Salvare l'ospedale di Trecenta è lo scopo delle pagine che stai leggendo. Nell'ottobre del 2006 il reparto di riabilitazione pneumologica è stato chiuso. L'ospedale San Luca, prima e dopo quell'evento, ha subito altri colpi.
23.11.12
Il problema dei posti letto
Potrebbe non essere tale se...
Il parere di un medico dell'ospedale di Trecenta
La Dr.ssa Anna Bocchi, medico anestesista-rianimatore dell'ospedale "San Luca" di Trecenta, interviene a commento del post "Sanità: “siamo abbandonati”. Il potere delle forbici" che rimanda a un articolo di Ivan Cavicchi sul sito de Il Fatto Quotidiano.
Ecco il suo commento:
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La questione dei tagli alla sanità e la razionalizzazione della spesa sanitaria è un argomento controverso, soprattutto perché viene talvolta letta a mio parere in modo non corretto. Il problema del taglio dei posti letto per esempio è disastrosamente amplificato e distorto. Non è vero che il taglio dei posti letto per acuti lascerà gli ammalati senza assistenza, perché molti posti letto per acuti sono purtroppo occupati da pazienti cronici o da casi sociali. In realtà verranno ridotti i posti letto per acuti soprattutto in area chirurgica, decisamente sovradimensionati (l'indice di occupazione dei letti chirurgici generali e specialistici è di circa il 30%, cioè molto bassa), e verranno sostituiti da posti di lungodegenza e riabilitazione.
Molti dei pazienti che accedono ai reparti ospedalieri, arrivano dalle case di riposo e potrebbero essere trattati all'interno della residenza che li accoglie. In parole povere, se le case di riposo avessero un medico all'interno che garantisse una continuità assistenziale e se ci fosse maggior continuità assistenziale a livello territoriale, i reparti ospedalieri non sarebbero così sovraffollati e certe scene da girone dantesco dei nostri ps non ci sarebbero più.
Gli ospedali dovrebbero essere luoghi deputati alla diagnosi e cura di patologie acute ed impegnative, le patologie croniche possono e devono essere gestite nel territorio. Perciò se si comincerà a gestire i pazienti per intensità di cura, i posti letto non mancheranno. E a differenza di quello che si dice nel Fatto Quotidiano, non è vero che le regioni non hanno idee sul come fare. Nel nuovo PSSR del Veneto sono previste strutture intermedie che dovranno gestire le patologie a bassa intensità di cura e croniche (forse non è del tutto chiaro il come il dove e il chi le gestirà).
Dr.ssa Anna Bocchi
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