconosciuti con la certificazione della Commissione Invalidi) e non all'interno del Dipartimento della Disabilità (0 - 100 anni), rischia di avere un forte impatto emotivo con ricadute negative sul piano della progettualità che la famiglia, scuola e altre istituzioni avranno sul minore stesso.
5. Rispetto alla nuova proposta organizzativa, rimane aperto il dubbio relativamente alla modalità di presa in carico di tutta quella utenza che non ha le caratteristiche per essere certificata ai fini del sostegno scolastico, ma che necessità di interventi multidisciplinari che attualmente vengono svolti, attraverso l'utilizzo dell'Equipe, dagli operatori della SOS NPI Neuropsichiatri, Psicologi, Assistenti Sociali, Fisioterapisti, Logopedisti, Ortottista, Educatori, Operatori Socio Sanitari. Tale strumento strategia che caratterizza il lavoro degli Operatori appartenenti alla Sos di NPI è sicuramente più agile nella sua attivazione e meno dispendioso in termini economici rispetto ad una convocazione di UVMD.
Gli Operatori (seguono trenta firme)
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11.11.07
Trecenta, battuta d'arresto sul San Luca
Il fatto meriterebbe molte riflessioni, per nulla confortanti, ma mi limito per il momento a riportare la cronaca della seduta consiliare pubblicata dal Gazzettino.
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Il Gazzettino, 11 novembre 2007
TRECENTA Il documento, ritirato, sull’ospedale San Luca spacca la maggioranza di centrodestra
Il futuro del nosocomio e di Marcolongo a paragone con la situazione esistente ad Adria
Le ha tentate tutte il sindaco Antonio Laruccia per far approvare dal consiglio comunale il documento sul San Luca; alla fine ha però dovuto cedere alle pressioni di An, rappresentata tra il pubblico anche da Isi Coppola. Lo scontro con Renzo Marangon, che di quel documento sembra essere l'occulto ispiratore, è stato dunque vinto dall'assessore regionale al bilancio, che non ha nemmeno atteso la fine della seduta per avere la certezza che non se ne sarebbe fatto nulla. Un consiglio comunale monotematico su un documento, già approvato dalla conferenza dei sindaci e giunto "clandestinamente" sul tavolo di Galan, che la stessa conferenza dei sindaci ha successivamente rinnegato, proponendo di contrapporne uno di stile e toni diversi, pur con il medesimo fine: veder tornare alla piena funzionalità il monoblocco ospedaliero altopolesano.
Peccato originale del documento era il paragone del San Luca con l'ospedale di Adria: pari popolazione, analoghi problemi di territorio e viabilità, ma trattamenti diversi. Alla Coppola, ed ai sindaci dell'Ulss 19, il contenuto del documento non era piaciuto, anche perché rischiava di scatenare un'assurda guerra tra poveri. Argomentazione questa condivisa anche da Paola Panziera, la quale annuncia in ogni caso il voto favorevole di Rc, pur giudicando il documento carente in fatto di critiche all'operato di Marcolongo. Di fronte alla prospettiva della stesura di un nuovo testo, che auspica «rafforzativo rispetto a questo, assai debole», Gilberto Bianchini si mostra contario alla sua immediata approvazione.
A questo punto della seduta il vicesindaco Elia Bellotti, a nome anche di altri due consiglieri di An (ai quali in seguito si associa l'"esule" Zancanella), chiede il ritiro del documento, ritenuto "inutile", in attesa della riunione della conferenza dei sindaci, prevista per il 19 novembre e destinata a produrne uno nuovo. I consiglieri azzurri appaiono visibilmente disorientati, al punto che Dorino Conte chiede «una sospensione per una riunione del gruppo di FI». Per evitare il peggio interviene il sindaco, il quale concede una pausa per «una riunione di maggioranza», da cui scaturisce la proposta di rinvio della discussione sul tema San Luca per «non creare sovrapposizioni e rispettare la volontà della conferenza dei sindaci». Proposta che viene accolta con il solo voto contrario dei tre consiglieri di "Trecenta cambia" (a favore: maggioranza, Bianchini e Zancanella).
Ancora prima che si apra la seduta, il circolo locale di An si dice «fortemente amareggiati dalla piega del confronto che poco porta di concreto al nostro ospedale, se non continue discussioni e documenti spesso frettolosi e di facciata. Continuare a creare un'immagine negativa è deleterio per la crescita e lo sviluppo dell'ospedale. L'allarmismo strumentale della sinistra a nulla gioverà, ma avrà come unico risultato (sperato?) la disaffezione totale dei cittadini alla struttura». Il Prc pone invece una serie di domande: «Il sindaco Laruccia è in grado di dare seguito alle forti e giuste dichiarazioni, contrarie alla gestione del San Luca portata avanti da Marcolongo? Nel caso Marcolongo fosse purtroppo riconfermato alla guida dell'Ulss 18, è azzardato pensare di ringraziare per questo risultato, quale estimatore e sostenitore dell'attuale direttore generale, proprio il partito di An? E se Alleanza nazionale agirà per farci avere, ancora per anni, l'attuale direttore generale alla guida dell'Ulss 18, se i dati del San Luca sopra riportati sono veri, ci può spiegare il perché di tanta sua stima nei confronti di Marcolongo?»
Francesco Romani
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Punto sanità di Occhiobello, il comitato incontra i partiti
